L’Aquila bella non può mai perire

“L’Aquila bella non può mai perire”.E’scritto sulla targa appena scoperta alla presenza dei grandi della terra. L’operazione propagandistica del Berlusca è riassunta nell’imposta solennità di tale circostanza. Tanto per far passare in secondo piano l’imbarazzo dovuto al pasticciaccio brutto di palazzo Grazioli e dintorni. Mossa scaltra quella di far svolgere il G8 a l’Aquila. Ciò non toglie che il grande successo di questo summit , vantato dai berlusconidi non c’è stato. In nessun campo. Del resto da tempo ormai immemorabile questi vertici non concludono alcunché. Dichiarazioni d’intenti. Acqua fresca e nulla più. Dice il portavoce Bonaiuti in una trasmissione ancora in corso mentre scrivo, nel tiggi sdraiato, di Minzolini che c’è un forte impegno dell’Italia ,sulla scorta della volontà di Obama, verso l’Africa. Chi sa come stanno davvero le cose viene inevitabilmente colto da un irresistibile senso di nausea. Lo stomaco non può che rivoltarsi davanti ad una tale cinica sfrontatezza. Sono stato per cinque anni membro della commissione sviluppo del Parlamento europeo e posso ben testimoniare che tutte le volte che si è parlato di aiuto pubblico allo sviluppo (APS), con riferimento particolare alla percentuale di PIL nazionale (0,7%) da dedicare al raggiungimento degli obiettivi del millennio , primo tra tutti il dimezzamento della povertà nel mondo entro il 2015 ; ebbene l’Italia è sempre stata citata come esempio negativo. A tutt’oggi fanalino di coda di tutta l’Unione Europea. Roba da vergognarsi a far parte come italiano di quella commissione. E adesso il portavoce del Presidente del consiglio- che per inciso dice di non aver idea alcuna di quale sarà la politica estera americana,come fosse cosa normale per uno che sta al governo- spiega che l’Italia è impegnata contro la desertificazione e per l’emergenza acqua. Patetico e ridicolo insieme. Parla un tale che non sa un bel nulla di nulla. Improvvisa mettendo insieme un paio di banalità con l’aiuto di giornalisti minzoliniani smaniosi di darci a intendere che Bonaiuti, contro ogni evidenza, sa qualcosa dell’Africa e dei problemi dello sviluppo. Intanto corrono le immagini di un Obama che , poveretto, cerca disperatamente, nei limiti della buona educazione di sottrarsi, fosse pure con lo sguardo rivolto altrove, al tallonamento di Berlusconi che gli sta aggrappato come una mignatta concionando in non si sa quale lingua. Poi Obama volerà in Ghana e si occuperà seriamente dell’Africa perché a differenza di Bonaiuti e “dell’amico Bush” (Berlusconi dixit) sa che il vero grande problema strategico nel rapporto tra continente africano e occidente insorge nella presenza capillare e aggressiva della Cina, che per non saper né leggere né scrivere, non redige appunto dichiarazioni d’intenti, ma penetra profondamente in Africa con un business molto articolato e spesso vantaggioso, almeno nell’immediato, per molti territori di quel continente. “L’Aquila bella che non può mai perire” non meritava di esser ulteriormente umiliata e sfruttata a puri fini di propaganda interna. Adesso che il vertice si sta concludendo scade anche la moratoria, chiesta giustamente dal presidente Napolitano in omaggio alla dignità di un’intera nazione. Dunque credo di poter riassumere il senso più autentico dell’operazione messa in campo dal governo italiano con il G8 : ma che schifo!

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