La lunga estate calda del PD.Prima puntata.

E dunque veniamo al PD. Quanti due anni addietro temevano il peggio,come il sottoscritto,forse non avevano torto. Ci si trovava di fronte ad un progetto confuso con elevate dosi di opportunismo politico. A fronte del sicuro declino di DS e Margherita l’idea era di imboccare una scorciatoia nebbiosa. Unire due sole forze per costituire ciò che allora veniva definito un “baricentro riformista” per ricandidarsi alla guida del paese in un sistema politico riformato in senso bipartitico. Tutto il resto:profilo ideale, programma, insediamento territoriale si sarebbe precisato nel corso del tempo. On s’engage ..con quel che segue. Il comportamento di Veltroni, senza dubbio l’interprete più autentico del partito democratico come risposta,seppur tardiva, alla crisi della sinistra e del centrosinistra, ha tradotto nella campagna per le politiche questa visione in termini di “vocazione maggioritaria”: meglio soli che mal accompagnati. Ciò ha indubbiamente dato espressione politica ed elettorale ad un senso comune assai diffuso nel popolo dell’Ulivo: basta con le piccole rendite di posizioni e i ricatti conseguenti. Scaricare zavorra col voto utile era parsa la linea di condotta più conseguente ad un tale approccio. Poi le dimissioni di Veltroni furono la semplice conseguenza di un fallimento. Veltroni ha capito al volo (come suo solito) che da quel 33,2% arrotondato politicamente a 34% si poteva solo arretrare. Cosa che è puntualmente avvenuta alle europee e alle amministrative sotto la nuova guida di Franceschini. Veltroni resta quello del 34%. Chi può far meglio? Nessuno. Per il motivo duro e semplice che la sinistra italiana, anche radunando tutte le sue componenti non ha mai superato in sessant’anni quella soglia elettorale. E adesso la raggiunge solo con il contributo di ciò che residua dall’esperienza del PPI e della (successiva) Margherita. Ecco perché Bersani in alleanza con Prodi propone una riedizione dell’Ulivo. Questa alleanza, per inciso, si è tradotta com’è noto in una nuova sistemazione del sistema di potere locale e regionale in Emilia-Romagna. La presidenza della regione ad Errani, il capoluogo (comune e provincia di Bologna) per la prima volta agli uomini (e donne) di Prodi. Attenzione ,in questo caso non ” si mischia il sangue” secondo l’espressione ,non so quanto felice, di Franceschini. Al contrario di delimitano zone d’influenza: da potenza a potenza. Non c’è nulla di cui scandalizzarsi. Solo che questo modo di procedere non corrisponde propriamente all’idea fondante del PD. Si tratta di una politica di alleanze nella quale ciascuno rimane esattamente sé stesso. Con i suoi interessi di riferimento e soprattutto con le sue personali posizioni di prestigio e potere politico. Naturalmente tutto ciò si traduce nella contingenza attuale anche in un’alleanza interna con l’appoggio a Bersani del padre nobile del PD, ma meglio sarebbe dire dell’Ulivo. Risultati a breve ci saranno più o meno per tutti. Anche se, in prospettiva non sarà la ex sinistra degli ex DS a menar il gioco. Della qual cosa non ce ne potrebbe fregar di meno , se non fosse per il rischio effettivo di una accentuata perdita di contatto con il mondo del lavoro nell’equiparazione, in termini di referenti sociali, di questo con l’impresa. D’altro canto ciò non contraddice la linea fondativa del PD, Mai nel PD, partito innovatore alla rinfusa , si cita il lavoro senza l’impresa. Anzi , fateci caso il lavoro viene dopo. Della serie : vogliamo rappresentare insieme l’impresa e il lavoro. OK. E’ ben vero che un partito che vuol governare deve ,necessariamente assumere un profilo interclassista. Nessuno lo nega. Io neppure. Tuttavia , anche nella crisi attuale, chi è ormai del tutto sprovvisto di rappresentanza politica è il lavoro dipendente in tutte le sue variegate e precarie forme. Non certo l’impresa. Ed è proprio per ciò che la Lega accresce il proprio insediamento sociale e territoriale a spese della ex sinistra. E c’è da scommetterci, in futuro lo farà, in modo accentuato proprio in Emilia-Romagna, dove l’alleanza interna al PD lascia scoperto un vasto campo sociale. Ciò anche come conseguenza più generale dell’idiozia proclamata dal riformismo pieddino secondo cui non c’è ormai più differenza tra lavoratore e imprenditore. Non sono tutti lavoratori, a parte il reddito? E’ una particolarissima interpretazione del “patto tra produttori” che non ha senso politico alcuno nell’epoca odierna nella quale –come dovrebbe insegnarci il cosiddetto riformismo- la disarticolazione e la frantumazione del lavoro dipendente (e non solo) conseguenza della totale e selvaggia liberalizzazione del mercato del lavoro, attuata a livello globale, lascia intatto un solo campo:quello dell’impresa seppur opportunamente ristrutturata. Sì , lo so , l’obiezione può riguardare la piccola impresa o meglio, ormai, la micro impresa. Ma è un’obiezione pelosa poiché qui davvero stiamo parlando e da tempo, di lavoro autonomo, flessibile al massimo grado , spesso precario. Sarebbe il caso d’aggiornare l’analisi “storica” su questo punto, senza edulcorare per ragioni propagandistiche uno stato di fatto ormai molto cambiato. In sostanza sembra a me che ,in termini di analisi sociale, l’idea pieddina, ancora in voga, secondo la quale tutti i gatti sono bigi, siamo tutti nella stessa barca, e così via dicendo, è del tutto spiazzata rispetto ad una richiesta di tutela e difesa d’interessi vitali che , nella disperazione e nel vuoto di politica e di rappresentanza, s’indirizza altrove poiché non basta più la generica chiacchiera sulle inevitabili trasformazioni in atto. Bisogna starci dentro e almeno capire che, sempre più, ogni persona vale un voto. E , la grande maggioranza delle persone , impiegato , operaio , precario,ma anche altri ceti impegnati nelle libere e spesso povere professioni è in cerca di un riscatto sociale. Sissignore, proprio di questa cosa antica e mai tanto attuale e pressante: riscatto sociale. Tutta questa larga platea sociale ed elettorale cerca qualcosa di affidabile , sicuro, responsabile nel tempo. Un partito dotato di una propria visibile identità. Per tanti aspetti l’opposto di un partito dai contorni sfuggenti, incerti, con una dirigenza impegnata da mattina a sera in una contesa interna che dice e contraddice continuamente e in parlamento si astiene spesso e volentieri su aspetti cruciali anche di alto valore simbolico. Chissà se qualcuno nel PD capirà, prima o poi, che anche i simboli sono importanti. Qual è lo spazio simbolico che traduce il profilo ideale del PD? Dopo le ideologie qual è il sistema di valori del PD? No, non sto alludendo alle quattro misere chiacchiere sull’equità, le pari opportunità, la solidarietà che troppo spesso non traducono una ricerca e un’elaborazione innovativa quanto piuttosto valgono a mascherare una povertà culturale sconcertante. Volete recuperare e ricollocare “modernamente” nell’epoca della grande crisi globale, termini come giustizia sociale oppure intendete rimanere allo stato gassoso: imprendibili per la gente comune? “Non si pensi” –come dice Veltroni –Crozza che i guai del presidente del consiglio vi serviranno a sciogliere questi e altri nodi. L’anziano giovanotto è giunto forse all’inizio della fine. Ma non imboccherà un sereno viale del tramonto mentre voi siete impegnati a districare l’ingarbugliata matassa di procedure democratiche che paiono concepite da un ubriaco in una notte senza luna. E , il bello è (si fa per dire) che per impedire la candidatura di Grillo dovete, di fatto, smentire voi stessi. Sì perché se uno si iscrive al PD oggi , non vale, formalmente, quello che ha fatto ieri contro . A quello che vi dice :vengo anch’io, dovete per forza rispondere alla Jannacci. Anche perché in ciò che è stata giustamente definita la “democrazia del passante” uno così potrebbe persino vincere la posta in palio. Roba da matti! O no? Mentre ad uno come me , che vi diceva : per il momento vengo nel PD insieme ad altri, in forma collettiva, accettandone tutte le regole avete detto no. Perché? Perché no! Appunto. Unico caso al mondo di un partito che si è dato procedure formali di massima apertura per coprire un sostanziale e duro settarismo da vocazione maggioritaria. Salvo che adesso cambiate radicalmente linea. Per esempio in Europa siete approdati, seppur provvisoriamente e in stato di necessità, a quella sintesi demosocialista che vi era stata proposta e che avete rifiutato quasi fosse un diabolico marchingegno inventato da un perfido sabotatore. Benvenuti comunque. E poi riscoprite l’Ulivo, almeno alcuni di voi. Ed è proprio qui che si rileva la debolezza strategica (mi si passi questo termine passatista) di Bersani. Di questo ed altro ancora alla prossima puntata. Tanto c’è tempo fino a metà ottobre.

Annunci

5 Risposte to “La lunga estate calda del PD.Prima puntata.”

  1. hello spank Says:

    … tutto vero, sin troppo. però c’è anche un problema meramente culturale, di strumenti, di attrezzi. e di egoismo. credo nella loro buona fede. e non è una giusticazione, ma un’aggravante.
    sepro che le puntate siano tante. i miei due neuroni sento che ne stanno già traendo giovamento.

    • maurozani Says:

      Più che di egoismo parlerei di egotismo. Come verrà inevitabilmente fuori dai flash back che mi concederò di tanto in tanto. La buona fede vale sempre ,forse però non proprio per tutti tutti.

  2. chiara pappa Says:

    mi sono permessa di importarla nella mia pagina di facebook… rapida ed immediata alzati di scudi… zani iscriviti a facebook che c’è della mossa. come si dice fatto 30, fai 31
    ciao e alla prossima puntata
    chiara

    • maurozani Says:

      Non so . Su facebook ci sono proprio tutti. Come diceva quel tale: mi si nota di più se ci sono o se non ci sono? A parte che ,onestamente, non so neppur bene come funziona.

  3. orione Says:

    hello spank… bel nome

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: