I Giusti

Tra le notizie/curiosità estive c’è la proposta avanzata dal movimento ebreo ultraortodosso Chabad di annoverare Wilhelm Canaris fra i Giusti delle Nazioni. Consesso di cui –confesso la mia inescusabile ignoranza – non sospettavo fino ad ora l’esistenza. Il motivo di questa proposta riguarda essenzialmente l’impegno di Canaris per mettere in salvo un importante rappresentate del movimento. A parte ogni altra considerazione riguardante l’opportunità, sul piano storico e morale, di rivalutare a tal punto la figura del capo del controspionaggio del Terzo Reich, la notizia mi offre il destro per segnalare un libro forse dimenticato di Joachim Fest (Obiettivo Hitler), lo storico liberale autore di una monumentale biografia di Hitler. Si tratta di un’interessante e minuziosa ricostruzione di ciò che Fest chiama , la “resistenza tedesca”.L’analisi documentale e la tesi storico-politica di Fest è tutta rivolta a smentire la vulgata secondo la quale l’opposizione tedesca al nazionalsocialismo cominciò ad esprimersi solo quando la Germania aveva ormai evidentemente perso la partita. Fest cerca di dimostrare , anche se ci riesce solo in parte,che vi è stata una continuità nella “resistenza tedesca” , la quale muove dai primi tentativi di colpo di stato nel 1938 per arrivare fino all’operazione Walkiria quando, alfine, Stauffenberg colloca la bomba nella “tana del lupo” a Rastemburg. Dico alfine perché Stauffenberg gira con l’esplosivo al seguito in quasi tutte le occasioni che gli si presentano di avvicinare “la bestiaccia”. Per esempio lo porta con sé persino all’Obersalzberg (il nido dell’aquila) quartier generale del Fuhrer. Solo che per una serie di circostanze e dettagli tecnici ,prima del 20 luglio del 1944 ,non riesce mai nel suo intento. Al punto che vista la difficoltà di agire con la bomba uno dei congiurati se ne uscì a chiarire che :” Alla fin fine quel maiale ha anche un grugno su cui sparare”. Si trovò subito chi si dichiarò pronto a provarci. Poi , ancora una volta ,non se ne fece nulla. La cosa curiosa e ,in ogni caso piuttosto impressionante -secondo il lungo e documentato racconto di Fest- risiede nel fatto che per anni tra gli alti gradi militari è tutto un gran parlare intorno ai modi, ai tempi e alle circostanze per schiacciare la “bestiaccia”. Non importa se aquila o lupo. Se ne parla quasi liberamente in una cerchia piuttosto larga. A riprova , quando un’anima bella facente capo al comando supremo dell’esercito chiede a Stauffenberg “come faremo a dire a Hitler tutta la verità (come se la bestiaccia non la sapesse già per averla programmata lui stesso) intorno allo sterminio in atto nei territori orientali” ,la risposta è semplice: “Non si tratta di dirgli la verità ma di farlo fuori”. Si era nel 1942. In seguito, quando Stauffenberg, il primo luglio del ’44 promosso colonnello prende servizio come capo di stato maggiore delle truppe territoriali  si presenta al suo superiore chiarendo subito di essere impegnato a preparare un colpo di stato e  la sua scoperta dichiarazione d’intenti non suscita alcun particolare commento. La ragione di un tale “disinteresse” nota anche Fest, risiede nell’opportunismo dei generali che attendono l’azione degli ufficiali più giovani e determinati per decidere se compiere, a loro volta, il grande passo. Molti spiegano che non sono affatto contrari all’ammazzamento del maiale ma bisogna che qualcun altro se ne incarichi. L’atteggiamento di Canaris , è in parte diverso e più determinato di quello degli altri alti ufficiali . Della serie : provateci . Se ci riuscite sono senz’altro della partita. Quando poi il 20 luglio del ’44 ci provarono anche l’ammiraglio non riuscì a scampare. In sostanza la figura di Canaris si staglia come quella di un personaggio complesso e contraddittorio, cinico e coraggioso ad un tempo. Ma è piuttosto Stauffenberg che andrebbe ricordato in ben altra misura e maniera rispetto a quella modesta visita che ogni anno una sparuta pattuglia di autorità compie discretamente alla sua tomba. E ciò perché fu lui a rompere gli indugi e anche a collegare politicamente l’opposizione militare a quella civile tramite la sua amicizia e vicinanza al sindacalista socialdemocratico Julius Lieber che cadrà con lui dopo il 20 luglio. Contrariamente a quanto ci ha tramandato nel corso del tempo la storia ufficiale, Stauffenberg non è stato semplicemente un militare di origini aristocratiche mosso prevalentemente da antichi impulsi riguardanti l’onore, il dovere o lo spirito di servizio , ma un uomo dotato di visione politica, che già nell’ottobre del 1942 , quando l’operazione Barbarossa era in pieno e vincente corso, aveva il coraggio, morale ed umano ,di chiarire pubblicamente la sua netta contrarietà: “al corso sciagurato impresso dalla politica tedesca nei territori orientali”. Dunque perché non inserire il suo nome in quell’album dei Giusti di cui apprendiamo tardivamente l’esistenza?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: