Deroghe pesanti e partito leggero.

Salvatore Vassallo , uno dei massimi interpreti del “partito nuovo” di veltroniana memoria(poiché di memoria ormai si tratta) sembra non dare per scontata la ricandidatura dell’attuale presidente della regione Emilia-Romagna per il terzo mandato e per la quarta volta di Errani alla guida del governo regionale. Ora, Vassallo è persona seria che , di conseguenza, prende sul serio regole e norme statutarie da lui stesso in gran parte redatte. Dunque le difende. Ad oltranza. Vassallo è però anche persona intelligente e sa bene che la sua obiezione statutaria secondo cui Errani per ricandidarsi ha “bisogno di una deroga pesante da parte dell’assemblea regionale del PD”, è semplicemente una mossa politica nella battaglia interna al “partito nuovo”. Intanto non è realistico invocare una delega pesante in un partito leggero. E poi,i giochi sono fatti. Da gran tempo e contemplano l’assoluta garanzia per la ricandidatura di Errani nel momento in cui Bologna e provincia sono governate da esponenti della ex margherita. Questo stato di fatto vale ben più dell’ottenimento di una qualsiasi deroga dentro le farraginose procedure interne del PD. Gli ex DS a Bologna contano ormai come il due di coppe quando briscola è bastoni. Vuoi non garantire questa componente , peraltro largamente maggioritaria, con un ruolo istituzionale di rilievo almeno sufficiente a mantenere un passabile equilibrio ? Senza contare che è in gioco anche un problema di consenso elettorale. A conferma, se Bersani( futuro segretario PD) appoggia Errani, mentre Prodi (padre nobile del PD) sostiene a sua volta Bersani vuol dire che la deroga pesante è già stata ottenuta con la negoziazione di un accordo politico inerente il potere locale e regionale. Tale accordo è reso ancor più solido e perfezionato dal consenso informato dei principali poteri della società civile. Anche per questo la possibile avanzata elettorale costituita dalla Lega nord, paventata dall’ex segretario regionale del PD, non sembra ancora in grado di impensierire seriamente. Salvo errori pacchiani in corso d’opera, che non mi aspetto. Certo , in tutto questo, ha giocato un ruolo anche lo stesso Errani che con il suo low profile , abilmente mantenuto ormai da oltre un decennio alla presidenza della regione viene a costituire, di per sé , garanzia di affidabilità agli occhi degli elettori. In altri termini se si guarda all’esperienza, in vario modo contrastata di altri “governatori” del PD, l’esperienza di Errani, proprio in virtù di questo “basso profilo” rende obiettivamente la sua ricandidatura come logica , normale , scontata. C’è qualche robusto argomento da avanzare contro la solidità di un Errani, e c’è qualcuno che la vuole sfidare in nome di una generica innovazione? Sembra davvero di no. Soprattutto in assenza di un qualsiasi serio contenzioso programmatico. Qualcuno , da qualche parte, ha mai discusso delle e sulle politiche regionali? Per quale strana ragione si dovrebbe cambiare un presidente verso il cui operato mai nessuno ha avanzato, che io sappia, la benché minima osservazione critica? Dunque c’è da ritenere che l’obiezione di Vassallo serva solo a piantare una bandierina (neanche una banderillas ) nella speranza (a mio avviso del tutto vana) che nel congresso del PD si riaprono giochi , di fatto chiusi da quando Bersani si è candidato. Quanto poi all’idea di svolgere primarie, quand’anche non obbligatorie per una ricandidatura- “se fossi nel presidente(leggi nei panni di..) sarei il primo a chiederle”, dice il capogruppo PD in regione- beh , qui siamo alle solite. Ginnastica e un volar di stracci tanto per salvar le apparenze . Se poi nella zucca di qualcheduno, balenasse un vago riflesso nostalgico dell’antica e ormai inattuale questione della centralità di Bologna: pazienza, passerà. Bologna, nel breve volger di un decennio, è stata variamente espugnata. Da ultimo da Cofferati. In queste condizioni non ci son deroghe che tengano. L’asse Roma –Bisanzio si è fortemente consolidato ed è destinato a durare a lungo.

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2 Risposte to “Deroghe pesanti e partito leggero.”

  1. antonello Says:

    Quel simpaticone del prof. Vassallo, dal suo blog (ripreso dal Corriere di Bologna), ci rivela che a non sostenere Bersani si rischia la carriera (non specifica quale tipo di carriera).
    La denuncia mi sembra di quelle che suscitano sensazione. Mai accaduto prima in un paese occidentale (come si dice a proposito di B.)!
    Ma forse non è proprio come dice il Prof. Vassallo. In fin dei conti, è accaduto anche nell’ultimo congresso (e, chissà, forse anche nel penultino e nel terzultimo). In diversi ci hanno rimesso il posto. Per fare spazio ai “Vassallo boys”, naturalmente.

  2. maurozani Says:

    Ma sì. In politica si rischia sempre la carriera. Non sarebbe interessante in altro modo.Per quanto, con appropriati (pardon opportuni) accorgimenti, si può sopravvivere a lungo. Naturalmente sopravvivere è cosa diversa da vivere.

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