Archive for ottobre 2009

Breve chiosa sul post-primarie.

ottobre 31, 2009

Rimando alla settimana prossima un commento più articolato sulle tanto celebrate primarie e soprattutto sulle prime mosse della nuova strategia politica del PD di Bersani l’Emiliano. Sono ancora impegnato in un complicato e stressante trasloco che mi estrania quasi del tutto dalla “situazione politica attuale”. Dopo esser giunto al limitare del centro storico di questa città che mi appare sempre più estranea e anonima, torno in periferia , da dove sono venuto. Ad organizzare la mia nuova vita da pensionato. Per conseguenza ho letto distrattamente i titoli dei giornali e poco più. Comunque tutto è andato come doveva. E come era ampiamente scontato. Solo un marginale gruppetto di teste deboli faceva mostra di non dare per acquisito il risultato. Del resto il mio interesse per l’esito della finta contesa era pari a zero. Avendo “previsto” da mesi il risultato insieme alla cifra (tre milioni) della “grande partecipazione”. Nulla di nuovo sotto il sole. A parte l’offensiva di Berlusconi all’insegna del “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Ferve la guerra del sesso. Brodaglia depistante intanto che si producono gli esiti sociali (devastanti) della crisi in atto. Un paese come l’Italia comincerà ad uscirne tra circa un decennio. Intanto Topo Gigio ci spiega come proteggerci dall’influenza suina ,parente stretta di quella spagnola che fece svariate decine di milioni di morti negli anni venti del secolo scorso. Obama , pur alle prese con la svolta sanguinosa nella guerra afghana e con il tentativo di far passare la riforma sanitaria, non esita a dichiarare l’emergenza nazionale per procedere a tappe forzate ad una vaccinazione di massa. In Italia, in mancanza di uno stock minimamente adeguato di vaccino, si sparano cazzate rassicuranti per il tramite della faccia non del tutto rassicurante del vice ministro della sanità. Il PD delle post -primarie, per il momento tace. E qui sarebbe utile qualche considerazione intorno al senso di responsabilità nazionale. Ma lasciamo stare. Intanto i media rilanciano la tesi cretina secondo cui chi ha patologie pregresse è, naturalmente, spacciato. Come dire. Solo i sani si salvano. Selezione naturale! Del resto il XXI secolo (se non si è ancora compreso) è nato all’insegna del più bieco oscurantismo. Si torna a prima del secolo dei lumi. Su questa scia Berlusconi s’è preso la scarlattina e l’attaccherebbe volentieri al conduttore di Ballarò mentre studia un marchingegno che lo sottragga ancora una volta all’offensiva dei giudici comunisti. Nel frattempo mi cercano per rimpinguare testimonianze sulla svolta della Bolognina nel decimo anniversario. La cosa non m’attrae troppo. Tuttavia sto pensando di scrivere qualcosa su queste pagine anche per correggere sostanzialmente ciò che ha scritto su di me , Luca Telese nel suo “Qualcuno era comunista”. Comunque adesso torno ad occuparmi del trasloco. A presto.

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Chiosa sulle primarie

ottobre 13, 2009

Ferve il “confronto” nel PD verso le primarie. E vengono a galla, ed era ora, i nodi irrisolti, il cumulo di ipocrisie , l’eclettismo culturale, le balle partecipazioniste, le bugie pietose e pelose e ,riassumendo, l’improvvisazione colpevole e demagogica, che presiedette alla nascita del Partito Nuovo. Marini, persona seria, dice che :” se il segretario sarà eletto dagli iscritti sarà meglio”. Lo penso anch’io. Bersani che deve vincere e vincerà le primarie s’inchiavarda alle medesime per ragioni (si spera di opportunità) e non per vera convinzione. Dice infatti che : “Non si parla in nessun modo del superamento delle primarie. Anzi penso ad un loro rafforzamento.” Prego? Davvero uno come Bersani pensa che bisogna continuare a prendere per il culo le persone in buona fede senza ch’esse se ne accorgano? Non credo. Non lo voglio credere. Penso solo che Bersani si rassegni a fare di necessità virtù. Come dire : paraculismo imposto dalle circostanze. O, detto con l’ eleganza di Enrico IV che voleva mantenere la corona di Francia : Parigi val bene una messa

Bersani o salto nel buio

ottobre 12, 2009

Il congresso, sotto forma di convention, c’è stato. Adesso si valuta l’applausometro che avrebbe tributato il successo a Franceschini. Quindi avanti verso le cosiddette primarie. All’apparenza la faccenda s’ingarbuglia. Dovesse succedere il peggio con una vittoria di Franceschini basata sul voto degli elettori contrapposto a quello degli iscritti, il partito nuovo imploderà inevitabilmente in forma di una magnifica catastrofe. Almeno così a me pare. Si attendono ben tre milioni di elettori. Probabile che ci saranno. Una parte non irrilevante dei partecipanti si recherà alle “urne” sull’onda dell’entusiasmo –non so quanto residuo- per una tal forma di democrazia diretta, unica sull’orbe terracqueo, in base alla quale il segretario di un partito viene eletto da quanti si dichiarano, sui due piedi e sul momento, elettori del partito stesso. Non sono elezioni primarie in vista di quelle vere: sono votazioni. Bah. Dicono che in futuro bisognerà allestire un apposito registro degli elettori . Come negli USA. Non importa se quel sistema politico non ha niente a che vedere con L’Italia e l’Europa. Non dicono, infatti che negli USA quel registro viene istituito dai partiti e depositato presso un’autorità pubblica, ad esempio presso le amministrazioni locali. Io stesso ebbi occasione –orsono ormai molti anni addietro- di accompagnare un elettore repubblicano ad iscriversi al registro elettorale nella città di Lincoln in Nebraska, il quale pronunciò addirittura una formula di giuramento a far fede delle sue intenzioni e convinzioni. Sia come sia, le primarie domestiche si svolgeranno in modo piuttosto diverso. Non a caso c’è chi le ha bollate come “democrazia del passante”. Ebbene molti di questi eventuali passanti esprimeranno la loro preferenza in modo spontaneo , libero da vincoli di sorta e presumibilmente sulla base di stati d’animo e convinzioni almeno in parte contingenti. Anche perché, nella fattispecie, non è poi così semplice per tutti discernere tra i programmi dei vari candidati. E poi, alla successiva prova dei fatti,quanto vale davvero un programma? Se devo scegliere tra la definizione di Berlusconi come “omminicchio” (vedi alla voce Leonardo Sciascia) o come personaggio da “Pulp Fiction” (vedi alla voce Quentin Tarantino) provo un certo imbarazzo. In effetti la prima, di Franceschini, è più ficcante e politicamente offensiva in quanto evoca quantomeno antichi retaggi, ricatti e comunque milieu mafiosi , mentre la seconda, di Bersani è più attuale e moderna richiamando (mia libera immaginazione) la figura del cinico signor Wolf ,il risolutore di qualsiasi problema impersonato magistralmente da Harvey Keitel, il quale peraltro ricordava vagamente, all’epoca, il Berlusca di oggi quando fa la faccia cattiva. Vedremo. Tuttavia , al netto degli elettori spontanei, invaghiti del Grande Progetto del Partito Nuovo, (una ragazza ha detto ai tiggì: sono nata col PD), resta determinante nell’evento del 25 prossimo il fattore organizzazione. Non c’è dubbio che Bersani parte svantaggiato nell’elettorato spontaneo freneticamente mobilitato da Fassino(cosa mi tocca di vedere!), ma se –come sembra- può contare sull’endorsement della CGIL le cose cambiano. E di molto. Andate a vedere quanti erano gli elettori mobilitati capillarmente dallo SPI-CGIL nelle scorse primarie ed avrete la misura della vittoria annunciata di Bersani. Paradossale che la sorte del partito nuovo dipenda dal voto dei pensionati . Ma, d’altro canto non stravinse così la mozione Veltroni al congresso di scioglimento dei DS? Il dominus resta Guglielmo Epifani. Se fa sul serio non c’è spontaneismo che tenga. Viceversa, mi spiace per Franceschini, che tutto sommato non se lo merita, il PD si appresta a spiccare un bel salto nel buio. In ogni caso , non son cose belle da vedere mentre il Conducator si appresta a condurre l’offensiva finale contro l’indipendenza della magistratura e a varare il presidenzialismo entro il 2013.

Poltrone bianche

ottobre 9, 2009

Riprendo da dove avevo lasciato. Nel post “L’autunno caldo del PD” postillavo sulla granitica determinazione di Berlusconi. Proseguivo chiarendo che qualsiasi atteggiamento anche formalmente moderato e ragionevole del PD è ormai molto al di qua degli eventi. La tattica politica volta a non lasciarsi attirare nella rissa non è più attuale. Si dimostra drammaticamente inefficace. D’altro canto ormai la politica si svolge in TV. Farsi regolarmente gonfiare la faccia dai teppisti del PDL non fa altro che accrescere il consenso populistico al Grande Timoniere. Quanto sta avvenendo, dopo la sacrosanta bocciatura da parte della Corte del lodo Alfano, conferma ampiamente che l’ appello alla ragionevolezza, ai toni bassi e così via – pateticamente predicando- non serve a un bel nulla. Agli occhi del grande pubblico appare solo come una manifestazione di debolezza. Il Cavaliere ha chiarito il suo “Me ne frego”. E tirerà diritto. Non ha altra scelta stante il vero e proprio ossario che custodisce nei suoi armadi da vent’anni a questa parte. In ogni caso l’Uomo non intende farsi processare, né tantomeno condannare. Doveva arrivare questo momento. Non c’è niente da fare. L’addomesticamento della bestia non è riuscito: dalla bicamerale, fino alla vocazione maggioritaria di Veltroni che ha grandemente contribuito a creare il PDL. Il PD è giunto al suo momento di verità anche grazie (o per colpa) della corte Costituzionale. Un passaggio non facile. Obiettivamente. Stretti tra Di Pietro e Berlusconi. Sì, non mancano interlocutori , da Fini a Casini. Ma il punto è, e resta, l’idea, il progetto, l’identità del PD. Da qui passa la possibilità di cambiare l’agenda politica di un paese nella crisi in atto mentre si staglia ormai una questione sociale di enorme portata. Invece , ancora nulla. Domenica c’è un congresso. Potrebbe esser l’occasione per parlare all’Italia che preferirebbe vedere affermati normali diritti piuttosto che dover esprimere gratitudine per straordinarie ,compassionevoli sovvenzioni. Difficile però. Bersani ha vinto il congresso, ma la situazione è tutt’altro che chiara , verso le cosiddette primarie. Quando mai e dove nel mondo un segretario viene eletto direttamente dal popolo? Ci hanno provato, in modo spurio in Francia (perché non sapevano che pesci prendere) e si è visto il risultato. Eppure sento Fassino e Letta vantarsi di quest’assoluta anomalia democratica. E , li osservo, a notte fonda, eviscerarsi a vicenda di fronte al furbo Vespa , mentre fuori infuria la battaglia. Una cosa oltremodo triste e maledettamente stupida. Tralascio di commentare le loro opposte, anodine e strumentali, argomentazioni a favore di un tal casino. Conta il semplice , evidentissimo fatto, che non sono in gioco progetti diversi e contrapposti ma solo la questione di sempre: il potere interno al partito nuovo. Che fare? Resta una sola strada: quella di costruire un vasto fronte “popolare” dei cittadini contro Berlusconi e la democratura ch’esso vuol consolidare sulla scorta di un vecchio progetto: quello della P2. Sissignore, proprio ciò che è massimamente aborrito tanto dal PDL che dalla maggioranza del PD. Sono disposto ad ammettere che questa strada è resa inevitabile dalle passate debolezze dell’opposizione, ma al tempo stesso, è ormai imposta dall’emergenza democratica che si è creata in Italia. Rodi è qui , adesso. Meglio prenderne atto e costruire una falange coesa con quel buon terzo della sinistra italiana, dispersa , sommersa e delusa senza la quale non si prepara quella nuova offerta politica di cui parla Bersani e di cui in effetti c’è necessità e urgenza. Ci sono passaggi che non possono esser saltati. Si, naturalmente: bisogna essere propositivi. Certo. Ma in politica se si è “per” qualcosa, bisogna necessariamente esser anche “contro” qualcosa d’altro. Altrimenti non si orienta e influenza alcuno. Si potrebbe cominciare col non partecipare più al salotto di Bruno Vespa dopo che ha lasciato insultare nel modo più volgare Rosi Bindi. E’ cosa piccola ma significativa. Rendetevi alfine, virilmente, conto: Vespa vi tiene fermi su quelle comode poltrone bianche mentre Berlusconi e i suoi giannizzeri vi fanno neri.

Attendendo i prossimi eventi nel PD..

ottobre 5, 2009

Pedro Anselmo Roca mormorò: “ In effetti la storia sociale di oggi non merita nemmeno una bandiera”. “Da anni ormai , disse Mendéz, “penso che il comunismo ha prodotto un grande risultato, che non verrà mai riconosciuto. Premetto che io non sono mai stato comunista, perché sono sempre stato un uomo solitario, uno che non crede alle gerarchie e che preferisce credere agli uomini. Ma il gran risultato del comunismo è che milioni di proletari hanno creduto al paradiso del proletariato, anche se quel paradiso non esisteva. Ma anche se quel paradiso non esisteva, milioni e milioni di persone ci hanno creduto e hanno smesso di credere al capitalismo. E il capitalismo ha dovuto dare in cambio qualcosa per farli smettere di credere a un paradiso che non avevano mai visto. Il capitalismo non ha mai dato nulla spontaneamente , ma stavolta non aveva scelta. E allora ha cercato di mostrare il suo volto umano. Ha concesso agevolazioni, previdenze, garanzie sindacali, spiccioli e pubblicità,vale a dire sogni. Il capitalismo contro cui lottava Lenin aveva poco a che vedere con quello di fronte al quale si è umiliato Gorbaciov, che era di gran lunga migliore. Ma ora il comunismo non c’è più , amico mio, e questo significa che non c’è più bisogno di un volto umano”. .. “ Mi fa paura il capitalismo futuro, perché non ha più bisogno di dare nulla a nessuno, perché ormai le masse gli obbediranno per sempre. Non avendo alternative, finiranno per credere al capitalismo, e invece di parlare di dignità del lavoro parleranno di dignità delle sovvenzioni”.

Francisco Gonzales Ledesma. Cinque donne e mezzo. Ed Giunti.