Ritorno alla Bolognina

Alla fine, dopo che Antonio La Forgia mi ha inviato un sms recante l’invito al raduno degli ex combattenti e reduci, mi sono deciso ad andare alla Bolognina, nel locale circolo del PD in occasione del ventennale della svolta. Molte facce note. Ressa di militanti d’antan insieme a più giovani leve democratiche. Cordialità nei miei confronti. Non del tutto attesa, ma gradita. La carne è debole. Anche la mia. Parla per primo De Maria, forse un pochino a lungo data l’occasione. Poi Occhetto che ho rivisto con molto piacere dopo un certo tempo. Un intervento persino scarno, essenziale rispetto ai moduli oratori che usava vent’anni fa. Ricorda il suo tormento dei mesi e dei giorni precedenti quel 12 novembre. In sostanza descrive la tensione prima dell’azione liberatoria. Cerca di far capire il grado di consapevolezza “geopolitica” che ci animava in quel periodo. In breve, la caduta di quel muro rendeva la vita difficile non solo ai comunisti ma anche agli anticomunisti , in particolare alla Dc trincerata per tutto un lungo dopoguerra dietro lo scudo crociato e anche al PSI di Craxi tutto proteso a incrementare la propria rendita di posizione in un sistema politico ideologicamente congelato dalla guerra fredda. Non capirono , naturalmente. Per i democristiani e per i socialisti italiani era in effetti più difficile e apparentemente meno vitale e urgente capire che il grande disgelo liberava forze da sempre ristrette nella camicia di forza bipolare. Il loro anacronismo non era minore del nostro. Del resto ancora oggi c’è gente che considera l’offensiva della magistratura ,con tangentopoli, alla stregua di un fulmine a ciel sereno. La reiterata denuncia politica di Berlinguer sull’esistenza di una questione morale, di tipo sistemico, nell’intreccio tra politica ed economia non aveva sortito, fino ad allora, alcun effetto nel mondo separato dal muro. Senza la caduta di quest’ultimo tangentopoli non sarebbe mai esistita. Non in quelle dimensioni. Non con quell’effetto domino ch’essa ebbe nei confronti di un intero sistema politico che, al pari del socialismo reale, si dileguò e scomparve dalla sera alla mattina. Non so se tra chi ascoltava Occhetto è venuto fatto di pensare , com’è accaduto a me, che anche oggi molti nodi stanno venendo al pettine. Nessuna similitudine con gli eventi di vent’anni orsono, e tuttavia vorrà pur dir qualcosa l’angoscia del Cavaliere espressa nella forma: “non mi farete fare la fine di Craxi”. A maggior ragione, credo, Occhetto si è rivolto al PD con tono e intento interlocutorio. Per quanto mi riguarda, a me sembra corrano tempi di vigilia. Si avvicina un altro cambiamento. Bisognerebbe tenersi pronti. Valutare possibilità, vie d’uscita dalla crisi incombente del berlusconismo. Sventare tempestivamente possibili colpi di mano. Anche tentativi estremi. L’ho già scritto altre volte in questo spazio. Berlusconi è uno che non molla. Mai. Nello stesso tempo il sistema politico post – tangentopoli non ha retto alla prova dei fatti. Va delineata un’alternativa praticabile al di là della suggestione bipartitica epperò senza nostalgiche fughe all’indietro. Tutt’altro che facile. Ma non impossibile. E’ comunque un compito e una responsabilità della politica. Per questo si vorrebbe avere il PD come interlocutore. All’apertura di Occhetto accompagnata da alcune condizioni tra cui la sempreverde idea di discontinuità nella forma partito (espressa, ora come allora, in termini di reale contaminazione tra le diverse origini e culture) e un’opportuna intransigenza sulla riemergente questione morale, non è venuta , da Fassino l’altra sera, una risposta soddisfacente. Certo Occhetto, in realtà (quante divisioni ha Occhetto?) non è in condizione di porre condizioni. Nemmeno io. Neppure noi, quattro gatti, che non abbiamo aderito al PD dopo che le condizioni minime per farlo sono state del tutto ignorate. Tra queste v’era l’idea, semplice ma non banale, di costruire il progetto politico di un partito nuovo attorno ad una riflessione critica sulla democrazia dei tempi post-moderni. Della serie : se fai un partito democratico metti a tema e anche nella tua agenda politica, la prospettiva di un cambiamento concreto dell’attuale assetto democratico. Smettila di concionare ideologicamente sulla democrazia alla stregua di un qualsiasi parvenu. Anche perché , tu , la democrazia l’hai sempre difesa anche nei tempi più difficili. Dunque mettiti al lavoro per ridare smalto, credibilità ed efficacia sociale al suo concreto funzionamento e alle sue istituzioni svuotate e svilite dal dominio incontrastato di altri poteri. Tutto ciò è molto, molto attuale, non solo in Italia. Ma Fassino risponde ad Occhetto nel modo peggiore: le tue condizioni sono già in essere nell’attuale PD, dunque cosa aspetti? E’ il modo peggiore perché non offre il sia pur minimo grado di dignità alle diverse posizioni di Occhetto, come alle mie e a quelle di altri. Occhetto, io, e altri insieme a noi, non meritano discussione, né attenzione alcuna. O si mangia la minestra o si salta dalla finestra. Spiacente. Per quanto mi riguarda desidero partecipare alla preparazione del pasto, o almeno controllare da vicino che non ci siano mosche nel piatto.

PS. C’era nell’apertura di Occhetto una singolare ingenuità. Non ho mancato di farglielo notare. Attualmente, anche nel PD di Bersani e D’Alema, non si vogliono rompicoglioni. Il confronto è considerato uno stress inutile e controproducente. Altra e diversa cosa è l’organizzazione per correnti del potere interno al partito nuovo. Dato per scontato che Occhetto non ha dietro di sé alcuna divisione e forse neppure un battaglione della riserva, rimane dunque una sola possibilità: la resa senza condizioni. E’ esattamente ciò che gli ha intimato Fassino. Per quanto mi riguarda risponderei come Cambronne, il quale non profferì mai quella parolaccia che gli fu attribuita e neppure la nobile frase, “la guardia muore ma non s’arrende”, ma a suo dire: “all’intimazione di deporre le armi ho risposto con parole meno brillanti, ma certo dotate di una naturale energia.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: