Giro di boa

Siamo a un giro di boa. Berlusconi rilancia e apre il fuoco alzo zero sulla magistratura e sull’opposizione (?) chiarendo che un’indagine o un avviso di garanzia da Firenze o da Palermo comporta nientemeno che la guerra civile. Questo si chiama parlar chiaro. E temo sarà apprezzato nell’elettorato di centrodestra e forse persino oltre. Spero di sbagliare. Tuttavia la sensazione netta è che Berlusconi sia riuscito da tempo a introdurre un senso comune assai diffuso in base al quale la persecuzione nei suoi confronti è un fatto acclarato. La risposta del Presidente della Repubblica, al netto del linguaggio istituzionale, denota e segnala una gravissima preoccupazione. A ruota, da Firenze si chiarisce subito che non ci sono indagini a carico del presidente del consiglio. Il PD appare smarrito e incerto sul da farsi. Il neosegretario si limita ad un’intervista slavata sull’house organ del suo partito con la quale temporeggia. Togliete di mezzo il “processo breve” e può iniziare il dialogo sulle riforme , giustizia compresa, sulla base della bozza di proposte messa a punto da Violante. Così non va, come non andò con la bicamerale. Tutte le volte che il Berlusca picchia duro, riesce a intimorire gli avversari. Lo sa e gli piace pure. Dimostra ancora una volta che ce l’ha più lungo sapendo che una parte dell’Italia non disdegna l’esser posseduta con robusta, rigida fermezza. Aprire un cosiddetto dialogo in tali condizioni non è mossa tattica e furba per evidenziare ,indi far leva, sulle contraddizioni e sui contrasti del PdL magari in vista di una rimonta alle regionali. No. E’ puro e semplice suicidio. Il dialogo al tempo del populismo non funziona. Se ti chiamano allo scontro duro, fallo. Non tergiversare. Dimostra quello che vali. Se vali. Indica un traguardo e cerca di raggiungerlo. Dopo verrà il tempo del confronto e anche del dialogo per porre le basi della terza repubblica. Ma non sarà con Berlusconi e i suoi ascari.

PS.Ultim’ora. Enrico Letta vicesegretario del PD spiega che Berlusconi ha diritto legittimamente di difendersi nel processo e dal processo. Si può eventualmente discutere su quel “diritto legittimo”, tuttavia il messaggio è assai chiaro. Se Cicchitto davvero pensa ciò che dice (ed è legittimo il dubitarne) e cioè che il PD vuol portare ad un tavolo di trattiva il PdL per “spennarci come polli”. Beh, adesso è rassicurato. A rimetterci le penne sarà Bersani.

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