Tregua?

Ha fatto bene Bersani a recarsi al capezzale di Berlusconi. Gesto normale, doveroso, persino scontato in una democrazia nella quale ci si ostina a non considerare l’avversario politico un nemico da abbattere. Ricordo ancora l’autentico e istintivo ribrezzo (non c’è altra parola) che provai una volta, (molto tempo è ormai trascorso) di fronte a gente della mia parte(gentucola per la verità) che si augurava, in privato, il peggio per una malattia di Berlusconi. Pensavo, allora come oggi, a tutte le volte che nella storia umana  la linea che separa la politica dalla guerra è apparsa  pericolosamente sottile e come tuttavia le regole e i valori condivisi, propri dello stato di diritto, valgano a renderla  invalicabile. Non meno delle regole non scritte di ciò che (mi si scusi l’enfasi) potrebbe chiamarsi una coscienza(individuale e collettiva) dotata di spessore morale.  Ciò premesso, insisto dal post precedente:  non basterà la solidarietà dell’opposizione espressa in questo frangente a Berlusconi. Non c’è da attendersi alcuna tregua. Dopo l’aggressione di Milano, il nucleo dirigente più interno della destra italiana, quella di antico stampo piduista e di moderno conio populista e autoritario, ha deciso di battere il ferro fin che è caldo. Dopo aver attizzato il fuoco per mesi, evocando scenari da guerra civile, additando al linciaccio  magistrati,invariabilmente  comunisti ,  mettendo alla gogna mediatica  giornalisti e scrittori antimafia da strozzare “con le mie mani”, e  “certa sinistra” da mandare “a morir ammazzata” , e infine invocando roghi  per la gente anticristiana che “devono morire” si è aperta una campagna maccartista volta a modellare un senso comune secondo cui il dissenso e la denuncia e la protesta in quanto tali costituiscono altrettante manifestazioni di odio contro Sua Maestà . D’ora in poi, al netto degli imbecilli che solidarizzando con l’aggressore di Milano portano acqua al mulino di questa destra anomala , qualsiasi critica verso la sacra persona del premier sarà immediatamente considerata alla stregua di un atto eversivo. Oltre alle allucinate tentazioni professate da Maroni, la prova regina assume consistenza politica nella rabbiosa e violenta reazione  alle parole di Rosy Bindi, la quale ha avuto il torto di chiarire che la destra ha dato il suo non minimo contributo a creare un clima velenoso. Parole perfino lievi quelle di Rosy, da quando al presidente del consiglio è caduta la catena (o ha sbroccato come ha scritto Guzzanti) e ha intensificato la sua crepitante raffica di  minacce contro chiunque non si genufletta di fronte a Lui. Più avanti (e cioè solo dopo la conclusione del lungo ciclo berlusconiano) si potrà forse capire meglio cosa bolliva in pentola nell’anno di grazia 2009: le concrete ragioni politiche e personali che dettano e, verosimilmente, obbligano ad un comportamento che sarebbe messo letteralmente al bando in qualsiasi paese libero e democratico. Per il momento leggo editoriali difensivi e poeticamente paludati (“siamo tutti italiani”) che ci spiegano come ,dopo il fattaccio, non ci sia più spazio per rimpalli di responsabilità. Della serie : tutti i gatti sono bigi. Non sono d’accordo. Non foss’altro perché lasciano (seppur indirettamente) correre l’idea perniciosa, profusa a piene mani in queste ore, che siamo già precipitati nel clima degli anni di piombo con tutto ciò che ne segue e consegue nel delegittimare l’idea stessa che possa esistere, oggi e in futuro, una sinistra ricandidabile al governo di questo paese. Personalmente ritengo che Berlusconi e i suoi pessimi ministri e ministrucoli  rechino danni gravissimi al paese e a tutti i suoi cittadini (fatti salvi alcuni ristretti e ben identificati gruppi d’interesse leciti e illeciti), soprattutto in termini di devastazione civile, di erosione dello spirito pubblico e di sgretolamento  della coesione sociale. Sono arciconvinto inoltre che il Grande Capo e i suoi incapaci (spesso proprio in senso tecnico) servitori nell’attuale governo hanno le più grandi e gravi responsabilità nel clima che si è fin’ora creato. Volgarità reiterate contro gli avversari politici, minacce , offese gratuite ripetute , infine delegittimazione (loro lo chiamano sputtanamento) di chiunque non s’acconci all’andazzo corrente. Non è solo questione di toni bensì e ancor più di concezione del potere. Nella visione del potere di Berlusconi (ascari e seguaci compresi) una volta che gli elettori ti hanno scelto, puoi fare di tutto e di più. E così il vero caporione della guardia pretoriana, Cicchitto,( già debitamente iscritto alla loggia P2 a suo tempo autorevolmente definita come un’associazione per delinquere contro la Repubblica) dà del killer mediatico a Travaglio pur di offrire il proprio petto in difesa del capo, anch’esso ugualmente  iscritto (sempre a suo tempo) alla stessa associazione. E così ,adesso dopo Milano, si può stringere la mordacchia a tutta l’opposizione.  Non è ancora fascismo , ma certamente in questa destra c’è un cuore di tenebra che non tollera libertà, se non condizionata. Chi non scondinzola, non s’accuccia e non lecca piedi (e altro ancora),  è un nemico. Chi la pensa come me , ad esempio, è automaticamente iscritto nella lista nera dei fomentatori di odio. Perchè? Semplice : se non ami Berlusconi lo devi per forza odiare. Tertium non datur. Così (s)ragionano gli energumeni che compongono la ristretta cerchia  dirigente /diligente/servente di questa nuova destra italiana.

PS. Morale della favola. Cari dirigenti del PD non fatevi trascinare col capo cosparso di cenere (posto che  tal materia vi sia pietosamente riservata) al famoso dialogo sulle riforme . Un’ormai lunga esperienza dovrebbe avervi insegnato che a lavar la testa all’asino si perde l’acqua ed il sapone . E pure ogni residua credibilità. Smettetela di considerarvi così tanto, tantissimo intelligenti da poter imbrigliare l’uomo della provvidenza con sofisticate manovre tattiche. Non ce la potete fare. Lui, non è così sofisticato. E’ provvisto di un’intelligenza concreta e ferina. Non a caso Bonaiuti che lo conosce lo ha appena definito “un leone”. Comunque leone o altra, meno nobile  fiera, è certamente un signore che va al sodo. Cosa potete realisticamente concedergli senza perdere qualche milione di voti ? L’UDC pensa, demo-cristianamente, a un lasciapassare personalizzato. Capisco la logica: la solita Parigi val bene la solita messa. Tuttavia, in questo caso, la toppa è peggiore del buco. Oltre a costituire un nefasto precedente, non sarebbe in alcun modo utile a calmare i bollenti spiriti e furori di un Berlusconi ossessionato(a torto o ragione, non si sa)  da un Graviano (inteso come Giuseppe). Al contrario una volta ottenuto il salvacondotto, Berlusconi  lo farebbe garrire ai quattro venti  come  proprio personale trionfo. E subito dopo schiaffeggerebbe con quello(il salvacondotto/a , intendo) gli stessi volenterosi  proponenti. Cari democratici senza altri aggettivi, ricordate il conflitto d’interesse? Non passa giorno che la destra , ingrata, si dimentichi di  sbattervi  in faccia la vostra (all’epoca nostra,purtroppo c’ero anch’io) generosa, sofisticata, volenterosa e molto intelligente, dabbenaggine. Adesso s’è fatto tardi. Di fronte alla sfida non resta che combattere. Ovvero indietreggiare, per scomparire. Poco per volta. Senza lasciar traccia. Neppur dell’onore.

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3 Risposte to “Tregua?”

  1. Carlo Ranocchia Says:

    Forse è fantapolitica: D’alema ha già stipulato un accordo con l’UDC di Casini con quest’ultimo candidato a Presidente del Consiglio. L’alleanza esclude IDV e tenterà di aggregare qualcosa a sinistra del PD tipo Sinistra e Liberta.
    Quindi in questo momento la linea politica la detta Casini. Facci caso che è Casini che lancia le allenze che propone e il PD a ruota. Mah!

  2. maurozani Says:

    Risposta di D’Alema a otto e mezzo ieri sera: “Beh …diciamo, nel centro sinistra siamo abituati a fare le primarie…diciamo..procedure democratiche…non ci definiamo proprio democratici?”
    Risposta mia: non vedo la possibilità che il PD possa anche solo pensare di candidare Casini o chiunque altro non iscritto al PD stesso. Salvo suicidarsi.

    • Carlo Ranocchia Says:

      Non sono un complottista per natura, ma troppe volte negli ultimi 15 anni una mia serie di previsioni politiche si sono rivelate azzeccate. Compreso (purtroppo) il suicidio politico del piu grande partito della sinistra in Italia. Quanto a D’alema molti (a ragione) lo considerano uno degli ultimi cavalli di razza della politica italiana. Probabilmente molta furbizia politica impiegata maluccio (e non è un’idea solo italiana a quanto pare guardando all’Europa).

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