Apologia dell’inciucio

Si parla dell’apologia dell’inciucio che avrebbe fatto D’Alema “gli inciuci a volta sono utili” risalendo al Togliatti dell’articolo 7 della nostra Costituzione. Nella stessa occasione D’Alema spiega (spiegare è il suo forte) la differenza tra la cultura politica del PCI e quella di stampo azionista. Chiama in campo anche Sofri che (all’epoca della nascita di Lotta Continua) accusava Togliatti di non aver voluto fare la rivoluzione. E’ una vecchia diatriba. Tuttavia non la trovo illuminante alla fine dell’anno di grazia 2009. Concedere a Berlusconi il legittimo impedimento tramite una legge fatta su misura può essere (lo ammetto ma non lo concedo) una tattica intelligente per prendere tempo in vista delle elezioni regionali e , a più lungo termine , in vista del naturale declino di Berlusconi che per quanto unto dal Signore non potrà durare in eterno. Ma non produrrà i risultati sperati. Mi concedo una digressione prima di riprendere il filo del ragionamento. C’è un post di Anderlini su quarantenopoli.blogspot.com che lascia aperte due possibilità (se ho ben compreso) dopo il fattaccio di Milano. Le riduco qui, chiedendo venia, ai minimi e rozzi termini: da un lato un Berlusca ulteriormente incattivito e dall’altro invece un cambiamento dovuto ad un “prendere distanza dal suo sé piegandosi ad ireniche riflessioni dopo “l’ostensione del sangue” così ben colta e descritta dall’autore : il capo del governo che si alza sul predellino (ancora una volta) per mostrare in favore di telecamere il sangue del suo sacrificio. Tutto può accadere , naturalmente . Sembra persino nascere il partito dell’amore che sfida l’odio della feccia giudiziaria sinistrorsa e comunista a prezzo del sangue dei giusti, anche se lo squadrismo politico di un Cicchitto ha subito contraddetto tale amorevole offensiva. Sia come sia , a me l’approccio dalemiano sembra drammaticamente datato e anzi anacronistico, in senso gramsciano ,se mi è consentito l’ardire. Non so se Togliatti non voleva fare la rivoluzione (propendo per dar ragione a Sofri su questo punto) di sicuro sapeva che non la poteva fare. Berlinguer, certamente voleva un’alternativa di sistema e di governo (più la seconda che la prima), ma sapeva che non era possibile. Sapeva che se per ipotesi una vasta alleanza imperniata sulla sinistra avesse raggiunto il 51% la festa sarebbe , inevitabilmente, finita prima di cominciare. Sissignore ci avrebbero spazzati via nel giro di poco tempo. Con le armi della NATO custodite nei Nasco* della Gladio. Altra digressione. Correva l’anno 1974 e i giovani fascisti gridavano nelle piazze slogan come : “Santiago, Atene, adesso Roma viene”, quando una sera (per la verità erano le due del mattino) vengo svegliato da un telefonata del “vecchio” Rino Nanni (allora vice-segretario della Federazione del PCI di Bologna) che m’invita a “prendere un caffè da me”. Arrivo e siamo una trentina. L’invito è a predisporre subito una dimora alternativa per almeno i sette giorni successivi . Seguono una serie di direttive operative vertenti su di un possibile “non possiamo escludere quest’ipotesi” imminente colpo di stato. Buffonate? Allarme eccessivo?. No. C’era un muro a Berlino. E anche l’ardita e spericolata strategia del compromesso storico, pur essendo una via obbligata, era destinata a non lacerare in Italia la camicia di forza bipolare. Come poi si vide con il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro. In sostanza D’Alema cerca di nobilitare all’eccesso una tattica politica facendo un ricorso del tutto improprio, e per la verità piuttosto rozzo, alla storia d’Italia e del PCI. Il muro è caduto vent’anni or sono, e anche parte della cultura e della tradizione azionista assume oggi un’altra valenza. Ma il punto è proprio qui. M’immaginavo che la nascita di un partito democratico, nel nuovo mondo, avrebbe potuto ricollocare tutta un’esperienza storica e una tradizione entro un nuovo corso politico nell’incontro con altre culture. Non sta avvenendo. Lo si è visto con le puerili e tremebonde preoccupazioni che il PD ha manifestato nei confronti di un fenomeno sociale e culturale importante e ,per me finalmente rassicurante, come quello dei giovani in viola di Piazza san Giovanni. Inchiodati al passato. Traditi dalla propria intelligenza politica. Confusi da un ego smisurato. Si ripropone all’infinito la logica , solo apparentemente ragionevole e vincente della bicamerale.
PS. A proposito di trasparenza. In ogni caso D’Alema non è ipocrita. S’incarica semplicemente di dire ad alta voce quel che altri nel PD e altrove dicono sottovoce e comunque pensano. Non si condivide ma si rispetta. Si rispettano meno gli altri. Vedi alla voce: avete la maggioranza cosa aspettate a mettere in salvo Berlusconi? Vedi alla sottovoce : in ogni caso noi ci salveremo l’anima (dubito la faccia) votando contro in parlamento.

*Con tale fantasiosa sigla si denominavano i nascondigli di armi e esplosivi dei “gladiatori”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: