Cinzia-gate?

Ci sarà tempo per farsi un’idea più precisa e commentare con informazioni più complete e veritiere il cosiddetto Cinzia-gate. Posto che esista davvero un Cinzia-gate.Del che è del tutto lecito dubitare. Per il momento noto due aspetti: uno positivo e l’altro meno. Il primo è dato dalla richiesta del Sindaco di essere ascoltato al più presto dalla Procura. E’ non solo un suo diritto, di fronte al clamore sollevato dalla vicenda, ma anche una legittima aspettativa che accomuna quanti hanno votato per Del Bono. Non si può star in ballo, appesi al filo dei sospetti, delle maldicenze e degli attacchi degli avversari politici molto a lungo. Pena un danno politico e d’immagine rilevante e non facilmente rimediabile. Di ciò gli operatori di giustizia , nella misura del possibile, devono farsi sollecitamente carico. Il secondo è , appunto meno positivo. Riguarda la tentazione che sembra emergere (da alcuni commenti, anche on line), di serrare le file opponendo una sorta di ragion di partito al dibattito pubblico. Commenti del tipo :se ne deve parlare nelle sedi deputate e opportune. E quali sono di grazia tali sedi? O altri, velleitari al massimo grado, come :continuiamo a lavorare e non curiamoci di questi veleni. Ho trovato anche un Borelliano : resistere, resistere, resistere, alquanto fuori misura. E c’è persino chi afferma che la giustizia deve stare alla larga dalla politica. Di questo passo ciò che vale per l’avversario non rileva per il “partito nuovo”. Dopodiché non ci si lamenti se, tra i cittadini aumenta la propensione a far di tutta l’erba un fascio. In tal contesto capisco solo fino a un certo punto la battuta di Renato Zangheri (posto che sia riportata correttamente dai giornali) secondo cui “Quanta energia intellettuale si spende dietro questa questione”. Se si vuol segnalare che sono all’opera speculazioni politiche volte ad attaccare in modo improprio l’attuale amministrazione, ebbene ciò è del tutto scontato. Coi tempi che corrono ( ma anche in quelli passati) pare ovvio, anche se non certo edificante, che l’opposizione si aggrappi all’insperato “aiuto” fornito da questa vicenda. Dal lato del PD tuttavia mi sembra sbagliato dare l’impressione di una qualsiasi reticenza . Anche perché è francamente illusorio, al punto in cui son giunte le cose, adottare la tecnica dello struzzo, ovvero:continuiamo a lavorare e non ci curiamo d’altro . Non lo fa , giustamente, Del Bono, consapevole del rilievo ,ormai immediatamente politico ed elettorale (dato anche il contesto generale in cui avviene la lotta politica in Italia) che minaccia di assumere l’accusa di Cazzola e sodali. Non lo possono certo fare i democratici. Se non altro per non smentire in radice gli approdi riformistici (reali o presunti) che hanno portato alla nascita del PD. Non si può dare l’impressione che tutte le sofisticate analisi sulla società aperta, l’opinione pubblica, le primarie, la trasparenza e via dicendo diventano pura chiacchiera quando si è sotto attacco.

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7 Risposte to “Cinzia-gate?”

  1. Fausto Anderlini Says:

    heilà vecchio generale. Dici cose sagge, come quasi sempre. Mi piacerebbe indagare l’eventualità di partecipare a qualcosa di comune. Così, alla leggera, senza troppo impegno. En passant: io conosco l’atout termine che si usa nel gioco delle carte, il bridge per esempio, per segnalare la prevalenza di un seme; e conosco l’Hatù, prodotto di una celebre fabbrica di materie plastiche un tempo sita a Casalecchio, a suo tempo mopolista di un pregevole ‘guanto di Parigi’ volto a trattenere il ‘seme’. Ora chiarisci: è una svista freudiana, un ricercato double sense o cos’altro ? Ciao Fausto

  2. maurozani Says:

    Hai ragione, fa schifo, mi correggo.

  3. maurozani Says:

    Ah comunque la prima che hai detto. Quanto alla partecipazione a qualcosa di comune, non saprei dire. Fatto è che io, sinceramente, e per quanto sempre in bilico, credo di aver sciolto qualche robusto ormeggio. Mi guardo attorno ogni tanto per scorgere segnali o appigli che mi facciano intendere d’aver sbagliato, o quantomeno di esser stato precipitoso ma non ne trovo. Anzi.

  4. Fausto Anderlini Says:

    Ti vedo come un ammiraglio con tanto di feluca che sulla sua barchetta, solo come un cane, scruta l’orizzonte con il cannocchiale. Soffre dell’esilio e porta nella memoria come ferite gli ormeggi tagliati. Nondimeno appena avvista una zattera, per non parlare di qualche terra incognita, subito se ne allontana. Peraltro, per uno che era abituato a decidere/recidere, tagliare ormeggi, barba, capelli, e finanche qualche pezzo di carne, è rimasto forse l’ultimo masochistico piacere. Specie se l’esercizio non rimane del tutto inosservato. Come ti capisco ! Più ci allontaniamo, più ci sentiamo orgogliosamente e melanconicamente soli, più ci sembra di vivere. Ardiamo di passione sotto la sferza del nostro cilicio. Però mi viene in mente quell’isola per naufraghi morali con la quale Carlo Flamigni, l’illustre endocrinologo Pri-Pds-Ds, ci ha tormentato per lunghi anni. Già il blog è una piccola isoletta. Meglio una bottiglietta consegnata alle onde. Trovarsi in qualche posto (propongo ‘cul de sac’) a fare qualche chiacchera in compagnia non sarebbe male. Posto caduco a priori. Di passaggio. Dal quale non è quindi necessario allontanarsi. Un primo tema di discussione tra naufraghi potrebbe essere: la Cgil, la crisi sociale e l’ineffabile lontananza della politica. Se vuoi sarò più preciso.

  5. maurozani Says:

    Il tema non è mal scelto. Proprio perchè non è scelto da alcuno. Meno che mai dal PD. Bersani per il momento si limite ad alludere…Non so dov’è , nè cos’è il cul de sac a parte un cane che si morde la coda , un luogo dal quale è difficile uscire, o il film di Roman Polanski. Comunque va bene. A partire dalla prossima settimana.
    PS. Se intanto vuoi essere più preciso ti leggerò volentieri .Come sempre. Fermo restando tutto il resto: il passato non ancora passato che forse passerà quando te ne fornirò una veemente versione critica a quattrocchi.

  6. Ailke Says:

    In relazione alla veridicità e alla completezza sarà l’inchiesta a fornirci giudizi sul caso, sempre che possa essere messa nelle condizioni di accertare la verità. Il cosiddetto Cinzia-gate alla bolognese esiste, sarebbe inutile negarlo. Ma non sarà sufficiente a farci comprendere a fondo cosa è diventata quella che era la sinistra italiana. Anche se, a prescindere dalle conclusioni dell’inchiesta, credo sia sufficiente per farci sentire l’amaro retrogusto che lascia nei compagni e nelle compagne che continuano a credere nella diversità storica della sinistra. Penso agli anziani ormai stanchi della politica ma che hanno pur sempre conservato la fiducia nel “partito”. A quei lavoratori a cui manca poco alla pensione e che hanno da sempre riposto la loro fiducia e le loro aspettative nel “partito”, benchè da tempo delusi. Poco ai giovani che non hanno mai conosciuto il “partito” e che giustamente nei nuovi partiti non hanno investito alcunché. Se c’è un inchiesta prima o poi è nella natura del caso che il protagonista sia ascoltato. Non tutti godono dei poteri di Berlusconi…potessero. credo ne farebbero volentieri a meno…
    Anche perché è francamente illusorio, al punto in cui son giunte le cose, adottare la tecnica dello struzzo, ovvero:continuiamo a lavorare e non ci curiamo d’altro . Un assessore, non una simpatizzante qualsiasi, afferma: E’ da un mese che siamo tutti i giorni sui giornali a proposito di gossip, basta. Parliamo di cose piu’ importanti, sono quelle su cui sto lavorando in questi giorni. Oppure le parole, non di uno qualsiasi, ma del segr. De Maria che tutti conoscono o dei vari compagni di partito che hanno partecipato alla maratona difensiva. I richiami inconsci al berlusconismo sono tanti.
    Lo Stato, la società civile e incivile, ha bisogno della politica, delle istituzioni, degli enti locali, dei servizi pubblici. Ma non ha affatto bisogno di questa supposta classe dirigente sedicente di sinistra.
    E’ questa la sinistra che tutti i cittadini, i lavoratori, i precari, i cittadini migranti, gli anziani e i giovani si meritano?

  7. arianna Says:

    gli occhi scorrono veloci le parole e v’immagino (tu e fausto) mentre vi stuzzicate … e bologna è ancora una volta la provincia che tanto amo. e per fortuna che c’è qualcuno che è un po’ distante dalla terra. e guarda. certo che per essere quello che accetta le provocazioni sei troppo in alto mare per essere raggiunto dal guanto di sfida dalla città…ma come vorrei sentir parlare di questa Italia così debole. di questa storia finita male . di questo mio partito che non riesce a respirare.

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