Il Re è nudo.

Il re è nudo. Un progetto mal concepito, intempestivamente varato e peggio condotto, in soli due anni e tre segretari, ha esaurito la sua spinta propulsiva. La quale consisteva sul piano “ideale” semplicemente nella necessità di andar via dalla sinistra il più in fretta possibile. Su quello programmatico, in coerenza con quest’impianto ideale, il partito nuovo pose al centro l’obiettivo di una riforma del sistema politico, da attuare con una convergenza bipartisan, in senso bipartitico. Con gli applausi dell’establishement, il PD, in coerenza a un tal disegno “epocale”, subito si dimostrò intransigente nell’affermare la sua vocazione maggioritaria. E si disinteressò alquanto alla sorte di un “governo amico”- varato con la variopinta e risicata maggioranza dell ‘Unione- che difatti cadde. Ma è storia , anzi cronaca nota. Adesso con Bersani è in corso un’operazione di revisione : dal bipartitismo al bipolarismo; dal meglio soli che mal accompagnati, all’alleanza con l’UDC oltre che con l’IDV e con una sinistra  ecologica e libertaria considerata innocua. Ma s’è fatto tardi ormai. Pezzi di centro se ne sono andati a seguire la loro vocazione fondando un nuovo partito. (Va notato che stavolta nessuno si è scandalizzato per la nascita di un nuovo partitino).Intanto la miriade di sodalizi e gruppi interni (vedi anche alla voce balcanizzazione) che di tanto arricchisce la vita democratica del PD s’appresta ad arrotar coltelli per l’inevitabile resa dei conti post elettorale. In quest’ambito, mentre i democratici che costituiscono la base del PD s’appassionano a difendere la taumaturgica bontà delle primarie in salsa italiana, Walter spiega che lui non è Garabombo l’invisibile (vedi il meraviglioso libro di Manuel Scorza) e s’appresta a dar battaglia con una sua Fondazione. Mica ce la può avere solo D’Alema la Fondazione! Il quale D’Alema, l’altra sera a Modena, si è intrattenuto a razionalizzare a posteriori la cocente sconfitta personale subita nella sua Puglia. Eh, certo c’è sempre un’intelligenza all’opera anche nella sconfitta. Tutto sta a scorgerla. E i democratici applaudono sia il primo che il secondo. Partitamente. Intanto Bersani alza i toni su processo breve e dintorni incalzato dallo scaltro Di Pietro ferinamente calato a Bologna la settimana scorsa a rivendicare le dimissioni del sindaco. Si sperava che Bersani potesse almeno dare un colpo di barra se non proprio invertire la rotta. Si sperava insomma che si potesse quantomeno avviare una revisione critica. Solo che l’operazione tentata da Bersani è subito apparsa contraddittoriamente ,ad un tempo, radicale e pudibonda .Troppo radicale per Rutelli che se n’è subito andato,ma anche per i veltroniani doc che certo non se ne vanno potendosi peraltro intestare , con qualche buona ragione , la nascita del PD. (Va ricordato che il progetto di fusione tra DS e Margherita era già morente quando fu chiamato Veltroni a rianimarlo con terapia d’urgenza). Troppo timida, implicita e sotto traccia l’opera di Bersani per quanti invece pensano (io sono tra questi) che, per cambiare uno stato di fatto deludente e persino disperante occorra preliminarmente ammettere una falsa partenza. O almeno la crisi conclamata di un progetto politico. In sostanza Bersani non può stare più a lungo in bilico. Anche la storia del partito plurale (e che sarà mai?) o del nuovo Ulivo fa venire il mal di testa. Le mezze misure alla lunga uccidono il malato. C’è, con ogni evidenza un progetto da rifondare su basi altre e diverse. Questo è il segnale da dare: forte e chiaro. Qualcuno ancora se ne andrà , ma è verosimile che molti di più torneranno o arriveranno per la prima volta nel PD. Specie quando il PD si disporrà ad accogliere al suo interno le ragioni elementari e sempiterne della sinistra senz’altri aggettivi. Abolendo ogni settarismo di partito. Se invece ci s’accontenta di mostrare soddisfazione per l’andamento del tesseramento (l’ho sentita e anche detta mille volte questa)….allora : buonanotte ai suonatori.

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11 Risposte to “Il Re è nudo.”

  1. Fausto Anderlini Says:

    Ti rispondo qui per tre post e un quarto fa. ‘Fare un forum per uscire dal cul de sac’. Della serie: ‘Riusciranno i nostri eroi e ritrovare l’amico scomparso in Africa ?’. Va da sè che un luogo siffatto chiede di essere frequentato muniti di attrezzi adeguati: cacciaviti, rasoi, tronchesi, forbici, fiamma ossidrica ecc. ecc. Un lavoro da metalmeccanici, ma anche da termotecnici, lamieristi, materie plastiche. La stessa sezione edili delle vecchie Aldini potrebbe proporre benne, mazze e cazzuole. Per non parlare delle pialle dei falegnami.

  2. maurozani Says:

    In effetti urgerebbe fare un bel buco nel sacco. O non ci son santi…Parliamone ma è un’impresa titanica…e , alla fine è anche un lavoro sporco assai. Non è come spalar la neve caduta in questi giorni. Insomma non è roba da signorine, ma forse neppure per vecchi.

  3. Fausto Anderlini Says:

    Grande ! Però passami il tuo cellulare per e-mail

  4. maurozani Says:

    La tua e-mail non ce l’ho. Lasciala qui..

  5. Fausto Anderlini Says:

    fausto.anderlini@tiscali.it

  6. Gianni Says:

    Credo che questo articolo vada incorniciato, anche da te, descrive perfettamente come è messo non solo il PD ma in generale la sinistra!Complimenti!
    Io ho fatto tessera PCI fino ai Ds non al PD, contribuito campagna elettorale arcobaleno come SD e poi visto come è andata e soprattutto che alle comunali e provinciali, ognuno si batteva per poltroncine e strapuntini e non sui contenuti, ho detto basta!
    E per le Regionali non so nemeno se andrò a votare, perché è ancora peggio, battaglie ormai personali, manuale cencelli alla mano, strane confluenze nel PD con Bersani, carte false per entrare nella lista PD nel listino del presidente.
    Questo capita non SOLO ALL’INTERNO DEL PD ma anche in Sel, Rifondazione, Socialisti ……
    La grande domanda di un disilluso di Sinistra è di fronte a questo sfacelo che fare???
    Dirai non ho la bacchetta magica, già capisco……….
    Sono veramente deluso da questo senso di impotenza delle persone che guardano alle cose da fare, da cambiare, da smettere di fare (soprattutto espansione edilizia “poco”, troppo poco controllata, svendita del territorio, ambiente, ecc.) piuttosto che alla sedia che si può occupare…….
    Ciao alla prossima Gianni

  7. Rudi Says:

    “Eh, certo c’è sempre un’intelligenza all’opera anche nella sconfitta. Tutto sta a scorgerla. E i democratici applaudono sia il primo che il secondo. Partitamente”. Straordinario questo avverbio, alla Cetto Laqualunque.

    Ho la sensazione che la tua diagnosi chirurgica venga trovata insopportabile dal malato. Un malato, penso a Bologna innanzitutto, che è sempre stato al 90% dalla parte del vincitore, fosse Occhetto o D’Alema, Veltroni o Bersani, un po’ per opportunismo e un po’ per l’incapacità a esprimere una propria visione che andasse al di là della conservazione del potere.

    D’accordo con Gianni sul fatto che a sinistra del Pd non vada molto meglio: certo, ci sono Vendola e De Magistris, moderne versioni del Bassolino che fu, e non a caso sfondano al sud. Ma due leader carismatici non bastano a colmare un vuoto di politica, di idee per le quali valga la pena impegnarsi. Disinteressatamente (un avverbio che il personaggio di Albanese non oserebbe pronunciare).

    Dovessi dire da cosa ripartire, temo non riuscirei convincente. Più che di una rifondazione credo serva una rigenerazione… Però c’è la realtà, nonostante tutto, che ci sbatte in faccia dei problemi, vecchi e nuovi, e se non siamo in grado di capirli, affrontarli e risolverli, perde senso anche qualsiasi richiamo alla “sinistra”.

  8. maurozani Says:

    Sì,rigenerazione. Roba lunga che appunto ha a che fare con i problemi. I problemi , questi sconosciuti nel PD e anche in ciò che resta nella sinistra.Già!
    Si potrebbe nella politica far spazio,come si cercava di fare nel passato remoto, a chi i problemi li ha e li vive. Per non ignorarli , i problemi, almeno. E poi si potrebbe anche cercare di tessere una trama di rapporti tra coloro che sono fuori, all’addiaccio…Si potrebbe , si dovrebbe….
    PS. grazie Gianni. Nell’analisi e descrizione di stati di fatto sono forte…. a volte

  9. antoniodaroma Says:

    Cosa dirvi? Mi ritrovo, senza aver potuto appulcrare verbo, a “dover” votare (se voglio ?) Emma Bonino.
    Scelta condivisa? No certo, imposta dagli eventi: non sapendo chi candidare per non urtare da una parte l’UDC (quelli che votano per il legittimo impedimento come male minore!), dall’altra perchè l’unico presentabile (Zingaretti) giustamente dà il due di picche non spendendo la sua faccia per politiche innaturali, io mi ritrovo la Emma.
    Il problema è quando la sento parlare: le chiedono se è dalla parte dei magistrati che lasciano le aule con la Costituzione in mano e lei cosa tira fuori……che dai tempi di Tortora è per la separazione delle carriere, la responsabilità civile/penale dei magistrati…tanto per metterli sotto controllo.
    Per chiarezza, ero presente in manifestazione quando fu uccisa Giorgiana Masi, ma l’acqua che è passata sotto i ponti è tanta e i voltagabbana di certi personaggi è ormai cerrtificato (vogliamo parlare di Capezzone tanto per dirne uno?)
    Non mi fido di Bonino, ma sarebbe il meno.
    Bersani (o chi per lui) con calcolo cinico, appoggia una candidatura in cui non crede, sapendo già che il Lazio è perso non avendo un candidato serio da presentare per la sua/loro visione di centro, a differenza della mia di “sinistra”, probabilmente perdente, ma almeno con la chiarezza dell’idea di società.
    Serve un passaggio (e lo dico da cinquantenne ormai) di almeno due o tre generazioni, per ripartire da zero e creare una coscienza comune di valori morali minimi.
    Ma qui siamo nell’era dell’AMORE, e l’amore fa dimenticare che se non c’è una opposizione è probabilmente perchè quella che dovrebbe essere l’intellighenzia oppositrice è sotto schiaffo: o per colpe da non mostrare (vedi ex Governatore della Regione) o perchè organici come metodologia in affari.
    Mi scuso per lo sfogo, ma mi ritrovo – come spesso accade ultimamente – con il solito dilemma: non posso non votare (è l’unica arma che ho), ma posso votare gente inaffidabile?

  10. maurozani Says:

    E’ un dilemma che hanno (abbiamo ) in molti di questi tempi! E meno male che non devo votare in Lazio. Anche se, confesso voterei per la Bonino, colei che Bersani ha definito una “fuoriclasse” sol perchè non aveva altro candidato/a. Così va il mondo. Bisogna quasi sempre scegliere il meno peggio. Comunque non credo che te la ritroverai presidente della regione.

  11. antoniodaroma Says:

    Gentile Mauro, come avrai intuito dal mio lungo sproloquio – per etica e romanticismo personale – andrò a votare lo stesso: ho solo questa possibilità di farmi sentire e non la spreco certo, come ho sempre fatto da quando ne ho il diritto.
    Solo che sento forte il diritto (perchè no) di esternare la mia rabbia: ho perso il conto di quante elezioni ormai siano diventate un rito immolate al detto “appoggio il meno peggio”!
    Non andremo da nessuna parte e intanto gli altri (tra convinti e rintronati da 30 anni di bombardamento mediatico) marciano uniti con un solo interesse: il potere (i più forti) e la speranza/illusione di scimmiottarlo (i poveri manipolati).
    PS: ringrazio Rudi per avermi fatto conoscere il tuo blog

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