Candidati offresi

Dopo due giorni leggo i giornali. Incombono i candidati. A destra la situazione non è chiara. Come sospettavo sembra che la questione UDC-Galetti non sia ancora chiusa. I toni di Casini avversi al PD già lo facevano intendere. Così come la presa di distanza di Guazza dal Mazzuca. Con tutto il rispetto che si deve alla persona: un vuoto a perdere, quest’ultimo. Si attendono eventuali ,ulteriori sviluppi. Nello schieramento di centrosinistra , quindi PD e poco più, la situazione si presenta effervescente. Non si sa quando si vota, ma almeno i candidati non mancano. Dalle parti di via Rivani (che mi dicono esser la sede del partito nuovo) immagino si respiri adrenalina nell’aria. Abbiamo chi : “Sono stato chiaro nella mia disponibilità”, dato che non ci si può sottrarre nel momento del bisogno, dunque “sento che devo pormi a disposizione”. Ci si pone. Bene. E uno… Poi c’è il Cev: “ il soldato CEV c’è sempre”.Una sicurezza col buono e il cattivo tempo. Infatti : “ chi fa gioco di squadra deve essere pronto per ogni ruolo, anche di Capitano”. Mi sembra un concetto chiaro. Ci si propone. In più s’aggiunge l’endorsement di Morandi. E due…. C’è invece chi per non smentire il suo “largo ai giovani”, non si pone né si propone, ma si dispone( a piè fermo) ad “aspettare le decisioni del partito”, non senza avvertire che “non sono e non mi sento candidato”. E qui è giocoforza aprire una parentesi interpretativa perché questa frase è addirittura un capolavoro di sapienza tattica. Vuol dire più o meno questo: “dato che non mi avete ancora candidato , non posso sentirmi candidato, come potrei? Mi sentirò candidato non appena mi avrete candidato. Of course. Cosa diavolo aspettate, pelandroni , perditempo?”. Nel gergo del vecchio partito ci s’attende insomma un’investitura con tutti i crismi, ritenendo di esser un bel passo avanti rispetto a tutti gli altri costretti, poverelli, a porsi e proporsi. E tre…. Infine fa capolino la società civile col professore dell’università (nientemeno) che avendo contratto “un debito con la città” (come , quando?) è , adesso, smanioso di pagarlo con la sua candidatura. E qui le cose non mi tornano del tutto. Si pretende di pagare un debito ottenendo un ulteriore e vasto credito. Boh. Finanza creativa? E quattro….
Eh sì siamo fortunati noi bolognesi. Nella difficoltà non mancano mai coloro che giungono in soccorso , pronti a porsi , proporsi, disporsi, al sol fine di dare un contributo, ovvero una mano, o porsi al servizio, o addirittura a pagare un debito. Ciò è bello e generoso assai. Confortante persino. E’ infatti nella crisi che si vedono all’opera i talenti. A latere c’è il senatore Vitali che , come si diceva una volta a Bologna e dintorni, sembra essersi rimpinzato di carne di leone. E, nella direzione del PD, si sofferma a ruggire che la crisi viene dal lontano 1999. La qual cosa peraltro è arcivera. Chapeau! Solo che ciò comporterebbe mettere finalmente in conto anche le proprie responsabilità personali. Comincio io ,con l’ammettere che mi mancò la forza e il cuore di ripulire la baracca con il lanciafiamme. Ricordo ancora che il cinico Smargiassi su Repubblica (giornale che all’epoca tifava Bartolini) non mi risparmiò, alludendo al fatto (accertato) che, generalmente, cane non mangia cane.

PS. Smargiassi per descrivere la mia bontà d’animo (faccio per dire) spiegò come Tony Blair si era disfatto, senza farsi scrupoli, dei vecchi laburisti. E ciò, allora, mi sviò considerando io Blair il più gran bugiardo dell’orbe terracqueo e un odioso individuo per quanto molto intelligente.

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16 Risposte to “Candidati offresi”

  1. Loris Marchesini Says:

    Caro Mauro, la tua “rugosità” (di questi tempi non certo un difetto) la conosco da quando frequentavi le sezioni del PCI, tu poco più che ventenne, io diciottenne. Qui fai ironia, ma sempre con toni da sarcasmo disilluso. E di ragioni ce ne sono. C’è da dire che se togliamo Prodi, te, l’amico Valerio Armaroli, non c’è tanta altra classe dirigente matura da proporre. Ed i giovani ? Per questo qualcuno di noi, oltre a proporre Prodi, cerca di guardare fuori e propone Zamagni, Segrè (non Pombeni). Sarei meno sarcastico su Vitali. Per il ’99 ha le sue colpe, ma le hanno tanti altri (alcuni hanno usato bene o male, non è mio compito fare il giudice, il partito come autobus e sono approdati a lidi meno politici e più generosi), ed è da diversi anni che si dimostra il parlamentare bolognese più serio, più vicino ai Comuni, più disponibile. Questa è la mia esperienza di amministratore ad Anzola e di capogruppo. Un’esperienza faticosa che a volte, paradossalmente, vorrei mettere a disposizione di gente che fa politica invece in modo professionale e che si comporta come minimo da dilettante, quando non peggio.

  2. maurozani Says:

    Loris :Zamagni non mi par poi tanto giovane. Su Vitali esercito lo stesso sarcasmo che applico a me stesso. Come puoi notare. Ciò nulla toglie all’attività parlamentare di Walter certamente apprezzabile.

  3. Fausto Anderlini Says:

    Eccellente tocco d’impressionismo sociologico. Si vede bene, come nel ferroviere in pensione davanti al cavalletto, pennellata dopo pennellata, scritto dopo scritto, che c’era in te una vena in attesa d’essere coltivata. Questo esercizio rituale, che così argutamente descrivi, si potrebbe denominare, parafrasando l’Accetto, “della dissimulazione disonesta”. Che è un tratto tipico degli organismi burocratici e delle sue emanazioni ectoplasmatiche (le quali possono restare attive anche quando l’organismo sia venuto meno). Con questa differenza d’attualità rispetto al passato: che nel Pci l’esercizio curiale era finalizzato al dispositivo carismatico della “chiamata” da parte di una entità superiore (che allora c’era: il Partito), mentre adesso siamo davanti a poveretti che si chiamano da soli (alcuni, brutto sintomo, sentono addirittura le ‘voci’). Il tutto all’effimera insegna del morettiano “mi si vede di più se ci vado o se sto a casa?”. C’è un modo per sottrarsi a questa evanescenza rococo ? A questa ressa di gente che scende in campo, si ritira sull’Aventino, si mette a servizio, onora debiti, riscuote crediti, ecc. ecc. A mio parere ci sono due possibili soluzioni. La prima, più immediata, ed anche la più ascetica, è di starsene veramente a casa, e in silenzio (pratica verso la quale sembra clamorosamente propendere una parte dell’elettorato). La seconda l’ho abbozzata, en passant, ma poi non tanto, in una recente quarantenata. Commettere davvero il demoniaco “peccato d’orgoglio”. Cioè esibire una “ambizione” (e nel caso, per non correre il rischio dissimulatorio, davvero smodata). Ambire al “potere”. Ma in un senso peculiare, strettamente connesso all’orgoglio e all’ambizione. Un potere – si direbbe- prettamente capitalistico. “Astratto”, per accumularne sempre di nuovo. Non il potere meschino e venale del rentier che ambisce ad accomodarsi in uno o più “posti” per lucrare sinecure. Capisco subito l’obiezione verso un siffatto modo di pensare. Di riproporre il “potere per il potere”. L’ennesimo scampolo di nichilismo. Però pensiamoci bene. Possiamo immaginare questa energia soggettiva senza che ad essa presieda uno scopo, un disegno, un progetto ? Infatti che cos’è quella perdita di energia che tutti constatiamo nell’attuale classe amministrante della sinistra, se non una palese dimostrazione di una grave perdita di scopo (e quindi di orgoglio) ?Perciò ove si manifestasse un tale “orgoglio”, una così diretta espressione di verità, questa sarebbe per me un importante criterio di legittimazione.

  4. fabio bonifacci Says:

    non ci conosciamo. Ma perchè non ti candidi? O non torni al partito? Al di là degli errori (anzi dell’errore, che peraltro ammetti lucidamente, il che è rarissimo) io ho una statistica personale, da lettore di giornali. Un specie di test: I dirigenti locali del partito che in una interviste sanno dire almeno una frase (una!) su cui valga la pensa pensare 30 secondi. L’ultimo sei stato tu. Poi solo parole vuote, grige, burocratiche…Parole inutili. Solo che nella politica le parole inutili non esistono. L’inutile è dannoso. Siamo senza una vera classe dirigente da troppi anni, questo è il punto. Bisogna ripartire da zero. Non so come nè in che ruolo, ma ci sarebbe bisogno di gente come te. Si sente rancore nel tuo sarcasmo, sono certo che sarà giustificato. Se puoi dimenticali, e fa qualcosa. Adesso serve….scusa il tu, scusa anche il tono troppo confidenziale

  5. maurozani Says:

    Mi spiace che si senta rancore in quel che scrivo. Ma può essere. Tuttavia io sono del debole tipo umano che ,nonostante i buoni propositi di mantenerlo (il rancore) poi lo dimentico. Quanto al partito sono anche un egocentrico. So che non mi vogliono tra i piedi. Dunque non vado. Mi diverte solo un pò sapere che se chiedessi di aderire , per la prima volta al PD, si spargerebbe un certo panico. Come vedi confermo il mio egocentrismo. Tra l’altro a buon mercato essendo ,come tu noti, che non abbiamo a che fare con titani, nè del pensiero , nè tampoco, dell’azione.Quanto a candidarmi è storia lunga e ormai noiosa. L’avrei fatto (e questa è davvero una notizia , nel senso che non l’ho mai detto pubblicamente) la volta scorsa. Ero a un passo dall’esercitare quell’ “orgoglio” che Anderlini richiama qui sopra. Poi è arrivato Tex. E, onestamente, quell’orgoglio sarebbe apparso e anche divenuto pura ambizione personale. Senza contare che l’orgoglio sarebbe andato a vuoto. Adesso è tardi.

  6. Andrea Ventura Says:

    Peccato!

  7. maurozani Says:

    @ Anderlini.
    Capisco benissimo e da cripto-leninista e pseudo-schmittiano (as fa par dir) devo ammettere che quanto dici ha un senso forte, compiuto e conchiuso. La sfiga (la mia) è che cerco (e ho sempre cercato ) una terza via per il potere. Immagino che , in effetti , tal via non ci sia.Comunque “storicamente” (as fa par dir unn etra vòlta) in effetti non s’è mai vista. I have a problem! Sono anche un pò prete buono. Continuo a pensare che il potere sia anche sacrificio, servizio, dedizione totale al BENE comune. Guarda che purtroppo non scherzo. L’asino casca sempre qui.
    PS. Non so scrivere in dialetto ma sarebbe divertente.

  8. Arlo Says:

    secondo me mauro è che non ti abbandoni, al divertimento. oggettivamente sarebbe stato divertente. per noialtri di sicuro.

  9. Arlo Says:

    in effetti mi piacerebbe lavorare ancora in federazione per poter vedere cosa succederebbe se ti iscrivessi al pd. riunione segreta convocata dal segretario per decidere le strategie anti-zani, telefonate ai compagni per sincerarsi della fedeltà alla linea del segretario, funzionarie varie che ti guardano storto se chiedi qualche numero di telefono di iscritti, qualche vecchietto che ti guarda sconsolato e sospira ‘ma cosa gli è successo a Zani che non si fa così, da lui non ce lo aspettamo’. un’intervistina preventiva magari sempre del segretario per non tenere scoperto nessun versante. il tutto al sapore di polvere e ragù. tutta gente che non ha tempo da perdere con cazzate (tipo studiare, leggere, informarsi, guardarsi attorno) perchè loro debbono occuparsi di cose serie. c’è la riunione del direttivo e poi il circolo e poi da preparare il dibattito alla festa e poi da andare a prendere quello in stazione per l’iniziativa…..per non parlare poi della consulta delle donne del PD che non è possibile che vengano sempre lasciate indietro quando si deve decidere il candidato sindaco…e sì, si fa presto a remare contro ma poi sono loro che tengono la baracca assieme altrochè sti rompi coglioni.

    PS certo che ci potevi proprio fare divertire un po’…mo mi tocca di mangiare patate fritte e roba con quintali di salsa di qualsiasi tipo ovunque (e poi non riesco proprio a mandare giù i colori delle camicie e delle cravatte che si vedono in giro…roba da fucilate)

  10. zani mauro Says:

    Arlo. E’ il famoso ambiente internazionale bellezza! Patate fritte, salse e creme di dubbia fattura ovunque. E, immagino burro, tanto burro sparso a strafottere sui cetrioli. Come ti capisco.Però intanto potresti imparare il fiammingo. E magari comprarti una canna da pesca. A proposito quanto dista il mare? Non sottovalutare i mari freddi. Puoi catturare spigole dalla riva. Vabbè insomma , tanto d’altro non mi viene. Tieni duro che poi torni con la “esperienza”.Ciao.

  11. Arlo Says:

    in effetti non c’é altro da aggiungere. il burro cotto lo evito come la peste da quando ho vissuto in francia in un ostello della gioventù per tre mesi. sti cretini friggono e spadellano tutto nel burro. si sentiva il puzzo in tutti e cinque i piani. quella del fiammingo la prendo come una battuta. ho smesso dopo tre mesi di corso perché uscivo tutti i giorni con il nervoso. a onor del vero, tuttavia, un ambiente accademico con i fiocchi e con tanti, tanti soldi.

    PS di mari freddi ne ho avuto abbastanza in danimarca. mi tengo il mio fiumiciattolo adriatico nonostante il suo colore marroncino. e nessuno puo battere la romagna in fatto di grigliatina sulla spiaggia (me la sogno la notte)

  12. agostino pozzi Says:

    VICENDA DELBONO –
    Sono ancora nel pieno della fase di “elaborazione del lutto”, pertanto non nelle condizioni giuste per commentare candidature, autocandidature, pseudo candidature.
    La prevedibile decisione del Governo di non accogliere la richiesta dell’election day (mica sono scemi) se, da un lato si concilia con i miei tempi di elaborazione; dall’altro rappresenta, tanto più se i tempi del commissariamento saranno lunghi, un grosso guaio per la città e per il PD. Bologna commissariata: che disastro!
    Un problema serio, che avrà ripercussioni negative sul voto. E qui c’è poco da scherzare. Ricordo che lo scorso anno Delbono vinse al ballottaggio. Dunque si vinse, ma di misura. Se, poi, le indagini trovassero altro, prima del voto, allora “buonanotte suonatori”.
    Oggi la Repubblica intervista Bonaccini. Alla domanda: “Si farà un congresso a Bologna dopo il patatrac?” l’intevistato risponde: “Io sono per farlo entro l’estate. Dovrà essere l’occasione per una seria e serena riflessione su questi ultimi anni e su ciò che occorre al futuro di Bologna”
    Dunque Bonaccini è per fare un congresso entro l’estate, per fare una seria riflessione su questi ultimi anni.
    Come si fa a dare una risposta simile senza sapere con certezza quando si vota. Se, ad esempio si dovesse votare in autunno, il segretario regionale indica giugno (cioè a pochi mesi dal voto) la data per tenere un congressso per “fare una seria e serena riflessione su questi ultimi anni”. Siamo, io penso alla improvvisazione. Ma è pensabile una riflessione seria che, se veramente vuole essere tale, finirà inevitabilmente per essere poco serena, in prossimità di un appuntamento elettorale così importante? Ma siamo matti! Suggerirei di concentrare l’attenzione, prima del voto, sugli aspetti di contenuto; insomma sulle idee e le proposte del PD per il governo della città rinviando a dopo il voto la scadenza congressuale. A me pare più di buon senso.
    Ho letto in questi giorni dichiarazioni di autorevoli esponenti del partito che fanno partire l’inizio del declino della sinistra a Bologna dal ’99.
    Mi permetto di esprimere riserve. Ho l’impressione che l’inizio della crisi debba essere retrodatato.Già da anni prima il partito era allo sbando.
    Un flash. Ultimo mandato giunta Vitali. Congresso di federazione. Sala Europa. Vivace dibattito. Tema: governo della città. Due posizioni. La prima poneva l’accento su una maggiore attenzione agli aspetti per così dire “manutentivi”; la seconda che poneva l’accento sulla necessità di privilegiare gli elementi “progettuali” dell’azione di governo. Giuro è andata così.
    Ebbene mentre in sala Europa il partito era impegnato a risolvere questa intricata matassa e nei ritagli di tempo, munito di righello a misurare l’altezza delle torri di Bofil, la città silenziosamente, ma iniserabilmente si allontanava dalla sinistra sia nella sua espressione istituzionale che in quella politica. Insomma mentre il partito era impegnato a discettare sul nulla cosmico, “la talpa scavava”. (Togliatti; Zani). L’esito è a tutti noto.
    Ma torniamo all’oggi.
    “bologna saprà reagire”, “noi non siamo come gli altri” ecc…
    Facciamo bene ad insistere su questi concetti anche se ritengo sarà comunque dura, molto dura.
    Tra l’altro ogni giorno ha una sua pena. Quella di oggi è la richiesta di ritiro delle dimissioni. C’è da augurarsi che simile richiesta venga rispedita, a stretto giro di posta, al mittente.

    P.S: chiedo scusa se approffitto del tuo blog per salutare Mariangiola Gallingani della quale, avendola incrociata durante la mia esperienza di amministratore, ho potuto apprezzarne le qualità

  13. maurozani Says:

    @Arlo.Son contento per te, per l’ambiente e per i soldi che immagino comoprendano l’indennità di disagio. Altrimenti chi lascerebbe la Romagna per Anversa? D’altro canto in Italia si sa come vanno le cose. Anche a Bologna come saprai va maluccio alquanto. Magari ci vediamo quando torni.

  14. maurozani Says:

    @Pozzi. Non sarà il solito congresso, per quanto straordinario a tagliare il nodo gordiano. il problema è un pochino più complesso. Afferisce , a mio parere, come sai , alla nascita stessa del PD e prima ancora alla decadenza di un sistema di potere locale, sottovalutata troppo a lungo. A questo punto la talpa ha già scavato una voragine. Ma se ne accorgeranno solo quando gli verrà a mancare letteralmente la terra sotto i piedi. Mi sono , da tempo, convinto che ci vuole una febbre alta per avviarsi a guarigione.Ma sciverò qualcosa su questo.
    PS. Mariangiola dovresti trovarla su “quarantenopoli.blogspot.com”

  15. fabio bonifacci Says:

    peccato per l’altra volta allora! Al posto di Tex, era molto meglio Kit Carson 🙂

  16. maurozani Says:

    @ Bonifacci. Grazie. Ma chissà! Mi sono sempre accostato al “problema” con un certo stress. In verità mi sono sempre chiesto e continuo a chiedermi perchè i vari Tex o persino i vari Tiger Jack non appaiono mai per nulla preoccupati per la responsabilità che assumono e per il giudizio che potrà ricadere su di loro. Eppure non sono di primo pelo.

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