Una sinistra civica per Bologna.

Ieri quand’era circolata la voce di un possibile ritiro delle dimissioni di Del Bono ho pensato che se non era una bufala si trattava comunque di un gossip debole, forse da riferire allo stato d’animo o a un moto dello spirito di un uomo comprensibilmente stressato dalla nota vicenda. Ero portato a ritenere che più che a un’intenzione razionale e soggettiva la notizia fosse da riportare a manovre di lobbies interessate..ai propri interessi. Invece no. O meglio , non si trattava solo di questo. Era già stata convocata la giunta con all’ordine del giorno “comunicazioni del sindaco”. A questo punto siamo al di là del bene e del male. Non ci può più essere il minimo dubbio: si era installato l’uomo sbagliato nel posto sbagliato. E allora bisogna che chi ha avuto le massime responsabilità nella scelta la smetta, (o sia da altri costretto) di far il pesce in barile. Passa anche da qui la possibilità di qualsiasi futuro riscatto. Altro che andare a protestare sotto la prefettura con uno sparuto gruppo di dirigenti e militanti. E per di più facendo i finti tonti. Se i giornali riportano correttamente De Maria avrebbe dichiarato, a proposito dell’invito dei costruttori a ritirare le dimissioni ,che “ Hanno posto un problema serio, che a Bologna non ci sia un commissariamento lungo, per questo si voti a giugno”. Prego? Ma siamo tutti dei poveri fessi, di fronte ai quali si deve negare anche l’evidenza? La richiesta di rientro dalle dimissioni avveniva proprio dando per scontato che non ci sarà mai un’intesa bipartisan per poter votare a Giugno. E che , di conseguenza eventuali ( e fino a prova contraria certo legittimi) impegni contratti con la nuova amministrazione potevano dar luogo a iniziali e vincolanti decisioni di governo da qui al 2011. Questo interessava ai costruttori. Non certo la possibilità di votare a giugno. Immagino lo sappia bene anche De Maria . Quella risposta, adeguatamente contorta, infatti mirava da un lato a mantenere la barra (già divelta brutalmente peraltro da Cicchitto) del voto al più presto , ma dall’altro serviva anche (un po’ ingenuamente) a cercar di contenere , in termini di pura immagine, entro questa linea i costruttori medesimi. A parte che a De Maria* qualcuno avrebbe dovuto consigliare di andar in piazza letteralmente avvinghiato al commissario Bonaccini, dato che comunque, molto presto, coloro che hanno scelto Del Bono avranno bisogno di un capro espiatorio da dare in pasto all’ira dei militanti che non si placherà con la sua (di De Maria) rinuncia alla candidatura regionale. A parte ciò la giornata di ieri ha tolto di mezzo anche la diversità giustamente affermata con le pronte dimissioni di Del Bono. Siamo diversi, perché noi, al caso, ci dimettiamo prontamente. Sì, infatti… A questo punto, ormai consumata la manfrina del voto subito si apre per Bologna una fase nuova, mai conosciuta in passato. La sinistra bolognese, quale che sia e dove che sia, ovunque sommersa e dispersa ,compreso nel PD, deve assumere l’onere dell’azione. Non è semplicemente realistico e possibile sperar di cavarsela ancora una volta per il rotto della cuffia. E non è neppur possibile , a ragion veduta, lasciare in mano al solo gruppo dirigente del PD e ai suoi obbedienti residui coalizionali la responsabilità di fronteggiare una destra aggressiva che per la prima volta ha la possibilità di sfondare sul serio. Sono trascorsi anni luce da quando da Roma si avanzò la candidatura Mazzuca. Bel mondo quello! Adesso viviamo in un altro mondo. Periglioso assai. Un anno di tempo per affrontare la situazione. E mettere in campo una larga e trasversale sinistra civica per Bologna, all’ombra delle Due Torri. La città è di tutti. Conviene almeno tentare.
* Mi si creda non ho niente di personale contro De Maria.Al quale va dato atto di star sul “pezzo”in condizioni proibitive. Semmai nutro minor considerazione per quelli che si son fatti di nebbia.
PS. A scanso di equivoci. Non venga in mente a qualcheduno(in buona o cattiva fede) di pensare ad un mio interesse o ruolo personale diretto. In nessun senso. Il passato è passato. Per il futuro, se qualcosa si muove posso dare una mano. Anzi, per molte ragioni sento di doverlo fare. Ma niente più di questo. Resti chiaro, anzitutto nelle testoline in cattiva fede, tal semplice concetto!

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16 Risposte to “Una sinistra civica per Bologna.”

  1. Maurizio Cecconi Says:

    Caro Zani,

    io m’impegno per vedere una sinistra bolognese attiva e non subalterna al progetto del centrosinistra.

    Questo non significa – come alcuni traducono – mai accordi col PD. Significa avere un progetto politico autonomo e di senso compiuto per la città e spenderlo con propri candidati alle elezioni. Anche con un proprio/a candidato/a a sindaco.

    Un soggetto nuovo (come è la sinistra laddove è morta e dispersa) non può rinascere all’ombra dell’abbraccio mortale del Partito Democratico. Si veda la residualità politica di SEL e PRC e PDCI. Prima di fare degli accordi bisogna nascere, svilupparsi, essere pronti alla pugna. Perché la questione non è se sedersi a un tavolo di trattativa oppure, bensì come sedercisi: se afoni o determinanti e determinati.

    La sfida è alta, la posta in gioco è grossa ed è necessario osare. Rischiare.

    Un saluto, MC.

  2. katia zanotti Says:

    Caro Mauro,

    bello il nome Sinistra civica per Bologna. Sono proprio d’accordo. La situazione di gravita’ inedita in cui è precipitata Bologna richiederebbe una risposta inedita. Tutto si è consumato. Tutto si sta svolgendo sotto i nostri occhi senza pudore.Quella corsa a prendere il treno delle regionali di quelle e quelli rimasti improvvisamente a terra è vergognosa, ancor più vergognosi quelle e quelli che un ruolo già ce l’hanno, e di tutto rispetto, che si precipitano anch’essi a a prendere il treno senza alcun rispetto per quelle persone che 7 mesi fa li hanno votati per ricoprire quel ruolo. E’ solo un esempio del precipizio etico in cui è caduta la politica. C’è Delbono a Bologna che si trascina dietro molto altro. Purtroppo anche la Sinistra non ne è esente. L’indignazione pero’ rimane solo disperante frustrazione. Mi auguro che la sinistra bolognese, ovunque essa sia e nei modi diversi in cui si esprime, sappia dare un segnale di discontinuità e decida di prendersi delle responsabilità superando le logiche chiuse dentro recinti davvero piccoli per tutti. Conviene tentare, ne sono convinta, e se dai una mano anche tu
    la cosa si può fare davvero interessante.

  3. mauro zani Says:

    @Cecconi.Direi che non fa una grinza! Aggiungo , per onestà, che solo il futuro potrà dire qualcosa di definitivo sul PD. Talchè io penso che altri dovrebbero produrre subito un’azione anche dall’interno del PD.

  4. maurozani Says:

    @ Katia. La mia idea è che solo una sorta di “rivoluzione civile” cui prendano parte un gran mucchio di persone, può trarci d’impaccio. L’obiezione è ovvia: senza il PD non si può far nulla a Bologna. Rispondo che ognuno deve assumere responsabilità. Se il PD fosse “intelligente” capirebbe che deve fare un passo indietro per investire sul futuro, possibilmente diverso. Se non lo capisce:peccato!

  5. Bologna, per cosa m’impegno | PUTA. A QUEER INVADER Says:

    […] risposta alla più che condivisa proposta di Mauro Zani ↩ Condividi questo articolo su… Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui […]

  6. sergio caserta Says:

    sono d’accordo con la proposta di lista civica, considero quel che sta accadendo nel PD e dintorni coalizionali (come li definisci puntualmente) derivante da uno stato di totale confusione che definirei come “le contrazioni dell’anguilla sul tavolo della pescheria”, occorre rimettere la testa a posto, un anno è molto lungo ma potrebbe essere persino utile se fosse speso per riaprire una fase del tutto nuova, per ripensare la sinistra e riprogettare il futuro di questa città.

  7. maurozani Says:

    @Caserta. Naturalmente i fattori in campo sono molti e molte cose possono ancora accadere. Non per caso, con piccola “furbizia” non ho usato il termine “lista”. C’è qualcosa che viene prima , se viene. L’aggregazione il più trasversale possibile, fuori da ogni settarismo di partito o partitino, di quanti intendono aprire una nuova stagione. Insomma una primavera democratica. Semplicemente democratica, per Bologna. La quale si può organizzare attorno ad un’idea civica e di sinistra in grado di raccogliere il meglio della tradizione di quel buon governo che merita di essere rivalutata e ricollocata nei tempi nostri. Insomma un’ambizione e una prospettiva “alta” che possa parlare alla maggioranza dei bolognesi.

  8. luca rizzo nervo Says:

    Apprezzo molto ciò che scrivi. specialmente intendendolo, e in questo ritenendo di non sbagliare, un discorso di un respiro un po’ più ampio che la semplice definizione di una lista civica di sinistra che speculi magari sulle difficoltà, indubbie di questo PD. Abbiamo bisogno di molto di più. Abbiamo bisogno di una narrazione nuova, che parli da subito alla città e non si limiti a disquisire su quando si vota, in un circo delle responsibilità assai poco divertente. Per fare questo c’è bisogno davvero di tutti. Non basta esibire ciò che rimane di un orgoglio di partito (o di coalizione), con citazioni che guardano sempre e solo a qualche decennio indietro (e che quindi disvelano il problema..) sotto il quale si nasconde un enorme e doloroso livido che in questo momento tiene assolutamente fermi al palo l’iniziativa politica e quindi qualsivoglia reazione. Ci si crogiola, nei luoghi “ufficiali” della sinistra bolognese, fra l’autorivendicazione di una diversità che oggi nessuno (neanche a Bologna) ti riconosce più, per dirla alla Totò, a prescindere, e giacobinismi furenti e rabbiosi, lungi dal mettere in fila e per intero, le responsabilità e i responsabili.
    Bisogna uscire rapidamente da questo loop autoreferenziale. Bisogna occuparsi di Bologna, lasciando che Bologna si occupi un po’ di noi. Questo forse ci può aiutare a ritrovare rapidamente la bussola e a ripartire, magari anche meglio di prima.
    Insomma non si può immaginare di rispondere a questa drammatica situazione guardandosi l’ombelico e banalizzando la discussione, dentro e fuori dal PD, in una risibile scenetta in cui le diverse bande fingono di regolare i loro conti, magari continuando a farsi continuamente l’occhiolino. Ammettiamo una difficoltà e usciamo all’aria aperta per ossigenare la politica della sinistra a Bologna.

  9. maurozani Says:

    Un’eventuale lista civica di sinistra può esser tale solo se punta a tornare a vincere su altri e diversi presupposti culturali e sociali. Una lista di disturbo non serve ovviamente se non a proseguire in logiche del passato. Tuttavia il PD deve sapere che non tutto è più nelle sue mani. Un movimento di rinascita civica come io lo immagino, di cui dovrebbe far parte tutta la sinistra bolognese,in qualsivoglia modo fino ad ora rappresentata (o non rappresentata) per sua stessa evoluzione non potrebbe esser riportato entro un recinto di partito.Non si può immaginare, sulla carta, tutto un possibile percorso.Adesso, subito basterebbe avviarlo. Cosa tutt’altro che semplice per via di un ormai alto tasso di estenuazione civile. Ma insomma , da qualche parte ci saranno pure persone disposte a provarci!

  10. Claudio Borgatti Says:

    e se fosse SINISTRA senza aggettivi?
    SINISTRA e BASTA senza doverci aggiungere democratica, ecologista, comunista, libertaria, civica, riformista ecc ecc. Perché già li comprende dentro, li sussume e se non li comprende non è sinistra.

    “… una sorta di “rivoluzione civile” cui prendano parte un gran mucchio di persone …”

    “… l’aggregazione il più trasversale possibile, fuori da ogni settarismo di partito o partitino, di quanti intendono aprire una nuova stagione. Insomma una primavera democratica. Semplicemente democratica, per Bologna. La quale si può organizzare attorno ad un’idea civica e di sinistra in grado di raccogliere il meglio della tradizione di quel buon governo che merita di essere rivalutata e ricollocata nei tempi nostri …”

    Sono totalmente d’accordo, ci aggiungerei una buona dose di discontinuità e fantasia concreta.

    Quindi penso che persone e permettimi compagni come te, Katia, Garibaldo e decine di altri devono impegnarsi molto il prossimo anno.

    E devono fare lo sforzo, certo faticoso e sofferto, di tornare ad essere “militanti” (oggi si direbbe attivisti) che non vuol dire dirigenti.

    Quando scrivi “… per il futuro, se qualcosa si muove posso dare una mano. Anzi, per molte ragioni sento di doverlo fare. Ma niente più di questo … ” penso che quel futuro è OGGI e che ne abbiamo un grande bisogno.

  11. maurozani Says:

    Certo , mi pareva chiaro ,sinistra e basta. Quel civica nella fattispecie bolognese tuttavia non è inessenziale. Allude a un coinvolgimento largo e trasversale.
    Quanto a eventuali sospetti sul voler “dirigere”, francamente non so più cosa dire per fugarli.Scusa Borgatti ma non ti viene in mente che se volevo continuare a fare il “dirigente”avevo di fronte a me un’autostrada, libera e scorrevole a quattro corsie: bastava che io aderissi al PD. Magari coprendo un ruolo da critico tanto per proteggere un fianco. C’è persin chi mi ha chiesto di ritagliarmi il ruolo da “padre nobile”. Giuro : è vero. Ma padre de che? Con questi figli!!Quanto al futuro, va bene , d’accordo è oggi. Ripeto che sono pronto a dare una mano. Si tratta però di vedere a chi e perchè, per qual fine , per qual progetto. Ne ho indicato sia pur confusamente e sommariamente uno. Altri più perspicui del sottoscritto ne possono delineare meglio i tratti. Per questo è importante anzi dirimente che non ci limiti ancora una volta ad elaborare in fretta il lutto e a proseguire come prima. Da questo punto di vista le cose stanno andando alquanto maluccio. Mi sembra.

    ps. per me le parole sono importanti. prima di macchiare la carta con locuzioni come “rivoluzione civile” o “primavera bolognese” etcc, ci penso due volte almeno. Ergo io ci sono se si fa sul serio. Ma questa roba qua, quella che descrivo nei termini sopraddetti, temo si possa fare solo se i protagonisti sono fondamentalmente altri. E altri ci saranno solo se s’innesca un meccanismo nuovo che produca idee e tenga in campo le persone. Tutta quella gente cui non frega niente del passato, di chi aveva ragione e chi torto, ma il cui sguardo muove dal presente ma è rivolto al futuro. E, temo si possa fare solo se e quando si toglierà di mezzo ogni settarismo di partito. Segnatamente quello che mi sembra caratterizzare il PD fino ad ora.

  12. Valentina Says:

    Da qualche tempo sembra che siamo diventati vicini di casa, sono la segretaria del circolo Casaralta…
    Avrei davvero piacere di poterla incontrare, intanto le propongo un’idea… per dare una mano per il futuro del nostro partito.
    Le chiedo di leggere e di esprimere la sua opinione in merito al decalogo (lo trova al link http://NUOVOPDBO.WORDPRESS.COM/) che insieme ad altri 28 promotori abbiamo presentato nel direttivo provinciale prima di questi disastrosi eventi.
    Un rinnovamento del PD, a prescindere dal capro espiatorio che verrà trovato, è necessario… noi ci contiamo molto.

    A presto quindi.
    Valentina Marino

  13. maurozani Says:

    Cara Valentina, leggerò il decalogo. Con l’avvertenza che, attualmente (e penso proprio anche in futuro) non aderisco ad alcun partito.Quanto ad incontrarci non c’è problema essendo vicini di casa ed avendo io tempo libero e anche una certa curiosità di ascoltare e capire.

  14. Valentina Says:

    Il decalogo è aperto a tutti, non è un nuovo partito e nemmeno una corrente del PD, ma piuttosto una base per una piattaforma programmatica per il prossimo congresso…
    Diciamo che speriamo aiuti a rinnovare e forse a dare quel senso più civico che manca in questo momento…
    A presto, le farò avere indicazioni sulle nostre iniziative in modo da poterci incontrare.
    Saluti

  15. antonella miriello Says:

    fatti tentare, mauro, fatti tentare…vieni al congresso!! e discutiamo. congresso vero, lo chiediamo.

  16. Giancarlo Rimondi Says:

    Bisogna essere presenti,partecipare alle battaglie politiche della città.Per esempio,sarai presente sabato 29/05/2010 in piazza XX settembre alle ore 16 contro il bavaglio dulle intercettazioni? Spero di salutarti là. Giancarlo Rimondi

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