divagazioni oziose:per reduci ex combattenti

Il freddo di questo generale inverno che non accenna ancora a cedere il passo mi fa tornare in mente letture giovanili. La mattina dell’ 8 febbraio 1807. La campagna d’inverno di Napoleone nella Prussia orientale per convincere i russi a coalizzarsi contro l’Inghilterra s’arresta ad Eylau , nell’attuale Polonia. Russi e francesi si fronteggiano in uno stato di parità numerica, salvo che per l’artiglieria. Quella russa è di gran lunga superiore. Si crea uno stallo pericoloso con la fanteria francese asserragliata nella cittadina di Eylau e nei villaggi vicini e sottoposta al tiro continuo dei mortai fin dalle otto del mattino. Nello schieramento francese, sono in campo i migliori comandanti. Da Augereau (il più esperto tra i marescialli di Napoleone) a Ney (poi definito dall’imperatore “il più prode tra i prodi”) a quel Milhaud che si distinse a Waterloo con la sua cavalleria pesante,fino ai Davout, Soult, Murat e Grouchy (colui che forse non per sua colpa mancò all’appuntamento di Waterloo). Insomma l’élite dell’armata napoleonica. Ciò nonostante Bennigsen che comandava le truppe russe si rivelò quel giorno un’osso più duro del previsto. Secondo Chandler . “alle 10,30 del mattino la situazione era critica….un varco preoccupante stava delineandosi al centro dello schieramento di Napoleone e tutti gli attacchi francesi non erano serviti a nulla. L’iniziativa e il vantaggio erano ancora dalla parte di Bennigsen. Ad un certo punto “ una colonna di fanteria russa penetrò nelle strade della stessa Eylau e si portò pericolosamente vicino all’imperatore e al suo stato maggiore che si serviva del campanile della chiesa come punto d’osservazione. In realtà napoleone fu sottratto a morte certa o alla cattura solo grazie alla devozione della sua guardia del corpo che senza esitazioni si lanciò contro i russi sacrificando la vita ed ottenendo così una breve pausa che consentì a due battaglioni della guardia di portarlo al sicuro dentro la città”.( Dal che , per inciso si evince che un tempo le scorte funzionavano). A quel punto Napoleone decide di giocare il tutto per tutto. Alle 11,30, con una temperatura a meno venti fa schierare i 10700 cavalieri della riserva di Murat. Secondo Chandler, “niente era più gradito all’impetuoso duca di Berg (Murat): 80 squadroni di cavalleria in gran forma, con cavalieri splendidamente equipaggiati, scattarono avanti verso i due chilometri che li separavano dal nemico. Fu una delle più grandi cariche di cavalleria della storia”. Ci s’immagini il rombo degli zoccoli di oltre diecimila cavalli sulla terra gelata, per avere un’idea della potenza d’urto che spazzò letteralmente la fanteria e l’artiglieria russa. Di rinforzo Napoleone non esitò a lanciare nella mischia anche la cavalleria della guardia,cosa assai rara per lui che manteneva sempre il corpo d’élite nella retrovia, da impiegare come estrema risorsa. Il colonnello Lepic che comandava i granatieri a cavallo della guardia( i grandi stivali) avvedutosi che i suoi uomini piegavano la testa sul collo dei cavalli per evitare le intense raffiche di proiettili mentre attendevano il loro turno, gridò : “ Teste alte perdio! Sono solo pallottole non merda”.E così la giornata si risolse in un pari e patta, anche se Napoleone come suo solito la spacciò nel bollettino dell’armata come una vittoria. La campagna d’inverno comunque s’arenò in attesa della primavera . Forse quest’esperienza avrebbe dovuto insegnare qualcosa all’imperatore quando sei anni dopo si accinse in piena estate a passare il Niemen per entrare in Russia. Era il 21 giugno 1812.( Curiosamente quasi nello stesso giorno il 22giugno di 129 anni dopo, uno dei tre corpi d’armata di Hitler che componevano l’operazione Barbarossa passò il confine nello stesso punto. Si sa come finì.) Penso di aver letto “Le campagne di Napoleone “ di David G.Chandler all’epoca del servizio militare. Allora si era abbastanza ingenui, in certo modo vergini di ogni servo encomio nei confronti della politica come gestione del potere. La politica, nella mia testa,l’accostavo alla guerra. Quando la guerra non era ancora guerra totale, sterminio di popolazioni civili, ma ingaggio mortale tra eserciti che si danno appuntamento in un campo di battaglia. Credevo di scorgere in entrambe, nella guerra e nella politica, una componente eroica, in certo modo nobile. Scontro ad armi pari. Una sorta di duello. A testa alta appunto come i cavalieri di Lepic. Senza rischio di sporcarsi. Coraggio e lealtà. Facciamo politica come faremmo la guerra. Una guerra antica dove si renda onore all’avversario battuto e se ne riconosca cavallerescamente il valore. Scempiaggini naturalmente. Tuttavia anche dopo aver letto tutto quello che c’era da leggere ed aver studiato quasi tutto ciò che (almeno in via principale) andava studiato sul rapporto tra politica e guerra, e cioè dopo aver raggiunto una visione critica e sufficientemente matura, non ho mai del tutto resettato da un angolo del cervello quell’idea pseudo- eroica, un po’ militare della politica intrisa di un lealismo fuori luogo e fuori tempo. Anche se ho sempre saputo ,( come tutti quelli che sono stati una vita in politica), quanto fosse vero il motto del vecchio Formica secondo cui: “la politica è sangue e merda”. Solo che cercavo di propendere piuttosto per il sangue. Adesso , in linea generale mi pare si propenda decisamente per quell’altra cosa. Ma forse è inevitabile. Talleyrand secondo Bonaparte era” merda in una calza di seta” (o secondo un’altra versione in “un guanto di velluto”), ma fece sedere la Francia al tavolo della Congresso di Vienna che assicurò all’Europa un lungo periodo di pace. Va anche detto che , specie ai giorni nostri, mica tutti sono dei Talleyrand. In ogni caso è tardi per pentirsi.

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6 Risposte to “divagazioni oziose:per reduci ex combattenti”

  1. Balanzone Says:

    Siamo rimasti senza calze.

  2. mauro zani Says:

    Speriamo di non doverne ricomprare.

  3. antonello Says:

    Sempre meglio che rimanere senza mutande….

  4. antonello Says:

    PS: e tuttavia è certo che Napoleone è stato fottuto anche dalla climatologia….incendia il Cremlino e piove a dirotto; il “generale inverno” ne ammazza più dei russi. Ci riprova in piena estate a Waterloo, ma i cannoni restano bloccati nella malta….causa abbondanti piogge.
    Vabbè che si tratta pur sempre del Belgio, ma che sfiga….

  5. Arlo Says:

    sei rimasto indietro caro zani. le categorie della politica sono cambiate. prima repubblica: sangue e merda
    tarda seconda repubblica: figa e merda

  6. Balanzone Says:

    Oggi, sul “Corriere”, Rino Formica, fra le altre cose, sostiene che non bisogna esagerare con il secondo ingrediente.

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