la caduta

Travaglio, persona che (non tanto per quel che dice e scrive ma per come lo dice e scrive) “non mi finisce del tutto” come si dice a Bologna, ha subito notato il vaticinio di Paolo Mieli: “ Come alla vigilia del 1992, sta per saltare il tappo”. In effetti lo avevo notato anch’io. Secondo Travaglio, Mieli è uno che misura le parole e che dunque va preso in seria considerazione. Aggiungo che Mieli è anche persona ben informata in grado di decrittare segnali,umori e boatos circolanti nella classe dirigente allargata di questo paese. Noi poveri provinciali senza arte né parte andiamo a spanne. O meglio a naso. A sensazioni. Non che manchino , a questo punto i fatti. L’affaire Bertolaso è solo l’ultimo e il più eclatante. C’è di più. E’ quel particolare sistema di potere costruito sulle macerie lasciate dalla prima tangentopoli che sembra giunto al capolinea. Il pentolone del berlusconismo sta bollendo da ormai troppo tempo. Il coperchio può in effetti saltare quasi per forza endogena. La progressiva presa di distanza di Fini, la manovra a tutto campo di Casini, l’insofferenza sotto traccia della Lega e persino l’avvicinamento di Di Pietro al PD sono tutti segnali di gradi crescenti di consapevolezza in tal senso. Anche il continuo gioco al rialzo di Berlusconi sembra corrispondere alla necessità e all’urgenza di forzare il cerchio che lo stringe. A ciò s’aggiunge un sintomo inequivocabile: l’esposizione in  prima persona di Gianni Letta. Un fatto inconsueto per il Richelieu di Palazzo Chigi-Grazioli. Un evento raro se non unico. Per tornare alle guerre napoleoniche, Letta che offre il petto per difendere Bertolaso ha lo stesso significato dell’entrata in battaglia della vecchia guardia: vuol dire che si è a un passo dalla sconfitta. Bertolaso come la tessera di un domino. Non ci si può permettere di sacrificarlo. Non so quanto manchi alla caduta. So che è giunta l’ora di tenersi pronti a gestirne le imprevedibili ,e (come direbbe un vecchio comunista) pericolose conseguenze. Bersani se n’è accorto solo con leggero ritardo chiedendo, allo scoccare della ventiquattresima ora, le dimissioni dell’intoccabile, di quel gran capo “della protezione civile migliore del mondo”; il pover’uomo che ad Haiti è parso avere l’ardire di candidarsi a coordinare gli americani sotto gli occhi increduli di Hillary Clinton : più che una donna un aereo da combattimento. Immagino che Berlusconi avrà spiegato al Grande Capo che per una guerra con gli USA non siamo ancora pronti. Facezie a parte d’ora in poi tutto potrebbe procedere molto in fretta. E’ successo altre volte. Mi domando se il PD, maggior forza d’opposizione, nel bene e nel male, sia pronto alla bisogna. Si sa già che io ne dubito. Il PD, dalla sua falsa partenza in poi, ha dimostrato troppa paura d’aver coraggio. Preoccupato, in un modo assurdamente tradizionale di apparire antiberlusconiano, rischia paradossalmente di apparire anacronistico e trovarsi spiazzato proprio nel momento in cui il berlusconismo s’avvia a tirare le cuoia. Certo non è buona tattica vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato. Ma rischia di non essere credibile neppure l’idea di sventolare un trofeo per il quale non si è neppur partecipato al safari. Bisognerebbe metter le ali ai piedi. Correre contro il tempo. Tanto più in un contesto psico-sociale che, per quanto frammentato da un ormai duro e diffuso disincanto, potrebbe rendersi disponibile per un disegno-progetto-idea di riscatto civile. Anche a Bologna, dopo una vicenda neppur lontanamente paragonabile a quelle relative al sistema-Berlusconi, la fuga dalla politica può tuttavia esser(forse) arrestata solo in quanto se ne comprendano le cause di fondo. Solo se ci si rende disponibili e aperti, senza rete, a condividere le ragioni di un profondo e largo disincanto. Solo se ci si rende conto che non basta più , come nel ’99 mettere in salvo graduati e truppe come condizione minima per fronteggiare il caos. I ragazzi del ’99 ,portati letteralmente in salvo con la stessa tecnica adottata nel 2010, non si sono dimostrati all’altezza. Nessuno escluso. Intanto il campo di gioco è del tutto cambiato: trasformato. L’appartenenza conservava allora ancora in parte un significato che andava oltre un partito in senso stretto e poteva quindi (sia pur residualmente) collegarsi , a settori di elettorato motivati e reattivi. Della serie : “nella sconfitta fate bene a salvare il salvabile, poi si vedrà”. Adesso no. Festa finita. In quest’ambito ha fatto bene il segretario regionale del PD a chiedere scusa ai bolognesi. Gesto importante e non scontato. Purché non si declassi rapidamente, nella testa pensante di un’intera comunità, a pura mossa politica. Allora conviene trarne le conseguenze. E non lo si fa in un congresso di partito. La parola laboratorio è francamente abusata, oltre che esser ormai divenuta l’anticamera di fallimenti annunciati. Tuttavia, nella difficoltà dell’ora, a Bologna si potrebbe tentare d’innescare un processo di ricostruzione della sinistra su basi altre e finalmente e veramente innovative. Nuova sinistra, sinistra civica. Guardando oltre la stessa (speriamo imminente) campagna elettorale. Quale potrà esser lo sbocco di un tal processo , io non lo so. Non si può sapere in partenza. On s’engage, puis on voit!

Annunci

14 Risposte to “la caduta”

  1. Oriano Zanarini Says:

    Può essere che il tappo stia per saltare; molti sono insoddisfatti di Berlusconi, ma siete sicuri chi lo sguardo si volgerà a sinistra?
    Rosarno, adesso anche Milano, non credo che il messaggio di Bersani: “Tutta colpa di Berlusconi” funzioni, temo anzi che si pretenderà tolleranza sotto zero per davvero e in mancanza buonanotte a Berlusconi a Fini e a tutto il resto.

  2. maurozani Says:

    Io non ne sono affatto sicuro. Anzi classicamente in situazioni di questo tipo accade piuttosto il contrario. Perciò accenno ai pericoli che incombono. Solo che , non avendo rinunciato ad esser quel che sono stato e sono, cerco di metter (appunto) in guardia.

  3. Oriano Zanarini Says:

    Anche mio padre è morto senza mai rinnegare o pentirsi pubblicamente di quello che aveva fatto a vent’anni, ma certi errori li ha pagati e ne ha sempre discusso cercando di non farmeli ripetere. Da parte mia nessuna rinuncia a quel che sono stato , anzi figurati che credo di continuare su quella strada; si vede che libri, esperienze e soprattutto viaggi a volte portano a conclusioni ” strane”.
    Scusa se approfitto ma ho un vecchio desiderio:confrontare le storie di Sala di mio padre, con quelle del tuo, si può fare?

  4. maurozani Says:

    Non saprei. Si può tentare , anche se sia tuo padre che il mio non sono più in grado di illuminarci in un tal confronto. E non so fino a che punto l’operazione sia “produttiva”.In ogni caso io ricordo solo alcuni circostanziati episodi relativi a Sala e soprattutto dintorni per lo più riportati da altri. Ti riferisci ad un’epoca precisa?

  5. ROBERTO RUSSO Says:

    Il tappo stà per saltare, ma noi stiamo facendo la figura della fotocopia alla quale si preferisce l’originale. Anche come “mariuoli” (vedi caso Bologna, Lazio etc..) sembriamo peggio di questa destra. Abbiamo una necessità impellente di rifondare una sinistra fatta di personale politico (grazie alla società civile ma abbiamo già dato) adeguato e con stimoli reali che non siano il proprio “particulare”, per fare questo credo che si debba passare per il cambiamento dell’attuale classe dirigente del PD.

  6. maurozani Says:

    Infatti. Il cambiamento di una classe dirigente è (almeno) condizione necessaria.

  7. Gianni Says:

    Trovo questo articolo molto ottimista (La Caduta di Silvio) e nello stesso tempo la denuncia di una pericolosa voragine che si apre!
    Nessuno è pronto ad assumere le “redini ” del paese, partendo dal PD.
    Ho paura che nè uscirà l’ennesimo pastrocchio…..che ci mette tutti a 90 gradi per il bene del paese………… e dovremo fare pure un bel sorriso (ops vuoi vedere che mi accusano di omofobia)
    Come vedi non sono ottimista, sono ancora indeciso se andare a votare alle regionali e incazzato con i Dirigenti del Pd e della Sinistra Bolognesi e non solo. Tutta la Regione sembra terremotata “le casematte da salvare e da cui ripartire” sono deboli, sconfitte da un individualismo consumista (di beni, di persone , di gnocca, di trans,ecc).
    Possiamo fare ancora un appello indistinto alla “società civile”?
    Secondo me no!
    Ciao, sei sempre una roccia, Gianni

  8. edoardo Says:

    Credo sia giusto che lo SPI attenda ancora un po…………….

  9. Giovanni Says:

    La caduta è già avvenuta, dappertutto, e anche nella nostra città.
    Il (tuo) cuore (ti) sprona a far da Maestro ai (tuoi) concittadini contro la disonomia, malgoverno.
    Il codice etico e le parole di Solone, dopo 2500 anni ,forse possono suonare puerili al cospetto delle brutture causate dalla bramosia del denaro e del sesso, dal saccheggio inferto alle risorse pubbliche, della miseria morale che avvolge la Città.
    Epperò, oggi come allora, l’ingordigia dei beati possidenti e gli abusi dei pubblici amministratori hanno scatenato forze di devastazione che saranno difficili da imbrigliare e ricondurre nell’alveo della comune convivenza.
    Il governo della città è da molti e molti anni intento a coltivare e soddisfare un grumo di interessi in spreto a tutti i reali bisogni civici. È un fatto indiscutibile.
    Ecco, allora, che la riflessione dovrebbe spostarsi dalla lettura della pochezza e miseria morale della classe dirigente, alla devastazione della comunità.
    Un’analisi semplice che ponga in risalto le cose fatte nella città, i nomi e i gruppi dei beneficiari e i nomi di chi li ha beneficiati.
    Molti, e alcuni davvero sospetti, dicono che Bologna non merita il Commissario, che si torni presto a votare, per dare un governo alla città. Ma io chiedo: per fare cosa? E chiedo ancora: per chi avrebbe governato Del Bono? Per chi hanno governato Cofferati, Guazzaloca e Vitali?
    Le risposte, a mio avviso, sono essenziali affinché l’appello civico non resti un vano gesto eroico.

  10. maurozani Says:

    @Gianni.Mmh, se il post (per quanto scritto in fretta) risulta ottimista vuol dire che è sbagliato. Forse mi lascio sempre prendere la mano dalla vecchia scuola.Comunque il punto debole è quello che tu noti: l’appello ad una società civile imbarbarita e balcanizzata alquanto. Rimangono però , magari sotto traccia, settori d’opinione e anche di “movimento” che forse potrebbero dimostrarsi più reattivi di quanto si sia portati a pensare.
    Sulla caduta di Silvio invece (posso sbagliare) a mio avviso essa è già in corso. Certo può essere una lunga e rovinosa (per noi) caduta.

  11. maurozani Says:

    @Non mi sono ancora iscritto allo SPI, ma solo perchè mi vergogno un pò godendo io del vitalizio da ex parlamentare!!!

  12. maurozani Says:

    @Giovanni. Premessa. Chi ha intrapreso la sua seconda vita come il sottoscritto, dopo aver trascorso tutta la prima in politica, ha il dovere dell’onestà e della sincerità. Non avrebbe altrimenti senso questo blog.
    Ergo , Giovanni, non ti conosco , o almeno non indovino al momento , tuttavia è evidente che tu mi conosci abbastanza. Infatti fai riferimento ad una componente “eroica” della quale mai davvero mi sono liberato. Ciò tra l’altro può alquanto confliggere con molti presupposti fondativi di ciò che mi ostino ancora a chiamare: la sinistra. Ma questo è un problema mio. Interessa però anche a te e altri , nel momento in cui avanzo un’ipotesi di “lavoro” (l’appello civico) che potrebbe risultare ingannevole. Confesso quindi, apertamente, che faccio fatica a scorgere tutti i presupposti affinchè un tal appello possa essere motore di una nuova fase di rinascita civile e politica. C’è tuttavia qualche residua possibilità che possa diventarlo. E tanto mi basta nella devastazione civile provocata ovunque dal berlusconismo e dalla debolezza dell’opposizione. Io guardo a Bologna per indicare (vaste programme) la necessità di fronteggiare da sinistra la caduta del berlusconismo in pieno corso. Il PD , com’è nato e com’è oggi rischia di andare presto a far parte dei vecchi partiti, quelli nati nella irrisolta transizione apertasi con la cosiddetta seconda repubblica. La crisi di Bologna è sommamente paradigmatica a tal proposito.Da qui , essenzialmente l’idea di dar luogo ad una sorta di rivoluzione civile (altro vaste programme) che rimetta in campo le persone e le loro aspirazioni , necessità e bisogni, contro interessi coalizzati che spesso non vengono ricondotti, dalla politica, nell’alveo del bene comune. Sì tutto ciò può risultare rapidamente velleitario. Ma il silenzio , soprattutto, per chi ha avuto responsabilità (nel bene e nel male) in passato è forse peggio.

    PS. So che questo posto è a volte frequentato anche da persone che hanno responsabilità nel PD. A loro vorrei dire, senza alcuna arroganza, di leggere bene le tue parole. Poi di rileggerle ancora prima di passar oltre.

  13. Gianni Says:

    HO INVIATO ALCUNI TUOI ARTICOLI A UN medio DIRIGENTE PUBBLICO DI SINISTRA-SINISTRA CENTRO , NONCHE’ EX COLLEGA DI LAVORO , TI INVIO IL SUO ULTIMO COMMENTO, COME SINTESI DI QUELLO CHE SENTO DIRE IN GIRO, DA CHI PREDE LE DISTANZE DAL PD, da chi DICE CHE NON sà se và A VOTARE, ecc. insomma è pessimista come me:
    “ZANI : ma che palle che fa venire, cosa vuole??? Una sinistra-sinistra non è di governo, dimostratemi il contrario, e le speranze possono far morire il cavallo. Sperare che l’avversario si autoesaurisca è come non scopare per paura di mettere incinta, certamente non si corre nessun rischio ma che tristezza. Essere antiberlusconiani con coraggio ma vai a c….., essere anacronistici quando il berlusconismo sta finendo, ma rivai a c……, congresso o laboratorio, ma rivai-rivai a c……
    Io non conosco questo Zani ma mi sembrano parole vuote, un panegirico, che tanto scrive ma poco dice, cos’ è una nuova sinistra, una sinistra civica. Sembrano le parole di un veterocomunista che non si è ancora reso conto che il cadavere ormai non puzza neppure più perchè totalmente decomposto.
    Se le cose stanno così, la Binetti esce e Zani scrive di una sinistra civica siete ( siamo ) messi proprio bene.

    DICO IO che faccio parte dei “veterocomunisti” che ho già provato a parlargli: hai voglia di spiegargli le cose, di rilanciare una NUOVA sinistra di governo.
    Il problema principale è che la sinistra, dalle esperienze degli ultimi 15 anni di opposizione e anche di governo, nè è uscita così sputtanata che ci vorranno anni per riprendersi un minimo di credibilità davanti alla gente.
    Non sò dove vedete, sentite, segnali positivi………… oppure io non li vedo, sarò cieco, che né sò……
    Ciao con stima immutata, Gianni

  14. maurozani Says:

    Mandalo pure a fanculo da parte mia!! Ti ringrazio. Anche per la stima.
    PS. nel caso il “tuo amico e e collega” avesse in serbo ulteriori gratuite offese, non è strettamente necessario che tu te ne faccia ambasciatore presso di me.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: