Buon senso

Riprendo dal post precedente. Tutto sembra svolgersi come da copione. Le corti d’appello a Milano e Roma confermano l’irregolarità e quindi l’esclusione delle liste rispettivamente di Formigoni e del PdL. Il ministro della difesa indossa i panni dell’ insurgent e avanza un ricatto che riecheggia quello di mussoliniana memoria dopo la marcia su Roma. Schifani , seconda autorità dello stato afferma che “la sostanza deve prevalere sulla forma”. E ti pareva. Massimo Franco sul Corriere invoca una “risposta politica il più possibile concordata..prima che Tar e Consiglio di Stato si pronuncino in maniera definitiva. “ Nel corso di un dibattito su la 7, un’autorità in materia come Onida spiega, in risposta al redivivo e “sostanzialista” Forte, che bisogna saper distinguere tra formalità essenziali e formalità inessenziali e che per farlo va applicata la regola aurea del buon senso. E qui ci si incammina su un terreno accidentato.
Se , putacaso mancano un certo numero di firme rispetto a quello stabilito dalla legge, può il buon senso decidere che la norma in questione è interpretabile fino al punto da ammettere comunque quella lista alla competizione elettorale considerando l’adempimento in oggetto alla stregua di una formalità inessenziale? Sembrerebbe di no. E così, a me pare altrettanto arduo , restando aderenti alla volontà “essenziale” del legislatore, ammettere una lista che non è stata presentata entro i tempi definiti dalla legge.
Ma esiste e ampiamente circola una versione allargata del buon senso, secondo cui non si possono escludere milioni di elettori dalla competizione elettorale, salvo una delegittimazione dello stesso risultato foriera di ben più gravi conseguenze. Tra queste, si contemplano evidentemente quelle “insorgenze” prospettate da un ministro della Repubblica.
Posta così la questione, apparentemente non c’è scampo. Si tratta solo di decidere, non il “se” , ma il “quando” saranno travolti gli argini dello stato di diritto. A furor di popolo. Tutto ciò, come da molti sottolineato, è diretta conseguenza del crepuscolo berlusconiano (vedi anche mio post “La caduta”) e del marasma che l’accompagna dentro il PdL. Ma proprio per questo il buon senso di chi si propone come alternativa dovrebbe suggerire di resistere all’apparenza e di non cedere al ricatto.

Non che pericoli, anche gravi, non siano presenti nella crisi del blocco di potere raccolto attorno al PdL. Tuttavia le malcelate nostalgie contenute nella “prova di forza” invocata dalla Polverini e, ancor più esplicitamente, in quel “non rispondiamo delle nostre azioni, siamo pronti a tutto” di La russa  sono destinate a rivelarsi una pistola scarica, sol che il  PD e  tutta l’opposizione  non s’acconcino a fasciarsi la testa anzitempo, come troppe volte è avvenuto in passato.  E, in ogni caso, un’opposizione all’altezza del suo ruolo non può che accettare la sfida senza mezze misure.

Non siamo più nel mondo bipolare della seconda metà del novecento. Non ci sono truppe ai confini pronte a sostenere gli “insorti” e tantomeno i fuori di testa. Veri o finti che siano.
Ciò ribadito, non ci si può certo rallegrare , ma anzi rammaricare sinceramente per la non partecipazione al voto di tanti elettori che può portare il centrosinistra ad una vittoria monca e persino triste. A tavolino, come qualcuno ha detto.

A maggior ragione va tenuta ben ferma la responsabilità del PdL per quanto sta accadendo. La giusta protesta degli elettori del centrodestra non può che indirizzarsi verso il quartier generale di un partito nel quale si continua a ritenere che leggi e regole si possano diversamente applicare o non applicare affatto a chi rappresenta la maggioranza relativa del paese. In quest’ambito se l’opposizione dovesse accedere ad un compromesso, magari comprendente una qualche logica di scambio non farebbe altro che caricarsi di una responsabilità che non gli appartiene e condividerla con Berlusconi.
Bersani di fronte all’eventualità di un decreto legge del governo ha fatto una dichiarazione impegnativa:“escludo categoricamente che si possano cambiare le regole in corso d’opera”. Attenersi in modo lineare e limpido a questa dichiarazione politica ,senza se e senza ma, è il modo migliore anche per provocare, sia pur nel tempo, una riflessione in settori popolari dell’elettorato di centrodestra. Senza contare che un comportamento coerente in tal senso sarebbe accolto con un certo sollievo dagli elettori critici del centrosinistra.

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3 Risposte to “Buon senso”

  1. Giovanni Says:

    Le liste last minute non hanno nulla a che fare con la rappresentanza democratica
    .Le liste vengono presentate notoriamente all’ultimo minuto perchè il tira e molla di bande dello stesso “raggruppamento politico”si svolge attraverso minacce di ritorsioni più o meno politiche,mercimonio di cariche pubbliche (Tizio fara l’assessore ,Caio il presidente di quell’ente,Semproni il ministro )faide e rese dei conti interne allo stesso schieramento.
    Nulla a che fare con la selezione democratica dei rappresentanti dei cittadini.
    Ma la questione centrale ed ineludibile ,per i veri democratici, resta il rispetto dello stato di diritto.
    Se l’opposizione concorresse a demolirla per un malinteso sostanzialismo democratico(,che richiama l’idea di una discussione teologica medievale)consumerebbe un delitto paragonabile a quello commesso dai popolari nel 1923 con l’approvazione della legge Acerbo

  2. maurozani Says:

    Stato di diritto, appunto. In fondo non è in gioco meno di questo.

  3. Gianni Says:

    Mi mancano alcuni tasselli il PD tiene la posizione, il PDL fà un DL nella notte e il Presidente della Repubblica lesto lo firma. Non avrà avuto troppa fretta??? Con la sua firma passa tra la maggior parte della gente l’idea , che sarà anche stupida, ma che ad es. ho sentito stamattina tra Edicola e Bar che comunque si sono messi d’accordo e tra un pò arriverà il voto a Bologna e i Talk – show in TV!!! E comunque a denti stretti anche i compagni di vecchia data, dicono che Di Pietro ha ragione……………
    Quali macerie lascierà, la crisi del Berlusconismo, e per quanti anni governerà ancora in mancanza di una credibile alternativa, sputtanata dall’idea dell’autosufficenza, dal bipartitismo, dal bipolarismo del PD e delle cazzate delle schegge impazzite della sinistra più o meno radicale……Che guaio!!!
    Vorrei poter dire con Flaiano:”la situazione politica in Italia è grave, ma non seria” ma faccio fatica……….. mi viene meglio:”Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura” SPERIMO PROPRIO DI NO e intanto facciamo un presidio al monumento dei caduti a Modena, speriamo conti qualcosa……….
    Ciao Gianni

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