Presidenti e caimani.

La cosa funziona così. Gli ex fascisti minacciano la guerra civile(“disposti a tutto”) ricoprendo il loro tradizionale ruolo. La pattuglia degli ex socialisti craxiani del PdL , che sanno leggere e scrivere, s’incarica di fare il lavoro sporco dopo che i primi hanno ammorbidito gli animi. Libro e moschetto. E avanti così. Dall’azzeramento dell’articolo 18, al decreto che va –come dice Schifani-alla sostanza del problema. Come dite, norme di legge? Puttanate. Il comune buon senso è dalla nostra parte. La gente non ha tempo e voglia di disquisire sulle forme. Da quando Craxi per decreto salvò le tivvu del Berlusca, si è aperta la strada al corrompimento di ciò che , in occidente, si definisce come lo stato di diritto. Napolitano si è trovato di fronte ad uno stato di fatto da lunghissimo tempo affermato.
Di questo stato fa parte anche la significativa innovazione che riguarda Bertolaso. Lui controlla sé stesso come capo del dipartimento protezione civile, dall’alto del suo posto nel governo. Mai che si sia sentita una protesta. Conta la sostanza. Che si risolve poi nel risolvere i problemi per via illusionistica. Spumante nelle case ammobiliate dei dintorni dell’Aquila, costruite a tempo di record. Come dite? Ah, si scopre tutta una banda di delinquenti intorno all’uomo con la maglietta che si fregia degli italici colori ? Conta la sostanza. Che coincide con l’immagine d’efficienza trasmessa agli italiani. Gli acquilani sono cavie per un esperimento di tecno-democrazia berlusconiana. Nelle tendopoli sono state sospese a tal proposito, nell’immediatezza del sisma, libertà fondamentali,  diritti individuali e collettivi sanciti nella Costituzione. Nessuno se n’è accorto. Conta la sostanza. In attesa di capire sotto qual tappeto e con l’aiuto di chi si è spazzata tutta la spazzatura di Napoli. E intanto l’inquisito in maglietta va a ricevere, devoto, il plauso dal Papa in persona.
Prima ancora si era sospeso lo stato di diritto al G8 di Genova dove la gente è stata imprigionata e torturata ,come riconosce finalmente una corte di giudici. Ma se la cavano quasi tutti con la prescrizione, dato che in Italia il delitto di tortura, espressamente previsto dall’UE, non è mai stato introdotto. Tale , in estrema sintesi è il contesto generale entro il quale avviene l’ultimo colpo di mano operato dal partito dell’Amore.
E pensare che c’è stato un tempo in cui si considerava eversivo il piano di rinascita di Licio Gelli (o chi per lui). Alla luce del contesto attuale quello era solo un modesto, timido e moderato programma d’innovazione istituzionale. Ha tracciato tuttavia una rotta per la transizione alla democratura. Oggi siamo, infatti, già in piena dittatura della maggioranza. C’è ancora la democrazia formale ma vige la sostanza della legge del più forte.
Napolitano ha dovuto prender atto di questa situazione. O si fa quel che dice Berlusconi o è il caos. Il salto nel buio. In particolare la non ammissione del Pdl a Roma avrebbe scatenato l’inferno in terra? Probabilmente no. E’ assolutamente certo però che avrebbe scatenato la violenza in varie forme. La violenza intrinseca ad una formazione populistica di stampo autoritario entro la quale si sono rifugiati, tra l’altro, tutti i peggiori arnesi del neofascismo di stampo terroristico. Al netto, naturalmente delle varie bande di affaristi senza scrupoli. Nella giungla, popolata da bestie di questa specie, Zagrebelsky dice che : “ la politica è l’arte di agire per i giusti principi nelle condizioni politiche date. Queste condizioni non sempre consentono ciò che ci aspetteremmo. Quali sono le condizioni cui alludo?Sono una sorta di violenza latente che talora viene anche minacciata. La violenza della fine della democrazia. Il capo dello stato fa benissimo ad operare affinché non abbia mai a scoppiare”.
Zagrebelsky ci dice dunque (mia interpretazione) che Napolitano è andato oltre le sue prerogative compiendo, di fatto, una scelta politica. Per dirle con parole mie, Napolitano ha dovuto piegarsi ad un ricatto d’inaudita violenza. Per salvare il salvabile. E’ ovvio che ciò è in netta contraddizione con ciò che anche Zagrebelsky denuncia: le ragioni della forza prevalgono sulle ragioni del diritto.
Difficile dire con assoluta certezza se si poteva , nelle condizioni date, (cioè nello stato di fatto vigente da gran tempo) agire diversamente. Forse sì. Dare per esempio tempo ai Tar di esprimersi liberamente. Adesso non sono più liberi dato che devono attenersi all’interpretazione autentica della legge operata da un decreto emanato in nome e per conto del parlamento. In quel caso io ritenevo altamente probabile che si sarebbe sbloccato lo stallo in Lombardia e invece sanzionato il comportamento del PdL in Lazio. Sarebbe stata una condizione accettabile, obtorto collo, sia per l’una parte che per l’altra.
Ma il marchese del Grillo non è di quelli che s’accontentano di limitare i danni provocati dal suo stesso arrogante comportamento. Lui è di quelli che vogliono tutto. L’ha avuto. E si modifica con ciò il pur censurabile stato di fatto in vigore sino a qui. Un nuovo inedito precedente. Si cambiano le regole in corsa e in materia elettorale. Qualcosa di enorme.
La stessa Corte Costituzionale cui spetta il sindacato sulla interpretazione autentica della legge operata dal parlamento, ha ormai le mani in gran parte legate dalla firma del capo dello stato. Viceversa non ci sarebbero dubbi sul rigetto del decreto che ha, senz’ombra di dubbio, innovato la legge. E non semplicemente interpretata. La confraternita di palazzo Chigi, col favore delle tenebre, ha scritto  un’altra, diversa legge.
In Napolitano è prevalsa la necessità, obiettiva, di far votare tutti gli italiani. Scelta politica dunque. Di sostanza. Ma, in quest’ambito, c’era anche un’altra scelta: quella d’impugnare il decreto in nome del fatto concreto ch’esso modificava, in corsa, le procedure per la presentazione delle liste.
Pur non unendomi acriticamente al coro dei detrattori di Napolitano, debbo riconoscere che la sua alta figura istituzionale ne esce gravemente lesa da quella firma. Avrei preferito un’altra possibile scelta. Senza escludere quella un po’ ipocrita e cerchiobottista cui ho alluso poc’anzi a proposito del possibile esito del pronunciamento del Tar a bocce ferme. In più, resto convinto che nella lunga caduta del berlusconismo era necessario , per quanto duro e rischioso, mettersi di traverso.
Ciò avrebbe comportato gravi rischi, ma non è assolutamente escluso che dopo questo durissimo colpo allo stato di diritto non se ne corrano di peggiori nel prossimo futuro. Si capisce , sono d’accordo anch’io, che siamo in presenza di una fase convulsiva se non agonica del modello Berlusconi,(vedi post La Caduta) ma farei una certa attenzione ai colpi di coda. E’ noto che i colpi di coda del caimano possono uccidere.

PS. Venerdì notte, sono andato a dormire con animo più sollevato, se non lieto, solo quando ho appreso che a Roma il “popolo viola” era sveglio e in piazza. Davanti al Quirinale prima e a Palazzo Chigi poi. Nello scempio civile provocato dal berlusconismo , e nell’impotenza di tutta la sinistra rossastra, rossa, rosata, e infine pallidamente bianca rossa e verde del PD non resta che affidarsi al color viola. Chi l’avrebbe mai divinato. Grazie al color viola non è ancor detta l’ultima parola. Forse neppure in quel “partito nuovo” che scelse quei tenui colori pastello a tradire un’ancor più tenue convinzione e un’assenza di progetto malamente mascherata dal richiamo ad un generico e ormai magico riformismo.

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16 Risposte to “Presidenti e caimani.”

  1. Arlo Says:

    La situazione di Napolitano in effetti abbastanza difficile. Sul piano interno ti do ragione. Sulle possibili ripercussioni in termini di immagine internazionale una faccenda un po più delicata . Rimane la questione di quella che secondo me è una incomprensione di fondo. Andare a muso duro rischia di creare reazioni scomposte. Allo stesso tempo senza una reazione a muso duro lui continua a fare il cazzo che gli pare. Essendoci una marea di gente che non vede l’ora di toglierselo dai maroni, mi sembrerebbe logico pensare che una presa di posizione tipo quella che tu hai paventato avrebbe necessariamente posto quanti hanno un interesse ad una transizione non traumatica di fronte ad una scelta di campo (fini e casini ovviamente, ma penso anche a tremonti e a tutto la galassia terzista ancora in attesa di uscire allo scoperto, oltre che alla Lega che uscirebbe senz’altro bene da uno scenario di questo tipo). Per quanto riguarda il PD francamente non si sa più cosa pensare. Quando l’ovvio non è più ovvio vuol dire che siamo proprio alla frutta. Spiace per Bersani, ma forse non ci sono propro le condizioni minime dentro il partito per una qualsivoglia considerazione di mero buonsenso su alcunchè. Neanche nelle condizioni ‘migliori’, ovvero neanche quando grazie alla stronzaggine altrui non ti rimane che fare la scelta giusta. E dire che almeno sul piano retorico il partito è sempre riuscito a dire almeno due robe in croce quando si tratta della difesa della democrazia. E’ che le hanno dette per troppi anni prendendolo quasi puntualemnte nel sederino che si sono convinti di avere avuto sempre torto e che ora finalmente hanno capito la finezza del ragionamento e che appunto avevano torto e non faranno più lo stesso errore. Ovviamente, avevano ragione ma essendo diventata una standard operating procedure è stato facile convincersi di avere avuto torto. Condivido sul popolo viola. Rimango convinto però, che l’unica è un’implosione del blocco berlusconiano che è sempre da venire ma cazzo non viene. Personalmente sono rimasto sbigottito dalle parole del papa sulla protezione civile. IL che non lascia ben sperare per quanto riguarda la possibilità che magari da un cambio di linea della chiesa sulla faccenda berlusconiana possa effettivamente venire l’implosione di cui sopra. E dire che anche loro sulla faccenda Boffo degli scapaccioni ne hanno presi (certo che i retroscena del caso boffo sono veramente da far drizzare i capelli)

    PS su Napolitano poi c’è sempre il retropensiero che sappia cose che noi non sappiamo. La mia personale idea era che gli americani avessero mollato berlusconi e da qui tutto ciò che ha stranamente cominciato a filtrare nei mezzi di comunicazione da un anno questa parte (sul perchè poi si potrebbe discutere ampiamente). Mi chiedo se alla luce di quanto avvenuto in questi giorni sia ancora ragionevole una tale argomentazione.

  2. Mirco Mascagni Says:

    Caro Mauro, a proposito del comportamento di Napolitano, ti propongo una nota che approfondisce, sia dal punto di vista tecnico-giuridico, che dal punto di vista politico-istituzionale, quanto successo.
    Le conclusioni non sono troppo diverse dalle tue.
    Rimane semmai il dubbio se altri (soggetti politici) potevano svolgere un diverso ruolo ‘prima’ di questa soluzione.
    Un saluto.
    http://www.facebook.com/?sk=messages&tid=1410394339045#!/notes/fata-ignorante/pensieri-in-liberta-dopo-la-lettura-del-decreto-legge-/352782226846

  3. Mirco Mascagni Says:

    Purtroppo il link non funziona. Riesci a correggerlo?
    In ogni caso l’ho ripostato su fb.
    MM

  4. edoardo Says:

    Caro Mauro, come al solito condivido molto del tuo argomentare.I
    Solo su un punto esprimo qualche perplessità, quando dici, “resto convinto che nella lunga caduta del berlusconismo era necessario , per quanto duro e rischioso, mettersi di traverso”.
    Non che sia dell’idea di render vita facile al nostro Marchese, ma per la preoccupazione che il colpo di coda del Caimano possa colpire proprio il Presidente della Repubblica e veramente non saprei chi sia in grado di valutarne tutti i rischi e le conseguenze………..
    Si tratta di ricatto, di violenza al Capo dello Stato? e chi ci dice che l’obiettivo sia proprio quello di creare le condizioni di un attacco proprio a quel livello.
    Sinceramente è un “vedo” che non vorrei giocare.
    a presto

  5. Claudio Borgatti Says:

    Ho un solo dubbio, più che un dubbio una grande ansia.
    Che scenari dobbiamo aspettarci se, dopo che giustamente e inevitabilmente ci opporremo, la destra vincesse in molte regioni tanto da poter dire che ha complessivamente vinto?
    Già oggi siamo costretti ad inseguire le scelte fatte dal governo e divenute operative o quasi: beni comuni/acqua, energia/nucleare, articolo 18, migranti, scuola. Scelte che non siamo riusciti a fermare o perlomeno a mitigare prima, sul nascere.
    Già oggi siamo in difficoltà, e certo non bastano le ormai settimanali e inflazionate manifestazioni nazionali per fermare la frana.
    Non voglio dire che è tutto inutile ma mi sembra di essere in trappola. Certo l’avversario traballa, ma rischia di resistere un “minuto più di noi” con effetti che ci vorrà un decennio, se mai ne avremo l’opportunità, a correggere.
    Poi Berlusconi potrà anche cadere se la sua base sociale si spacca o lo vuole, complessivamente il danno è fatto e il solco tracciato per i suoi eredi, che non saranno né il PD né noi.
    Cavolo, che fare? e come farlo?

  6. maurozani Says:

    @Arlo. come hai visto la mia “terza via” aveva qualche seria possibilità di affermarsi. Formigoni con la sua lista è stato recuperato dal Tar. E’ più che probabile che in assenza “dell’intepretazione autentica” del decreto a Roma le cose sarebbero andate diversamente. In questo modo non si sarebbe costituito un precedente disastroso. Si sarebbero almeno limitate le scomposte reazioni vittimistiche e si sarebbe mantenuto “il muso duro” su una questione di principio. Credo si sarebbe anche meglio fatto leva sulle contraddizioni interne al PdL. Vero è , che forse si sarebbe affrontata la campagna elettorale in condizioni più difficili. Tuttavia avrei preferito questa strada (del tutto realistica e percorribile) considerando che il crepuscolo berlusconiano ha ancora una coda lunga e pericolosa. A breve ci si troverà di fronte ad un’assenza totale di una posibile terza via. O si va allo scontro o Berlusconi recupera i suoi e anche consenso. Perchè alla fine chi si impone, anche con il ricatto e la minaccia di violenza, ha maggiori possibilità di plasmare il senso comune. Berlusconi con il decreto perde consensi tra gli elettori , nell’immediato, ma impone una disciplina di guerra entro il Pdl che può prolungare i tempi della sua ormai inevitabile caduta. Comunque non avrei certo voluto esser nei panni di Napolitano.

    ps. Americani. Secondo la mia modesta e provinciale opinione lo hanno già mollato .Vedi la risposta a muso duro e reiterata della Hillary a quello sfigato di Bertolaso e la conseguente (poco notata ammenda di Berlusconi.

  7. maurozani Says:

    @Borgatti. La tua ansia è del tutto giustificata. Se non si va allo scontro aperto e permanente , senza mezze misure, con Berlusconi , il rischio evidente è che dalla sua ormai inevitabile caduta se ne avvantaggino altri: non il PD, nè la sinistra residua. La voglia di normalità che mi sembra crescere nel paese, s’indirizzerà su di una “destra potabile” agli occhi dei più. Per scontro io intendo la indicazione chiara di un altro modello di società, di altri e contrapposti valori sociali, insomma di un progetto politico duramente irriducibile ai disvalori e ai comportamenti concreti del berlusconismo.
    ps. Si possono assumere anche atteggiamenti radicali. Un esempio tra i tanti. Non partecipare mai, in nessun caso a eventi che contemplino la presenza di Bertolaso,il quale continua ad essere il controllore si sè stesso. Un conflitto d’interessi vivente. Per dirne una. Se ne possono immaginare molte altre. Si lo so che Bertolaso è popolare in quanto illusionista. Ma è giunta l’ora di accettare la sfida.

  8. maurozani Says:

    @Edoardo. Ti rinvio a FB dove chiarisco quella che poteva essere una terza via.L’avevo avanzata anche nel post. Poi il Tar della lombardia mi ha in effetti confortato : si poteva fare. Ciò nulla toglie alla mia comprensione per la situazione aspra nella quale si è trovato a dover agire il presidente della repubblica.

  9. Gianni Says:

    Mi chiedo perché non si poteva tenere il punto fino alle sentenze di Corti di appello, TAR ecc. ?
    Perché La Russa ha minacciato di scendere in piazza?
    Ma allora non abbiamo un minimo di fiducia in noi stessi?
    Paura della violenza?
    Bene con la sentenza del TAR del Lazio tutte queste paure vanno a c…..
    La verità è che il PD non riesce neanche quando tiene una posizione a prendersi sul serio, sono sempre in campo mediazioni (firma DL Napolitano), emissari legittimati o no non si sà (vedi dichiarazioni di d’Alema al Riformista)……..
    Il vero dramma per il Paese è che non esiste un’alternativa al Berlusca e dovremo masticare amaro, come hai giustamente scritto colpi di coda del caimano e una “democratura emergenziale”
    Dice Borgatti: “Berlusconi potrà anche cadere se la sua base sociale si spacca o lo vuole, complessivamente il danno è fatto e il solco tracciato per i suoi eredi, che non saranno né il PD né noi”. Sono d’accordo se il “noi” si riferisce alla sinistra sparpagliata, meno se riguarda Tremonti o Fini!
    Non nego, comunque. una grossa preoccupazione per la democrazia e mi chiedo chi non lo è…………..

  10. maurozani Says:

    Come volevasi dimostrare. Adesso che è arrivato anche il TAR del Lazio con la sua decisione avversa al PdL , dopo quella lombarda favorevole a Formigoni ciò che ho definito nel post qui sopra come “alta probabilità” si dimostra (modestamente) una previsione del tutto azzeccata.
    Come ci sono arrivato io …potevano farlo anche altri

  11. vittoria Says:

    Condivido praticamente quasi tutto quello che è stato scritto sulla vicenda del decreto legge .E tuttavia avverto che il ventennio berlusconiano ed i suoi esiti letali sulle istituzione e nella società italiana non trovi una compiuta spiegazione ove non si consideri il risorgimento dell’Humus Clerico -Fascista.
    Cosa sarebbe oggi il centro-destra italiano senza il sostegno della setta affaristica clericale,senza il sostegno affaristico delle forze militari-poliziesche-spionistiche,impegnate a succhiare risorse con le varie missioni all’estero.Non soppravviverebbe neppure un giorno,nonostante il suo potere mediatico.
    Il problema allora è più profondo di un semplice ricatto ai danni del presidente della repubblica fatto da un “gentiluomo del papa”,ma involge un intera sistema di leggi,di valori,di gerarchie di cui l’Italia non si è mai liberata ,e che è risorto a nuova vita e splendore da quando si e cominciato a dire e pensare che la religione ed i valori che essa esprime sono un fatto individuale,privato.Parimenti si pensa e si dice che l’apparato poliziesco,guidato da Fini,che a Genova ha torturato centinaia e centinai di ragazzi,siano una moltitudine di lavoratori come lo sono i metalmeccanici.Le cose non stanno cosi.E non basta esorcizzare il problema dicendo che i preti devono uccuparsi delle anime,perchè quelli continueranno a fare quello che hanno sempre fatto.Il primo grande errore di sottovalutazione del problema fu commesso dal “Migliore”che impose al PCI di accogliere il concordato nella Costituzione italiana e di condonare all’apparato dello stato le porcherie commesse durante il ventennio.Sono andata troppo lontana nel tempo ,non lo so.

  12. Giovanni Says:

    Caro Zani, hai davvero ragione quando osservi che Bologna è una città paradigmatica. Mentre leggevo il post di Vittoria mi è tornato alla mente l’immagine di Del Bono con la fascia tricolore genuflesso ai piedi del cardinale Cafarra e il riso osceno e sarcastico del prelato Vecchi che sembra dire : “incredibile, anche questa volta li abbiamo fregati”.
    La foto pubblicata da Repubblica il 17 luglio 2009 non riesco a trovarla per rendere meglio l’idea, ma sarebbe certamente da affiggere in formato 2m x 3m sul lato sinistro di Palazzo D’Accursio, di fronte al passaggio pedonale di via dell’Indipendenza, a memento di quanto fosse caduta in basso la democrazia a Bologna.
    Come meravigliarsi allora dell’opera di destrutturazione dello Stato di diritto in Italia, a cui lavora alacremente Berlusconi, con l’ausilio dei suoi ingordi gerarchi.
    Vedi, il cammino da fare è lunghissimo e la eventuale caduta di Berlusconi rappresenterebbe soltanto una prima tappa, che forse sarà raggiunta nel 2013.
    Ti chiedo, dunque, vale la pena lottare per la nostra Italia e non andare a fare il nido altrove. “Ché la vita è breve”.

  13. Oriano Says:

    Da quando seguo con interesse il tuo blog non trovo un cambiamento sulla posizione in merito all’immigrazione;possibile che si continua a sostenere che sono indispensabili al pil e agli anziani quando la loro presenza e il numero ha modificato la percezione del mondo attorno;non è solo paura della delinquenza, sono gli usi,i costumi,i livelli culturali che diventano sempre più insopportabili per chi non li sfrutta.La disprezzatissima lega tiene al nord,si allarga al sud,poi la Francia, l’Olanda,come si spera di cavarsela dicendo che sono diventati paesi xenofobi e razzisti?Per sovramercato gli immigrati regolari e qui da più tempo sono i primi a voler bloccare nuovi arrivi.Lo sciopero degli immigrati rimedia tutti gli errori di Berlusconi,Fini,Bossi e compagnia; si chiude il naso ma si vota
    chi prova a rispedirli a casa non chi li difende.Non sarò costruttivo ma il trave nell’occhio della immigrazione lo possimo affrontare in altro modo ?

  14. Oriano Says:

    Devo un’aggiunta:l’Australia,paese federale tutto di immigrati, con i musei sull’immigrazione che documentano l’evoluzione delle risposte al problema.Ci sono stato a lungo quando qui c’erano solo i venditori di tappeti,e da allora tutto si è mosso come in Australia;anche noi abbiamo attorno una pressione demografica simile e prima o poi ci dobbiamo adeguare, all’Australia spero.

  15. maurozani Says:

    @Oriano.
    Francamente non so come abbiano affrontato il problema dell’immigrazione in Australia. Non lo evinco neppure dal tuo rapido cenno. E non capisco bene cosa significa (in quale direzione e vada) la tua osservazione sull’immigrazione come “trave nell’occhio”. Potresti esere più esplicito? Te lo domando per non star qui a ripetere cose ormai note intorno all’accoglienza, all’integrazione, alla società multiculturale e cosi via dicendo… Anche la frase : “gli usi e i cotumi diventano sempre più insopportabili per chi non li sfrutta” ha come minimo un doppio senso. Qual’è il “tuo” senso?
    PS. Avanzo questi interrogativi per evitare di prendere fischi per fiaschi prima di risponderti nel merito.

  16. oriano Says:

    Temerariamente ci provo; in Australia l’immigrazione è stata sempre controllata e gestita, qualche turista ci prova ma non ci riesce.
    Nell’800 hanno chiuso miniere e rinunciato all’oro pur di non far arrivare gli indispensabili minatori cinesi.Gli immigrati erano reclutati nei paesi d’origine con contratti precisi: nave pagata,durata del contratto, sistemazione e inglese obbligatorio. Regole fatte rispettare a tutti che hanno reso cinesi,vietnamiti,serbi,turchi,greci,napoletani e calabresi in competizione tra loro per dare il meglio di sè; in Australia sono tutti diventati incomparabilmente migliori di come sono nei paesi di origine.
    Le ricette vanno adattate ma per avere una convivenza accettabile credo che gli ingredienti siano quelli.
    Non mi piace chi sfrutta la povertà degli altri per far soldi o per non sporcarsi le mani, bado mia madre da solo con sacrificio e rinunce così come raccoglierei pomodori se non avessi di che campare,ho orrore di un paese che di fatto reintroduce la schiavitù e se ne approfitta,comunque lo giustifichi. La trave è quella che non fa vedere l’esplosione demografica intorno e la facilità di spostarsi che c’è adesso. Possibile che da sempre si risponda:”Siamo stati anche noi un popolo di migranti…” Si ha idea di dove si andava e della popolazione che c’era allora nel mondo…Ti ringrazio per la pazienza.

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