Marzo è il mese più crudele

Mah. Non capisco. Di conseguenza faccio fatica a condividere. L’offensiva , si fa per dire, mossa in questi giorni nevosi, alla Commissaria. Un ex vice-sindaco, impavido candidato alle regionali, si mette alla testa di un gruppo di volenterosi  in favor di fotografi e cronisti: “ Vado a spalare, la città è bloccata”. Non è fantastico? Eh sì. Un bellissimo esempio di disinteressato civismo. Un piccolo esordio del PD civico?
Ricordo che ai tempi dell’ultima grande nevicata, di fronte alle proteste dei cittadini il sindaco Zangheri si limitò a licenziare (pardon avvicendare) il presidente dell’azienda  municipale per la nettezza urbana. Il brav’uomo s’era subito, disperatamente quanto vanamente, appellato ad una neve straordinariamente pesante. Irremovibile alle esili lame degli spazzaneve.

Ma adesso c’è il Commissario. Dunque la tempesta perfetta di neve marzolina ricade tutta su di lui/lei. E se non spala la signora , allora spaliamo noi. Va mo là. E , in effetti il Commissario “non basta alla città”. Lo si è capito dal momento che non la si è vista. La Signora in stivali. A spalar neve di primo mattino.

Continuo a non capire. Avevo già visto spuntare la tesi secondo cui Bologna s’apprestava ad esser la misera figlia di un Dio minore quando si palesava una sicura efficacia del decreto salva liste. Perché loro sì e noi no? Tesi oltremodo stupida perché vanificava d’un sol colpo il significato delle pronte dimissioni di Del Bono e mischiando, disinvoltamente, mele con pere faceva diventar bigi tutti i gatti. Accomunandoli in un medesimo giudizio.
Così come avevo capito solo fino a un certo punto l’insistenza per andare a votare subito.

Un bel election day , con le regionali. Ma bravi. Forse qualcuno pensava di poter tranquillamente riprendere da dove si era lasciato? Magari scegliendo il candidato a sindaco nel mazzo degli ex assessori?
Non avevo capito neppure la smania dei membri della ex giunta-breve di affacciarsi al proscenio commissariale con suggerimenti, incitazioni e sicure indicazioni. Per la serie : noi che abbiamo governato per ben SETTE mesi siamo il punto di riferimento obbligato per qualsiasi scelta il Commissario intenda compiere. Cara Signora da qui deve passare. Noi siamo gli eletti dal popolo e, soprattutto, siamo quelli già selezionati e scelti dal sindaco…. che si è dimesso. Senza il nostro bollino di garanzia Lei non combinerà mai nulla di buono. Of course.

Mah. Non capisco questa totale assenza di senso del ridicolo. Marzo è davvero il mese più crudele.

PS. Una sola vera fortuna. A quanto pare la Bernini,smarrita nella bufera  farà campagna elettorale ai confini della regione..con l’Umbria.

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39 Risposte to “Marzo è il mese più crudele”

  1. Fabio Alvisi Says:

    ciao Mauro,
    hai ragione sul fatto che non si dovrebbe avere fretta di andare al voto senza aver risolto i grossi problemi che affliggono il pd e la sinistra intera, ma è alttrettanto vero, come mi suggeriva stasera l’ormai ex presidente del consiglio di quartiere S.Donato, che Bologna non può stare un anno senza giunta e senza Quartieri, è pur sempre il capoluogo di regione. Ci sono, soprattutto in questo momento di crisi, delle esigenze che il commissario ed i suoi vice non possono sanare, mancano i fondi per l’assistenza domiciliare, il vice che ha la delega ai quartieri non sa come funzionino a Bologna e via così. Penso che diventi urgente il rinnovamento e necessario il voto.

  2. Anna Barbuti Says:

    anch’io non capisco l’nsistenza. E’ vero che è grave che Bologna sia commissariata ma la causa sta al nostrom interno (anche se sicuramente ci sono state manovre oscure contro) e penso, con molta tristezza, che se non riusciamo a trovare un candidato serio e credibile il problema resta e forse si aggrava. Oggi io sono un pò fuori dall'”ambiante” quindi non conosco come sia lasituazione ma mi chiedo: davvero non c’è nessuno in grado di rappresentarci? C’è da piangere non credi?

  3. maurozani Says:

    Ciao Fabio,
    certo che è necessario. Il voto. Non lo si otterrà nè con il baratto nè attaccando puerilmente il commissario. Specie dopo la pronuncia dei Tar di Lombardia e lazio mi sembra difficile aver qualcosa da scambiare. E , in ogni caso sarebbe una stupidaggine (una logica di scambio). Si perderebbe la regola del vantaggio(loro hanno sbagliato e in più si sono dimostrati arroganti ancora una volta) in queste elezioni regionali. Dunque meglio smettere di fare il piagnisteso e attrezzarsi per trovare un candidato decente, molto decente, e ..varie altre cose. Ci vuol tempo.Elezioni sotto stress ,adesso, sono elezioni perse o vinte a malapena.Ciò porrebbe Bologna ancor più su di un piano inclinato- A meno che il Pdl non sia composto da una manica di fessi.La sola possibilità di votare prima della prossima primavera è una legge in parlamento. Si può fare. Ci vuole però una maggioranza……C’è??? E se si dovesse trovare quale sarebbe il prezzo da pagare? In più sono abbastanza convinto che le regionali non andranno male per il centrosinistra. Anche questo è rilevante.
    PS. Quando si fa una cazzata come quella bolognese , o addirittura quando si perde, come nel ’99, è necessario se non fondamentale, incassare con intelligenza. L’opposto di quanto è emerso in taluni episodi.

  4. maurozani Says:

    Cara Anna,
    piangere? Sul latte versato? No. Meglio lavorare per cercar di “rappresentarci” tutti. Anche noi che siamo , adesso “fuori dall’ambiente”. Forse bisogna agire proprio “sull’ambiente”.

  5. katia zanotti Says:

    Caro Mauro,

    invidio questo tuo lucido distacco che si limita al ” non capisco”. Io invece sono “incazzata” nera e umiliata da questa classe politica cosi’ mediocre. Mi si dice ” siamo in campagna elettorale, di che stupirsi, anche le spalate di neve ci stanno?”. E no, fermate il mondo, voglio scendere da una politica cosi’ misera. E continuo a indignarmi per ex governanti che si sbracciano per fare presente alla Sig.ra Commissaria di essere lì fuori in anticamera, in attesa che almeno lei li riconosca e li rilegittimi agli occhi di una città che non ne ricorda neppure i nomi. Ma vorrei che l’indignazione di tante e tanti potesse produrre qualche cosa agendo come dici tu sull’ “ambiente”. Sono d’accordo con te, bisogna lavorare. E’ necessario cominciare a ragionare su percorsi che si concretizzino, c’è tempo per farlo. Qualche cosa si sta muovendo, ma bisogna costruire partecipazione grande e condivisione altrettanto grande. E bisogna vedere se riusciremo a rappresentarci tutti. Adesso non so dire, so, a differenza di te, di essere meno ottimista sulle regionali. Tante e tanti sono tentati dall’astensione in ragione di un’offerta politica così misera. E l’appello a non far vincere il centro destra fa sempre meno presa.

  6. Fausto Anderlini Says:

    Carissimi amici, dissento profondamente da diversi interventi che qui come altrove si susseguono. Neanche per gli argomenti. Ragionevole opinare su certi episodi, plausibili i richiami ad approfondire ragioni (e colpe), sacrosanto non mischiare il sacro (Bologna) con il profano (i brogli Pdl consumati altrove – del resto, a parte Violante, non mi pare che qui qualcuno si sia incolonnato su questo lastricato di merda…). Ma per la sicumera che traluce. Per quel facile maramaldeggiare su chi è in una difficoltà penosa. Per quel strapparsi le vesti che nasconde forse, in qualcuno, intimi compiacimenti. Sembra di leggere il ‘bolognino’ (appunto).
    In una piu’ cauta visione delle cose non sarebbe inopportuno richiamare alcuni dati di fatto. L’inquinamento che ha subito il Pd, ad esempio, è da ‘pesare’. E’ diversa la posizione di chi veniva dai Ds, i quali, pure sono gli unici sui quali si indirizzano tante invettive. Certo la passività è una colpa, ma non è la radice del male. La denunciata ‘miseria’ dei gruppi dirigenti (presentata come un assioma) non è, altro esempio, una novità. A voler essere malevoli si potrebbe asserire che anche taluni che blaterano circonfusi di prosopopea ne hanno cositituito parte (attiva o passiva, da vedere….). Inoltre non mancano pierini che il ditino l’hanno alzato da anni e anni, se non dalla nascita (la nota malattia infantile, che qui si presenta come sclerosi senile……..). Per fare altri esempi in merito alla vitiperata giunta Del Bono, sarà bene ricordare che Claudio Merighi (puttacaso) mi ricorda molti dei tratti, per nulla disprezzabili, che ho conosciuto in Mauro Zani. Se alcuni comportamenti appaiono un po’ goffi, mi guarderei dall’usare toni sprezzanti. Merighi sta correndo con reti assai più esili (se non del tutto inesistenti) rispetto a quelle di cui goderono alcuni dei parlanti quando a suo tempo si candidarono. Arrivare almeno terzo per lui sarà assai arduo. Non credo proprio che la sua eventuale caduta possa essere guardata con peloso compiacimento (o commiserazione – è la stessa cosa). La Saliera è persona di spessore (umano e politico) notevole. Lo stesso vale per Degli Esposti, che ha passato una vita a farsi il culo. E altri si potrebbero citare, anche tirando in causa chi si è impegnato nei quartieri tirando la carretta…. Galantuomini e gentil donne che si sono trovati inopinatamente inzaccherati, delbonizzati e lazzaronizzati, con un trunk tra capo e collo che certo non meritavano. Quantomeno tutti costoro dovrebbero essere meritevoli di quella comprensione che in altri post (per esempio) è stata somministrata a Sita……….

  7. maurozani Says:

    Caro Anderlini rispetto come sempre il tuo tagliente opinare. C’è sempre da riflettere. Per esempio sulla pietas che spargi benevolmente sul gruppo dirigente dei DS. Ci sono a mio avviso differenze.Ci sono modi diversi di tirar la carretta. Ma tant’è io e te , mai davvero ci siamo conosciuti se mi attribuisci caratteri fenotipici simili a quelli dell’ex vice-sindaco. Nel quale ultimo a me pare (dico pare) emergano i tratti tipici di altra diversa, a volte simpatica, persona. Alludo all’ingegner Bordiga, al secolo indovina chi. Quanto a Degli Esposti tu sai benissimo che io so. Infatti fui esattamente io ad impedire che fosse gettato brutalmente in un canto da alcuni dei tuoi attuali protégés. E non me ne sono mai pentito. E, aggiungo, il suo comportamento ancora oggi mi appare assai diverso , ben più sobrio e politicamente consapevole rispetto a quello di altri. Poi tutti sono genericamente meritevoli. Ciò non toglie che l’atteggiamento , l’assetto politico, assunto nel disgraziato frangente in questione appaia del tutto fuori misura. Al punto da esser meritevole anche di critica. Quanto a Sita. Non capisco. Non a caso ho esercitato più volte qui e altrove (FB) la mia critica seppur sul filo della benevola ironia. La vera differenza tra me e te consiste comunque nel semplice irrevocabile fatto che io non ho mai aderito ad un progetto che, per come fu concepito, non poteva che tirar fuori il peggio e non il meglio dalle esperienze del passato. Il decalage degli ex DS andrebbe visto anche in tal contesto. Capisco che la cosa è ardua e come tale sembra attirar poco il tuo interesse intellettuale. Invece è proprio da qui che bisognerebbe ri-partire.
    PS. Ti ringrazio per l’elegante sclerosi senile della quale mi diagnostichi da tempo. Eh sì stiamo invecchiando. Ma non vedo la necessità di ripeterlo/celo all’infinito.
    Infine, quanto ai toni sprezzanti. Non credo di usarne. In questo campo nessuno, a me pare , è stato mai a te, secondo.

  8. maurozani Says:

    Cara Katia,
    la verità è che io resto convinto (ma lo sai) che senza un cambiamento drastico nel PD è molto difficile spuntarla . In tutti i sensi.Il mio è certo ormai un distacco. C’è chi mi pensa in perenne e rancoroso agguato. Anderlini è tra questi. Non da ora. Cominciò a dirlo, in modo del tutto gratuito e moralmente offensivo sulle pagine del Domani, ancor prima della nascita del PD. Non avevo aderito all’idea che Cofferati potesse trarci d’impaccio. Non tanto per la sua personalità, quanto per il repentino e supino accodamento ad un approccio ai problemi della città che mi sembrava essenzialmente propagandistico e disinteressato rispetto alla necessità di selezionare una classe dirigente almeno parzialmente rinnovata. Quando poi fu chiara , (anche a me) l’impossibilità di aderire al PD nascente di Veltroni la teoria del complotto assurse a vette d’indimenticabile e sbracato e spesso ridicolo parossismo. Della serie : come si permette costui di dissentire dopo aver mangiato per anni in questa greppia?Fu quest’atteggiamento che mi convinse ancor più a mollare la politica attiva. Come se molti tra i miei compagni d’antan avessero d’improvviso gettato la maschera di quel perbenismo ecumenico che sempre aveva caratterizzato il vecchio partito.Anche per queste ragioni, psicologiche, è per me è molto difficile anche solo pensare di ritornare alla poltica attiva. Darei troppa soddisfazione e munizioni a chi ,senza alcun scrupolo, se ne verrebbe fuori con un : come volevasi dimostrare. Tuttavia mi permetto, mi consento, mi incarico di scribacchiare e , al caso, persino parlare. In libertà.E’ esattamente questo atteggiamento “anarchico”che non va giù. E’ questo il vero magone che sta in gola ai molti Anderlini. A loro bastava che io mi fossi accomodato in qualche formazione politica alla sinistra del PD. Per giocare al gioco delle parti. Invece io chiesi di aderire al PD in forma collettiva. Federativismo si chiama secondo una definizione che coniai agli inizi degli anni ’90 e di cui rimane traccia in qualche archivio. Cosa che fu giudicata sommamente pericolosa.Entrismo di vecchio stampo. Senza capire che per questa via si sarebbe potuto almeno sperimentare il progetto di una nuova forma partito, avversa e alternativa al partito del capo di stampo berlusconiano. Invece no. In questo contesto si capisce perchè la “spalatura” per me paradigmatica di un’ulteriore decadenza della politica è per altri solo , “laicamente” lotta per la vita in un ambiente fattosi più ostile. Tu mi parli Katia di percorsi da concretizzare. Va bene. Bisognerà pur provarci. A tal proposito mi sono permesso d’avanzare quell’ideuzza della sinistra civica, che a mio parere aiuterebbe , non poco anche il PD. Io però non sono più (per la scelta che ho fatto) “utilizzabile” in tal contesto. Nel gergo volgare della politica attuale, non sono “spendibile”sul mercato della politica.
    Ergo rimango qui , a scribacchiare, a dialogare con tutti . Anche con quelli (sono più d’uno) che fingono il dialogo per arrivare a portarmi a Canossa. Qui sono. Qui resto. Alla fin della fiera è importante ad una certa età anche star bene con sè stessi.

  9. Fausto Anderlini Says:

    A dire il vero non è che parlassi di te, anche se è vero che conoscendo tutti coloro di cui parli (o taci) talvolta perdi la misura. Il Pierino col dito alzato non eri tu. Potrebbe esserlo uno come Giorgini, il cui appassionato post è stato preso da queste parti come una sorta di manifesto. Quanto alla somiglianza con Merighi l’allusione era a quel modo ‘militante’, anche militaresco, talvolta arrogante, ma quasi mai meschino fino in fondo, di vivere la ‘politica di partito’ che è stata tipica della nostra generazione comunista (e che ancora vive, qua e là, in interiore homine: un tratto che va colto per non fare di tutti gli uomini un fascio di farabutti). Più in generale non mi convince la categoria della decadenza, men che meno il crepuscolarismo aggressivo e recriminante (io l’avevo detto….) cui molti indugiano. Adesso non ho spazio per argomentare. Basta richiamare il fatto che se decadenza c’è tutti ne siamo inviluppati. Perciò si corre l’evidente rischio di assolvere tutti. Mentre ci sono i farabutti e quelli che non lo sono. Chi sbaglia in buona fede e chi no, e via manicheando… Da molto tempo mi sono convinto all’approccio idiografico (da Machiavelli-Guicciardini a Woody Allen, vedasi Match point…) ovvero che il caso, la fortuna, in ultima analisi le scelte soggettive connesse alle singole personalità, ivi compresa la loro psicologia, fanno la differenza che conta. Nella decadenza come nel progresso (e persino nella trascendenza). Se Del Bono non fosse andato a spasso con la Cracchi adesso (Repubblica in testa) sarebbe celebrato come il campione rettificatore degli sbraghi cofferatiani. Se Cofferati non si fosse preso di traverso con la città, per via di personali traversie e di una insospettata introversione, adesso sarebbe celebrato come il nuovo Dozza. Se tu accettavi le primarie del ’99, senza far valere l’animus unitaristico del vetero-comunista, adesso, forse, non saremmo qui. Se le elezioni bolognesi non fossero sfalsate rispetto al ciclo di governo (con Prodi impermalito e D’Alema che fa la guerra in Kossovo), anche per questo avremmo probabilmente evitato molte sfighe. Se Vitali non avesse sofferto la tutela dei senior della sezione universitaria, anche lui, forse, sarebbe diventato un Sindaco più autorevole. Insomma: se, se, se… Con i se i ma, si sa, non si fa la storia. Però è esattamente in quel se, nella sua indeterminazione concreta, che si apre la virtualità dei mondi paralleli. Possiamo spiegare molti fatti, in estrema sintesi, senza ricorrere alla prosopopea delle transizioni epocali. Senza queste spiegazioni, tra l’altro, andremmo tutti assolti. Per questo quando guardo a molte persone (Degli Esposti, Roda, la Saliera, la Lembi ecc. nonchè innumerevoli militanti-aderenti del Pd, ed oltre, me compreso, speciue ciò che resta del vituperato apparato Pci-Pds-Ds, prima che i carrieristi sociali prendessero possesso della politica) provo una pietas autentica: pagano ingiustamente la ‘sfortuna’. Questo volevo dire. Su questi corpi, maramaldeggiare è più che ingiusto. E’ letteralmente vigliacco.
    Il metodo del ‘se’, vale, in ultima analisi anche per il Pd. Se non fossi stato emarginato forse avrei potuto combattere meglio l’opa degli inquinatori. Cosa che si sarebbe potuta fare ancor meglio se tu stesso (con i tuoi) non foste saliti sull’Aventino. Al Pd non c’era alternativa. Perciò occorreva buttarsi dentro e farsi valere. Cosa che, forse (anche se non ne sono del tutto sicuro), si può ancora fare.
    Quanto a me non è che debba molto ad alcuno. Perciò ho sempre sciabolato con sommo piacere chi al caso mi veniva a tiro. Non è che alla fine ne abbia tratto gran beneficio. A breve sarete informati persino di ignobili persecuzioni che vanno comminandomi bande impazzite di piccoli scalatori. Anche se non ho più colonne di piombo, son qui che sciabolo ancora…..

  10. Fausto Anderlini Says:

    Non avevo letto il tuo ultimo post. Davvero rancoroso. Io sono io, non gli Anderlini. E con te, Zani, per nome e congnome, dialogo quando mi piace farlo. Cosa che presuppone, anche nel più veemente scazzo, una sostanziale per quanto controiversa simpatia. Non fosse così non starei qui a scrivere. Reitero: riflettete sul concetto di ‘decadenza’. E’ una baggianata retorica….

  11. katia zanotti Says:

    Caro Fausto,

    siamo tutti messi di fronte alle contingenze, ma ognuno ha fatto e continuerà a fare le proprie scelte. Non c’entra un bel niente la pietas, e quella che tu offensivamente definisci viagliaccheria, ti piaccia o no, è un giudizio politico che riguarda un intero gruppo dirigente. Io non distinguo. Ognuno paga in proprio per le scelte fatte, spesso di silenzio complice. Per questo è risibile che quaalcuno alzi le braccia per dire che è stato inzaccherato da colpe altrui.
    In quanto poi al fatto che bisognava entrare nel PD per determinarlo dall’interno, ti rispondo con una frase di Lenin che mi pare dicesse pressapoco che il proletariato lotta e la borghesia si insinua al potere. Il mio giudizio sul Pd è netto e quella decadenza che tu definisci una baggianata retorica evidenzia per me una vera e propria mutazione genetica del modo di intendere e di praticare la politica.
    Non mi verrai a dire che la colpa di tutto ciò ricade su quelli che non sono entrati?

  12. Giovanni Says:

    Il Sindaco si è dimesso fuori tempo massimo, per mettere la città davanti al fatto compiuto, questo dovrebbe essere ormai chiaro: o Del Bono o il Commissario.
    Ovviamente la mossa non è farina del sacco di Del Bono.
    Il Consiglio c’è stato domenica 18 gennaio 2010, il giorno della “perdonanza” alla Messa delle 12.30 in Santo Stefano.Un giorno soleggiato, ravvivato dalla sempiterna risata del Patrono della città, Romano Prodi.
    Il resto è noto, l’azzardo, come altri, non è andata a buon fine ed a prenderlo in quel posto sono rimasti i bolognesi, i quali oggi devono subire anche le angherie della Commissaria Cancellieri, la quale ha deciso di indebitarci per cento milioni di euro per sovvenire i costruttori della metropolitana rimasti orfani di Del Bono.
    Infatti, insieme alla Curia bolognese, gli ultimi strenui difensori del nasuto Del Bono, furono i costruttori dell’ANCE che sollecitarono il ritiro delle dimissioni di Del Bono.
    Poi, è vero, c’è la parte grottesca della faccenda, un amico del Sindaco dimissionario dice che “questa è la più bella eredità che in sette mesi la nostra giunta di centro sinistra lascia alla città”. L’ex vice sindaco Merighi, evidentemente, è convinto di parlare ad un intero popolo di vigili urbani, perché a torto o a ragione, come Totò, pensa che tutti gli altri italiani siano, come lui, vigili urbani.
    Ma cos’è questa metropolitana? Qualcuno potrebbe infatti pensare che gli interessi dei costruttori in fin dei conti potrebbero coincidere con gli interessi della città.
    La storia è nota: pensata da Guazzaloca nel 2000, la metropolitana all’inizio doveva collegare la Fiera al parcheggio Staveco, attraversando l’intera città sull’asse Nord-Sud.
    Progetto discutibile e ampiamente discusso con riguardo alle reali esigenze di mobilità, ma, pur sempre di un oggetto parzialmente utilizzabile si trattava.
    Quello che il Potestà, (pardon il Commissario), vuole oggi inaugurare è invece qualcosa che somiglia maledettamente al famigerato Ponte sullo Stretto, un moncone di metropolitana che dovrebbe collegare la Stazione ad una Fiera in via di progressiva estinzione.
    Visto, peraltro, che le fiere non ci sono trecentosessantacinque giorni all’anno, estinzione, chi prenderà la metropolitana di Km (diconsi tre)? La risposta è nei fatti: qualche impiegato della Regione o dell’Unipol, certamente non migliaia e migliaia di pendolari.
    La verità vera, però, è ancora più amara ed è esattamente il frutto di tre amministrazioni comunali, che hanno prodotto un mostro tricefalo-acefalo.
    I progetti Metrò-Civis-Tranvia rappresentano gli interessi dei costruttori bolognesi, gli interessi di Luca Cordero di Montezemolo, che partecipò ad una gara per tranvia, con un autobus truccato e un omaggio all’ottimo Cofferati, che aveva proclamato, durante la campagna elettorale del 2004, che mai e poi mai sarebbe stato messo in opera Civis e il Metrò di Guazzaloca.
    La Provincia, Presidente Prodifratello, tosto aveva impugnato il bando Civis, perché un bus aveva preso il posto di un tram, ma, passate le elezioni, la Parrocchiana Draghetti, trionfante al fianco del Commissario Cofferati, aveva tosto rinunziato all’impugnazione del bando, perché si sa, tutti abbiamo famiglia.
    Con l’avvento di Del Bono le cose non potevano che peggiorare, come purtroppo aveva profetizzato Sergio lasciando la città, inseguito dalle urla silenti dei futuri amministratori.
    Il risultato, infatti, è che i costruttori avranno la loro opera, la città i suoi debiti, e i bolognesi continueranno a muoversi, si fa per dire, peggio di prima.
    I partiti, su questo dovremmo essere d’accordo, sono uno strumento della politica. Parlare ai partiti senza parlare di cose concrete è come parlare di niente. Se vogliamo che le cose cambino sul serio, non basta parlare e indirizzare questa o quella mossa politica, bisogna parlare di ciò che è utile alla città, di ciò che è utile al paese.

  13. fausto anderlini Says:

    A parte Zani (che per me, come noto, è colpevole di tutto) chi non è entrato non è colpevole di un bel niente. Dopo tutto sarano fatti suoi ! Resta il fatto che la veemenza con la quale si afferma una baggianata la rende solo rumorosa. Comunque riconosco che come auto-training contro un destino (il Pd) cinico e baro può rivelarsi – questo abbaiare alla luna – di una qualche efficacia. Anch’io, talvolta, ci ho fatto ricorso. E comunque carissimi tutti, borghesia e proletariato a prescindere, siete proprio sicuri che la cd. ‘mutazione gnetica’ di berlingueriana memoria, vi abbia del tutto risparmiati ?

  14. Giovanni Says:

    Il Commissario,Anna Maria Cancellieri,è stata informata dall’ex assessore alla casa che a bologna mancano i fondi per ristrutturare 500 abitazioni dell’ACER per mancanza di fondi?
    Un pò di ordinaria amministrazione è quella che ci vuole,altro che lady di ferro.Anche i giornali dovrebbero tornare al concreto e lasciar perdere i luoghi comuni

  15. Giovanni Says:

    Caro prof.Anderlini,di quali “baggianate” parli?Rendici partecipi delle tue profonde riflessioni.Sai per puro caso io sono un esperto di mutazioni genetiche

  16. maurozani Says:

    Caro Anderlini , ti rileggo. Ancora e ancora. Da ormai un bel pò di tempo. Continuerò a farlo. Tuttavia ad un certo punto si rischia di smarrire l’oggetto del contendere. Potrei risponderti punto per punto. Ma l’ho già fatto. E molto a lungo, in un’estenuante duello che risulta esclusivo per tutti gli altri. (vedi discussione di novembre ,in questo archivio c’è tutto e molto di più).Non ha molto senso continuare così. Dovrei replicare all’accusa di vigliaccheria? Chi mi conosce sa chi sono , cosa ho fatto e soprattutto cosa non ho fatto, quando potevo , forse, farlo. La sciabola non l’ho mai davvero usata per rispetto delle persone. E, se non ti fa schifo, anche per umanissime ragioni. Solo una cosa ti ricordo: nel fatidico ’99 portai in salvo tutti, di peso. E nella più totale solitudine. Merighi compreso, che diventò vice-capogruppo dalla sera alla mattina. O no???
    Ho fatto ciò che consideravo necessario e giusto. Mettere avanti qualcuno, provare a ridar linfa alla pianta. Tornassi indeitro lo rifarei. Nello stesso identico modo. Ma rifarlo a distanza di dieci anni è davvero un’altra cosa. Ha un altro senso politico.E, un uomo politico (anche se ex ) questo deve capirlo, criticarlo per evidenziare i limiti e anche quell’ arroganza generica che costituisce il substrato della reiterazione. E che non è assolutamente in grado di portare in politica il senso comune che ormai s’è diffuso in questa città.
    Tutto qua.
    PS. Affinchè non mi rimanga in gola vedi (discussione precedente) alla voce maramaldo.

  17. maurozani Says:

    @Giovanni. Come lei (o tu) sa, io non so chi lei sia. Tuttavia so che lei ha ragione da vendere sul punto delle infrastrutture. Non sono mai , dico mai, riuscito a capire la logica del metro e dell’infrastrutturazione in genere sedimentata in almeno tre grandi progetti. Sottosuolo+ suolo+ sopraelevazione. Una roba che se realizzata metterebbe in ginocchio la città di Bologna, anche solo con il debito, da qui all’eternità. E non mi si venga a sparlare del cosidetto project financing. Si tratta, in Italia di puttanate (mi scuso per il linguaggio) belle e buone. La finanza di progetto nel bel paese è solo merce avariata, roba per gonzi.La verità è che anche solo per la metropolitana non esiste alcun serio rapporto tra costi e benefici. O c’è qualche sprovveduto che pensa ch’essa si ripaghi col costo del biglietto pagato ogni giorno da centinaia di migliaia di utenti? Gli unici beneficati saranno quelli chiamati a costruirla. Ecco l’ho detta chiara, affinchè si sappia come la penso. La penso così anche tutte le volte che prendo la tangenziale nell’ora di punta. Me ne sto fermo in colonna a meditare che forse (ho detto forse) tra 20 o 30 anni sarà costruito anche il grande by pass di pianura. Intanto ci si accontenta della cosiddetta “corsia dinamica” sull’autostrada: pura propaganda. Non è dinamica. Sta ferma. Come prima. Ma era stato detto che con “quell’opera” anche la situazione della tangenziale ne avrebbe risentito positivamente. Ma come? Ma dove? Insomma è ora di finirla con quest’assurda rincorsa a infrastrutturare pesantemente la città. Altri progetti, meno costosi e più utili potrebbero esser ideati. Ma non c’è nè il tempo nè la voglia.

  18. Mario Bovina Says:

    Ah, che meraviglia trovare Fausto Anderlini “live”, interattivo. Si apre un orizzonte. Come non dargli ragione quando afferma che tra i milioni di elettori e attivisti del PD ve ne sono alcuni che per onestà intellettuale e per l’impegno sincero che profondono non meritano di essere sbeffeggiati nel momento drammatico che questo partito malnato e peggio cresciuto sta attraversando, nè meritano di essere accomunati ai farabutti che, comunque, nel PD non mancano.
    Ma molta più ragione ha Katia Zanotti quando evidenzia che la maggior parte degli elettori e militanti del PD soggiace supinamente, codardamente e colpevolmente alla politica mortificante del partito e al suo inesorabile incanaglimento.
    Aggiungo che molti, troppi, sono poi quelli che di questo incanaglimento sono diretti responsabili o complici per squallido tornaconto di breve periodo. Ladri d’argenteria sul Titanic che affonda.
    Tornando ad Anderlini mi chiedo come fa a perseverare nella difesa della classe dirigente locale del PD la cui inconsistenza e incapacità sono provate “per tabulas”, come diciamo noi giuristi? E perchè lo fa?
    Neppure un milione di “se” avrebbero fatto di Cofferati un nuovo Dozza, neppure un miliardo di “se” avrebbero fatto di Delbono un sindaco capace di rettificare gli sbraghi Cofferati.
    Posso forse, se mi degnerà di una risposta, chiederle, Sig. Anderlini, che leggo qui così pungente e godevole, perchè si è profuso in cinque anni di stucchevoli, illeggibili peana del Sindaco Cofferati e, mi pare anche del Sindaco Delbono, che mi hanno fatto ardentemte sperare che lei facesse almeno per un po’ la fine del pallosissimo bardo Assurancetourix che alla fine di ogni episodio di Asterix si vede, durante il banchetto del villaggio, appeso ad un albero ed imbavagliato (ma in ottima salute), affinchè non possa tediare l’univrso mondo con la sua cetra stonata?
    Quale malinteso spirito di corpo induce l’entusiasta ed inesausto cantore dei due peggiori sindaci di Bologna a continuare a difendere l’indifendibile, anzichè aspirare ad un corso nuovo?
    La prego Anderlini, mi levi il dubbio, la prego …

  19. raffaella costi Says:

    Caro Mauro, davvero Bologna trabocca di leccapiatti, che si sono precipitati ai piedi della Commissaria, in cerca delle briciole di una cena che non c’è stata, nè potrà esserci, io spero, fino ad aprile 2011 e, ancora spero, neppure dopo, in quei termini.
    C’è un tempo per tutte le cose e questo dovrebbe essere il tempo in cui un PD goffo e malaccorto si decidesse a riflettere e, sì, a cercare un signor candidato, ma, meglio ancora, una signora candidata. Perchè io credo che la grande risorsa di una importante e ben sostenuta figura femminile sia il fosso che il tuo partito deve decidersi a scavalcare, o ripresenterà precisamente la politica e le persone che gli hanno portato a casa il 30% del corpo elettorale cittadino. In una signora candidata sta il principale dato di novità che oggi si possa esprimere, a dimostrazione che il virus del berlusconismo non ha intaccato che superficialmente il PD, a riprova che il PD ha verso le donne il sacrosanto rispetto che meritano, a conferma della necessità di chiudere per sempre con una mentalità prevalente da rozzi maschietti di apparato (sia pure per quel poco di apparato che c’è e che fa danno anche così). Ma una signora sindaca va cercata dopo aver lungamente ragionato e dopo aver deciso che occorrono diversi passi indietro. Poi, sì, bisogna trovarla, ma Bologna è più grande di quanto sembra e se il Pd avesse, per una volta, il coraggio che occorre, troverebbe donne eccellenti, capaci di stupire la Città con effetti speciali. Questo comporterebbe la fatica di tornare a ragionare con le persone, con i cittadini, a parlare con loro della città e delle proposte, a disfarsi di una veste che ormai da troppo è quella dell’intrigo e non quella della politica. E’ cosa che si può e si deve fare ugualmente e tuttavia sarebbe dirompente una candidatura femminile, capace di andare ben oltre lo schema sempre più raggrinzito e contratto che un asfittico PD bolognese sta esprimendo.
    Naturalmente non succederà, ma pensa per un momento ad una competizione elettorale fatta, “nell’area” solo di donne capolista. Eh?
    P.S.: Ti ricordo, non senza un affettuoso, quanto perenne, rancore, che TU rifiutasti di correre, al tempo in cui ti sarebbe bastato sorridere un po’ di più e forse…
    Raffaella Costi, in cerca di una Sindaca.

  20. maurozani Says:

    Cara Raffaella, sorridere dici? Bah. non sono mai stato un ridanciano. Proprio non mi viene spontaneo.Questione di carattere. Una volta, la prima volta, un mio sponsor avanzò al, (allora onnipotente) segretario, della più grande federazione comunista dell’occidente (Vincenzo Galetti) la mia proposta per dirigere la FGCI di Bologna che era in crisi. Per identificarmi Galetti chiese al suo interlocutore: “è quello che non ride mai?”. Così inizio la mia carriera politica. Galetti uomo di carattere aperto ed estroverso, decise che non era decisivo ridere.Oggi invece è assolutamente indispensabile. E’ anzi il primo requisito. Aneddoti a parte ti devo ricordare che fu in effetti candidata una donna. Perse. Com’è noto. Non credo tuttavia che la sconfitta afferisse ad una questione di genere.Talchè oggi si può certamente simpatizzare per una proposta come la tua. Proprio niente in contrario. Anzi. Per certi aspetti potrebbe suonare come una rivincita in grande stile. In ogni caso c’è sempre quella fatica del confronto, della ricerca che ha un presupposto fondamentale: il non immaginarsi onnipotenti sol perchè non esiste un’alternativa. Insomma la lezione presto dimenticata del ’99.

    PS. Non dire il “tuo partito”. Non ho tessera di alcun partito. E , credo (purtroppo) che non l’avrò a breve.

  21. fausto anderlini Says:

    Caro Bovina, innanzitutto lei deve mettersi d’accordo. Non può essere d’accordo con me quando richiamo la nobiltà del popolo Pd, e poi anche con la Zanotti che (parole sue) lo tratta come una massa di coglioni eterodiretta e sinanche codarda e vigliacca, che si fa pascere da una manica di malfattori. Questi sono discorsi letteralmente del cazzo.
    Venendo a me (cantore stucchevole del potere a prescindere) posso solo citare a mia difesa le correnti che poi m’hanno travolto. Sempre avverse. Sì, perchè a duellare pro-Cofferati non s’era mica in tanti. Con la sua disgraziata solitudine mi sono identificato, anche esteticamente. Compiacendomi delle stonature. In un coro vastissimo. Quanto a Del Bono le sue affermazioni sono inesatte. Ho ripetuto più volte che egli impersonava il ritorno dei molti coristi che avevano fatto la baia a Cofferati. E comunque siccome appartengo al popolo bue, quando il partito sceglie un candidato io lo voto. E mi sforzo persino di trovarci qualcosa di buono anche se fa schifo. Per la stessa ragione ho qui preso le difese dei malcapitati. Non di tutti. Infatti bisogna fare distinzioni. Cosa impossibile quando ci si abbandona al coro delle moltitudini vituperanti. Ci provi lei, se ha le palle, a mettersi al posto di quei disgraziati.
    Quanto al Giovanni dice cose sensate. Prova a parlare di politica concreta, senza indulgere alle retoriche della decadenza, che è appunto l’istanza di metodo che ho inteso sllevare.
    Dormiamoci su.

  22. Mario Bovina Says:

    Beh, Anderlini, non ha letto con attenzione. Il mio discorso è coerente. Pochi nel PD meritano indulgenza (quelli a cui si riferisce lei), molti di più avrebbero bisogno di una bella sveglia, di un’iniezione di coraggio e di un esame di coscienza (quelli che dice Katia Zanotti). E i malfattori restano malfattori. E quelli andrebbero cacciati. E basta. Penso che siamo tutti d’accordo. Non c’è contraddizione. Poi, Anderlini, la prego di non tentare con me l’autocelebrazione della sua strenua e isolata difesa di Cofferati nella sua “disgraziata solitudine”. Cofferati non era solo per nulla, ma frequentava salottini – e so di cosa parlo – nei quali si davano ritrovo i veri potenti di qusta città e dove anche solo criticarlo era viatico per certa espulsione. Quindi non finga di non sapere ciò che sa benissimo. Cofferati non è stato un eroe sfortunato e romantico, ma un sindaco pigro e supponente che ha curato solo i propri interessi personali. E ad adularlo erano in molti di più che a criticarlo. Opporsi a lui, il monarca, questo sì è stato duro e si è pagato a caro prezzo.
    E da ultimo, le persone intelligenti – e do per scontato che lei lo sia – sanno qual’è il limite dell’obbedienza. C’è un momento in cui l’obbedienza cieca è una colpa grave e questo momento a Bologna e col PD è ampiamente venuto. Chi ha difeso per senso “estetico” gli errori/orrori di Cofferati ha sbagliato; chi pur conoscendo i difettucci di Delbono (e non mi riferisco alla Cracchi), ha taciuto e ha cercato di farselo piacere per senso dell’obbedienza, ha sbagliato. Lei, secondo me, Anderlini, ha sbagliato. Ora, però, c’è una nuova possibilità. Non la sprechi. Scenda dal carro sempre vincente ma oggi impresentabile del PD, rispolveri il suo spirito pungente, e si unisca a noi. Sul resto mettiamo una bella pietra sopra e guardiamo avanti. Verso una città migliore e verso un futuro migliore.

  23. fausto anderlini Says:

    Questione di punti di vista. Un bel po’ delle consorterie bolognesi era avverso a Cofferati, sin dalla sua candidatura. Inclinavano, allora come adesso, al trasformismo guazzalochiano. Il quale Guazzaloca non era un Iksos. Veniva dal milieu interno della città. Quello stesso che ha tentato il piccolo ‘colpo di municicpio’ di Del Bono, e che adesso si è messo in coda al commissario (come vede bene Giovanni). E’ evidente – en passant, per rientrare nel qui dibattito – che il commissariamento riapre una grande prospettiva a queste forze, ovvero tutto lo spazio della ‘neutralizzazione’ della politica. Che è ciò a cui tutti costoro aspirano. Quando torneremo al voto questo spazio peserà come un macigno. E sarà durissimo sollevarlo. Se la politica ha fallito, essa sarà sostituita dall’amministrazione, ovvero dalla gestione degli affari. La nemesi di Bologna, nella cui storia la politica era tutto, e che adesso si compie come concertazione di interessi senza politica. E’ questa consapevolezza che mette in fibrillazione molti del Pd, e li spinge a commettere degli errori, che però hanno una motivazione non banale. Perciò quando si picchia sulla politica bisogna stare bene attenti a non rendere un servizio gratuito a ‘commissariamento della politica’. A meno non si sia di quelli del ‘muoia Sansone con tutti i filiestei’.
    Venendo al personale, caro Bovina, la tua piacevole scrittura mi ha fatto pensare alla relazione, arcinota, fra il dramma (e il dolore) e la comicità. Ovvero alla misura del primo. Se si trova la forza di ridere (e la risata sonora è sicuramente una rioggettivazione dell’angustia) è perchè il dramma c’è, ma in misura moderata. Cosa che conferma la mia opinione circa l’inadeguatezza del cepuscolarismo politico, se non come retorica inconsapvole della comicità. Se ci pensi la scenetta in cui ci si incontra per strada, ognuno sulla sua traballante carriola, e ognuno invita l’altro a salire (non si sà dove e perchè) è esilarante. Vieni con me. No vieni tu con me. Andiamo insieme allora. Ma dove ? E poi chi c’hai sul fondo della carriola. Quello lì no. Mettilo giù che ti dò quest’altro. Immagino che la cosa possa durare all’infinito, come in quella gag di Stanlio e Olio nella quale a forza di dire arriverderci non partono più. Infatti il problema è chi dice l’ultima parola. Se nessuno si rassegna ad essere penultimo si va in loop, cioè all’infinito. Che è in effetti quanto accade a me e Zani. Facciamo così. Faccio io il penultimo. Così per un po’ restiamo in pace……

  24. edoardo Says:

    Cosa difficile per me, “levarmi” a tal disquisizioni politiche/letterarie.
    D’acchito spalleggio Zani se non altro per il fatto che non mi ha insultato pubblicamente e senza ragione, come ha fatto il nostro ” giullare del potere “.
    Comunque pensando alla città, le conclusioni di Bovina mi sembrano accoglibili.
    Semprechè non si faccia come suggerisce un mio amico, che su mia sollecitazione unitaria ha scritto in un sms ” ognuno degli intelligenti pensa di essere più intelligente dell’altro e alla fine vincono gli stupidi”.

  25. matteo mazzetti Says:

    Caro compagno, hai ragione. Aggiungo: senza generalizzare, credo che nella classe politica manchi spesso un po’ di “senso dell’educazione”.
    Una mancanza di rispetto verso le famiglie sul lastrico, a chi è sommerso dai debiti e cerca disperatamente un lavoro (qualsiasi) pur di riacquisire uno straccio di reddito.
    Non voglio fare della facile demagogia. Queste sono le cose che vivo e tocco con mano tutti i giorni, come operaio e militante nel Sindacato.
    Già la vicenda di Flavio e Cinzia ha dimostrato quanto la classe dirigente viva nella bambagia, in un mondo parallelo, distaccato dai problemi che chi vive del proprio lavoro deve risolvere tutti i giorni.
    Ora le dimissioni del Flavio hanno coinvolto anche persone che con quel sistema non centravano proporio nulla e di questo me ne dispiace.
    Però c’è un limite a tutto.
    Adesso che il Comune è commissariato questi inossano i panni di noi operai e si mettono a spalare la neve?
    Sono uno di quelli che per tre giorni si è alzato alle 3 del mattino per andare a spalare la neve (con la pala a mano) a 7 euro netti all’ora e con turni di 10-12 ore.
    Già perché molti di noi, essendo operai della manutenzione del verde, quando nevica assicuriamo l’accesso alle scuole e alle ASL.
    Noi lo facciamo sempre e non per soldi (per 50 – 70 euro al giorno potremo andare a spalare la neve dai privati e ne guadagneremmo più del doppio), ma perché ci sentiamo responsabili verso i bambini e i cittadini che devono accedere ai poliambulatori e alle scuole.
    Se il servizio non è puntuale non è colpa del Commissario ma di un sistema troppo complesso e frammentato di appalti e subappalti che non funziona soprattutto nei momenti di emergenza. Mobilitare in poche ore centinaia di piccole aziende, di contoterzisti, di ditte individuali è impossibile.
    Questo vale per la neve ma anche per i lavori ordinari di manutenzione del territorio (igiene, manutenzione del verde, strade ecc…). Questo sistema di appalti è dominato da due o tre grandi imprese che a loro volta si trattengono almeno il 20% del compenso subappaltando i lavori ad una miriade di imprese medio piccole.
    Il risultato è che queste ultime, per mantenere un margine di guadagno, precarizzano i contratti, tagliano i salari, accellerano i tempi di esecuzione, non investono nei dispositivi per la sicurezza e la salute dei lavoratori e, infine, TAGLIANO I POSTI DI LAVORO.
    Questo sistema, anche quando non nevica, crea disagi, disservizi, ma blocca anche la capacità occupazionale di un settore quando in tutta l’area metropolitana c’è bisogno di nuovo lavoro.
    Altro che azioni dimostrative, quì c’è bisogno di ben altro, per responsabilità ed “educazione” verso a chi, oggi, ha bisogno di lavoro e verso un territorio sempre più trascurato.

  26. Fabio Alvisi Says:

    Buongiorno a tutti, leggo finalmente un’opinione che condivido in pieno. Un’opinione che entra nel merito delle cose, di quelle che gli elettori chiedono da tempo: sui fatti e sulle proposte. Ringrazio Matteo Mazzetti, che non conosco, ma che mi risulta già sipatico, per aver cominciato ad inserire il dito nella piaga. Da anni, molti dirigenti politici ed amministratori della cosa pubblica hanno perso il senso della realtà, o meglio hanno una percezione di quello che succede che viene offuscata dalla distanza dalle cose. Per chi guadagna alcune migliaia di euro al mese, può non essere sempre facile capire come si riesca a vivere portandone a casa solo mille, quali possano essere le difficoltà, mi viene in mente quell’imprenditore che qualche tempo fa aumentò gli stipendi dei suoi dipendenti dopo aver provato per un po’ a vivere con gli stessi soldi. Da anni si appaltano i lavori dela macchina pubblica ad aziende private per risparmiare senza considerare che assieme al risparmio di soldi pubblici, bisognerebbe tenere in conto le esigenze ed i diritti di chi lavora, che in realtà non sono mai rispettati, forse e dico forse, questo può essere un buon punto per ricominciare ad essere un partito “di lotta e di governo” come si diceva tanti anni fa, forse pensare alle persone più di quanto lo facciano tanti imprenditori, può riavvicinare la gente alla politica e al voto, cose che come sappiamo tutti, in molti hanno abbandonato nel corso degli anni e che molti abbandoneranno ancora. Rubo a Edoardo le scuse per la difficoltà che anch’io ho a levarmi alle disquisizioni politico-letterarie che ci sono state fino qui, ma se si vuole arrivare alla gente, bisognerebbe anche prestare un po’ di attenzione a dove è e provare a scendere ad un livello che tutti possano capire, altrimenti non si riuscirà a convincere nessuno.

  27. sergio caserta Says:

    “Nel sogno c’è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione che è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare. Nel sogno le cose non sono limpide e materiali…” la frase è ripresa dalla sceneggiatura del “deserto dei tartari” il maggior romanzo di Dino Buzzati, da cui il non meno famoso film di Valerio Zurlini: il tenente Giovanni Drogo, imprigionato dall’ossessione del nemico atteso che non giunge mai, si ritrova invecchiato e malato, preda dei suoi incubi, ad affrontare da solo l’unico, ultimo vero nemico, la morte.
    Se non si riesce ad uscire dalla prigione mentale di dover difendere un “progetto morto” e non si ha la consapevolezza che questa dolente sinistra ha esizialmente bisogno di nuove idee e nuove braccia e gambe, meglio abbandonare definitivamente il campo.
    Occorre il coraggio di guardare avanti ed in una direzione diversa, senza ambiguità!
    Non lasciamo Fausto a crogiolarsi nella sua militanza fedele ed inutile e forniamo anche (persino) a lui, una prospettiva per la quale, possa ancora valer la pena d’impegnarsi

  28. maurozani Says:

    @Caserta. Mi ritrovo, a volte, forse, abbastanza, nel ritratto del tenente Drogo.E ciò comporta un elevato grado di sofferenza nel tenere il campo, in desertica solitudine in scontata attesa della morte.
    Parlando di politica, oltre il sogno e l’incubo, c’è da prendere in considerazione la dannata realtà. La quale continua ad imporre il suo principio. C’è un partito, mal nato e peggio cresciuto , che tuttavia anche nelle imminenti elezioni raccoglierà un consenso che può andare dal 25% al 30%. E un tal consenso , è destinato a rendersi , tra alti e bassi , più o meno stabile. E, c’è una dolente sinistra, che continuerà a dolersi e a crogiolarsi nella sua scontata, perenne, marginalità. Potrei accomodarmi in questa sinistra per rompere l’assedio della solitudine. Son sicuro che starei meglio. Al calduccio. Tra compagni. Penso invece che questa sinistra dovrebbe riunir forze e chiedere, a gran voce, ad ogni ora del giorno e della notte, che venga seppellito un progetto nato morto per metterne in campo un altro di cui si possa far parte. A testa alta.Non m’interessa stare in una sinistra che, in condizione di estrema debolezza, si allea col PD. Alle sue condizioni. M’interessa che il PD sia forzato ad aprirsi alla sinistra. In quest’ottica nulla è ancora del tutto deciso.Il post Berlusconi è già iniziato. Ma se non ci si è del tutto bevuto il cervello si dovrà prender atto, nel PD, che quel grado di consenso può risultare del tutto sterile. Imprigionato in una zona morta. Non so quanto tempo ci vorrà. So , credo di capire, che ad un certo punto si dovranno rivedere i conti e cominciare ad immaginare un progetto di riunificazione della grande sinistra italiana. Grande non per il passato storico. Ma per tutto ciò (compreso il cosiddetto popolo viola) che di nuovo sta emergendo nel crepuscolo di un regime.
    PS. La vera difficoltà sta nella necessità di vincere il conformismo e la strenua capacità di autoconservazione della maggior parte della classe dirigente del PD.

  29. paolo galletti Says:

    I984.referendum per chiudere il centro storico di Bologna
    1994 progetto tramvia veloce modello Zurigo ( con i verdi in giunta)
    approvata trasversalmente
    Poi la giunta vitali delbono rinvia tutto (i soldi c’erano a partire da quelli statali) .
    Vince Guazzaloca ed azzera tutto proponendo un costoso metrò ed uno strano filobus…
    il tutto ovviamente per non togliere un’auto dall’asfalto e favorire i costruttori.
    Poi Cofferati peggiora il ridicolo metro e lascia il filobus ma si aggiunge il people mover..
    Intanto nasce il progetto passante nord..
    Nel frattempo languono Il Servizio Ferroviario metropolitano e quello regionale che dovevano essere in funzione insieme con l’alta velocità, secondo i patti sottoscritti ( un treno ogni quarto d’ora nell’area metropolitana e uno ogni mezz’ora in quella regionale).
    Scusate, ma non pensate che storie come questa influiscano molto negativamente nella fiducia verso il centrosinistra di Bologna?
    E che questo abbia contribuito a rendere molto difficile una politica europea ( anche di alleanze europee) in una città europea per reddito
    ma non europea per qualità della vita?
    Ireali contenuti di governo del territorio pesano molto insieme al venir meno di orizzonti di cambiamento per tutti ed allo scadimento progressivo di gran parte di chi fa politica( antipolitici di professione compresi).
    Paolo Galletti
    ecologista europeo

  30. roberto Says:

    Caro Zani,
    nel postscriptum l’evidenza più dura, cioè la caparbia capacità di autoconservazione della maggior parte della classe dirigente del PD.
    Più nazionale che locale, ma quindi anche locale.
    Come fare a uscirne?

  31. maurozani Says:

    Caro Paolo,
    come puoi notare da un mio commento qui sopra, sono del tutto d’accordo con te. Questa stratificazione “progettuale” qualora venisse davvero attuata farebbe calare una vera e propria camicia di forza fatta di fero e cemento su una città come Bologna. Più di vent’anni orsono il sottoscritto inaugurò, con quattro soldi, la prima tratta della Bologna -Portomaggiore sognando la Casalecchio Vignola e la Bologna Porretta come sistema integrato al servizio ferroviario regionale. Pesavo a un treno ogni quarto d’ora.Ma si è preferito altro. E non si è fatto un bel nulla. Chiaro che molte persone sono insoddisfatte.

    • paolo galletti Says:

      Caro Mauro,
      e se si provasse a far entrare queste tristi vicende che rischiano di chiudere Bologna in una camicia di forza per la mobilità e per le sue finanze presenti e future nel cosiddetto dibattito politico?
      Vedo invece che si fa a gara a prendersi i meriti di scelte demenziali.
      Non credo più all’appartenenza ad un campo politico a prescindere.
      Abbiamo già dato.
      E pagato salato.
      Oggi non basta più scegliere uno schieramento senza chiarire bene il progetto.
      E qui mi pare che il progetto di città, che non è roba da esperti ma da cittadini, o manchi o sia assai regressivo.
      Possibile che la green economy sia usata per i predicozzi mentre
      l’hard economy continua il suo fallimento?
      E dire che per restaurare case o fare risparmio ed efficienza energetica o manutenzione del territorio, serve molto lavoro
      e che con la formazione professionale si può riconvertire molto.
      Ma forse troppi di quelli che dirigono la baracca non vedono il precipizio sul cui orlo ci arrabbattiamo.
      complimenti per il blog

  32. maurozani Says:

    Roberto, onestamente non ho ricette sicure. Non so dirti. Spero solo che prima o poi la forza delle cose e anche dei movimenti d’opinione s’imponga.

  33. sergio caserta Says:

    caro mauro se anche tu resti convinto che il PD è “nato morto”, per metà siamo già d’accordo, così come penso anch’io ( e tanti altri) che occorre realizzare una grande sinistra del futuro ( quindi niente torsioni nel passato pur se glorioso); il punto è come fare: mi sembra che l’esperienza in Europa indichi che, nonostante due grandi partiti socialisti in germania e francia ( pur continuando a denominarsi tali ed il nostro nemmeno questo!) spostandosi a destra hanno determinato il sorgere di raggruppamenti come la LinKe e Ecologie che li incalzano con percentuali di rilievo, oltre il dieci-dodici per cento, qui da noi come dici tu, la sinistra critica è un ammasso di frazioni, sottofamiglie, microcosmi in perenne guerra e senza capacità alcuna di nemmeno immaginare un progetto degno della causa.
    Allora la soluzione che adombri, la ricostruzione della sinistra attraverso un progetto del tutto diverso ed altrantivo al PD, dovrebbe essere nelle “corde” di almeno una parte rilevante di quella compagine, purtroppo di questa intenzione non c’è traccia, tutt’altro.
    Nel breve termine mi sa che bisogna solo resistere come quando si fa apnea, sperando che i polmoni non scoppiano, intanto però ci sono tante, proprio tante persone che vorrebbero potersi riconoscere in un partito che possa definirsi semplicemente e conseguentemente di sinistra e non lo trovano, this is the question!

  34. maurozani Says:

    @Paolo. L’anno prossimo quando si voterà a Bologna potrebbe esser l’occasione per provare a immettere nel dibattito politico un punto di vista più prossimo alle reali esigenze dei cittadini. Per questo,bisognerà dire dei no. Si tratta solo di vedere (e qui quasi sempre casca l’asino), se i bolognesi, ormai da anni bombardati da metro, sopraelevate, passanti e così via, sapranno e vorranno indentificare un’altra idea di città. C’è un buon senso comune duro a morire: se arrivano i soldi per fare una metropolitana perchè rinunciarci? Bisogna andare controccorente su questo punto , per esempio. E dire , teneteveli i soldi se debbono servire a mettere sottosopra una città che di tutto ha bisogno ma non di esser seppellita da una servitù eterna sol per far guadagnare i soliti noti. Probabile che un tal discorso sarà bollato come radicale, estremista, velleitario (perchè così va il mondo) e cosi via bollando. Ma conviene comunque farlo. Anche a futura memoria. Quando quelli più giovani di noi si accorgeranno che queste scelte, compiute oggi, condizionano pesantemente la loro concreta qualità della vita.

  35. maurozani Says:

    Caro Sergio,
    difficile forzare volontaristicamente gli eventi.Indipendentemente da ciò che io te e molti altri pensiamo del PD, resta (è questo il mio punto) che, come ha scritto Salvadori ieri su Repubblica, questo partito è oggi la spina dorsale dell’opposizione in Italia. Spina dorsale è forse eccessivo, te lo concedo. E me lo concedo. Avendo parlato una volta di partito disossato, prendendo in prestito un termine usato da Sartori. Tuttavia continua a passare dentro un auspicabile “rivolgimento” nel PD la possibilità di costruire una nuova sinistra. E ciò perchè fino ad ora tutti i tentativi di aggregare a sinistra del PD qualcosa di significativo, alla tedesca o alla francese, si son risolti in un nulla di fatto. Quindi siamo in apnea, Sì. Resta che il PD, come dicono gli inglesi, is not my cup of the.
    PS. Le cose tuttavia possono cambiare entro la devastantre caduta di Berlusconi. Può anche essere che si liberino forze un pò ovunque entro il 2013 , ma anche prima . In quel caso si aprono scenari inediti e nuove possibilità. Per intanto il signor B. Tiene prigioniere anche le forze migliori entro il PD.

  36. sergio caserta Says:

    buondì, sembra che i risultati francesi facciano pendere ancor di più l’ago per lo sbocco di una forza incisiva alla sinistra del centrosinistra, non vorrei caro Mauro che l’ostalgia come la chiamano i tedeschi di quel che non c’è più ci facesse restare imbambolati ad aspettare il materializzarsi di un sogno, quel che è stato non è più e sarebbe un imperdonabile errore pensare di rescuscitarlo ( so che non la tua idea) , però questo macerarsi perche nel PD torni a prevalere una spinta a sinistra, mi sembra che faccia perdere solo tempo prezioso, la vicenda delle Puglie dovrebbe pur insegnare qualcosa, lì è stato Vendola con le sue capacità ed i, suo carisma, acapovolgere i rapporti di forza ( almeno per il momento) perchè a Bologna ed in Emilia non dovrebbe essere un progetto collettivo di rivivificazione dello spirito autenticamente “riformista del fare” a muovere la riaggregazione di forze individuali e collettive reali oggi sparse come foglie al vento? francamente rinuncio a capire.

  37. maurozani Says:

    Caro Sergio,
    Io non mi macero affatto. Prendo atto con il necessario disincanto dello stato di fatto. Il PD ha rifiutato (con Veltroni) apertamente e , va detto (sempre con Veltroni) onestamente, di ricostruire una nuova e grande sinistra in Italia. Secondo il gruppo dirigente del PD, lo stesso socialismo europeo non è altro che un cane morto, alla deriva nella nuova storia del XXI secolo. Fino a qui ci siamo? Sì, immagino.Il problema , tuo e mio e di molti altri risiede nel fatto che la maggioranza di coloro che si sono identificati nella sinistra italiana ritengono valida l’ipotesi di centro-centro-centro- sinistra(pallida) dell’attuale PD. Dubito che il settarismo di partito che è stato subito un tratto caratterizzante e tipico del PD riconosca adesso, con la vittoria dei socialisti in Francia, che forse l’analisi sulla morte del socialismo era sommaria, puerile, provinciale e alla fine del tutto sbagliata. L’altro corno del problema è che a sinistra io vedo solo forze sparse che coltivano l’orticello della loro piccola rendita di posizione ai margini del PD. E ciò è particolarissimamente vero in Emilia-Romagna. Magari secondo quello che tu chiami “lo spirito riformista del fare”. Quanto a Vendola . Si tratta di un vero e proprio fenomeno. D’intelligenza e di capacità (tattica) di combattimento sul terreno. Ma non è un fenomeno replicabile. Per questa ed altre ragioni io continuo a pensare che senza un big bang nel PD è molto difficile se non proibitivo riaggregare forze a sinistra.In più son convinto (almeno al momento) che con la caduta di Berlusconi nel PD qualcosa dovrà pur avvenire. Si libereranno forze. Si sarà tutti in un altro mondo. Allora forse si riaprirà la partita della sinistra. Che comunque, checchè ne pensino i democratici, è destinata a rivivere anche in questo secolo. Sussistendo ed anzi incrementandosi le ragioni sociali che ne costituiscono la base materiale e ideale.

    PS. Naturalmente in me non c’è nessuna sottovalutazione , nè tampoco scarsa considerazione per quanti, come te, stanno in campo in queste difficili condizioni.Solo, io la mia parte l’ho fatta.Pur sempre perdendo. Anche quando si riteneva generalmente il contrario,(quando combattevo ero capace anch’io di nasconder le ferite). Adesso, questa mia piccola attività di blogger, vagamente anarchico, mi basta. Credo pur sempre(egoicamente) nella forza delle parole. E persino del pensiero. E, infine, a te e a persone come te, devo anche un ulteriore sprazzo di verità: la sola idea di rimettermi a partecipare a lunghe riunioni “interne” mi fa venire l’orticaria. Negli ultimi tempi (anni) se n’erano accorti quasi tutti.

  38. paolo galletti Says:

    la vicenda francese mi spinge ad una riflessione.
    In Italia non c’è solo il problema di una sinistra europea ( che manca),ma anche il problema di verdi o ecologisti europei ( che oggi mancano).
    Avendo avuto la fortuna di partecipare, nei primi anni ottanta alla creazione dei verdi italiani e di aver contribuito a portarli nell’alleanza dei progressisti e poi del primo ulivo non posso che esternare anche in questo anarchico blog il dolore per la progressiva distruzione dei verdi italiani (soprattutto a partire dal 2001, ma le premesse c’erano già nel 90 con l’ingresso di Rutelli e Ronchi) prima omologati al sistema partitico e poi auto reclusi nella riserva indiana di Bertinotti e per di più guidati
    da Pecoraro e Francescato,pessimo esempio di politicanti di bassissimo livello.
    Si oscillava tra estremismo parolaio e accordi al ribasso per un mediocre ceto politico.
    Fortunatamente oggi quel che rimane dei verdi lavora per una costituente ecologista anche in Italia, sul modello europeo.
    Concordo sul fatto che la fine di Berlusconi libererà forze, io credo anche per costruire dal basso una seria rappresentanza politica dell’ecologismo anche in Italia.
    Visto che l’ecologismo esiste nella società italiana ma non è rappresentato adeguatamente in politica.
    Da ultimo: le alleanze.
    Contribuire a distruggere i propri alleati (competitori su un progetto di società) è stata una specialità del pds,ds pd.
    A Bologna Vitali escluse i Verdi dalla Giunta dopo che con il 5,qualcosa gli avevano permesso di vincere al primo turno.
    Veltroni ha preferito di Pietro e lo ha salvato, lasciando i Verdi a Bertinotti
    (Ovviamente la prima colpa è dei Verdi di Pecoraro).
    Insomma oggi in europa nessun partito della sinistra può vincere da solo
    (mi astengo sugli inglesi):le alleanze sono necessarie, ma soprattutto se vogliamo dei governi adatti ai tempi la questione ecologista è ineludibile
    Un rapporto di confronto anche duro con gli ecologisti è inevitabile.
    (Proporre di aumentare i consumi tal quali per rilanciare l’economia non è oggi una proposta accettabile nè tantomeno di sinistra.)
    Ma in Italia ci siamo fatti mancare anche questo.
    Così scorazzano Grillo e Di Pietro.
    Anch’essi frutti bacati del berlusconismo e della mancanza di orizzonti europei nella sinistra e negli ecologisti.

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