Ciao, ciao..la politica

Proposta bocciata. Senza appello. Non si accetta il confronto. Chi ritiene che Bologna per un lungo periodo di tempo sia stata costretta a divenire una città martire, per ciò ch’essa rappresentava in Italia e in Europa, fa solo “una confusione pazzesca”con il risultato di “stravolgere quel po’ di conoscenza che c’è su certi argomenti”. In chiaro. Si esercita un potere di veto. In nome e per conto delle vittime. Ci si erge, a custodi esclusivi di una conoscenza destinata a divenire esoterica. Chiusa nel suo specialistico isolamento. Va da sé che “certi argomenti” non sono alla portata di tutti.
Con tutto il rispetto per Paolo Bolognesi, cui va il merito di aver proseguito , in condizioni sempre difficili, la lunga battaglia per verità e giustizia è proprio la necessità di non confinare questa “conoscenza” entro limiti sempre più angusti che mi ha spinto ad avanzare una semplice idea. Fermo restando che altre, potranno esser senz’altro considerate più utili e valide.
Non si tratta di svuotare e fuorviare il ricordo. Tale è l’accusa che viene avanzata. Semmai di riconoscere, in eventi tra loro diversi succedutisi a Bologna, per oltre un trentennio un tratto comune. Non c’è un solido filo rosso seguendo il quale tutto viene in chiaro. Non c’è stato un unico complotto ai danni di Bologna. Ma bisogna esser del tutto ciechi per non rintracciare ad occhio nudo il contesto storico che ha caratterizzato su molti piani (politico, culturale, sociale, ideologico) un tormentato, aspro e sanguinoso passaggio d’epoca.
Entro questa transizione non è improbo intuire e poi arrivare persino a comprendere il senso di un accanimento tanto feroce, quanto ripetuto, su di una città come Bologna.
Piegare un’intera comunità di cittadini. Normalizzarla ad ogni costo. Anche con il ricorso all’arma estrema del terrore e della paura. Insinuare e diffondere il dubbio che, da un certo punto in poi, il pericolo aggiunto del vivere a Bologna , era conseguenza diretta di quell’orgogliosa diversità di cui si sentivano partecipi ampi strati di cittadini.
Non penso, con quel “muro”, di rivendicare la passata diversità. Solo di mettere la memoria al servizio di una idea ,di un progetto di città nuova. I mattoni di quel muro servirebbero a costruire la base comune per una rinascita civile. Nella milgiore comprensione di una storia che ha legato Bologna all’Italia in un modo particolare. Spesso drammatico. E , nel contempo, a contrapporsi , a fenomeni di imbarbarimento civile proprio sulla soglia di un altro passaggio non indolore. Quello che già si preannuncia con la caduta di Berlusconi.
Su questa base rinnovare la memoria serve a immaginare per tempo e progettare Bologna nei prossimi anni. Un progetto che non può esser lasciato alle pur legittime brame d’imprenditori del ferro e del cemento.
Immagino vi sarà chi pensa che quest’ultima osservazione appaia strumentale. Forzata. Fuori tema. Nulla a che vedere con cerimonie e monumenti.
Sbaglia, credo. L’idea di una comunità di cittadini che riprende in mano il proprio destino, o più verosimilmente cerca almeno d’influenzarlo a proprio vantaggio ha in realtà, molto a che vedere con una città che si rimette, alfine, in cammino. Sulle gambe dei suoi cittadini. I quali pongono anche e proprio la memoria al servizio di un progetto che non può che comprendere un’identità civica rinnovata e aperta all’Europa e al mondo.
Non si tratta dunque di rinunciare. Ma di rendere la memoria più largamente condivisa. Non imbalsamandola in una residuale ripetitività. Farla agire nel presente per influenzare il futuro. E’ ormai urgente e doveroso rilanciare. Su di un più vasto terreno. Nulla andrà perduto se la costruzione di un muro della memoria sarà -e ben potrebbe esserlo- l’occasione per aprire il confronto tra i cittadini sul futuro della loro città. Non ci si piegò sotto i colpi più duri. Adesso è giunta l’ora di fondare, anche su quella resistenza civile, una nuova stagione.

PS. Mi rendo conto che l’argomento è scomodo. Tuttavia ai partiti che hanno sin qui governato Bologna non dovrebbe sfuggire che ,per ragioni politiche e istituzionali, spettava a loro, molto più che al commissario, affrontarlo. Si è preferito invece mandare in avanscoperta la signora Cancellieri per effettuare un piccolo test. Ebbene (notizia dell’ultima ora) il test è fallito. Ognuno continuerà a ricordare separatamente i suoi morti. E la politica è ancora più debole. Ciao, ciao ..la politica.

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7 Risposte to “Ciao, ciao..la politica”

  1. Katia Zanotti Says:

    Caro Mauro,

    sono d’accordo con il Muro della Memoria e con il senso che potrebbe assumere per la comunità bolognese esattamente nei termini che ben descrivi tu.
    Ecco perchè ho provato fastidio leggendo stamane il giornale sulla polemica di Paolo Bolognesi con le altre Associazioni dei familiari riguardo l’avvio di una riflessione per la costruzione di contenuti e forme di una memoria condivisa. Intravedo in questa posizione un sintomo preoccupante di autoreferenzialità, un cattivo germe di cattiva politica che si è introdotto in luoghi che svolgono una funzione straordinaria nel pretendere verità e che agiscono per la conservazione della memoria in tempi cui tutto si consuma a velocità da capogiro.
    E’ troppo chiedere di poter essere coinvolti come cittadine e cittadini su temi che hanno a che fare con sentimenti, ferite, prese di coscienza di una intera comunità raccolta da sempre attorno al dolore non sanabile dei familiari?
    E’ troppo pretendere di potere tenere aperto un confronto anche sulla proposta del Muro, o su altre proposte che potranno emergere?
    O qualcuno ancora una volta si sente di detenere l’esclusiva sulle decisioni, con ciò sottraendosi a una pratica che su temi come questi imporrebbe coinvolgimento, partecipazione e condivisione della comunità dei bolognesi.
    Siccome non ci sono sedi e luoghi per discuterne, abuso Mauro, del tuo blog, per scrivere di questo disappunto, soprattutto perchè mi dispiace che sia il Presidente Paolo Bolognesi, a cui riconosco l’enorme lavoro di questi anni, a chiudere qualsiasi disponibilità al confronto( persino in modo sprezzante sulla proposta del Muro), in nome di cosa ai piu’ non è dato capire. Anche solo per questa mancanza di chiarezza questo arroccamento merita la bocciatura.

    Katia Zanotti

  2. Giovanni Says:

    Caro Mauro, comprendo la tua amarezza ma non potrai certo dirti sorpreso del fin di non ricevere opposto dalla “politica” alla proposta di costruire un monumento alla resistenza contro lo stragismo.
    I politici del nostro tempo, normalmente, non hanno consapevolezza di quel che dicono e di quel che fanno, sono semplicemente ignari.
    L’ignoranza e l’inconsapevolezza certamente non li assolve, ma riduce sensibilmente la loro colpa, anche perché noi avremmo dovuto pretendere in passato qualcosa di più.
    Abbiamo delle responsabilità: la prima è quella di aver lasciato campo libero a persone che volevano soltanto farsi un giro sull’autobus della politica, perché non avevano altra prospettiva esistenziale.
    Paolo Bolognesi, diversamente dai suddetti politici, è persona sensibile ed intelligente, che oggi difende la manifestazione del 2 agosto dall’attacco della signora Cancellieri, preoccupata di salire sul palco e prendersi, anche lei, la razione di fischi che il governo ha sempre meritato.
    Con il tempo i parenti delle vittime e degli eroi civili comprenderanno il senso profondo della tua proposta.
    Oggi voglio sollevare il tuo morale con l’aiuto di Italo Calvino:
    “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”

  3. maurozani Says:

    Caro Giovanni,
    non sono sorpreso, naturalmente. Non dalla politica. Sono invece profondamente colpito (e se non è troppo enfatico, ferito) dalla volgarità e dalla maleducazione di Paolo Bolognesi. Non la presupponevo. Non la sospettavo. Anzi. Tutt’altro.
    Grazie per Calvino. E davvero grazie per aver capito , tra i pochi, il significato autentico della mia proposta.

  4. maurozani Says:

    Dimenticavo. Sì è del tutto vero. Da lungo tempo ormai rifletto sulle responsabilità che abbiamo avuto in passato e sono da queste in qualche modo sempre inseguito. Credevamo di far bene a non far male ad alcuno senza renderci conto che proprio perciò facevamo male a qualcun altro.

  5. maurozani Says:

    @Katia. Alla fine ciò che più colpisce è la totale assenza della politica e dei partiti. Tutti muti come pesci in fondo al barile. Un mutismo che non lascia ben sperare per il futuro di Bologna.

  6. giovanna rizzoli Says:

    Anch’io ho letto le reazioni di Paolo Bolognesi e, data la profonda stima che nutro nei suoi riguardi, sono rimasta spiazzata. Forse, però, noi sappiamo solo quel che riportano i giornali per cui è facile farsi giudizi sbagliati. Mauro Zani si è dato una risposta sul perchè è stata colpita Bologna: io vorrei sentire una risposta non individuale ma collettiva, direi “storica”, condivisa dalla città e dalla nazione. Le nuove proposte sono nate dall’impulso di un’amministrazione Del Bono che non c’è più. Io sono del parere che si dovevano bloccare, in attesa di una nuova amministrazione. Affrontiamo il trentennale con il Governo che amministra la città, quello stesso Governo che non viene più volentieri a Bologna perchè teme la piazza: In questa situazione vogliamo fare i cambiamenti che non abbiamo voluto o saputo affrontare nei 29 anni passati, nonostante la politica locale e nazionale-in molti pensiamo-fosse meglio rappresentata rispetto a quella attuale. Io penso si possano affrontare questi temi quando la città sarà rappresentata da una amministrazione che rappresenti i cittadini bolognesi e non il governo nazionale. Le notizie, le proposte, le critiche ecc. non aiutano. Vorrei fare una proposta semplice per il prossimo 2 agosto: Una catena di persone che abbracci la città ed i parenti, a partire dalla stazione, lungo il portici di Via Indipendenza e intorno al palazzo comunale, che si chiuda dietro il corteo quando questo uscirà dal palazzo e si raccolga alla stazione. Senza nulla togliere alla stima nei confronti del commissario, proporrei di far parlare la città, nella persona di qualcuno che la possa rappresentare dal punto di vista sociale ( uno dei medici che accolsero i feriti, un vigile del fuoco, un insegnante degli istituti locali o dell’università che dica come la scuola vive ed ha vissuto questo tragico evento…) Da una tale figura sarebbe più accettabile l’invito alla piazza all’ascolto del rappresentante del Governo. Ma sarebbe accettabile anche l’invito al rappresentante del Governo ad impegnarsi per concludere le questioni degli indennizzi /
    Sarebbe interessante approfondire anche i motivi, il significato, dei fischi della piazza, ma questo è un altro tema.

  7. Gianni Says:

    Gianni Dice:

    marzo 27, 2010 alle 3:39 pm | Replica
    “Prendo atto che non se ne farà nulla!” Pur essendo di Castelfranco Emilia mi dispiace soprattutto la insensibilità alla tua proposta!!!
    Mi piacerrebbe comunque una tua dichiarzione di voto esplicita oltre al Presidente anche rispetto al partito o movimento o quello che vuoi……….
    Alla fine io mi sono arreso, voterò SEL non perchè ci sia da stare allegri, ma per marcare una differenza dal PD, sperando che che dopo Comunali ed europee, con le regionali finalmente capiscano che o imboccano una strada nuova, a sinistra, dalla parte dei produttori, dei lavoratori, dell’unità o vanno continuamente a sbattere come , senza ricorrere a Marx, Gramsci, diceva Flaiano: «Il calabrone entra nella stanza illuminata, va a battere velocemente contro la lampada, le pareti, i mobili. Rumore secco delle sue zuccate. Dopo un po’ si acquatta per riprendere le forze. Ricomincia contro la lampada, le pareti, i vetri, e daccapo contro la lampada. Infine cade sul tavolo, zampe all’aria, la mattina dopo è secco, leggero, morto. Non ha capito niente, ma non si può dire che non abbia tentato»
    Adesso basta “sbattere”, basta “Boria di partito” caro Pd Svegliati!!!”
    Ciao

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