L’analisi del voto

L’analisi del voto. Sempre stata una specie di incubo. Per me. Non ci so fare con i numeri. Non so manipolarli a dovere. All’epoca del mattarellum ci misi un bel po’ persino per capire il meccanismo dello scorporo. Salvo poi avvalerneme con qualche modesto successo anche nelle sue fraudolente e pur legali, implicazioni. Adesso son diventato di poco più esperto.

Mi risulta comunque che il PD ha perso e che la caduta di Berlusconi è destinata a proseguire nonostante la sua vittoria. Mi risulta che tutte le formazioni più fortemente caratterizzate hanno ottenuto un buon (più o meno) successo. Nell’ordine: Lega, Grillo e, in parte IDV.

Bersani da buon politico d’antan cerca, legittimamente, di ridurre il danno. Enfatizza la crescita sulle europee del suo partito sommando ai voti di lista del PD anche i voti delle liste dei presidenti e delle liste civiche collaterali. Il gioco è fatto. Ma resta difficile spazzar sotto il tappeto un milione e trecentomila voti persi in soli dieci mesi. Ci si può consolare col fatto che il PdL ne ha persi quasi il doppio. Forse. Così come a Bologna ci si può consolare per esser passati dal 40,35 delle europee al 40,97 delle regionali. Forse. Se non ci si cura dei ventimila voti spariti nel frattempo. E se non ci s’accorge dello straordinario risultato bolognese della lista cinque stelle di Grillo. Se si pensa che si tratti di un fuoco di paglia presto destinato ad estinguersi. Opinione che avevo già sentito (e criticato), all’inizio degli anni novanta a proposito del fenomeno leghista.

Ossi di seppia dice Vendola. A proposito dei partiti. “Luoghi pieni di detriti, posti senz’anima”. Esatto. Confermo. Di questo si tratta. Ma non lo dico io. Lo dicono gli italiani che hanno preferito astenersi , non volendo più acconciarsi al ricatto morale del meno peggio (alias voto utile). Dicono: ma i “grillini” hanno fatto perdere la Bresso! No cari miei. La Bresso ha perso perché non ha voluto quei voti. E , del resto, non si può aver tutto dalla vita. O fai una politica o ne fai un’altra. Se perdi non è colpa di chi non apprezza la tua politica. Chi pensa così è solo un arrogante e per di più incapace di assumersi le sue responsabilità. Il problema è sempre e solo quello: il PD resta una costruzione debole e sbiadita. In balìa degli eventi.

E così,quando Bersani va a Sanremo cercando di esibire un’impronta simpaticamente popolana non si rende conto di allargare la distanza che lo separa dalla sensibilità del suo elettorato più critico e soprattutto da un nuovo e giovane elettorato che se ne frega letteralmente di Sanremo e dintorni. Quando poi , a due giorni dal voto, si presenta ai cancelli della FIAT alle cinque del mattino non fa che confermare tale distanza. Ottiene un risultato esattamente opposto a quello che cercava. La corda della propaganda (o del senso di colpa) è troppo scoperta.
Adesso l’errore più grande, dopo aver negato la sconfitta è quello, letale, di accettare, sia pur con cautela e qualche distinguo, l’agenda di Berlusconi.

Si riapre il tormentone delle RIFORME.
Fatta esclusione per quella elettorale (che non si farà) son fermamente contrario alle riforme. Non so di cosa si parli. Le riforme, specie se “grandi”, sempre invocate da tutti son divenute simbolo di una drammatica e colpevole assenza. Di cultura e idealità. Nient’altro che un alibi alla propria impotenza. Le grandi riforme, quando non son fregature sociali, appartengono ormai agli arcana imperii della politica politicante. Al netto del Piano di Rinascita Democratica,nessuno ha idea di cosa esattamente siano le famose riforme. I cittadini non vogliono generiche riforme. Vogliono fatti diversi e nuovi. Comportamenti coerenti. E autentica passione civile e quindi, al caso, altrettanto autentica incazzatura. E’ ora di finirla con sta storia che bisogna sempre e comunque esser propositivi, positivi, ottimisti e dialoganti. Giunti a questo punto i cittadini vogliono dei NO. Sono stanchi delle mezze misure. Solo muovendo da NO, chiari e netti si costruisce nel tempo un’alternativa. Di modello sociale. I cittadini non vogliono una politica che racconti continuamente sé stessa. Vogliono poter identificarsi, dopo molti lustri, in una nuova narrazione. In un dover essere. In una storia , come si dice adesso. In un’ idea di società come si diceva un tempo ,nella quale aver finalmente posto. Dignitosamente.
Ma non c’è nulla di tutto questo. Non c’è convinzione nelle proprie idee. E lo si scorge a occhio nudo. Dunque si può passare una vita a concionare dentro la televisione ma non si potrà trasmettere una convinzione che non si possiede. Non si convince. Quindi non si vince. Tale è la mia sommaria, rabbiosa e convinta analisi del voto.

PS. A riprova della necessità di alzare un aspro muro di NO ,vedo su facebook una foto significativa. La Polverini attorniata dai maggiorenti del suo partito si esibisce in un saluto romano per festeggiare la vittoria. E “noi” abbiamo timore di dire i nostri , sacrosanti no?

Annunci

19 Risposte to “L’analisi del voto”

  1. Claudio Borgatti Says:

    … ancora una volta: “ben scavato, vecchia talpa”. Provo invidia di come riesci a scrivere/descrivere quello che provo e penso.

  2. lucagrasselli Says:

    Oi.

  3. roberto Says:

    Caro Zani, con tanta lucidità (e passione) trovo incredibile che tu sia solo.
    Se e quando intendi battere un colpo, io ci sono.
    Per l’anedottica: più o meno per le stesse ragioni, anche se per soggetti diversi nell’ultimo anno ho contattato uffici regionali omologhi in Toscana, in Lombardia, e in via Aldo Moro. In Toscana mi riceve il dirigente del servizio, si era studiato le carte, mi ha segnalato persone e strutture per favorire il buon fine. In Lombardia a fronte di un contenzioso ho trovato grande disponibilità e collaborazione totale della funzionaria per una favorevole risoluzione del problema. In Emilia Romagna c’era funzionario spocchioso e verboso a difendere burocraticamente procedimenti valutativi sbrigativi e poco trasparenti.
    Dieci anni fa la situazione era invertita.

  4. maurozani Says:

    Caro Roberto, è che a volte penso di tirar calci al vento. Non batterò davvero un colpo finchè non sarò sicuro di non trascinare altri nella mia condizione di solitudine.

  5. Gianni Says:

    Che devo dire avevi ragione prima delle elezioni, quando è scoppiato il pasticcio Bologna e nella tua analisi del voto ora!
    In più è veramente insopportabile, disgustoso il dibattito che si è aperto nel PD da Veltroni (è inutile che pensi di portare l’Africa in Italia per sentirsi coerente………. ci vada Lui) a d’Alema a Castagnetti e Fioroni “non minacciamo lo scioglimento però……”, ai parlamentari del “bisogna cambiare passo”, che squallore ma qualcuno suggerisca di iniziare il ragionamento con un chiaro”è da un pò di tempo che perdiamo di brutto cosa possiamo fare? Quali settori della società dobbiamo ascoltare? chi vogliamo rappresentare? Forse è ora di lasciare venire avanti le seconde file dei dirigenti, ma ci sono?ecc.
    A sinistra del PD non si stà meglio (mi chiedo se in Puglia non c’era la poli Bortone che cosa sarebbe successo? o poi tanto di cappello và benissimo così), anzi escludendo qualche “Testa pensante” (pochissime) che sul territorio ha messo delle “antenne giovani “, siamo tornati alla preistoria, tanto per non farci mancare niente….
    Ciao Gianni

  6. paolo galletti Says:

    Impeccabile l’analisi.
    Finalmente un NO alle RIFORME. Insostenibili e indigeribili.Basta. Abbiamo già dato con la bicamerale.
    E cosa pensi del federalismo? Mi puzza di trappola leghista.
    L’unica da riformare è l’ignobile legge elettorale che costruisce un parlamento di nominati.
    La politica italiana manca di forti identità europee.
    Tranne la LEGA, destra estrema che nessuno combatte culturalmente.
    Grillo copre il vuoto di un ecologismo europeo che manca oggi in Italia
    Sulle identità europee ho scritto il 39 commento al tuo post “marzo è il mese più crudele”: forse ti è sfuggito… mi piacerebbe un tuo parere
    Paolo Galletti
    irriducibile verde europeo

  7. maurozani Says:

    @Paolo. Sì, in effetti mi era sfuggito. Per il resto so da gran tempo che tu sei un verde irriducibile e un pochino “fondamentalista”. Cioè coerente e rigoroso. Una pasta assai diversa dai vari pecorari: gente senz’arte nè parte. E per questo mi son sempre trovato bene a discutere con te. E per questo tu hai pagato i tuoi prezzi alla coerenza. Ma procedo con ordine.
    Il federalismo. Tralascio l’imprecisione del termine, ormai irrimediabilmente di uso comune. Conta ri-formare il rapporto tra Stato centrale e autonomie locali e regionali. Questo è il mio federalismo . Da sempre.Vogliamo rilanciare e rinnovare un modello sociale a partir dall’ER ? Credo di sì. Bene . Allora bisogna compartecipare al gettito fiscale in larga autonomia e piena responsabilità. E’ un punto che non va lasciato assolutamente alla Lega. Un tempo la disponibilità di risorse locali si contrattava con successo col governo della DC. Ciò permetteva al modello emiliano di esistere e alla DC di star tranquilla nel governo nazionale. Adesso(per la verità da almeno 5 lustri) bisogna procedere in altro modo. Altrimenti succede quel che succede. Ti danno soldi sol per fare determinate politiche, generalmente infrastrutturali. Vedi metro a Bologna. E magari la gente fa fatica a capirti se tu li rifiuti perchè vuoi fare altre e diverse politiche. Da qui la necessità vitale dell’autonomia finanziaria. Se sei col laccio al collo difficilmente potrai lavorare sulla green economy. Questi vogliono far grandi affari col nucleare anche corrompendo le comunità locali desiderose di risorse aggiuntive. Se prendi una centrale ti riempiono di soldi. O anche se fai un’altro grande affare nel campo del ferrocemento.Ergo il federalismo fiscale va bene, a patto che non sia un trucco , come sembra essere attualmente quello proclamato dalla Lega. La Lega su questo punto va snidata. Deve venire giù dal pero “simbolico” per atterrare sul concreto dell’organizzazione di un diverso rapporto tra stato nazionale e Regioni.
    Quanto all’ecologismo europeo. Mi piacerebbe che Bologna diventasse una città leader in Europa nel campo delle tecnologie ambientali, a partire dal settore dell’energia. Per questo bisogna mettersi di traverso a tutta quella fitta serie di depistanti e ridondanti progetti trasportistici sotto cui si vuol seppellire e indebitare la città. Rompere la camicia di forza , appunto.
    vabbè, alla prossima

  8. paolo galletti Says:

    ottimo e abbondante il chiarimento sul federalismo:stanare la Lega ( che è un partito centralista) e usarlo per fare la vera green economy.
    Perfetto programma per un inedito ed entusiamante centrosistra bolognese.
    Ma chi combatte culturalmente e politicamente la Lega?
    Sono esterrefatto per incredibili riconoscimenti da parte di esponenti del centrosinistra del leghismo rezionario e capillare nel coltivare le paure del popolo ….
    Quanto al ferrocemento da contrastare :evviva ,hai ragione.
    Ma perchè invece chi comanda non vede altro, perdendo occasioni su occasioni?
    Per favore questi ignari ed ignavi laudatori dei tempi andati ,che hanno riempito di cemento una parte della nostra regione grande come l’intera provincia di Ravenna,mandiamoli a casa. A studiare i fondamentali
    di una soscietà sostenibile
    Rispetto poi alla nuova narrazione o racconto di un futuro auspicabile o modello di società che dir si voglia,la sinistra una volta ne aveva tanti con varie sfumature, dalla svezia all’albania…passando per l’emilia romagna.
    Oggi ci sono i tre ideali della rivoluzione francese,che bastano e avanzano…ovviamente declinati col linguaggio di oggi.
    Ci son Gandhi e Nelson Mandela.. e tanti altri.
    Certo se il racconto è solo l’economia e le piccole imprese e quelle grandi e i conti dello stato ( cose serie per carità) non andiamo molto in là, nemmeno se aggiungiamo i cassintegrati,i disoccupati,i precari( e demagogie santoriane varie).
    Cose sacrosante ma la politica ha inevitabilmente a che fare con la vita
    ed il suo senso, al sua direzione, il sentirsi parte di…
    E’ proprio qui che serve una identità.
    Una identità evoluta ,non regressiva o addirittura finta (la padania),ma una identità serve..
    Il lavoro sì,i reddito certamente, ma quale lavoro e quale vita sociale?
    E qui casca il centrosinistra in Italia.
    Per me la riconciliazione tra specie umana e pianeta terra,superando gli orrori dell’industrialismo, ma usando le scienze e le tecniche per rimettere gli esseri umani in equilibrio con la natura,è un nuovo orizzonte che mobilita
    persone ovunque nel mondo.
    Vivere meglio con meno merci ma più qualità e beni necessari..
    Vivere liberi dal consumismo…
    Ridefinire la produzione ( la green economy)
    Ormai tanti sognano e cantano questo sogno.
    E tanti si sbattono ogni giorno nei gas o nei mercati bio ,slow food o energie solari.,nei campi bio e anche nelle nuove officine dove costruiscono le pompe solari per i Paesi privi di reti elettriche….
    A Bologna ci sono tre mercati settimanali di produttori biologici…
    In Italia la politica non lo considera ancora,questo sogno, per il peso che ha.
    Questione di, poco ,tempo

  9. maurozani Says:

    1789 appunto. Lì è nata la sinistra. Solo che adesso si vuol risalire indietro al 4 luglio del 1776. Si considera la sinistra una categoria desueta. E’ la gran balla inventata dai liberisti con la collaborazione di quel gran bugiardo di Tony Blair. Per conto mio senza una visione del mondo che ponga al centro la grande questione della giustizia sociale non ci sarà alcuna riconciliazione tra la specie umana e la natura. Nè green economy, nè altro ancora. Un’identità nuova ed evoluta deve cercarsi su questo terreno.

    • paolo galletti Says:

      Mauro,ti rileggo dopo pasqua.
      Bologna inizio anni ottanta:dibattito all’aula ciamician con Ingrao,Langer,Laura Conti ed il sottoscritto sul rosso e il verde (allora nascente). La contraddizione ecologista è oggi quella principale perchè riguarda le cause prima della vita della specie umana sul pianeta. Fine anni settanta Milano: Rudolf Bahro,ex comunista democratico della Germania Est,diventato verde :la coscienza di specie oggi è necessaria.
      Non la faccio lunga ma sarebbe bello approfondire…
      Di qui nasce l’essere verde…poi c’è la giustizia sociale,la libertà.
      Ma oggi la fraternità è anche preoccuparsi della nostra specie..

  10. Guglielmo Says:

    Ciao Mauro,

    Se mi permetto di darti del tu, pur non conoscendoti personalmente, è soltanto perchè il mezzo lo richiede. Spero che la confidenza non sia scambiata per mancanza di rispetto.

    Trovo la tua analisi interessante. La conclusione, interessante anch’essa, mi sembra però poco propositiva: dopo che si è detto no, che si fa? Che istanze si portano avanti? Perchè alla fine è lì che si consuma la distanza tra i partiti e l’elettorato.
    Ecco: le formazioni giustamente chiamate “caratterizzate” non hanno paura a esprimere chiaramente queste istanze, anche a rischio di essere tacciate di populismo.
    Ad esempio: parli giustamente di giustizia sociale, ma la generica giustizia sociale è un concetto astratto. Come? Più servizi? Un fisco con maggiori funzioni redistributive? In pratica cosa? La ridefinizione delle regole del mercato del lavoro? O la riduzione della forchetta? Se sì in che modo? Etc etc.
    E’ soltanto un esempio, scusami la semplificazione, ma credo sia di questo che si parla.

    La semplificazione può poi sfociare nella demagogia, certo. Ma parlare di acqua pubblica, ad esempio, come fanno Vendola e Grillo, non è demagogia. Scorretto, e aggiungo sbagliato, è stato l’identificarli come demaoghi, errore dal quale tu mi sembri esente, ma non i tuoi compagni di partito.

    Io credo che le ragioni del fallimento siano sotto gli occhi di tutti: a partire a Bologna dalla candidatura di Del Bono, candidatura “inopportuna” ancora prima dello scandalo. Anche dal punto di vista meramente amministrativo, non si può non vedere il clima a cui si è ormai giunti in città, clima che non ci differenzia più da nessun’altra grande città italiana, purtroppo.

    Le istanze che vuole la gente, sono ormai chiaramente espresse. Anche attraverso l’ultimo voto.
    A te, ma soprattutto ai tuoi colleghi, ovvero alla politica tutta, decidere: ignorarle o magari abdicare a eredi già designati; oppure raccoglierle, e fornire una valvola di sfogo a questa voglia di rinnovamento che una parte della società civile domanda.
    Il rischio, lo sai meglio di me, è l’asfissia sociale, politica, morale, e infine la decadenza del paese. O della città, a seconda della scala utilizzata.

    Concludo dicendo che se mi permetto queste irrispettose osservazioni, non è per volerti addossare una qualsivoglia responsabilità (anche se qualcuna, forse, ce l’hai anche tu): è soltanto per la sensazione di aver raccolto, tra le tue parole, un vero interesse alle istanze che questo voto sembra esprimere. La mancanza di nicotina (ho smesso da 17 giorni) ha fatto il resto.

    Con critico rispetto e grande interesse.

    Guglielmo

  11. katia zanotti Says:

    Caro Mauro,

    Non è questione di trascinare, è che tante e tanti altri nelle tua stessa situazione di solitudine ci sono già. E’ che di quelle percentuali di astensionismo in aumento poderoso anche qui in Emilia Romagna se ne parla e se ne legge in attesa dei risultati, poi sono fuori argomento. E’che questo sistema dei partiti, anch’io condividendo Vendola, è irriformabile. E’ che il PD dovrebbe produrre una scossa, ma la sua ragione sociale lo inchioda al nulla e non è più dotato di personale umano sia maschile che femminile credibile e autorevole. E’ che l’UDC quando si allea con al destra fa vincere la destra, quando si allea con il centro sinistra fa perdere il centro sinistra. E’ che la sinistra a sinistra del PD rimane frantumata e anch’essa politicamente inchiodata alla irrilevanza. C’è il “miracolo” Vendola in Puglia, ma si è fermato li. Insomma anche queste elezioni sono un vero e deprimente disastro che si somma ai precedenti. E adesso, mentre scrivo, la radio annuncia che Cota in Piemonte e Zaia nel Veneto proibiscono l’uso della Pillola RU486 e il Vaticano apprezza. Non frequentando le piazze virtuali di internet per mio analfabetismo, mi sfuggiranno infinite prese di posizione; non ho visto tuttavia piazze reali nè tantomeno reazioni convincenti contro la potente invasione politica dei vescovi pochi giorni prima delle elezioni regionali. 40 milioni di italiani sono governati nelle loro regioni dal centro destra, ma il PD continuerà a tenere lo stesso inconsitente profilo su tante questioni, comprese queste della laicità.I No netti sono al momento consegnati alle nostre personali indignazioni. Al momento, ma il futuro prossimo è complicato assai.

  12. roberto Says:

    Non credo che nel PD non ci sia più personale umano credibile e autorevole (e aggiungerei generoso). Certo sarebbe necessario utilizzarlo, piuttosto che lasciarlo emarginare dai soliti giri di Dalemiani, Veltroniani, Franceschiniani e compagnia, che sela cantano e cela cantano da vent’anni, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
    Penso ad es. a Mumolo, conosciuto solo per il suo impegno sociale, che ha ottenuto un numero inatteso di preferenze, forse rompendo qualche uova nel paniere.
    Anche da Errani dovrebbe venire una scossa, è per questo che ha avuto il mio voto, nonostante il terzo mandato.

  13. maurozani Says:

    Caro Guglielmo, anzitutto t’invidio assai. Per aver smesso di fumare. Ci provo da una vita ..non ci riesco..ancora. vabbè. Sul resto hai ragione.Non vedo disaccordo.Quando parlo di formazioni “caratterizzate” è ovvio che mi riferisco ad altre che tali non sono. Non credo affatto che la causa dell’acqua pubblica sia cosa demagogica. Anzi è cosa giusta, doverosa e necessaria. Altro che demagogia. Quanto ai miei compagni di parttito. Al momento non ne ho. Non avendo aderito nè al PD nè ad altri partiti. Anche per ciò posso permettermi da privato cittadino di esprimere giudizi, abbozzare analisi (parolona) , insomma di dire la mia senza aver sempre l’onore positivo e costruttivo di indicare soluzioni. Dopo lunga esperienza politica sempre “costruttiva” son convinto della necessità assoluta di dire dei NO. Muovendo da questi viene anche il resto.
    Quanto alle responsabilità pregresse. Forse , nel bene e nel male, nel grande e nel piccolo, ne abbiamo tutti. Io più di altri. Certo.

  14. maurozani Says:

    @Roberto. Certo nel PD ci sono ottime persone , oneste e generose. Vorrei vedere. Quanto alla scossa..invece è tutto da vedere.
    @Katia. Solitudine e l’esser soli. Ciascuno la vive a modo suo. Questo , elettronico , è il mio modo . Tutt’altro che originale peraltro. E, peraltro, mi mette in comunicazione con altri diversi da me. Lo trovo interessante e persino stimolante. Molto più di quelle due o trecentomila riunioni di partito che ho frequentato nella mia vita passata e di cui peraltro non mi pento. Quanto al futuro, a questo punto è in grembo agli dei…

    • Piero Locatelli Says:

      Certo che il federalismo è, nel bene e nel male, l’idea forte degli ultimi anni.
      Se nelle nostre regioni il PC era un pò la SVP emiliana, toscana, ecc. perchè davvero non spingere a fondo e con convinzione su questo tema.
      Staniamo la lega e promuoviamo davvero un modello regionale.
      Solidarietà e rigore.
      Sviluppo e laicità.
      Cultura e ambiente.
      Se ha da essere riserva indiana, che lo sia ma almeno che ce la amministriamo noi.
      Hai letto l’intervento del governatore Toscano Rossi nei confronti dei vertici PD romani?
      In fondo anche i bolognesi, se debbono sbagliare, possono farlo da soli …

  15. maurozani Says:

    Non c’è alcun dubbio per me (fin dall’inizio degli anni novanta) sulla necessità di confrontarsi col cosiddetto federalismo. Perchè mai le regioni e i comuni non dovrebbero compartecipare al gettito dell’IVA e dell’Irpef ad esempio? Naturalmente entro una visione nazionale e solidale con chi ha minor reddito e dunque gettito. D’altro canto in ER da sempre si è sostenuta la causa delle autonomie locali e su questa si sono costruite in gran parte le fortune di un modello di governo locale. Inoltre , accettando il confronto con la Lega si fa presto a dimostrare che da quando Bossi è ministro delle riforme, la situazione è molto peggiorata per gli enti locali. Oggi bisogna andar a chieder risorse allo stato centrale col cappello in mano. I leghisti mentono sapendo di mentire. Solo che nessuno lo sa dire con la forza dei dati basati sui fatti.

  16. maurozani Says:

    @Paolo. Mi conosci abbastanza da sapere che se apriamo un dibattito su cosa viene prima tra “contraddizione ecologista” e giustizia sociale o contraddizione di classe non la finiamo più. Io non mollo. Tu neppure. Dunque accontentiamoci di esser diversi ma oggettivamente (termine antico quest’ultimo) connessi e alleati. Ciao
    PS. Se il PD non fosse nato morto potremmo benissimo stare nello stesso partito , credo con reciproco agio.

  17. paolo galletti Says:

    caro mauro,
    accetto la tregua teorica (provvisoria).
    Siamo connessi ed oggettivamente alleati: esatto.
    Ma che fare? ( titolo ripreso anche da un ottimo libro di Cohn Bendit tradotto in Italiano).
    LA FATICA è TUTTA QUI! Tra una sinistra vetero ed un ecologismo che stenta.
    Insomma almeno qui vediamo un orizzonte
    ciao
    Paolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: