Il governo dei VIP

Il Presidente di Ducati Energia, Guidalberto Guidi aderisce all’appello Di Guazzaloca il quale ha invocato un “governo dei migliori” per risolvere la crisi di Bologna: “potremmo fare gli advisor, della città”. Mah. Con tutta la dovuta considerazione per le personalità chiamate in campo nominativamente da Guazzaloca , per le loro indubbie competenze, capacità e, non da ultimo, redditi, temo che le finanze municipali verrebbero sottoposte ad un robusto stress volendo assumere , una così pletorica e qualificata squadra di consulenti. Dato che i consulenti di solito si pagano. Non è vero? Del resto non si tratta di gente qualunque. Come dice bene Guidi: “ sono persone che girano per il mondo”. Mica tra Casalecchio e Galliera.

Ma non voglio apparir meschino. Anche per come li ho conosciuti in passato,so bene che ai VIP in questione non si può neppur proporre un normale rapporto di consulenza. Rifiuterebbero con giusto e motivato sdegno la sola idea di svolgere un’attività remunerata al servizio della loro città. Ed è proprio qui un primo aspetto critico della faccenda.

Se gli advisor non li paghi, non sono tenuti a lavorare seguendo le direttive promananti da un progetto di governo ideato dall’autorità politica. Si apre un problema di non facile soluzione. A meno che , i super-consulenti, non vadano a costituire essi stessi e direttamente il governo della città. In tal caso però dovrebbero sottoporsi preventivamente all’ordalia elettorale. E con tutto il rispetto per cotanta massa critica composta d’intelligenza, provata capacità e sperimentata esperienza, dubito che alcuno, tra questi, sarebbe disposto a tenzonare in una sporca e sanguinosa mischia elettorale. E’ un sacrificio che non gli possiamo chiedere.
Resta in campo solo l’ipotesi di una sorta di governo ombra. I migliori vengono chiamati, in seconda istanza , a prendere in mano le sorti della città in crisi, come medici al capezzale di un malato. La politica accetta, (pro-tempore?) quest’ultimo ruolo.

Lasciando da parte- sempre per non apparir meschino- un eventuale conflitto d’interesse, che pure non è difficile perscrutare, quest’ultima ipotesi oltre che alquanto nociva sotto il profilo democratico è comunque fuorviante rispetto alla crisi di Bologna, che è crisi della politica e di classi dirigenti.

Dunque il governo dei migliori che l’ex sindaco ,solo parzialmente civico, ha anche declinato come “governo di salute pubblica”, non farebbe  che sancire lo scacco della politica e ,nella situazione data, in primo luogo del PD.

Altra e ben diversa strada è quella tracciata da Guido Fanti, che ha molti punti in comune con l’idea di una sinistra civica sotto il simbolo delle Due Torri che avanzai a suo tempo( vedi i post del febbraio scorso).
Dice Guido che :“I partiti oggi non sono interlocutori, se non si svegliano muoiono e le Due Torri debbono vivere”. In buona sostanza Fanti cerca un rilancio della politica. Con o senza il PD. Mi sembra l’unica possibilità, per non consegnare la città ad un governo di advisor tanto disinteressati quanto costituiti in robusti interessi.

In tal contesto, partire dal programma è sempre buona regola. Con un’avvertenza. Al punto in cui son giunte le cose, anche gli interessi costituiti nel centrosinistra sono in discussione. Necessariamente. Se si vuole “concentrare l’attenzione e la mobilitazione attorno ai grandi temi dello sviluppo di Bologna” come spiega Fanti, non è più sufficiente (e non lo è più da tempo) far leva su referenti sociali ed economici tradizionali. La “fabbrica del fare chiusa nel secolo scorso” non può esser riaperta sic et simpliciter. La stessa nozione di società civile va recuperata su di un piano ormai diverso da quello relativo ai corpi sociali intermedi organizzati in categorie ben definite. Non la faccio lunga. Dico solo che anche dalle ultime elezioni ne esce confermata una fluidità trasversale di umori e comportamenti difficili da incasellare. Tanto per dire, di quante divisioni (elettorali) ormai dispongono talune organizzazioni sociali? Sommariamente, anche da qui bisognerebbe muovere per lavorare ad un programma di governo.

(continua)

Annunci

Una Risposta to “Il governo dei VIP”

  1. Roberto Says:

    C’è una tradizione a sinistra di consulenti “non pagati”.
    Angelo Rovati (in lista d’attesa dal 1999 almeno, con la Bartolini), consigliere politico ed economico (!) di Prodi a Palazzo Ghigi.
    Certamente con più titoli del brasseur d’affaires Rovati, l’ing. Michellone (ex Centro Ricerche Fiat) e l’ing. Pistorio (ex ST e finito poi alla presidenza di Telecom) consulenti non pagati di Bersani nello stesso governo, come capiprogetto di Industria 2015. Nelle varie concertazioni hanno impiegato più di un anno per definire le linee guida. Circa il tempo della durata del governo.
    Industria 2015 ricalcava molto da vicino il “Progetto Beffa” francese (da Jean-Luis Beffa presidente -credo- della Saint Gobain) che nel giro di 3 mesi (30 Settembre 2004/15 Gennaio 2005), circondandosi di uno stretto gruppo di consulenti retribuiti ha prodotto un piano per sviluppo della competitività nazionale (Pour une nouvelle politique industrielle) divenuto prontamente operativo: nel primo anno erano stati finanziati progetti per 2 miliardi di euro.
    E sufficiente allungare lo sguardo “oltre Casalecchio e Galliera” per rinvenire buone pratiche, anche senza troppi VIP nostrani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: