Guanti bianchi

E così il capogruppo dei senatori del Pd non era neppur informato/a dell’iniziativa dei suoi nella commissione affari costituzionali. Può succedere. E già avvenuto altre volte.
Dunque per capire il significato dello svarione corrispondente all’emendamento, repentinamente ritirato, bisogna rifarsi alle motivazione del suo estensore.
Si tratta del professor Stefano Ceccanti. Persona per bene sulla quale non può esser gettata alcun ombra in relazione alla volontà di un possibile inciucio.

Eppure, ribadisco, quell’emendamento prestava il fianco ad ogni sorta di sospetti. Compreso il peggiore. Vuoi (sottinteso perché ne hai bisogno) l’immunità penale totale per il Presidente della Repubblica? Bene. Allora stai dentro la logica del lodo Alfano, per di più costituzionalizzato. Una mano lava l’altra. Solo che Napolitano le mani le ha pulite! E il PD non può non saperlo. Dunque perché tutto questo casino?

Prova a spiegarlo, a sua discolpa, Ceccanti oggi, su “Il Fatto Quotidiano”.
Chiedendo venia per la rozza sintesi, riassumo con parole mie.

Secondo Ceccanti , un’opposizione parlamentare deve sempre e in ogni caso assumere un profilo riformistico nei confronti di qualsiasi provvedimento di legge presentato dalla maggioranza di governo. Per cui nessuna battaglia di bandiera (o di principio) , né bastano emendamenti solo soppressivi, ma impegno allo stremo per migliorare perseguendo la logica del “male minore” che il professore traduce anche come “bene possibile”. Spinoza? Si potrebbe discutere dato che :”un bene che c’impedisce di fruire di un bene maggiore è ,in verità, un male”. Ma lasciamo stare perchè non son sicuro di uscir vivo dal labirinto logico che il filosofo propone.

Restiamo a Ceccanti ,che è meglio. Un tal “possibile bene”, secondo l’estensore dell’emendamento (vedi post precedente) consisteva nel sottrarre Napolitano da qualsiasi complotto ordito ai suoi danni nel momento in cui il progetto di legge governativo prevede che la sola maggioranza attuale possa mettere in stato d’accusa il Presidente oltre i casi previsti dall’art 90 della Costituzione “anche in relazione a fatti antecedenti alla assunzione della carica”.

Fin qui ci siamo? Bene.

Ora, mi domando e vi domando, quei “fatti antecedenti” nella logica del lodo Alfano a chi eventualmente e più verosimilmente possono riferirsi? Al presidente in carica ovvero a colui che la destra auspica veder salire al più alto colle dopo il settennato di Napolitano? Naturalmente la destra spera e crede di aver ancora, a tempo debito, i voti necessari per eleggere il Presidente. E, in tal caso, avrebbe anche i voti per salvarlo.

Dunque non bastava emendare su questo punto il lodo proponendo una maggioranza qualificata?

A tal proposito Ceccanti dice , in sostanza, che il suo emendamento ,costituiva un modo per tagliar la testa al toro e che, comunque, è già nelle cose. A conferma aggiunge che l’emendamento in questione trae le sue motivazioni da “elaborazioni dottrinali serie, da riferimenti comparatistici motivati, nonché da prassi giudiziarie note e riconosciute”.
E qui già faccio una certa fatica a seguire. Mi sembra di cogliere un’incongruenza.

Se la sostanza emendatizia è già nelle cose, giuridicamente acclarate e confermate, cade la ragione stessa dell’emendamento. Se invece è necessario tagliar la testa al toro, allora forse non tutto è così giuridicamente affidabile e chiaro fino ad ora. O no?

Non ho competenze specifiche per addentrarmi oltre in questa fitta giungla. Ma d’altro canto anche Ceccanti alla fine rinuncia a farsi largo con l’affilato rasoio emendatizio in punta di diritto perché :”in questo contesto mediatico poteva sembrare che assumessimo questa come ipotesi principale.” Ma va là!

Non è fantastico il riferimento al contesto mediatico? Ma dove diavolo esattamente vivete? Sulla luna forse. E’ da un paio di centinaio d’anni (ma anche da prima)che la politica s’avvale del contesto mediatico e ne è condizionata. Almeno da Napoleone Bonaparte . E dopo la carta stampata c’è stata l’invenzione della radio e pure della televisione. E che dire di Internet.

Dunque non v’è apparsa scontata la logica del sospetto che inevitabilmente introducevate col vostro emendamento?
Sembra a tutti gli effetti di no.

La ragione è abbastanza semplice e persino più grave di qualsiasi intenzione pattizia o pseudo tale (alla quale comunque s’accede sempre e solo, almeno, a parità di rapporti di forza). Essa riguarda l’eutanasia della politica “democratica” che ha ormai condotto il PD , e prima ancora i DS, nella sterile zona grigia delle tecnicalità e delle “competenze” per di più inserite in un’ idiota versione del politically correct che non ha nulla , ma proprio nulla, a che vedere con lo scontro che la politica sempre presuppone.

Scontro tra opposte visioni del mondo e progetti di società, ancor prima che tra diversi programmi di governo.

In quest’ambito , adeguatamente rinforzato da interessi corposi, il lodo Alfano rappresenta, assieme alla legge bavaglio, il massimo della sfida.
E’ un attacco frontale. Spietato. S’inspira, senza mezze misure, alla legge del più forte. Valida in politica come in guerra. Si batte il ferro fin che è caldo. Sempre. Sotto ogni cielo storico.
Berlusconi lo sa. Da animale politico fiuta ferinamente il timore dell’avversario. Specie quand’esso offre, anche solo l’impressione, d’acconciarsi a divenire preda.

Per inciso e per memoria più generale. In questi tempi di crisi e di appello ad un impegno corale per l’interesse generale del paese : proponete a Berlusconi una logica win-win e lui vi riderà in faccia. O si disporrà a raggirarvi, sempre col sorriso sulle labbra. Do you remember la bicamerale?

E voi , cari democratici, vi mettete a disquisire in punta di diritto quasi vi disponeste a giocare un’amichevole partita a carte con un galantuomo . Il quale , come dimostra l’esperienza, è certamente ben disposto ad accogliere la vostra superiore competenza giuridica. O a farsi comunque impaniare in sofisticate manovre politiche supportate da complessi tecnicismi giuridici.

Ma certo.

E per di più vi avvolgete nella tiepida coperta di dotte discussioni accademiche dentro la commissione affari costituzionali mentre fuori, finalmente, cominciano ad addensarsi nubi minacciose, foriere di tempesta, sul futuro dell’uomo della provvidenza.

Suvvia. In politica è previsto anche il tempo di riporre il rasoio per impugnare il machete.O almeno, se non piace l’immagine cruenta, toglietevi i guanti bianchi. Provateci . Nel qual caso guadagnerete , non certo un iscritto e men che meno un militante (parola che non vi piace) ma almeno un voto. Forse.
Non interessa? Peccato.

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15 Risposte to “Guanti bianchi”

  1. Maurizio Cecconi Says:

    Caro Mauro, io non metto la mano sul fuoco per nessuno, quindi non m’interessa giudicare Ceccanti come persona buona o cattiva. Resto ai fatti e tra questi includo che il suddetto senatore ha presentato un disegno di legge, insieme ad altri 12 onorevoli del PD, per legalizzare la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche italiane. Insomma, anche alla luce dell’emendamento Ceccanti al Lodo Alfabo, mi sembra su possa dire che a “sinistra” eleggiamo certi destrorsi…

  2. maurozani Says:

    Caro Maurizio il senatore in questione ha compiuto un errore politico clamoroso. Il crocifisso invece fa parte di una sua sincera convinzione. Anche per questo io non ho aderito al PD. Com’è noto io credo seriamente e non per semplice anticlericalismo che il Concordato sia da molto tempo un’istituzione medievale e va abolito insieme a tutte le costosissime prebende che lo Stato, cioè noi, concediamo alla Chiesa cattolica affinchè essa, tra le altre cose, possa sempre meglio attaccare la laicità dello Stato stesso. E’ , in effetti, intollerabile e non sarebbe tollerato da qualunque altro paese, che la Santa Sede (che rappresenta, anche in via diplomatica, uno Stato straniero) metta becco negli affari interni di un’altro Stato. Figurarsi fare una legge sulla legalizzazione del crocefisso. Sarebbe appunto come legiferare sotto dettatura di una potenza straniera. Cose per le quali si potrebbe, legittimamente, muover guerra!

  3. Maurizio Cecconi Says:

    E, in effetti, “a muover guerra” al Vaticano ci proviamo.

  4. Umberto Mazzone Says:

    “Chi sceglie il male minore dimentica rapidamente di aver scelto a favore di un male» Hannah Arendt.
    Molto più terra terra, penso che il senatore e professor, per molti aspetti assai serio e valido, Ceccanti sia un po’ troppo innamorato del tecnicismo giuridico, visto come la via più sicura per sciogliere nodi che, invece, sono tutti politici. Basti pensare, su di un altro versante, a certi aspetti dello Statuto del PD e dei regolamenti elettoral/congressuali del PD medesimo, tutti insiemi normativi che hanno visto una certa qual partecipazione di Ceccanti.

  5. roberto Says:

    Chiedo scusa se mi allontano troppo da Spinoza e da Hannah Arendt.

    Sul Corriere di oggi l’intervistatore chiede ad Ilaria D’Amico: arriva il diluvio universale. Sull’arca puo portare solo un politico: chi salva?
    La risposta è: “Quelli del Pd è inutile, una volta a bordo si getterebbero in acqua da soli”.

  6. stefano ceccanti Says:

    Caro Zani,
    sul lodo ho già scritto sull’Unità di oggi. Tutti vi concentrate sull’emendamento che mandava a regime la soluzione adottata nel caso Scalfaro_sisde e non vi occupate del Lodo che mette il Presidente nelle mani della maggioranza parlamentare.
    Quanto al crocifisso, la cui esposizione è oggi norma cogente, senza eccezione, il testo consentirebbe in determinai casi di rimuoverlo, affievolendo l’obbligo. Non introduce quindi un obbligo che già c’è. Dopo di che siete liberi di dissentire. Però dissentite da questi dati di fatto non da altri. Grazie comunque dell’attenzione.
    Stefano Ceccanti

  7. maurozani Says:

    Caro Ceccanti, non è vero che non ci occupiamo del Lodo a proposito del Presidente. E’ solo vero che preferiamo (preferisco) la soluzione chiara e non sospettabile della maggioranza qualificata. Tutto qui. Ma, in politica ciò non è poco coi tempi che corrono. Anzi è tutto.
    Dopodichè, non ho dubbi, come peraltro ho scritto, sulla tua personale buona fede. Il problema è che quando ci si rinchiude entro una commissione parlamentare (lo so per esperienza diretta e pregressa) può capitare di lasciar la politica fuori dalla porta. Ci si affeziona autisticamente al proprio oggetto, alla propria soluzione.

    Quanto al crocefisso prendo atto, autocriticamente (l’istituto dell’autocritica andrebbe introdotto, senza scandalo nel tuo partito precisamente alla luce, anche, del tuo operato ,limitatamente alla fattispecie oggetto di questo scambio) della tua opportuna e non sgradita precisazione. Andrò quindi a rileggermi la tua proposta di legge.
    Resto tuttavia convinto che in un paese civile l’obbligo (anche salvo “determinati casi”) di esporre un simbolo religioso è semplicemente una roba da matti.

    PS.1 Com’è noto io non passo per un’anima bella , tuttavia la soluzione adottata nel caso Scalfaro -Sisde , come tu la definisci , preferirei non mandarla a regime. A prescindere.
    PS.2 Ho letto il tuo articolo su l’Unità, ho però preso a riferimento il tuo su il Fatto perchè mi è parso più completo e argomentato.

  8. Maurizio Cecconi Says:

    Gentile Ceccanti, qual’è la legge che impone l’obbligo di esposizione del crocifisso?

  9. maurozani Says:

    @ Maurizio. A quanto pare, e se ho ben capito, l’obbligo in questione risale all’epoca fascista. Viene stabilito in forza di norme regolamentari e non legislative. Dunque tutta la faccenda è, perlomeno, assai dubbia. La verità è che l’obbligo si è imposto comunque “sostanzialmente”. Ed è ancora , se possibile, peggio. Poi c’è tutta una diatriba per costituzionalisti sulla mancanza nella Costituzione italiana di una esplicita affermazione sulla laicità dello Stato che invece è citata in quella francese. Ceccanti, afferma recisamente che “oggi l’esposizione è norma cogente”. Altri non sono d’accordo su una tale interpretazione.

  10. Maurizio Cecconi Says:

    @ Mauro: lo so, è come scrivi tu; era una domanda retorica la mia. Si tratta di un regolamento che risale al fascismo, non di una legge. Per questo, il progetto di legge Ceccanti può essere tranquillamente definito, senza tema di smentita alcuna, una legalizzazione del crocifisso.

    Tutte le scuole dell’Emilia-Romagna che l’hanno tolto, non hanno infatti infranto nessuna legge e sarebbero obbligate a rimetterlo (Art. 1 della proposta Ceccanti: “In considerazione del valore della cultura religiosa, del patrimonio storico del popolo italiano e del contributo dato ai valori del costituzionalismo, come segno del valore e del limite delle costituzioni delle democrazie occidentali, in ogni aula scolastica, con decisione del dirigente scolastico, è affisso un crocifisso.”).

    Lascio stare ogni ulteriore considerazione politica sull’intento di trasformare un regolamento in legge, con la forza giuridica che ne consegue.

    Il progetto di legge Ceccanti sul crocifisso lo puoi leggere qui:
    http://www.puta.it/blog/2010/02/02/polis/il-pd-propone-il-crocifisso-nelle-aule-scolastiche-obbligatorio-per-legge/

    Nell’articolo sul mio sito, oltre a pubblicare il pdl, ho linkato anche una serie di commenti molto seri e documentati sulla questione.

    ***

    E ora torniamo a discutere del Lodo Napolitano.

  11. maurozani Says:

    Bon. L’Art. 1 mi basta e avanza.

  12. Maurizio Cecconi Says:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/il-cortocircuito-del-fatto-secondo-ceccanti-del-pd/37708/

  13. Giovanni Says:

    Ceccanti un costituzionalista?Dove,come e quando ha acquistato un cosi impegnativo spessore.A me sembra un tartufo che non ha il coraggio di affermare e difendere pubblicamente le sue incoffessabili e recondite idee.Tuttavia la firma di Ceccanti era seguita da quella del senatore Vitali.La vicenda nel suo complesso è davvero vergognosa ,per cui mi fa pena assai parlarne

  14. maurozani Says:

    E’ penoso. Non c’è dubbio. Tuttavia è ,per me, necessario parlarne. Ho lasciato, dietro di me, nel PD, tanta gente che non merita di esser raggirata. Mi ostino a parlare con loro anche se loro non parlano con me. Gli è stato detto che chi non ha aderito al PD che: “siamo sempre noi”: PCI-PDS-DS-PD, è poco meno di un traditore.

    PS. Qualcuno mi ha fatto notare(opportunamente) che lo svarione di Ceccanti e compagnia, altro non sarebbe che un episodio della sorda lotta interna al PD. Ci sta. Se non è vero è almeno verosimile.

  15. roberto Says:

    E se l’emendamento Ceccanti-Vitali-Casson per rendere impunibile il presidente della repubblica fosse un messaggio per Berlusconi, per indicargli una possibile via di uscita in cambio di qualcosa?
    Mossa di grande intelligenza strategica, di quelle che piacciono a D’Alema: non penso che nella Dirigenza PD nessuno ne fosse a conoscenza e/o non ne avesse capito la portata.

    E’ possibile continuare ad avere questi retropensieri riferiti al partito che si è votato (sempre votato, PCI, PDS, DS, PD)?

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