Figli di nessuno.

In taxi da Villanova di Castenaso fino alle Due Torri. La tangenziale è murata. Come al solito. Più del solito. Rapido scambio di valutazioni con il tassista. Usciamo alle Roveri. Dopodiché è un’avventura. Via Irnerio impraticabile. San Vitale chiusa. Largo e tortuoso giro a passo d’uomo. Uomo lento. Entro da Feltrinelli. Non vorrei più uscire.
La città è già preda del Civis. Creatura bastarda. Figlia di tutti e di nessuno.

Intanto la Commissaria ha spiegato ciò che era arcinoto alla classe politica. Un’ovvietà bella e buona. In vigenza del patto di stabilità non è semplicemente fattibile scavare l’inutile buco in terra che porta dalla fiera alla stazione.
Ma, d’altro canto, giova ripetere , non esistono i presupposti gestionali per un benché minimo, decente, rapporto tra costi e benefici. Solo un povero demente può concepire di gestire in attivo una metropolitana di qualche chilometro.

Nel frattempo torna ad emergere qualche ragione per ritenere che anche il treno, sette metri sopra il suolo, dall’aereoporto alla stazione, torni  in discussione. Qualche stridore già s’avvertiva nelle procedure adottate per l’aggiudicazione del People Mover.

Non fatevi sviare dall’esotica denominazione. Si tratta-a detta dei costruttori- di un  meraviglioso oggetto volante morbidamente avvolto da lussureggianti e verdissimi rampicanti. Un’ardita ibridazione ecologica di ultimissima generazione.

Mah! Al netto dei problemi procedurali, solo per i costi di mantenimento di una tal giungla tropicale, che trova i suoi nutrienti nel  ferro e nel cemento, ci sarebbe di che intentar causa legale per abuso della credulità popolare.

Per il meno avveniristico e anzi ordinario Passante Nord poi, non se ne parla.
Se c’è una procedura che infrange, con inequivoca  chiarezza, le regole di concorrenza stabilite dall’Europa è proprio quella adottata per il lungo nastro d’asfalto in oggetto.
E, infatti, dall’Europa si è ribadito il non luogo a procedere.

Cose già dette e ridette su questo blog. Tuttavia stamane, nei 50 minuti del mio percorso a ostacoli, mi veniva fatto di pensare che siamo sulla nave dei folli. Alla deriva. In balìa di scelte pregresse. Alte onde di risacca ributtano indietro qualsiasi seria argomentazione. Nessuno ha la forza ,nel ceto politico locale, di dare un colpo di barra .
Probabile però che  l’ineffabile inerzia della “classe dirigente” affondi le sue motivazioni nella Ragion Politica.

Non si può , ragionevolmente, pensare che siano tutti imbecilli. Forse s’attende semplicemente che il tempo e le crescenti ristrettezze finanziarie s’incarichino di fare il lavoro sporco, spazzando via gran parte del progettato ciarpame infrastrutturale che residua da un’ormai lunga stagione di non governo.

Alla fine, ben che vada , ci resterà comunque sul groppone quel mezzo di trasporto graziosamente e artatamente denominato Civis, per il cui solo mantenimento in efficienza i bolognesi dovranno sudare sette camicie. Se non altro perché gli avanguardistici vettori, concepiti nel secolo scorso, non sono più in produzione. Non a caso. Immagino. Gli ultimi li acquistiamo noi.
Volenterosi.

Ma cosa volete, come dice un entusiasta sostenitore, del tram su gomma :”In fondo si tratta di una scelta che è stata ponderata da due schieramenti , non c’è ragione di pensare che non funzioni”.
Ah sì? Ma allora anche la metropolitana, che il suddetto sostenitore ritiene giustamente  “un progetto sbagliato” è stata oggetto, seppur con modifiche di tracciato, della “ponderazione” dei due schieramenti.

Temo che la garanzia in ordine alla bontà di un progetto non risieda ormai più e da tempo nella “ponderazione” comune di un ceto politico privo di idee autonome e di leadership adeguata.

Nell’inerzia della politica i progetti ormai in campo rischiano d’imporsi di per sè soli , appena sospinti dai corposi interessi economici che li ispirano.
E, i bolognesi rischiano di pagare  il conto , salato, di questa colpevole inerzia.

Ma non è ancor detta l’ultima parola.

Quando i “corposi interessi economici” dovessero divinare  che i soldi pubblici scarseggiano oltre misura. Beh… At salut, project financing.

Intanto attendiamo, i risultati del seminario a “porte chiuse” convocato -come c’informa il Corriere- dal segretario cittadino del PD.
Si sa mai.
Ha cominciato a parlare il “tecnico” Cancellieri, anche   per metter le mani avanti rispetto agli impegni del governo che resta pur sempre il suo datore di lavoro. La politica potrebbe approfittarne…. e seguire.

Per parafrasare Moretti, potrebbe dire qualcosa : la politica. Magari non di sinistra. Non ce lo aspettiamo.

Anzi dite pure qualsiasi cosa.

Sul futuro di Bologna.

Ma ditela.

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54 Risposte to “Figli di nessuno.”

  1. umberto mazzone Says:

    Caro Mauro, oramai attendo l’uscita delle tue riflessioni, come, in questi giorni torridi, si attende che il barista finisca di mescere la granita.
    Buon lavoro.

  2. maurozani Says:

    Umberto sei troppo gentile. Spero non mancherà l’occasione di prendere insieme qualcosa di fresco in un bar.
    PS. Ti ho intravisto l’altro giorno mentre ero in auto in via Agucchi. Col semaforo verde…. Ciao

  3. maurozani Says:

    Ah..dimenticavo . Ho corretto alcune improprietà di linguaggio.

  4. edoardo Says:

    Spero che il bar sia Rubik è un posto al fresco ed è frequentato da gente che ” riflette “.
    a presto

  5. luigi battistini Says:

    è anni che si discute cosa si vuole fare di questa città,per ora l’unica cosa che si può notare è la continua distruzione dell’anima di Bologna , quella che una volta era la città dei cittadini è diventata la citta dei costruttori e dei palazzinari ,certo chi ha governato negli ultimi anni ha veramente dimostrato pochezza intellettuale e servilismo verso determinati poteri. Questa classe dirigente che tuttora siamo costretti a subire viene purtroppo dal vecchio PCI , come è stato possibile
    Questa è una delle tante domande che mi pongo , chi ha scelto certi dirigenti a Bologna,come è stato possibile riuscire a distruggere esperienze ed idee che facevano di questa città una città non dico diversa , ma almeno più vivibile rispetto ad altre città.
    Ora bisogna riuscire ad uscire da questo pantano ,ma la fiducia è poca .

  6. fabio alvisi Says:

    caro mauro, come sai sono d’accordo con te sulle argomentazioni contrarie ai faraonici progetti delle ultime giunte, anche perchè non risolverebbero alcunchè.
    la cosa che però mi preoccupa, oltre alla preoccupante mancanza di progettualità di chi, almeno questo dovrebbe saper fare, viste le cariche che ricopre, è la quasi totale indifferenza dei cittadini.
    non si saranno abituati all’inutilità delle idee contro l’ottusità di chi crede di saper gestire la città?
    ciao

  7. Iames Forni Says:

    Esiste un proverbio, non so scrivere in dialetto bolognese, che dice che per ” diventare belli bisogna soffrire”. In questo caso si soffre soltanto.
    Sembra che per quello che riguarda i lavori pubblici nella nostra città, l’importante non sia la loro utilità, la loro necessità, la loro sostenibilità gestionale ma,il non perdere i ” finanziamenti”. I mezzi di trasporto pubblico devono essere competitivi rispetto al mezzo privato. Quindi devono avere sedi proprie, corsie preferenziali( tenute sgombre) , rotaie o metropolitane. Il resto, tutto il resto sono denari buttati al vento. Siamo ancora in tempo?

  8. Maddalena Piccolo Says:

    Ad ognuno il suo pezzetto di trasporto pubblico: la Gualtieri reclama a gran voce il People Mover, Macciantelli ha il suo civis, e cosa daremo alla Fiera la metropolitana? e perchè non possiamo concedere alla camera di commercio una sopraelevata che trasporti le automobili davanti a ciascun negozio del centro?
    Questo sì che si chiama progettare il futuro di una città!

  9. maurozani Says:

    @Battistini. Non per esser stucchevole , ma l’anima di una città è sempre in divenire. La Bologna di venti o trenta anni fa non c’è più nè potrà risorgere. Si tratterebbe di interpretare il tempo in cui viviamo.Si è pensato di farlo con progetti anacronistici.
    Così com’è anacronistico riferirsi al PCI. La classe dirigente attuale , esattamente come il PD, è il risultato di una lunga deriva. Culturale prima ancora che (per fortuna) etica. Una deriva che tutti ci ha coinvolto. In un modo o in un altro.
    Primo modo: difficoltà obiettiva a progettare il futuro in un’epoca di transizione. Secondo modo: adattamento “riformistico” a stereotipi che hanno dilagato per almeno cinque lustri. Del tipo : non importa cosa si fa, l’importante è fare. La cultura del fare . Una pura e semplice stronzata!
    Si tradurrà (ci scommetto) in un nulla di fatto.Per questo anche quando me la prendo con gli attuali “dirigenti” penso che il problema li trascenda nettamente. E’ più grande di loro.
    Nessuno, peraltro li ha scelti , nel vecchio senso di cooptati dopo attenta osservazione. Non più. Si sono scelti da soli. Con l’adesione, passiva,(primarie) di coloro che un tempo si chiamavano militanti.

  10. ADRIANO TURRINI Says:

    So di poter essere tacciato di conflitto di interessi, in quanto rappresentante di costruttori e palazzinari, se solo mi azzardo ad entrare nel merito della tua nota che, ti sembrerà strano, in parte , solo in parte, ritengo condivisibile.
    Mi limito quindi ad una domanda: Tu parli di deriva di una classe dirigente. Io, nel mio piccolissimo, qualche responsabilità me la sento. tu ?
    Adriano turrini

  11. maurozani Says:

    Caro Turrini, che tu sia in pienissimo conflitto d’interesse è del tutto ovvio. Ma non certo in quanto “palazzinaro”. Questo è un termine-offesa che non ho mai scritto nè tantomeno pensato. Non nei tuoi riguardi. Mai.
    Quanto alle responsabilità vanno divise in almeno due grandi parti.
    L’una si riferisce ai ruoli ricoperti in passato. E’ una responsabilità per così dire oggettiva.
    L’altra va invece riferita a puntuali e pubbliche prese di posizione. Ti invito per le seconde a citare una e una sola mia dichiarazione in favore di uno solo degli “oggetti” in questione. Dunque le mie responsabilità specifiche sono pari a zero. Quando contavo qualcosa (epoca Guazzaloca non precedente, nè successiva) sparai alzo zero sul metrò. Leggere dichiarazioni dell’epoca. Per credere. Quanto al Civis e al meraviglioso oggetto volante io ero altrove , confinato e predestinato e senza alcuna voce in capitolo. Ci siamo fin qui?
    Quanto invece a responsabilità più generali le mie sono molto più grandi delle tue. Of course. Ho promosso e collocato almeno un uomo sbagliato nel posto sbagliato. E in più, diabolicamente perseverando , per tutto un periodo l’ho anche protetto e salvaguardato. A mia, parziale, discolpa dirò che operai , grazie a scelte di altri (operate contro di me) in condizioni di estrema emergenza. Ricordi il 1999? In seguito, raccogliendo i cocci sbagliai, appunto, la scelta. Dubito, tuttavia, che si potesse fare altrimenti. Nessuno comunque me l’ha mai dimostrato. E del senno del poi, come si sa, son piene le fosse. In ogni caso l’uomo in oggetto era (e non ho motivo di pensare che non lo sia ancora) persona onesta (nella comune accezione del termine) ancorchè dimostratasi alquanto pavida e certamente ingrata sul piano meramente umano. In generale sugli “uomini” ne ho azzeccate poche. Questa la mia responsabilità. La quale è ripetutamente riconosciuta ed ammessa in altri luoghi di questo blog. Per questo trovo il tuo interrogativo inutilmente ridondante. Ha già , da tempo ricevuto risposta. Affermativa.
    Però, mi si dia almeno atto che una volta fui duramente bastonato da tutti voi(comprendendo anche la tua responsabilità oggettiva) e che nulla mai feci (e feci male) in ritorsione contro tutti voi. Con il “voi” tu dovresti indovinare a chi, in particolare, sto pensando.
    Detto tutto ciò , caro Turrini, continuo a considerarti persona seria e (spero di non sbagliare ancora) non del tutto conforme all’andazzo corrente. Pessimo andazzo. Non scusabile con responsabilità oggettive pregresse.

  12. maurozani Says:

    @Fabio. Quella che tu chiami l’indifferenza dei cittadini è nelle cose. Anche nelle cose di una politica “nuova”, diversa,e diversamente abile. C’è poco da fare, d’altronde. La gente ha altri pensieri per la testa. E, in fondo è giusto così. Non si può rendersi partecipi dell’interesse generale dalla mattina alla sera quando si deve sbarcare il lunario quotidiano. E’ stato anche fatto notare da qualcheduno. Non mi ricordo chi e dove: i bolognesi, nella loro maggioranza, sanno poco del People mover o del Civis, o del buco in terra per il treno. sanno tutto invece, che so , delle vicende umane “troppo umane”, di Del Bono e dintorni. Ci vorrà del tempo per recuperare fiducia e partecipazione , seppur (quest’ultima) più laicamente intesa rispetto al passato storico.

  13. maurozani Says:

    @Forni. Non ricordavo quel detto. E non lo ricordo tutt’ora..per quanto l’avrei sulla punta della lingua. Siamo ancora in tempo? Mah. Francamente non lo so. Non lo so per certo. Qualcosa mi dice però che prima o poi (si spera prima delle elezioni) anche il PD dovrà prender atto che il complesso di scelte in questione va revocato. Dobbiamo contare sul naturale istinto di soppravvivenza che dovrà pur subentrare in tal partito.

  14. giovanni Says:

    Caro Mauro, come tu sai sul ” tricefalo-acefalo” ( Metrò, Civis e Peaple mover), nei mesi scorsi ne ho dette di cotte e di crude prefigurandone il trapasso.
    Tre mesi fa la Cancellieri, di ritorno da un viaggio da Roma aveva annunciato ,urbi et orbi, che aveva risolto tutto. Il Metrò grazie al suo intervento si sarebbe fatto.
    Non sappiamo se nell’occasione la Cancellieri si recò presso il ministero di Mattioli o andò a far visita a parenti. Fatto sta che la settimana scorsa, un giorno prima dell’arrivo del ministro Matteoli, si è affrettata ad intimare alla CCC di trovarsi socio diverso dall’ATC per la realizzazione del Peaple Mover. Sapeva, infatti, la signora Cancellieri che all’indomani agli affamati costruttori bolognesi, sarebbe stata servita , dal ministro Matteoli, la ferale notizia che non c’erano soldi per il Metrò. In quell’esatto momento sono venuti meno i presupposti economici del patto scellerato siglato informalmente tra le ultime amministrazioni e i costruttori bolognesi. Nulla sarà più realizzato fino in fondo. Rifaranno un po’ di strade a carissimo prezzo, ma certamente Civis non trasporterà nessuno alcunchè. Potremmo dirci quasi contenti per lo scampato pericolo anche se la città ha guadagnato un ritardo di 22 anni da quando fu decisa ( democraticamente) e attuata ( democraticamente) la pedonalizzazione dell’intero centro storico.
    La scelta democratica e il lavoro di tecnici competenti, fu poi , come sappiamo, ignominiosamente smantellata da Anima Labile. All’origine di tutti i mali dell’ultimo ventennio vi è la scelta di insediare sullo scranno di sindaco Walter Vitali. La sua amministrazione lasciò tante e tali macerie, che consentirono poi ad un Guazzaloca di impossessarsi del comune per farne quello che è sotto gli occhi di tutti eccezion fatta per il super assessore ai tavoli Campagnoli.
    Li conosciamo bene, uno per uno. nessuno di loro è all’altezza di amministrare neppure un condominio. Si sono serviti di notai, avvocati, commercialisti, consulenti, costruttori, banchieri, uomini di cultura etc. per ridurre la città nello stato pietoso in cui possiamo oggi osservarla. Tornare indietro, come tu giustamente hai detto, non si può, ma liberarci delle scorie del passato è possibile. Fare l’elenco de malfatto è doveroso per evitare che si possa tornare a commettere gli stessi errori. Ci proveremo nelle prossime puntate, sempre che tu ritenga che ne valga la pena.

  15. maurozani Says:

    @Maddalena. E’ ovvio che alla Fiera bisogna dare almeno un trenino. Dobbiamo dare qualcosina a tutti. Anche a quelli che posseggono le graziose bestiole denominate “talpe”. E non mi riferisco a quelle, tutto sommato innocue, che scavano gallerie nel mio orticello.
    Fino a che non ci rompiamo definitivamente le…scatole.
    ciao, e stiamo con i treni per terra. Siempre!

  16. maurozani Says:

    Chiedo scusa per aver commentato i commenti. E’ che oggi mi va così. E comunque , come sempre, chi vuol contro-commentare ha tutto l’agio di farlo. Grazie della pazienza.

  17. maurozani Says:

    Mentre commentavo i commenti è arrivato Giovanni. Se qualcuno ha qualcosa da obiettare a quanto scrive, s’accomodi pure. Io non me la sento. Non del tutto almeno. Tutt’al più potrei, da ex politico di professione, cercar di smussar qualche spigolo. Ma poca roba.
    Poca roba davvero.

    PS. En attendant le prossime puntate.

  18. maurozani Says:

    @Edoardo. Scusa , dimenticavo. Ma perchè te l’ho già detto e confermato. Per un rendez vous al Rubik, quando vuoi. Sei tu il padrone di casa. Solo avvisami per tempo dato che sto fuori Bologna a curar l’orto e a cercar funghi che non trovo.

    PS. E fammi trovare anche quell’altro mio amico. Capito? Quello della squinternata banda della “meravigliosa macchina da guerra”. No. Non quello “romano”. Quello bolognese, seppur d’adozione. Il mio amico insomma… Ah , naturalmente non per riflettere . Solo per cazzeggiare.

  19. ADRIANO TURRINI Says:

    Grazie Mauro
    La tua risposta sincera e diretta mi rida una qualche speranza. Per quanto agli errori sugli uomini c’è un tal Luciano, che dovresti conoscere, che da sempre sostiene di sbgliare il giudizio sulle persone solo otto volte su dieci…
    Scendi dalla collina. Se ne sente il bisogno.
    Adriano

  20. maurozani Says:

    Caro Adriano,
    curiosa coincidenza. Luciano mi ha cercato proprio oggi e domani lo chiamerò. Resta uno dei pochi , se non l’unico, col quale ci vediamo ancora. Persona di rara e fine sensibilità umana. Che cerca , fermamente di non esibire.Gli voglio bene. Ma ti prego , resti tra noi. Come sai non apprezza sdolcinature. Qui siamo comunque al riparo.

    PS. Quanto a scendere dalla collina. Ti ringrazio. Ma il mio tempo è scaduto. Non mi resta che concionare su questo spazio elettronico. Tutto sommato mi piace. Mi tiene in tensione. E forse, alla lunga, non è del tutto inutile.

  21. Andrea Says:

    E’ scaduto il tempo di molti e alla lunga, come disse Keynes, saremo tutti morti. “Commentate ancòra”. Simpatia e saluti cordiali.

  22. Gino Says:

    Insomma, se ho capito bene, alla fine di tutta questa appassionatissima solfa, tutto il programma dell’ipotetico listone civico della sinistra redenta consterebbe nel non fare cose che comunque non si faranno mai o nel trangugiare con schifo cose che comunque sono state fatte. Finalmente un programma aderente alla realtà. Perfetta terza via. Altro che il ‘libro dei sogni’ di una volta ! Se allora siamo d’accordo (ed è impossibile non esserlo) non conviene passare ai nomi ?

  23. giovanni Says:

    Il Generale,quando sarà il momento non avrà bisogno di essere spinto in battaglia con le picche.

  24. maurozani Says:

    Ma se non fate altro che discutere di nomi!

  25. luigi battistini Says:

    vero , l’anima di una citta è sempre in divenire e sicuramente non pretendo la bologna di 20 /30 o 40 anni fa , ma pretenderei una citta che , come tu dici , interpreti il tempo in cui viviamo senza svendersela.Per quanto riguarda il riferimento al PCI era solo per ricordare che la stragrande maggioranza degli attuali dirigenti ,in ogni luogo dove si prendono le decisioni hanno le loro radici li.Con questo non voglio accusare nessuno ,le scelte si possono sbagliare ,ma è continuare a sbagliare che non è possibile.
    Basta guardarsi intorno .

  26. Giovanni Says:

    Gian Maria Anselmi, l’italianista, mica un docente come altri, ha le idee chiare: “si al nuovo stadio e vaste zone del centro pedonalizzate”.
    Un programma che, nella sostanza, ricalca quello di “Banana”. Ma il Professore non si è proposto come candidato sindaco al Popolo della Libertà, bensì al Partito Democratico.

  27. roberto Says:

    Giovanni, che è molto informato dovrebbe saper che GM Anselmi è stato (e forse è) direttore dell’Istituto Gramsci di Bologna: credo che la fucina sia di quelle buone, sicuramente meglio di via Rivani. Quindi non si occupa soltanto di Machiavelli, su cui si potrebbero comunque fare riflessioni utili per il presente.
    Io ho inteso che il segnale che Anselmi voleva dare, buttando là due cose “pratiche” fosse piuttosto che bisognerebbe muoversi piuttosto che fare melina con la raccolta di idee ai tavolini (iBo), riunioni dell’esecutivo, concorso di idee ecc. Ma non volevano le elezioni immediatamente dopo le dimissioni di Delbono?
    E cos’è successo di così sconvolgente che necessita la pantomima?
    Quanto allo stadio, io ho sempre pensato che sarebbe stato meglio costruirne uno nuovo ai tempi di Italia 90, magari bello come il S. Nicola di Bari.

  28. roberto Says:

    Quanto poi al rinascimento di Bologna che deve tornare capitale della regione, nel mio piccolo se voglio avere una prestazione (visita o esame) prima del 2011 devo andare a Correggio o a Conselice.

    Nonostante le importanti innovazioni di Moruzzi che tutti ci invidiano, e il piano strategico 2009-2011, redatto nel 2010 e (pare) ancora in bozza: http://www.ausl.bologna.it/piano-strategico/piano-strategico.

    Potrebbe essere una lettura interessante: sono riportati alcuni “Gold Standard”, cioè i migliori valori ottenuti da un’AUSL dell’ER e Bologna è citata solo per il “Tasso di attrazione Provinciale” (percentuale di casi in mobilità attiva cioè da Monzuno e Porretta si viene a Bologna) e per il “Tasso di fuga dalle strutture pubbliche provinciali” (quota di residenti che si rivolge a strutture extraziendali e a strutture private accreditate ubicate sul territorio aziendale).
    Scusate se è poco!

  29. roberto Says:

    Naturalmente intendevo PRESTAZIONE SANITARIA.
    Precisazione pleonastica ma forse necessaria in tempi di mignottocrazia.

  30. vanni pancaldi Says:

    Ci sono parole e frasi che fanno tremare i polsi e le ginocchia politicamente e riempiono . l’aspensorio delle benedizioni del sistema di potere locale sedicente di sinistra

    Quelle di maggior peso specifico sono: compatibilità, meglio che niente, oramai, non possiamo perdere altro tempo.
    Funzionano in questo modo.

    Ad un certo punto del tempo politico un apprendista stregone affronta un problema e gli pare che una qualche formuletta magica magari suggeritagli da qualcuno faccia al caso suo o meglio a qualche suo nume tutelare. Non si interroga su quale sia la dimensione corretta del problema. Il civis serve a San Lazzaro, il Metrò alla Fiera, il People Mover all’Aeroporto.

    I Greci omaggiavano ogni Dio per stare bene. Ma se questa pratica riscoperta simbolicamente dalla psicologia junghiana serve a mantenere in equilibrio la psiche umana figuriamoci se non sarà miracolosa per l’apprendista in un campo profittevole ma volatile come la politica !

    Individuata la formula e gli dei giusti questa si trasforma in proposta, se proprio non se ne può fare a meno (che i cittadini possono solo “conoscere” ed al massimo approvare tacitamente ), ma ancor meglio in progetto ed in richiesta di finanziamento. Gli appetiti scatenati dalla formula prendono vita e si aspettano di essere saziati prima o poi. Che siano delle schiere dei costruttori, dei cavatori, dei progettisti, degli immobiliaristi non importa. Vogliono il lauto pranzo ed il trascorrere degli anni serve solo a consolidare in loro la bramosia a ricompensa della forzata attesa.

    Quando il progetto carsico sfocia in qualche fortunoso modo a conoscenza della pubblica opinione “è tardi, non possiamo perdere altro tempo in discussioni, oramai meglio che niente, le scelte debbono essere compatibili, non si può rivoluzionare quello già fatto, non possiamo fermarci davanti ai soliti no, e poi ci sono le penali e non possiamo perdere il finanziamento”. Ma chi aveva mai potuto interloquire prima? Ma la soluzione è quella adeguata per il problema corretto? Il potere (che da) la formula non ammette antidoti a posteriori.

    Se non uno solo, quello vero, quello dalla formula difficilissima : la discontinuità. Ovvero una Sinistra civica dotata di orgoglio civico e visione metropolitana che muova le cittadine e i cittadini metropolitani disillusi o incazzati.

    Forse un sogno di una notte di mezz’estate in attesa dell’inverno del nostro scontento…..

  31. giovanni Says:

    Roberto,vedi,l’età ad un certo punto comincia a fare brutti scherzi.Sono rimasto maledettamente indietro Fino a qualche ora fa pensavo che l’italianista fosse un cultore straniero di lingua italiana e io ne conoscevo uno solo,il tedesco Gerhard Rohlfs,autore della celebre Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti.(Fonetica, Morfologia ,Sintassi e Formazione delle parole) scritto per i tedeschi,ma usato in italia in mancanza di meglioChe un docente (italiano)di letteratura italiana potesse definirsi italianista mi sembrava impropio.Ma ho sbagliato,perche lo stesso Anselmi ha fondato l’ADI di cui fanno parte esclusivamente docenti italiani Quindi la cosa esiste e ha un nome:bisogna prenderne atto
    Si,sapevo che un professore presiedeva il Gramsci di via Galliera,ma pensavo fosse uno studioso di storia politica ( Macchiavelli ,Guicciardini e,appunto, Gramsci) ma non pensavo si trattasse di Anselmi-Candidato Non vorrei con ciò essere incorso nel delitto di lesa maestà
    In ogni caso non potrai non riconoscermi l’attenuante:a Bologna,come nel resto d’Italia quando si parla di stadio si parla di speculazione edilizia.Il calcio è solo un pretesto. I Menarini,pur raccomandati da Vecchi,vendono perchè Del Bono,l’Economista,è andato a casa per essersi incasinato coi i conti.Se fosse stato un docente di economia ,certamente non gli sarebbe capitato

  32. piero Says:

    Condivido la riflessione sull’inutilità di civis,metrò e via dicendo ma ti chiedo perchè per andare da Castenaso a Piazza ravegnana invece del taxi non hai preso la Suburbana?….I servizi pubblici ci sono, sono troppo costosi è vero ma del tutto sottoutilizzati.

  33. roberto Says:

    Giovanni, non credo sia l’età: ma le tante cose che conosci e i sarcasmi un po’ criptici riversati in un piccolo post spesso creano percorsi di comprensione accidentati per chi non ha la stesso livello di iniziazione.
    Una di queste ellissi riguarda lo stadio: non ho mai sentito che lo stadio di Pechino e quello di Città del Capo fossero un pretesto per la speculazione edilizia. Certo da noi è (stato) diverso: per Italia 90 molti son finiti in galera, e con Cazzola sindaco non ci sarebbe stato da dubitarne.
    Ma non si può ritenere che sia possibile uscire da questi schemi?
    Dobbiamo pensare che il futuro possa replicare solo situazioni come il Civis o il Palazzo di Giustizia (tra l’altro fatte col concorso di uno che veniva da fuori e sedicente estraneo ad ogni camarilla)?
    Diversamente converrebbe uscire da questa nazione. Io sto facendo un pensierino a Malta.
    Comunque grazie.

  34. Giovanni Says:

    Caro Roberto ,sapessi quanto vorrei uscire dai vecchi schemi.Un approccio,onesto,trasparente ai bisogni della comunità è ciò che unisce i frequentatori di questo blog.Ma il mondo esterno viene concretamente governato con i suddetti schemi e noi dobbiamo “leggere”senza prescinderne.
    A proposito l’altra sera,come ti avevo promessosono andato in Fiera per verificare l’attuale destinazione della “vecchia” GAM.C’è un brutto cartello di plastica rossa con la scritta”Sala Maggiore”.Ritengo probabile che sia saltuariamente utilizzato per qualche convegno.Le sculture di Giò Pomodoro,a suo tempo deportate da piazza Verdi,sono ancora nel giardino,per il vero ben recintato con alte siepi , che le rendono poco visibili ai malintenzionati.Nei prossimi giorni devo interpellare seriamente Lorenzo Sassoli.
    Scusami davvero per sarcasmi,paradossi e iperbole.Ma aiutano un pò ad evitare Malta e dintorni

  35. Andrea Says:

    “Sapesse sora mia, ‘ sto stronzo de mi’ fijo mi da’ solo dispiaceri, per non parlare della zoccola de mi’ fija… Madonna mia, sora Cecia… ”

    Arbasino, Fratelli d’Italia

  36. maurozani Says:

    Caro Piero. Per verità. Da in mezzo al nulla nei pressi di Villanova alle due torri non s’intravedon suburbane. In più uno può anche aver ragioni sue per prendere un taxi.O no?

    • Pietro Says:

      Le tue ragioni per prendere il taxi, caro Mauro, sono semplicemente quelle di chi vuole la botta piena e la moglie ubriaca: non vuoi il traffico a Bologna, ne il Civis, ne il People-mover, ma neppure vuoi smettere di usare l’auto. Mauro … ma c’savot da la veta?

  37. maurozani Says:

    Domanda esistenziale. Cosa vogliamo dalla vita? A parte un amaro Lucano o vincere alla lotteria? Generalmente non lo sappiamo.
    Se invece parliamo di scelte poltiche e amministrative. Beh allora i taxi non c’entrano un beneamato c….
    Per esempio io vorrei che il paraculo Tremonti non potesse impunemente affermare che i soldi pubblici investiti localmente diventano spesso pipeline per gli affari privati in capo a poteri più forti del potere pubblico. Questo vorrei.

    Quanto alle alternative le ho descritte e stradescritte senza che mai nessuno , TE COMPRESO , avesse qualcosa da obiettare nel merito.
    Ma puoi ancora rimediare: stai al merito e spiegami in modo circonstanziato perchè buttiamo soldi per la triade trasportistica in questione (peraltro intra-moenia) e non li investiamo , a minor costo e maggior beneficio sulla costruzione di un moderno sistema ferroviario metropolitano a partire dalle direttrici già esistenti.
    E già che ci siamo perchè non facciamo come Parma che ha incassato i soldi del metrò e poi li ha dirottati ad altre più utili opere di viabilità. Senza che il governo avesse nulla da obiettare.
    La verità è che , la politica è ostaggio e si fa dettar l’agenda dei progetti , altrove concepiti. Si copre il mazzo , la politica, all’insegna del “qualcosa bisogna pur fare”. Fumo negli occhi e danni durevoli. A te sta bene. A me no.

  38. maurozani Says:

    PS. dimenticavo. Quanto ai servizi pubblici sottoutilizzati. Prova a salire a Bologna per andare a Vergato o se t’aggrada a Porretta col treno (pieno come un uovo) regionale tra le cinque e le sei del pomeriggio, piazzale ovest della stazione di Bologna. Così magari ti rendi conto , sul campo, dell’enorme vantaggio pubblico che se ne ricaverebbe se quel treno avesse una corsa ogni quindici minuti invece di una cadenza oraria.
    Per conto mio scommetto che molti rinuncerebbero all’auto. Anzi ne sono arcisicuro.

  39. Andrea Says:

    Il commento precedente è il 39°: secondo la Smorfia napoletana corrisponde al sogno dal cappio al collo.
    La sensazione è che questa città abbia un cappio al collo.
    Sarebbe molto interessante sapere chi gliel’ha posto.
    Arti e scienze – disse Rousseau – stendono ghirlande di fiori su catene di ferro.
    Non si capisce se qui siete post-marxisti, russoiani o decrescisti.
    E’ una domanda esistenziale: cosa vogliamo dalla vita?
    Veramente siamo per l’Amaro Lucano e il gioco del lotto?
    Questo è il commento 40: il sogno della noia.

  40. Giovanni Says:

    Secondo la mia Smorfia il 39 sono i ciccioli caldi da mangiare.Con quelli non ci si annoia mai

  41. Umberto Mazzone Says:

    Sono reduce da una visita al rinnovato parco di San Michele in Bosco. Grazie alla Fondazione del Monte (bravi gli altri) per il lavoro intrapreso.
    Era un vero crimine che un tale gioiellino verde fosse da una trentina d’anni nel più pieno abbandono.
    Dal belvedere (il piazzale della chiesa, piazzale Bacchelli) finalmente la vista su Bologna è ritornata libera.(Andateci, con questo caldo poi solleva anche il corpo oltre che l’anima).
    Se ne possono trarre delle valutazioni sullo sviluppo urbano degli ultimi anni.
    Sensazione generale, tolti un paio di interventi che dirò, di casualità assoluta, mancanza di una idea urbanistica, ovvero il puro riempimento degli spazi vuoti residui, un po’ così, come capita capita.
    Procedo a memoria da ovest verso est. Premetto che non sono un architetto né un urbanista ma un semplice osservatore quindi non pretendo di esprimere scientificità nelle valutazioni. Comunque la responsabiltà dei giudizi è tutta mia.
    Nuova sede del Comune: un eccentrico insieme di superfici vetrate, voto: discutibile
    Porta Mascarella, Borgo Masini: un orrore, degno della periferia di Bratislava quando regnava il socialismo reale.
    Via Stalingrado. Torri di Zacchiroli, presentano una loro dignità, la conclusione a scalare del colmo e il verde rendono l’insieme meno peggio di qualche anno fa (visto anche quello che è venuto dopo).
    Porta Europa: è abbastanza bassa e quindi non si segnala troppo. Da questo lato è di minore impatto di quanto non sia venendo dalla pianura.
    Lottizzazione ex Veneta: film de orror e de paura. Fa rimpiangere la chiesa di Via Libia che ora non si vede quasi più, coperta appunto dalla nuove pessima urbanizzazione.
    Fiera District: E’ l’unico comparto che si vede che è stato pensato. Tange ha lascito un bel segno.
    Infine il grattacielo di Via San Vitale: come i grattacieli di Cesenatico e Rimini: la nostalgia di quando si era bambini mpedisce di addentrarsi nei giudizi.
    In conclusione il giudizio sul costruito piu rilevato in altezza è assai perplesso, con l’eccezione della Fiera e di Tange.
    Il paragone con i grandi complessi del centro (S.Petronio, S. Lucia, S. Domenico, La Vita) è catastrofico, non per amore delle vecchie pietre, ma semplicemente perché esprimono una forte idea di città, civiltà, e convivenza, che i nuovi interventi non hanno saputo coagulare.
    Chi vorrà fare il sindaco dovrà pensare inoltre a che fare dei 10 mq. ancora liberi.

  42. umberto mazzone Says:

    al tempo, l’ora, il caldo, e il sudore sugli occhiali mi ha ottenebrato la tastiera nelle ultime battutre del post precedente.
    Va bene per i 10 mq che sono più o meno reali se non si considerano le aree ex-militari, a cui si deve aggiungere il complesso della maternità di proprietà provinciale e in dismissione. E qui sì che inizia la rumba.
    Guazzaloca ci faceva il metrò proprio per “valorizzare” (bel termine di uso univoco, si valorizzano solo le aree edificabili, a nessuno è mai venuto in mente di valorizzare una scuola) la collina passando per Staveco. E così,
    come si sarebbe detto alla fine di un intervento in un vecchio partito oramai morto da tanto tempo, Hic Rhodus, hic salta

  43. Andrea Says:

    Quoto Umberto: bella persona con occhio limpido.
    Giovanni, pur essendo simpatico e con l’età giusta, fa una pessima dieta con un cibo prelibatissimo ma troppo grasso: Marx soffriva di una fastidiosa foruncolosi nel sedere, probabilmente da cibi grassi.
    Vorrei aggiungere che occorre indicare i responsabili del disastro bolognese – morale e materiale – con nomi, cognomi e affiliazione partitica, massonica o clericale. Solo così si è credibili: mutilandosi la mano che ha sbagliato o accecando l’occhio impuro.
    La sinistra a sinistra del Pd fa la solita figura della nullità più nullità: a testimonianza della fine completa sia di un periodo storico che di un ruolo culturale e politico. Amen.
    Fra Mancuso e Cevenini preferirei assolutamente Cevenini: meno supponente e i cui giudizi sono meno nefasti per la verità e le persone.
    (Impiegare decenni e scrivere migliaia di pagine, non distinguendo fra lo stile dei servizi segreti di un piccolo paese mediorientale e improbabili “fascisti” è di una gravità incredibile. Meditare sul libro di Eric Salerno uscito da pochi mesi…)

  44. Andrea Says:

    Vorrei anche confortare Mauro a proposito dell’identità socialista e della sua presunta attualità. Un intellettuale socialista di buon calibro come Giovanni Sabbatucci, scriveva nel 1991, alla fine di un agile libretto – “Il riformismo impossibile. Storie del socialismo italiano” – che, “se all’inizio del Novecento, il compito precipuo del movimento socialista era stato quello di inquadrare e organizzare le masse proletarie per dar loro consapevolezza dei loro diritti e per abituarle a combattere per la difesa dei propri interessi entro le istituzioni liberali (piuttosto che logorare le loro forze in sterili tentativi insurrezionali), già a partire dal primo dopoguerra – e più ancora dopo la fine del secondo conflitto mondiale – questa funzione apparve in larga parte esaurita. Il problema, per i partiti socialisti, deiventava quello di utilizzare la propria presenza nella società, di spendere il patrimonio di consensi accumulato nella fase precedente per candidarsi alla guida dello Stato in alternativa alle forze moderate, per gestirlo in rappresentanza dei ceti più disagiati e in nome degli ideali di solidarietà e di giustizia sociale. Esauritasi, grosso modo con la fine degli anni ’70, anche la fase di costruzione del Welfare State, restava e resta tuttora ai partiti socialisti una funzione altrettanto essenziale, anche se certo meno “eroica”: quella di fornire un punto di riferimento all’elettorato di sinistra in seso lato, di rappresentare il “polo progressista” del sistema politico, assicurando alle istituzioni liberal-democratiche la possibilità di un fisiologico ricambio dei gruppi dirigenti. Dunque una funzione di alternativa politica e al tempo stesso di stabilizzazione istituzionale, importante, al limite, anche a prescindere dai suoi concreti contenuti programmatici.”
    Dunque, liberi tutti dai problemi identitari e liberi anche qui di ripescare qualunque tradizione riformista che abbia una sua coerenza, il cui ordito si lasci leggere con facilità e coerenza. Attenzione però: “facilità di lettura” e “coerenza interna al discorso” non sono facili da raggiungere. Sono cose apparentemente semplici ma che richiedono almeno il coraggio di chi apre e accetta serenamente anche testamenti sconosciuti o rimaneggiati. Anche non volendo applicare criteri ideologici nella lettura della realtà, occorre non una sola cultura poltica, ma caricarsi di ciò che rimane di più d’una di esse. Certamente, in un paese come il nostro avrebbe funzionato meglio tutto se si fossero mantenute quelle poche identità positive di carattere politico, morale e religioso faticosamente costruite: ovvero, i socialisti con i socialisti, i liberal-democratici con i liberal-democratici e i cattolici democratici con i cattolici democratici, ma è andata così… La verità è che l’identità è comunque importante, e fa stare bene una persona potersi definire nel mondo: non si può fare politica depressi esistenzialmente per colpa – paradossalmente – della politica stessa. Bel risultato!
    L’attualità del discorso di Mauro è tutto qui.

  45. Giovanni Says:

    Ci volevano i ciccioli per farti parlare.”Io saluto tutti i segni di un’età più virile e guerriera ch’è al suo principio…..” Ciccioli e Nietzsche ti siano da sprono carissimo Andrea

  46. Andrea Says:

    Questo estenuante tramonto bolognese è veramente al di là del bene e del male, transvaloriale, “BP style”: assomiglia molto, nel suo piccolo (interpellare le formiche, che nel loro piccolo, s’incazzano anche loro) alla vicenda del carotaggio “Deepwater Horizon”. Il prodotto è una melma oleosa che… hai voglia a diluire! Il “tappo” Cevenini terrà? Avremo bisogno – come la BP – di Prodi per rifarci l’immagine (doppio incarico immateriale e stralunante: evoluzione del Pedrazzi-pensiero su “pensare globalmente, agire localmente”, che vale anche a termini invertiti? Ah, gli invertiti… !!! Caro Giovanni, sarà che sono ritornato sulle pagine di Céline… ).
    Poco tempo fa mi sono imbattuto in una lunga intervista che Lukács concesse a Franco Ferrarotti nel 1971. Disse, Lukács, all’incirca: è mai possibile che il più grande partito comunista dell’Occidente sia così povero di elaborazione teorica marxista e che il suo capo, Togliatti, senz’altro un grande e accorto politico, sia così insensibile e non abbia reali interessi per la fondazione teorica dell’agire?
    C’è già tutto in questo allibito Lukács ormai al termine della vita.
    Il peggio è che il Partito comunista non riuscì nemmeno a fare i conti con il “modello emiliano”, che è stato ben poca cosa rispetto a tutto il resto che il suo nome – a ragione e non a torto – evocava!
    Così giungiamo a Campagnoli (che vuole parlare con i finiani), all’impiegata della Comunità montana di Pianoro ora vice-presidente della Regione, che dice che il candidato deve essere “popolare e preparato” (sic!), a Gianni Morandi, a sora Cecia e sora Nenia…
    Sono d’accordo con Anderlini, praticamente su tutto: preferisco il potere per il potere a questa solfa! Poi si dice che uno si butta a destra, direbbe un Totò, “invertito” anch’esso!
    A proposito di invertiti e di socialisti: la mossa furbetta di aggrapparsi ai presunti diritti civili… si iniziò con il divorzio, nel 1974, per terminare ora (per ora… ma si giungerà a legittimare tanto d’altro!) con i matrimoni omosessuali: ebbene, non pagherà né una lira né una peseta fuori corso! La gente, pur rimbambita e incolta, è stanca di queste cose: troppa sovraesposizione mediatica per non fare supporre l’ennesima manovra del “tollerante” Potere, direbbe Pasolini… come per le presunte ragioni (strombazzate con ogni mezzo) di Israele nell’ammazzare chi vuole, dove vuole, quando vuole, come vuole! C’è del marcio nel regno di Danimarca, ma l’inverno del nostro scontento purtroppo non è stato reso estate gloriosa da nessun sole di York.
    La fine delle culture subalterne ha segnato la fine delle culture politiche della sinistra di classe e l’estinzione delle classi (non come reddito: non parlo di scaglioni fiscali e non sto compilando un “modello unico”!) ha portato con sé la fine, nell’ordine, dei concetti di “popolo”, “proletariato”, “classe operaia”, “classi subalterne”, “operaio-massa”, “operaio-sociale”.
    Ora abbiamo solo occupati, disoccupati, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, popolo delle partite-iva: auguri e figli maschi!
    Non si potrà fondare nulla su questa “roba”! Magari fossimo alla “roba” di Verga! E così l’unica cosa che rimane è aggrapparsi alla verità senza divenire storico ma, kantianamente, come legge morale: fare come se Dio esistesse, ovvero, “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro me”.
    Se il “modelllo emiliano” ebbe un poco di senso fu nel fare inurbare i braccianti e farli diventare operai iscritti alla Fiom, o trasformarli in soci di benemerite e ben amministrate cooperative di produzione e lavoro. Con il corollario della “partecipazione”, delle “piccole e medie imprese”, delle mogli in Comune, ecc. ecc. Ci vuole tanto per fare i conti “teorici” con questa roba? Eppure non sono stati fatti! L’unico fu Franco Piro in anni lontani, ma ormai al crepuscolo dell’oggetto di studio, ovvero a inizi Ottanta. Ricordo la presentazione a Scienze Politiche di “Comunisti al potere”, con Guido Fanti, Pasquino, Matteucci e Gattei fra il pubbico, accanto a me, che all’orecchio, sarcastico, per contestare Fanti, difensore d’ufficio del “modello”, mi sibilò:”… il moderatismo, malattia senile del comunismo”. Questo per dire quanto eravamo già allora stanchi e scafati, per vedere oggi l’elogio della saggezza di Errani e della popolarità di Cevenini… Hic sunt leones?
    Vedi, Giovanni, i tuoi ciccioli dove mi hanno portato!
    Chiedo scusa a Cecconi: nulla di personale!

  47. maurozani Says:

    Caro Andrea. Sul modello emiliano mi ripropongo di tornare in seguito. Distesamente. E qualche spunto tu lo dai. Non sarà ignorato. La scusa a Cecconi non ti fa onore. Punto. Quanto al “potere per il potere”, conosco il tema. A fondo. Per averlo studiato (meno di te) e per averlo vissuto(più di te). Quantunque io passi, per l’opinione di qualche coglione un semplice leninista, non sono d’accordo. Non lo sono mai stato. E francamente disprezzo, forse al pari di un fascista (quello dello Sten) l’idea che si combatte solo e sempre per vincere. E’ bene vincere. Figurarsi. Ma a volte è talmente facile (come adesso) vincere che una roba che si chiama DIGNITA’ e FIEREZZA, consiglia ed anzi impone , a taluni, di collocorsi fuori e altrove.

  48. Giovanni Says:

    E se l’eterogenesi dei fini ricomponesse comprensione e discorso?Perchè comunque
    “Qui,malato nei visceri,giaccio,
    Le cimici mi stanno divorando
    .E anche luce e rumore di là!
    Son loro,li sento,che ballano…”
    (Cannto di un capraio teocriteo)

  49. Andrea Says:

    Visto che tu, così politicamente corretto, ti adonti per le mie scherzose scuse non dovute a nessun titolo a Cecconi, per via che è un omosessuale dichiarato e fiero di esserlo (strana questa storia della fierezza e dell’orgoglio applicato a delle sedicenti “scelte” erotiche!) e rilasci pagelline su ciò che fa onore o meno, cosa dovrei dire io del fatto che definisci uno dei miei migliori amici, peraltro defunto, “un fascista (quello dello Sten)”, senza prenderti la briga di chiarire che si tratta dello scrittore Carlo Mazzantini e che hai citato – “quello dello Sten” – una delle migliori pagine del suo romanzo più importante, più bello, più noto – “A cercar la bella morte” – senza dir nulla… a proposito che alla lunga questo tuo blog sarà utile!? (“Libro culto per autentici gourmet dell’intelligenza morale deposta nelle cose degli uomini”, scrissi per internetbookshop…). Voglio anche aggiungere che “il fascista” votò per socialisti e radicali per decenni, fino alla morte, sopraggiunta poco dopo le elezioni politiche di quattro anni fa, che lo videro candidato nella “Rosa nel Pugno”. Tanto per chiarire…

  50. Roberto Says:

    Ohibò, si sta arrivando alle stelle danzanti

  51. maurozani Says:

    Andrea. Non fare il furbo. Dignità e fierezza non son riferite a “scelte erotiche”. Lo vedi bene. Quindi smettila di giocare con le parole.Quanto a Mazzantini, non v’era affatto bisogno che lo citassi esplicitamente. Chi mi (ci ) legge da tempo sa (come sai perfettamente tu) quanto mi abbia colpito la lettura del suo libro autobiografico. Il contesto è chiaro , non intorbidarlo. Tanto per ri-chiarire il mio “politicamente corretto” mi porta a pensare che a volte è meglio perdere piuttosto che vincere per vincere: il potere per il potere. Giusto o sbagliato tale è il riferimento al fascista dello Sten. Un omaggio postumo…tra l’altro.
    Ma tant’è …mi sa che dipende molto da come ti alzi la mattina.

  52. Andrea Says:

    Mi alzo benissimo e nutro anche un certo affetto per te.
    Forse siamo in due a non capire: mi riferivo a Cecconi e all’orgoglio o fierezza gay od omosessuale che dir si voglia.
    “La scusa a Cecconi non ti fa onore” l’hai scritto tu… e ti ho risposto a proposito di ciò che penso dell’orgoglio e della fierezza applicata a “scelte” sessuali. Mi dispiace aver scomodato con leggerezza una persona come Cecconi che, pur non conoscendolo, gode della mia simpatia, non foss’altro per lo sforzo che fa di comprendere e divulgare ciò che scrivi, anche sulla politica internazionale.
    Voglio anche rendere omaggio al tuo coraggio e al tempo che dedichi alle buone letture.
    Io non ho mai fatto il furbo: chissà dove potrei essere se avessi scelto la furbizia… che non si sceglie, come non si sceglie la propra sessualità, ma si è scelti.
    Ho scritto molte cose che reputo importanti negli ultimi post e questa stupidaggine – quella sì! – ha intorpidito il resto, abbastanza chiaro e impegnativo. Io mi sono nutrito di Pasolini: non ho nulla contro gli omosessuali in quanto tali.

  53. Andrea Says:

    Cevenini si è detto favorevole al completamento del progetto Civis (tanto per tornare al tema di “figli di nessuno” e altri figli…) che, in tal modo, pare essere diventato l’equivalente della visita a Gerusalemme per chi abbia l’ambizione di diventare un politico di livello nazionale e, quindi, ministro degli Esteri o Primo Ministro.
    Qui mi sembra il punto chiave: a sinistra, sono convinto che si chiederà a tutti i partecipanti alla gara, la recita di questo atto di fede.
    Siamo giunti vicinissimi a scoprire di chi è figlio.
    Se tutti a sinistra inizieranno la loro corsa spezzando una lancia per il Civis, sarà evidente che il progetto lo ha voluto soprattutto la sinistra: altrimenti esordirebbero denunciando il ricatto messo in atto dalla destra, che “vuole ipotecare il futuro della città”, è piena di hybris, ecc.

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