Fattore Guazza.

La faccenda s’ingarbuglia ulteriormente. Dopo l’intervista di Guazzaloca che segue a ruota e, non per caso, la  ricapitolazione dell’impasse che Donini ha offerto in pubblico al segretario Bersani.

Proviamo a capire. Guazzaloca ,novello Platone, propone un “governo dei migliori”. Per definizione tale forma aristocratica di governo non prevede quella partecipazione “primaria” per la quale si è specializzato ormai il Cev.
E già qui c’è un primo ostacolo anche dopo il sondaggio pubblicato dall’Espresso. A parte ciò, (per il momento) sembra che il PD si apra alla possibilità di larghe intese. Qualcosa che riecheggia , almeno  nell’approccio, ciò che si propone a Roma. Come dicono qualificati esponenti del PD , “l’intervista di Guazzaloca è un buon segno, un allargamento del perimetro politico” che s’allarga a forze civiche.

Qualcuno ,gettando il cuore oltre l’ostacolo, apre anche ai finiani.
Ipotesi questa che contrasta con una possibile candidatura a sindaco proveniente dall’area di Fini a Bologna , la quale non va liquidata frettolosamente se inserita in un disegno di più ampio respiro nazionale.
A Fini potrebbe tornar utile , in prospettiva, raccogliere e poi consolidare un gruzzolo di voti a Bologna con la potabile candidatura di Sofia Ventura.
Specie se il terzo polo, o “l’area di responsabilità”, come l’appella democristianamente, Casini è destinata a rimanere (com’è probabile) allo stato larvale. Salvo scomporsi rapidamente negli scenari futuri.

Ma restiamo a Guazzaloca. E’ bastata la sua incursione per mettere in confusione il PD. Ancora una volta , dopo l’incidente, grave, dell’abbandono di Lorenzo Sassoli.

E questo la dice lunga sulla chiarezza d’idee che alberga nel partito nuovo in salsa bolognese.
Per conto mio , dirò subito, che il terreno, abilmente, proposto dall’ex sindaco non è facilmente praticabile per il PD se non scontando una ,forse rilevante, perdita elettorale anche in caso di successo del “perimetro allargato” di cui si parla.

Per spiegare perché , tuttavia , può esser utile richiamare ,in breve, il rapporto complesso e schizofrenico che , da un certo punto in poi, ha caratterizzato il rapporto tra Guazzaloca e la sinistra bolognese.
Quando vinse le elezioni, emersero subito  diverse tendenze all’interno dei DS, circa l’atteggiamento da tenere nei confronti dell’inedita situazione. 

Personalmente ritenevo assolutamente esiziale reagire con la bava alla bocca evidenziando il colpo subito. Invitai subito il sindaco , tra i mugugni di una base depressa e inferocita, alla festa provinciale de L’unità. Tra l’altro se non lo avessi fatto pubblicamente e tempestivamente si sarebbe invitato da solo, potendo comunque contare sul gruppo di amici del tresette coi quali ,infatti, si trattenne a lungo fino a notte fonda.

Più tardi lo invitai anche (era il sindaco eletto) a presenziare ad un congresso. Anche qui, sgomento generalizzato. Osai appellarlo per nome. Con normale cordialità e semplice buona educazione

Per non farla troppo lunga. C’era chi come me, riteneva di mantenere un profilo di rigore politico e di correttezza istituzionale: non siamo d’accordo con le tue proposte (ad esempio il metrò), ma sei il sindaco col quale si parla e al caso si dialoga anche. Perfino si concorda quando necessario. Avvenne, per esempio, nella difficile gestione del NO OCSE a Bologna. Mi pare nel 2000. Lui , verosimilmente antipatizzava con i contenuti di quella manifestazione, io simpatizzavo piuttosto apertamente, nonostante una malcelata riprovazione nazionale della mia parte. Comunque non successe nulla di rilevante sotto il profilo dell’ordine pubblico.

Era molto chiaro l’atteggiamento da assumere. Nessun sconto da parte dell’opposizione e nessun livore subalterno. Rispondere colpo su colpo, senza degenerare in una contrapposizione preconcetta sui programmi. Linea difficile. Ma produttiva.

Difficile perché stretta tra  altre due tendenze. Entrambe presenti nel gruppo dirigente. Allora c’era ancora. Il gruppo dirigente dico. Ma io ero , a parte una naturale inclinazione della quale non mi sono mai pentito, in condizione di non tenerne troppo conto, se non in via puramente diplomatica. In fondo avevo fino ad allora raccolto cocci anche in nome e per conto di chi li aveva provocati.

La prima tendenza faceva capo agli irriducibili sostenitori di un’opposizione a testa bassa, stile tori impazziti ripetutamente colpiti dalle banderillas che il Guazza scagliava con una certa maliziosa e talvolta perfida costanza.

Per costoro se il sindaco si lamentava per la stagione torrida , si era invece , con ogni evidenza immersi in un clima  siberiano.

Emergeva a tratti anche un sentimento di odio personalizzato.

Lo constatai persino, amaramente, nel corso della sua malattia. Mentre facevo il tifo, per lui. Mi sembrava un destino ingiusto. Aveva vinto le elezioni per un semplice colpo di vento(si potrebbe usare anche un’altra, più colorita espressione) e poi gli arrivava tra capo e collo una durissima batosta. A me piacque, a differenza della maggioranza dei miei, il modo con il quale Guazzaloca reagì.
Vabbè , adesso qualcuno , di mia conoscenza dirà che ero influenzato dalla mia nota ipocondria. Fatto sta che , soprattutto in presenza di determinate circostanze, non è un delitto, né un tradimento apprezzare il fattore umano, fino a provare un sentimento di sincera solidarietà nei confronti di un avversario politico.

Ma c’era anche la seconda tendenza. Quella che torna in campo oggi. Diversi esponenti di lungo corso del gruppo dirigente giungevano a dire più o meno apertamente, che l’errore, alla base della sconfitta del ’99, consisteva nel non aver candidato noi, direttamente Giorgio Guazzaloca.
Tra loro non pochi infatti lo avevano anche votato. E c’era anche chi riteneva di dover convergere su Guazzaloca nel corso stesso del mandato, salvo riproporlo in quello successivo.

La consideravo e la considero tutt’ora una tendenza suicida.

La barra comunque si mantenne ben diritta. Respingendo entrambi questi atteggiamenti.

E si tornò a vincere.
Anche se col candidato sbagliato al quale tuttavia era semplicemente impossibile opporsi.
Infatti quelli del gruppo dirigente nazionale lo volevano sbolognare. E lui, per ragioni diverse e opposte, anche. Una tempesta perfetta. La breve e deprimente “era” Cofferati. Il tribuno del Circo Massimo,fu accolto a Bologna tra le acclamazioni popolari e con l’entusiastico abbraccio del gruppo di incalliti masochisti promotori della cosiddetta “Sveglia”. Tutta bella gente , peraltro abituata ad alzarsi assai tardi. (Spero nel frattempo si siano davvero destati dal loro autocentrato torpore, anche se non se ne coglie più, da tempo, traccia alcuna).

E veniamo a noi. Anzi a loro. Quelli del PD.

Se si vedono costretti a valorizzare Guazzaloca dopo tutti questi anni vuol dire che sono davvero nei guai fino al collo. Non sanno più dove sbatter la testa. Oppure che anche a Bologna si è tentati dal disegno (dico e scrivo “disegno” per carità di patria) nazionale.
Magari ce lo spacciano anche come laboratorio, anticipazione lungimirante.
Per inciso , a me sta’ storia dei laboratori, delle officine e delle fabbriche, questo ritorno continuo ad una visione vuoi alchemica , vuoi manifatturiera, della politica mi ha un bel po’ annoiato. Anche perché ormai è chiaro che non c’è un bel nulla sotto il vestito.

I bolognesi, anche loro, forse si son stufati di ricoprire il ruolo di cavie o di api operose e ubbidienti.
Fosse venuto questo dubbio anche ai democratici nostrani invece di ridursi a mendicare un qualche aiutino dall’ex avversario, potevano strizzarsi un attimo il cervello dopo l’infausta prova di Cofferati. Lasciandosi alle spalle la demagogia a buon mercato sulle primarie e anche l’ennesima ricerca d’improbabili briscoloni.

Una strada c’era. Quella di aderire alla particolare situazione locale suscitando e mettendosi alla testa di un movimento di rinascita civica. Un civismo saldamente ancorato (per ideali e cultura) a sinistra, con le radici affondate in un senso comune che ancora esiste a Bologna , fatto di socialità e solidarietà, di tolleranza e buon senso, di volontà di confrontarsi con un futuro incerto, sempre più difficile.
Un appello “disinteressato” ma non depoliticizzato, alla cooperazione e collaborazione. La costruzione di una trasversalità d’intenti. Alla luce del sole. Un patto per Bologna che rompesse, senza mezze misure e tatticismi deteriori con una progettualità , tanto casuale, quanto sedimentata nell’inerzia e nell’impotenza della politica. Naturalmente bisognava ammettere d’aver sbagliato. Ma tanto la gente già lo sa, e magari apprezzerebbe un’aperta ammissione di “colpevolezza”. Anche nei tribunali c’è lo sconto di pena per questo.

Da qui , da un listone civico e di sinistra, poteva passare il dialogo anche con Guazzaloca. Anche col diavolo in persona. Se i cittadini venivano rimotivati a partecipare, non in primariesche farse, ma in un processo di costruzione di un nuovo progetto di governo, pur nelle strettoie imposte dai tempi attuali.

Ma, ovviamente tutto questo si poteva fare solo con sincerità d’intenti. Solo con donne e uomini in grado di mettere in secondo piano , almeno per tutta una fase, i loro pur legittimi interessi personali e le loro legittime aspettative di carriera politica. Un’alleanza con l’ex avversario adesso (con i civici come s’è detto) e in queste condizioni significa solo prender atto di un lungo e ormai definitivo fallimento.

Ma forse al PD tutto questo mio ragionare appare solo come un ozioso sproloquio.
In parte magari è pure vero.

Adesso la destra è presa da ben altre faccende. Gli sfracelli annunziati qualche tempo fa con un impegno straordinario dei Duci nazionali su Bologna sembrano ridimensionati alquanto. Ergo, alla fine in un modo o nell’altro passerà la nottata delle elezioni.

Ci sarà senz’altro un sindaco a Bologna.

Si tratta però di vedere cosa resterà del PD. Forse poco. Meno di quanto ci si aspetti.

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64 Risposte to “Fattore Guazza.”

  1. fausto anderlini Says:

    Crissimo Mauro, eccomi qui dopo lungo tempo. Mi riprometto di intervenire sulle tue note. Non prima comunque che tu, se lo vuoi, dia un’occhiata a qualche scampolo di analisi che ho proposto su Quarantena. Sì, perchè dopo un lungo esilio ho quasi vinto il disgusto al punto di tentare di riaprirlo. Mi riprometto di pubblicare malinconici film sull’america profonda. In seguito. Per adesso ho ceduto ancora ai riflessi condizionati del mestiere. Anticipo che Guazzaloca è un epfenomeno della nevrosi del Pd, e come tale va trattato. Adesso rinvio al sito:

    https://sites.google.com/site/quarantena2009/

    e poi, se ti garba, facciamo un bel dibattito. Sperando che intevengao anche quegli Andrea, Giovanni e Gino che non mi sembrano niente male.

  2. giovanni Says:

    Caro Mauro,anche noi dobbiamo avere il coraggio e la forza di accettare il fatto compiuto.”Il Partito “,da tempo, è stato svenduto perchè i padroni non sapevano come gestirlo. Oggi i resti sono all’asta. Vince chi è in grado di assicurare”un futuro”,anche se non di primo piano,alla “classe dirigente”

  3. maurozani Says:

    Caro Giovanni , probabile che dovrò arrendermi all’evidenza dei fatti… e dei misfatti.

  4. maurozani Says:

    Caro Fausto, continuiamo pure a dibattere, anche col tuo gemello Gino. Più di tutto, al punto in cui son giunte le cose m’interessano “malinconici film sull’America profonda”. Comunque ho letto i tuoi pensieri per bloggers come recensione a Biasco che ho sempre considerato persona intellettualmente onesta. Condivido diversi spunti analitici tra quelli da te proposti. Per il resto… resto sulle mie posizioni.

  5. Maurizio Cecconi Says:

    Mi prenda la briga di copia incollare la risposta, caro Mauro, al tuo post, del PD bolognese.

    BOLOGNA. RIZZO NERVO A ZANI: GRAZIE, MA IL PD SA COSA FARE

    Il PD di Bologna “non ha perso la bussola”. Lo assicura Luca Rizzo Nervo, coordinatore dell’esecutivo provinciale dei Democratici, che replica così al duro avvertimento lanciato oggi da Mauro zani. Un alleanza con l’ex sindaco guazzaloca sarebbe una tattica suicida per il PD, intimava l’ex segretario regionale dei DS, che raccolse nel ’99 il timone dopo la storica sconfitta del centrosinistra. Ma il gruppo dirigente dei democratici ci tiene a dare rassicurazioni. “Non c’è disorientamento e non abbiamo perso la bussola – afferma Rizzo Nervo – ogni giorno non mancano consigli su come il PD dovrebbe muoversi da qui alle elezioni amministrative, conditi dalla previsione di nefaste conseguenze se il partito non agisse come gli viene suggerito. ringraziamo sentitamente – manda a dire Rizzo Nervo – ma la linea del partito è chiara”. Il PD di Bologna è impegnato “con determinazione a dare compimento al progetto politico uscito dall’ultimo congresso provinciale – spiega il coordinatore dell’esecutivo. A dar vita ad una proposta per Bologna che tenga insieme prossimità e strategia. Un progetto , continua il dirigente Pd, da costruire ” insieme agli alleati del centrosinistracon cui governiamo Regione e Provincia e che assuma un profilo di civismo che il PD non vuole assolutamente appaltare all’esterno”. Allo stesso tempo però, precisa Rizzo Nervo, “siamo impegnati, perchè ci è chiesto ed è nostro dovere, nel guardare con attenzione e curiosità a chi è interessato al nostro progetto, sempre nel campo del centrosinistra e alternativo alle forze di destra”. perchè uno degli obbiettivi del PD è anche quello di “allargare e irrobustire il centrosinistra”. Del resto, afferma ancora Rizzo Nervo, “sarebbe stravagante rifiutare chi si propone di dare il suo contributo. Non abbiamo preclusioni e pregiudizi, ma dev’essere chiaro che il campo in cui operiamo è quello del centrosinistra. Tradotto se ci sono contributi senza veti al centrosinistra, ci si può sedere intorno ad un tavolo e parlarne, valutando comunque insieme agli alleati”. I finiani invece “sono un altra roba” assicura Rizzo Nervo.

  6. maurozani Says:

    Caro Maurizio, trovi la mia replica (breve) a Rizzo Nervo su FB in calce alla sua nota.

  7. Maurizio Cecconi Says:

    L’ho letta adesso, di ritorno dal cinema. Quando ho letto il comunicato stampa di Rizzo Nervo (che peraltro, per il poco che lo conosco, mi sembra una persona affabile e gentile, con cui un bicchiere di vino lo berrei), sono rimasto molto stupito.

    Prima di tutto dal titolo: “il PD sa quel che fa”. Uno s’aspetta di leggere esposto con chiarezza un progetto per la città e un percorso su come costruirlo e invece nulla, o almeno io non ci ho capito molto, salvo che i finiani sono di destra e che loro parlano e progettano con tutti, compreso Guazzaloca, che era appunto il nocciolo della tua critica, che dunque risulta autorevolmente confermato.

    Due. Il metodo comunicativo. Tu scrivi i tuoi pensieri sul tuo blog, come qualunque cittadino dotato di internet può fare, e in via rivani li scambiano per “consigli indesiderati” e ti rispondono con un tono che a me è parso, come dire, piccato e inacidito.

    E’ un gran onore. Io scrivo da anni sul mio blog e nessuno, né da via rivani né da qualunque altra via sede di partito, s’è mai impegnato a darmi una risposta! Rientro ancora nella categoria dei rompicoglioni che è sempre meglio ignorare. Tu nella categoria dei parenti rompicoglioni che è impossibile ignorare.

    Non ti celo l’invidia che provo 🙂

  8. Maurizio Cevenini Says:

    Caro Mauro,
    in effetti avevo letto solo l’agenzia e come promesso ho letto tutto.
    L’analisi è chiara, trasparente, diretta come hai sempre fatto.
    Posso confermare tutti i passaggi storici, a quel congresso in particolare ero seduto al fianco di guazza, allora mi parlava ancora.
    Penso che la vicenda nazionale abbia creato le condizioni per qualche sbandamento in più per un partito, afflitto da correnti scarsamente rappresentative e da troppi esternatori senza truppe. oggi non vedo, però, altro di meglio.
    Detto questo, come sai, la mia “brillante” carriera di consigliere regionale mi permette di non alzare la mano e osservare con attenzione gli sviluppi. Purtroppo manca molto la politica, quella vera non fatta di programmi tra “eletti” ma di condivisione e di consenso sulle idee. Ecco qui c’è la mia debolezza quindi mi fermo. Devo andare a dormire, notte compagno. Maurizio

  9. PUTA. A QUEER INVADER Says:

    Buone notizie: il PD risponde ai blogger…

    Mauro ZaniMauro Zani, ultimo segretario della più grande federazione comunista occidentale e già commissario dei DS, quando persero la guida della città a favore del centrodestra guidato da Guazzaloca, ha aperto, un anno fa, un suo blog. Zani è un blog…

  10. Beppe Bianchi Says:

    A proposito del rapporto schizofrenico, bisognerebbe poi ricordare quando grazie all’impegno del PDS Guazzaloca fu fatto fuori dalla presidenza della Camera di Commercio (anno di grazia 1998), liberandolo per la corsa a sindaco (lo ricordo bene, quel giorno. Alla Beverara erano tutti contenti, si stapparono bottiglie).

  11. maurozani Says:

    Vero. Ero a Roma quando ricevetti un paio di telefonate che mi preannunciavano la vittoria di Pirro. Servivano a coinvolgermi. E ci riuscirono. Infatti io avevo altre cose per la testa. Alcune molto impegnative che si “svolgevano”, se ben ricordo, tra Napoli e Milano. Inoltre pensavo che solo chi stava sul campo poteva decidere a ragion veduta.La penso così ancora adesso. Ciò non toglie che non mi opposi. Non colsi la potenzialità dell’evento. E per la verità pensavo anche che l’operazione avesse poche possibilità di riuscita.

  12. maurozani Says:

    Grazie Maurizio….

  13. Buone notizie: il PD risponde ai blogger « r&m Says:

    […] suo ultimo post, dedicato all’apertura del PD nei confronti di Giorgio Guazzaloca, ex avversario ora possibile […]

  14. Buone notizie: il PD risponde ai blogger « Renzo Samaritani Says:

    […] suo ultimo post, dedicato all’apertura del PD nei confronti di Giorgio Guazzaloca, ex avversario ora possibile […]

  15. roberto Says:

    Il PD risponde ai blogger: forse è un po’ presto per dirlo, visto che hanno lasciato morire il blog presente sul loro sito (www.pdbologna.org).
    Ma con uno shift temporale indefinibile, le cose le imparano anche loro.

  16. Maurizio Cecconi Says:

    Mauro, questo intervento di Paolo Soglia è interessante.

  17. Andrea Says:

    Io metterò in secondo piano le mie legittime aspettative di rimanere nell’ombra. Bell’articolo!
    Se pensiamo che tutto sia possibile, potremmo anche supporre che Maurizio Cevenini non è Zelig… nel caso in cui non lo fosse, lo si saprebbe con certezza solo dopo un anno almeno dalla sua elezione a sindaco.
    Che sia malvisto da Stefanini, da Campagnoli, da Guazzaloca, dagli intellettuali di sinistra è un ottimo segno… io non avevo nessun motivo per stimarlo: ora ne ho uno!

  18. Andrea Says:

    L’immagine di questa estate rimarrà quella di Gianpiero Calzolari con la bocca spalancata mentre addenta una mozzarella Granarolo… il nemico blu… l’invasione degli ultracorpi e la lotta solitaria e contrastata del soldato Cev…

  19. Maurizio Cecconi Says:

    Ieri sul Corriere di Bologna c’era un elzeviro di Pasquino sul ruolo degli intellettuali in rapporto alle elezioni amministrative e sull’ostracismo nei confronti di Cevenini.

    E oggi sul Resto del Carlino c’è un’intervista a Donini in vacanza, in cui spiega la strategia del PD. Mi sembra di aver capito che il PD non vuole Guazza come suo candidato sindaco, ma che non lo disdegnerebbe come candidato alle primarie…

  20. maurozani Says:

    Caro Maurizio, ti sono grato per avermi fatto notare l’Intervento di Soglia. Acuto nell’analisi e lucido nella proposta o meglio nell’approccio al futuro di Bologna. Non sono del tutto convinto che la proposta (almeno quella che io ho cercato di delineare) di lista civica si contrapponga, per passatismo, al suo modo di vedere le cose. Ma , d’altro canto non sono neppur del tutto convinto che la mia idea sia “realistica”. In fondo io muovo dalla lista civica per attirar attenzione sulla necessità di “una lunga marcia”. Insomma non mi butto in politica. Ci sono già stato. Non ho secondi fini e neppur primi e nè tampoco terzi. E forse proprio qui sta il mio eventuale difetto d’ottica. Comunque molto interessante.

  21. maurozani Says:

    Quando uno come Andrea (ciao) si esprime in termini di “lotta solitaria e contrastata del soldato Cev”, vorrà pur dir quelcosa. Se a Bologna si apre la campagna per salvare il soldato Cev beh , allora Ceveninini è già molto oltre la metà dell’opera. Anche se non è vero che si tratta di contrastata solitudine. Faccenduola più complicata. Segnatevi quest’ultima che poi ci tornerò sopra.

  22. giovanni Says:

    Cauro Mauro,

    da buon ultimo ho visto il cinegiornale sul corriere. Il neo-segretario del PD con il sigaro in mano, che spettegolezza con il gran capo, durante il corteo del 2 agosto e’ il segno dei tempi e quindi ci sta.
    Donini entra a far parte con tutti i titoli del caravanserraglio di via Rivarani.
    A mio avviso pero’ il Donini una mezza frottola, beninteso in buona fede, a gran capo l’ha raccontata. Non credo che Stefanini abbia mai espresso un veto nei confronti del nostro soldato Cev, credo piuttosto che ha comprendere “asso per coppe” sia stato Donini, il quale come dimostra il video, ha una certa difficolta’[ a comprendere la…. linea.
    Mai e poi mai Stefanini avrebbe potuto esprimere un cosi’ netto pregiudizio, poiche’ nei suoi confronti nessuno ha mai espresso neppure un giudizio post-factum. Nessuno infatti mai ha imputato al coperatore Stefanini di non essersi accorto che il signor C per ogni 3 euro incassati per UNIPOL ne incassava 1 per se’ in occasione della vendita delle azioni al signor Tronchetti mentre Gnudi doveva accontettarsi 4 euro per la sua societa’ e di zero per la consulenza. Non sarebbe stato onesto infatti imputare a Stefanini di aver posto ben due volpi a guardia del pollaio. Erano stati altri e per cio’ nessuno mise in dubbio la specchiatezza di Stefanini.
    Ecco il soldato Cevenini ha in comune con il generale Stefanini la specchiatezza, e’ per questo che non piace alle sanguisughe che si affollano attorno ai resti del PD.
    Se Donini non l’ha raccontata giusata al gran capo, c’e’ da chiedersi allora a chi e’ inviso il soldato Cev.
    Esaminiamo i fatti: il Cev conduce da anni una dura concorrenza nei confronti della chiesa Bolognese avendo celebrato migliaia e migliaia di matrimonii laici nella sala rossa da cui l’amico Guazza aveva scacciato per sempre gli sposi che non si acconciavano da farsi unire dai preti. Di peggio: il soldato Cev non fa parte della lista segreta degli accoliti che “girano” attorno alla curia bolognese; non si e’ mai congiunto con il cardinale, il suo vice, con gli arcipreti, preti e diaconi, e men che meno con i compagniucci dell’ Azione Cattolica, cioe’ con i discendenti del nasuto Don Sturzo e dello sghimbescio Dossetti.
    Quelli dell’Azione Cattolica sono di gran lunga i piu’ pericolosi e vendicativi e soprattutto quelli che piu” di tutti sanno far di conto. Anzi trascorrono la giornata a far di conto. E percio’ si sono resi subito conto che con il soldato Cev ci sarebbe molto da rimettere. Il soldato Cev infatti ignora il loro linguaggio, il loro modo di fare e disfare, in una parola e’ un perfetto alieno. Anche gestirlo percio’ comporterebbe molte difficolta’ in quanto si renderebbe necessario addirittura parlare con lui “in chiaro”. Hanno cosi’ deciso di farlo fuori mettendo in bocca al compagno Stefanini cio’ che Stefanini non ha detto, ovvero cio’ che il Donini ha creduto di capire.
    Naturalmente a Donini io non tanto riconosco il beneficio del dubbio quanto quello della mancata comprensione e del contesto. Puo’ darsi infatti che il Donini abbia espresso un’ idea sulla capacita’ di governo del Cevenini mentre Stefanini diceva si’ alla segretaria che gli chiedeva conferma su un appuntamento. Di qui e’ nato sicuramente l’equivoco Ma siccome Donini e’ un dossettiano per sua esplicita ammissine e per aver respirato l’aria di Monteveglio ecco che e’ scattato il riflesso condizionato. I preti, si sa, non scherzano. Don Sturzo vendette i suoi voti al Duce in cambio del Concordato, Dossetti e La Pira, infinocchiarono il Migliore e poi lo cacciarono dal governo. Tutti e due dell’ Azione Cattolica. Quanti ce ne sono oggi a Bologna di quell’Associazione nelle istituzioni e nella societa’ controllate dalle istituzioni? La precisa risposta ce la dara’ l’amico Roberto, perche’ mi sta per scadere il tempo d’accesso ad internet.

  23. Andrea Says:

    Ciao Mauro. Per un giudizio mio più impietoso sul Cev ti indico la rediviva quarantena dell’amico Fausto… solo per scherzare un po’…

  24. Gino Says:

    A parte la ricostruzione fantasiosa, la sopravvalutazione del dossettismo di Donini e della cattiveria dell’azione cattolica, in quello che lei dice, Giovanni, c’è del vero. E’ vero che Stefanini è stato impropriamente identificato con un ‘piano’ dei ‘poteri forti’, che non esiste se non come sistema di pratiche genericamente condivise. E’ vero che l’Unipol è ‘forte’, ma è un fatto che i boss cooperativi vanno ognuno per la propria strada. Forse, fra tutti, Stefanini è il meno organico. Avrà espresso qualche opinione, ma è illogico pensare abbia posto dei veti a nome di più vaste consorterie. Ed è vero che la Curia era molto soddisfatta per come si erano messe le cose dopo le elezioni del 2009. Per la prima volta a Bologna (e Provincia) non c’era più traccia di comunisti. Vecchi e l’Avvenire sputarono fango su Cofferati, ma si rifiutarono sino all’ultimo di dire qualcosa su Delbono. E’ probabile che fra i congiurati che in una notte buia e tempestosa tentarono il colpo di Palazzo facendo ritirar le dimissioni al loro campione ci fosse anche qualcuno di Via Altabella. Dietrologie. Ma è vero che il Cevenini rispetto a tutto cò sembra davvero un alieno. Se mi permette, signor Giovanni, lei ha dell’acume, anche se spesso si lascia sopraffare da un eccesso di passione. Scusandomi per questa licenza, la saluto cordialmente Gino

  25. Andrea Says:

    Il problema di Giovanni è che non conosce il mondo cattolico in nessuna versione… con tutta la simpatia per Giovanni, credimi.
    Che Stefanini sia il meno organico, dopo tanti anni, è tutto da dimostrare…
    Che poi qualcuno voglia approfittare del suo carattere mite è un altro discorso… ha ceduto anche ad uno squalo come Romano Montroni…
    Quando a Bologna c’è qualcuno di buon carattere viene usato malamente.
    Il Cev è solo l’ultimo… spero bene per lui! Forse la fine del tunnel è vicina.

  26. Maurizio Cecconi Says:

    Se Cevenini è laico è distante dal potere forte della Curia, è un punto a suo favore.

    Personalmente non riesco a dimenticare che quando io e il mio fidanzato abbiamo chiesto di fare un gesto simbolico a Delbono, unendoci davanti alla città, per lanciare il segnale che in Italia c’è necessità di dare riconoscimento giuridico alle coppie omosessuali, Cevenini disse ai giornali: “Perché non l’hanno chiesto a me che sposo tutti?”, per concludere, alla frase successiva: “Ma se me lo avessero chiesto, non lo avrei fatto”.

    La laicità di un candidato e la sua capacità di intervenire positivamente, rilanciando, nel dibattito pubblico si misura anche da queste cose.

  27. Andrea Says:

    Caro Maurizio Cecconi, questo dimostra solo una cosa: che il soldato Cev è “presente a sé stesso e non accetta caramelle dagli estranei”… direbbero le nostre nonne; poi, certo, non si fa così… io avrei detto cortesemente che non avrei mai sposato omosessuali, soprattutto quelli in vena di alzare il tiro contro il mondo cattolico… per il gusto di avere il loro odg posto all’avanguardia del politicamente corretto e corrotto di regime mondiale laico massonico con cultura a stelle e strisce e stalle e strascichi.

    Andrea Ventura

  28. Maurizio Cecconi Says:

    Caro Andrea Ventura, confondere la battaglia per i diritti civili e per l’uguaglianza con delle polemiche pretestuose nei confronti del mondo cattolico (che monolitico e filoclericale non è affatto; lo è solo la maggioranza dei cattolici, non TUTTI i cattolici) è un’esercizio di pura fantasia. Può sì albergare nella mente di alcuni, ma non ha né dignità né pertinenza con la questione sollevata.

    Che lei poi scambi la richiesta di nozze simboliche per “caramelle offerte da estranei”, la dice lunga sulla sua confusione. Io non ho mai sentito di politici che vanno a chiedere a delle coppie di sposarsi, ma semmai il contrario, ovvero solo delle coppie che vanno a chiedere di sposarsi.

    Che lei poi non voglia sposare delle coppie omosessuali è invece legittimo. Vorrà dire che il primo brindisi lo dedicheremo ai renitenti della laicità.

  29. Andrea Says:

    Caro Maurizio, azzeriamo tutto! Io non ho nulla contro gli omosessuali ma, abbia pazienza, essendomi formato nel marxismo radicale degli anni Settanta, quando si combatteva contro la famiglia borghese e si deridevano i diritti civili come trucco socialdemocratico, non sono mai riuscito a capire perché uscire dalla famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio” per ritornarvi come “società innaturale fondata sul matrimonio simbolico”.
    Vorrei anche rendere omaggio al morente Cossiga, che in qualche modo (da massone infiltrato nel mondo cattolico e adepto del Rito Scozzese Antico e Accettato) ha fatto supporre più volte, per chi ha orecchie per intendere, quale ruolo gregario ha avuto il nostro Paese nel contesto internazionale, stragi incluse… Cossiga, scherzando con un giornalista, non molto tempo fa, disse che si sentiva un conservatore e in fatto di sessualità addirittura un reazionario. Mi associo al vecchio combattente di Gladio.

  30. Maurizio Cecconi Says:

    Caro Andrea, azzeriamo tutto e ricominciamo da capo. No problem: l’oggetto del mio primo commento (il cui contenuto confermo) era Cevenini, non lei.

    ***

    Di lei contesto le argomentazioni, che reputo infondate e, è lei stesso a confermarlo, datate al marxismo radicale, alla divisione fra struttura e sovrastruttura, alla sparizione dell’individuo e delle sue legittime aspirazioni alla felicità a favore dell’uomo “sociale”, tutto proteso e sacrificato nella costruzione del “mondo nuovo che verrà”.

    E di lei contesto anche le leccatine politiciste da servire all’elettorato cattolico conservatore. Pura tattica, zero principi. D’Alema docet.

    ***

    Sulla definizione di famiglia quale “società naturale fondata sul matrimonio”, lei fa della confusione, forse dettata dall’essere a digiuno della terminologia giuridico-costituzionale.

    Quando in un testo giuridico lei legge “naturale” non deve tradurre in “secondo natura”. E’ un’espressione che significa che quel diritto preesiste al diritto positivo, le cui fondamenta sono appunto la Costituzione (e qui nello specifico, l’articolo 29). Tradotto in soldoni: la mia famiglia e il mio diritto a sposarmi non può essere intaccato, in nessun modo, da una legge ordinaria dello stato. Che, se fosse approvata, sarebbe incostituzionale.

    Se vuole approfondire la questione, le consiglio la lettura della recentissima sentenza della Corte Costituzionale numero 138/2010, nella quale la Consulta ricorda che per famiglia deve intendersi qualunque formazione sociale costruita per volontà dei partecipanti e che tale formazione sociale, la famiglia, liberamente formata, è tutelata altresì dall’articolo 2 della Costituzione.

    Detto questo, resta una questione da chiarire, da lei sollevata. Lei sostiene: “perché dovrei battermi per permettere alle coppie omosessuali di sposarsi se non credo alla famiglia borghese”?

    Risposta: perché lei, Andrea Ventura, dovrebbe disporre di un diritto (quello al matrimonio), che può decidere liberamente se usare o no, e invece io e il mio fidanzato non possiamo avere questa libertà di scelta? Perché lei non vive questa limitazione alle possibilità di alcune persone come una ferita al principio di uguaglianza? Che lei sia d’accordo sul matrimonio oppure no dovrebbe essere una questione irrilevante, al fine di decidere se spendersi per difendere le pari possibilità dei cittadini.

    ***

    Francamente non comprendo cosa significhi l’espressione “sessualmente reazionario”. Picchia le donne prima di andarci a letto? Non s’aspetta l’orgasmo femminile perché solo l’uomo ha diritto al piacere del corpo? Si spieghi, son curioso.

    (E come può la “reazione” essere un valore disprezzato politicamente e rivalutato sessualmente? A mio avviso è una schizofrenia eterosessista e patriarcale dalla quale mi tengo molto distante).

    ***

    Cordiali saluti, MC.

  31. Andrea Says:

    Lei è un breviario della post-modernità politicamente corretta, caro Maurizio. Che le sentenze odierne facciano prevalere il pensiero egemone culturalmente ora e che lei sostiene a spada tratta non mi meraviglia affatto: la Corte Costituzionale è lì per armonizzare testi vecchi con il tempo presente, svolgendo un’opera di ammortizzazione sociale e politica.
    Avete vinto! E’ anche per questo che non sono più di sinistra nel senso corrente… chieda a Mauro!
    I “padri costituenti” per “naturale” intendevano “secondo natura”: lei li vede Togliatti, Ruini, Moro, Dossetti, La Pira, Fanfani, a sostenere che il diritto positivo precede il dato biologico della creazione e della perpetuazione della specie secondo un’idea che nemmeno il più radicale massone anticattolico riuscirebbe a pensare? Altro che diritto alla felicità, con cui la sua generazione ha fatto da apripista al nulla odierno!
    Lei ha un grande defit di humour se non coglie al volo la benevolenza del massone cattolico ora morente Cossiga verso di voi: intendeva dire che rimaneva rigidamente eterosessuale!
    Io sono un reazionario convinto, disprezzato politicamente e fiero di esserlo. Sono egosintonico e ho fatto i miei lunghi anni di analisi.
    Sostenni l’esame di diritto pubblico con Augusto Barbera in anni lontani meritandomi un trenta non politico.
    Se le può interessare… lei mi è simpatico, anche se rovinato dal suo e, ahimè mio (ancora per un po’), tempo.
    Avrebbe potuto risparmiarsi almeno le “leccatine politiciste” all’elettorato cattolico conservatore di cui mi fa carico: io sono anche un cattolico conservatore e anticonciliare… Spiacente!

  32. Maurizio Cecconi Says:

    Mah, che dire? Contento lei.

  33. Giovanni Says:

    Vedo che e’ in corso una discussione “ombelicale” tra Andrea e Maurizio, per quanto i nostri amici siano stati lodati nei corsi universitari vorrei subito rassicurarli circa l’inesistenza del diritto naturale così come di quello divino. Esiste il diritto positivo e, prima di questo lo jus gentium che prevedeva il matrimonio eterosessuale. Oggi , in Italia , nessun sindaco o delegato può sanzionare un contratto matrimoniale tra persone dello stesso sesso. Ciò costituisce la semplice spiegazione per cui Cev disse no a Maurizio , perché non c’è solo la. Costituzione ma anche il codice civile. Per quanto mi riguarda sono a favore del riconoscimento giuridico di tutte le unioni nella consapevolezza che i vincoli rendano gli individui più responsabili e meno instabili. La questione ,pero’, che stavamo dibattendo e’ un’altra: chi sono i nemici del Cev e perché temono che lui sia sindaco della città . Al signor Gino vorrei dire che soltanto gli studiosi sono in grado di ragionare sine ira vis ac mens, mentre io sono abituato alla pugna . E prima dell’assalto, preferisco il modo mongolo di creare scompiglio nell’altrui recinto: lancio una carogna putrefatta al di la’ delle mura. All’occorrenza dissimulo anche l’ora ma solo per fregare i prete, da cui secondo l’insegnamento ricevuto da mia nonna all’età di 5 anni , non prendo neppure una caramella. Caro Andrea , tu che la sai lunga , dovresti spiegare a questo infedele, il mondo cattolico bolognese, e, in specifico, la sua differenza dalle gerarchie ecclesiastiche da Caraff

  34. Giovanni Says:

    All’ultimo degli accoliti . Io so che i nemici dell’alieno Cev sono i preti , i prodiani, gli ex incappucciati ( massoni) , che oggi agiscono alla luce del. Sole, i costruttori e tutti quelli che succhiano ilidollo di questa città . cev e Stefanini sono figli del popolo e spero che in questo frangente non abbiano preso la laurea a scienze politiche. Abbiamo bisogno di persone oneste integerrime e in buona fede. Il resto arriverà .

  35. Beppe Ramina Says:

    Giusto per aggiungere una postilla alla coda di questa conversazione, iniziata su altri temi: Francesco Cossiga fu il primo presidente della Repubblica a ricevere una delegazione di gay e lesbiche al Qurinale. Dopo di lui, lo ha fatto il 28 giugno scorso il presidente Napolitano.
    Cossiga si rappresenta eterosessuale, ma evidentemente è convinto che questo non lo debba portare a disprezzare altre scelte. In altri termini: si comportò da presidente di tutti e di tutte, sottolineòla laicità della Repubblica.

  36. maurozani Says:

    Mah. Non sono mica convinto che esprimere riservatamente un giudizio su qualcuno: Stefanini versus Cevenini, sia di per sè delittuoso o anche solo poco commendevole. Donini rende partecipe un Segretario nazionale, peraltro in notoria e ovvia sintonia con il presidente di Unipol, che quest’ultimo fa notare che c’è ,per il Cev, il problema di governare. Mica avrebbe detto, lo Stefanini, che il Cev è un assassino! In questo caso non mi pare che Donini, il malcapitato (in senso lato) abbia malcapito.

    Insomma cari Giovanni e Gino lo sanno anche i sassi a Bologna qual’è il pregiudizio in vigore da gran tempo su Cevenini. Ve lo ricordo in volgare: tutto fumo e niente arrosto. ( E , in verità,fino a poco tempo addietro, il suddetto Cev aveva fatto poco o nulla per smentirlo nei fatti).

    Comunque che Stefanini lo ricordi a Donini non dovrebbe scandalizzare alcuno. Io lo trovo del tutto verosimile. Se non vero. Così come trovo normale e logico che la cooperazione sostenga Sita, (sia pur solo come candidatura di bandiera), assieme allo stesso Stefanini.

    A suo tempo nessuno si scandalizzò quando , anche per linee un pochino meno interne e dagli stessi ambienti (fin dall’epoca Guazzaloca e con decennale continuità) fu sostenuto, che Del Bono: lui sì era capace di governare. E così facendo si avanzava, verosimilmente un qualche pregiudizio in altre possibili direzioni. O magari si esprimeva solo una legittima preferenza. Si faceva comunque una scelta.

    In verità, poteri forti, intermedi,deboli e debolucci e associazioni varie , dall’Unipol alla bocciofila , tutti, in questi giorni parlano di ciò di cui ha riferito Donini a Bersani.

    Secondo me , si delinea una situazione che vede crescere le quotazioni delle bocciofile, stante un atteggiamento tutt’altro che malaccorto del Cevenini.
    In fin dei conti il pregiudizio sopradescritto favorisce la lunga corsa di Forrest Gump. Se sia un male o un bene ne discuteremo (per quanto mi riguarda ) più avanti. Magari a ragion veduta. Anche se , premetto , per me la politica viene sempre e comunque prima. Della serie cosa fa il PD?? E non solo a Bologna.

    PS.1 Avvertenze e controindicazioni. Come nel bugiardino dei farmaci.

    La categoria “figli del popolo”. Non l’ho mai trovata, alla luce dell’esperienza, particolarmente dirimente. Laurea in scienze politiche a prescindere. (su questo punto simpatizzo con Giovanni).

    PS2. Spero si sia compreso che Donini riferisce di Stefanini non semplicemente per saper cosa pensa il gran capo, ma anzittutto ai fini di togliere dal proscenio la candidatura di Sita . Gli è funzionale usare il “pregiudizio” in tal senso.

  37. Andrea Says:

    Cevenini è la misura giusta per Bulàgna di tutte e di tutti, di sopra e di sotto, di sinistra ma anche un po’ di destra, di destra ma anche un po’ di sinistra, di parrocchia ma anche di bar sport, di arciuisp ma anche di solo uisp, di canne con la cravatta ma anche in T-shirt, di pesca centrale gigante ma anche di ristorante della pianura, di Duccio ma anche di Buoninsegna, di Maurizio ma anche di Andrea, di diritto positivo ma anche negativo, da davanti ma anche da dietro, per chi ne vuole ma anche per chi non ne vuole più, senza se ma ancora con qualche ma, con ma ma anche con pa, con il Civis ma per la città, con Fausto ma anche con Fausta, con Tullio Pericoli ma anche con Emanuele Pirella… tutti da Fulvia Cevenini sabato sera!

  38. giovanni Says:

    Caro Mauro, quello che e’ legittimo puo’ essere fatto apparire come delittuoso. Conta il contesto. I media, in senso esteso, non scherzano e, poi, neanche il PD scherza.
    Come tu sai, nell’immediatezza delle dimissioni del prodiano Delbono , per garantire la continuita’ di governo degli affari, fu portata avanti l’idea “bipartisan” per ottenere la leggina dal governo di centro-destra.
    fu, dunque, proposta la candidatura a sindaco della Citta’ ad una gran signora dell’industria bolognese, la quale , pero’, cortesemente rifiuto’ l’offerta.
    Da “questo percorso” salto’ fuori la proposta subordinata del sindaco- conte. Chi partori’ l’idea e chi la mise in campo? I maoisti direbbero la solita ” banda dei quattro”. Credo di comprenderti, allora, quando dici che i figli del popolo non possono costitiure un discrimine. Tutti noi che abbiamo l’onore di partecipare al tuo blog, ricordiamo quel giovane laureato ( in scienze politiche?) che, entrato con le toppe al culo nel partito, appena eletto, si mise a frequentare ” i gran signori”della citta’ e non, dispensando nomine e favori a destra e manca,impoverendo -irrimediabilmente- il tessuto economico-sociale della citta’.
    Ripeto, ti capisco, o almeno credo di capirti.
    Qualcuno teme che il soldato Cev possa essere fatto prigioniero o si dia spontaneamente dopo le elezioni. E’ un rischio. Un’alea che si puo’ ridurre affiancando al Cev una lista civica in grado di eprimere 6-7 consiglieri. Altre strade percorribili non ne vedo. Al momento, in ogni caso la lista civica ci sta, chiunque sia il candidato sindaco del PD. Fidarsi e’ bene non fidarsi e’ meglio, considerati i precedenti.
    Quelli di rifondazione e del SEL gia’ li abbiamo visti all’opera, comodamente accucciati.

  39. Maurizio Cecconi Says:

    Fausto Anderlini: l’alleanza del PD con Guazzaloca varrebbe il 3% http://bit.ly/aUh9Da

  40. Andrea Says:

    @ Giovanni

    Condivido – in partibus infidelium – tutta l’ultima parte (sette/otto righe).
    Un caro saluto a tutti e un arrivederci in qualche caffè o ristorante di buon livello… forse, chissà, se vorrete, se saremo in salute, se saremo in vena.
    Un augurio anche al Cev.

  41. giovanni Says:

    @ Andrea

    Il tuo elzeviro sull”universalita’ del Cev mi ha molto divertito.Sano humor,brio e ritmo.
    Non penserai pero’ di lasciarci senza spiegarmi il mondo cattolico bolognese.In prosa o versi,terzine o rime sciolte E non risparmiarmi l’esametro se si tratta di epica.Non deluderci.Poi ci verdremo pure al Roxi bar …

  42. Andrea Says:

    Giovanni, come faccio a spiegarti una galassia che va dalla Cisl all’editoria, dall’associazionismo alle parrocchie, dal clero secolare agli ordini religiosi, dal Conte Acquaderni a Giuseppe Alberigo, dalla Democrazia cristiana alla Fuci, da CL all’Opus Dei, dai cattolici democratici ulivisti del “Regno” a Padre Toschi, dallo “Zecchino d’oro” al compianto Padre Santucci, dalle proprietà immobiliari a Padre Marella, dagli atei devoti ai missionari salesiani, dal Centro italiano femminile all’Associazione mariana, dall’Avvenire alle Edizioni Domenicane, dai gruppi biblici ai gruppi di preghiera, dal volontariato ai medici cattolici, dalla Compagnia di Gesù ai tradizionalisti, dalla scuole elementari San Giuseppe alle medie e liceo San Luigi, dalla Casa di cura Toniolo all’Istituto per le Scienze Religiose?…

  43. roberto Says:

    Sicuro che la galassia non possa essere zonizzata, se pur con qualche approssimazione?
    Si potrebbero così individuare compagni di viaggio con i quali è possibile fare un pezzo di strada piacevolmente assieme.

  44. Andrea Says:

    Caro Roberto, i compagni di strada della sinistra sono da sempre i cattolici democratici, ovvero, a Bologna, il gruppo editorale che edita la prestigiosa rivista “il Regno” e, naturalmente, gli intellettuali che vi scrivono… poi il cosiddetto “Studio bolognese”, ovvero l’Istituto per le Scienze Religiose, diretto ora dal reggiano Alberto Melloni.
    Voi di sinistra non vi siete mai resi conto che il mondo cattolico procede per linee interne più che per stendardi al vento… quindi troverete orecchie ben disposte anche in CL o nell’Opus Dei, ovviamente nei gesuiti… non parliamo poi della Cisl o delle Acli…
    Certo che il mancato studio del cattolicesimo italiano e l’estraneità radicale al trascendente che avete sempre mostrato vi faranno ostacolo alla comprensione dell’insieme e anche degli uomini…
    Se prendeste l’abitudine di sfogliare quindicinalmente almeno “La Civiltà Cattolica” ne trarreste grande beneficio, oltre al “Regno”, l’agenzia di stampa della sinistra cattolica “Adista”… ma non voglio fare il maestrino, oltre al fatto che il mondo cattolico (e protestante), pur avendolo frequentato molto, non è precisamente il mio mondo di formazione.

  45. Lorenzo Sassoli Says:

    Condivido in pieno l’ analisi e le proposte di Mauro. Analis e sintesi finale perfette. Al di fuori di questo blog continuo invece a non vedere progetti intelligenti per la città ed il suo futuro. Si parla solo di nomi, alleanze, strategie di bassa politica, quando, ormai è chiaro a tutti, che se non si definisce un porto di approdo a medio-lungo termine, ogni decisione presa sarà, nella migliore delle ipotesi casuale, se non dettata da interessi particolari. Come si fa poi a parlare di alleanze se non si sa cosa si vuol fare? Se queste vengono prima dei progetti allora vuol dire che il bene della città è messo in secondo piano rispetto alla forsennata bramosia di vittoria elettorale. Si può anche perdere, perchè no? Dossetti perse ma Dozza realizzò buona parte del progetto formulato nel “libro bianco” dell’avversario e Bologna ne guadagnò.. Temo invece che, come è avvenuto da tempo, anche stavolta si sceglierà il candidato (sorvolo sul metodo) e a lui si delegherà la formulazione di un programma (non progetto) sottoposto ai possibili alleati e così ci ritroveremo tra cinque anni a riparlare di necessità di proiettare Bologna nel futuro attraverso la formulazione di un progetto chiaro e condiviso, come in tanti abbiamo, inutilmente, chiesto (Fanti docet) nel 2004 e nel 2009. Vorrei infine, nell’occasione delle ferie estive, complimentarmi per la competenza e la qualità degli interventi e augurare a tutti i partecipanti al blog un buon Ferragosto

  46. giovanni Says:

    @ Andrea

    Il mondo cattolico bolognese cui tu fai cenno e’ esattamente quello che intendo io,Percio’ penso che se credi in quello che scrivi hai davvero bisogno di aiuto.In proposito ti faro un discorsetto a parte,senza chiederti educatamente licenza
    Sui dossettiani & C. mi auspico che Mauro apra una pubblica discussione.Ho da dire piu’ di una cattiveria.Anzi vorrei distruggere l’artefatto mito di quel modesto furbetto,Mauro permettendo,si capisce
    Buone ferie a tutti,qui internet costa un occhio all’ora

  47. Gino Says:

    Egregio signor Lorenzo mi permetta di dissentire con Lei. I quartieri e il planning parrocchiale della Dc di allora ebbero successo perchè dall’altra parte c’era un Pci pronto ad accogliere l’anelito alla partecipazione, in quanto, seppure ideologico (o forse proprio perchè tale), era ‘costituzionalmente aperto’. Ho seri dubbi che le sue buone idee (se le ha) sarebbero recepite, perdendo le elezioni, da altrettanta disponibilità da parte dei vincitori. Più che significare un nobile autodafè ideal-progettuale, la sua tattica mi sembra piuttosto buona per degli sprovveduti. Del resto Lei mi conferma, in questo, la sua autentica natura di uomo di sinistra, per la quale una sconfitta onorevole è sempre preferibile a una prosaica vittoria. Atteggiamento che diventa ancor più enfatico in chi venendo da mondi avversi ha reciso radici e rapporti ascritti nel nome di idee grandi altrove dislocate. Conseguentemente Lei aborrisce nomi e alleanze che non discendano da una sublime visione della città. In realtà le cose sono più pratiche e mescolate. Uomini, idee, approcci politici, ricerca di alleanze (e di ‘posti’), sono sempre in qualche misura incardinati ad ‘idee’, almeno in potenza. Siamo nel regno delle cose umane, le quali non seguono schemi astratti. Io poi non ho ben capito come la sua candidatura sia venuta fuori. E come sia stata bruciata. E perchè Lei l’abbia ritirata. Inoltre perchè riceva adesso così buona accoglienza laddove prima (come in questo blog) ci si turava il naso. E infine perchè secondo alcuni giornali Lei sia sia ‘rilanciato’ solo avendo scritto questo post. Io non disprezzerei il fatto che Lei alzasse la mano e confermasse il desiderio di ‘correre’. Avremmo così un nome, forse delle alleanze, e sicuramente qualche buona idea che li guida. Senza per questo dovere inveire contro il cinico mondo (dove c’è il Pd) che non capisce….

  48. maurozani Says:

    Mi permetto di rinviare il signor Gino (e il suo eventuale gemello) ai post precedenti nei quali s’avanzarono ipotesi, circostanziate alquanto, intorno alla candidatura di Lorenzo Sassoli. Parlavasi dell’asse Roma-Modena- Ravenna. Della ricerca di una via d’uscita al cul de sac delle primarie e di altro ancora.
    Quanto al PD, Sassoli dice ciò che pensiamo in molti. Molti di noi che continuiamo a non capirlo..questo PD che continua a non capire.

  49. Gino Says:

    Presto fatto. Ha cominciato Lei, signor Zani. Mi permetta di citarla. Post “Public hearing” del 13 maggio: “Intanto emergono anche un paio di nomi illustri ben addentro l’establishment. Società civile a 24 carati. Mica gente da nulla. Il presidente della Fondazione Del Monte, Marco Cammelli, giustamente stimato in vari ambienti e del quale non è la prima volta che si parla. Segue (probabilmente favorito) un briscolone civico come Lorenzo Sassoli de’ Bianchi il cui nome è già di per sé un programma. Secondo solo a Luca Cordero di Montezemolo. Anche per cumulo d’incarichi e presidenze. Solidità, tradizione , cultura, impresa, unita ad una naturale propensione all’innovazione” . Ed è lì che il Sassoli ha fatto capolino nel blog, richiamando con garbo e stile alcuni tratti della sua persona. Al seguito un piacevole siparietto fra il “Conte rosso” e il “proletario dell’anima”, che alla fine, fulminato da tanta nobiltà d’animo, si dichiara touché [tra l’altro su quello stesso post fa capolino anche un tale Arturo, forse apocrifo, comunque anch’esso ricambiato da simpatetici inviti, poi replicati da altre galanterie auto-biografiche, come nel post del 6 Agosto..].
    Il sipario tuttavia si riapre scabrosamente con le “Carte coperte” del 25 Giugno, dove Sassoli è valutato come una variabile delle macchinazioni sull’asse Roma-Modena-Ravenna. Non proprio un occhio di grande riguardo, nonostante l’abbandono di toni salaci, sostituiti da un più oggettivo distanziamento politologico. Tanto è vero che il 28 Giugno l’apostolo Giovanni interviene duro assai (e oltremodo arrogante) sul passato del Conte, individuato come il candidato-sindaco preferito da Bersani, Errani e Bonaccino (sic!). Sassoli non perde l’aplomb e replica con un impegnato intervento sui deficit progettuali della città. Fatto seguire da una conclusione fulminante:
    “E i debiti che si chiedono quando arriverà la generazione che li pagherà? Mi permetta di concludere con una battuta: se una mucca si lancia a tutta velocità contro un coltello affilato, qualche bistecca ci scappa”. A questo punto, ma solo a questo punto, Lei, signor Zani, è evidentemente conquistato. Parlando di carne il Conte e il proletario sono alfine accomunati, come dimostrato da una epigrafica consonanza. Lo chiama addirittura per nome: “Sì, caro Lorenzo, allo stato dei fatti attuale è purtroppo assai probabile una dieta a base di bistecche nel prossimo futuro”. Lo stesso Giovanni dismette il ruolo del fustigatore screanzato e si accoda, così che Sassoli, il primo di Luglio sul far della sera, lo accoglie come suo figliuolo, addirittura biblicamente: “Grazie caro Giovanni. Di cuore. Ha proprio ragione. Ci sono certamente altri modi, più intimi e dimessi – come chi digiuna nella Bibbia – per realizzare qualcosa di utile. L’opera silenzioso della compassione, di chi non cerca il clamore dei media. Nella miglore tradizione, si faceva politica per impoverirsi”. Ma com’è rapsodico e libidicamente umano il blog ! C’è un post scriptum. Infatti l’apostolo Giovanni deve ancora sparare alcune cartucce rimaste. Il 6 Luglio, al seguito dell’“Ultimo appello” torna, forse roso dall’invidia, sulle tante presidenze del Sassoli: “Tanto per fare il solito nome, al nostro amico Lorenzo Sassoli, a cui ho auspicato un futuro in linea con il predicato di Adam Smith, consiglierei di lasciare la presidenza del Museo di Arte Moderna di Bologna, la vice presidenza della Commissione per la cultura e l’arte della Regione Emilia Romagna, l’Agenzia per lo sviluppo Promo-Bologna e il Bologna Film Library, per far spazio a quattro giovani talentuosi”. Al chè il Sassoli nella notte del 6 Luglio sembra abbandonarsi all’amarezza: “Non mi sono mai fatto avanti a chiedere nulla, quando mi è stata richiesta una mano, per quanto possibile e nei limiti delle mie capacità,l’ho sempre data nel solo interesse della città. Davvero sono così di intralcio? Sinceramente mi dispiace, ma certamente lei avrà le sue buone ragioni”. Lei ricorderà, signor Zani, l’imbarazzo che la prese, posto scomodamente fra Scilla e Cariddi. Cioè il nuovo, nobile, amico disposto a postare umilmente con Lei e il discepolo prediletto. Tuttavia mi sembra che nel primo mattino del 7 c.m. ne sia uscito con abilità sincera. Evitando di smentire il gentile, confermando anche come scusa la propria natura “cosacca”, ma confermando il rispetto per il nobile: “Caro Giovanni, so per certo, anche se indirettamente, che se Sassoli avesse “tenuto il brodo”- linguaggio caro al ravennate Errani e metafora non lontana dal gergo bersaniano, certamente condivisa anche in quel di Modena- si sarebbe trovato modo e maniera per portarlo, anche a viva forza, all’ambito seggio. Non devi aver dubbio alcuno in proposito. Dunque il gesto di Lorenzo è del tutto gratuito e inconsueto e va, anche per questo apprezzato. A prescindere”. Dunque, in quanto ‘scandidato’, sembra che Sassoli possa essere dichiarato dei nostri… Il gioco è fatto. E’ vero che Giovanni reitera, subito appresso, che non gli piacciono gli uomini dell’ass. industriali alla cultura, ma poi arriva il signor Roberto e segue pregevole dibattito, con ulteriori precisazioni di Sassoli sul percorso dalla muffa della Galleria in Fiera a Mambo ecc. ecc. La cultura incivilisce la mente e affeziona i cuori. Tutto finisce con una generale riconciliazione….

    Mi lasci dire, signor Mauro (posso chiamarla per nome ?), che ho trovato questa rilettura davvero commovente. E’ bello vedere come le opinioni (soprattutto quelle personalistiche) possono cambiare con il confronto, se libero e perciò aspro. Come i cuori possono riavvicinarsi sconfiggendo il pregiudizio astioso ! Questa è la vera civiltà del Blog, la sua sofferta conquista. Come il fiore che nasce dal letame di cui ci cantava l’indimenticato De André.
    Però sono rammaricato. Perché non prova eguale simpatia per me ? Anch’io in fondo, per quanto modesto e sprovveduto, sono un nuovo acquisto fra i tanti nobili nomi che frequentano il suo blog. Sono forse figlio di un Dio minore solo perché mi chiamo Gino e viaggio ancora sulla Prinz dei modenesi rurali ? Perché mi continua a dare del gemello ? Non ho gemelli. Né omo né etero-zigoti. O almeno non mi risulta ne abbia. Al caso non potrebbe essere più preciso ? Così potrei mettermi alla sua ricerca. Congedandomi da Lei, e scusandomi per la lunga intromissione, vorrei richiamarla a un’ultima considerazione a proposito del Pd che non capisce. Fra tanti saputi, capire di non capire non è una socratica prova di vera consapevolezza ? Anche Lei quand’era autorevole dirigente Pci, Pds, Ds avrà commesso errori. Lei stesso più volte ha chiesto indulgenza per il suo passato. Non sarebbe perciò opportuna un po’ di umana comprensione ? Se me lo permette, non sarà diventato anche Lei come quelli che se la prendono con il ‘Partito’, come fosse un diabolico lupanare… E di rovescio: se non risulto sgarbato suggerirei allo stesso Sassoli, di cui ammiro tutto (non solo lo stile) di non recedere dalla virilità che consegue alla nobile stirpe. Esser trattati da ‘stranieri’ è normale. Se si hanno davvero delle idee la verifica empirica della loro esistenza sta esattamente nell’essere stranieri (in patria). Dunque di che lamentarsi ?

  50. maurozani Says:

    Caro signor Gino, La ringrazio per aver accettato il mio consiglio. Come ha potuto notare e come rinoto anch’io dalla sua puntuale per quanto parziale (necessariamente) ricostruzione, nel confronto aperto e libero capita anche di incontrarsi. Accade con Lorenzo , con Giovanni, con altri. E la cosa non mi dispiace. Anzi. Con Lei(o col suo gemello) ho l’impressione di essermi incontrato con una certa frequenza in passato. Nessun problema ad incontrarLa ancora qui.
    Solo due appunti.
    L’umana comprensione. Ne ho avuta davvero tanta in passato. Forse lei non se ne è avveduto, ma mi creda , c’è in giro gente che ben lo sa, anche se solo in parte ormai la ricorda.
    L’indulgenza per il mio passato? Non scherziamo. Non ho bisogno di invocar indulgenze , nè parziali , nè plenarie per il mio assai limpido passato. Mi capitò (e lo confermo) solo d’ammettere d’aver a volte promosso alla politica qualche imbecille, proprio per umana comprensione oltre che per ragion di partito.
    Il partito. Infine. Se il partito cui Lei allude è il PD Le ricomunico formalmente CHE NON HO MAI ADERITO a codesto partito che peraltro mi sembra in via di scioglimento. Dunque non c’è luogo a procedere. Non me la prendo con “il Partito” , non ho nulla a che vedervi. Magari , signor Gino, chissà forse sarei attratto se davvero lo pensassi come “diabolico lupanare”.

  51. Gino Says:

    Infatti Lei, secondo me, signor Zani, ne è attratto. Direi addirittura: morbosamente attratto. Eros e Thanatos. Come vale per tutti coloro che lo vogliono ora morto, ora in via di scioglimento, consunzione, mutazione e altre cose poco carine. Pd, Pci, Pds, Ds. Sempre “il” Partito, con la P maiuscola. Mummificato e rirredimibile altro da sè. Indegno Usurpatore del Super Ego. Infatti, come Lei può vedere, le critiche immodiche rivolte al Pd sono esattamente le stesse che le sarà capitato di udire quando Lei era a capo (o fra i capi, certo quello più comprensivo di tutti) del Pci, Pds, Ds. Io lo vedo più umanamente come una associazione di uomini. Combattere un partito è un’astrazione priva di senso, se non come rito esorcistico. Si combattono uomini, gruppi di uomini, che non è da escludere abbiano anche le loro ragioni, e perciò, al caso, meritevoli di rispetto. Io comunque non voglio darle lezioni, men che meno morali. Indignus sum. Forse quello strano gemello cui mi associa potrebbe dire la sua, una buona volta.

  52. maurozani Says:

    Son sicuro che la dirà… lo strano gemello, dico. Una buona volta.
    Per il resto anch’io mi creda: indignus sum.
    Mai combattuto, abbastanza partiti e uomini e caporali.
    Tendo sempre a credere che ognuno abbia le sue buone ragioni. Irredimibile in questo. A volte però , mi balugina l’idea, tra il lusco e il brusco , che esistano anche le cattive ragioni. E le cattive persone.
    Purtroppo non me ne dò mai conto al momento opportuno. Anche per ciò mi sono ritirato, anzitempo (almeno secondo i normali canoni temporali) dalla politica come professione. Resta una passione per la politica che cerco di sublimare qui. Non solo. Cerco persino di farla qui. La politica. pensi un pò. L’ego non mi è mai mancato.

    PS. Lo stereotipo cui Lei, caro signor Gino , cerca di inchiodarmi,( il Partito), dimostra che non si conoscono mai abbastanza le persone. Anche quelle con cui (magari, putacaso) si è avuta una certa consuetudine. Faccia uno sforzo d’immaginazione. M’immagini, diverso , da come (magari, putacaso) le è sempre piaciuto pensarmi.Arriverà più vicino a comprendere il senso del mio tenace sproloquiare su questo pseudo-blog. Ce la fa , signor Gino?
    E già che c’è, ce la fa anche a darsi conto che se tutti i libri, di un certo comparto, hanno il dorso giallo non è perchè li sistemo per colore , ma per autore?
    Mi stia bene, intanto, signor Gino.

  53. Gino Says:

    Non è che possano essere gialli d’autore quei libri di cui parla, signor Mauro ?

  54. Andrea Says:

    Direi che li accorpi per collana; ma se sono gialli… per genere letterario. Se fossero tutti gialli d’autore non avrebbero lo stesso colore e la stessa casa editrice: infatti non tutti gli editori di gialli fanno i dorsi gialli e le copertine gialle… Diciamo che Mauro assembla gli autori di genere giallo che sono pubblicati da editori che hanno il vezzo di editarli in giallo… un vezzo fra gli altri!

  55. Maurizio Cecconi Says:

    Questa discussione sta scivolando nel cripticismo. Ne arguisco che vi conoscete e che discutete di fatti e persone del passato, senza esplicitarli compiutamente. E’ troppo per la mia mente semplice. Non arrivo a capire.

  56. Giovanni Says:

    @Gino,ma e’ possibile che non va mai in vacanza! Almeno riposi la testa.Un piccolo reset fa sempre bene Mi creda.Con stima e grande considelazione,mi consenta di augura a lei,in modo particolare e senza arroganza ,buone ferie

  57. maurozani Says:

    Gialli d’autore? Signor Gino, Lei definirebbe così il padre letterario di Ellroy? Tal Wambaugh , oppure Crumley?? Comunque ha ragione Andrea, è la collana Einaudi stile libero. Le farebbe bene signor Gino liberar un pochino la testa da sondaggi e statistiche. Ogni tanto..

  58. fausto anderlini Says:

    Adesso basta ! L’unico autorizzato a far sondaggi e statistiche sono Io, non questo Gino che non so chi sia o da chi sia stato inventato, e perchè faccia di tutto per passare come mio pseudonimo. Avevo intenzione di intervenire nel dibattito ma poi ho pensato di farlo per altra strada. Tanto più che anche grazie a questo Gino ha preso una piega del cazzo. E comunque sono in vacanza in amena località: Isole della Sonda. Ciao a tutti. Ci sentiamo al ritorno, se volete.

  59. Gino Says:

    Fortunato il signor Anderlini che è alla Sonda. Io faccio il pendolare fra casa mia e Lido di classe. Sulla Prinz. Essendo pensionato non ho grandi risorse. Ho grande stima di Lei, signor Fausto, e se Ella pensa che io sia anche solo lontanamente un suo pallido, per quanto mendace, imitatore, posso dirle che non ho mai desiderato tanto. Grazie, grazie di cuore.

  60. maurozani Says:

    E’ sopravvissuta una Prinz NSU??? La mia prima auto di terza mano. Fantastico!

  61. Maurizio Cecconi Says:

    Cari commentatori e caro Mauro, leggetevi l’ottimo editoriale di Paolo Soglia sul gioco delle primarie a Bologna.

  62. Maurizio Cecconi Says:

    A proposito della “laicità” del candidato Cevenini

    Il Corriere anticipa che Cevenini, lunedì sul palco della Festa dell’Unità, sosterrà i finanziamenti alle scuole private http://bit.ly/9DNuaD

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