La libertà dei servi.

“La libertà dei servi” è l’ultima fatica di Maurizio Viroli. Un repubblicano schietto e rigoroso con il quale non sempre ho concordato.

Questa volta la sua lettura è stata , almeno per me, un buon esercizio di riflessione critica e ulteriore approfondimento sull’avvento di Berlusconi e sul lungo spiazzamento dell’opposizione di sinistra e di centro-sinistra.

Uno spiazzamento evidente ancora  ai giorni nostri, quando Berlusconi ha già da tempo imboccato il  viale del tramonto.

Per Viroli Berlusconi incarna un “potere enorme” e come tale incompatibile con l’esercizio pieno di una vera libertà dei cittadini. Questo enorme potere infatti gli offre la possibilità di farsi leggi su misura e di sfuggire in un modo o in un altro a quelle esistenti. E, in questo contesto accade che : “ la mancanza di libertà non è soltanto la conseguenza di azioni che subiamo contro la nostra volontà, ma può esser anche una semplice condizione. In estrema sintesi: se siamo sottoposti al potere arbitrario o enorme di un uomo possiamo essere liberi di fare più o meno quel che vogliamo, ma siamo servi”.

A conferma cita Hobbes il quale afferma che quanto minore è l’ambito delle azioni regolate dalle leggi, tanto maggiore è la libertà dei sudditi.

Ma, appunto. Dei sudditi. Non dei cittadini.

“La libertà dei cittadini invece non è una libertà dalle leggi, ma una libertà grazie a o in virtù delle leggi.”

Insomma ,la condizione necessaria per la libertà dei cittadini risiede nel fatto che le leggi siano più forti degli uomini.
Se viceversa “in uno Stato c’è un uomo che è più forte delle leggi non esiste libertà dei cittadini”.

Quest’assenza di libertà  non significa che è abolita la democrazia.

Solo che, a parer mio- e immagino anche di Viroli- si può vivere in democrazia senza esser cittadini liberi. Ciò avviene quando il senso comune (ciò che Viroli definisce come “costume”) viene manipolato e alla fine letteralmente plasmato dai mezzi relativi alla costituzione e alla vigenza di un “potere enorme”, per quanto legittimo.

La seconda parte è , anch’essa assai interessante.

Analizza e descrive la formazione della Corte intorno al capo grazie al semplice fatto che quest’ultimo possiede molto denaro che si traduce in “vero e proprio potere politico”. S’instaura così un sistema di “servitù volontaria” da parte di schiere di cortigiani.

Un sistema a cerchi concentrici che s’allarga a macchia d’olio fino al limite (Viroli cita Etienne de La Boétie) che : “ a causa dei vantaggi e dei favori strappati ai tiranni, si arriva a un punto ove quelli che traggono vantaggio dalla tirannide sono quasi numerosi come quelli che aspirano alla libertà”.

Non proseguo oltre.

Per conto mio, l’opposizione in Italia dovrebbe mettersi in testa di forzare la porta stretta di quel “quasi”.

Per farlo però deve cambiare atteggiamento di fronte al “potere enorme”. Non rimanerne affascinata o quantomeno abbacinata. Com’è troppo spesso avvenuto.

Non tentare mai , per nessuna ragione di “mediare” quel potere, poiché si tratta di spegnerlo.

Qualsiasi strategia di riduzione del danno reca ulteriore credibilità al potere che ci s’illude di limitare o imbrigliare.

La natura stessa di quel “potere enorme” e la sua dinamica interna richiedono una contrapposizione radicale tale da far prevalere nel “costume”: il principio democratico repubblicano.

In conclusione va affermata , da parte delle opposizioni, un’intransigenza morale, la quale (se ho ben inteso) secondo Viroli fa parte integrante del nostro dovere di cittadini.

Esattamente quel dovere civile che ci consente di esercitare i nostri diritti di cittadini liberi emancipandoci dalla condizione di sudditi o servi.

Molti non saranno d’accordo. Io sì.

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43 Risposte to “La libertà dei servi.”

  1. Andrea Says:

    Alla destra della destra azionista, cioè a destra di Ugo La Malfa… garantisco!
    Andiamo sempre meglio! Nessuna analisi né di fase, né di classe; nessuna “critica dell’ideologia americana”… già basterebbe leggere una storia del nordamerica britannico, che ospitò i perdenti della guerra civile e i negri che fuggivano dal linciaggio… sotto la protezione della corona di Sua Maestà, per capire che era meglio della violenza estrema dei repubblicani Stati Uniti… solo pura teoria liberalrepubblicana! Cari saluti comunque… (Che non ci fossero tracce e neppure nostalgie… ombre di Marx o della lunga tradizione internazionale di pensiero socialista e comunista è sempre stato evidentissimo… meglio rileggere Althusser, che strangolò la moglie in un momento di follia… l’avvenire dura a lungo!)

  2. maddalena piccolo Says:

    Mai sarà possibile eliminare dalla natura umana la condizione di servi, perchè la maggior parte di noi è abbarbicata alle proprie verità, sia che si tratti di religione o di ideologia politica o di status sociale. Liberare il cervello dagli schematismi è esercizio troppo frustrante e faticoso, abbandonarsi alla sicurezza di un sentiero tracciato è molto più accattivante.
    E così si continua a richiamarsi a vecchie categorie, con sdegnati rimproveri a chi tenta di leggere il presente con cervello libero.
    Gratificante rifugiarsi nella rilettura di Althusser, ma preferisco praticare la follia di chi cerca di superare una attitudine tesa a soffocare ogni anelito e ogni visione non racchiusa negli ambiti ristretti delle abitudini e delle tradizioni.

  3. Gino Says:

    Io signor Zani, certe volte non la capisco. A lungo ci ha offerto pregevoli analisi sull’incapacità di analisi del Pd a causa della sua deriva liberista e di una più generale superficialità di giudizio. In quei post c’era sicuramente materia per discutere. Io non ho letto il libro del signor Viroli (chi è ? Quello che parlava in Tv diversi anni orsono con un enfatico accento anglosassone ?), ma se il contenuto è quello da lei descritto, mi sembra una banalità. Magari ben scritta, ricca di succulente citazioni, ma sempre una banalità. Mi sembra incredibile che Lei, di solito così acuto, ne sia rimasto come folgorato. A fare sfoggio di intransigenza morale c’è già Di Pietro. Io credevo che Lei fosse intento a ricostruire un pensiero democratico e socialista, anche utile per chi, come me, viaggia ancora sulla Nsu Prinz. Non pensavo intendesse aderire all’Idv. Mi scusi per l’ardire. Comunque suo, Gino.

  4. edoardo Says:

    La Libertà, un concetto che ci è stato scippato, dal grande manipolatore………..
    Sono pochi ” dei nostri ” che affrontano il tema.

  5. Andrea Says:

    @maddalena

    Avanti così signorina!… è sulla strada giusta!… non si volti!
    Faccia attenzione agli spifferi!

  6. maurozani Says:

    Macchè. Andrea. Concetti ricorrenti in Viroli come “profondo senso di repulsione per l’ingiustizia”, o come “passioni civili non contrapposte alla ragione”, o come necessità di non perdere concetti antichi come quello “dell’uguaglianza”, oppure ancora “condizione essenziale per riprendere il cammino della libertà dei cittadini è far rinascere la cultura scritta, portare, come si diceva i libri al popolo” e altri ancora; tutto questo, non può classificare l’autore nella destra azionista. Semmai nella sinistra azionista e repubblicana. Certo non marxista, nè socialista. E allora? Chissenefrega. Non vi è paragone possibile tra l’azionista Viroli e tutta la schiera dei pallidi riformisti nostrani. Viroli reputa che non sia nè possibile , nè accettabile qualsivoglia transazione morale con la Corte. Questo , qui ed ora, fa la gran differenza. Per me. Questo è ciò che importa davvero ad un ex combattente come il sottoscritto.

    Perchè? Ma perchè solo quest’intransigenza morale contro la banda di cialtroni raccolti attorno a B&B varebbe a garantire un saldo contrafforte POLITICO di resistenza dal quale, tutta la sinistra (presumibilmente una sinistra nuova) potrebbe andare al contrattacco.
    E invece si lascia ormai persin la denuncia ai congiurati interni. E così nulla sarà raccolto a sinistra dopo il tempo di Berlusconi.

    Se poi non si sente profondo e acutissimo un senso di repulsione, rivolta morale e sdegno contro questa cricca che pretende di governare sol perchè ha i soldi e ritiene che tutto sia comprabile, beh allora è inutile anche criticare il sistema politico americano.

  7. Andrea Says:

    D’accordo… siamo al cinema direi… “Codice d’onore”, del 1992.
    Io sto con l’incredibile cattivo Jack Nicholson e la sua superlativa tirata finale contro i radical-chic e i liberal… “Molti non saranno d’accordo. Io sì”.

  8. Gino Says:

    Dunque è questione di salvare l’anima. Non la Nsu Prinz. Per la qual cosa sembra basti fare professione di tutte le belle frasi citate dal testo di Viroli. Paonazzi per lo sdegno, frementi per le ingiustizie. Nel mentre si coltiva l’orto, si scrive un post, o un libro da portare al popolo, e la sera, per conciliare il sonno del giusto, ci si scruta allo specchio dicendosi “eh sì, come sono libero/a io!”. Già portare il libro al popolo, comunque, sarebbe una bella faticata. Andare casa per casa, come facevano un tempo i venditori dell’enciclopedia Motta, e ancora oggi i testimoni di Geova e i diffusori di Stella Rossa…. Però ho udito che anche il signor Bersani intende mobilitare i militanti del Pd in una grande campagna casa per casa. Potremmo consigliarli di mettere nel pacco dei volantini anche il libro del signor Viroli….

  9. maurozani Says:

    Caro signo Gino, il suo problema è che non ha mai, ma proprio mai capito o voluto intendere la vera differenza tra noi. Fare sfoggio d’intransigenza morale Lei dice? Ma qui si è generato un vero deserto morale ed etico. Grazie al vuoto di parole e di atti della sinistra italiana. Grazie al riformismo che digerisce anche i sassi appuntiti e che spegne, con secchiate d’acqua gelida, ogni passione popolare.Grazie ad una cultura politica secondo cui bisognava copiare dal moderno Berlusconi e fare “una Forza Italia di sinistra” come sentivo dire nei corridoi del Bottegone dopo la metà degli anni novanta.

    Lei non ha mai davvero capito , signor Gino, che io ho sempre acutamente sofferto di questa situazione e che per me Berlinguer non è mai stato un “moralista” sollevando la questione morale, ma un innovatore e un uomo politico. Insomma è così ovvio che la pensiamo molto diversamente, che mi stupisco del suo stupore.

    Vede signor Gino, a forza di non stupirsi mai , di trovare tutto normale, oggettivo, a forza di razionalizzare a posteriori ogni tipo di evento si diventa del tutto inessenziali, ridondanti, come l’attuale PD appunto.

    Dalla mia personale ricerca demosocialista che Lei ha regolarmente e ripetutamente irriso e che oggi sembra, se non valorizzare, almeno considerare(grazie) ha sempre fatto parte un radicale e viscerale rigetto di qualsiasi dialogo con la corte di Berlusconi. Costoro io li disprezzo.
    E tutti coloro che la pensano come me, sono i benvenuti.
    Vede io continuo a considerare pure banalità tutte le ciniche e “intelligenti” analisi razionali e “spassionate” intorno ad una politica del tutto liberata del fardello di questioni etiche e morali. E in particolare dalle passioni civili e ideologiche e o ideali.
    La ragione di per sè sola non vince mai in politica se non è sospinta da una grande passione. Poi ognuno faccia come gli pare.

  10. giovanni Says:

    @ Andrea

    “il pensatore non ha bisogno del consenso e degli applausi, se si suppone che sia sicuro del suo proprio applauso: di questo però non può fare a meno. Ci sono uomini che potrebbero anche fare a meno di esso e di ogni tipo di consensi in generale? Ne dubito; e persino riguardo ai più saggi dice Tacito, che non è affatto un calunniatore dei saggi: quando etiam sapientibus gloriae cupido novissima exuitur – vale a dire, per lui: mai.”

    Vale per ogni “granello di polvere”!

  11. maurozani Says:

    Faccia una cosa signor Gino. S’industri di scovare qualche differenza tra anima e coscienza. E non provi invidia per la mia attuale libertà. Ci sono anche delle controindicazioni.

    PS. Quanto alle faticate nel “portare i libri al popolo”, beh, francamente non credo di esser mai stato secondo a nessuno. Lei compreso. Son sicuro.

    E tu caro Andrea, dall’alto del tuo sofisticato cinismo non mi smonti di un millimetro. Al Cinema sto anch’io con Nicholson. Gli è che con sta storia facile facile dei radical -chic e dei liberal te la cavi sempre. E il marchio d’imbeccillità che dai agli altri . Quelli che non la pensano come te. O semplicemente quelli che pensano. O si sforzano di farlo.

    Resta che io non amo i farabutti, i ladri , i corrotti e i corruttori, e neppure i gran bastardi che non fanno mai un giorno di galera perchè possiedono un gran mucchio di soldi, mentre i poveracci le galere le riempiono da mane a sera. Io son così e lo son sempre stato. Educato così fin da bambino.Altro che Cinema. Son radical-chic per questo? Chissenefrega.

  12. giovanni Says:

    Bravo Mauro.
    “Rendersi indifferente alla lode e al biasimo; ricette per questo scopo. Invece, istituire per sé una sfera di persone che sappino i nostri fini e i nostri metri e significhino per noi lode e biasimo.
    Vale per ogni granello di polvere”!

  13. Andrea Says:

    @Mauro

    Non ho dato dell’imbecille a nessuno e non me la sono mai cavata a buon mercato: quelli che non la pensano come me possono continuare… e anche quelli che pensano. Se fossi un cinico avrei fatto facile carriera sotto il potere illuminato e illuminista della sinistra locale… Credi che voglia smontarti? Andiamo… la tua si chiama “identificazione proiettiva”. Io, e forse anche Gino, come tutti sanno, amiamo i “farabutti, i ladri , i corrotti e i corruttori, e […] i gran bastardi che non fanno mai un giorno di galera”… nessuno è perfetto!
    (Vedo che ti piace “chissenefrega”… posso usarlo anch’io?).

  14. giovanni Says:

    @ Andrea

    C’è (o c’era) un potere illuminato e illuminista della sinistra locale ?

  15. Andrea Says:

    @Giovanni

    Come no? La sua luce, dal dopoguerra ad oggi, ha raggiunto – con gli ultravioletti inclusi – ogni occhio e ogni pelle dell’italo-progressista medio.

  16. giovanni Says:

    @Andrea

    Troppo trascendentale:non comprendo. Ero curioso. Conoscere semplicemente il nome di un solo illuminato per me è sufficiente.Conoscere una cerchia di illuminati al potere,seppure locale,sarebbe il massimo.Ma capisco che vuoi tenere tutto per te.Fa lo stesso.Amici come prima

  17. Andrea Says:

    @ Giovanni

    Se illuminato, come dovrebbe, è sinonimo di massone… con le decine di logge presenti a Bologna e provincia… cominciando dall’Andrea Costa di Imola… per massoni dichiaratamente di sinistra… o nella Romagna anticlericale e repubblicana. In tutti i casi la massoneria è sempre stata vicina a liberali, repubblicani e socialisti di ogni sfumatura (esluse le più radicali) e i nostri Padri della Patria risorgimentale furono massoni.
    Mi fermo qui… Mauro è la persona meno adatta per discutere dei poteri veri che reggono il mondo, governato alla luce del sole (si fa per dire…) dai partiti e sotto (in penombra…) da altri: non si governano le complesse società di massa contemporanee alla luce del sole e il mito di sinistra della “casa di vetro”, sorvegliata da arcigni parlamentari tutti dediti alla trasparenza degli atti di governo… che dire?
    Insomma, gli illuministi ci sono senz’altro, ma non ho mai fatto l’allacciamento con i veri fornitori di Luce… dunque vivo in penombra… come i veri illuministi, ma senza essere in rete!

  18. Gino Says:

    Mi permetta di dire, signor Mauro, che il mondo del blog, e del suo in particolare, è fantastico. Sembra di essere in un western d’inizio secolo, o in una pittura di Pieter Bruegel il Vecchio (quelle belle panoramiche vernacolari, come nel “Banchetto nuziale” o, meglio ancora, nei “Giochi dei bambini”). In un angolo due che tangano, s’abbracciano, si sbaciucchiano, altrove due che se le danno di santa ragione, in altro riquadro alcuni che cenacolano e filosofeggiano. In mezzo, qua e là, innumerevoli Speakers’ Corner con gente che sale su una seggiola e conciona sugli argomenti più disparati (quasi mai in regola con l’Odg). Chi s’abbuffa e chi intriga con rimandi criptati. Chi inveisce, chi è in preda all’estasi, e chi dissimula sotto falsi nomi (che poi vengono addirittura rilanciati sulla stampa locale: simulacro di simulacri…). E poi spie e mestatori insinuati via Web. Acari. Malgrado i quali non manca chi cerca di tenere la barra, con una decorosa discussione. Ma anche chi si fa delle pugnette. Chi passa con la sua Prinz e chi s’inalbera. A proposito di questi ultimi. Io non ho mai dubitato dei suoi alti principi, signor Zani. Nè della sua purezza d’animo. Perchè, dunque, una così stentorea proclamazione ? Mi lasci dire, signor Mauro. Lei mi piace molto di più quando tira fuori il suo irresistibile senso dell’humor….

  19. Maddalena Piccolo Says:

    @andrea
    meglio gli spifferi che l’odore di stantio

  20. Andrea Says:

    @maddalena
    Non mi sento di darle torto… ma lo stantio proviene da Viroli, che sta facendo la sua gara antiberlusconiana (Urca! Che originale! E quale coraggio e sprezzo del pericolo!… e quale onestà intellettuale!… in questa specie di 25 luglio in sedicesimo che stiamo vivendo… tutti antiberlusconiani, come tutti antifascisti il 26 luglio 1943!) citando autori di moda venti anni fa (Hobbes, La Boétie… quest’ultimo a cura, fra l’altro, di uno studioso napoletano che è un mio amico: Ugo Maria Olivieri) nella sinistra culturale post-marxista, al tramonto della Schmitt Renaissance.
    Scusi la divagazione di storia della cultura politica italiana… La Boétie era stato posto sotto la lente anche da Carlo Galli, studioso di Carl Schmitt… era un’eredità e una suggestione che gli proveniva dal suo maestro di cultura liberale Nicola Matteucci.
    Non a caso Viroli ha studiato Machiavelli, Mazzini, il repubblicanesimo statunitense, il patriottismo e il nazionalismo, ovvero argomenti lontani dall’immediatezza della politica quotidiana e abbastanza marginali rispetto allo stesso dibattito degli ultimi vent’anni in casa liberaldemocratica, che ha trattato soprattutto i temi della giustizia, del giusnaturalismo, dell’etica, del patto sociale, del contrattualismo, del liberalismo come ideologia terminale della storia umana.
    E’ ovvio che non condanno la sua ultima opera, senz’altro molto leggibile e gradevole e nemmeno Mauro Zani che l’ha apprezzata.
    Il punto è un altro… ma è anche un’altra storia… che riguarda soprattutto chi ha militato nel Partito comunista.
    Voglia gradire i miei cordiali saluti.

  21. maurozani Says:

    Signor Gino, la “stentorea dichiarazione” serve a segnalare una posizione politica. In presenza di un’opposizione esangue, balbettante..che vuol transitare verso un governo transitorio: aspetta caro avversario e nemico che adesso non son pronto, stai fermo che t’infilzo. Tutto ciò è ridicolo e , a un tempo, drammatico. In più serve anche a chiarire a Lei e ad Andrea che ne ho piene le palle dei contorsionismi e degli eufemismi adottati da gran tempo per non affrontare la dura realtà delle cose. Quella libertà da servi che appunto ho rimarcato a mia volta tramite il mazziniano Viroli. I miei principi non saranno alti caro signor Gino ma ci sono e ci son sempre stati. Approfitto per dire ad Andrea che tutto sto antiberlusconismo nel PD io non lo vedo proprio. Altra ragione per cui ho apprezzato Viroli.

    Quanto al blog. Lo ritiene infrequentabile? Se no, può continuare ad accomodarsi nel suo speakers’ corner. Io Le fornisco solo una vecchia cassetta da frutta sulla quale può salire quando vuole ,dopo aver parcheggiato la Prinz.

  22. maurozani Says:

    @Andrea. Impagabile nella sua critica eleganza quel “molto leggibile”.

  23. Maddalena Piccolo Says:

    @andrea (andrea chi?)
    quale eccelso sfoggio di “cultura”!
    A fronte di tutto questo mi taccio, d’altronde qui si parla solo agli inziati…

  24. Maddalena Piccolo Says:

    P.S.
    forse avrei dovuto parlare di decomposizione, anzichè di stantio (e non mi riferisco a Viroli)

  25. giovanni Says:

    Cara Maddalena ,non ci lasciare . Mauro da tempo ha soppresso dal blog il sottotitolo “per reduci e iniziati “Andrea poi,in fin dei conti è più che una brava persona un vero e proprio gentleman.Vedrai che a richiesta diventerà il prototipo del gramsciano filosofo,abbandonando ,per 10 minuti, il suo osservatorio posizionale

  26. roberto Says:

    Cara Maddalena, il blog si è evoluto così, nelle mani di un facilitatore accorto come Mauro Zani.
    Con un po’ di pazienza per le cose che non si capiscono subito potrai apprezzarne contenuti e frequentatori, quasi mai supponenti.
    Visto il tuo interesse e in spirito di servizio, Andrea di cognome fa Ventura, come potrai rinvenire in altri post

  27. Andrea Says:

    @maddalena

    Sfoggio per sfoggio per 3,14… intendeva forse riferirsi alla materia trattata da Leszek Kołakowski?… “Nascita, sviluppo, dissoluzione del marxismo”, pubblicato in tre volumi, nella nostra lingua, da SugarCo, fra il 1980 e il 1985? In tal caso sono sicuro che appartenga al grande retaggio della cultura europea. Appartiene peraltro al marxismo anche Georges Sorel, il padre teorico del sindacalismo rivoluzionario, da molti ritenuto l’ispiratore di Benito Mussolini e del fascismo diciannovista, con un’opera che, appunto, suona: “La decomposizione del marxismo”.
    Lei ha ragione, in fondo, a disprezzare quello che ha appreso tramite il filtro dei movimenti di sinistra e di estrema sinistra, ma gli autori rimangono all’interno di una scala che va dal “grandissimo” al “buono”.
    Voglio ribadire che mi rivolgo quasi esclusivamente a chi ha dovuto, volente o nolente, apprendere qualcosa della tradizione teorica marxista, avendo aderito a movimenti che si suppone fossero governati da tale ispirazione teorica: costoro, in gran parte, almeno apparentemente, hanno rimosso senza troppi approfondimenti e problemi l’esperienza comunista o di estrema sinistra. Questo disturba e disturberà ogni ulteriore scelta, in quanto il filo deve essere mantenuto teso in ogni caso, senza distrazioni… è la nostra vita morale quel filo… che può andare dove la sua robustezza e lunghezza può condurre, senza farlo diventare un ricciolo o un capello dritto perchè si guarda il telegiornale o si legge “Repubblica” e “il Fatto Quotidiano”.
    La saluto di nuovo molto cordialmente.

    Andrea Ventura

  28. maurozani Says:

    @Maddalena.
    No, la mia personalissima ambizione non è certo quella di parlare agli iniziati. Sono gli “iniziati” che a volte sbarrano il passo agli altri. Persino a me. Ma non c’è problema. Basta scavalcarli. E tirare diritto. Anche se, lo confesso, gli “iniziati”, a volte ti fanno incespicare. Allora mi fermo a cercar di rimuoverne il corpo morto. Naturalmente può accadere che il morto afferri il vivo. E allora mi prendo qualche morso. E ben mi sta. Insomma ci si diverte anche così. Ma solo a una certa età.

  29. Andrea Says:

    @Mauro

    Ok, il ruolo del morto mi va bene… dopotutto non si dice: “è passato a miglior vita!”… in questo caso è come vivere due vite in una, con l’eternità come confine! Non puoi nemmeno immaginare quale dimensione spaziale assuma Viroli visto dall’altra parte!

  30. Maddalena Piccolo Says:

    @Mauro
    so benissimo che l’intenzione non è di rivolgersi solamente agli iniziati, e infatti le tue aperture si attirano gli strali dei chierici abituati a parlarsi adosso.
    @Andrea
    per quanto riguarda l’accentuazione sulla “cultura” non intendevo certo riferirmi al valore dei singoli autori, ma alla approssimazione e supponenza di chi in un breve scritto in un blog infila citazioni a non finire, senza peraltro riuscire a comunicare un pensiero chiaro e coerente.
    D’altra parte non avendo io mai avuto particolari frequentazioni nè di sinistra nè di estrema sinistra (nè di destra), e non fidandomi completamente di nessuna fonte, purtroppo mi manca quel filo cui aggrapparmi, e quotidianamente devo faticare per cercare malamente di comprendere la realtà che mi circonda.

  31. Andrea Says:

    @Maddalena

    Mi dica: lei l’ha “trovata pari” qualche volta nella vita?

  32. giovanni Says:

    @Andrea

    Sei cattolico o chierico?Io pensavo che tu fossi cattolico conciliare.Per me non fa una grande differenza, perchè ritengo funzionali certe semplificazioni.Ma qui viene azzerato un “mondo assai variegato”Che sia giunto il momento?

  33. Andrea Says:

    @Giovanni
    Io, nella vita, finora, ho frequentato uomini e culture… tutto qui.
    Ho frequentato a lungo ambienti cattolici ed evangelici fin dalla giovinezza ma sono stato iscritto, nell’adolescenza, alla Federazione giovanile comunista, dove conobbi Mauro, staccandomene già prima del ’77 per costeggiare l’area della “nuova sinistra”, che aveva in città alcuni intellettuali di rilievo come Gianni Scalia, Pietro Bonfiglioli, Federico Stame, Giorgio Gattei, Vittorio Boarini. Gli anni Ottanta li ho trascorsi vicino al Partito socialista. Ho avuto molta curiosità per le culture della destra… sdoganate o non sdoganate dalla sinistra e mi informo grazie a numerosi siti internet. Abbandonerò quasi tutto perché il tempo passa troppo in fretta dopo i cinquanta e ho in programma solo libri e pochi selezionati strumenti di controinformazione… (“Madonna come passa!” ha scritto Mauro pochi giorni fa a proposito del tempo…)

  34. Gino Says:

    Ma no, cosa ha inteso signor Mauro. Il mio era solo un elogio del caos-blog. Mi creda un complimento sincero, altrimenti non starei a leggerne le sequele aspettando con ansia gli editoriali che ne danno l’avvio. Nei quali lei è maestro. Pensieri chiari, o chiaramente contraddittori, pieni e vuoti, sempre sentitamente sinceri, ai quali ci si può attaccare con immediatezza. Anche quando assume pose titaniche, come in questo caso, dove pretenderebbe di fare da spartiacque anti-Berlusconi, s’avverte un tocco di passione, oserei dire un sano dilettantismo, comunque una voglia d’ingaggio che contagia. Del resto la blog-sfera locale non offre gran chè. Facebook è un luogo di messaggini per bambini scemi. Molti altri blog non hanno lo spessore esistenziale che lei sa esprimere. Ho provato a entrare nel sito Quarantena, ma è come una corsa a ostacoli. Gli editoriali sono un po’ criptici e impera una certa quantofrenia. I colori, poi, sono troppo accesi, vividi di una fermentazione putrescente. Sembra davvero di stare all’obitorio. Pensi che un anonimo ha addirittura chiesto la mia espulsione (assieme ad Andrea) da un sito nel quale, peraltro, non sono mai riuscito a entrare. In ultimo c’è il blog del Pd, che però, a un certo punto, è diventato una specie di dopolavoro ferroviario, o una dependance del circolo Dozza. Si parlava solo di treni, filobus e autobus, con tali virtuosismi tecnici da lasciare sbalorditi [anche lei ha inclinato per un certo tempo su linee analoghe, ma poi è giustamente tornato su rotte più interessanti]. Prova ne è che a un certo punto, alcuni dei partecipanti sono trasmigrati sul suo blog, sul quale c’è più gusto a dare la voce sul mai abbastanza vituperato Pd. Così la sua creatura, caro signor Mauro, è diventata davvero un ritrovo di naufraghi. E il fatto che non tutti vengano dalla storia Pci, Pds, Ds, Pd (come l’epigrafico Andrea) lo rende ancora più vario e interessante. Mi sentirei di dire che è davvero diventato una ‘Quarantena’ per quarantenati. E mi sentirei anche di concludere che proprio qui sta la sua umana grandezza: nello spessore esistenziale che si accompagna alla necessaria irrilevanza politica. Però non voglio approfittare oltre della sua generosità. Perciò prendo la mia Prinz e parto per un breve giro…

  35. giovanni Says:

    Eppure Antonio Gramsci dà ragione ad Andrea.
    “Per la propria concezione del mondo si appartiene sempre ad un determinato aggruppamento, e precisamente a quello di tutti gli elementi sociali che condividono uno stesso modo di pensare e di operare. Si è conformisti di un qualche conformismo, si è sempre uomini-massa o uomini-collettivi.”
    Ma Andrea ha in programma solo libri e pochi selezionati strumenti di controinformazione e perciò, mi pare, che non abbia in mente di formare filosofi gramsciani.

  36. Vanni Pancaldi Says:

    @Gino
    se nel tuo accenno ai sistemi di trasporto ti riferisci all’adesione di Mauro ad un tema sintetizzato dallo slogan STIAMO CON I TRENI PER TERRA debbo darti ragione e dissentire allo stesso tempo senza voler interpretare le opinioni dell’ortolano che non ha bisogno di portavoce.
    La ragione riguarda la possessione tecnica che ha colto diversi esegeti del PD che nei loro ed altrui blog per giustificare la triade Civis/Metro/People Mover (serva, per stare in tema, delle brame dei padroni del cemento locali) si sono immersi nei più minuziosi dettagli tecnici dando degli incompetenti ai competenti, discettando del particolare più marginale fino ad un approfondimento ad un livello microscopico tale per cui sanno tutto di ….niente.
    Il disaccordo, è che parlare di sistemi per la mobilità (come fa chi ha aderito a quello slogan citato) in contrapposizione a chi ciancia di mezzi di trasporto (come fa il PD in appoggio a quanto tuonato da Lega Coop, costruttori, cavatori, fiera, SAB e financo il ferragostano intervento del lazzareno Macciantelli) non è un banalità tecnica indegna del blog ma deriva da due nobili e politiche osservazioni. La prima è che il livello dei problemi e delle opportunità bolognesi ha oggi una dimensione metropolitana derivante dagli ultimi due decenni di incapacità a gestire la transizione locale all’economia della finanza e dei servizi con la stessa capacità “visionaria” (nel senso positivo della “vision” anglosassone) dei precedenti decenni, abbandonando alla mano invisibile della speculazione il compito della distribuzione sull’intera provincia di residenze, uffici, opifici…..
    La seconda è che lo sperpero di risorse pubbliche in quella triade di progetti avrebbe un livello tale da indebitare inutilmente Bologna per una generazione impedendo di dedicare risorse al suo sviluppo sociale.

    Per tornare ai temi filosofici così cari ad alcuni mi preme richiamare l’imperativo categorico che richiama molti di noi all’azione pratica. Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me per Kant e forse meno poeticamente ma altrettanto incisivamente la “intransigenza morale” ed il “dovere civile” indicati da Mauro/Viroli .

    Alle radici del pensiero occidentale va poi la considerazione che “la condizione necessaria per la libertà dei cittadini risiede nel fatto che le leggi siano più forti degli uomini”. Come non confrontarla con le valutazioni che Demerato cercava di far comprendere al crudele tiranno Serse quando parlando degli Spartani argomentava: “Così sono gli Spartani: individualmente non sono inferiori a nessuno, assieme sono i più forti di tutti. Sono liberi, ma non totalmente: hanno un padrone, la legge, che temono molto più di quanto i tuoi uomini temano te; e rispettano i suoi ordini”.
    Ci pensarono le Termopili e Salamina a fargli capire il senso di quelle frasi.

    La storia concorda che con certi poteri non si media, si spengono, ha ragione Mauro. Né tantomeno si imitano, in quanto così facendo si legittimano ed alla fine il popolo sceglie l’originale e scarta le fotocopie. C’è bisogno di tornare a parlare anche di questo, non tutti sono assordati ed accecati dal polverone mediatico o dagli ondeggiamenti del centro-sinistra

    Ora proviamo a stare oltre che coi treni anche con i piedi per terra, come invita @Maddalena ed a tradurre tutto questo argomentare in azioni concrete. Non vorrei che lo sfaldamento berlusconiano si mutasse tramite il rito delle ampolle padane nel tardo ”antiglobalismo localistico” tremontiano e localmente in qualche nuovo ed inaspettato Guazza/bugliolo.

  37. giovanni Says:

    Caro Vanni,mentre leggevo il tuo bellissimo e appassionato discorso,mi è giunta una new ,da verificare.Lo slogan con cui il Cev si preparerebbe a scendere in campo sarebbe:Bologna,il comune di tutti i cittadini.I magna magna fuori dal Palazzo.Con gli opportuni adattamenti ,potremmo bruciarlo sui tempi e rubargli l’idea.Che ne pensi?E’ una cosa seria

  38. vanni pancaldi Says:

    @Giovanni
    a parte che spesso la mia testa autonomamente crea slogan anche quando non voglio, mai userei quelli di un altro, per ragioni etiche e perchè scimmmiottare altri significa essere subalterni e perdenti in partenza.

    Solo Scipione l’Africano studiò talmente bene le strategie di Annibale (uno dei migliori strateghi dell’umanità) da batterlo con i suoi stessi insegnamenti ma al prezzo di trasformare un esercito ed un popolo basati sull’onore e sulla virtù in uno più basato sulla furbizia. Annibale è passato ma il suo “cattivo” insegnamento è rimasto. E’ sempre una grande contraddizione. Vincere gli avversari con le loro arti e diventarne succubi o combattere con le proprie a rischio di perdere?
    Insomma è possibile combattere il diavolo con le diavolerie?

    Per tornare a terra poi qui si parla del Cev e non di belzebù. 🙂 e di Vanni Pancaldi, uno (semi)sconosciuto parolaio della “bassa”.

  39. giovanni Says:

    @ Vanni

    Il principio universale è che in guerra tutti i mezzi sono buoni, ad eccezione della bomba atomica e delle armi vietate dalle convenzioni internazionali.
    Una campagna elettorale, nello scenario bolognese, per essere efficace richiede un preventivo attacco distruttivo di tipo “mongolo”, cioè dinamico.
    In proposito ti faccio presente che nessun esperto di arti militari ha mai posto in discussione la superiorità tattica e strategica delle armate mongole rispetto ad ogni altra armata effettivamente utilizzata in guerra.
    In conclusione, si scende in campo per vincere, non per perdere con onore. Troppi principi e vincoli rendono inoffensiva l’azione.
    Se non siamo d’accordo su questo aspetto essenziale faremo liste separate.
    Non è detto, tuttavia, che questa seconda prospettiva sia meno efficace di quella unitaria, poiché intravedo una possibile maggiore sinergia.

  40. roberto Says:

    Un po’ off topic: cosa sarà mai successo a Repubblica che domenica 29 agosto pubblica in cronaca una mezza pagina di intervista (piuttosto dura) del prof. Zamagni e che martedì 31 scrive in 5 righe nelle “lettere”:
    – Per un increscioso equivoco i contenuti dell’intervista “che pena questa città che non reagisce” non sono in alcuna misura attribuibili al prof. Zamagni. Ce ne scusiamo con l’interessato e con i lettori –
    Capisco qualche imprecisione, ma IN ALCUNA MISURA?
    Ma l’intervista c’è stata, e chi sarà mai il rimbecillito?

  41. roberto Says:

    Dimenticanza: l’intervista firmata ELEONORA CAPELLI si può leggere (non so per quanto) qui:
    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/08/29/news/che_pena_questa_citt_che_non_reagisce-6586322/

    Che c’entri la libertà dei servi?

  42. giovanni Says:

    @ Roberto

    ha smentito a seguito del mio post di lunedi 30 sub “il mio orto”

  43. vanni pancaldi Says:

    @Giovanni
    apprezzo il tuo richiamo alle orde mongole. Senza ironia. Mi interessa moltissimo la storia mongola (e degli altri nomadi della steppa) e le loro insuperate strategie di battaglia (assorbite poi anche dall’impero bizantino) basate sull’abilità di costruzione di un arco composito a grande gittata, sull’uso di fantastici cavallini e su “regole di ingaggio” imparate con costanza fin nella culla.

    Insuperate fino all’invenzione dell’archibugio dopo la quale qualsiasi incompetente ed incapace poteva guerreggiare con successo con pochissima preparazione.

    Nel mio immaginario politico, mi immagino nuove orde mongole che si abbattono su corruzione e conformismo e rinnovano il modello sociale. La divisione in tribu’ non mi convince a meno che non si trovi prima un minimo comun denominatore ed un leader capace di dare sintesi alle idee, se no al massimo si finirà col … pascolare somari a brucare erba rinsecchita.

    Poi suvvia ho detto sempre che porterò il mio piccolo contributo alla creazione di una auspicabile lista civica di sinistra (una). Non ho velleità nè forza per fare altro.

    Non so nemmeno cavalcare un pony 🙂 ….e poi non vorrei abusare delle praterie del blog di Mauro.

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