appunti

Ancora qualche appunto e poi mi taccio. Per un po’, almeno.

Dice Il Magnifico Rettore che un “partito che ha sbagliato uomo deve saltare un giro” e cercare i migliori anche in campi non suoi.

Ora, quali siano i campi del PD non è dato sapere con certezza. Il manifesto fondativo( o come si chiamava) fu stracciato mentre ancora s’asciugava l’inchiostro.

Ma a parte ciò importa l’analisi, come si diceva un tempo.

Dionigi coglie il punto. Con ritardo- dato che Cevenini è ormai lanciato, da ultimo con l’autorevole spinta del Presidente Errani- ma lo coglie.

Io ,(vedi post “Utopia” del gennaio scorso) mi ero espresso in modo meno brutale e con linguaggio paraleninista (chiedo scusa ora per allora) avevo chiarito l’importanza per lo stesso PD,e per i partitini della sinistra, di “fare un passo indietro” per aiutare una svolta civica chiaramente connotata a sinistra.

Non simboli di partiti, nessun partito , ma la maggioranza della comunità bolognese che s’aduna sotto le Due Torri per rispondere ad un evento straordinario come il commissariamento provocato, appunto, dalle scelte del PD.

Naturalmente occorreva qualcuno che chiamasse a raccolta. Ma non era così difficile.

Insomma : la sinistra civica per Bologna.

Non si è voluto andare in questa direzione.

Neppur provarci.

Salvo dire adesso, con Donini, che il PD deve mostrare un volto civico: quello di Cevenini che intanto si duole della riottosità della piccola sinistra partitica e dei verdi a fare come in regione.

Il quasi candidato, ma ormai è tardi per tirarsi indietro, aveva già accennato alla cornice (intendi il quadro delle alleanze politiche) entro cui collocare la propria candidatura.
Certo per vincere una competizione elettorale, dopo che la vocazione maggioritaria s’è squagliata , le alleanze sono ancora necessarie.
Tuttavia , avendo il PD deciso, contro ogni ragionevolezza, di presentare un proprio candidato ( l’ha fatto in pompa magna nella Festa de L’ Unità), non può, adesso, invitare il resto del mondo a mangiare la minestra salvo saltare dalla finestra.
Perché di questo, ancora una volta, si tratta.

Certo , non si sa mai.

Ciò che residua della sinistra a sinistra del PD , a Bologna, si è sempre dimostrato, alla mano, molto comprensivo e responsabile. Direi che, tirando un pochino la corda da una parte e offrendo un minimo di garanzie dall’altra parte, lo stallo può esser superato.

Non mi par questo il problema principale per Cevenini e per il PD.
Bensì quello implicato dalla denuncia/rivendicazione di Dionigi che interpreta e dà voce, trasversalmente, ad una parte di città che si estende ben oltre la cittadella universitaria.
L’umore critico diffuso nella città, non riguarda affatto, in questo momento, la questione delle alleanze. Ma piuttosto il che fare e il dove andare, con chi e con quali mezzi.

Insomma una direzione di marcia , un  progetto di sviluppo. Come altro chiamarlo?

E’ qui che si registra la solitudine del PD alla quale corrisponde la sua decisione di proseguire lungo la solita strada : noi vi diamo il candidato.

Nonostante tre fallimenti successivi.

Per farvi contenti e coinvolti, ve lo diamo con le primarie.

Cioè con quell’artefatto democratico che Dionigi definisce come “un trucco premeditato.”
Ora, lasciando da parte che un trucco non premeditato non mi par possibile, il Rettore non sbaglia.

Resta che questa roba del governo dei migliori, che sa tanto di governo delle oligarchie, non sarebbe neppur in campo se a Bologna si fosse affrontata l’emergenza relativa al commissariamento innescando un processo di riscossa civica e civile.

Il PD, avendo a disposizione la popolarità di Cevenini ha preferito la scorciatoia.

Come con Cofferati. Anche lui era a disposizione.

Fatta salva l’elezione di Cevenini, seppur con qualche defezione in più di quelle messe in conto, la scorciatoia può benissimo condurre Bologna in un vicolo cieco.

Ci se n’accorgerà magari più tardi. A cose fatte. Specie se l’elezione del sindaco, verrà a coincidere e sovrapporsi con le elezioni politiche anticipate.

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50 Risposte to “appunti”

  1. Gino Says:

    Toc, toc.. Sono Gino, signor Mauro. Son tornato dalle mie brevi ferie, ho messo la Prinz in garage, ho fatto le scale tutto d’un fiato e mi son precipitato sul suo blog affamato di novità…e mi si para innanzi questo ‘commenti’. Ma cosa le è successo mentre ero via, le ha dato forse di volta il cervello ? Ma l’ha letta bene l’intervista sul Venerdì del nostro Magnifico rettore ? Come è possibile che Lei sia a tal punto indulgente da quasi condividere quella paccottiglia in salsa greco-latina di baggianate pseudo-élitistiche, nonchè demenza meritocratica ? E’ forse rimbambito ? Se queste sono le istanze che intendeva raccogliere la sua lista civica, siamo a posto ! Dopo il governo dei migliori, quello dei Magnifici. Forma supema del rimbecillimento delle oligarchie. Quelle stantie ma anche di fresca nomina. Non gradirebbe rinfrescarsi il cervello, lasciando per un poco le fatiche del blog, convolando in vacanza con me ? Sulla mia Prinz c’è posto.

  2. Gianni Says:

    Non mi piace l’attacco del post: “Ancora qualche appunto e poi mi taccio. Per un po’, almeno.” ovvero, spero che tu ti taccia per pochissimo!
    Stà diventando troppo interessante, anche per uno non residente a Bologna, perché è un pò lo specchio della lenta agonia e dello spirito di autoconsevazione del ceto politico del PD e della sinistra dei Diliberto e dei Ferrero nazionale !!!
    Ciao a presto.

  3. Gianni Says:

    Ops ho scordato le virgolette intendevo “sinistra” (come faranno adesso Ferrero e Diliberto? Pure Castro lì tradisce!)!
    Gino scusi, lasci perdere il rettore, secondo lei rimbecillito, e segua il ragionamento del compagno Mauro.
    Ciao

  4. Maurizio Cecconi Says:

    http://radio.rcdc.it/archives/per-non-essere-ostaggi-del-conformismo-59681/

  5. maurozani Says:

    Oh signor Gino, prego venga avanti. Entri pure nel saloon. La sua cassetta da frutta , è ancora al solito posto. La sputacchiera d’ottone invece è , of course ,alla sua sinistra.
    L’intervista sul Venerdì io non l’ho letta. Leggo solo le versioni brevi riportate dai giornali. Basta e avanza, per respingere la logica oligarchica (tale l’ho definita) del governo dei migliori.
    Se Lei avesse rifiatato, opportunamente ossigenandosi, prima di salir le scale (poche e di legno) se ne sarebbe accorto. E avrebbe evitato di sparar cazzate..ops..scusi il linguaggio da saloon. La mia lista come la chiama Lei caro signor Gino si sarebbe collocata agli antipodi rispetto, tanto ai migliori quanto ai rettori. Ai quali ultimi tuttavia va dato atto di coglier nel segno quando mettono in evidenza l’errore macroscopico del Suo PD che, appunto ho cercato di reillustrare. Mi stia bene intanto.

  6. edoardo Says:

    Bello il link postato da Maurizio, aiuta a non sentirsi soli……

  7. Elio Bianchi Says:

    L’amico Zani tra buone analisi della realtà, scenari profetici e racconti di autentici retroscena politici ci rammenta sempre la sua discrasia nei confronti del PD, i suoi manifesti fondativi e le pessime scelte temporali!
    Vorrei ricordare a Zani che non avere aderito al PD è scelta legittima ma non salvifica per chi come lui aspira non solo, ad indicare fascinosi percorsi utopici che hanno il limite di allungare la vita a Berlusconi ed il centro-destra, ma ha costruire un alternativa politica credibile!!
    Le sue risposte ai luminari del mondo accademico sono puntuali e condivisibili, specie nello svelare dietro la scelta dei migliori un “governo delle oligarchie”, forzate e non vere la rappresentazioni della candidatura di Cevenini che Mauro falsamente continua a presentarla come proposta dal PD, frutto di scorciatoie, fatte in pompa magna, ecc.ecc.!
    E’ perfino ovvio ricordare che Cevenini è candidato dalla gente e con un forte carattere “civico” sull’onda della sua popolarità conquistata sul campo frutto in un “immaginario” che non piace a Zani ma tuttaltro che premeditato, basta ricordare che è stato osteggiato da influenti notabili dentro e fuori al PD alcuni non ancora rassegnati che ancora sperano in un candidato di alto profilo da imporre nella logica della coalizione!
    Ultimo un’altra non verità sul:….”che fare e il dove andare, con chi e con quali mezzi.
    Insomma una direzione di marcia , un progetto di sviluppo.”………Siamo al soliti prima il progetto poi il candidato o viceversa??!!?
    Zani sa bene dello sforzo che il gruppo dirigente del PD bolognese ha messo in campo, percorsi ed incontri tematici per raccogliere idee e proposte per costruire dal basso un progetto per Bologna, forse Zani prefigura contenuti che al lui non piacciono ma è altra cosa, sottovalutando i cittadini, dire vi diamo il candidato per farvi contenti!
    Buona giornata!

  8. maurozani Says:

    @Bianchi. Buona giornata anche a te.

  9. beppe ramina Says:

    Per una volta in parziale disaccordo, caro Mauro.
    Ciò su cui concordo: l’occasione non percorsa (da tutti, non solo dal Pd, anche dalla “sinistra accomodante” – nel senso che si tranquillizza quando il Pd mostra un seggio o una seggia e dice: sono vostri, accomodatevi) di tentare una rifondazione delle ragioni di esistenza della sinistra bolognese.
    Ancora, concordo sul fatto che Cevenini possa non essere il sindaco che servirebbe a Bologna.
    Però, però… Cevenini è molto benvoluto da parecchie persone perché da sempre sta lì, tra la gente.
    Cevenini c’è.
    C’è a Capodanno alla Casa dei Popoli di Casalecchio di Reno, c’è al funerale e c’è al matrimonio, c’è allo stadio col Bologna che perde e col Bologna che vince. Sta lì. Non dà risposte e non fa domande, ma non ti lascia solo.
    Se gli telefoni risponde, se lo inviti arriva. Le sue porte non sono chiuse, ma spalancate.
    Ora, conosco anch’io persone che avrebbe forse maggiori capacità di fare il sindaco e, addirittura, persone con le quali mi sentirei maggiormente in sintonia.
    Ma spesso se ne stanno chiuse nei loro uffici, sono difficili da raggiungere (se non da “chi conta”), non prendono il bus e non fanno i banditori alla pesca gigante della festa dell’Unità e a Capodanno hanno altro da fare che trascorrerlo alla Casa dei Popoli.
    Mi piacerebbe che i più dotati di visione e capacità politica e amministrativa facessero anche i banditori alla pesca gigante, stessero in mezzo alla gente, prendessero l’autobus….
    Populismo? Può essere. Io penso, semplicemente, che in tante e tanti si sia stufi di gruppi dirigenti che si sentono distanti, un po’ arroganti e supponenti.
    Ben vengano una o più alternative a Cevenini; ma escano dalle piccole e un po’ ridicole torri d’avorio in cui, da tanto tempo, se ne stanno asserragliate e soddisfatte.

  10. beppe bianchi Says:

    L’intervista di Dionigi sul Venerdì di Repubblica

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=TUYJ5

  11. giovanni Says:

    “Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono…”, non è Dionigi Il Magnifico che vi scrive ma Francesco Petrarca, stufo di ascoltare latinisti e italianisti dell’Alma Mater Studiorum insultare i gentili concittadini dell’amato Guinizzelli.
    Orsono non più di diciotto mesi che il Professore dei professori, Romano Prodi, impose alla città un professore per sindaco, tale Del Bono da Mantova, sedicente studioso di economia, per giunta recentemente additato di plagio accademico, al pari con il suo Maestro.
    Taccia per sempre, dunque, il Magnifico laicissimo cattolico Dionigi Il Magnifico contro l’amata Bologna ed espella dalla cittadella “dei saperi” i plagiari, i soverchianti residui feudali e ricchi borghesi, tutti assetati di immeritate onorificenze.
    Io professo il mio amor per Maurizio Cevenini, “gentil non per sclatta”.

  12. roberto Says:

    Giovanni, il plagio accademico si dovrebbe riferire a 2 pagine di un manuale (Lezioni di microeconomia) che di pagine ne ha 750, con esercizi svolti a fine capitolo: non è cosa recente (aprile 1966) e coinvolgeva anche il prof. Zamagni, che ha firmato il libro con Delbono. Anche se non è elegante per un prof. riprodurre paro paro due pagine di un testo ampiamente diffuso (Microeconomia di R. H. Frank), mi è parso fin dall’inizio un polverone, considerando che l’originalità dell’esposizione è uguale a zero e che si tratta in definitiva di una dispensa un po’ accresciuta.
    Ho trovato più stupefacente che il testo, destinato agli studenti universitari, non avesse uno straccio di bibliografia, che solitamente stimola (o dovrebbe stimolare) approfondimenti e confronti.
    O c’è qualcosa di nuovo? Non dirmi che il nostro ha scritto altro…

    Quanto ai professori, abbiamo avuto una buona stagione.
    Volevi intendere che le stagioni non sono più come quelle di una volta?

  13. roberto Says:

    Lateral thinking.
    Rileggendo il post mi è venuto da pensare che l’assenza di bibliografia non fosse casuale, bensì motivata dal desiderio di evitare incidenti, visto che non si era optato per la rinuncia a copyright e (immagino) royalties.

  14. gabiella Says:

    ma nel 1966 del bono aveva 7 anni!!!!!!!!!

  15. gianni guagliumi Says:

    Premesso che sono assolutamente interessato al Zani pensiero, appartenendo alla schiera dei 25 lettori che attendono con impazienza i suoi componimenti settimanali, credo che ci si stia attardando un pò troppo a dipingere Bologna come fosse in uno stadio di decadenza simile a quella dell’impero bizantino negli anni immediatamente precedenti alla conquista turca. Il cardinal Biffi, anch’egli personaggio di una certa caratura, aveva coniato la sua famosa definizione di Bologna ben prima delle infauste vicende legate al governo della città degli ultimi 10 anni. Anche lui aveva colto nel segno. Ciò non ostante credo che si debba anche avere un margine di speranza per il futuro di una delle città italiane la cui fama di vivibilità travalica tuttora i confini nazionali. Certo che i segni di declino si fanno sentire anche a Bologna, ma Bologna è parte integante di un Paese anch’esso in forte declino (e che declino!) e non si può certo parlare più di isole felici.
    Vengo alla questione sindaco. Abbiamo visto la fine che hanno fatto i “fenomeni”, sulla cui designazione si erano levate ben poche voci critiche. Anche nelle altre città italiane dei fenomeni se ne vedono ben pochi. Correggetemi se sbaglio, ma con Cevenini il processo si sta sviluppando all’inverso, vale a dire un’investitura direttamente dal basso. Perchè fasciarci la testa prima di essrcela rotta? In questa rinnovata voglia di normalità una larga parte di bolognesi reclama il Cev come uno di loro e si sente di dargli in mano le chiavi di Palazzo d’Accursio. Non credo che ciò sia un male, anche per il PD, dopo anni vissuti pericolosamente. Lasciamo stare la buonanima di Giuseppe Dozza, uomo, anzi umòn di altri tempi, chiamato in ballo a sproposito anche dal Sindaco “civico” Guazzaloca. Il Cev sarà sempre il Cev, anche se sarà determinante la squadra che lo dovrà affiancare nel difficile lavoro dell’amministrazione.
    Facciamo un piccolo confronto tra le squadre di Dozza, per citarne solo alcuni: Giuseppe Campos Venuti, Armando Sarti, Umbro Lorenzini, Pier Luigi Cervellati, Renato Cenerini, Athos Bellettini, Adriana Lodi, Renato Zangheri e quelle degli ultimi 3 sindaci. La cosa si commenta da sè. Se Cevenini riuscirà a fare una sintesi delle migliori competenze, secondo un disegno dettato dall’interesse pubblico, avrà dato il più bel segnale di discontinuità con il passato. In questi ultimi giorni si vanno profilando, tra gli altri, nominativi di personalità di alto profilo civile e sociale che potrebbero concorrere al meglio per incarichi di Giunta. Poi c’è la Bologna universitaria, che, come fu con Dozza, deve tornare ad avere almeno un rappresentante nel governo cittadino. Al contrario se, una volta eletto, Cevenini dovrà sottostare al manuale cencelli della coalizione la vedo grigia, anzi grigissima.

  16. roberto Says:

    @ Gabriella
    Chiedo venia. 1996, anno di pubblicazione del libro!

  17. roberto Says:

    @ Gianni
    E se il Cev indicasse prima la giunta?
    Gli appetiti sono fortissimi e la lotta strenua, soprattutto quando la torta si riduce.

  18. giovanni Says:

    @ Gianni

    Vedo che Lei è un vero professionista delle idee. Che Dio Le renda merito, giacché da quando il “Genio del villaggio” non ci frequenta più avevo perso interesse per il blog.

  19. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Tornerà, tornerà…il Genio, dico.

  20. giovanni Says:

    @Roberto

    L’ultimo Rettore è stato Tito Carnacini.Poi sono arrivati i Magnifici Tre.Con i Magnifici sono iniziate le sfilate in ermellino, occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico E,come per miracolo, gli asini hanno cominciato a….volare

  21. roberto Says:

    I Magnifici Tre, come i Moschettieri, son forse quattro?
    Rizzoli, Roversi Monaco, Calzolari, Dionigi.

  22. giovanni Says:

    @Roberto

    No, Rizzoli il Breve non si pavoneggiava con la toga e non organizzava sfilate a Santa Lucia, ancora non restaurata. In piedi davanti all’alto scranno dettava lettere da da inviare al ministero per chiedere cose che avrebbe potuto fare in un minuto. Rizzoli, rettore prima di Tito Carnacini, non diventò mai Magnifico come Lorenzo o Solimano.

  23. giovanni Says:

    @Roberto

    Ah la memoria. Effettivamente Tito Carnacini fu l’ultimo rettore. Dopo venne Rizzoli il Breve. Ribadisco però che non fu mai Magnifico.

  24. maurozani Says:

    Già la memoria. Mi era passato di mente che per un breve periodo fui nel consiglio d’amministrazione dell’Alma Mater. Mi ci avevano mandato, se ben ricordo, in quanto consigliere regionale per caso.
    In fondo avevo i titoli: un solo esame ,filosofia della storia, nel quale il povero Tega mosso a pietà mi concesse un trenta. Arrivava Rizzoli sempre con ritardo e con un fascio di carte da minuziosamente deliberare.
    Al momento di votare, guardavo Roversi Monaco(ancor giovane repubblicano che godeva di considerazione a sinistra) per cercare un aiuto nel decrittare il linguaggio criptico e allusivo del Magnifico.
    Più tardi si aprì l’epoca degli ermellini..con quel che ne seguì. Fortuna che in seguito riuscii a cancellare le orme del mio rapido passaggio.

  25. Gino Says:

    Interessante l’albero genealogico dei Magnifici. Se però me lo permettete, cari amici radico-socialisti, vi faccio notare che nel Rettore-pensiero c’è anche dell’altro. A parte il latinorum con cui vorrebbe infilzare il Cevenini – traduzione prosopopeica del piccolo Arturo, l’emulo casereccio di Ortega Y Gasset, Pareto, Mosca, Michels e altra compagnia che ignora – Egli ci ha anche ragguagliato su cose che avrebbero dovuto attirare, non dico lo scandalo, ma almeno la vostra attenzione. Si parla della politica economica della cd. Meritocrazia di cui il Nostro mena vanto in conclusione della sua intervista. Davvero originale ! 2.500 Euro ai meritevoli e l’abbattimento delle tasse di iscrizione ai maturati con il massimo dei voti. Il tutto, si noti, al netto di ogni differenza di censo familiare. Novità peraltro rivendicata con grande enfasi. Come ha ricordato di recente Livi Bacci su “Il Mulino”, l’Università si regge su una radicale discriminazione di classe. La probabilità che il figlio dell’operaio vi acceda è la stessa di quaranta anni fa, cioè pari al solo 3 % [cito da una bella indagine del mio sosia sulla distribuzione delle chances culturali a Bologna]. In sintesi l’Università è pagata, in larghissima misura, dalle tasse di chi non ci và. Dunque è da costoro, in ultima analisi da chi viaggia sulla Prinz, che sarebbero tratti i soldi da girare ai ‘meritevoli’, ovvero agli individui più volenterosi e culturalmente ben riusciti di una casta di privilegiati. Come taglieggiare i salari degli operai per finanziare il premio agli imprenditori di successo ! In altre epoche un solo centesimo di una tale aberrazione avrebbe provocato una insurrezione. Oggi, anche dalle vostre parti, passa addirittura inosservato. Mentre si va in piazza contro i tagli della Gelmini. Come se questo fosse il solo (e vero) problema ! Ciò che ancor più sgomenta, su questa china, è vedere all’opera gente che viene da sinistra (dal mitico ’68 – anche se non è per caso che anche allora, fra tanti radico-rivoluzionari, c’era chi diceva che i giovani, e gli studenti, erano una classe a sè, di nati sotto i cavoli….) e che pretende di professarsi tale. E poi ci si chiede in gramaglie perchè gli operai e gli autonomi votano la Lega ! Mi scusi per lo sfogo signor Mauro, ma da Lei, che professa tanto, e giustificato, odio verso il neo-liberismo, mi sarei aspettato qualcosa di più che qualche pallida rimembranza. Scusatemi tutti: il sempre vostro Gino.

  26. gabiella Says:

    il cev. è una persona educata! voglio enfatizzare questa caratteristica perchè essa è nè diffusa, nè scontata nella vecchia e nuova classe politica nazionale e locale.E’ educato e obbediente, zompetta da un’elezione all’altra (peraltro in buona e folta compagnia) e da un’amministrazione all’altra non perchè lui voglia ma perchè glielo chiedono e lui educatamente obbedisce. glielo chiede la gente, glielo chiedono moltissime donne (eppure un cev. femmina sarebbe costituzionalemnte impossibile) e lui è a disposizione…
    nella nostra contemporaneità mi pare abbastanza stolto vagheggiare un governo dei “migliori”. capisco che siamo completamente intrisi di cultura classica ma, oggi, il “popolo” sembra prediligere l’uno di noi al migliore di tutti. a chi interessa quali letture hanno formato la coscienza di un sindaco, quale è la sua visione strategica, quali le competenze? interessa che sia simpatico, gentile, popolare e, soprattutto, distante dall’immagine tradizionale del politico di “carriera”. che sia giusto o sbagliato non saprei so che è l’oggi bellezza… Personalmente, in un paese ormai ridotto al feudalesimo e ai privilegi di casta, non so come regolarmi e mestamente mi rassegno al grigio (a volte nero) quotidiano.

  27. maurozani Says:

    Ma caro Signor Gino (parlo a Lei affinchè il suo gemello intenda) non faccia sempre il finto tonto. So che tonto non è. Dunque. Lei ha capito benissimo che il mio post riguardava un solo punto delle cose dette e stradette dal Magnifico. Tant’è che non mi son neppur presa la briga di leggerlo per intero. Un punto però funzionale a..me stesso medesimo. Si fa così nella polemica-dialettica politica. Lei m’insegna, dall’alto della sua Prinz stracarica di tomi vertenti, sulle scienze sociali, ma anche sull’autonomia del politico. Dunque è chiaro che tutto ciò che porta acqua al mio mulino io lo catturo al volo. Specie in questi tempi di penuria. Lei sa qual’è il punto e lo sanno i lettori. Dunque stia al tema. Se vuole.
    Per il resto siam d’accordo. Figurarsi. Avevo, naturaliter, notato la questione del censo. Come può dubitarne? Se non l’ho segnalata è sol perchè (e Lei ben lo sa) avevo interesse a dissertar d’altra questione. Anzo le dirò :son proprio contento che Lei e il suo sosia entrino da oggi nelle schiere degli odiatori dei liberisti. Perchè è così vero? In tal caso , alla buon’ora. Benvenuto/i. No, chiedo conferma perchè in molteplici altre occasioni il suo gemello mi pareva del tutto indifferente alla questione della cosiddetta giustizia sociale, relegandola nelle polverose soffitte dell’ideologia novecentesca.

  28. giovanni Says:

    Oggi il braccioarmato dell’Ulivo discetta su Repubblica di Platone, democrazia, meritocrazia e primarie, in contraddittorio con il MAGNIFICO PER MERITO.
    Il paradigma del discorso del Professore sardo è, ovviamente, costituito dalla formula magica delle “primarie doc”, di cui lo stesso detiene il copyright.
    E pensare che Arturo, quello vero, fu tra i primi deputati “nominati” (prescelti) e mai eletti.
    Infatti, fu il primo ad essere nominato da Prodi nel suo seggio-feudo, e poi trasferito nella natia Sardegna per far posto alla Zampa.
    Come guadagnare un seggio in più, certamente, il professor Parisi ce lo può insegnare, ma la democrazia moderna, pochi professori lo sanno, non ha nulla a che fare con Platone.

  29. Gino Says:

    Concorso per titoli ed esami. Quello del Magnifico più che liberismo è mandarinismo/burocratismo (e in effetti, Platone, come Lei sa, si presta a varie declinazioni centrate sul paradigma del ‘governo dei custodi’). Per confutare questa merdaccia basterebbe Stuart Mill, cioè un poco di quel buon liberalismo al quale (forse) si abbevera il mio sedicente gemello. Resta il fatto che ripescare dalla pattumiera roba andata a male per condirla con i propri (presunti) buoni argomenti non è un buon esercizio di cucina. Come lei avrà notato dallo sviluppo del suo post, se questi sono gli argomenti per confutare il Pd e sputtanare Cevenini, il risultato è esattamente contrario alle attese. Quasi quasi – ma se sbaglio abbia pena di me – ho l’impressione che Lei abbia una qualche soggezione per chi, al netto dei vituperati ex colleghi del Pd, è accreditato socialmente.

  30. maurozani Says:

    Boh.
    Se sta parlando con me Signor Gino, le dirò che non ho la più pallida idea di cosa significhi esser accreditato socialmente! (A me sembra che tutti ,in un modo o in un altro, siamo socialmente accreditati). Dunque difficile che possa esser in soggezione. In tal contesto ,sempre se sta parlando con (di me) beh , allora sì: Lei mi fa un pochino pena.
    Quanto a sputtanare Cevenini non ci penso neppure. Non è mai stato nelle mie corde sputtanare qualcuno. Il fatto che Lei non lo comprenda, pur avendomi conosciuto, aggiunge solo pena a pena.

    PS. A proposito di soggezione e al netto di Stuart Mill, non sarà che la prima gallina che canta ha fatto l’uovo?

    PS2. Che diavolo ne saprà mai Lei delle mie attese? Ma davvero crede in buona fede che io non fossi del tutto e completamente consapevole degli svilluppi del mio post? Se mi fa così poco perspicuo, allora è legittimo che io cominci a dubitare (per la prima volta )della Sua intelligenza.

  31. maurozani Says:

    @ Giovanni,
    Parisi fu nominato da me (senza primarie) certo in accordo con Prodi e D’Alema ma in un contesto particolarmente difficile: le elezioni supplettive nel collegio 12 del dicembre successivo alla vittoria di Guazzaloca. Dove il sindaco eletto sosteneva il Professor Tura che si vantava d’aver già prenotato il pendolino per Roma.
    L’elezione non era del tutto scontata in quel collegio, comunque non pacifica, dopo la sconfitta clamorosa subita a Bologna, come forse le potrebbe dire anche il gemello del signor Gino che all’epoca, insieme a pochissimi altri, mi diede una mano per la campagna elettorale.
    A Bologna c’era un clima plumbeo, un’aria rarefatta, era scoppiata una bomba al neutrone. Molti s’erano dati e i militanti non militavano.
    Dovetti crecar qualcuno tra Casalecchio e Castel Maggiore (meno) per sostenere la campagna di Parisi, al netto di un’incursione di D’Alema, doverosa quanto non determinante.
    Infine, è giusto (perchè vero) ricodare che al tempo dell’uninominale pressochè tutti i candidati di collegio venivano prescelti in serrate trattative nazionali. Naturalmente i fattori locali avevano un rilievo maggiore rispetto all’attuale porcellum. E anche i margini di trattativa/autonomia tra locale /nazionale erano maggiori.
    Comunque tutto ciò per dire che Parisi un certo grado di rischio se l’assunse in quell’occasione. E , devo anche aggiungere che Parisi, anche nel corso di quella difficile campagna , non mi parve mai “uno che sa come guadagnare un seggio in più”. Al netto di una capacità di dissimulazione che m’apparirebbe diabolica.

  32. Gino Says:

    L’accreditato socialmente è uno che ricopre (o ha ricoperto) cariche importanti e che si esprime con una certa prosopopea, insomma uno che la gente pensa che conti. Comunque la mia era la punzecchiatura di una zanzarina. M’aspettavo un po’ di pena per l’errante, mica un bombardamento per l’infame. Adesso che son stanco e mi son preso anche paura, signor Mauro, mi congedo da Lei; anzi, che dico, mi ritiro strisciando nella mia Prinz e lì resterò per un bel po’.

  33. giovanni Says:

    Caro Mauro,la tua precisa ricostruzione sul coillegio 12 ,conferma la mia illazione.I prodiani sanno bene come guadagnarsi il seggio,senza fatica e alcun merito,salvo un pò di rischio per chi li fa correre.La Zampa,poi,è uscita direttamente dalla parrocchia per involarsi in parlamento,come potavoce di Prodi
    Ma non è l’unica Quanti sono i nominati di Prodi in parlamento?.

  34. maurozani Says:

    @Gino e gemello.
    Com’è sta storia? Le sue punture di zanzara e le mie bombe? Se me la fossi presa così nel corso delle innumerevoli volte che lei mi ha “bombardato” caro signor Gino, avrei dovuto addirittura emigrare. O quantomeno scavarmi un rifugio sottoterra. E invece son ancora qui a questionare.

  35. maurozani Says:

    Caro Giovanni capisco il tuo punto di vista. E in gran parte lo condivido anche. So bene come stanno le cose. Mi rimane tuttavia il dubbio che Parisi sia un prodiano per certi versi anomalo.

    PS. Quanto al “pò di rischio”, beh prova a immaginare cosa sarebbe successo se a Bologna si fosse perso, a ruota, anche nel dicembre del ’99. Dicamo che io ci misi la faccia mettendo in gioco anche un’altra , (comunemente considerata meno nobile) parte del corpo.

  36. giovanni Says:

    Caro Mauro,appunto la tua faccia.Il rischio lo hai corso tu non Parisi.
    La sostanza,tuttavia, è che i veri democratici sono stufi di eleggere chi non li rappresenta.
    Alle prossime comunali, se non si provvede, vedrai che roba

  37. maurozani Says:

    Giovanni.
    Come si può provvedere? Quando hai tempo e voglia sarei realmente interessato a leggere tue considerazioni su questo punto. A parte le orde mongole che non sono alle viste. Tu hai capito come io mi stia arrabattando/sbattendo per via che al di là di tutto e persin del ragionevole, mi piacerebbe dare un effettivo contributo.

  38. giovanni Says:

    Caro Mauro,ti risponderò nei prossimi giorni,anche perchè tutto si muove più in fretta di quanto si potesse immaginare.

    Ps ti consiglio di leggere “Storia segreta dei mongoli”,ripubblicata da Guanda e acqiustabile online.Ti piacerà.Il compagno Kozin ci ha lavorato più di un decennio

  39. giovanni Says:

    Caro Mauro,
    pochi appunti per provvedere.
    A mio avviso, il punto di vista che occorre assumere nel proporre la lista civica, è che in questi ultimi 15 anni il Comune di Bologna ha amministrato l’interesse e il vantaggio di pochi a scapito della comunità. E qui si deve andar giù pari: una vera e propria campagna di denuncia e di distruzione degli interessi forti coalizzati.
    Ciò comporta che la lista civica non necessariamente debba essere anche di sinistra, perché, allo stato dei fatti, ad essere esclusi dalla gestione della qualità della vita individuale e collettiva, è la stragrande maggioranza dei cittadini, oserei dire il 98%.
    La rappresentanza politica e il programma, in altri termini, devono connotare la natura progressista e/o di sinistra della lista civica e non il solito nominalismo. Tra l’altro di liste c.d. di sinistra ce ne saranno a iosa. Puntualmente saranno rappresentate tutte le scissioni dell’ultimo ventennio.
    La lista deve, però, essere guidata da te.
    Tu incarni la buona tradizione politica della città, hai una forte identità, riconoscibilità ed affidabilità. Non è necessario che tu contenda al Cev l’alto scranno, possiamo benissimo accettare la candidatura di altra persona che creda nell’alta impresa. Ma tu devi essere della partita.
    Io per parte mia darò tutto il supporto materiale e organizzativo di cui sono capace: non moltissimo, ma neanche poca cosa. L’obiettivo strategico minimo è evitare lo sgretolamento politico della base storica della sinistra bolognese, per una “ripartenza possibile”, della buona amministrazione civica. Impresa ardua ma fattibile.

  40. maurozani Says:

    Caro Giovanni,
    per molte e buone (credo) ragioni non posso esser io a capeggiare una lista, necessariamente e, per molti aspetti, giustamente “contro”.
    Vedo le controindicazioni e sento già le obiezioni.
    Del resto la mia idea era , come sai, un’ altra.
    Pressupponeva un ripensamento piuttosto radicale nel PD bolognese. Che non c’è stato e non ci sarà. A breve.
    Adesso,dovesse nascere una lista del tipo da te auspicato, immagino la sosterrei. Naturalmente a ragion veduta. Niente più di questo. Niente meno di questo.

  41. giovanni Says:

    Caro Mauro,
    il tuo fin di non ricevere, quasi assoluto, era tra i predicabili, anche se non del tutto scontato.
    Hai detto molti no e, forse, uno di troppo, quello al soldato Cev.
    La lista civica non può non essere contro gli interessi forti coalizzati (c.d. consociativismo elitario) e per la qualità della vita individuale e collettiva dei nostri concittadini, che in larga parte dipende da una buona amministrazione comunale (città pulita, mobile, scuole e asili nidi di qualità, centri sportivi e culturali funzionali/funzionanti per tutti ecc…).
    Di fronte a queste due istanze in conflitto occorre affidarsi ad un criterio politico razionale, in grado di risolvere un problema, cioè, (ri)costruire un’alleanza per governare democraticamente la città.
    Se questa alleanza non nasce prima della competizione, può nascere ad esito della consultazione. La politica, come si dice, è l’arte del possibile: se un’idea non si afferma, l’importante raggiungere il risultato che quella idea si proponeva di raggiungere.
    La (ri)crescita civile di Bologna è nel cuore e nella mente dei migliori, cioè del 98% dei suoi abitanti, ma c’è bisogno di qualcuno che si faccia carico di unire gli individui per cambiare “lo stato delle cose presenti”.
    Noi tutti possiamo optare per una “tolleranza disimpegnata”, lasciare, cioè, che Bologna sia sbranata dai lupi che oggi assediano il soldato Cev.
    Noi sopravviveremo, continueremo a vivere un po’ peggio di prima e, in qualche modo, però, saremmo anche eticamente responsabili del trionfo del “governo dei peggiori” se non contrastassimo nel modo più efficace questo possibile esito politico.
    Non era e non è mia intenzione “tirarti per la giacca”, Tu mi hai chiesto come si poteva provvedere, e io ho enucleato una mezza idea di ciò che si potrebbe fare, non contro il PD, bada bene, o contro i tuoi vecchi compagni, ma contro un sistema che è estraneo alla tradizione da cui origina quel che resta di quel Partito che fu della gente che ancora crede nell’idea di giustizia sociale, come punto di approdo della funzione politica.
    Cosa si può fare di meglio, o Mauro. Cosa c’è che non funziona nella mia mezza idea?

  42. maurozani Says:

    Giovanni,
    ostia! nella tua “mezza idea” non funziono io.
    Quasi nient’altro.
    Se mi son messo a scrivere (molto prima di questa vicenda) una ragione ci sarà.
    Ho concluso un periodo (lungo) della mia vita.
    L’illusione è di aprirne un altro. Tanto che vorrei pubblicare sto blog su carta stampata. Per dirne una. (Solo con i commenti vien fuori qualcosa di non del tutto banale).
    Per dirne un’altra vorrei , con altri, (ci sono, ci saranno?) costruire un giornale, locale /globale per via “elettronica”.
    Vabbè , lasciamo stare.
    Al netto di tutto ciò, caro Giovanni (con te la sincerità è d’obbligo) , ricevo vari e diversi impulsi/sollecitazioni. Oltre alla tua.
    C’è chi dice (due differenti gruppi di persone) che devo partecipare alle primarie di coalizione con una lista mia.
    C’è chi m’invita a partecipare ad una coalizione di sinistra contro il PD.
    C’è chi invece ancor lavora alla mia prima idea (con il Cev o senza): quella del listone civico.
    Mai possibile?
    Certo il mio ego riceve in questo periodo un massaggio assolutamente piacevole, gradito, gradevole…va bene.
    Ma, alla mia età, la razionalità assieme a un grano di saggezza, devono pur guidare. O no?
    Al netto di tutto ciò , resta che tu hai ragione da vendere sul punto che : ” ma contro un sistema che è estraneo alla tradizione etc…”
    Lo so. Lo capisco e vorrei far qualcosa in merito.
    E, al limite, se proprio i lupi dovessero assediare il soldato Cev, lui stesso sa (perchè mi conosce) che io non mi sentirei obbligato ad un’astratta coerenza.
    Io non voto (soprattutto) un contesto. Quello caratterizzato dall’intenzione palese di fare di Cevenini una sorta “di donna dello schermo” per poter continuare come prima. C’è comunque ancor tempo per ri-valutarne gli sviluppi. Del contesto, dico. Già in questi giorni qualcosa sta cambiando.
    In peggio.
    In ogni caso nel prossimo periodo cercherò di uscire dal mio , fisico, isolamento per incontrare qualcuno o più. Vedremo….

    PS. Per essere assolutamente sincero (anche col Cev che mi legge) non c’è solo il contesto , anche se prevale di gran lunga. C’è, in più, una certa idea (pregiudizio?) che riguarda l’adeguatezza della personalità di Cevenini. Ma , alla fine, sarà più facile(conoscendomi almeno un pò) che potrò esser proprio io (che al momento non lo voto), a dargli una mano nel momento del bisogno. A differenza di molti tra quelli che lo sostengono …pubblicamente.
    E, questo lo so per certo.

  43. Gino Says:

    Ma insomma, cos’è questa roba ? Un melodramma ? Un fotoromanzo ? Ho l’impressione, signor Mauro, che Lei si sia fatta trascinare (nel suo No-Cev, sulle orme di una più nota No-Tav, quando si occupava di ‘Tranvai’, e altre amenità programmatiche) da una sorta di narcisismo malinconico e compulsivo di Sindaco mancato… Insomma il Cev dove un destino cinico e baro Le aveva impedito di approdare. Se proprio non le garbava il Gino, avrebbe dovuto porre orecchio, prima di dichiarare, a ciò che il saggio Giovanni andava predicando. Così si sarebbe evitata questa assurda manfrina: di dover preconizzare, stando seduto sulla sponda o ai bordi del suo orto, ogni genere di disgrazia al nostro soldato per poter rimediare a una malaccorta esternazione. Ombre rosse, con la cavalleria di Zani che arriva per rompere l’accerchiamento. Forse, mi scusi l’ardire, sarebbe meglio una sana autocritica. Distintamente suo Gino.

  44. giovanni Says:

    @ Gino

    Caro signor Gino,
    mi permetto, anche se non me lo consente, di intromettermi nella polemica che Lei elegantemente alimenta nei confronti di Mauro, pur ignorando da dove scaturisca e le ragioni della proliferazione.
    Io, immodestamente, vorrei semplicemente metter, come si dice, un po’ di ordine nel discorso, e lo farei con estrema efficacia se mi fosse data l’opportunità che ebbe Panurge nei confronti dell’Inglese. Ma il mezzo, come lei sa, non lo consente.
    Sarebbe parimenti facile per me, con un discorso binario, condurla ad imboccare la via della discontinuità, ma il blog mal si presta ad un siffatto metodo. Perciò mi valgo ancora dei miei poveri mezzi, invocando la sua notevole perspicacia quale ausilio indispensabile per comprendere ciò che realmente vorrei dire.
    Ripeto: professo amor per Maurizio Cevenini, nobile non per sclatta (schiatta) diversamente da Lorenzo Sassoli De Bianchi, nobile per nascita e da Dionigi il Magnifico, cooptato nella nobiltà dai soverchianti residui feudali che governano la città.
    E dico: professo amor per Maurizio Cevenini contro Campagnoli Duccio, certo di umili origini, ma senza arte alquanto, e arrogante quanto mai nel rivendicare e occupare posizioni di potere. E, ancora, contro Merola Virginio l’Astuto, il quale, per mutuare una sua felice espressione, ha tangheggiato e si è a lungo sbaciucchiato con i costruttori e gli imprenditori della città.
    In questo contesto sono con il soldato Cev. Ma se il soldato Cev continua ad esternare cazzate a proposito di Sirio e Civis faremo in modo che sia sbranato dai lupi, perché avrà dimostrato di non comprendere di lavorare per l’amico Lorenzo Sassoli, il quale con la chiusura di Sirio lucrerà rendite ancora più alte in Galleria Cavour, uccidendo, nel contempo, i suoi concittadini con le polveri sottili prodotte dalle auto circolanti. Questo solo per dirne una e non tornare sulla vexata questio delle tranvie.
    Mi permetta, infine, signor Gino, di aggiungere che la mia supponenza è infinita, talché reputo che l’unico politico in grado di governare la situazione bolognese è lo stimato proprietario di questo blog.
    Io non conosco Mauro, ma ho sempre apprezzato l’azione politica da lui praticata (sottolineo, praticata), e quando fu fatto oggetto di gravi torti da parte di un mio antico compagno di lotta ne fui molto rammaricato, soprattutto perché intravidi la cattiva sorte della città.
    Sarebbe ora signor Gino che Lei ponesse termine a questa astiosa polemica e, insieme a “NOI”, si industriasse a lavorare per il meglio.
    Ci scusi per l’immodestia, signor Gino.

  45. Gino Says:

    Scusi tanto signor Giovanni. Questo desiderio del meglio a me non punge. E neanche quello del peggio. Nè mi vien da pensare che il blog sia il miglior strumento per una politica ‘costruttiva’ come a Lei piace. Inoltre io non conosco come Lei il signor Mauro. Ma ho ragione di pensare sia umanamente tormentato. Insomma che sia uomo di grandi slanci, ma anche grandi debolezze. Professionale e dilettante. Generoso e autistico. Di ingegno ma anche di ingenuità. Con un super ego (e conseguenti sensi di colpa e, insieme, onnipotenza) che lo tallona senza pace. Ed è esattamente perchè molto di questo travaglio ivi tracima senza infingimento che rende questo luogo interessante e il signor Mauro così amabile. Degno di trasporti libidici meritatamente tormentati. Se Lei ha potuto pensare che io intendessi mettere zizzania fra Lei e il suo Idolo me ne dolgo. Ingoio la mia linguaccia (ruvida, biforcuta, lasciva – secondo il caso) e torno sulla Prinz.

  46. giovanni Says:

    Signor Gino ci macherebbe ,ma quale zizzania.C’è,anzi, nel suo ultimo posto una sorta di primitivo riconoscimento della sua forza nell’elidere la realtà del discorso che mi ha davvero impressionato.Non le interessa davvero nulla e non ha bisogno di nulla. Fantastico
    Ciò spiega compiutamente perchè i suoi “insiemi, attraversano con forza lo spessore delle cose vuote
    Non per questo ,tuttavia ,penso lei debba fuggire con la sua Prinz ,nè tantomeno sottoporre la sua lingua alla mediazione dell’universo mondo.Persino a Dionigi il Magnifico è concesso la libertà di parola Lei ha il diritto assoluto e insopprimibile di usare la lingua come vuole.Davvero. Con aumentata stima mi sia cocesso di salutarla con il riguardo dovuto alla sua Persona

  47. maurozani Says:

    Caro signor Gino, ribenvenuto.
    Autocritica dice? Ma certo, se del caso.
    Mi reputo un tipaccio con larghe spalle in grado persin di cambiar idea senza timore d’avvalorar la sua “brillante” analisi vertente, falsamente, sulla mia modesta persona. Falsamente in senso tecnico dato che essa descrive, più o meno, nel bene e nel male, tutti quanti noi. Noi esseri umani e sociali , dico.
    Noi: buoni e cattivi, alti e bassi, magri e grassi, ingenui e furbi, caldi e freddi, biondi e bruni, tutti col medesimo fardello di sensi di colpa e di delirii d’onnipotenza.
    Tutti senza pace e travagliati . Come me e , immagino come Lei signor Gino.

    PS.Comunque, per esser del tutto sincero, ad una “sana autocritica” uno come me (delirio d’onnipotenza) preferisce sempre una carica di cavalleria. Specie se effettuata contro truppe preponderanti.
    Magari l’avrò già ricordato da qualche parte, comunque continuo ad inspirarmi alle parole con cui il colonnello Lepic ad Eylau spronava i cavalleggeri di Murat mentre si chinavano sul collo dei cavalli per schivare le pallottole: “en haute la tete, ce son des boules, ce n’est pas de la merde”.
    Se proprio devo scegliere….. meglio il piombo.
    Spero sia uno stereotipo che la rassicura sull’esattezza della sua analisi personalizzata.

  48. maurozani Says:

    Ah, signor Gino, dimenticavo.
    Da quando le mie “amenità programmatiche” ( No-metrò) son condivise anche dalla illustre Commissaria sembra che anche il Suo PD ugualmente le condivida.
    Non le chiederò, signor Gino che ne pensa perchè so bene ch’ella s’occupa d’altro.
    Anche se, per dir la verità, non ho mai davvero capito(restringendo il campo alla politica locale) di cos’altro s’occupi.
    A parte decidere, ogni volta, che chi è verosimilmente vincente è senza dubbio colui che va votato.
    A prescindere, decisamente e del tutto, dalle “amenità programmatiche”.

  49. Gino Says:

    Caro signor Mauro scusi se ho avuto l’ardire di catalogarla psichicamente. D’altro canto il ritratto era null’altro che umano. Sulla base delle mie dilettantesche ruminazioni penso che i tipi umani si differenzino esattamente per il campo di variazione dei diversi elementi della costituzione psichica. Si va dall’abnormità di situazioni bipolari a composti temperati sino alla qualsi uniformità. Un po’ come i sistemi politici. Per quanto conosco degli uomini investiti di responsabilità politiche ho l’impressione che essi, di norma, si avvicinino più spesso al primo estremo, e tanto più in ragione del venir meno delle antiche legature chiesastiche. Se il super ego si de-istuzionalizza, cioè si sradica dall’ente superiore (un partito, una chiesa, un ordine professionale) per essere introvertito dall’individuo, privo di altra fonte-sede che non sia l’individuo medesimo, tanto più facilmente ci sarà campo per disturbi bipolari o schizo-affettivi. Una fenomenologia che è facile vedere all’opera intorno a noi: infantilismo narcisista, egocentrismo, petulanza molesta, lagnanza continuata, querulanza, intolleranza alla frustrazione, instabilità affettiva, cupezza, malinconia, futilità, assenza di peso, anoressia e/o bulimia (di cibo, sesso, cariche, onorificenze, reddito ecc. ecc.). E ancora reticenza e autismo, aggressività recriminante, trasformismo, fondamentalismo, perdita di lucidità, attrazione per l’oscurità, le trame, la dietrologia misteriosofica, il tradimento ecc. ecc. E’ vero che ci sono i grimpeur. Gli arrampicatori capaci di straordinarie prove di autocontenimento e iper-razionalizzazione. Così come le personalità canine, con Io minimo: servili, zelanti, o anche solo leali per intrinseca inettitudine. Comunque, se lei ci fa caso, quasi sempre costoro tendono, prima o poi, non appena si manifesta il necessario memento della de-compressione, a scoppiare nel loro contrario. Ho la vaga impressione che nella sinistra l’eccezione dei giovani pompieri che invecchiano come incendiari sia diventata la regola. Centristi moderati che diventano estremisti, spiriti gregari che vogliono toccare i sette cieli, burocrati che diventano rivoluzionari, chierici che diventano eretici, moralisti che menan vita da libertini, monogami transitanti alla poligamia, conformisti attratti dalla bizzarria ecc. ecc. Mentre la norma richiederebbe piuttosto il contrario.
    Quanto a me, a ragione Lei non ha contezza di cosa veramente faccio. Son pensionato, meno vita isolata. Con la mia Prinz spigolo un po’ qui un po’ là. Guardo i cantieri, la gente che lavora. Attraverso con forza gli ‘spessori vuoti’. Come dice il signor Giovanni. In effetti col tempo ho cominciato a soffrire di agorafobia. Mi perdo spesso, specie sulle cose da niente. La saluto signor Mauro. Proprio sotto casa mia, alla Noce, fervono i lavori per la segnaletica stradale. Ha presente quelle belle righe blu cobalto ? Roba da non perdere. Perciò per un po’ non la disturberò più. Forse anche per sempre, qualora i lavori dovessero durare a lungo e non riuscissi ad emanciparmi dalla fissazione visiva. Se nel caso dovesse sentire la mia mancanza (ma ne dubito) si rivolga a quel gemello che ogni tanto tira fuori. Però attento: se è quello che penso io, sappia che è persona cattiva, insolente, malevola, e anche leccaminosa. Rimpiangerebbe assai il buon Gino. Addio blog crudele…

  50. maurozani Says:

    Lei signor Gino ne sa una più del diavolo. Rimpiangerò l’acutezza, l’ampiezza e la profondità ad un tempo, delle sua impietosa diagnosi psichiatrica. Non merito tanta attenzione. Comunque, io e il mio super-ego deistituzionalizzato, restiamo ogni volta incantati dalla padronanza e dalla precisione chirurgica della sua prosa , che porta sempre allo scoperto, (ormai da lunghissimo tempo) con elegante operazione dialettica, il mostro bipolare e schizoide che è nascosto in noi due.
    La salutiamo entrambi : io e il mio super-ego.

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