Veltroni?

Le elezioni sembrano allontanarsi.
Dico sembrano poiché nel caso di un’eventuale cambio nella maggioranza, con l’entrata dei repubblicani e dei transfughi dall’UDC siciliana, la Lega non rinuncerà ad usare la sua golden share.

Ma in ogni caso nel PD son convinti, con qualche ragione, di poter contare sulla riottosità di Berlusconi, sondaggi alla mano, a provocare in un modo o in un altro elezioni anticipate.

Da questa convinzione muove, a quanto pare l’offensiva di Veltroni.
Il fondatore del PD si dimise dopo aver ottenuto il famoso (arrotondato) 34%. E dunque oggi, come dicono i suoi sostenitori, di fronte al minimo storico che i sondaggi accreditano ai democratici , proprio mentre prosegue la caduta di Berlusconi, si apre lo spazio per restaurare lo spirito originario di un progetto politico che Bersani ha cercato d’instradare su altri, diversi, binari.

Personalmente, da posizioni di minoranza non ho mai condiviso lo “spirito originario” se non come necessità urgente e assoluta di uscire dalla morta gora dei DS e della Margherita.
Ma di questo ho già a lungo concionato. Importa di più che non ho mai condiviso il programma politico di Veltroni, almeno per ciò che fu dato di capire all’epoca.

Molti, anzi moltissimi nei DS aderirono invece al nuovo corso, con una forte riserva mentale. E’ ciò che ho sempre rimproverato ai miei ex compagni.

Adesso i nodi vengono ancora una volta al pettine.

Bersani è fortemente indebolito da un’immagine e una sostanza che sembrano rivolte a rabberciare vecchie logiche politiche.

Quasi un ritorno al passato: nuovo Ulivo, alleanza repubblicana più ampia, subito facilmente bollata come union sacrée contro Berlusconi dai suoi interni oppositori.
Il tutto condito con un linguaggio oscillante tra un metaforico e ormai oscuro bon ton e improvvise impennate popolane concesse ad una platea di militanti sempre più inquieta.
Dal simpatetico rapporto/confronto con quel navigato imbroglione di Tremonti , “no guarda Giulio che..” subito corretto con l’evocazione di una politica che slitta come nero liquame in una “fogna” . Tanto per regger la concorrenza con il fattore di Montenero di Bisaccia.

Adesso si scrivono libri. Non a caso.

Ad ogni crisi i candidati a risolverla prendon la penna in mano o si fanno aiutare da un professionista condiscendente: i famosi libri-intervista. (Non ne leggerò mai uno neanche se me l’ordina il dottore). Comunque dopo Chiamparino e Vendola, lo stesso Veltroni annuncia il suo. Dove non si tratterà del continente africano.

Ergo  sembra prepararsi un vero e proprio redde rationem.

Era ora.

Sono ad esso interessato poichè conservo, com’è noto e come talune volte mi è stato rimproverato, ancora un residuo di speranza in una possibile ripartenza.
Perciò continuo a prendermela così calda.
D’altro canto o avviene qualcosa di nuovo nel PD oppure non c’è partita per la sinistra in Italia.

Ma cosa esattamente deve avvenire?

Beh, per esempio si potrebbe prender atto in via definitiva che la “vocazione maggioritaria” con relativo bipartitismo rappresenta una scorciatoia che ha già portato in un vicolo cieco. In più per esser perseguita con veltroniana coerenza deve giocoforza incarnarsi in un partito di centro con in più l’ambizione di esser, ad un tempo, moderato e progressista.

No. Non c’è trippa per gatti.

D’altra parte l’idea di barcamenarsi nella geometria delle alleanze verso il centro berlusconiano in via di sfaldamento(?) rischia d’esser un rimedio almeno uguale al male.

Porta, per vie diverse, allo stesso illusorio traguardo.

Per conto mio butterei a mare , per sempre, la suggestione di cui son intrise ambedue le strategie politiche citate. Le quali entrambe sono tributarie, in diverso modo, di una vecchia e subalterna tentazione: una Forza Italia di “sinistra” che si tradurrebbe in una sorta di moderna DC.

Conviene pensare ad una ,seppur moderna, innovativa, riformista (e chi più ne ha più ne metta) SINISTRA nazionale. Che, magari  non potrà, fulmineamente, assurgere a forza di governo. Ma chissà?  Non è poi così scontato. Quando s’imbocca la strada giusta si può marciare anche molto velocemente.

Sì, ai tempi della globalizzazione, è giunto il tempo di parlare , da sinistra, alla nazione come condizione per non esser agiti, subornati e alla fine fottuti dal mercato globale.

Mi par questa la via per restaurare una sinistra universalista nei valori e negli ideali che per esser potenzialmente maggioritaria non può prescindere dagli interessi in campo nazionale.

Gli interessi.

Già.

Con Marchionne o con la Fiom?

Inutile cincischiare. Il buon manager fa il suo mestiere?
Solo il suo mestiere o apre anche una pista politica che punta a metter in ginocchio gli interessi e i diritti umani legati alla condizione sociale dei lavoratori?
Mi par chiaro: l’ultima che ho detto.
E con la Cisl di Bonanni verso la quale, gli “uomini vicino a Veltroni” spezzano in questi giorni più di una lancia, che vogliamo(volete) fare?

Per conto mio e di molti altri come me, Bonanni è già (legittimamente) da un’altra parte.
Insomma guardatelo, lo si vede ad occhio nudo.

Bisognerebbe (nello scontro) prenderne atto.

A proposito di “rivoluzione democratica”. Son d’accordo.

Provate a metterci un po’ di carne ed ossa insistendo per una legislazione che consenta ai lavoratori di decidere col loro voto. Sarebbe un modo, fortemente simbolico, per collegare uno slogan alla società, agli interessi che si vogliono difendere e financo promuovere.
Un modo per scegliere. O tutto s’esaurisce nell’ormai eterno tormentone delle primarie?

A proposito di simboli e del valore ch’essi hanno per la formazione delle opinioni e delle convinzioni.
Perché non chiedete che i carabinieri vadano a rimuovere i simboli della Lega che un sindaco fuori di testa ha fatto stampare su tutti i banchi di un complesso scolastico. Ce ne sarebbe ben donde. Lasciamo fare alla magistratura?

E perché non vi va il sangue agli occhi e non v’incazzate come delle pantere di fronte alla banalizzazione del nazismo che il Presidente del consiglio ha fatto l’altro giorno con una barzelletta su Hitler?
No è?
Controproducente vero?
Eppure proprio da queste simboliche gestualità, per nulla minori, passa la formazione di un senso comune. Una certa idea dell’Italia.

Comunque se scontro ha da essere che avvenga almeno sulle cose, sui problemi da affrontare e sui simboli da affermare.
Le “grandi strategie” si misurano e si fanno eventualmente intendere su questo. Non viceversa.

PS. Quanto ai giovani turchi. Ne parlerò un’altra volta. Non son tutti uguali comunque. E questa è cosa buona.

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17 Risposte to “Veltroni?”

  1. Maurizio Cecconi Says:

    Ai tempi della globalizzazione, è giunto il tempo di parlare, da sinistra, alla nazione come condizione per non esser agiti, subornati e alla fine fottuti dal mercato globale.

    Questa me la segno.

  2. giovanni Says:

    Veltroni?Certamente una persona che non mantiene le promesse.
    Disse che sarebbe andato a fare del bene in Africa e,invece,ce lo ritroviamo ancora in Italia
    Però a sua scusante c’è un precedente più grave:in piena tangentopoli,mi pare nel 1993,il dottor Sottile,Giuliano Amato,giuro davanti al parlamento che si sarebbe ritirato per sempre dalla politica.Fu ancora Presidente del Consiglio e quattro volte ministro con i voti della sinistra.
    Una ripartenza?E’ una parola!

  3. maurozani Says:

    Già.E’ una parola.

  4. Gianni Says:

    Dopo l’intervista a GIOIA (ma come è caduto in basso, o vuol fare soldi con il libro?)
    Dico:caro Veltroni Bastaaaa! Guardati indietro, al tuo passato, agli incarichi che hai avuto e ai risultati conseguiti, e fatti una semplice domandina: sono stato all’altezza dei compiti che mi sono stati affidati? La risposta e’ molto semplice: lascia perdere che di disastri il PD ne’ ha anche troppi da tempo in pratica da quando è nato. Sono buono, non voglio mettere in dubbio la tua onesta’ ma la capacita’ di ricoprire incarichi altamente decisionali. Non e’ cosa per te. Per il PD spero in un suo sfaldamento (qualcuno potrà dire più di così? Si!!!), solo così ci può essere una rinascita di un Sinistra Nazionale o come la volete chiamare ma di una SINISTRA all’altezza di un’alternativa al Cummenda B!!!

  5. Due simboli di troppo | PUTA. A QUEER INVADER Says:

    […] pubblica si sta mobilitando in tutta Italia e sta investendo tempo, energie e risorse. E, come suggerisce Mauro Zani, “perché non chiedete che i carabinieri vadano a rimuovere i simboli della Lega. Ce ne […]

  6. marco capponi Says:

    Il passaggio alla “vocazione maggioritaria forse é stato utile per costringere ad una mesa in discussione seria i vari frammenti della sinistra. Porlo come prospettiva quasi ideologica mi sembra sbagliato anche pwerch tutto io resto del pensiero(si fa per dire) feltroniano mostra una disarmante e preoccupante idea puerile della democrazia. A questo proposito mi permetto di sottoporre qualche osservazione sulla proposta di Veltroni sulla legge elettorale.

    Legge elettorale uninimonale diu collegio

    Vantaggi:
    L’elettore non esproime una feberuca adesione politico-culturale ad un partito ma esercita un pezzetto di potere per decidere una persona ed un programma concreto di goveno.

    Svantaggi:
    1-La coalizione che prende il maggiofr numero di voti in generale può benissimo ottenere un numero di parlamentari di gran lunga inferiore a quelli della coalizione miniritaria. Il caso estremo sarebbe quello di ina coalizione che perde in tutti i collegi meno uno per un voto e vince nel restasnte per mille voti. Avrebbe un solo deputato pur avendo avuto 999 voti in più!

    2- Gli elettori incerti, o disinteressati o incompetenti acquistano una importanza ancora maggiore, quuasi esclusiva. La competizione vera si riduce a quella intorno agli elettori incerti nei collegi incerti. I voti al disopra o al disotto del 50%+1 sono supoerflui e vengono buttati via.

    3-Limpatto sulla partecipazione polotica e sulla natura dei partiti sarebbe devastante. Che senso avrebe impegnarsi nella ricerca dei consensi laddove l’esito appare ampaiente scontato? Perché mai qualcuno dovrebbe mobolitarsi per conquistare fino all’ultimo voto? E che senso avrebbe lo stesso nadare a votare laddove il voto non conta niente?

    3- Se in ogni collegio si gioca tutto o niente per un pugno di voti, la rendita di posizione di gruppi, consorterie, cordate, ancgehe piccole ma in grado di portare quella piccola differenza, diventerebbe enorme.

    4- Nelle consultazioni sv olte con questo sistema si é visto che nei collegi “blindati” sono stati presentati i candidati più “indigesti”. Nel collegio della Bolognina ci siamo trovati di fronte nell’ordine:
    Galletti dei Verdi; Boghetta di Rifondazione Comunsta e Del Turco dei Socialisti. Alla faccia della scelta degli elettori!.

    5- Gli eletti in ogni collegio saranno spinti a rappresentare, come si usol dire “il territorio” e non un progetto politico, un programma, una ispirazione politica ed ideale. Avremmo, ironia della storia, qualcosa che ricordaia una “repubblica dei soviet”

    Si dirà che i candidati nei collegi dovranno essere scelti con le primarie. Su che base? In ogni collegio ci saranno piattaforme poilitiche e programmi distinte? O piuttosto, e piùrealisticament,e conteranno la capacità di piacere, di esseri noti, di avere amici nella stampa di essere appoggiati da lobbyes e cordate, parentele e consorterie? E le lacerazioni prodotte da queste “gare” non peseranno sulle elezioi vere?
    Penso che chiunque abbia un po’ di sperienza ed onestà intellettuale abbia chiare le risposte. . Se poi dovevo credere nelle favole tanto valeva che fossi rimasto comunista.
    Infine questa ipotesi abolisce di fatto ogni sede intermedia di partecipazione politica ed uumilia un gran parte di elettori, spesso i più motivati e convnti di ogni parte.

  7. maurozani Says:

    Caro Marco,
    tutto (o quasi) vero. Proprio perciò la legge elettorale del democristiano Mattarella correggeva nella sostanza il metodo uninominale col 25% di proporzionale.
    Morale : se devo scegliere tra il porcellum dove gli elettori non contano nulla nella scelta dei candidati e, (ciò che più importa) , degli eletti e il tanto deprecato mattarellum, ebbene ,scelgo quest’ultimo. Senza dubbio alcuno.
    Se poi esistessero ancora i partiti in Italia, allora ( e solo allora) andrebbe ancor meglio il sistema tedesco.
    Ciao e…. benvenuto

  8. marco capponi Says:

    Certo, a me basterebe infatti una quota proporzionale, magari anche più robusta del 25%, per dare un po’ di peso a tutti gli elettori. Credo che un compromesso all’inerno della oppisizione no dovrebbe essere impossibile trovarlo. A quel punto perché non presentare subito una proposta in parlamenmto come suggeriva stamattina Calarola su la 7?

  9. agostino Says:

    A proposito di libri-intervista affermi che non ne leggerai neppure uno anche se te lo ordina il dottore. Da altro post deduco che quello di Cossiga lo hai letto. Vabbè non c’è niente di male. Ho letto quello di Chiamparino. Il mio parere è che non vale i soldi spesi.

  10. maurozani Says:

    Vero quello di Cossiga l’ho letto.
    Avrei dovuto specificare che non leggerò libri -intervista di quanti scrivono o fanno scrivere sol per candidarsi o per aumentare il proprio appeal politico.
    Non era il caso di Cossiga.

    PS. Quanto a Chiamparino. Mi fido di te.

  11. maurozani Says:

    @Marco. Credo siano depositate varie proposte. Ma , come sai nel PD (partito uno e almeno bino) le idee son molto diverse e persin contrapposte. Dunque non se ne può far nulla.

    PS. approfitto per dirti che non so darti indicazioni relative alla reperibilità di quella persona di cui mi hai chiesto. E anche per renderti edotto della mia attuale difficoltà a far funzionare gli SMS nel mio cellulare!!

  12. marco capponi Says:

    Sono riuscito e rintracciarlaq. In quanto agli sms non me ne parlare, dato che, secondo l’oculista ho un cinquantesimo nell’occho ds e un decimo nel sn /a sinistra civedo dipù!).ma in realtà vedo meglio. Approfitto per girarti una lettera aperta che ho mandato a Donini e agli organi di stampe, spero che almeno ti diverta in qyualche passaggio- Vedi tu se é il caso di mettrela nel blog, non vorrei che qualcuno ci vedesso il tuo zampino. Io non ho problemi, anzi, magari rischio che qualcuno perfino me la pubblichi, io lafarò circolare comunque (circoli, singolo compagni ecc. Valuta tu
    PS e Cioamaprino? Spero che tu abbia la stessa mia opinione (che non tgi dico perché, come tradizione coinciderà con la tua )

    Lettera aperta al segretario del PD di Bologna

    Caro Segretario,

    Credo di rappresentare in queste poche righe una  opinione piuttosto diffusa tra tutte quelle
    persone di sinistra che, pur rimanendo tali, provano un grande disagio di
    fronte ad una concezione piuttosto puerile della democrazia, secondo la quale
    il Popolo fa sempre e comunque le scelte migliori senza essere messo nelle
    condizioni di avere l’effettivo possesso di tutte le conoscenze necessarie.
    Fatta questa premessa e  vedendo la concreta situazione di Bologna, mi dispiace
    dirti che vedo ormai la tua possibilità di contare nelle scelte per il futuro
    della città,  praticamente ridotta a zero. Purtroppo non solo la tua, ma anche
    quella degli organismi dirigenti, delle strutture di partecipazione, insomma di
    tutto quello che resta di una organizzazione democratica di massa.
    Se la distruzione di questi ingombranti  “residui del passato” é una lucida
    scelta politica (come io temo e non da oggi) sarebbe onesto dirlo apertamente
    e almeno non illudere quei (pochi?) giovani che organizzano e partecipano alle
    attività del PD.

    E’ infatti sotto gli occhi di tutti il fatto che abbiamo appaltato ogni
    potere di direzione delle scelte politiche, tra le quali quella degli uomini,
    ai mezzi di comunicazione ed alle redazioni dei giornali in particolare.
    Avverto, cosa non nuova negli ultimi tempi, la morsa della tenaglia,
    costituita dagli ambienti che contano e dall’opinione pubblica (termine più
    corretto di “Popolo”), che schiaccia le possibilità di discussione partecipata
    e di confronto consapevole.  Non abbiamo forse visto sul Resto del Carlino,
    che ne ha dato grande rilievo,  autorevolissimi interventi (chi può parla
    forte, i comuni mortali sono muti) a favore di un candidato sindaco? Prima la
    portavoce di Romano Prodi, poi una   dirigente del PD, membro della segreteria
    nazionale, si sono pronunciate con grande sicurezza e calore.

    Ma Prodi non ha proprio nessuna responsabilità nella candidatura Del Bono e la seconda, che paragona addirittura Cevenini  a Dozza (ma per piacere!), non é
    stata forse una delle più accanite sostenitrici della candidatura Bartolini,
    candidatura anch’essa avanzata  a mezzo stampa? Consiglierei più umiltà e più
    ascolto per non ripetere gli errori del passato.

    Trovo che Maurizio Cevenini si stia comportando perfino troppo bene di fronte a tutto  questo battage e queste blandizie un po’ pelose ed il fatto che io,
    conoscendolo e stimandolo da decenni, non lo ritenga tuttavia il
    più adatto a ricoprire questo particolare  ruolo, é una opinione che può
    benissimo essere non condivisa. Quello che faccio fatica a tollerare sono il
    metodo e lo spirito che lo ispira, é la scomparsa della buona politica in tutto
    questo.
    Ne traggo perciò la  conclusione che, se non ci saranno drastiche novità, non
    mi recherò a votare per le primarie. Questa decisione é motivata anche dalla
    esperienza precedente, nella quale il candidato sindaco sostenuto dalla grande
    maggioranza dei presidenti di quartiere, dei responsabili di quartiere del
    partito, dei responsabili di circolo (che non sono la famigerata nomenklatura
    ma cittadini che dedicano tempo ed energie all’impegno civile e forse hanno
    qualche elemento di  giudizio in più) è risultato terzo dietro Del Bono e lo
    stesso Cevenini.

    A questi volontari della politica rivolgo anche l’invito a non dedicare tempo
    ed energie alla organizzazione di queste primarie, lasciando questa incombenza
    ad altri, ed in particolare ai giornalisti del Resto del Carlino.

    Cordialmente                                

    Marco Capponi

    Bologna, 20 settembre 2010

  13. marco capponi Says:

    Su Chiampariino ho letto male,sono diversamente vedente

  14. maurozani Says:

    Caro Marco,
    quando fai un commento su questo blog (dalla seconda volta in poi) esso appare tal quale e subito. Come, appunto, la tua lettera a Donini che compare qui sopra. A meno che io non intervenga ex post per cancellarlo. Cosa che fino ad ora non ho mai fatto. Insomma , funziona così. Tienilo presente per il futuro. Della serie , se vuoi comunicarmi cose riservate usa la mia mail.

    PS. Questa non mi pare riservata. Evidentemente.

  15. gabriella Says:

    a prpoposito di veltroni…. tutti fedeli(fino allo scricchiolio delle seggiole!) solita vecchia storia!

  16. gabriella Says:

    a proposito de veltroni:leggo che…… tutti fedeli (fino al primo leggero scricchiolio di seggiola!) solita vecchia, triste storia!

  17. maurozani Says:

    @Marco. A proposito di democrazia:https://maurozani.wordpress.com/2009/07/24/democratici-e-democrazia/

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