Chiarezza.

Per quanto mi riguarda considero l’intervista del segretario del PD bolognese al Corriere una novità positiva. Da quando è nato il PD, per la prima volta un suo dirigente, non mi considera un lupo cattivo. Scontando, immagino, qualche interno rimbrotto.

Fino ad ora , infatti, le mie critiche, sollecitazioni e proposte erano rimaste senza pubblica risposta. A parte ,in passato, qualche accenno decisamente offensivo,si è sempre adottata la formula classica da politburo.
O il più assoluto silenzio, tipico dell’ala ch’ebbi a definire,( in modo politicamente scorretto) dei sordomuti o la risposta indiretta, circonfusa di allusioni più o meno velate.

A maggior ragione debbo a Donini e al PD una dose di chiarezza supplementare.

Ho già cercato di spiegare perché non voterò Cevenini, il candidato del PD e, in futuro, della coalizione.

Riassumo.

La candidatura Cevenini, rappresenta ,a tutt’oggi, una scorciatoia e insieme un espediente.

Entrambi servono ad evitare di trarre tutte le conseguenza da quanto è avvenuto a Bologna nell’ultimo decennio. E quanto è avvenuto, avrebbe dovuto consigliare ai partiti , tutti i partiti del centrosinistra, di rendersi protagonisti di una vera e propria riscossa civica.

La vera umiltà e, ad un tempo, la più alta ambizione consisteva nel fare un passo indietro come partito per farne fare due avanti alla politica. In un modo aggiornato ai tempi che corrono.

L’idea di una lista civica che connotasse una “nuova sinistra” ,che per me viene a coincidere con un nuovo, (ristrutturato e riqualificato) più vasto e articolato  campo del centrosinistra.

Nominalismi a parte: una lista aperta  in varie direzioni e senza preclusioni di sorta.

Sola idea e proposta,  che poteva far muro contro il dilagare di pulsioni  populiste.

Questa , del “listone civico”, per me resta   la formula più valida e innovativa  anche per gli anni che verranno.

Non solo per Bologna.

E forse , dico forse, proprio ripartendo dal basso, anche in questo modo, si potrebbero innescare dinamiche innovative nella politica nazionale.

Dunque la mancata esibizione di simboli di partito in elezioni amministrative non corrisponde , nella mia visione, ad una rinuncia, bensì al contrario nell’ assumere un assetto di marcia finalmente offensivo e non difensivo, con l’obiettivo di dare rappresentanza e sbocco politico al disincanto civile in atto.
Al quale non si può rispondere  con formule politiciste e francamente anacronistiche, fuori tempo e fuori luogo, come quella del cosiddetto nuovo ulivo.

In quest’ambito  le regole proposte dal PD per le primarie di coalizione,per dar maggior agibilità ad eventuali candidati “civici” possono costituire  una prova di buona volontà ,ma restano pur sempre all’interno di un vecchio e screditato ambito.

Prima s’indica solennemente un candidato di partito e poi s’organizza la rappresentazione delle primarie.

Ciò comporta , specie nel contesto bolognese, un alto livello d’astensione, poiché ,volenti o nolenti e nonostante la “buona volontà”, tutto ancora una volta appare (ed è) fatto in casa.

Gli elettori non dimenticano che tra quelle mura ,per tre volte di seguito, ne sortì un sostanziale fallimento.

In questo modo, al di là del giudizio che si può dare sulla candidatura di Cevenini (ma ciò vale anche per altri) il sindaco che risulterà eletto rischia inevitabilmente un handicap iniziale piuttosto rilevante.

Certo si elegge un sindaco.

Ma un sindaco debole.

Tra l’ altro, se si fosse andati nella direzione da me , (e per la verità anche da altri), auspicata, nessuno può sostenere che magari l’interprete di una tale innovazione politica potesse risultare alla fine proprio lo stesso Cevenini.

Chi può dirlo?

Ma a quel punto entro un contesto completamente diverso caratterizzato da una vasta assunzione di responsabilità civica.

Si sarebbe eletto un sindaco forte.

Dato che ciò non è avvenuto, altri lavorano a mettere in campo, in autonomia, una lista civica da presentare alle elezioni, restando realisticamente questa l’unica possibilità di fornire un’alternativa a quanti chiedono un impegno, non contro qualcuno ma per la comunità bolognese.

Certo, può esser semplicemente un surrogato della via principale.

Ciò non mi esimerà,  al momento opportuno, di valutarne credibilità e potenzialità. E, se del caso sostenerla con il mio  impegno, oltre che con il mio voto.

Dato che non escludo del tutto e a priori che potrebbe esser questa l’unica via ancora percorribile per tener aperte prospettive future.

E’ tuttavia una strada in salita, piena d’ostacoli d’ogni genere.

Bisogna esserne consapevoli.

Per dirne  una : lo stato di fatto già creato dalla particolare e insistita azione di Grillo su Bologna rischia di sbarrar il passo anche a questa, residua, opportunità.

Per dirne un’altra: nel caso ,a mio avviso probabile, di elezioni politiche anticipate. Beh, la festa è finita prima di cominciare.

Tutto ciò per  chiarezza.

Annunci

46 Risposte to “Chiarezza.”

  1. giovanni Says:

    Con Grillo si può parlare

  2. Maurizio Cecconi Says:

    Dopo la risicata fiducia di ieri, le elezioni a marzo sono molto più vicine, così come la coincidenza fra le stesse e le elezioni amministrative. In quel caso, tutto ciò che potrebbe nascere di sinistra rimarrebbe inevitabilmente schiacciato. La strada è molto, molto stretta, nonostante i miei desiderata, che coincidono coi tuoi. Che ne pensi Mauro?

  3. vanni pancaldi Says:

    @Giovanni la chiarezza della nota di Mauro è esemplare e da me condivisa quasi interamente In particolare sul tema Grillo che vede la presenza di un polo di attrazione già consolidato col voto alle regionali anche se va rilevato che era in quel caso l’unico voto esprimibile di simil-sinistra. Non so se hai l’eta per ricordare “Al spometi dla Curtisa” di Dino Sarti quello col “giubot ed scai cal per propri vera finta pelle” 🙂 La “politica dal basso” di quel movimento può in parte percorrere sentieri paralleli o persino comuni ma non può certo essere la pratica di una sinistra seppur civica e senza simboli di partito e non può realisticamente mescolarsi o sostituirsi elettoralmente a questa. Anche per il forte senso di identità e “alterità” che esprimono oggi i fan di Grillo.

  4. maurozani Says:

    @ Maurizio. Penso che cogli nel segno. Aggiungo che nel caso, probabile, d’elezioni politiche il “bene rifugio” ,data l’attuale situazione dl Pd, appare SEL, nonostante i suoi evidenti limiti. Ergo, a Bologna lo spazio di restringe ulteriormente.

  5. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Non credo che Grillo intenda spartire il bottino elettorale che s’appresta a raccogliere a Bologna e in tutta l’Emilia-Romagna. Inoltre per quanto siano condivisibili e in alcuni casi sacrosante le ragioni che fan crescere il movimento cinque stelle, restano nelle nebbie del Grillopensiero gli sbocchi futuri di questo movimento. Il populismo è quasi sempre una brutta bestia e quasi mai va a parare laddove son fermo io.

  6. maurozani Says:

    @Vanni. More or less siam d’accordo. Tuttavia la notazione di Giovanni un senso ce l’ha. Per quanto non mi sembri praticabile. Infatti stretti tra Grillo e Sel in crescita con elezioni politiche incombenti ogni spazio temo si rinchiuda. Tanto per il mosto quanto per la conseguente ebbrezza.
    Se ne riparlerà…

  7. claudio Says:

    Mauro, ma davvero credi che SEL sia l’unica alternativa alla crisi del P.D.?
    Secondo me il movimento guidato da Vendola è POPULISTA intrinsecamente in quanto in mancanza di un vero progetto politico,
    si affida al leader carismatico in virtù di quella deriva -populistica plebiscitaria che tanto male ha fatto alla sinistra nella cosiddetta seconda repubblica.
    Non c’è bisogno che spieghi a te quanto la cultura leaderistica plebiscitaria maggioritaria sia intrinsecamente di DESTRA e quanto questa stessa cultura abbia infettato la politica negli anni scorsi.
    Nichi ,2 anni fa , non è stato neanche capace di prevalere sull’ accoppiata Diliberto Ferrero nel congressodi Rifondazione!!
    Il ns. è stato uno dei pochissimi giovani dirigenti di rilievo che si è opposto alla svolta della Bolognina; poi ha vivacchiato in rifondazione
    sussurrando poesie di sinistra; poi mi pare ha aderito ai comunisti unitari all’epoca del governo Dini; poi nel 2005 ha vinto le elezioni in puglia sull’onda del massimo insuccesso di Berlusconi ( in quelle elezioni il C.S. ha vinto in tutte le regioni tranne il Lombardo-veneto!); poi si avviava nel 2009 a non essere ricandidato in Puglia ( perchè i sondaggi indipendenti nel settembre 2009 lo davano largamente perdente!!!)
    Poi…ha vinto un terno al lotto diventando il candidato di tutto il mondo contro il Perfido e INSIPIENTE( ma davvero ! ) D’alema alla guida dell’armata Brancaleone del di Lui partito in Puglia..
    Poi ha vinto in Puglia con l’attivo sostegno della notoria progressista Poli Bortone ( che prese circa il 9 (nove )%. e di tutta la cosiddetta stampa indipendente a cominciare da Repubblica la quale , in mancanza di ogni traccia di vero partito organizzato , è ,non da ora il vero king – maker del Centro -sinistra.
    Da ultimo il caro Nichi ,dotato di fortissima ambizione personale, oltre a continuare a recitare poesie di sinistra ( in realtà si tratta di banale marketing elettorale ) si è graziosamente concesso a leader di tutta la stampa” indipendente” italiana e invoca le primarie..
    Naturalmente Nichi che in fondo è realista sa bene che il suo vero obiettivo è prendere tanti voti (30/ 40 % ?) in modo da poter reclamare
    un bel pò di ministri in un eventuale e , a mio avviso ,improbabile governo di Centro- Sinistra…
    NO così non si ricostruisce la SINISTRA italiana .
    Suvvia caro Mauro e cari compagni del blog ci vuole bel altro e magari qualche analisi marxiana della società italiana di oggi!!!

  8. giovanni Says:

    Le elezioni politiche secondo me non ci saranno, perché Banana rischia Governo e Patrimonio.Sarebbe una sorta di piazzale Loreto.Cosi alleati e oppositori non conoscono la sorte che li attende.L’eccezione della Lega non fa primavera.
    Italia pagherà un prezzo elevatissimo al governo ed a una opposizione di carta e di chiacchiere ondivaghe
    Possiamo salvare Bologna,soltando se avremo la capacità e la voglia di arruolare forze fresche di sinistra e non

  9. giovanni Says:

    Persino Veltroni e D’Alema in caso di elezioni rischiano di non essere rieletti

  10. Maurizio Cecconi Says:

    V’invito a leggere queste considerazioni pubblicate oggi da Paolo Soglia
    http://radio.rcdc.it/archives/la-partita-se-ci-sara-si-gioca-primarie-61015/

    • beppe bianchi Says:

      Ne condivido il contenuto.
      Più che attraverso la lista civica (sulla cui efficacia valgono tutte le considerazioni fatte a propostito dell’accoppiata amministrative-politiche) credo che la battaglia vada fatta nelle primarie. Chiaro, più passa il tempo a parlare di nulla e minori chances ha un candidato di presentare pienamente una diversa idea di sviluppo della città. O, semplicemente, di poter contrapporre un’idea alla non-idea di città di Cevenini. C’è bisogno di un candidato di rottura, non riferibile alla nomenclatura politica dei partiti alleati al PD, che faccia una battaglia mirante quantomeno al risveglio di una coscienza civica dei bolognesi, da tempo sopita (per non parlare dell’atteggiamento gregario della militanza). Ma anche per vedere di nascosto l’effetto che fa su Cevenini, che a me appare nei contenuti fragile, così come nel contradditorio. In sintesi, la persona meno indicata per guidare una realtà complessa come Bologna.
      Poi, dopo le primarie, si potrà pensare ad una lista civica o ad altre modalità di partecipazione.

  11. Marco Capponi Says:

    Caro Mauro,
    certo, ognuno vede le cose dal suo punto di vista. A me l’intervista di Donini non mi é piaciuta un granché. Sarà che sono un vecchio professore, che ho molti amici ed amici degli amici, mi sento un po’ in difficoltà a sostenere la opinion de me spressa nella lettera aperta al segretario (che ha avuto l’impatto mediatico che ha avuto, ampiamente previsto :.) ). Non sono così autocentrato da pensare che il riferimento alle lobbyes comprendesse anche il sottoscritto, ma converrai con me che non sarò troppo sereno nel riproporre in qualsivoglia consesso le mie opinioni. Che un segretario evochi lobbyes e complotti (che magari ci sono ma non mi pare proprio che abbiano nel mirino il povero Cev visto il sostegno di stampa ecc).
    Una volta questo metodo aveva un nome, o no?
    PS NOn ho nessuna dificoltà a riconoscere che, alla luce dei fatti (tra i quali questo) sul Partito DEmocratico aceci ragione tu, ma questo richiederebbe ragionamneti più estesi ed impegnativi che adesso non svolgo per non affliggerti troppo, magari ci sarà qualche altra occesione

  12. Marco Capponi Says:

    Mi scuso per gli errori ma non esistono ancora i PC in braille.

  13. Mario Bovina Says:

    Perchè tanta complicazione? Forse è il momento di semplificare. Entrare a far parte della coalizione PD-IDV-SEL & C e partecipare alle primarie, a livello di elezioni locali, significa – o dovrebbe significare – concordare, quantomeno nelle linee fondamentali, con la visione di città e di società urbana che hanno quei partiti e con i metodi di gestione del potere di quei partiti.
    Ebbene i prodotti della visione (chiamiamola così) di città e di società urbana di PD-IDV-SEL & C e del loro modo di concepire e gestire il potere sono sotto gli occhi di tutti; e lo stato attuale della città è la prova conclamata che la visione stessa era – come è ancora – debole e confusa, come deboli e confusi erano – e sono ancora – il pensiero politico e l’identità di PD-IDV (sì anche l’IDV!)-SEL.
    La costituzione di una lista civica a Bologna, forte e unitaria, è dunque un passaggio ineludibile, prima di tutto dal punto di vista della responsabilità verso se stessi e verso la città, per tutti coloro che hanno una visione di città chiara, condivisa e DIVERSA da quella (se mai esiste) di PD-IDV-SEL.
    Nulla più, nulla di scandaloso, nulla di “contro”, solo una visione DIVERSA.
    Tertium non datur, perchè tertium è la rassegnazione non solo allo status quo, ma all’inesorabile peggiormento dello status quo.
    Fatevi vivi donne e uomini che non siete ancora rassegnati.
    E che importa se le elezioni nazionali dovessero togliere qualche voto alla futura lista civica … certo non potranno toglierle l’anima e le idee.
    Se potessi battezzarla io, la lista si chiamerebbe … (non ve lo dico ancora)

  14. giovanni Says:

    @Beppe Bianchi

    Chi faresti correre alle primarie come civico?

    • beppe bianchi Says:

      Chiunque (non appartenente attualmente ad una burocrazia di Partito) possegga autorevolezza, consenso,una chiara collocazione politica ed idee chiare. Che sono in questo momento merce rara. Pensa a SeL: se, come sembra, hanno l’intenzione di candidare Ugo Mazza, scusate il termine (non decontestualizzato) ma gli amici di SEL non hanno capito un amato cazzo. O, meglio, scelgono di utilizzarlo come specchietto per le allodole, in prospettiva lista bloccata (dietro Vendola, naturalmente) per tentare di rimettere piede in Parlamento. Si tratterebbe, in questo caso, del lancio anticipato della prossima campagna elettorale per le politiche. Su Bologna (che è altra cosa da Ugo Mazza) prevarrà un atteggiamento gregario, come sempre. Altro che nuova narrazione….
      PS: caro Giovanni, io credo che si andrà al voto alla velocità della luce, addirittura a gennaio.

  15. Andrea Says:

    “Allez en avant, et la foi vous viendra”.

    (D’Alembert)

  16. maurozani Says:

    @Claudio.
    Perchè tutta sta tirata, su Vendola , rivolta a me? Hai dei dubbi che io non possa condividere la tua puntuale ricostruzione della carriera di Vendola?
    Io mi limito a prender atto ( e ciò ha conseguenze politiche anche sulla situazione bolognese) che i sondaggi danno SEL in crescita. D’altro canto tutti in questo momento vanno a caccia di voti in libera uscita dal PD: oltre a Sel anche l’IDV, Grillo, e altri, come la Lega e forse persino Fini.

    Lo squagliamenti identitario del PD provoca il paradosso attuale. nel momento di massima difficoltà del fronte avverso, il maggior partito d’opposizione non se ne avvantaggia. Anzi precipita al minimo storico e ciò offre il destro per la revanche di Veltroni e per l’idea esposta da Cacciari: oltre la destra e la sinistra avanti al “centro”.
    Non si tratta di esser alternativi alla destra , ai suoi motivi, al suo riformismo, si tratta solo di fare meglio ciò che la destra fa male o non sa fare.
    Ora, a Bologna sarebbe oltremodo utile che SEL contribuisse a un progetto di una lista civica, sempre nell’ambito di quell’ambizione di incidere anche dal basso sui processi politici. Non è possibile? Pace. Tuttavia non bisogna rinunciare a pensare politicamente.

  17. maurozani Says:

    @Bianchi.
    Non c’è dubbio che le considerazioni di Soglia colgano per taluni aspetti nel segno. Sono considerazioni inprontate ad un realismo politico al quale è francamente difficile sfuggire. Specie dopo le esperienze precedenti.
    Molto si gioca a ridosso del PD nella situazione bolognese.
    Solo che io , per esempio, dò per scontato che non si troverà spazio nelle primarie di coalizione.
    Perchè?
    Semplice, non è in vista un candidato civico in grado di raggiungere un risultato che vada oltre la testimonianza. Si tratta solo di legittimare le primarie il cui esito è predeterminato da un’investitura in pompa magna. Tra l’altro tale investitura interpreta uno stato di fatto che consiste nel personaggio, da tempo costruito, del Cev.
    Difficile in queste condizioni allargar crepe.
    In ogni caso, una volta che s’è accettata la logica della coalizione partecipando alle primarie mi sembra azzardato e comunque scorretto proporre, dopo la sconfitta, una lista civica autonoma.
    Per contro, al momento, valgono tutte le considerazioni di Soglia sulle listine civichine di sinistra.
    Poca roba e troppa nello stesso tempo.
    Che fare?
    Beh, la mia prima proposta è stata rifiutata.
    Attenzione, ciò è avvenuto, anche perchè da subito quelli fuori dal PD non hanno creduto nella possibilità di pressare seriamente lo stesso PD.
    Si trattava di costruire un movimento d’opinione all’insegna del: niente simboli di partito in quest’occasione, ma una sola lista di civica rinascita.
    Vabbè sono noti gli (i non ) sviluppi.

  18. maurozani Says:

    @ Andrea.
    Magari!

  19. maurozani Says:

    Caro Marco,
    io non ho scirtto un post sul merito dell’intervista di Donini. Non ne avevo un particolare interesse.
    Ho colto una novità che mi riguarda , dopo il duro ostracismo subito da tutte le precedenti gestioni.
    Quanto ad amici lobbies e quant’altro non son cose che m’affascinano particolarmente.

    PS. Non sono , come sai , così sprovveduto, da non cogliere anche l’intelligenza tattica dell’apertura che vien fatta nei miei confronti che contiene, obiettivamente, anche un tentativo di “neutralizzarmi”. Ma intanto apprezzo sempre l’intelligenza e poi, in politica, quando si tratta d’incassare un risultato è altrettanto intelligente non rifiutarlo. Lo faccio con Donini, lo faccio con te , a proposito del PD.

  20. sergio caserta Says:

    Condivido pienamente Zani in particolare l’ultimo intervento:1) a Bologna non si riesce a costruire nessun movimento politico duraturo, che non sia testimonianza, al di fuori del sistema dei Partiti,” cinque stelle” e’ l’eccezione che conferma la regola ed andrebbe analizzata 2) il PD bolognese oggi e’ irriformabile, in quanto non dotato di personalita’ politica e’ un agglomerato di interessi di gruppi che agiscono al di fuori di ogni controllo politico reale. 3) Cevenini ne e’ la rappresentazione plastica e forse neanche la peggiore, ha costruito anche utilizzando le istituzioni ( la funzione celebrante in esclusiva per oltre 10 anni), nell’indifferenza generale, un
    Esercito personale di votanti, questo non si puo’ dire cosi’ come non si puo’ analizzare il perche’ del declino di questi dieci anni come scrive Mauro 4) le primarie anche di coalizione, in questa situazione sono solo una foglia di fico, per coprire “le vergogne” ma saranno l’espressione della massima continuita’ possibile, in questo non concordo con Paolo Soglia per una volta.6) Se non si esce dalla logica del “male minore” in politica si declina solo verso il basso, i cespugli più’ o meno folti della coalizione non potranno che assecondare questa non scelta in cambio di qualche posto a tavola, niente di più’.7) non dimentichiamo che ci sono poteri trasversali per cui che vinca una coalizione o l’altra, l’importante e’ avere uomini sufficientemente malleabili.8) nessuno sembra tener conto dell’aggravarsi della crisi economico sociale e della finanza pubblica che richiederebbe scelte coraggiose, innovative e di alto profilo

  21. claudio Says:

    Caro Mauro, NESSUNA volontà di spiegarti la carriera di Vendola ma solo il desiderio che nessuno (non parlo di te) si faccia accecare dal presunto carisma di un leader semplicemente molto ambizioso ma che sta propinando alla sinistra residua (e in particolare tanti ns giovani perbene) la dose finale di una droga che si chiama populismo e che ha avuto come penultimo pusher Veltroni.
    Purtroppo mi resta sempre da capire come in una situazione di crollo del regime berlusconiano con annessa gravissima crisi di sistema la sinistra ( a partire dal P.D. in cui milito e che oggettivamente ne resta la componente principale) non sia MINIMAMENTE in grado di proporsi come alternativa anche di governo.
    Attenzione che se non facciamo qualcosa la borghesia italiana costruisce Lei un’alternativa di facciata che da un lato dia in pasto alla folla lo scalpo di Berlusconi ( come fecero nel 1992 con Craxi) e che d’altro lato metta su un governo di lacrime e sangue con ulteriori e pesanti sacrifici per le classi popolari.
    Temo che che in una situazione già oggi cosi drammatica per le stesse classi popolari e in assenza di una risposta forte e unitaria della sinistra ciò favorirebbe l’avvento di un vero regime autoritario con un programma economico tactheriano.
    Spero molto di essere troppo pessimista e che qualcuno anche in questo blog me ne convinca….

  22. giovanni Says:

    Perché la vita è breve,
    et l’ingegno paventa a l’alta impresa,
    né di lui né di lei molto mi fido…

    Francesco Petrarca

  23. maurozani Says:

    @Giovanni/Francesco

    Può essere.
    Non lo escludo.

  24. Gianni Says:

    Patendo da @Claudio e poi chiaramente a tutti gli altri
    Ma se militi nel PD e non riesci a capire perché “non sia MINIMAMENTE in grado di proporsi come alternativa anche di governo”, tra Area Dem e Movimento Democratico, e D’Alema nell’ombra che sembra distratto invece……….. cosa fai ancora lì? Che cavolo pontifichi su Vendola?
    Lo conosciamo, è un pò ambiziosetto un pò “vuoto” forse eterodiretto da “Bertinotti e da San Paolo”, (con buone amicizie veltroniane? forse) ma Renzi e, a un altro livello, Chiamparino cosa sono?
    Sono d’accordo con la prima parte del discorso di Cacciari “meglio che nel PD Centristi e Sinistra o ex DS vadano ognuno per la loro strada poi si parlerà di alleanze, di programmi”, io aggiungo si medierà, ma basta con questa armata brancaleone.
    Basta con il PD che costruisce i condidati “in scatola” per le primarie con già la zavorra del vecchio apparato e delle vecchie logiche di potere economico, accademico, sanitario, ecc.
    Stò programma non può nascere da un libero confronto pubblico con candidati veri? E’ in sostanza quello che dice Vendola o no?
    Guarda chi scrive, è lo ha già detto in questo blog, del Vendola non è che si fidi troppo, perché degli uomini soli al comando nè ha piene le scatole, ma perché non metterlo alla prova?
    Insomma vorrei vedere condidati veri a confronto con “squadre” e programmi discussi pubblicamente!
    Non è forse partendo da un’altro versante, il nazionale, la lista civica che propone Mauro Zani per Bologna? (scusa Mauro se la mia versione è grezza e superficiale o inesatta)
    Farebbe entrare finalmente un pò d’aria fresca e pura, nelle segrete stanze, toglierebbe qualche “ragnatela” e constringerebbe le varie fazioni ( termine forte? aree, movimenti, Coop, ecc. usate voi il temine che vi pare) a uscire allo scoperto con le loro proposte e se vogliono i loro candidati!
    Primarie si, ma vere basta finzioni e manovre nell’ombra, Burattini e burattinai, chi vuole ci mette la faccia! (sarò ingenuo a sperare tanto?)
    Cosa abbiamo da perdere in una simile operazione: Bologna? Le elezioni nazionali? Sono già perse se si continua ad andare avanti così!
    Oppure a Bologna si vinceranno ma in che modo, stò sindaco che cosa farà così zavorrato, ancorato al “vecchio che avanza”?
    Per ora vedo, oltre a una situazione pericolosa per la democrazia, solo soluzioni pasticciate e sconfitte in arrivo, perché tra Craxi e il Tremonti evocato da Bersani, non vedo grandi differenze, alla faccia del governo di transizione!
    Non sono di Bologna, mi scuso per la lunghezza e non solo , con tutti quelli del blog e con Mauro in primo luogo, per averlo forse male interpretato. Ma credo, forse un pò come lui: prima di mettere la testa fuori, vorrei essere convinto e non “tirato per la giacchetta” !
    Un saluto di Sinistra, senza Centro alla Cacciari!

  25. claudio Says:

    Risposta a Gianni.
    Mi pare un pò difficile costruire l’alternativa ( quella vera non a chiacchiere)
    a prescindere o addirittura contro il P.D. che ad oggi raccoglie ,bene o male, oltre il 50% delle forze nel campo del Centro-Sinistra.
    Ti informo ,caro Gianni, che o si riesce a portare il P.D. in questo ambito( e io cerco molto modestamente di farlo dall’interno) o si resta nel campo del minotarismo velleitario di chi cerca di scomunicare il proprio vicino e cui la storia della SINISTRA italiana è purtroppo tristemente legata.
    Se dovessi dire il mio pensiero in uno slogan : io non cerco di avere ragione contro di te ma che tutti e due abbiamo ragione,” politicamente” si intende, contro la DESTRA.
    Magari la cosa migliore sarebbe che insieme proponessimo 2 o 3 idee-forza in campo economico per ridurre concretamente il drammatico divario tra “ricchi” e ceti popolari che si è prodotto negli ultimi 20 anni in Italia e che sta alla base del fortissimo distacco tra partiti e movimenti di sinistra (tutti nessuno escluso) e popolo ( altro che sovrastrutture ideologiche che spesso citiamo).
    Hic Rodhus ic salta…

  26. giovanni Says:

    @ Claudio

    Chi deve dimostrare cosa?Nella città dei” mille politologi” le chiacchiere ormai valgono meno di zero.
    Se le chiacchiere hanno generato Delbono, Draghetti,Zampa, ecc. che differenza c’è tra destra e sinistra politica in azione,cioè che SALTA

  27. Gianni Says:

    Non salto, danzo sul punto……….. Io non voglio fare l’alternativa a presindere o a dispetto dal PD, anzi….
    Premetto che di fumosi documenti programmatici e di contenuti elaborati nelle segrete stanze, che la gente dovrebbe leggere e prendere a scatola chiusa, non né abbiamo bisogno. Che la realtà di questi anni si è incaricata di dirci che abbiamo inciso ben poco, anche quando siamo stati al governo. Abbiamo tentato di fare bene quello che fà di solito male il centro destra e non ha funzionato, siam riusciti a fare una specie di bleerismo strisciante tentando una terza via che non esiste.
    Ad Es. manovre da cavallo per rimettere apposto i conti pubblici e poi il tesoretto di Padoa Schioppa da ridistribuire ai redditi più bassi, che un giorno c’era e l’altro no. Ma potremmo parlare, di leggi sul lavoro precario e la flessibilità , di rottamazione e della FIAT, e stendiamo un velo pietoso sul conflitto di interessi………… Se questo è secondo te è riformismo, e pure di sinistra, allora stiamo parlando di cose diverse.
    Mi sembra di vedere un vecchio film: lavoro dall’interno per spostare a Sinistra il PD? se è così, auguri.
    Io invece credo che il PD vada sfidato, e quindi ti sfido, sul terreno dei contenuti non preconfezionati: si presentano candidati alle primarie legati a un loro programma da discutere con la gente e alla gente chiedono il voto sulla loro persona e sui contenuti che propongono!!!
    Non vedo perché dobbiamo avere primarie con un programma già “confezionato” dai vari Bersani, Franceschini, Veltroni, Fioroni, Gentiloni, Ichino, Vassallo, Marini, magari D’Alema e compagnia bella (avanti al centro contro gli opposti estremismi” direbbe Guccini), quando poi del PD si presentano alle primarie 3 o 4 candidati con idee diverse (vedi Chiamparino, e Renzi? E Zingaretti?) ma di più dopo dovremmo dare un contentino a Diliberto e Ferrero, mediarlo con Casini e magari con Fini.
    Dopo cosa le facciamo a fare le primarie???
    Ci spiegheranno che è meglio non farle e andare alla ricerca del “papa straniero”. Anzi qualcuno del PD lo stà già cercando…………..
    Oppure facciamo le primarie fasulle!!!
    Sono stupito, forse né ho viste troppe per credere che si possa modificare l’atteggiamento del PD giocando di fioretto (lavorando dall’interno) e con il solito “dobbiamo ripartire dai contenuti”, certo che alcune idee condivise ci vogliono: alle tue aggiungo, lavoro, precariato, flessibilità e ammortizzatori sociali, salario minimo , Welfeare, energie alternative, tutela del territorio come “bene finito” mentre qui si vuole asfaltare tutto, costruire nuove case con la scusa di agganciare la ripresa.
    Adesso và di moda il costruire in verticale, ma ci sono alloggi sfitti, case da ristrutturare, arree dismesse prima di fare del nuovo o no? (preciso non ho mai militato nei Verdi a scanso di equivoci).
    Per me è però centrale che questi contenuti, questo programma viva, cresca tra la gente e ascoltandola finalmente, lasciandola parlare e proporre, sentire cosa dice, perché se continuiamo nei soliti riti (ad es. il candidato alla primarie intervistato dal giornalista e il pubblico non può dire un cavolo di niente) ci mandano, anzi ci stanno già mandando a quel paese!!!
    Scusate forse ho esagerato nei toni non volevo, mi è scappato e forse ho sbagliato……………….
    Saluti di Sinistra

  28. Gianni Says:

    Dimenticavo: @ Claudio

  29. claudio Says:

    Ringrazio di cuore @Gianni per la lunga risposta che contiene molti utili elementi di riflessione.
    E tuttavia…
    Tu dici che non vuoi che le primarie che scelgano la persona sulla base di un programma proposto da..( e fai un lungo elenco di dirigenti del P.D. verso cui manifesti profondo disprezzo e magari ,aggiungo io , per molti non infondato).
    Si da il caso però che tutti i partiti progressisti di Europa procedano cosi e cioè prima un programma fondamentale elaborato dalla direzione del partito ( per quanto depravati siano i suoi dirigenti) e poi la scelta della persona.
    Dubito fortemente che si possa elaborare un programma minimamente coerente ” in mezzo ” al popolo; si è tentato di fare così durante la Rivoluzione culturale in Cina ,ad esempio, e ne è scaturita una tragedia con qualche decina di milioni di morti.
    E poi quello che proponi e cioè un programma per ognuno delle primarie e si vota tutto insieme accentua ancora di + il carattere personalistico della democrazia in Italia che , mio avviso è il vero portato negativo di questi ultimi 20 anni.
    Non c’è alternativa veramente democratica se non quella della costruzione di un grande partito della Sinistra italiana socialista e democratico.
    Tu pensi e ,in parte anche io, che il P.D. sia molto lontano da ciò e ,forse, preferisci azzerare tutto e poi ricominciare.
    Azzerare vedi è piuttosto semplice , poi ricostruire è quasi impossibile, in fondo è ciò che è stato fatto dopo la Bolognina in preda a furore nuovista.
    Quindi..
    Ciascuno operi dove è avendo presente quell’orizzonte di un grande partito di sinistra reso ancora + necessario dalla crisi ,non solo in Italia, del modello di capitalismo costruito a partire da Reagan.
    Ci vuole molta pazienza e molta fatica sapendo che non so se una generazione sarà sufficiente e avendo presente ,nel frattempo, che se non si toglie di mezzo il berlusconismo che non è solo Berlusconi, tutto è irrimediabilmente compromesso essendo noi già molto avanti su questa strada…..

  30. maurozani Says:

    @Gianni/Claudio.
    M’inserisco a viva forza.
    Sto più o meno in mezzo. Tra voi. Se nutrissi fiducia nella possibilità di raddrizzare il legno storto starei con Claudio . Nel PD.
    Tuttavia anche da fuori non s’incide granchè. Esempio , dubito assai che azzerare sia facile.Tutt’altro. Una classe dirigente, nel bene e nel male non si lascia azzerare facilmente. Quanto alla Bolognina il furore nuovista c’entra poco. Forse c’è stato. Tuttavia senza la Bolognina, la sinistra intera sarebbe stata travolta. Lo è stata ugualmente solo perchè in seguito è subentrata un’ansia di legittimazione che ci ha fatto, nella consapevolezza del paese, più o meno uguali agli “altri”. Ciò è avvenuto da quando si è cominciato a straparlare di riformismo senz’altre connotazioni. E da quando si è corsi appresso a Berlusconi all’insegna del: “non demonizzare l’avversario”. E così l’avversario ha demonizzato per lungo e per largo tutta la sinistra da vent’anni a questa parte. Caso unico al mondo. Sì, ci vorrebbe un partito democratico e socialista. Per questo a suo tempo m’ingaggiai. Persi. Adesso non si può più fare , pena lo scioglimento del PD. Il gatto si morde la coda. E, intanto “l’attentato” a Belpietro è prodromico alla caduta di Berlusconi. Non indolore. Anzi. Aspettiamoci qualcosa di assai aspro, infido, pericoloso. Speriamo non sanguinoso.

  31. Gianni Says:

    @ Claudio
    Lasciamo perdere la rivoluzione culturale cinese, sono d’accordo che “Non c’è alternativa veramente democratica se non quella della costruzione di un grande partito della Sinistra italiana socialista e democratico” ma non partendo dal PD o ancor peggio da dentro al PD perché da quando è nato non è né carne nè pesce, non ha identità, appena il segretario dice una cosa il giorno dopo arriva una bordata, un lettera ai giornali, una smentita o si scatena una polemica e questo allontana la gente! Non se né può più!
    Se vuoi veramente “un grande partito della Sinistra italiana socialista e democratico” prova a proporre al PD di aderire all’internazionale socialista, a parlare dei temi eticamente sensibili, della laicità, ma poi dei contratti di lavoro, di Marchionne, del mercato dei padroni e degli operai, e si potrebbe allungare l’elenco, troverai solo disquisizioni bizantine quando và bene o polemiche più o meno pretestuose o programmi accomodanti che servono per avere poltrone, nemeno lontanamente troverai la Sinistra, il Socialismo e la democrazia.
    Non sono un populista alla Grillo, né sono per la democrazia diretta, sono rotto dei soliti riti sul programma e delle primarie fasulle!
    Se siamo d’accordo che occorre creare un partito socialista e democratico, un’alternativa credibile al signor B.anana e a PDL+Lega e Fini spero proprio ci troveremo presto, magari in piazza con una ventata di aria nuova!!!
    Visto il silenzio non vorrei che Mauro Zani (che saluto caldamente) ci cacciasse dal Blog, spero per noi e per lui che stia lavorando a un nuovo post!!!

  32. carlo amabile Says:

    caro mauro, più leggo gli interventi è più trovo motivi di sconforto: o sono io che non capisco più nulla – nel senso di non riuscire a interpretare la realtà – o qualcosa davvero non funziona. Ormai siamo diventati tutti dei politologi, pronti spaccare il capello in quattro, discettando sui destini del Pd e della (?) sinistra, ma incapaci di affrontare poi concretamente le questioni. Provo a spiegarmi:
    Le primarie – continuo a pensare che in Italia siano come voler mangiare un piatto di tagliatelle in un ristorante turco a Berlino. E il paradosso lo stiamo vedendo a Bologna. Si è di fatto investito il candidato (il Cev), ma il programma lo discute la coalizione. Una volta fatte le primarie cosa si chiederà al candidato sindaco? di firmare davanti ad un notaio il rispetto di un programma che lo ha visto assente nel momento dell’elaborazione? Oppure il candidato – investito autorevolmente dal voto delle primarie – si sentirà autorizzato ad assumersi la responsabilità di un programma proprio o comunque non in tutto coicidente con quello elaborato dalla coalizione? e a quel punto i partiti/ini della coalizione come reagiranno?
    In sostanza chi dirà parole di chiarezza (e se ne assumerà la responsabilità) sui grandi problemi che Bologna dovrà affrontare nei prossimi 15/20 anni: Hera, il sistema della viabilità e delle infrastrutture, la Fiera, il sistema aeroportuale, ecc. In sostanza – e per non tediare – come dove e attraverso quali strumenti si determinerà lo sviluppo (rilancio) della città (penso per esempio a tutta la questione dell’innovazione, del rapporto con l’impresa, la ricerca, l’università, ecc.)?
    Poi se vogliamo discutere di sel, di Vendola, di cacciari, del Pd, ecc. lo posssiamo fare, sapendo di rischiare – separando questa discussione dai problemi reali che abbiamo di fronte – di fare solo accademia.
    La sintesi finale può essere questa: siamo di fronte alla crisi del riformismo così come storicamente lo abbiamo conosciuto. Bologna può giocare un ruolo nel rilancio (teorico e pratico) di un’idea riformista per gli anni 2.000?

  33. Marco Capponi Says:

    Caro Mauro,con la lentezza di compre3nsione che mi caratterizza sto cercando di capire proprio bene il senso dell atua proposta di losta civica, anche se il termine “civica” tende a furoviare la mia psiche un pèo’ paesana.
    Quando ci si candida a governare una comunità é necessario dire che idea si ha di essa, quale parte se ne vuole rappresentare (ma anche tutto o niente). Comoncio con l’idea che mi sono fatta, pensando anche ha quello che ho visto nei miei diversi, piccolo ruolo svolti ibìn vari settori. Naturalmente sono due righe molto approssimative, come richiede il mezzo. In seguito, ti affliggerò con i ragionamento conseguenti che culmineranno nella
    banalissima domanda: ma quale città rapprersenta il candidato?
    Cosa condividi di tutto ciò che segue?

    In questa città, a mio avviso, si sovrappongono, insistendo sullo stesso territorio geografico, diverse città:
    quella di un tessuto produttivo flessibile e competitivo ( m ora in difficoltà a causa della crisi) ;
    quella delle strutture pubbliche di formazione e ricerca fortemente internazionalizzate e ceti professionali avanzati che tendono anch’essi ad internazionalizzate sempre più il loro raggio di azione ;
    quella di una presenza giovanile che ha tante facce e che rappresenta ak tempo stesso una risorsa ed un problema.

    Queste “tre città” presentano tutte collegamenti internazionali, sono dotate di quelli che alcuni chiamano “collega,menti lunghi” ma riescono sempre meno a “fare sistema” , i “collegamenti corri” fra di esse sono sempre più arretrati ed inadeguati al punto tale da essere scaduti ad una sorta di consociativismo difensivo e conservatore (sia politico, sia sociale che, temo anche, culturale) incapace di includere le novità derivanti dai “collegamenti lunghi”, sia in termini di soggetti che in termini di contenuti.
    Se é vero come é vero che a competere non sono più i singoli ma i sistemi territoriali, e questo é sempre più drammaticamente vero, allora Bologna rischia davvero una grave regressione generale.
    C’é poi una “quarta città”, tragicamente in ombra, che però l’aggravarsi della crisi sociale farà sempre più emergere, producendo effetti drammatici inediti per la nostra realtà.. E’ la città delle povertà nuove e vecchie, degli immigrati, dei giovani precari e disoccupati, della imponente e crescente popolazione di anziani che vivono quotidianamente l’esperienza della miseria e della solitudine . Una tragedia in parte nascosta giacché per loro e per la loro cultura la miseria é vergogna, va tenuta nascosta e custodita con riserbo.
    Scagliarsi oggi contro la “Bologna dei bottegai che sfruttano” o celebrare la “Città dei bar, delle osterie e dei cantautori” é una operazione che ha Grado di realismo ( e forse il livello culturale) della “Bologna delle tre T”.

  34. giovanni Says:

    Caro Mauro,
    il tuo “quadretto d’autore” sulla penosa condizione del PD appartiene al genere “realista”. Epperò, a mio avviso, la confusione è iniziata prima ancora dell’89, il quale, sia detto per inciso, è più “un luogo” della politica parlata e scritta che un momento di reale svolta politica in Italia. In Italia nell’89 non è successo assolutamente nulla.
    Insomma, era tutto nella testa dei dirigenti che poi alla “Bolognina” gridarono “liberi tutti”. Era già successo con il compromesso storico. Quella svolta politica era nella testa del Partito di Berlinguer ma non corrispondeva ad alcuna reale esigenza economica, sociale, politica ed etica presente nel Paese.
    Tu su questo ultimo rilevante momento di svolta politica della dirigenza del PCI, fino ad ora, hai sostanzialmente glissato cioè, non hai preso una chiara posizione. In proposito, nel post 24 sub “il Coso” ti avevo rimpallato provocatoriamente la questione rimasta, però, inevasa.
    Agli amici Claudio e Gianni, vorrei dire, semplicemente, che soltanto la buona pratica quotidiana, espressione, anzitutto, di un buon programma di azione politica di un partito, viene molto prima di un programma di governo.
    Insomma, al governo ci si arriva bene solo se ecc…. Regolette, queste, che un politico avvezzo a lavorare su lungo periodo non ignora, e che non sono surrogabili da programmi, progetti, idee, sogni e similare paccottiglia. Perciò è tempo di mettersi l’anima in pace. Il Pd è un feto morto che comincia a puzzare fino al punto che Veltroni, per salvare i suoi, ha prima sventolato la bandiera e poi costituito una corrente di ex “popolari” e personaggi raccattati qui e là.
    È defaticante, ancorché inutile, discutere con un politico come Ichino, il quale pretende di far digerire a tutto il mondo del lavoro la pozione che trasforma gli uomini in servi e, dall’altro canto, prende fior di milioni di euro da banche e padroni per difendere gli interessi di costoro contro i lavoratori in Tribunale.
    È tempo perso discutere con Schifani di democrazia, non foss’altro perché costui ne sa davvero poco.
    È tempo perso parlare con Vitali di città metropolitana, perché costui non comprende un fico secco o, comunque, non gliene frega niente delle esigenze reali della popolazione che vive sul territorio. Il nostro Vitali, quando nel 1995 ha “perso” il Comune di Bologna, è stato chiamato a Roma per fare l’esperto di autonomie locali. Paradossale, vero?
    E da quel giorno il nostro onorevole Vitali è diventato l’esperto di finanza delle autonomie locali del partito ..bha!
    Potremmo continuare all’infinito, ma il concetto che volevo esprimere è che ognuno di questi dirigenti si è ritagliato “un suo orto”, e vorrebbe continuare a coltivarlo all’infinito per i propri bisogni. Ma il fatto è che, ormai, sono in molti ad essersi accorti che i cazzi di lor signori non coincidono più, e da tempo, con i bisogni di chi deve andare a scuola, a lavoro, a fare sport, al cinema, in osteria, a giocare a tressette ecc… ecc….
    Il re è nudo, lo si può gridare. Finalmente.

  35. maurozani Says:

    @Marco.
    Beh, se scorri anche rapidamente l’archivio del blog troverai la risposta sul tema del civismo. Quanto alle cose che scrivi in seguito ,per descrivere la città siam sostanzialmente d’accordo. Peraltro, l’abbozzo di analisi che proponi non vale solo per Bologna. Di “reti lunghe” da rilanciare ad esempio avevo già parlato quando ho scritto un piccolo accenno di programma, usando una definizione non mia ma comunemente accettata per descrivere filiere produttive che si connettano virtuosamente ad altri contesti di sviluppo “locale” nell’ambito della competizione globale. Il discorso può essere naturalmente affinato anche tramite concreti esempi. Fino ad ora , non solo a Bologna ma anche in tutta la regione ci si è piuttosto limitata a delocalizzare in vario modo..in quel di Timisoara e altrove o comunque a dar luogo a produzioni mature nell’est europeo e poco più oltre.
    Quanto alla povertà, vecchia e nuova che sia, qui, viene in campo, semplicemente una rinuncia del cosiddetto riformismo, dato che è al “centro” che bisogna andare. Ecco (anche) perchè ho indicato la neccesità di un civismo di sinistra e della sinistra.
    Ma, per occuparsi di tutto questo resta necessario non essere reticenti sui NO che bisogna chiaramente pronunciare. Esempio No al combinato maldisposto di Civis+metrò+People Mover. No ad un’idea balzana, inefficace ed infingarda dello sviluppo di Bologna. Un buco in terra di pochi km, un treno per aria, un mezzo mal concepito dalla tecnologia desueta da tutti abbandonato in europa; tutte ste cose non servono a Bologna, anzi la seppellliscono sotto una valanga di debiti e impediscono, nei fatti, qualsiasi altra scelta e poltica sociale e pubblica.

    Non sarebbe difficile governare Bologna, sol se si prendesse a riferimento quella parte di città (la maggioranza larga dei cittadini-votanti) che ha bisogno di un minimo grado di sicurezza. Sicurezza, persino nella semplice percezione di un potere locale affidabile. Un potere locale che si dedica certo a costruire un ambiente per lo sviluppo della comunità, ma che non ignora i dettagli. Sui “dettagli” in una città sporca, inquinata, e con interstizi territoriali fatiscenti (in attesa di rendite future) ci sarebbe molto da dire e soprattutto da fare.

  36. maurozani Says:

    @Giovanni , ho appena scritto un lungo commento per risponderti. Internet mi ha fregato!!
    Riscriverò…

  37. maurozani Says:

    Caro Carlo, comprendo e condivido le tue osserrvazioni. Tuttavia non mi pare che qui si discuta solo di politica in via general generica.
    Può capitare, certo, ma se dai un’occhiata alla mia risposta a Marco noterai che ciò che tu chiami un riformismo per il futuro non è estraneo al mio modo di vedere le cose. E neppure , ritengo, a quanti intervengono in questo spazio.

    • carlo amabile Says:

      caro mauro chiedo scusa per il fraintendimento, dovurta solo alla necessità – giusta – di condensare in poche righe idee e giudizi che meriterebbero maggiore ampiezza di ragionamento. Il mio giudizio sulla “politologia diffusa” non era riferito ne al blog (che continuo a considerare una delle poche oasi in cui si può ancora discutere di politica, quella vera) ne ai suoi frequentatori, ma ad una tendenza generalizzata che ha sostituito i luoghi della politica con quelli del cicaleggio e del pettegolezzo pseudo politico. Oltre alle decine di milioni di allenatori della nazionale di calcio, oggi abbiamo anche alcune decine di milioni di politologi che continuano a dare sentenze sul futuro della politica italiana.

      ciao carlo

      ciao carlo

  38. maurozani Says:

    @Giovanni per non incorrere ancora nelle bizze internettiano ho riscritto la mia risposta sul compromesso storico in forma di post.

  39. aleardo benuzzi Says:

    Fin dal loro sorgere sono stato un primarie-scettico: ora sono decisamente antiprimarista.

    Lo sono stato per cultura personale, esperienza politica di provenienza (quella del PCI) e, last but not least, per senso del limite e ritrosia personale che, in tempi di greve sfacciataggine come questi, non mi sembra un difetto.

    Ora, dopo averle sperimentate, a livello locale e nazionale, lo sono (contrario) anche per esperienza vissuta.

    Le primarie nazionali non sono state tali: sono state l’elezione diretta del leader del centro-sinistra (Veltroni 2007) o del segretario del partito (Bersani 2009).

    A livello locale, per restare alle ultime, che confronto di merito c’è stato fra Delbono, Merola e Cevenini nel 2009? Che idea di città c’era nelle proposte dei 3 “contendenti”?

    Le primarie non sono uno strumento di selezione democratica della classe dirigente, al contrario ritengo che siano un modo, anche abbastanza rozzo per ncome è stato praticato, per distruggere una classe dirigente (o addirittura un partito).

    Sono lo stadio ultimo della personalizzazione vuota della politica. Sono un mix di antipolitica e di populismo. Per me che sono e resterò sempre contrario all’uomo solo al comando, un gruppo dirigente è una necessità vitale per un partito e uno schieramento politico. Penso che soltanto attraverso un democratico e collettivo strumento di associazione (cioè un partito) si possano esprimere valori, bisogni, aspirazioni, interessi economici di parte in modo dle tuto legittimo, trasparente e democratico. Storicamente sono le classi subalterne che hanno bisogno di regole e di strumenti di emancipazione, cioè di affermazione di diritti, di partecipazione, di cittadinanza.

    Ci sarà pure una sana e autenticamente democratica via di mezzo fra le primarie (cioè l’uomo solo al comando e dietro il nulla) e la pratica cooptativa di un gruppo dirigente che tende a perpetuare se stesso in un gruppo di potere come troppo spesso è successo?

    Ritengo che la vera rivoluzione democratica, oggi, dopo l’ubriacatura degli anni 80 e 90 e la più recente deriva del berlusconismo, stia in questo: tornare ai fondamentali, che per me sono rappresentanza aperta di interessi di parte, costruzione di un soggetto politico che ne sia trasparentemente l’espressione, collocazione europea ed internazionale di questo soggetto nel solco della sinistra che pensa, che studia, che cerca, che si dà un orizzonte: non è vero che non esistono più le classi sociali, che la frantumazione della società impone un partito pigliatutto, che rappresenti gli operai e gli industriali. E’ vero il contrario: la distanza fra le classi si è ampliata, il lavoro non rappresenta più uno strumento di cittadinanza e di affermazione della propria soggettività
    Per sua natura, un soggetto di questo genere non ha bisogno di primarie, ha bisogno di un insieme di personalità che si completino a vicenda, ciascuno dei quali deve essere messo in grado di esprimere il meglio delle proprie capacità e competenze, senza fenomeni (tra l’altro non ce ne sono in giro!): Mi verrebbe quasi da dire che abbiamo bisogno di un intellettuale collettivo: ma forse questa è una bestemmia comunista!

  40. maurozani Says:

    @Aleardo.
    Non posso che condividere. Quasi alla lettera.

  41. maurozani Says:

    @Carlo.
    nessun problema. E grazie per la tua presenza qui. Torna quando vuoi.

  42. Marco Capponi Says:

    @Aleardo,
    purtroppo queste coniseradzioni, che non mi sembra abbisognino di una mente geniale, non riescono neppure ad esere rese pubbliche, a trapelare. Eppure di ragionieri Ugo Fanttozzi che vorrebbero definirle come la corazzata Potemkin ce ne sono sempre di più. Purtroppo il (troppo facile) consenso a questo capolavoro della democrazia sembra penetrato nel nostro stesso elettorato. Io sono per boicottarle e pertamente ed ho fatto ina specie di appello (che non ha superato la cerchia dei miei personali conoscenti) i questo senso. Checché ne dica la signora Silvana sarei per far circolare la voce
    ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: