Pasquino.

Pasquino (ciao Prof) scrive che nel peso del passato che riguarda la lunga storia politica di Bologna, vi sono anche le mie responsabilità.
Quando rinunciai alle primarie di partito nel fatidico 1999 e quando scelsi e indicai Caronna per la segreteria del partito.

Le ammetto entrambe.

Più volte ormai , con dovizia di particolari anche inediti, ho cercato di surclassare la vulgata della “gran rinuncia” e di giustificare la scelte successive. Basterebbe rileggere parecchi dei miei circostanziati e non reticenti commenti che si trovano in questo blog per avere un’idea di come andarono le cose secondo la versione di Zani.

Non ci torno sopra. E’ inutile. Ormai è passata una versione tanto “ufficiale” quanto faziosa che non val la pena insistere.

Per la stima e anche per l’amicizia non ipocrita che nutro verso Gianfranco Pasquino, col quale condussi, a suo tempo, una battaglia politica e di idee perduta in partenza, val la pena di tornare su due punti del suo editoriale apparso su Il Corriere di Bologna.

La questione del candidato civico e quella delle primarie.

Sulla prima.

Non mi pare d’esser stato reticente o tardivo. Ho avanzato la mia proposta di lista civica di sinistra all’inizio del mandato commissariale.
L’ho illustrata per il lungo e per il largo ormai un numero eccessivo di volte.
Ero solo in parte convinto, anzi speranzoso che nel PD e in Sel si comprendesse il senso politico “offensivo” di un tal approccio.

Si trattava di far finalmente i conti con il peso del passato.
Ricominciare per una via nuova riallacciandosi in un modo originale e aggiornato ai tempi nostri alla migliore tradizione civica di questa città.

Naturalmente per esser minimamente credibile un tal approccio scontava un disinteresse personale da parte di chi lo avanzava.

Per quanto riguarda le primarie invece Pasquino afferma che il sottoscritto è coerente da almeno quindici anni.
Mah, forse son troppi. Comunque io la penso ancora così.

Le primarie, fino ad oggi concepite e svolte in questa città, son sempre state del tutto farlocche. Sfido a sostenere decentemente il contrario. Esattamente al pari di quelle che si preannunciano. Per la ragione che ancora una volta non vi son dubbi di sorta su chi le vincerà.
Infatti, prima si crea una situazione favorevole ad un candidato, nella fattispecie lo s’investe addirittura nel corso della principale manifestazione di partito, e poi s’afferma che gli organi di quel partito, segretario in testa, svolgeranno una mera funzione d’arbitraggio.

Chi vince è sempre il migliore dei mondi possibili.
“Bella gara, vinca il migliore” dice Romano Prodi. E buonanotte ai suonatori. Così nessuno sarà obbligato ad intestarsi, in seguito, la responsabilità di averlo indicato, il migliore.
Non si sa mai. Metti che si vincano le primarie e si perdano (o si vincano male) le “secondarie”. Oppure che il sindaco in carica non si riveli all’altezza del compito. A quel punto nessuno potrà cercare responsabilità nei gruppi dirigenti.

Per conto mio, la penso diversamente. Non apprezzo questo modo di far politica.

Nel dare atto a Donini della sua intransigente coerenza sulle primarie, che ha fatto saltare altri piani e progetti e candidati, debbo però notare che chi si limita a dirigere il traffico rischia d’assomigliare più a un vigile urbano che a un dirigente di partito.

Ciò vale, peraltro, per qualsiasi organizzazione sociale o aziendale.

Tra i compiti essenziali di quanti assumono una funzione dirigente c’è anche la (più difficile) responsabilità di indicare le persone che si ritengono giuste per il posto giusto.
Accade a volte che la situazione imponga talune scelte perché altre son precluse. Anche in quel caso la responsabilità resta.

In quest’ambito son d’accordo con Pasquino. Una volta che i dirigenti scelgono e sostengono un candidato alle primarie e quel candidato non risulta gradito sono chiamati a compiere un solo atto: quello delle dimissioni.
Solo in questo modo mi si potrebbe convincere ad aderire alla logica di elezioni primarie.

Ciò , tuttavia non è mai successo, Né mi pare accadrà in futuro.

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14 Risposte to “Pasquino.”

  1. Marco Capponi Says:

    Secondo me le primarie sono un fatto democratico solòo in casi assai rari. Per esempio in Puglia tutti sapevano bene cosa si discuteva ed il giudizio era dato su cinque anni di govwerno regionale. AS me Vendola non piace, ma hanno avuto ub sebso politico. Avrei fatto le primarie anche per il terzo mandato di Errani, ad esempio.
    In generale le trovo un modo assolutamente antodemocratico di operare delle scelte, ed anche una concezione puerile della democrazia. Antidemocratiche perché distruggono ogni forma di oartecipaziopne reale “illudersi di decidedre, rassegnarsi a non contare” con le propèrie idee. Cosa c’é di meglio infatti, per distruggere una organizzazione, che scardinare ogni rapporto tra potere e responsabilità? Ma non voglio farla lunga. Sul tema non banale della democrazie abbiamo gtioà perso almeno due occasioni storiche: La svoplta di Occhetto diventata “Craxi aveva ragione” e l’incontro tra due tradizioni culturali ricche di riflessioni sulla complessità della democrazie, duventeto quella caricatura Veltroniana della volontà popolare. A sancire esplicitamente la ortmai, temo,irrimediabilebile subalternità culturale, propongo al Pertito un ulteriore cambio di nome: “Popolo Democratico”. Amen

  2. Andrea Says:

    E’ lo stesso Pasquino che dopo “Piombo fuso” disse che Israele aveva il diritto di difendersi? (Non una parola sulle vittime… millecinquecento!… un terzo bambini… i feriti… quattromilacinquecento… )
    Oppure è il Pasquino che ritiene che la FED emetta moneta con un sottostante di qualche natura?

  3. beppe bianchi Says:

    Le primarie sono uno dei sintomi più evidenti della patologia di ciò che resta della sinistra italiana. Il quadro clinico ci parla di una generale sindrome autodistruttiva che passa attraverso condotte da cartone animato, un misto tra Vile Coyote (dissemina trappole sul terreno nelle quali egli stesso cade) e Dorando Pietri (entra nello stadio accolto da trionfatore, ma va in confusione e fa l’ultimo giro di pista al contrario, mangiandosi la vittoria).
    Nell’ultima rocambolesca giravolta della lunga transizione ( siamo al ventennale, vedi Occhetto ieri su Repubblica) le primarie diventano uno dei luoghi dove si consuma l’ultima illusione.
    Alcuni le pongono a fondamento ideale del PD di veltroniano conio: il PD è il Partito delle primarie (stupefacente caso: uno strumento organizzativo che assurge a fondamento di una impresa culturale); altri strumento imprescindibile di selezione democratica della classe dirigente.
    Naturalmente sottoscrivo quello che Zani dice sopra: deresponsabilizzazione, taroccamento. Ma non solo. Il “Partito delle primarie” si è distinto in molte zone d’Italia come strumento straordinario per lacerare ciò che poco prima era stato attaccato con uno sputo: i casi nei quali lo scontro tra cofondatori alle primarie si è risolto con la candidatura alle elezioni di entrambi i candidati – con la conseguenza di far trionfare la destra – sono centinaia, specie al Sud (nelle amministrative del 2009 una vera strage).
    Ma il bello deve ancora venire: le primarie per i parlamentari!
    Qui siamo davvero al ridicolo. Teoria: servono per riavvicinare la politica al territorio, dopo i guasti del Porcellum.
    Si tratta di una puttanata colossale, al limite della truffa. Lasciamo perdere per un attimo il caso dell’Emilia Romagna, dove la forza (e la capacità) dell’organizzazione riesce a mettere insieme qualsiasi torta. Laddove questa capacità manca vengono fuori esigenze diverse e possibili esiti diversi. Proprio la Puglia, ad esempio: da tempo il segretario regionale spinge per le primarie.
    Analisi del caso, tra favorevoli e contrari: chi ha una cadrega contro, chi non ce l’ha e gode di consenso a favore. D’Alema ha mandato un galoppino a Bari, dicendo che di primarie non se ne parla (tralascio il dilemma tutto pugliese sul si/no a Vendola nell’alleanza, che fa la sua bella differenza con il Porcellum). In breve, salta fuori che sulla linea delle primarie si costruisce un possibile riassetto delle forze dentro il Partito, con i dalemiani che rischiano di passare in minoranza. Se passa il sì alle primarie D’Alema è definitivamente sconfitto in Puglia (vacilla da tempo). Altro che riavvicinarsi ai cittadini!
    Nel caso tuttavia (a Roma, non a Bari o a Bologna) si decidesse per il sì, voglio proprio vedere lo strumento che verrebbe utilizzato. Sarebbero mille i riequilbri da considerare. Per correnti interne, per aderenti alla coalizione, per numero di mandati effettuati, il ricambio generazionale, pari (o dispari) opportunità, società civile ecc. Oppure si va al tutti contro tutti?
    Previsione mia: con ogni probabilità non si faranno, Bersani non le vuole, il rischio di ritrovarsi a 60 giorni dalle elezioni con uno strumento in mano che rischia di fare più danni che utile è altissimo. Del resto, mi risulta che Veltroni, il teorico del partito delle primarie, abbia chiesto a Bersani la riconferma di 50 dei 75 parlamentari che hanno firmato il suo documento.
    Nel caso si facessero, prevedo sconfitti nelle primarie del PD candidati in altre liste, con Vendola o Casini.

  4. Marco Capponi Says:

    Concordo con Giovann, vedo che siamo almeno in due (im tre)aparagonare le mitiche primarie alla corazzata Pyemkin.

  5. Marco Capponi Says:

    Caro Mauro,
    l’attualità mi strappa alle considerazioni generali che penso di proseguire più avanti, cercando di non annoiare troppo. Dunque Donini attacca ancora le oligarchie e le incrostazioni del passato. Allora mi sento costretto a premettere che il sottoscritto ha dato anni fa un (piccolissimo?) contributo alla sconfitta dell’asse Roversi Monaco-CL all’Università, che ha aperto la strada a Calzolari prima ed a Dionigi poi, risultato che, a proposito di lotta alle lobbyes non mi pare da buttare via.
    Dunque, secondo il segretario vigile (come lo chiami tu), non sempre urbano, tutto ciò che costituisce la realtà bolognese, dagli imprenditori alla FIOM, dalla cooperazione all.’Università , ecczzion fatta per il Resto del Carlino, del Bologna FC, di monsignor Vecchi, del bar Ciccio, dilla portavoce di Prodi, della Puglisi (segreteria nazionale) e di Giovanni Consorte.. Tutti gli oligarchi sarebbero spaventati dalla presa del potere locale da parte del Cev e delle masse popolari . Abbiamo già visto un simile assalto ai poteri forte da parte di alcuni dilettanti allo sbaraglio ma allora almeno c’era con loro la CGIL e qualche altro soggetto di uun qualche rilievo. Sappiamo come è andata a finire. Non viene il dubbio al segretario del PD bolognese (sottolineo PD bolognese) che magari qualcuno di questi “poteri”sia,preoccupato, oltre che della difesa dei suoi loschi interessai, dalla decadenza di una realtà, decaden metropolitana la cui decadenza magari è vista con favore da alcune realtà regionali, anche interne alla sinistra? La mia piccola esperienza infatti, dalla vicenda ENEA che tu ben conosci alla politica della Bastico verso Arsud, mi inducono a questo sospetto. Comunque vada a finire non mi pare proprio che ci stiamo avviando nella direzione di avere un sindaco forte che, mettendo insieme tutte le energie della città, possa invertire questa tendenza.
    Finisco con una metafore della quale io stesso non so cosa pensare:
    “La cometa di Haley torna periodicamente con precisione cronometrica. Per alcuni porta sventure, per altri annuncia tempi nuovi” Mah

  6. giovanni Says:

    @Marco Capponi

    Qualcuno deve avermi detto ,se ricordo bene ,che il primo significativo e rilevante atto di Dionigi il Magnifico,sia stato quello di sedersi al desco del prof avv. Fabio Roversi Monaco.
    Il Magnifico dei magnifici nell’occasione,non foss’altro per l’austerità del suo portamento,siedeva a capotavola,con Dionigi il Magnifico alla sua destra.Parte dell’austero senato “magnava” in rispettoso silenzio,ascoltando i consigli dispensati dal Magnifico dei magnifici.

    • Marco Capponi Says:

      @giovanni
      Caro Giovanni, come humor non c’é male, come anche il rigore e la preofondità dellaanalisi.
      Certo che se queste sono le categorie con le quali giudichi cose più serie (tipo compromesso storico) andiamo bene…
      Questi sono i casi nei quali ho nostalgiia di una bella chiacchierata, sarà per l’età, srà per la mia semicecità il bolog mi sembra alquanto inadeguato. (e si che, essendo pure balbuziente, la chiacchioera non é proprio io mio punto forte!) Avanti con la satira dunque (si fa per dire)

  7. Marco Capponi Says:

    Adesso che guuardo meglio capisco che mi sonop sbagliato. Sulle primarie concordavo con Beppe Bianchi e non con Giovanni. Ringrazio quest’ultimo di avermi messo la pulce nell’orecchio con la sua graffiante satirra. Scommetto che simpatizza invece per le primarie

  8. giovanni Says:

    @Marco

    Caro Marco,nel raccontare la “favola” del pranzo dei magnifici ,volevo solo rimarcare come si sia accentuato nel mondo accademico nelle due ultime decadi la convivialità Non ho detto per esempio che Dionigi il Magnifico al termine del convivio ha ruttato senza educazione.E me ne guardo bene.
    Quanto alle primarie del Pd,che Giove me ne scampi e liberi.Ho già assistito, segretamente, alla competizione per la carica di segretario regionale.Una esperienza indimenticabile che serberò per sempre nei meandri più reconditi della memoria

    Ps se rileggi il blog agostano troverai ben altre faciezie.Allora imperava Gino ,che prima o poi ricomparirà

  9. Marco Capponi Says:

    @Giovanni,
    caro Govanni ho reagito, forse un p’ acidamente,alla tua favola perché mi sembrava di avere colto un po” di insofferenza nei confronti della polemica verso Donini (o verso qualcun altro citat?) e perché mi sembrava che tu volessi irridere al fatto che la sconfitta del Magnufico del Magnifici avesse un qualche significato Calzolari eDionigi nonsono Roversi, non fosse altro,.ahi,é, che per la capacità..).Anche iuo sonoi andato a parlare col Grande Satana per ottenere trecentomila eiro della Fondazioner da destinare a borsze di studio.
    Poi sarei urioso di conoscere la tua identità giacché mi sembrava di capire che non sei prorpio l’ultimo arrivato. Magari un nostro piccolo duello potrebbe svoilgersi ada rmi pari (tu puoi sapere tutto di me se appena ti informi su internet). Anche suol compromesso storico abbiamo opinioni diverse e lascerò un commento sul capitolòo “Risposta” Satti

  10. giovanni Says:

    @Marco

    Quindi o Marco vorresti duellare personalmente con me.Be,io mi confronto con i fatti e con le idee che suscitano il mio interesse.Mi spiace deluderti

  11. marco da bologna Says:

    Le primarie probabilmente sono gia’ vinte dal Cev.Ma la ragione principale e’ che lui a livello di immagine e comunicazione si e’ rivelato piu’ avanti di tutti.La direzione del partito e’stata costretta a fare i conti con la sua popolarita’.Se ci fosse stato un candidato migliore e’ sicuramente c’era,Zani perche’ no?Avrebbe dovuto usare le sue armi:radio,sito web,stare in mezzo alla gente!Marco da Bologna

  12. maurozani Says:

    @marco da bologna.

    Per quanto mi riguarda: “Prima del momento non è ancor il momento , dopo il momento non è più il momento.”

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