La corsa.

Il malore che ha colpito Maurizio Cevenini, indurrebbe a considerazioni più o meno rilevanti intorno ai ritmi, sempre più massacranti, imposti dalla politica ai giorni nostri.
Ma forse è sempre stato così.
Ci vuol un fisico bestiale, non solo per bere e per fumare ,come dice la canzone ma anche per stare in pubblico ventiquattro ore al giorno.
Sempre pimpanti, disponibili, sorridenti.
Sempre a disposizione di chi domanda, sollecita, incita, rampogna, critica o loda.
Francamente non credo vi sia un mestiere più bello e ad un tempo più duro della politica a tempo pieno. E accade di pagar dei prezzi.

Ma adesso è inutile , fuori luogo e anche di cattivo gusto, soffermarsi su questa fatica intrinseca al mestiere della politica.

“Forza Cev , presto in piedi e di corsa” dice Prodi dagli USA.
Capisco benissimo il senso positivo e affettuoso di questo incitamento.
Io direi invece a Cevenini di prendersi tutto il tempo necessario per rimettersi in piena forma.
Tutti sanno cosa penso delle primarie.
Cevenini può benissimo fare a meno di quella ginnastica.
A riprova basta leggere i messaggi di solidarietà, stima e affetto che gli son giunti in questa circostanza per capire che non ha bisogno di ulteriori legittimazioni.

Se poi il PD ritiene che le primarie valgano soprattutto come mobilitazione in vista della campagna elettorale della prossima primavera , beh allora c’è una soluzione semplice e comprensibile a tutti: sposti le dannate primarie a Febbraio. Il risultato non cambierà.

Intanto si dia a Cevenini , la possibilità e anzi s’impartisca, se possibile, l’ordine di star a riposo e in vacanza per almeno un mese, o anche più.

A tal proposito, sfido chiunque a prospettare il benché minimo problema politico.

Perché mi permetto d’avanzare questi consigli non richiesti?
Ma perché so, anche per esperienza, di cosa parlo.

Quando si è sulla giostra sembra che ogni giorno e ogni ora siano importanti. Decisivi.
Poi, a distanza di tempo, ci s’accorge che non è così. Quasi mai.

Si fa politica d’accordo, ma pur sempre in tempo di pace.
Non ci son nemici alle porte ,e a Bologna non ci son neppure avversari che incombono, nè decisioni che non possano subire un congruo rinvio.

Dunque: riposo.
C’è tutto il tempo per ricominciare a correre.

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16 Risposte to “La corsa.”

  1. Dante Franchi Says:

    Solo per associarmi alla riflessione di Zani ed agli auguri “non ipocriti” di tante persone perbene.

  2. luigi battistini Says:

    Pienamente daccordo con quanto scritto da Zani , e auguri a Cevenini,anche se difficilmente lo voterò.

  3. Marco Capponi Says:

    Esatto. Anche perché ricordo violenti attacchi di tachicardia ed una relazione congressuale vigilata discretamente, e per i più inspiegabilmente, da giubbe arancioni.
    Purtroppo in politica non si riesce quasi mai a seguire la principale consegna che i bravi educatori impartiscono alle comunità infantili loro affidate: “bambini, in questo gioco non ci si fa del male!”
    A proposito di educatori, vedo che qualche personaggio di penultima fila non resiste alla tentazione di brandire questo incidente, spero piccolo e provvisorio, come una clava (ma forse è solo la dura legge della cattiva politica…).
    A Cevenini, ma anche e soprattutto ai suoi cari, voglio dire una cosa molto semplice, tanto che dovrebbe essere ovvia:
    “Non tutti quelli che ci sostengono ci vogliono bene e non tutti quelli che ci avversano ci vogliono male”.
    Tanti auguri sinceri, a prescindere.

  4. maurozani Says:

    @Marco.
    Ti ricordi proprio tutto. Quelle giubbe arancioni me le ero dimenticate. Le tachicardie invece no. Ho avuto anche l’occasione di visitare il pronto soccorso di Bruxelles…molto attrezzato….ambiente domestico.
    Comunque hai ragione anche se molti non lo capiscono: “non tutti quelli che ci sostengono….”

  5. marco da bologna Says:

    Credo che in questo blog ci sia gente di un’altra categoria fatevi vedere e fatevi sentire!C’e’ne bisogno. Marco da Bologna.

  6. Marco Capponi Says:

    @marco da bologna
    Grazie del complimento, ma ci presentiamo? Io sono vecchio, praticamente cieco e balbuziente. Non vincerei neppure le primarie di condominio. (così si scopre perché sono contrario :-))

  7. Ermanno Tarozzi Says:

    Il DNA di Maurizio Cevenini non tradirà. I compagni gli vogliono bene.

  8. anna Says:

    Condivido tutto quanto scritto da Zani: è come se questo imprevisto occorso ad una persona così stimata abbia scoperto un nervo fondamentale dell’attuale politica e cioè che deve venire prima il rispetto delle persone. Cevenini è persona apprezzata dalla gente, a volte si ha l’impressione che sia un limite! Anche dal rispetto nasce anche la politica più empatica e più collegata con la società. Auguri a Cevenini di pronta guarigione.

  9. giovanni Says:

    @Anna

    La solidarietà umana è una cosa,la politica un’altra.Ho sempre considerato il soldato Cev un figlio del popolo più meritevole di rappresentare il PD di quanto possa fare il Conte, che vive di rendita immobiliare e mobiliare.
    Parimenti,però,considero la retorica una importante tecnica di persuasione politica (o giudiziaria) che nulla a che fare con il libro cuore.
    Rispetto sia Maurizio Cevenini che Lorenzo Sassoli De Bianchi.Ma il confronto politico è un’altra cosa.
    Non continuiamo a fare confusione

  10. maurozani Says:

    @Giovanni.
    M’intrometto.
    Certo il confronto politico è un’altra cosa. E proseguirà comunque. Il mio post qui sopra, può apparire in tal contesto “buonista”, per uno che ha dichiarato che non voterà Cevenini.

    Nella circostanza attuale però mi è parso utile richiamare l’attenzione del “popolo” su di un aspetto della lotta e dell’impegno politico che spesso non viene affatto considerato proprio da quel popolo che spontaneamente e ignaro incita sempre e comunque a “correre”.

    Nella mia esperienza ho sempre notato e sono anche incappato(insieme a tanti altri) in questo aspetto distorto e perfino crudele insito nel sostegno popolare.

    Un uomo politico deve nascondere accuratamente qualsiasi problema di salute per esser credibile. Negli USA ad esempio quest’aspetto è spesso forzato verso un limite estremo.
    Infatti hanno sopportato per ben 8 anni un texano molto robusto nel fisico ma non particolarmente dotato d’acume politico. E d’acume tout court.

    Ora non sarò io a negare la durezza della politica, tuttavia ritengo che una persona non può esser giudicata, più o meno credibile e affidabile sulla base della sua tenuta fisica, bensì su quella delle idee e delle capacità e di altre qualità meramente umane.

    Nella storia passata e recente non mancano esempi di grandi leader dalla salute costantemente malferma. E di pessimi politici con un fisico bestiale: robuste braccia rubate all’agricoltura.

  11. Gianni Says:

    Completamente d’accordo con Zani sia nel post e sottolineo “Quando si è sulla giostra sembra che ogni giorno e ogni ora siano importanti. Decisivi.
    Poi, a distanza di tempo, ci s’accorge che non è così. Quasi mai.”
    che nelle repliche.
    Qui non si tratta di retorica “buonista” ma di solidarietà umana.
    Ma soprattutto tanti auguri a Cevenini.

  12. giovanni Says:

    Caro Mauro,
    il senso del tuo post è chiaro per chi lo vuole intendere.
    Così, credo, sia chiara la mia breve replica: non mi piace il confusionismo ed il buonismo alla …Veltroni. Di più, mi irritano i buffetti di parrocchia del tipo “forza Cev, presto in piedi!”.
    Non va trascurato, poi, che tra coloro che hanno fatto gli auguri al soldato Cev ci sono diversi lupi ben disposti a sbranarlo vivo, e altri non disposti neppure a perdonarlo per un nonnulla.
    Ecco, più di tutti odio i “tartufi”.

  13. maurozani Says:

    Caro Giovanni, stavolta d’accordo.
    Su tutto.
    Buffetti compresi

  14. umberto.mazzone Says:

    E ora? Facciamo una riga sopra su quanto dettoe fatto negli ultimi mesi e ricominciamo da capo come se niente fosse? Heri dicebamus?

  15. maurozani Says:

    Già. Cevenini non riempiva il desolante vuoto lasciato a Bologna dal PD, tuttavia poteva coprirlo nel breve periodo necessario a vincere le elezioni. Adesso niente è più scontato. Neppure vincere con una detsra assente.

  16. roberto Says:

    mentre a Milano sta succedendo quanto già visto a Bologna ai tempi di Delbono.
    C’è sempre la privacy di mezzo, e lezioni mai apprese.
    D’altra parte bastava ascoltare l'”imprenditore” Rovati ieri dalla Annunziata (in mezz’ora) per rendersi conto di quale durezza sottostia all’apparente bonomia.
    Siamo di fronte ad un novello popolo di dura cervice (Esodo 33.5)

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