Ripartenza.

Immagino si dirà che Cevenini ha fatto la sua scelta.
In verità, non c’erano scelte da compiere.
Un malore insidioso, come quello che lo ha colpito si affronta nell’unico modo possibile. Con una rinuncia imposta dalle avverse circostanze.
Non con una libera scelta. Dato che scegliere presuppone una libertà d’azione che nella fattispecie non è più ragionevolmente consentita. Almeno per un certo periodo di tempo.
Auguro, come tutti, a Cevenini che si tratti di un tempo breve.

Intanto la giostra non si ferma e il PD si trova a dover affrontare problemi che la candidatura di Cevenini poneva nettamente in secondo piano.

Il Cev, copriva un vuoto, senza tuttavia riempirlo.
Per questo ebbi a definire la sua candidatura come una via breve, una scorciatoia , un espediente. Una politica debole scopriva Cevenini per coprire la propria fragilità e cavarsela, ancora una volta, per il rotto della cuffia.

Altri pensano diversamente.

C’è chi ritiene che la debolezza della politica corrisponda semplicemente a un suo nuovo modo d’essere. D’essere all’altezza di una “modernità” che presuppone una personalizzazione depoliticizzata e una politica che si dispiega, invariabilmente, a trecentosessanta gradi.

I 360° costituiscono ormai la melopea ricorrente tra politici pragmatici senz’arte né parte. Non sanno nulla e nulla vogliono sapere, dunque si spalmano, col loro vacuo e puerile fraseggio e con le loro esangui presenze, nella più vasta assenza possibile: trecentosessanta gradi. D’assenza.

C’è chi, pur non arrivando a tanto, si limita a prender atto dei tempi che corrono. Risorse pubbliche decrescenti limitano a tal punto le possibili opzioni di governo, che una candidatura “popolare” senz’altre qualificazioni diventa la miglior soluzione possibile.

L’uomo giusto nel momento giusto. Colui che s’identifica con i problemi di tutti.

Serve, infatti, una consolazione. Non una soluzione.

Non potendo fare molto di concreto s’impone un approccio realistico e smagato. Più che compiere scelte politiche complicate e perigliose, importa accudire le anime, assecondando pulsioni, umori diffusi .

Insomma “stare tra la gente” in modo disincantato. A prescindere.

Con un bolognesismo direi , “starci dietro” alla gente. Nel senso di occuparsi dei cittadini semplicemente ascoltandoli.

O mostrare di ascoltarli.

Porsi all’ascolto. Comunque.
Quante volte si è recitata questa formula magica dopo ogni sconfitta elettorale.

Dice: che fate voi della politica?
Risposta: noi ascoltiamo.

Ma bravi, dico io.

Naturalmente capisco che finita l’epoca in cui ci si poneva “innanzi” alle persone per guidarle verso il sol dell’avvenire, quest’ultimo approccio appaia a prima vista non privo di qualche ragione.

Solo che, in passato a Bologna, la politica è riuscita molto spesso a stare, non “tra la gente”, ma CON la maggioranza dei cittadini, senza rinunciare alla propria prerogativa, che risiede appunto nella capacità di compiere scelte. A volte anche difficili.

Forse da qui si potrebbe ripartire.

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21 Risposte to “Ripartenza.”

  1. Marco Capponi Says:

    Tanto di cappello. Immaginando solo vagamente cosa deve aver passato e subito in questi giorni, Cevenini dimostra di avere più testa e coscienza di tanti altri. Spero di riuscire, quando tutto questo polverone si sarà depositato, a trrovare ilmodo di mandargli due righe (della serie: “on tutti quelli che ti sosstengono ti vogliono bene, non tutti quell che ti avversano ti vogliono male”)-
    Adesso però non é che si può andare avanti sostituendo semplicemente il titolare che si é infortunato con una riserva. Sarebbe serio ridiscutere tutto,sopratitto di politica, metoto delle primarie compreso.
    Sono d’accordo con Mauro anche se i comportamenti ridicoli di tanti: da Ignazi (un vero scienziato della politica!) a Fassino, da Franceschini a Prodi, fino a Bersani (che delusione!), richiederebbero più la satira che i discorsi seri. Per non parlare della stampa, il più serio,come detto fin dall’inizio (V. lettera saerta) mi é sembrato proprio il Cev (che chiamo così per la prima volta, non a caso)

  2. giovanni Says:

    @Mauro
    stavolta hai superato te stesso .Aggiungere qualcosa toglierebbe armonia al tuo post. Complimenti .Davvero

  3. Bruno Di Bernardo Says:

    corro il rischio di togliere armonia al tuo post, come teme Giovanni, un post effettivamente equilibrato e condivisibile, per aggiungere due cose. Cevenini non era forse la migliore scelta per bologna, viste le personalità che hanno governato questa città fino a Imbeni compreso (già con qualche ombra). E su questo concordo con te. Ma il Cev era uno convinto e disposto a metterci l’impegno, e probabilmente sapeva di essere uno poco attaccabile (cosa che ormai non è più così scontata in simili competizioni) sul piano etico dai suoi avversari. Il suo era un curriculum politico lineare, costruito con pazienza negli anni e destinato a concludersi naturalmente con una vittoria alla prossime elezioni. Nessuno aveva dubbi che sarebbe stato eletto. Le rinunce a sottoporsi alle primarie, salvo ripensamenti di domani, da parte di contendenti come ad esempio Anselmi e Campagnoli, autorizza a pensare che la corsa a sindaco non è più considerata così premiante da parte di molti che avrebbero il “curriculum politico” e forse anche le qualità per farla. Oggi un candidato ideale in una città complicata come la nostra, non solo deve essere convinto di essere l’uomo giusto, o la donna giusta, per governare questa città (dunque avere idee e capacità di realizzarle, molta passione civile e soprattutto niente scheletri nell’armadio…) ma deve anche avere nervi d’acciaio ed un fisico da astronauta… Se poi un potenziale candidato pensa di avere tali qualità e di stare bene in salute, per prima cosa deve chiedersi – tanto più dopo l’episodio accaduto a Cevenini – se vale la pena rovinarsela per governare Bologna e i bolognesi con quell’impegno che la cosa richiede. Scusami se abbasso il tono alto delle tue riflessioni, che leggo sempre con attenzione e interesse, ma ti giro la domanda: vale la pena buttarsi nella mischia per tentare di farsi eleggere sindaco di Bologna, cioè mettere a rischio la propria salute (e reputazione) per una competizione in cui, per bene che ti vada, oggi sarai attaccato dai tuoi avversari politici per cose che non sapevi nemmeno di avere fatto o pensato, e domani, se eletto, sarai attaccato da media e gruppi di pressione nel tuo lavoro quotidiano, anche quando farai le uniche cose che la situazione e le finanze rendono fattibile? Ma mi spingo oltre. Mi chiedo e ti chiedo se, a tuo parere, esiste qualcuno, tra quelli papabili a candidarsi a sindaco di Bologna, e che non sono usciti allo scoperto, che non abbia nell’armadio scheletri come quelli che sono stati trovati nell’armadio di Delbono. In fondo Delbono non ha compiuto malversazioni, ha solo speso un po’ dei nostri soldi per rendersi meno noiosi alcuni viaggi di lavoro. Questo lo fanno normalmente artigiani con tra dipendenti, moglie e figli quando vanno alla fiera della piastrella, ma non vengono messi alla gogna per questo… E a mettere alla gogna Delbono, che non mi interessa qui difendere, sono state in gran parte persone che forse erano peggiori di lui…
    Se hai voglia e tempo, potresti scrivere un post su questi temi… In fondo anche temi “bassi” come questi hanno un loro significato non trascurabile…

    • Elio Says:

      Dopo avere “bollato” la candidatura di Cevenini come inadeguata ed organizzata e decisa dal partito, ora si considera la scelta del ritiro obbligata dovuta allo stato grave di salute.
      Sono entrambi posizioni che non rispettano un percorso che prima accettava una candidatura a furor di popolo ed oggi la scelta che con enorme sofferenza, rinunciando al sogno di una vita, mette la salute e la famiglia al primo posto rispetto alla politica.
      Vero che Cevenini come qualsiasi candidatura deve coprire un vuoto o meglio di una debolezza della politica! Riempire questo vuoto e ridare autorità alla politica comporta scelte sistemiche le cui soluzioni sono frutto di una discussione aperta tutt’altro che semplice e di breve durata, una disputa che andrebbe risolta né con un ritorno al passato nè con soluzioni leaderistiche! Una domanda si pone ragionevolmente: in attesa che si colmi il vuoto che si fa nel frattempo rispetto al governo delle nostre città e la necessità, qui ed ora, di darle un Sindaco?
      Non avendo soluzioni ideali si possono evitare consolazioni recuperando un po’di quel “vuoto politico” riconnettendosi con la gente, condividendone umori e bisogni nuovi ma soprattutto ricominciando a parlare loro un linguaggio comprensibile non intriso di ideologismo e politichese.
      Tutto ciò è accontentarsi di fare il megafono della gente?
      Forse sì, in un momento di assenza di una politica che sappia raccontare una prospettiva credibile di governo alternativa alla destra! Oggi accontentarsi del “poco” potrebbe apparire come la rinuncia al “molto” ma anche non rimanere col NULLA!
      Scegliere di restare all’ascolto di qualcuno che ci racconta un nuovo “sol dell’avvenir” (Vendola od altri) oppure provare a costruire faticosamente qualcosa di spendibile come prospettiva di governo e questo credo non possa prescindere dal fare i conti con quell’oggetto mal forme che è il PD!
      Le qualità umane e politiche di Cevenini, la rivincita che questa candidatura assicurava ad una “base” popolare stanca di fallimenti e delusioni prodotte da imposizioni partitiche e candidati illuminati, ora non l’abbiamo più! Nulla vi è in circolazione di uguali caratteristiche quindi non ci resta che il ritorno ad una mediocrità, conseguenza del vuoto della politica mi auguro solo di non infilarci in eccessive scelte complicate e perigliose che ci portano dritti dritti alla sconfitta elettorale!

  4. maurozani Says:

    Caro Bruno,
    magari in futuro (mi par d’averlo già fatto in passato) m’occuperò anche dei temi “bassi” che pur meritano attenzione. Per il momento , a tal proposito , mi preme sol ,di sottolineare la differenza stellare, che come tale dev’essere apprezzata, tra un artigiano e un uomo pubblico il cui mestiere è quello d’amministrare il bene comune, soldi pubblici (cioè di tutti) compresi. Aggiungo che è nel novero delle possibilità o delle non minori probabilità che tra coloro che hanno “messo alla gogna” vi fossero alcuni che meriterebbero- se non di esser messi in tali disagevoli condizioni medievali- quantomeno la nostra riprovazione.

    Quanto al curriculum di Cevenini. Non sarebbe di buon gusto parlarne ora, diffusamente. Tuttavia tra le mie “doti” non c’è mai stata l’ipocrisia e dunque tu dirò che il suo curriculum è certo lineare, ma pressochè sfornito di esperienza politica e amministrativa vera e propria. Non stiamo parlando di un ragazzo.
    Penso con franchezza, ritenendo di saper quel che dico, che Cevenini di ciò fosse consapevole e preoccupato.E ciò peraltro depone a suo favore.

    Certo, senza dubbio , vedi mio post (il sindaco) sarebbe stato eletto non solo nelle primarie ma anche nelle secondarie.La politica è talmente distante dai cittadini che la sua figura, grazie anche alla sua assidua presenza sul proscenio bolognese,(merito suo cioè) si stagliava sopra tutte le altre. Anche grazie a ciò avrebbe forse avuto il tempo e il modo di colmare un deficit d’esperienza? E’ un interrogativo che per me rimane sospeso.

    Quanto al fisico “bestiale” come l’ho definito in precedenza, beh io non son d’accordo con quelli che pensano che la politica debba esser appannaggio esclusivo della “sana e robusta costituzione”. Se così fosse io non avrei mai neppure avuto una chanche. Invece ne ho avute.Magari le ho sprecate ma le ho avute.
    Resta che Cevenini ha fatto bene a ritirarsi perchè il campanello d’allarme per lui ha suonato troppo forte.

    Vale la pena? In altri tempi sì.Ne valeva la pena, ne è valsa la pena.
    Oggi faccio fatica a risponderti affermativamente. Manca la missione,e dunque, spesso, manca anche la vocazione.

    Dopodichè nelle regole del gioco ci sta , sempre e regolarmente, che quando sei in azione molti ti criticano in un modo o in un altro. Non si scappa. Tuttavia la soddisfazione e la gratificazione personale è enorme (per chiunque faccia politica) quando ci s’accorge che sono molti di più quelli che ti apprezzano.
    Insomma è sempre stata dura la faccenda dell’ingaggio in politica. Ma, a volte ne vale davvero la pena.

    Infine, bisognerà prima o poi tornare alla normalità, in questa città. Fare il sindaco ,in tempo di pace, non può esser considerato come una missione disperata. Una roba da riservare agli eroi. Spero giunga presto questo tempo.

  5. maddalena piccolo Says:

    Totale approvazione sulle riflessioni contenute nel commento di Mauro Zani, come al solito lucido, disincantato e ben conscio di cosa sia la Politica con la P maiuscola.

  6. roberto Says:

    @ Bruno
    La questione Delbono (è la seconda volta, dopo Cofferati che il mio voto è stato mal indirizzato) al di là della miserabile cresta sulla spesa è sistemica (morosa portata in regione, responsabile del personale portato in comune, amici con contratti opachi, interessi personali che intersecano la funzione pubblica), e questo rende colpevole il comportamento di chi l’ha fortemente sponsorizzato.
    Per me era soltanto uno della scuola di Zamagni, che nell’eclisse della Bartolini post sconfitta aveva sostenuto per due anni l’opposizione in consiglio comunale, che aveva ben meritato come assessore in regione.
    In più, aveva sollevato perplessità su metropolitana e (se ricordo bene) sul people mover.
    Del contesto vischioso che è emerso qualcuno certamente non poteva non sapere, ed è ragionevole pensare che simili pratiche avessero (abbiano) una certa diffusione.
    Ad esempio, con uno come Garavini, mi aspetterei una “revisione” dei costi di Lepida, realizzazione certamente importante.

  7. giovanni Says:

    L’ex Gran Sindaco,Sergio Cofferati,consiglia ai bolognesi di prendersi come come sindaco l’Uomo in Lebole,Salvatore Caronna.
    Certamente un consiglio da prendere con le molle,se si rammenta che Coffee accusò l’Uomo in Lebole di pensare per se stesso nella formazione della lista Nord-Est all ‘europee..
    Ma forse si tratta di vera postuma riconoscenza.In Emilia-Romagna e dintorni,il Cinese,dopo la grande prestazione resa a Bologna,non avrebbe conseguito un gran risultato.Non a caso il Coffee saggiamente aveva deciso di non ricandidarsi e trasferisi a Genova.Nel Nord-Ovest conoscevano soltanto la favola del sindaco sceriffo,narrata dalla stampa nazionale.
    Cosi i due compari,il Gran Sindaco e l’Uomo in Lebole,con la buona e la cattiva sorte, trovarono modo,entrambi,seppur per strade diverse e non confliggenti,di approdare alla sinecura di Bruxelle.
    Andando però a fondo della questione,qualcuno,particolarmente malevole,potrebbe dire che il vero l’artefice di tanta fortuna sia stato il proprietario di questo blog,che spero non me ne vorrà.

  8. maurozani Says:

    Fanculo Giovanni!!!
    E’ tutto maledettamente vero.
    Chiedo la concessione delle attenuanti generiche.
    Il mio decreto legge a favore del soggetto in questione fu emanato in condizioni eccezionali ,di straordinaria “necessità ed urgenza” come prevede la Costituzione.
    Inoltre, prometto formalmente, che qualora (anche se non lo credo proprio) il soggetto in questione dovesse presentarsi alle elezioni comunali sarà mia cura e dovere organizzare una campagna elettorale: contro.

  9. maurozani Says:

    @Elio.
    Ricevo e pubblico….

  10. francescasatutto Says:

    Pur nelle difficoltà del momento Cevenini ha fatto la scelta giusta e messo al primo posto la salute e la famiglia.

  11. giovanni Says:

    @Mauro

    La tua promessa non risarcisce i nostri cuori

  12. maurozani Says:

    Giovanni,

    non ritengo di dover risarcire… non chiesi risarcimenti per la solitudine della lunga estate del ’99….

  13. Andrea Says:

    Comunque credo che il caso “Cev”, con i suoi pregi e difetti, con i suoi punti di forza e le sue contraddizioni, andrebbe studiato attentamente e umilmente da chi fa politica, sia a Bologna sia a livello nazionale. Naturalmente per trarne utili e positivi insegnamenti. Tanti auguri al (purtroppo) mancato Sindaco.

  14. Andrea Says:

    Due Andrea sono troppi.
    Io non voglio aggiungere nulla.
    Mi associo agli auguri rivolti a Maurizio Cevenini.

    Andrea Ventura

  15. giovanni Says:

    @Maiuro

    Pur non conoscendoti nel ’99 ho quasi litigato con un’ antico compagno di lotta.Il litigio non c’è stato perché l”altro era tranquillo e pacato Avevamo già discusso qualche anno prima per la scelta di un ‘altro “faccino”,oggi senatore.
    Non ho mai capito,fino in fondo, cosa muovesse il mio antico compagno.
    Oggi,a distanza di anni, penso che si trattasse solo di ruggine.Alla fine,tutti siamo sentimenti e carne.
    Però una cosa voglio confessartela pubblicamente.Il fine settimana dello spareggio del ’99 sono stato all’Elba a godermi il primo sole pregustando l’imminente “debacle”,mentre tu facevi i tuo dovere fino in fondo recandoti al seggio votando per….la Bartolini

  16. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Già, fino a che si ricoprono responsabilità pubbliche, ci son calici che van bevuti fino alla feccia!
    Non che adesso si beva ambrosia…

  17. roberto Says:

    E’ evocata la ridiscesa in campo di Demaria!

  18. Marco Capponi Says:

    Adesso le primarie di Bologna fanno schifo. Però, si badi bene, solo quelle di Bologna perché il vincitore era largamente prevedibile. Condivido quasi interamente il fondo di Smargiassi su Repubblica di oggi, salvo che nella parte finale dove presenta come vere le primarie della Puglia e di Firenze. Sulla Puglia ho già detto (lì tutti sapevano cosa si votava , come tutti lo avrebbero saputo per il terzo mandato di Errani) mentre a Firenze, in effetti, ci hanno regalato Renzi (che culo). Ma mi inchino alla democrazia.
    Ora,tornando a Bologna, le possibilità sono due:
    il Partito indica esplicitamente chi sostiene nelle primarie, e allora si tornerà a dire che sono primarie pilotate (non fu esattamente così per Del Bono?);
    il Partito si mantiene “arbitro” ed allora, presumibilmente ed escludendo gli aborriti caminetti, avremo in pista Merola, De Maria, Venturi, Campagnoli, Anselmi eccetera. Probabilmente tutti questi candidati non avranno programmi molto diversi ed allora su che base i poveri elettori distribuiranno i loro consensi? Simpatia, amicizia, cordate varie, promesse sul futuro?
    Alla fine non è escluso che alle primarie ci sarà la partecipazione soltanto delle tifoserie e che le vinca un esterno (Frascaroli? Grillini? Eccetera, la posta diventa appetibile).
    Scusate se volo basso ma quante volte dobbiamo andare a sbattere prima di renderci conto che le primarie sono “una c…pazzesca? “ (rag. Ugo Fantozzi). Alla faccia di tanti scienziati della politica che, secondo la mia modestissima opinione, la faccia la hanno già persa.
    PS Invito i lettori a vedere il primo video che compare su yutube alla voce –“Corrado Guzzanti” primarie- ed eravamo nel 2006!
    Io comunque non parteciperò, e non perché non abbia preferenze tra i possibili candidati ma perché ritengo un flop delle primarie siano la sconfitta di una idea debole quanto arrogante.

  19. giovanni Says:

    @Roberto

    Demaria?
    Ma lavora non aveva ricevuto alti incarichi a Roma ?Pensi che possa fare ticket con Delbono?

  20. Marco Capponi Says:

    Proposta semplice in tutto questo casino:
    primarie in bianco, cioé ogni cittadinoi scrive sulla scheda il nome che gli pare (o anche quello che gli pare).
    Il massimo della dempcrazia!

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