Partir bisogna. (Il canto dei coscritti)

Per rifare il punto.
Abbiamo due candidati alle primarie ai blocchi di partenza con le loro 1500 firme già raccolte.

Poi ci sono diversi altri candidati, potenzialmente almeno quattro, che aspirano a candidarsi. Di cui almeno un paio, non sembrano, al momento propensi a mollare.

Infine abbiamo un candidato civico come Segrè che si dichiara pronto ad accogliere un appello unitario da parte del PD.

Traggo a mano libera da una sua intervista.
-Son qui se mi volete. Son pronto a farmi costruttore di una città nova, sennò resto comunque una risorsa. Pianto semi e allevo piante. Continuo a fare il giardiniere –

Insomma si chiede un’investitura direttamente politica. Come già altri, a suo tempo, avevano richiesto senza successo.

Nel frattempo il segretario del PD bolognese torna a chiarire che non ha intenzione di candidarsi proprio per cercare di dirigere un traffico fattosi sempre più caotico dopo la rinuncia di Cevenini.

Non molti vorrebbero esser nei suoi panni.

Dopo essersi legati le mani dietro la schiena e sospesi per il collo alla corda delle primarie alla bolognese, diventa arduo scendere dallo sgabello per tornare sui propri passi. C’è il rischio d’impiccarsi accidentalmente.

Insomma battezzare , in un modo o in un altro, Segrè come candidato ufficiale del PD manda automaticamente in vacca le primarie.
D’altro canto, l’intransigenza sulle primarie è comprensibile. Se al PD togli l’abito delle primarie, assieme alla retorica democratica che le accompagna, cosa resta?

Ma c’è anche un’altra controindicazione nell’indicare il preside di agraria come candidato unico o comunque preferito del PD.

Un candidato che vien appellato come “civico” , cessa di esserlo ,all’istante, se diventa il candidato di un partito. E s’indeboliscono, non poco, anche le potenzialità elettorali e di consenso insite nel suo esser “civico”.

Ci sarebbe una strada per uscir dalla trappola in cui ci s’è ficcati. L’ho indicata da tempo. Ma il PD ritiene di dover pagar un prezzo troppo alto imboccandola.

Penso quindi che alla fine si cercherà di convincere, in qualche modo, gli aspiranti primaristi a correre, per perdere, attorno a Segrè che vince.
Ho già più volte spiegato che le primarie son importanti non solo per il predestinato a vincerle ma anche per chi le perde bene e/o benino.

E se gli aspiranti non si convincono?

Beh allora, Segrè rinuncerà a costruire per coltivare il suo giardino e nel PD sarà guerra di guerriglia.
A quel punto l’esito delle elezioni amministrative non è più scontato.

Fossi io in Donini o chi per lui e fossi anche convinto che Segrè ha tutte le qualità per essere un buon sindaco, richiamerei il preside di Agraria e gli farei balenar l’idea che tra esser il candidato del PD e fare il giardiniere c’è una terza possibilità.

Quale?

Mi sembra ovvio.

Anche per Segrè.

Partirò, partirò /partir bisogna/dove comanderà il nostro sovrano/chi prenderà la strada per Bologna/…..

PS. E’ una variante in corso d’opera a quell’approccio civico che ho avanzato ormai da molti mesi. Una variante intelligente. Non mia peraltro. Troppo intelligente? Vabbè come non detto.

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28 Risposte to “Partir bisogna. (Il canto dei coscritti)”

  1. giovanni Says:

    Mauro ,non ci far stare sulle spine.La novella c’è la racconti o no?

  2. ROBERTO RUSSO Says:

    E fare delle primarie veramente competitive e aperte non potrebbe essere la via?
    Io credo che non si possa essere un po’ incinti o lo si é o no. Quindi se si ritengono le primarie uno strumento idoneo poi non si può depotenziarlo con candidati di seria A, B, C e con i consigli per gli acquisti.
    Però direbbe qualcuno che stà fermo..competion is competion e non deve spaventare nessuno se si hanno capacità ed idee.
    Poi mi permetto di sottolineare che all’interno del PD esistono esperienze amministrative di lato merito che andrebbero incentivate a mettersi in competiizione e a crescere non frustrate in continuazione povero il partito che ha bisogno di eroi …(o di salvatori intelligenti in base a quale cirterio?)

  3. maurozani Says:

    Non c’è nessuna novella.
    Mi considero solo , come tutti i politici, un esperto di metodo.
    Non resisto alla tentazione di districar matasse.
    Comunque ,vado a memoria: on s’engage puis on voit, Napoleone, Lenin e non so chi altri.
    Oppure e ancor meglio: l’intendence suivrà. Sempre che uno decida di partire, evidentemente.

  4. Rudi Says:

    Peggior servizio a Segré, il Corriere non poteva farlo: le locandine strillano “Pronto a correre se il Pd lo vuole”. Magnifico.

    Vuol dire che è disponibile solo se è il Pd a chiederglielo.
    Vuol dire che è disponibile solo se è sicuro di vincere.
    Vuol dire che non si è fatto avanti prima, quando era in campo Cevenini, perché non c’erano (ancora) le condizioni: cioè il Pd non era ancora così disperato.

    Se a queste condizioni il Pd candiderà Segrè, vorrà dire che Bersani in persona l’ha deciso, chiudendo la discussione.
    Per quanto male io possa pensare del Pd bolognese, non arrivo a tanto.

    In ogni caso, esce confermata la truffa delle primarie: si fanno solo se c’è già il vincitore.

  5. Paolo Orioli Says:

    Chi vuole candidarsi a Sindaco di Bologna per l’area tradizionale del Centro-Sinistra (per ora c’è questa ….) alzi la mano, dica le sue idee, i progetti e raccolga le firme.
    Sono questi infiniti stop and go (a prescindere dal ritiro di Maurizio Cevenini) producono solo “scollamento” con i cittadini e non favoriscono per nulla i dibattito sulle cose da fare per Bologna.

    Morale, che è poi la stessa di Romano Prodi: avanti con le Primarie, si parli di progetti e il migliore vincerà.
    Si era chiesto, da parte dell”Istituto De Gasperi e di altre voci (compresa l’associazione per le Primarie), una forma più partecipata (anche nei quartieri) delle primarie. In ogni caso le regole ci sono e le richieste di essere gli unici candidati (oltre, e tanto di cappello, alla Frascaroli e a Zacchiroli) del PD sono richieste che fanno male, veramente male a Bologna e al Centro-Sinistra.

    Se De Maria, Merola, Segrè, Sangalli (per non parlare di tanti altri che poi si sono fatti da parte da giugno in poi) pensano di avere le capacità di presentarsi a Sindaco di Bologna, lo facciano e ci dicano subito e bene cosa propongono (nell’arco di una prima cornice programmatica approvata dalla coalizione che promuove le Primarie).
    E se si mettono d’accordo e fanno gruppo fra di loro ancora meglio. Unire le forze e confrontarsi anche due gruppi dirigenti può aiutare ad evitare gli eccessi di personalismo.

    Altrimenti tutti abbiamo il diritto di dire: “Il migliore sono io, fidatevi e per dimostrarvelo non candidate nessun altro oltre a me”.

    La concorrenza delle idee, la mobilitazione di migliaia di cittadini, il confronto trasparente (nelle primarie e in generale nell’attività politica) sono pane e acqua per una sana democrazia.

  6. Paolo Orioli Says:

    Rudi:
    Le truffe le fanno le persone e non le Primarie. Uno dei pochi strumenti (ho detto strumenti) che possono rimettere in piedi questo Comune e questo Paese dilaniati da piccoli uomini.
    Incapaci a sinistra e delinquenti a destra!

  7. Paolo Orioli Says:

    @ mauro

    Le primarie servono anche a sapere se Segrè (o chiunque altro) potrà essere un buon sindaco: se non parte, meglio saperlo fin da subito e quindi è meglio che faccia il giardiniere, non il sindaco.

    E poi: le idee Segrè poteva già dircele a marzo (come tanti altri che si sono annunciati per poi lasciar perdere) …. quando alcune associazioni e poi l’IDV gli aveva chiesto di correre (per le primarie) già allora.

    Aspetto con fiducia ……. avanti popolo e soprattutto avanti uomini e donne di coraggio, con competenze al servizio dei cittadini.

  8. roberto Says:

    Qualcuno è in grado di fare un’analisi sulla differenza tra le primarie di Milano (con candidati di prim’odine: Onida, Boeri, Pisapia, Michele Sacerdoti) e quello che passa il convento (PD) a Bologna?

    Sono anni che la dirigenza del PD fa strame delle persone migliori, trovandosi poi sistematicamente in braghe di tela.

    Sarò grossolano, ma è quello che ha fatto Berlusconi, che si è contornato di personale politico di qualità modestissima, preparandosi il declino. E un aziendalista dovrebbe saperlo che non si vince da soli, ma è il gruppo che conta.
    Immaginarsi questi!

  9. Rudi Says:

    Paolo, il tuo ragionamento mi fa piacere.
    E mi pare che la tua valutazione dell’outing di Segrè arrivi a conclusioni simili alle mie.

    Continuo a vedere una truffa, in queste primarie, perché la tua interpretazione dello strumento viene sempre più contraddetta dalla realtà.

    Chi crede alle primarie potrà entusiasmarsi per quelle di Milano, e disprezzare quelle di Bologna.

  10. roberto Says:

    Ho riavuto tra le mani le “Rime di Argia Sbolenfi” e mi son tornati a mente questi versi pensando a via Rivani:

    Agli eroissimi

    Ah, forti Aiaci della guerra a fondo,
    Ussari della morte, ah, non tentate
    D’uscir di qui per conquistare il mondo,
    Perchè, se ve ne andate,

    Forse la vigna che godeste voi
    Fruttar potrebbe ad operai più scaltri…
    No, restate, restate a far gli eroi
    Con la pelle degli altri!

    (sostituire “eroi” – che non sono più tempi – con “democratici”

  11. maurozani Says:

    @ Rudi.
    Ben detto.
    Ora immaginiamo Segrè, che gode della simpatia del PD, della sinistra ad esso alleata, e dell’empatia sparsa e trasversale di quelli che “un rosso proprio no”; di settori vari ecologisti e/ o ambientalisti; di (necessariamente) parte dell’ambiente accademico e universitario, e di quanti hanno in uggia la politica dei partiti, e infine quella di media di varia foggia (la nota Caterpillar l’ha già candidato) e così via dicendo, se, questo Segrè, togliesse d’imbarazzo il PD nel solo modo possibile: presentandosi alle elezioni, quelle vere. Che farebbe il PD? E la coalizione? Il PD sarebbe in condizione di non volerlo più se non partecipa alle primarie dopo aver chiaramente dato l’impressione di volerlo? Uno è buono solo se ha un timbro? D’altro canto il PD non può collocarlo, smaccatamente, in posizione privilegiata alle primarie.
    Insomma, ammesso e non ancora concesso che Segrè si dimostri un buon Sindaco (non lo conosco) è tuttavia oggi in condizione di osare. O lo fa o non lo fa. Ma può farlo. Naturalmente prendendosi il rischio relativo all’impresa. Rischio minimo al punto in cui son giunte le cose.
    Da qui si potrebbe ripartire. Senza garanzie per nessuno. Ma con una possibile , almeno potenziale partecipazione di tutti.

    PS. Naturalmente il mio è in gran parte un esercizio intellettuale. Ma potrebbe rivelarsi non così peregrino. Se poi uno deve esser portato in carrozza a Palazzo D’Accursio, beh allora deve sapere che quel tempo è finito.

  12. Mario Bovina Says:

    La lista civica unitaria con un candidato civico sarebbe bella.
    Ma.
    Donini si è speso personalmente e in toto per le primarie; quindi le primarie si faranno.
    E’ certo che il PD non rinuncerà a presentare un proprio candidato – iscritto o meno – alle primarie.
    Donini non si candiderà e non ha un candidato condiviso nel partito.
    Se si autocandida un dirigente PD, se ne candida almeno un altro e Segrè (o chi per lui) non si candida.
    Se non si candida Segrè (o chi per lui) la faida tra i De Maria e i Merola durerà fino alla ventunesima generazione.
    Quindi su un piatto della bilancia di Donini c’è il partito ancor più devastato e la possibile vittoria del cento destra e sull’altro piatto c’è un po’ di borbottio per l’arrivo di Bersani a sedare gli animi e a benedire Segrè (o chi per lui) e per il conseguente endhorsement del PD su un candidato “civico”, nonchè per l’annacquamento dlle primarie.
    Donini non avrà dubbi e chiamerà Bersani, questa volta evitando di parlottare a microfoni aperti.
    E tutto resterà come è.
    Ogni altra soluzione sarebbe una sorpresa.

  13. antonio Says:

    Caro Mauro,

    premesso che io sono un suo estimatore e ritengo che lei sarebbe stato uno dei pochi nomi adatti alla tenzone, ma proprio per questo non è mai stato tirato fuori…e questo la dice lunga sulla qualità della politica bolognese. Detto questo, pur avendo qualche riserva, SEgrè se non altro rompe un po’ gli schemi e piace alla gente. Che poi sia un buon Sindaco è un altro discorso.Ma questo vale anche per i Vari altri funzionari di partito senza partito che hanno già dato la loro disponibilità.
    Io credo che l’unica cosa decente al punto in cui siamo siano le primarie aperte. Poi se Segrè piace sarà al candidato. Lui questo oggi sembra averlo capito. NOn ho invece compreso qual’è la terza via a cui lei fa riferimento..
    grazie dell’ attenzione.
    Antonio

  14. maurozani Says:

    Caro Antonio, la terza via la può evincere qui sopra nella risposta a Rudi.
    O meglio la poteva trovare , fino a ieri. Oggi le cose stan già cambiando. Quanto a Segrè, le sue considerazioni colgono nel segno. Solo che era parso di capire che il preside di agraria aveva posto come condizione di esser la “sintesi” delle varie anime del PD per partecipare alle primarie. Dunque si creava una situazione complessa. Risolvibile solo con una decisione diretta da parte di Segrè di candidarsi a prescindere, con un PD in appoggio sia pur sotto traccia. Tornava così in campo l’idea civica.
    Se adesso Segrè si rende disponible a correre alla pari nelle primarie non resta che attendere i risultati. A mio parere abbastanza scontati.

  15. antonio Says:

    Caro Mauro,

    se capisco bene la terza via di cui parla consisteva in un SEgrè candidato Civico di centro sinistra alle elezioni vere, in un progetto aperto alla società bolognesee a prescindere dal PD. bella idea, la migliore possibile, ma irrealizzabile per due ragioni:
    1) SEgrè non è un civico rivoluzionario, ma persona accorta che dopo la candidatura a vuoto al rettorato a molto a cuore il non bruciarsi. Poi, secondo me, la sua ambizione e il vuoto che ci circonda lo fanno smaniare dalla voglia di avere un posto al sole. Altro che giardinieri e costruttori….detto questo, più o meno protetta e vigilata, la sua candidatura se non altro rompe qualcosa a bologna, molto dipenderà da lui e dalla sua voglia di mettersi in comunicazione con la città ( e con la sua indipendenza dai circoli che contano..). In ogni caso, capisco che per un politico come lei è normale, ma forse è chiedere troppo al candidato di Burciarsi per la seconda volta.
    2) Il PD a Bologna, per quel che capisco, non avrebbe mai accettato di avere un candidato suo malgrado, piuttosto avrebbe messo una candidatura di bandiera ( tipo DE Maria, Venturi o Merola) e giocato alla morte sulla propria residua struttura di partito. In altre parole si sarebbe scatenato una vera guerra ” tutti contro tutti”. Di che pasta è politicamente fatto segrè lo vedremo a partire dalle primarie che comunque avverrano in presenza di altri candidati targati pd che utilizzaranno i loro clan per ben figurare. Non crede?
    POi sulla manfrina della partecipazione alle primarie ha perfettamente ragione, Segrè poteva decidere subito.

  16. Marina Says:

    Oggi Segrè dice di esser disposto a candidarsi alle primarie anche in presenza di altri candidati PD. Logica decisione: come diceva prima qualcuno, il paradosso del candidato civico che chiede l’esclusiva al PD era decisamente stridente. Detto questo, Segrè parrebbe una buona occasione per aprire orizzonti diversi alla città. Potrebbe spezzare il circolo vizioso che da decenni blocca lo sviluppo di Bologna mettendo in campo attori nuovi. Certo, garanzie che sia un buon sindaco non ve ne sono, ma non offre garanzie nemmeno il povero Merola…

  17. maurozani Says:

    @Antonio.
    Candidato alle elezioni sì. Ma non a prescindere dal PD. Bensì con l’appoggio ,più o meno entusiasta e ,( le concedo) in parte obbligato del PD.
    Secondo me non si sarebbe bruciato.
    Avrebbe potuto essere il primo sindaco di una nuova era.
    Adesso potrà essere (e probabilmente sarà) l’ultimo sindaco della vecchia.
    Quanto alla “pasta”. Beh, vedremo appunto.
    Per quanto, se il buongiorno si vede dal mattino….ben che vada :sole pallido.

  18. maurozani Says:

    @Marina.
    Certo, dopo la prova dell’eroe dei due mondi ( Tex-alias- Aquila della notte, al secolo Cofferati) garanzie non ve ne sono più. Per nessuno.
    Può ben essere quindi che l’uomo del Last minute market si profili, all’ultimo minuto come una sorta di uovo di Colombo. Per contro dopo la “manfrina” può sorgere il dubbio che si tratti delll’ “ultimo domicilio conosciuto” per il PD.
    Comunque staremo a vedere. Senza pregiudizi. E decideremo in scienza e coscienza.

  19. Sergio Palmieri Says:

    Non ho ancora ben capito in base a cosa -nel centrosinistra e in particolare nel Pd- si assegnino le patenti di idoneità per le candidature a sindaco. Il Pd ha messo in campo lo strumento delle primarie per la scelta delle cariche monocratiche, però ci sono sempre quei 5 o 6 che vogliono decidere loro, provvedendo preventivamente a spazzare via dal campo della competizione le figure che non rientrano nei loro progetti. Un esempio? Perchè a Segré è stata data la patente di idoneità e a Sassoli, invece, è stata offerta tardivamente e solo dopo averlo travolto (politicamente) con una potenza metaforicamente simile a quella di un Tir? Perchè durante la sua degenza, Cevenini, da un lato lo si invitava a prendersi tutto il tempo e dall’altro si facevano uscire a raffica i nomi dei possibili sostituti nella gara? Boh….misteri di un partito (e di una politica) che dice di adottare strumenti di ampia partecipazione democratica ma, contestualmente, continua a seguire i riti più inaccessibili alla comprensione popolare…
    Personalmente credo, a questo punto, che possa funzionare una strada soltanto. Quella di primarie senza alchimie e compensazioni garantite per alcuno! Candidarsi a sindaco vuol dire mettersi al servizio della città, con entusiasmo, disinteresse personale e idee utili per risolvere i problemi di oggi e per impostare lo sviluppo ed il benessere dei prossimi 15-20 anni. E con i cittadini che possano scegliere per davvero il loro candidato ideale. Chi ha l’umiltà, l’onestà intellettuale e il coraggio di seguire questa strada lo faccia, sino in fondo. E senza “puzze” sotto il naso! La gente apprezzerà e, forse, il Pd potrà finalmente trovare il cammino giusto per diventare un partito con una sua chiara identità politica e, soprattutto, con un’anima.

  20. giovanni Says:

    Scusate,non vorrei apparire provocatorio,ma dove sta scritto che per fare il sindaco della città bisogna passare dalle primarie.Oggi il PD in città è al 30%
    perciò anche lei Palmieri se ha i numeri può diventare sindaco

  21. giovanni Says:

    Dimeticavo,non si presenti direttamente come democristiano.In quel caso non avrebbe nessuna possibilità.Come amico di Bonanni ancora meno

  22. Sergio Palmieri Says:

    A Giovanni. Grazie dei….”consigli”! Ma non mi sembra giusto inquinare questo blog con discorsi di questo tipo.

  23. giovanni Says:

    @ Sergio Palmieri

    Gentile signor Palmieri,io sono un reduce del Pci,un comunista che mangia i bambini e ha intenzione di portare il suo cavallo a bere a piazza San Pietro.
    Perciò non mi piacciono i compitini dei politici al servizio della comunità.E soprattutto non mi piacciono i democristiani riciclati nel Pd che vogliono “magnarsi” tutto.Bologna è stata appunto inquinata dai democristiani che hanno diffuso il stema clientelare a partire dal 1995.E’ questa la ragione per cui la ciità è diventata molto sporca:soltanto un democristiano uso ai sistemi clientelari poteva portarsi una dada prima in Comune,poi in regione e poi sbolognarla al Cup per cambio fidanzata.Soltanto democristianamente pensando si può far la cresta sui rimborsi spesa pubblici e fare vacanze a sbafo.I democristiani devono vivere alla luce del sole con i propri abiti,in modo da essere riconoscibili e quindi evitabili.Devono andare in parlamento con i loro voti e non con quelli degli odiati comunisti.In conclusione,io sul blog ci scrivo per disinquinare l’ambiente e per individuare i travestiti

  24. Sergio Palmieri Says:

    Gentile signor Giovanni, prima di tutto chiedo scusa a Mauro Zani per questo uso improprio del suo blog.
    Con lei sarò schematico: 1) prima di attribuire appartenenze politiche ad altri si informi meglio perchè, io, democristiano non lo sono mai stato. Però le assicuro che ho conosciuto e conosco tante degnissime persone che vengono da quella storia politica; 2) riguardo poi all’associarmi indirettamente alle logiche perverse che hanno indotto le dimissioni dell’ultimo sindaco e portato al commissariamento del Comune di Bologna, ancora una volta, si informi meglio! Durante il mandato Cofferati ero presidente del Quartiere Porto. Chieda in giro per quali ragioni non mi sono ricandidato nel 2009!

  25. maurozani Says:

    @Sergio & Giovanni.
    Qui nessuno inquina, e se lo fa è comunque il benvenuto. Ci vuole un pochino d’inquinamento dopo tutti gli scambi dialettici politicamente corretti di questi ultimi anni. I miei compresi. Ben vengano i diffusori di germi di una sana pestilenza. Servono a generare anticorpi
    per il futuro.

    Resta che Palmieri a quanto ne so e a quanto ho potuto constatare in passato non si è mai travestito. Per questo non ha avuto troppa fortuna nel PD dove appunto il travestitismo s’associa così spesso al conformismo.

    Quanto ai democristiani residui restan sempre tali.
    Alcuni tra loro(non molti per la verità) a me , personalmente, non dispiacevano. In passato, quando c’era la politica… Un’altra storia.

  26. giovanni Says:

    @Sergio Palmieri

    Mi piace vedere soltanto il rosso,il nero e il bianco.Per me lei è Bianco,un Biancofiore,un Democristiano.
    Questo è il mio punto di vista.Ovviamente lei ha pienamente diritto a considerarsi altro.
    Invero,secondo l’Illuminato,”una nuova immagine che vediamo la costruiamo subito con l’aiuto di tutte le vecchie esperienze da noi fatte…..nell’ambito delle percezioni sensibili”

  27. giovanni Says:

    @Sergio Palmieroi

    Dimenticavo,nulla di personale,soltanto destrutturalismo politico,cioè la regola enunciata sopra da Mauro.Insomma,parte dell’insieme del Blog

  28. Sergio Palmieri Says:

    Mauro & Giovanni

    A Mauro Zani, grazie!
    A Giovanni ugualmente grazie. Però i suoi problemi “cromatici”…restano suoi. Io, da riformista convinto, amo vedere anche le sfumature!

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