Galeotto fu il sondaggio.

Un’agenzia della Dire, sulla scorta di un sondaggio di Fausto Anderlini afferma che: “La tua Bologna lista dell’ex sindaco Giorgio Guazzaloca se si fosse presentata in questi giorni non avrebbe sorpassato l’1’6%. Stesso risultato per l’ipotetica lista civica di sinistra vagheggiata per un certo periodo in ambito Sel e da Mauro Zani.”

Eccomi sputtanato ad obiettiva opera di un valoroso sondaggista.

Gioco facile tuttavia.

Resto in attesa, infatti, di sapere quale esatta domanda è stata rivolta agli interpellati dal sondaggio.

Un conto è chiedere il gradimento su una lista civica di sinistra senza chiarire di che si tratta. In quel caso l’elettore capirà che è l’ennesimo tentativo di disturbo avente per protagonisti i soliti noti.
Un pugno d’ estremisti magari vogliosi di posti.

Altro conto è chiedere se si condivide la necessità di produrre una svolta civica con la convinta partecipazione del PD,(il listone) poiché tale , inequivocabilmente reiterato, era e resta anche ora il senso della mia proposta.

In questo secondo caso forse il risultato del sondaggio sarebbe stato molto, ma molto diverso.

Per il resto il sondaggio scopre ciò che per me è acqua calda.

1) Non per caso avevo sconsigliato amici e compagni dal proporre una lista civica spiegando che non c’era molta trippa per gatti nel momento in cui il PD faceva prevaler la pur legittima ragion di partito rispetto all’idea di far riconoscere un’intera comunità entro un nuovo processo politico.
Tra l’altro non era in ballo solo la concorrenza agguerrita dei grillini,(che io davo stabili rispetto alle regionali) ma già era chiara in campo quella ch’ebbi a definire come una “nuova variabile”, cioè la CRESCITA di Sel, a fronte dell’attuale stato del PD.
D’accordo non è che mi abbiano creduto molto, ma la mia analisi non differisce di un ette dai risultati del sondaggio in questione.
Consideravo ovvia questa crescita anche perché io stesso , pur non avendo grandi estimatori nella Sel di Bologna, voterei , allo stato degli atti e dei fatti proprio per questo partito.

Un bene rifugio.

Nel caso, naturalmente vi fossero elezioni anticipate. Che tuttavia potrebbero non esserci, dato che si lavora alacremente ad un governo di transizione.
Un governo che aspira transitare fino al termine della legislatura.
E magari  riproporsi con opportune varianti anche dopo.
Ma di ciò si parlerà un’altra volta.
Si parlerà cioè di come si fa a preparare un’altra sconfitta.

2) Quanto a Segrè, basta leggere il mio post dove mi levo il cappello di fronte a Donini perché presumo (presumevo) lo abbia convinto a partecipare alle primarie.
Nel qual caso era del tutto prevedibile un pieno successo elettorale alle secondarie.

Discorso di metodo il mio.

Non conosco Segrè, se non per un’amicizia feisbucchiana, di per sé non particolarmente utile a cogliere, al di là delle indubbie potenzialità elettorali, effettivi pregi, virtù e attitudini di governo.

Ma anche in questo caso il sondaggio di Anderlini mi dà ragione.

Ciò depone (immodestamente chiedo scusa )a favore del mio acume e della sua professionalità.

Son contento.

Lo sarei di più se si fosse evitata la piccola perfidia di cui ho parlato all’inizio.

Comunque così va il mondo.

Prima si cerca di ridicolizzare la tua proposta su un blog. Il tuo.

In seguito si replica con l’autorevole autorità di un sondaggio.

Scorretto?

Lascio a voi giudicare.

PS. Apprendo adesso , sempre dalla Dire, che Segrè rinuncia a partecipare alle primarie del PD. Situazione chiusa o riaperta?

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79 Risposte to “Galeotto fu il sondaggio.”

  1. Rudi Says:

    caro Zani,
    ricordi che ti avevi chiesto perché facevi “chapeau” a Donini?
    Ero convinto che Segrè si sarebbe ritirato, non avendo ottenuto – né poteva pretenderlo – quelle garanzie di vittoria che gli avevano fatto cambiare idea, dopo che si era sfilato con il Cev. in corsa.
    Su di lui resterà l’epitaffio di quella locandina del Corriere: “Mi candido se il Pd me lo chiede”. E questa sarebbe un “civico”?

    A me il Pd bolognese pare immerso in una confusione senza via d’uscita.
    Donini fa il vigile, smista il traffico, non si assume responsabilità.
    Campagnoli lancia siluri a Segrè, impossibili da equivocare.
    Merola e De Maria (la Lenzi finirà per ritirarsi) sono candidature di difficile gestione – a questo punto nemmeno Bersani, senza elezioni anticipate, può far recedere o l’uno o l’altro.
    Sui nomi di Merola e Di Maria, la famosa “base del partito”, pensionati esclusi, non potrà essere mobilitata più di tanto.

    Dunque, lo spazio politico per una lista civica mi sembra tutt’altro che residuale.
    Aggiungo che certi sondaggi sono così poco scientifici, che perderci tempo è insensato.
    Certo, l’Effetto Vendola lo può misurare chiunque, a sei mesi fa non è scattato da nessuna parte, a nord del Tevere. E senza elezioni anticipate, dubito scatterà in elezioni comunali. Quelle in cui le persone fisiche, i candidati, hanno maggiore rilevanza.

    Semmai, non mi stupisce lo spazio politico che sta occupando Amelia Frascaroli (che non è di Sel, che anzi pareva sperare nella discesa in campo di Segrè): la Frascaroli è un altro sintomo del caos che avvolge il Pd, ma non sarei così sicuro che i suoi sostenitori finiranno per travasarsi automaticamente su Merola o De Maria.
    Persino i voti personali di Cevenini non stanno tutti nella cassaforte Pd…

    Siccome sono arrivato alla conclusione che la lista civica vada fatta, anzi che occorra bruciare i tempi per non comprometterne l’esito, ti chiedo: cos’è cambiato, dall’uscita di scena di Cevenini in poi, per convincere una persona di sinistra sfinita da 12 anni di errori e scandali a ridare fiducia agli stessi?

    ciao, Rudi

  2. maurozani Says:

    @Rudi.
    Nulla.
    Nulla è cambiato.
    Non per ciò, lo spazio è aumentato.
    Su Donini/Segrè penso bisognerà tornarci sopra.
    A consuntivo.

  3. maddalena piccolo Says:

    Che speranze può avere una lista civica di cui ancora nessuno conosce le proposte per la città, chi concretamente dovrebbe candidarsi a sindaco, le forze di cui dispone e a chi si rivolge (che vuol dire parlare genericamente di una lista civica di sinistra?). Non ci si può accontentare di individuare alcuni dei mali che affliggono la città, ma è necessario chiarire le azioni amministrative che si vuol porre in essere per sconfiggerli.

    Quanto a Segrè e alla apparente confusione che regna nel Pd, sono d’accordo che si dovrà tornerci sopra, e spero non per strapparci i capelli per la soluzione che proporanno.

  4. beppe bianchi Says:

    Davvero interessante il lavoro di Anderlini. La performance di SeL è addirittura strepitosa. Forse anche troppo. Dice Anderlini (fonte: Dire)
    “Su tutti spicca Sinistra e libertà, che esplode, quadruplicando i suoi voti dal 3,4% al 12,4%. Un dato che sembra rivelare un vero e proprio “effetto Vendola” in città, in grado di drenare voti da Pd e Idv nonché dall’astensione di sinistra”.
    Auguro a SeL i migliori successi, ma trovo il dato più sorprendente che dirompente. Ok il bene rifugio e va bene anche l’effetto Vendola (che a mio parere si vedrà nelle primarie a Milano, ovvero in una grande area metropolitana), ma il dato mi sembra troppo generoso. Non solo per la condotta gregaria che ha contraddistinto SeL finora in città, ma anche perchè non mi convince lo spostamento di voti (quello più vistoso si verificherebbe da un altro “bene rifugio”, l’IDV: mah…). Secondo me se si facesse un sondaggio più calibrato la lista civica sarebbe più apprezzata.
    Se poi quelli di SeL fossero furbi e seguissero l’ispirazione vendoliana, facendosi loro stessi movimento, e dunque pienamente “civici” (sostenendo un candidato diverso da quelli della nomenclatura PD), probabilmente diverrebbero riferimento per molti elettori, anche quelli non propriamente in cerca di rifugio

  5. umberto.mazzone Says:

    Ho la sensazione che per avere dei sondaggi, un poco, più indicativi sia necessario che alcune bocce si fermino.
    Se si va ad elezioni politiche anticipate, con accorpamento a Bologna delle amministrative, è probabile che la sfida nazionale aiuti il PD bolognese, ponendo più sullo sfondo le difficoltà locali. Così come credo che l’effetto trainante nazionale potrebbe ridurre i numeri dell’ astensionismo (che a Bologna premia sicuramente la destra).
    E’ sempre possibile poi il voto disgiunto, però mi pare più ristretta ad alcuni gruppi particolarmente motivati la possibilità che si voti, tanto per dire, SEL o grillini alle amministrative per poi dare il voto al PD alle politiche. Però votare grillini alle nazionali può essere indigesto a molti che, per i più diversi motivi, potrebbero fare quella scelta per il comune. Mi azzarderei a immaginare che l’ocasione nazionale farebbe calare localmente la scelta per SEL o grillini. Ma se non ci sono le elezioni politiche anticipate ecco che si ritorna da capo e il quadro ricambia.
    Ci sono ancora troppe variabili fondamentali.

  6. marco capponi Says:

    @Rudi, Mauro
    Detto che la signora Silvana é molto più sompatica di Anderlini e si muove con garnde naturalezza neii suoi panni, mi permetto di dire sula lista civica che “nulla cambiato” se non si cambia ottica e prospettiva. A questo scopo allego una parte blog, a proposito di ricerca e trasferimento tecnologico:

    …Se Bologna può recuparare un ruolo startegico dovrebbe partire anche (ma non solo) da qui.
    Ma certo questo é un tnma puttsto complcato che mnon scalda subito i cuori e non fa sognare. Uuna lista “civica” vera cha vada dalla sinistra al centro più serio, atta di gente esperta competente e disinteressata (un po’ di antipopolare meritrocazia) avrebbe secondo me uno spazio politico oggetivo e gorse, se ben condtta, l’operazione potrebe avere perfino un certo consnso. Bisognerebbe è però alzare il tiro e non accontetarsidi testimoiare la propria presenza, magari mettendo enche in discussione qualche ganitico tabù.
    La situazione candidati permane incasinata e lntanissima da questa ottica. Non andrò a votare alla primarie ma, costrettro a farlo, voterei solo chi conosco personalmente da tempo (dop’o Del Bono mi sembra il minimo)
    Ancora plus de soupplesse..

  7. Vanni Pancaldi Says:

    Il dibattito diventa surreale.

    Gli elementi kafkiani ci sono tutti .

    Una lista in preparazione, i punti programmatici non ancora inchiostrati su fogli bianchi (come d’altronde accade per tutte le altre formazioni politiche) e già qualcuno nel vuoto ancora da riempire suona fragorose campana a morto pubblicando sondaggi al 1,6%.

    Altri chiedono alla sorgente lista in attivazione, il candidato ed il programma.

    Il partito del 50% con le decine di migliaia di adepti, le menti “pensanti” al lavoro al riparo di presidenze incarichi e lavori garantiti ed i volenterosi salsicciari sempre all’opra chini usi obbedir tacendo (bhe…forse mugugnando è ammesso) annaspa.
    Si contorce fra nomi e cognomi, ritiri, annunci, psicodrammi, messianiche attese e tutti i trucchi scenici che il grande spettacolo della “miglior” politica demariana e dondiniana locale , corroborata dalla miglior stampa “repubblicana”, riesce ad inventarsi.

    Una piccola pattuglia nel dopolavoro serale armata sol di orgoglio civico sta rapidamente vestendosi per uscire in campo aperto contro le corazzate che stanno avvilendo, e persino sgretolando, la città ….e il circondario ….
    Sperando di suscitare un moto di risveglio e di passione che ci allontani dalla grigia scorribanda su quello che fu il sogno e la pratica di una città di caratura mondiale.

    A questo drappello si chiede già di apparire col vessillo spiegato, il grande condottiero in testa , le truppe lucide schierate in fitta schiera e trabucchi e baliste pronte e caricate.

    Se questo è il campo di battaglia,….MI ATTIVA e MI STIMOLA.

    Poi chi vuol essere rassegnato, vendoliano o grillino ne ha tutte le facoltà e le giustificazioni. Bologna saprà attendere una rinascita civica?

  8. roberto Says:

    Mica solo sondaggi, poffarbacco!
    Nelle pagine centrali del Venerdì di Repubblica di oggi c’è aggraffato un pieghevole dove il segretario in maniche di camicia è accucciato su un conto corrente.
    Tirchierie a parte, io so che i partiti (tutti) stanno godendo di un doppio rimborso elettorale: quello relativo alla legislatura in corso, si sovrappone a quello della legislatura precedente, figurativamente ancora in corso (dura 5 anni secondo costituzione!). Se ci saranno nuove elezioni i rimborsi potrebbero triplicarsi.

    Benchè privo della professionalità di Anderlini e dell’acume di Zani, scommetterei che i versamenti saranno pressoché inesistenti.
    Il PD e il suo segretario – dichiaratamente in difetto di pazienza – avrebbero a mio avviso fatto meglio a non allinearsi all’Eco di S. Antonio, al calendario di Frate Indovino e al bollettino del Preziosissimo Sangue, dove il C/C non manca mai.
    Ma questi mica hanno finanziamenti pubblici (credo, ma qui non scommetto).

    Finita la pazienza, non potremmo cominciare a chiedere un po’ di oculatezza nelle sedi romane, (Loft con vista sul Circo Massimo, Nazzareno e chissà dove prossimamente).
    E dire che avevano avuto gratis il Bottegone, e gli sperperatori son sempre lì. Ma il discorso è lungo direbbe Zani, e ci tocca anche da vicino.

  9. maurozani Says:

    @Beppe.
    Sì può esser sovrastimata Sel. ma dipende anche dal momento in ncui si effettua il sondaggio. Col PD in confusione , tutto sommato ci sta. resta una tendenza nazionale che a mio parere non sarà smentita.
    Certo con Sel si farebbe una lista suscettibile di dare un contributo serio a quella svolta civica che secondo me appare sempre più necessaria.

  10. maurozani Says:

    @Marco.
    Souplesse? tranquillo siam fermi.

  11. maurozani Says:

    @Vanni. impagabile!

  12. giovanni Says:

    Fausto Anderlini conosce Bologna come le sue tasche, perciò non c’è da meravigliarsi se i sondaggi li confeziona a menadito con il margine d’errore del 3%.
    Certamente al Faustone non gli mancherebbe il mio voto e quello della Silvana il giorno in cui decidesse di scendere in lizza per difendere le sorti della città.
    Amenità a parte, c’è del vero nel sondaggio di Fausto: il PD è più o meno al 30% (il 37 indicato dall’agenzia probabilmente sarà il frutto di un refuso) il PDL al 20% ed i partiti dei rifugiati (Di Pietro, Grillo SEL UDC ecc…) al 20%.
    Quest’ultimo aggregato contiene anche i voti delle solite “compagnie di giro”. Il 30%, invece, aspetta ancora un’offerta politica, che non c’è.
    È questo il dato macro non svelato dal sondaggio di Anderlini il quale trascura anche di evidenziare che più il tempo passa più il PD si indebolisce.
    Il ritiro di Sassoli, di Cevenini e Segrè è stato dettato dalla paura; dalla paura vuoi i non riuscire a diventar sindaco, vuoi dalla paura di non riuscire a fare il sindaco.
    Largo, dunque, ai forti, a coloro che credono in se stessi.
    Ai blocchi di partenza sono ormai in due: la “Nonnetta della Caritas” e l’ex assessore ai lavori pubblici di Cofferati.
    Sia che vinca la prima sia che vinca il secondo, non fa alcuna differenza per Bologna. Si tornerebbe, infatti, alla giunta Del Bono, più o meno gli stessi uomini, più o meno lo stesso programma, più o meno gli stessi problemi, reali o immaginari.
    In conclusione nulla di nuovo. Eliminato quel mal nato del professorino mantovano tutto tornerebbe perfettamente al suo posto ed ognuno riprenderebbe il suo posto.
    Vi sta bene?
    No?
    E allora cosa volete fare per far si che questa “narrazione” non diventi realtà?
    Non parlate più di lista civica, perché di falsi in giro ne hanno messi a bizzeffe e nessuno più sarebbe in grado di distinguere quella autentica. Il termine è fottuto. Non è più spendibile. Volgarizzato, come l’aspirina.
    Che fare?
    Mauro, lascia stare il listone, è un fatto impossibile, lo è sempre stato, somiglia maledettamente al noto paradigma hodie carthago dari.
    Rudi, Vanni, Raffaella, Marco, Roberto e tutti voi, ci vorrebbero 50 cittadini immersi nella città, con una dote minima di 100 voti a testa. Il resto seguirebbe.
    In questo frangente lo scetticismo cosmico di Mauro non porta bene, perché impedisce di fare i primi passi di un viaggio che potrebbe riservare molte sorprese. Checché ne pensi Anderlini Bologna è cambiata. Sarà anche vero che è una città poco ben disposta verso le novità. Ma la domanda che io pongo in proposito è questa: tu, Mauro, sei sicuro che Bologna sia ancora al 60% la città che hai conosciuto?

  13. marco capponi Says:

    @ a tutti,
    mi tngo basso basso (la gara con Vanni stasera é dura).
    Il disgusto é tale in ambienti vari, anche da noi lontani, che mi verrebbe di immaginare credibile un listone di civici competenti con alla testa un poilitico robusto, piuttosto che una lista di mediocri politici con alla testa un( poresunto) civico competente, come stoltamente si cerca di fare.
    Però capisco che per fare questo bisogna mettere nel conto di uccudere la mamma.

  14. maurozani Says:

    @Giovanni.
    La domanda che mi fai non arriva alla tua altezza.
    Certo che no.
    Cosa credi?
    Io son uno che gira.
    Incontra gente.
    Comune.
    Faccio la spesa (e anche un ottimo ragù), litigo aspramente con gli altri automobilisti, frequento negozi di ferramenta e negozi per gatti, faccio sui e giù da Bologna ad un’impervia località dell’appennino tre volte a settimana.(me lo posso permettere).
    Insomma se non mi facesse schifo l’espressione paracula e infingarda direi che “sto in mezzo alla gente”, praticamente sempre. Immigrati compresi.
    E, tutto ciò non da ora.
    Credo d’aver notato il cambiamento.
    E allora?

  15. marco capponi Says:

    @Vanni,
    scopro solo adesso che sei un fisico e che sei di quelli ai quali la mia generazione ha impedito di realizzare le loro aspiraziioni nella ricerca pubblica. Ho visto diverse generazioni di giovani, amche più bravi di noi, transitare nei nistri studu e laboratori per disperdersi altrove. Uno dei giovani più brianti del mio ex grupo, responsabile del calcolo di un dei più grsndi esperimenti di LHC, é andato avanti con borse di studio per 8 anni. Forse anche per questo credo di essere stato uno dei pochissimi tra i miei colleghi ad andare in pensione appena ho potuto,a meno di 60 anni (ma a causa dei tagli ciò non ha liberato nessun posto come avrei sperato).
    Detto ciò, sperando di non essere stato troppo patetic nel liberarmi a buon prezo lal coscienza(potrai pensare), voglio sottolineare il fatto che la discussione che si potrebbe fare intorno al tema dei poli teconlogici é un esempo di cosa intendo per “ciivici competenti” che mettono in gioco le loro esperienze e conoscenze in ogni campo, e qui ce ne sono, dentro un ancoraggio politico sorretto anche da un “politico robusto”. Ma questo solo se la politica fosse una cosa seria.

  16. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Dimenticavo. Lista civica. In effetti c’è da riflettere. Dopo il ripetuto abuso del termine…
    Quanto al listone.
    Come te lo devo dire?
    Si trattava di un esercizio intellettuale volto a stimolar, IN PARTENZA le meningi indebolite del PD e solo in parte una proposta politica. C’eran poche possibilità ma era giusto tentare…

  17. giovanni Says:

    @Mauro
    Penso di essere stato tra i primi a “comprendere” il senso politico della tua proposta al Pd.
    Ma la bestia non vuol bere perché é cambiata in peggio e non fa mostra di ravvedimento.Anzi persevera ,si suicida lentamente,giorno per giorno .Muore l’Ente perché possano sopravvivere gli esseri che lo abitano che lo spolpano, fino in fondo.Bisogna accettare questa realtà.
    Perciò la proposta va rivolta direttamente ai cittadini,perché noi vogliamo salvare la città,non un partito destinato a morire o a mutare drasticante.
    La domanda retorica ,bassa, che ti ho rivolto era diretta a sollecitare un impegno nello stato contingente So bene che tu sei uso a manovrare li eserciti e non i drappelli,ma qui si prevede il corpo a corpo

  18. Rudi Says:

    Il professor Segrè ha cambiato linea 4 volte in 10 giorni: l’ultima è che i candidati sono troppi, dunque lui torna alla finestra e deciderà di entrare nel gioco delle primarie solo se il numero si ridurrà.

    Non voglio fare ironie, troppo facile.
    Ma un giornalista, almeno uno, perché non chiede al professore qual è il numero giusto.

    Ho l’impressione che in tanti, nel Pd, stiano maturando benemerenze per farsi candidare (anzi eleggere) altrove. Gente insospettabile tifa per l’election day.

  19. Giovanni Says:

    @giovanni: Ai blocchi di partenza sono ormai in due: la “Nonnetta della Caritas” e l’ex assessore ai lavori pubblici di Cofferati.
    Sia che vinca la prima sia che vinca il secondo, non fa alcuna differenza per Bologna.
    Caro omonimo, a volte non capire nulla di politica è pure una fortuna. la nonnetta conosce più mondo di quanto mai tu possa pensare. Si sentono in questa bologna “di sinistra” solo aggettivi sprezzanti: nonnetta, cattolica rossa. Insomma una poveretta.. Se fai uno sforzo però, magari, ci riesci pure tu a comprendere che il tuo tono liquidatorio, vagamente machista e sicuramente impregnato di immaginario berlusconiano, quello delle donnestrafigheinpolitica risulta un po’ indigesto. In ogni caso non è questo il punto. Il punto è – necessariamente – un altro: mentre tu stai a elucubrare le tue teorie (assai raffazzonate) lei è in lotta. Quella vera, non sui blog. Do you understand?

  20. giovanni Says:

    @Rudi

    Le elezioni politiche non ci saranno.IUl banana farà un passo indietro in cambio di una legge incostituzionale che lo scudi almeno per un’altro annetto.Poi tornerà all’attacco Il Banana e il Caimano sono la stessa cosa
    Pertanto, Campagnoli,Segre e tutti gli aspiranti senatori/deputati dovranno attendere pazientemente qualcosa che potrebbe non esserci

  21. maurozani Says:

    @Giovanni I.
    Già la bestia è ostinata.
    Ne prendo atto.
    Resto scettico sulla voglia d’ingaggiar battaglia.
    Forse dipende dall’esperienza.
    D’altro canto quando l’esperienza è lunga la propensione all’audacia s’attenua.
    Si è reduci da tradimenti , imboscate, voltafaccia e sofisticate trappole.

    Napoleone diceva che dopo vent’anni di guerra non si può più esser buoni comandanti.
    Infatti lo si vide a Waterloo.
    Comunque c’è tempo.

  22. maurozani Says:

    @Rudi , come sai davo abbastanza per scontato l’election day.
    Adesso un pochino meno.
    La situazione sta precipitando con almeno un mese d’anticipo.
    D’altro canto il PD dovrà pur, cavallerescamente, dar tempo a Fini per riorganizzare il centro destra!!!

  23. giovanni Says:

    Si, è vero la “nonnetta”è potentemente supportata dalle parrocchie :in piazza ha raccolto soltanto qualche decina di firme.
    Alle primarie per il segretario regionale ho visto uscire frotte di parrocchiani dalla messa delle 12 e 17 diretti alle sezioni del Pd Io c’ero e mi sono divertito a vedere anche come votavano.Tutti per la lista Franceschini,ancorché il leader delle parrocchiane, Zampa appoggiasse”ufficialmente Bersani-Bonaccini.
    Adesso dovrebbe essere chiaro anche a te omonimo perché è più che azzeccatoil vezzeggiativo “nonnetta”:la conosci la storia di cappuccetto rosso ,del lupo travestito

  24. Giovanni Says:

    Caro omonimo giovanni1°, ti sei salvato in corner.. per dribblare la butti sulle favole. Va bene, allora crediamo pure alle favole delle parrocchie e parrocchiette. E magari anche a peppone e don camillo.. Buonanotte e sogni d’oro.

  25. giovanni Says:

    @Andrea

    Buona notte Andrea.Hai preso le gocce?

  26. Marco Capponi Says:

    Invito lla signora Silvana a no trarre neppure lei troppe conseguenze dal sondaggio di Anderlini. Ovvio che uno sconosciuto noto soltanto per una lodevole ini9ziativa di grande effetto mediatico prevalga su politici piuttosto conosciuti (politici e conosciuti, duew veri handicap).
    Quando il gioco si farà duro e comincranno a volare coplp bassi temoche sarà tutta un’altra musica (attenti, il nemico é dietro il cespuglio).
    Filippo Berselli dice che il centrodestar per vincere avrebbe bisogno della Madonna di San Luca e provoca la comprensibile incazzatura di Cazzola-
    Noi la Madonna di San Luca ce l’avevamo ma ha avuto un malore…
    l

  27. arlo Says:

    ciao mauro,
    mi rimane un dubbio. argomenti abbastanza frettolosamente sul fenomeno SEL/Vendola. Mi pare, tuttavia, che la mancanza di una valutazione sul fenomeno tout court (nazionale) sia oltremodo ‘biased’ da una valutazione sul bolognese. Ovvero, non sono troppo meritevoli di attenzione e Bologna (per le ragioni in molte occasioni espresse) e quindi rimane il PD il fulcro della mia attenzione. Benissimo. Mi rimane l’acquolina in bocca: cosa ne pensi di Vendola (a prescindere di cosa pensi dei SEL a Bologna)? Io non conosco Vendola e il fenomeno vendoliano al di là di quanto si legge sui giornali. Sarei curioso di sapere cosa ne pensi tu, soprattutto in quanto ex firmatario della fu terza mozione. Mi spiego: sinistra, organizzativamente fluido, identità. In breve, al netto delle valutazioni sull’utilità o meno di un voto a SEL ‘dato il contesto’, qual è il tuo giudizio sul soggetto?
    Come puoi immaginare, mi interessa il tuo giudizio in merito.

    • carlo amabile Says:

      Anche se la richiesta è a Mauro, la domanda è stimolante. Sel ? Uno stato d’animo prepolitico nei militanti condito con tanta vecchia politica – la più deleteria, quella per essere chiari fino in fondo, attenta solo agli strapuntini – nei gruppi dirigenti (soprattutto locali)

  28. Mario Bovina Says:

    La scommessa di Pascal è un noto assunto filosofico.
    Il ragionamento di Pascal (copio da Wikipedia) è che conviene credere a Dio perché:
    1.se Dio esiste, si ottiene la salvezza;
    2.se ci sbagliamo, si è vissuto un’esistenza lieta rispetto alla consapevolezza di finire in polvere.
    Ora, cari pittori, guardate che quadro cupo e angosciante che avete dipinto …
    A me (come a vo, del resto) mica piace, quindi che fare?
    Sperando di non finire a spalare carbone nelle fucine di Satanasso (questa volta rubo da Tex), direi che potremmo applicare l’argomento della scommessa anzichè a Dio, alla lista civica (con la lc minuscole per distinguerla dall’utopia zaniana).
    Insomma:
    1.se la Lista Civica andrà bene, avremo il nostro premio (in soddisfazioni, si intende);
    2.se ci sbagliamo, si saranno vissuti sei mesi lieti rispetto alla consapevolezza di trovarci senza scampo nel “merdone” (non mi viene un termine più elegante), mogi e abbacchiati.
    Devo dirvi in sincerità che a me dei Cevenini, dei Merola, dei De Maria, dei Venturi non me ne sbatte veramente più un cavolo, e, se continua così, tra un po’ non me ne sbatte più niente neanche del cinquantatore (temporeggiatore, per i non bolognesi, cunctator per gli antichi romani).
    Apprezzo la Frascaroli per il coraggio, ma la pronissima SEL non mi attira.
    La sferragliante e poetica lista civica, con tutte le magagne che certo avrà, sarà comunque un bel sollievo per me; e, spero, anche per molti altri.
    Ora serve una mano.
    Servono anche due mani.
    Servono molte mani.

  29. giovanni Says:

    @Andrea
    Sono andato a casa Amelia,quella dello spot.Non mi ha aperto .Ho
    chiesto alla vicina a che ora si prendeva il thé Mi ha risposto che non sapeva nulla.
    Finalmente mezz’ora fa è rientrato l’altro vicino.il quale appena mi ha visto ha detto:guardi che da un mese la signora si è trasferita.
    Sapresti dirmi per favore tu che sei davvero informato, dove posso trovare la casa da thè della nonnetta della caritas.Ho devo pedinare la Naldi?

  30. giovanni Says:

    HO senza mutolina.Nove ore d’attesa per un thè sono davvero tanti.Buona notte

  31. giovanni Says:

    Caspita tè si scrive senza mutolina.A casa Amelia TEA:sicuramente sarà buono come il pane.Dove c’è casa Amelia c’è pane,dove c’è pane c’è Amelia.Le cose buone di una volta:pane solo pane niente cioccolato.Oppure tea.Davvero demenziale

  32. roberto Says:

    Giovanni,
    dice l’esperta in comunicazione Simona Lembi che “il 20 novembre è atteso in città l’arrivo della capogruppo al Senato Anna Finocchiaro”.
    Atteso in citta.

  33. Andrea Says:

    @ Giovanni

    Grazie di avermi ricordato le gocce.
    Per il resto sono del tutto estraneo.
    Leggo qualche articolo tratto dalla rassegna stampa della Camera dei Deputati, seguo la politica internazionale su siti di controinformazione, leggo – sempre in rete – i titoli delle prime pagine di “Repubblica.Bologna” e dell’ex “Domani di Bologna”.
    Soprattutto leggo libri… in questo momento ho in mano gli scritti sulla massoneria di Evola.

  34. carlo amabile Says:

    Qualche piccola nota dal profondo della sinistra residuale, quella per intenderci che pensa ancora al sol dell’avvenire. Ci sono ormai pochi luoghi dove si possa ancora parlare di politica. Uno di questi il blog di Mauro. Sono felice ovviamente per lui – e anche per noi che ogni tanto ci prendiamo una bevanda fresca per calmare l’arsura e il bisogno di confronto e discussione – ma è anche il segno di quanto sia diventata “apolitica” la città. O meglio, lo è nei pariti e partitini chiusi nella loro autorenzerenzialità e distanti anni luce da una città che invece si muove e da anche segnali di vitalità e di curiosità. Il successo della raccolta delle firme per il referendum per l’acqua pubblica è stato (ed è ) un segnale forte. Ma ci sono tanti altri, piccoli e po’ meno piccoli, segnali che arrivano: le lotte degli studenti, dei precari, nelle fabbriche in crisi non si è rimasti a guardare. Poi hanno fatto irruzione sulla scena le mamme che manifestano con i bimbi in carrozzina contro il rincaro degli asili, i migranti che manifestano per i loro diritti, ecc. Il punto vero è che da tutti sale una richiesta forte di politica, ma la politica tace. O meglio, si occupa d’altro: di nomi, di strategie, di poltrone e strapuntini.
    E qui cominciano (o meglio, continuano) le note dolenti.
    La vicenda primarie chiarisce (credo in via definitiva) che non è possibile costruire alcun percorso unitario. Debbo dare atto a Rudi, Katia, Sergio e a tutti gli altri compagni che stanno lavorando per costruire una lista civica, di essere rimasti gli ultimi a lavorare in direzione di una possibile ricomposizione a sinistra (per buona pace della signora Silvana e dei suoi “amici” sondaggisti). Noi residuali – come spesso capita a chi mira al sol dell’avvenire – predichiamo bene, ma razzoliamo poi male. Tanti bei principi (e anche qualche buona e concreta proposta) ma la quasi totale incapacità di trasformarli in pratica. E questo lo dico subito per non sottrarmi alle mie (di partito) responsabilità. Ma il peso più grande di questa situazione è tutto di Sel. O meglio del gruppo dirigente che a Bologna, non solo è prono, ma fa della propria subalternità al Pd la sciabola da brandire contro il resto della sinistra (compresa una forte parte di propri iscritti). Il discorso di Sel è stato chiaro fin da subito: chi si mette fuori dalle primarie è fuori dalla coalizione. tant’è che fu lo stesso Pd a dire “ragazzi datevi una calmata, le cose non stanno proprio così. La coalizione non può coincidere con le primarie”. Nessuna possibilità di confronto, nessuna possibilità di costruire un percorso che potesse portare – visto l’amore (questione di sopravvivenza?) di Sel per le primarie, strumento che io non amo e che oltrettutto considero carico di profili anticostituzionali – comunque all’individuazione di un candidato sindaco condiviso da tutta la sinistra. Così non è stato. La Frascaroli, probabilmente inconsapevole (?) strumento per giochetti di tutt’altro segno, viene così vista con sospetto dal resto della sinistra. ma a chiarire la situazione arriva l’intervista dei giorni scorsi di Gennaro Migliore al carlino: “Sel è nata per unire parte della sinistra” (sic). Non è ben chiaro quale parte sia da unire e chi siano i reietti. O meglio non è esplicitato, ma il segnale è chiaro: ancora una volta sono i rancori personali a dettare la linea politica. Il che tradotto significa “muoia Sansone con tutti i filistei”. Venti giorni dopo Firenze le prospettive unitarie delineate da Vendola sono già carta straccia. I sondaggi danno alla testa, l’autoreferenzialità sale oltre i limiti di guardia. E’ tempo di chiudere la partita: Sel si arma e da sola va all’assalto del palazzo d’Inverno. Amen.
    Ecco perchè dico che, nonostante personalmente non sia molto convinto dell’esito finale, il tentativo di Rudi e compagni va seguito con attenzione. Può essere comunque una possibilità per costruire un possibile percorso unitario. Quantomeno individuando ques 4 o 5 punti sui quali siamo tutti d’accordo e cui poter lavorare. Credo che questo sia anche l’aiuto più forte che si possa dare alla coalizione di centro sinistra. Capitalizzando quello che si muove – eccome che si muove – nella società e dando gambe su cui camminare a quei punti che considero abbastanza avanzati contenuti nel programma di coalizione (p.e. l’applicazione di una progressività alle tariffe comunali, all’insegna del chi più ha, più paghi). Ma soprattutto la possibilità fare acquisire questi stessi punti al futuro candidato sindaco. Perchè è vero che il programma (o meglio l’involucro del programma) è stato definito unitariamente, ma non è mica scontato che i principi definiti dalla coalizione siano poi acquisiti dal futuro sindaco (e questa è un’altra stranezza figlia di sta roba assurda che sono le primarie). Ma questa è un’altra storia, o meglio un’altro capitolo che per simpatia nei vostri confronti, vi risparmio.

  35. marco da bologna Says:

    Credo che tutto sommato l’attuale dirigenza del P.D.bolognese si renda conto del momento e sia abbastanza sensibile a eventuali suggerimenti dall’esterno!Lo si è visto durante la vicenda travagliata della Candidatura Cevenini,credo lo si intraveda con Segrè.Marco da Bologna.

  36. giovanni Says:

    Dopo aver fatto sentire tutto il suo peso a Merola e De Maria,la caritatevole onorevole prodiana Donata Lenzi,si è ,alfine ,sottratta alla conta.
    Nel frattempo prosegue alacremente la preparazione del programma cofferatiano incentrato sui seguenti punti:
    No al metro,no a civis,no allo “scivolo”.Tre robusti no
    1)Taglio di !5 milioni di euro a Hera per aver pulito sommariamente la città
    2)Soppressione del Gabinetto del Sindaco e del relativo costo di 5 milioni.
    3)Chiusura del centro storico al traffico privato e pubblico,preti compresi.
    4)Chiusura del museo della musica e
    5)Soppressione dell’orchestra sinfonica comunale
    6)Chiusura del teatro Duse
    7)Soppressione promo Bologna
    Come si diceva,il programma è in divenire.Si accettano pertanto consigli e suggerimenti,secondo la buona pratica politica dell’Ascolto.

  37. giovanni Says:

    @Roberto
    potresti essere più preciso sulla Finocchiaro?Il 20 e qua che arriva, non vorrei perderla.Magari ci consentono di fare una piccola domandina oppure la facciamo comunque spacciandoci per giornalisti.A buon diritto.Sai ho scritto per l’unità,quando si vendevano 300 mila copie.Un piccolo lavoro, persino retributo .Poi ho rinunciato al compenso liberandomi dell’incombente.Vedevo una grande voragine che si apriva.Le redazioni pollulavano di nullafacenti.Un casino di stipendi da pagare,oltre carta e inchiostro
    Terribile

  38. giovanni Says:

    Tra oggi e domani De Maria dovrebbe presentare il certificato medico. Con comodo seguirà l’ex Diacono di Cofferati, cosicché la Nonnetta di Cappuccetto Rosso e l’ex assessore all’urbanistica di Cofferati potranno disputarsi più serenamente le primarie.
    Sopra i quindicimila partecipanti vince Merola, sotto il fatale quorum, i parrocchiani e le parrocchiette avranno delle chances.
    Rebus sic stantibus, Merola sarà sindaco, a meno che Romano Prodi non revochi la fatwa sulla necessità delle primarie. Perché dovrebbe farlo?
    Ma il lupacchiotto di Cofferati potrebbe prendere una sonora bastonata allo spareggio se scendesse in lizza un vero politico bolognese, supportato da una buona lista e da un decoroso programma in grado di tirar fuori la città dalla palude Stigia.
    Qui a Bologna, a marzo, vince chi sprofonda di meno. Questo ormai è chiaro a tutti.

  39. maurozani Says:

    @Arlo.

    In un post più o meno recente, per la prima volta ho scritto che se l’andazzo del PD proseguiva sempre uguale a sè stesso, persone come me, avrebbero con ogni probabilità cominciato a guardare verso il partito/non partito di Vendola.
    Più recentemente ho chiarito che “se si votasse in primavera” voterei Sel considerandola un “bene rifugio”.
    Questa non è una scelta partitica. Solo una scelta politica. Legata alla contingenza.
    In quella prima occasione aggiungevo : “anche se Vendola non mi finisce del tutto.
    Adesso, qualche tempo è già trascorso, e Vendola continua a non “finirmi”.
    Nonostante i sondaggi , peraltro molto meno positivi a livello nazionale.

    Comunque non mi è chiaro dove vuole andare a parare, oltre entrare a piedi pari nel malessere interno al PD. Gioco che continua a riuscirgli abbastanza bene. Vedi Milano.

    L’uomo è senza dubbio abile assai. Come dice Scalfari ha carisma, a differenza di Bersani. (Parole di Scalfari). L’uomo ha consolidato molti rapporti e relazioni trasversali , è molto attento ai poteri reali, tutto ciò lo ha tratto d’impaccio anche nelle vicende non proprio commendevoli che hanno coinvolto in pieno il suo governo della regione. Nessun altro credo se la sarebbe cavata a costo zero. Insomma la brutta vicenda della sanità è finita rapidamente sotto la spessa coltre della sua “narrazione”. Gli elettori a lui fan sconti. Merito suo.
    D’Alema perfido come sempre ha detto di lui che è lo specchio del berlusconismo. Giudizio interessato e strumentale, certo , tuttavia ciò che non mi convince in Vendola si situa proprio in prossimità di questo terreno. Al momento, per venire al punto che hai sollevato, non mi pare che Vendola stia costruendo quella sinistra democratica e socialista per cui abbiam combattuto la nostra battaglia agli albori del PD. Quanto piuttosto sta usando Sel e la sua popolarità a sinistra per operare sul e nel PD ai fini(mi pare) di costruire una propria leadership indipendente.
    niente di male. Anzi. Sol che non mi sento particolarmente coinvolto da un tale traguardo.

  40. Marco Capponi Says:

    @Giovasnni, garlo,
    forse la ricetta glie la scrive Bersani in persona, per timore dell’epidemia milanese. Per il resto sono d’accordo se, come già detto, il poltico é robusto e la buonalista é fatta (anche) di civici competenti.

  41. maurozani Says:

    @Mario.
    D’accordo, l’utopia è rimasta tale. Per il momento. Resto tuttavia convinto che Bologna o non Bologna, per il futuro tutte le elezioni locali dovranno misurarsi con una richiesta “civica”. Non argomento oltre . In parte l’ho già fatto. Anche diffusamente.

    Sulla lista che stai preparando , insieme ad altri, ho già espresso la mia valutazione. Pascal o non Pascal il contesto bolognese è quel che è.
    La generosità e l’ardimento e la poesia non bastano.

    Dubito che questo mio sia pessimismo. E’ solo realismo. E disincanto.
    Avrei piuttosto pensato ad un’altra idea come sai. Quella di costruire nel tempo una presenza solida e diffusa a Bologna , tramite denunce, proposte, e anche azioni politiche “dal basso”. Insomma cominciare ad aprire un sentiero in una giungla politica che piace davvero a pochi. Una via che potrebbe allargarsi e dalla quale potrebbero passare quelli che verranno….e che magari si presenteranno alle elezioni.
    Magari se ne riparlerà.

    PS. Quanto alle molte mani che servono.La mia, a meno di eventi imprevisti, metterà, come ho già detto una scheda nell’urna.
    Per il resto vediamo intanto il cammello.

  42. giovanni Says:

    @Carlo

    Anche De Maria, come il soldato Cev, deve presentare il certificato medico(o di Bersani,come dice Marco)per ritirarsi dalle primarie

  43. carlo amabile Says:

    Per una volta voglio divertirmi anchio a delineare un possibile scenario futuro. Elezioni anticipate, dopo il voto Fioroni e i suoi escono dal PD (dopo il voto, altrimenti chi li eleggerebbe mai?). Conseguente ritono a pieno titolo nell’alveo della socialdemocrazia europea di Bersani e C. A quel punto SEL può confluire a pieno titolo nel PD e diventarne la costola di sinistra.
    Traduzione in chiave bolognese: vista la pochezza dell’attuale gruppo dirigente del Pd bolognese, un pensierino ad una possibile leadership qualche cavallino (ex di razza) un po bolso, ma ancora sufficentemente arzillo, può anche farlo.
    Per questo non sono così sicuro dell’imposizione medica a De Maria. Anzi. Ho più l’impressione che sia un tentativo di mettere un piccolo argine a manovre e manovrine che potrebbero creare un’altro grosso problema, dopo Milano, a Bersani. E che De Maria sia uno degli uomini di punta del segretario è innegabile. Sono quasi certo che alla fine sarà proprio lui il candidato unico….
    Fantapolitica? Forse. Ma ogni tanto anchio provoa cimentarmi nell’interpretazione dei segni….

  44. antonio Says:

    Segrè si è ritirato. L’uomo non è un cuor di leone, ma la politica lo intriga. E anche in questo caso non ha fatto poi una brutta figura. In usicita, per ripagare agli sgambetti del pd ha dato il suo appoggio ad Amelia Frascaroli. Secondo me il pd Bolognese comincia a temere l’effetto milano…secondo me si ricompattano intorno ad un unico candidato che potrebbe essere DE Maria. O Campagnoli? Merola non credo proprio…

  45. roberto Says:

    La rinuncia di Segrè potrebbe essere la prova che la politica sostenuta dal PD bolognese allontana piuttosto che includere.
    Quanti gruppi e movimenti più o meno mattinieri sono stati marginalizzati negli anni, a quante persone è stata sbattuta la porta in faccia.
    E ora con De Maria, Merola, Campagnoli non ci resta che piangere.
    Se il centrodestra mettesse in campo, per dire, Cazzola, la vedo dura un’altra volta.
    @Giovanni
    Sono incuriosito dai 5M€ del gabinetto del Sindaco: qual’è l’origine del dato? è apparentemente equivalente a 60-70 persone discretamente pagate.
    Sulla presenza della Finocchiaro il 20 novembre annuncio non ha avuto seguito, nonostante l’attesa della città. La tua proposta è comunque accolta (sempre che la Simona Lembi non annunci contrordine compagni).

  46. Gianni Says:

    Da non Bolognese, non conoscendo bene lo scenario, così a spanne: la Frascaroli non può essere il Pisapia della situazione a cui agganciarsi anche per esprimere quel civismo che viene prospettato in parte del blog.
    Come vedete vado con i piedi di piombo, spero di non essere coperto di insulti e mi piacerebbe capire meglio chi è la Frascaroli e che né pensate dell’appoggio che Vendola gli dà. Che cosa hanno in comune?
    Essendo d’accordo con Zani nel giudizio su Vendola tranne che alla fine: e se invece di pensare solo alla sua leadership personale, volesse costruire un partito di sinistra in italia sfarinando il PD, dividendolo, tanto se nasce il centro una parte di cattolici se nè và comunque???
    Scusate ancora l’intromissione.
    Saluti di sinistra.

  47. giovanni Says:

    @Roberto

    I dipendenti del Gabinetto del sindaco di Bologna sono circa 80 Il costo risulta ben evidenziato nel bilancio.

  48. roberto Says:

    @ Giovanni
    Nell’attesa della Finocchiaro, è però certa la presenza di D’alema giovedì 18 a S. Giovanni in Persiceto per la presentazione del libro “Quando il popolo mise su casa” (ore 18).
    Il modo di dire “vale più avere la faccia tosta che una tenuta” è confermato.
    Da ragazzo ho fatto per due anni il manovale caricando secchi e mattoni per costruire la Casa del Popolo della cittadina romagnola dove abitavo (avendo però in cambio l’ingresso gratis alla balera – come le donne, ma la coca cola andava pagata). La stessa che è stata (s)venduta assieme a tante altre, nel periodo della segreteria dalemiana/veltroniana.
    Roba che la casa di Montecarlo è una puzzetta, mettendo anche in conto la minaccia di Lisistrata.
    Tanto per innaffiare la piantina

  49. giovanni Says:

    @Gianni

    Sono fazioso e anticlericale e perciò il mio giudizio sulla Frascaroli non segue il criterio dell’osservatore oggettivo.
    Mauro,invece è in grado di esprimere una opinione più equilibrata

  50. Rudi Says:

    caro Zani,
    aspetto un tuo post che spieghi politicamente il retromarcia di Segrè.
    Come sai, ritenevo molto improbabile una sua discesa in campo, e non mi capacitavo del “chapeau” che riservavi a Donini.

    Il motivo principale dell’ennesimo “rifiuto civico” non rimanda solo allo sbandamento del Pd bolognese, quanto al tracollo di un sistema, alla “faida” perenne, a un conflitto di interessi non dichiarato.
    E che nemmeno le primarie servono a rendere esplicito.

  51. carlo amabile Says:

    *Rudi ovviamente non ho la presunzione di un’analisi “scientifica” ma mi sorge il dubbio che molto semplicemente Segrè fosse l’ennesima invenzione (peraltro da lui avvalorata, sostenuta e cercata a destra e manca) e che abbiamo evitato, con una bella messa in calcio d’angolo, una nuova situazione carica di tante incognite…

  52. maurozani Says:

    @Rudi e per conoscenza @tutti.

    L’avrai il post, caro Rudi.
    Ma, fedele alla promessa, lo scriverò non appena inizierà la campagna elettorale.
    O almeno quando sarà finita la manfrina primariesca.
    Sempre che riesca a star zitto fino ad allora.
    Ho mai eluso domande?
    La tua poi non è affatto imbarazzante.

  53. maurozani Says:

    @Rudi.
    Nel post non vi sarà alcun riferimento a quella “nuova situazione carica di tante incognite” di cui parla Carlo qua sopra.
    Ma ti rimanga in un angolo della mente che magari qualche “incognita” a qualcuno si è larvatamente nostrata cammin facendo.
    Bella l’immagine di Carlo. Calcio d’angolo.
    Tu che ben più di me sai di gioco del calcio, sai anche che trattasi di azione improvvisa, decisa rapidamente, mentre si profila un’incognita.

  54. giovanni Says:

    Caro Mauro
    Merola non è disposto a fare marcia indietro.L’occasione è irripetibile e gli anni passano
    Prodi dovrà revocare le primarie o scendere in campo o accontentarsi Di buon grado malgrado.

  55. maurozani Says:

    @Roberto.
    Mi permetto , a ragion veduta, dato che a suo tempo me ne sono occupato di correggerti.
    La casa di Montecarlo con la vendita di parte del patrimonio immobiliare deL PCI-PDS-DS non ‘entra nulla.

    Nel periodo in cui fui nella segreteria nazionale , prima del PDS e poi dei DS la situazione di bilancio era fallimentare. Sull’orlo della bancarotta. Si andava avanti alla giornata.
    Perchè?
    Storia lunga.
    Eredità di una classe dirigente che non si era mai occupata e preoccupata del continuo incremento debitorio.
    Sto parlando della classe dirigente del PCI.
    Ottime persone che tuttavia, consideravano volgare trattare questioni così basse come il pareggio (quantomeno) di bilancio.
    Abitazioni in uso gratuito pagate dall’amminstrazione del partito, rimborsi a piè di lista per viaggi (di natura politica beninteso), convegni costosi, iniziative varie tutte in perdita, proprietà de L’Unità, un apparato centrale faraonico, una quantità di riviste che rimanevano regolarmente e largamente invendute; insomma un andazzo che nel corso degli anni divenne semplicemente insostenibile.
    Il partito pagava tutto. Pranzi di lavoro (ed eran sempre di lavoro) compresi.

    Chi arrivò dopo dovette far fronte ai debiti: una montagna.

    Da qui l’idea e il progetto finanziario di rientro.
    Doveroso , a qual punto, dopo tangentopoli, anche per dimostrare che, a differenza di altri partiti, (tutti gli altri) noi ci facevamo carico dei nostri debiti.
    Evitando, tecnicamente, il fallimento.

    In Emilia- Romagna, si fece (chi più chi meno) la parte del leone. Fino al punto che da qualche parte ancora esiste un documento firmato dal segretario regionale DS (io) e da Pietro Folena coordinatore della segreteria di Veltroni, dove si chiarisce, a scanso d’equivoci, che il partito emiliano-romagnolo aveva già dato e nulla più avrebbe dato all’amministrazione centrale.

    PS. Ciò naturalmente nulla toglie al detto da te ricordato.

  56. maurozani Says:

    @Gianni.
    immagino che il “disegno” di Vendola potrà prender starde diverse a seconda dell’evoluzione della situazione. Ora come ora non mi sentirei di emanar sentenze. Personalmente continuo a credere , razionalmente, nella possibilità/necessità di costruire , prima o poi , in Italia una forza politica che altrove ho definito come “demosocialista”.

    Una mia particolare teoria: senza elementi di socialismo non si dà, non più, democrazia nel mondo globale.

    Ora esiste, in Italia, un partito democratico che tutto fa fuorchè mettere a tema la democrazia ai giorni nostri .. la sua evidente crisi e trasformazione in plutocrazia leaderistica, ovunque nel mondo.

    In sostanza il PD è oggi una forza acriticamente liberaldemocratica.

    Manca una forza demosocialista capace di battere una strada nuova tra i liberali e le diverse esperienze storiche delle socialdemocrazie europee.
    Vendola fino ad ora non parla di tutto ciò.

  57. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Già ..gli anni passano.

  58. roberto Says:

    Caro Mauro, volevo solo dire che una dirigenza sperperona (a noi erano arrivate storie di indebitamenti pazzeschi per televisioni locali – e sanmarinesi!) si è disfatta di un patrimonio che non aveva contribuito a costruire, e anche in modalità che apparentemente non consideravano il “massimo ricavo” un dovere.
    Forse, come dici tu, valeva il pochi, maledetti e subito.
    Mi fece però specie che molti beneficiati dal poco fossero amici/parenti/vicini ai liquidatori. Sai, nella bassa Romagna si diceva “cumunisme l’è cumunisme, ma quatrein l’è quatrein”.
    Tutto lì, mi sento ancora i calli di quei tempi, soprattutto quando vedo che chi ha molto sbagliato è ancora lì, a prepararci nuovi errori.

  59. giovanni Says:

    @Mauro

    Che cos’è il demo socialismo In che cosa differisce dal socialismo e/o dalla socialdemocrazia ?
    Qual’è il suo punto di partenza e di approdo(prospettiva)?Siamo d’accordo che la democrazia e la giustizia sociale sono predicati astratti che appartengono a moltissime teorie e che le possibilità di praticarle in un determinato contesto storico, secondo le reali esigenze della comunità e la sua sostenibilità , misura la reale distanza tra approccio trascendendale e dimensione praticabile.Pertanto Mauro ,quanta realtà e possibilità contiene la tua teoria demo socialista

  60. roberto Says:

    Compensazioni
    dalla cronaca di oggi:
    “La Regione taglia 4 milioni di fondi all’IBC”
    Compensati col l’invio qualche mese fa della Cinzia Cracchi?
    Si taglia all’IBC e si mantiene la struttura “Emiliano-Romagnoli nel mondo”.
    Sarei interessato ad un commento di Andrea e di Giovanni-io mi son fermato al prof. Raimondi d’antan.

  61. Andrea Says:

    @ Roberto

    Sono d’accordo con te sia per quanto riguarda le considerazioni sulle Case del Popolo (che anche mio padre e i suoi fratelli costruirono a Vado di Setta, subito dopo la fine della guerra), la loro svendita, sia su questo aspetto della realtà di bilancio della nostra Regione. Avrei tanto da dire ma preferisco lasciare perdere: sia per non infastidire l’ottimo Mauro, che ha il coraggio di mantenere in vita un blog non filtrato e per cui non necessita iscrizione, sia perché da oltre un decennio non sono più a sinistra, bensì dall’altra parte… è rimasto solo il ricordo di trent’anni di maelstrom, vissuti intensamente soprattutto come lezione morale più che come militanza in partiti.

    @ Giovanni

    Ottima domanda a Mauro… stavo scrivendo un buffo calembour in proposito, ma ho preferito cancellare tutto, sempre per il dovuto rispetto al padrone di casa, che non voglio più contrariare e mi limito a leggere, facendo considerazione feroci… ma in foro interno.

  62. roberto Says:

    e così il PD ha divorato anche Penati.
    ho abitato e lavorato nel milanese, e ricordo che le valutazioni su di lui erano abbondantemente positive, sia quando era sindaco che come presidente della provincia.
    Ci resta Albertini: vi ricordate quando già sindaco accarezzava l’ipotesi di farsi adottare dal conte Litta (o era un marchese)?
    Qualcosa di buono ha comunque fatto, almeno per il centro: ad esempio un’ordinanza che imponeva paletta e secchiello (pena multa) a tutti coloro che fossero a spasso col cane, a prescindere dalla defecazione dei medesimi.
    Battute a parte, molto meglio del leghista Formentini e del pessimo Giampiero Borghini che mi pare fosse un migliorista passato al PSI poi a Formigoni e poi alla Moratti

  63. Andrea Says:

    @ roberto

    A pranzo con Fausto Anderlini – circa tre settimane orsono – sostenevo che il Pd bolognese (ma non solo bolognese) è affetto da una malattia cosiddetta autoimmune, ovvero, l’organismo produce anticorpi verso sé stesso, verso proprie parti sane: non riuscendo più ad individuare correttamente le minacce esterne, attacca tessuti suoi, per errato riconoscimento immunitario. In tal caso si applicano terapie antitumorali o cortisoniche,ma è evidente che si tratta di scavare in somatizzazioni avvenute, a volte, molto tempo addietro.
    Per esempio, il Pci non c’entrava nulla con il socialismo italiano: né con quello di sinistra, né con quello di destra, e non è riuscito a salvare niente di quella tradizione, che, estenuata non solo e non tanto dagli anni craxiani, è diventata materia di studio accademico per i corsi di storia dei movimenti e partiti politici. Questa è una prima constatazione.
    Dopodiché vi è un partito raffazzonato – il Pd – creato in provetta con il compito di unire i “riformisti”, ovvero la sinistra democristiana, i cattolici “adulti” e i post-comunisti, con lo scopo, prima di tutto, di “gettare il cuore oltre l’ostacolo” della storia novecentesca: l’ultimo furto è la parola “riformismo” staccata dalla tradizione socialista, in cui correttamente designa la corrente di destra, moderata e quant’altro. Bene.
    Fossero rimaste le organizzazioni di massa del socialismo italiano, ovvero le cooperative, il sindacato, l’associazionismo, a surrogare il vuoto politico, non saremmo ridotti così. Ma quelle organizzazioni furono svuotate di autonomia politica perché il partito maggioritario della sinistra italiana si teneva per lui il compito di dettare la linea: pertanto è rimasto solo un ceto politico autoreferenziale che fa pena a tutti e che è disprezzato unanimemente, ma che non ha ricambi in nessuno dei mondi vitali della storia socialista riformista.
    Mi costa lasciare andare altre considerazioni “complottiste” e da “insider trading” la cui assenza è motivata dal loro carattere indigesto per gli stomaci più deboli e al loro concentrato di sostanze tossiche per i corpi non preparati ad assumerle.
    Ma la scarsissima predisposizione a interpretare i fatti per quello che sono, senza narrazioni edulcoranti o grossolanamente negative è ciò che contraddistingue il mondo della sinistra, che ha continuamente bisogno di questi oppiacei. Per esempio, credo che nessuno si sia interrogato sulla storia dell’emergere dei cosiddetti “diritti civili”, omosessuali prima di tutto, ora, accettando e condividendo la narrazione corrente. Non c’è problema… l’escatologia è una scienza omofoba!
    Il rimanere fedeli alla propria storia avrebbe almeno salvaguardato dall’insorgere della malattia autoimmunitaria, che è la somatizzazione del disargio di essersi persi, prima di tutto… e di non sapersi ritrovare, appunto. Un risultato tragico ma inevitabile per chi fu fragile teoricamente un tempo (la “doppiezza” e via via giù…) e non volle ritornare sui proprie passi. Gli appuntamenti ci sono stati… e tanti, ma se si vogliono perdere tutti, rimane il vuoto e la malattia incurabile.

  64. maurozani Says:

    @Roberto.
    Su Penati, mi mordo la lingua e me ne sto zitto.
    Quanto ai beneficiari della vendita del patrimonio etc.. A me non risulta affatto che a Bologna e in ER qualcuno se ne sia avvantaggiato.
    Mi risulta invece che questo è avvenuto altrove.
    Nella capitale per esempio.
    Resta che senza quella operazione si portavano i libri in tribunale tra gli sputacchi dei militanti.

  65. maurozani Says:

    @Giovanni non ho francamente voglia d’intrattenermi ancora su ciò che io chiamo demosocialismo.
    Ho scritto e riscritto, spiegato e rispiegato, su un sito che non a caso si chiamava “democraticiesocialisti” tutt’attaccato, ho persin presieduto un’associazione poltico-culturale con lo stesso nome.
    Adesso basta.
    Festa finita.
    Resta che tanto i liberali che i socialdemocratici da tempo immemorabile non effettuano più alcuna critica della democrazia. Da qui si dovrebbero invece porre le fondamenta di una rinascita.

    PS. ti faccio notare en passant che della giustizia sociale non se ne occupa più nessuno da almeno cinque o sei lustri. Vuoi che perda tempo a ridire di che concretamente si tratta?

  66. marco da bologna Says:

    Credo ci vorrebbe un partito o dei partiti che risanassero i danni fatti da 30 annetti di televisione berlusconiana,ma la vedo dura!Il nostro è un paese che ha sopportato di tutto,forse ci sono ragioni storiche,il nostro dna è quello di chi ha avuto troppe dominazioni straniere in passato,o la chiesa nei secoli dei secoli,oppure le mancate rivoluzioni,quando era tempo di rivoluzioni,nel 700 intendo,giusto per spazzare via questa classe dirigente borbonica che si tramanda da non so quanti anni!Bologna la vedevo diversa ,un faro nelle nebbie di questo paese mafioso!Ma forse non é più tempo:Marco da Bologna

  67. giovanni Says:

    @Mauro
    Franchezza per franchezza, pur interessandomi da molti anni di democrazia e giustizia sociale possibile, non conoscevo il sito”democraticiesocialisti”Leggerò

  68. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Quel sito è stato chiuso dopo tre anni di vita e dopo aver constatato che al PD non interessava, (anzi avversava), l’adesione collettiva di una parte dei membri dell’associazione.
    Non vedevano l’ora di liberarsi del sottoscritto.
    Dunque non hai niente da leggere.
    Del resto ad occhio e croce l’argomento non pare interessarti.
    Passiamo oltre.

    PS. In più non ho molta predisposizione , in questo periodo , a farmi spiegare per l’ennesima volta che democrazia è democrazia e socialismo è socialismo e la giustizia sociale..quale giustizia sociale possibile etc… e che, non sarà meglio l’equità? Le pari opportunità? Le varie tattiche di soppravvivenza nella società del rischio spacciate per autoaffermazione e via di questo passo.
    Insomma ho già una certa età. Di libri ne ho letti e ne leggo.
    Di giustizia sociale non ne vedo.E non ne sento parlare da parte di chi dovrebbe farne ancora e sempre una bandiera…per il progresso civile.

  69. giovanni Says:

    @Roberto
    La dissipazione delle risorse pubbliche da parte dello stato e degli enti locali è un problema più grave dell’evasione fiscale,con l’aggravante che la prima giustifica la seconda sul piano della “morale privata”.Su questo spero siamo tutti d’accordo.
    Quanto lo stato,la regione il comune ecc,attuano politiche o manovre di bilancio con tagli orizzontali(automatici)o sulle solite voci(previdenza,aumenti delle rette dei nidi e via enumerando)la giustizia sociale diventa impossibile.Scatta quindi la doppia tassa :l’Ente impone le gabelle e non dà nulla in cambio.Il famoso patto sociale allora va a farsi fottere.
    A ben vedere non viene meno solo la solidarietà,ma addirittura viene posta in discussione il cuore della democrazia moderna ,la democrazia economica in senso esteso.
    Ma dovremmo essere giunti ad una svolta.Le economie reali Cina Germania, India ,Brasile ecc hanno le scatole piene dei” sistemi del debito”Basta stampare carta che nessuno è più in grado di onorare,se non stampando altra carta.Da oggi chi compra debito pubblico deve sapere che compra carta ,con la conseguenza ultima che centinaia di milioni di individui(pensionati e dipendenti pubblici)potrebbero cadere nel breve volgere di qualche anno in miseria.
    Fantaeconomia?Mica tanto.Ricordate il 29?
    E allora per tornare alla nostra Regione possiamo dire che i subenti dissipatori antidemocratici sono decine.Tra queste,ad esempio, campeggia quel baraccone denominato CUP 2000.A cosa serve?Soltanto a dissipare risorse della sanità pubblica ed a produrre inefficienza.Il tutto per la gloria dell’ex assessore Moruzzi
    Andrea dirà che si tratta di un discorso raffazzonato.E’ vero.Avrei bisogno di 20 paginette per dimostrare compiutamente e senza salti la mia tesi Ma questo è un blog

  70. giovanni Says:

    @Mauro
    Non è mia intenzione insegnare ad alcuno.semplicemente non conoscevo neppure il termine demosocialilista e come al solito faccio precedere la mia domanda da un assioma condiviso.E poi non do mai nulla per scontato.

  71. Roberto Says:

    Ringrazio tutti per gli interventi, lucidi come sempre.
    Circa il patrimonio PCI/PDS/DS condivido che gli impegni (debiti) vanno onorati. Volevo soltanto sottolineare che non dovrebbe essere solo l’anagrafe ad allontanare i reponsabili dei disastri.
    Ma se ci fosse la dimostrazione di una lezione appresa (i problemi come tesori diceva Juran) sarebbe più facile impegnarsi e andare avanti.

    Mi manca cultura e capacità per discutere delle cose del mondo, e spesso mi limito alla manutenzione della motocicletta. Qualche giorno fa la Cancellieri lamentava che per togliere una tenda rotta a Palazzo d’Accursio siano stati necessari 40 giorni: basta una telefonata da parte di un dipendente pubblico perchè un’auto parcheggiata in posti loro riservati venga rimossa in un ette.
    Qualcosa non batte in pari.
    (non per assolvere la trasgressione, ma per stigmatizzare una catena di comando ridondante inefficace e inevitabilmente sprecona)

  72. Andrea Says:

    @ Roberto

    Ti segnalo l’ottimo Lodovico Festa su “Libero” di oggi.
    Gira e rigira, la minestra è sempre la stessa: la fine di una lunga stagione senza un ceto politico minimamente all’altezza.
    (Lodovico Festa è un brillante giornalista free-lance, acuto osservatore dei mutamenti economici e degli intrecci finanziari. Proviene dalla sinistra… dal Psiup.)

    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=VG2ZT

  73. giovanni Says:

    @Roberto
    Dimenticavo.I compagni che si sono occupati in Emilia Romagna di liquidare il patrimonio allargato del PCI PDS DS ,sono persone più che specchiate,direi al di sopra di ogni sospetto.Hanno fatto il loro lavoro a malincuore ma al meglio.Sono riusciti persino a salvare qualcosa.I debiti di cui si parla erano stati generati prevalentemente dalla cattiva gestione dell’editoria,segnatamente dall’Unità a partire.dal 1977
    Non condivido in proposito l’opinione di Mauro:i libri andavano portati in tribunale sia per salvare il patrimoni,sia per consentire agli iscritti di mandare gobbi i responsabili del dissesto,i quali dopo il patrimonio immobiliare hanno distrutto anche il patrimonio politico

  74. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Tra le altre cose un fallimento avrebbe potuto (immagino) travolgere le vite di tante persone che non meritavano di esser gettate in mezzo a una strada. E, in ogni caso i patrimoni sarebbero stati ingoiati dal fallimento pressochè all’intero. Con la ricontrattazione del debito bancario tramite la cessione parziale del patrimonio si è salvato il salvabile. Per ricominciare. Come poi lo si sia fatto, sotto il profilo poltico, beh questo è un altro paio di maniche.

  75. giovanni Says:

    @Mauro
    Il fallimento dell’Unità avrebbe consentito il riacquisto della testata dal fallimento, sgravato di tutti i debiti.I dipendenti avrebbero fruito della cassa integrazione e del pagamento della liquidazione dal fondo inps.. I lavoratori davvero utili riassunti nella nuova Unità Gli altri ricollocati dove possibile. All’inizio le banche avevano poche garanzie,soltanto crediti canalizzati Questa opzione era ben nota “ai romani”,i quali hanno inteso solo salvare se stessi con il sangue degli altri.Tu hai fatto più di quanto potevi:oggi vanno giudicati a mente fredda.

  76. maurozani Says:

    @Giovanni.

    Ricordo che questa possibilità fu prospettata. Il mio problema è che non fui sempre dovunque e non fui mai del tutto messo al corrente, correttamente.

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