L’anno scorso continua.

A un certo punto avevo pensato che la situazione nel Pd bolognese si risolvesse secondo un criterio di razionalità politica.

Dopo l’abbandono tecnico di Cevenini si era profilata, miracolosamente, un’altra occasione per il segretario bolognese di salvare le primarie, metter fine allo scontro interno, e prospettare un cambiamento.

Avanzava sul proscenio la Candidatura di Segrè.

Era logico pensare che, se non altro, per riproporsi in veste rinnovata la classe dirigente del PD cogliesse l’occasione insperata.

Per far ciò, non era peraltro necessario aderire all’idea di una “svolta civica”dando così ragione ai reduci rancorosi (of course) del ’99.

Paradossalmente era sufficiente far prevalere la ragion di partito.

O, anche solo il mero interesse di un ceto politico a non farsi sbrindellare in una guerra di fazioni l’un contro l’altro armate, dato che la visione edulcorata di primarie in cui vince il migliore e tutti gli altri s’adunano, solidali, per dargli una mano, è una pura e semplice scemenza.

Una favola per gonzi da ritrarre semmai in una foto per il pubblico.

Dunque era del tutto ragionevole e razionale pensare che Donini avrebbe avuto la forza, facendo leva, sull’interesse comune della “ditta” d’imporre un disarmo bilaterale.

A quel punto un candidato civico o pseudo tale come Segrè avrebbe avuto sgombro il terreno. E come tutti sanno le elezioni sarebbero state vinte dalla coalizione di centrosinistra al primo turno.

Rivendico, ancora adesso, d’aver divinato che Donini ragionasse in tal modo.

Se non s’è ottenuto il risultato è perché si è andati,evidentemente, molto oltre una pur dura lotta politica altamente personalizzata.

Neppure in situazione d’ emergenza, dopo l’onta di un commissariamento, ci si trova di fronte ad un corpo politico e organizzativo minimente coeso e solidale.

E ciò, mi permetto di dire, non poteva rientrare, non fino a tal punto almeno, nell’ambito di valutazioni politiche razionali.

Il PD bolognese è davvero un “partito nuovo”.

Un non partito.

E’ una federazione-coacervo di gruppi dove l’interesse immediato dei singoli non riesce più ad esser differito nel tempo in virtù di una fiducia, seppur vigile, sulla continuità dell’organizzazione: rinuncio a qualcosa oggi per averne in cambio un riconoscimento da investire sul futuro.

No . Ognun per sé e Dio per tutti. Si deve prender tutto e subito. Quel che c’è. Di volta in volta. Poco o molto che sia. Del doman non c’è certezza…..

In questo contesto l’inevitabile personalizzazione che s’accompagna allo strumento delle primarie scatena uno scontro interno che fa evaporare persino quel riflesso di conservazione che da sempre caratterizza le logiche delle organizzazioni politiche e non solo.

Il PD ha a disposizione un sondaggio che indica in Segrè il vincitore delle elezioni , ma non è in grado di candidarlo.
Non mi par poca cosa.
Mi sembra cosa enorme.

Al di là della persona- di cui non m’è piaciuto l’incomprensibile stop and go trascinato troppo a lungo- Segrè e anche altri candidati più o meno civici indicati prima di lui , avrebbe potuto dare l’idea, almeno l’idea, che il PD avesse intenzione di voltar pagina rispetto al passato.

Adesso, dopo aver fatto prevaler l’orgoglio di partito nella nuova forma di logica di fazione, c’è un unico candidato del PD alle primarie .

Si tratta di colui che, nella spartizione delle spoglie di ciò che fu un grande partito di massa e nella balcanizzazione insita all’origine nel “partito nuovo”, ha saputo tener più unite e motivate le sue truppe nel corso del tempo.

Chi la dura la vince.

L’assessore prediletto da Cofferati ha avuto il merito di tener duro.

La fazione da lui capeggiata si è dimostrata più forte, determinata e agguerrita delle altre e ha ottenuto il risultato pieno.
Donini è reimbalsamato nel ruolo di arbitro.
L’autorevole trio composto da Bersani, Errani e Bonacini è costretto a prender atto dei rapporti di forza interni al sempre più ristretto circuito del PD bolognese.
Dal canto suo De Maria non è detto abbia perso. Non del tutto. La sua fazione resterà in campo a vigilare sul mantenimento di eventuali promesse.

Stavolta comunque , chapeau a Merola.

Solo che, il capo della fazione vincente rappresenta più di ogni altro la continuità con un passato dal quale secondo molti era utile prendere critiche distanze.

Con Merola, per parafrasare un vecchio titolo del Manifesto,di un inizio d’anno del secolo scorso: “L’anno scorso continua”.

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41 Risposte to “L’anno scorso continua.”

  1. Marco Capponi Says:

    Non condivido. Tutto il tuo ragionamento poggia sul sondaggio (o sondaggi) che davano Segré vincente. Ma, come sai, io penso cfhje i sondaggi su scoonosciuti prioma che inizi la battaglia sono delle cazzate. Sono favorevoli proprio perché i soggetti sono, ancora, sconosciuti
    Delle voltevale il detto: “se lo conosci lo eviti”
    Che Segé avrebbe vonto é tuttì’altro che scontato. Perché non si P candidato? Le primarie le avrebbe vinte (forse) ma le secondarie?
    L’opposizione a Segré era tutta dovuta ad ambizioni personali o ad inviìdia? troppo facile

  2. Andrea Says:

    Un fatto è certo: controvoglia, il maggiore partito di centro-sinistra ha dovuto assumersi la responsabilità di candidare un suo uomo, un uomo d’apparato, che è esattamente quello che esso, partito, non voleva fare, e che, ultimamente, nessuno vuole fare, con l’intento evidente di celarsi dietro ad un candidato “civico”.
    Io credo che sia un’assunzione di responsabilità che, pur non voluta, renderà più limpida la campagna delle cosiddette “primarie” e anche quella elettorale successiva, fra schieramenti contrapposti, in quanto, l’altra componente del Pd, che fa capo alla signora Frascaroli, dovrà e potrà mostrare quanta distanza dal “continuismo” è capace di prendere e può permettersi rispetto al candidato della continuità, che, ad onore del vero, potrà poi dimostrarsi più discontinuo di ogni immaginazione odierna.
    Penso che il secondo scrutinio (ballottaggio) sia una cosa buona, perché, in genere, raffredda gli animi e impone un supplemento di riflessione: la democrazia seleziona la mediocrità e la mediocrità è consustanziale ad essa… il ballottaggio è la giusta sorte di offerte politiche in ogni caso poco convincenti, dotate di poca forza, che depositate e stiracchiate il più a lungo possibile, con pochi entusiasmi al seguito, inducono alla giusta de-mitizzazione di un avvenimento di routine come le elezioni, che solo dopo, in ogni caso, riveleranno la bontà di una scelta, con lo stile che si vorrà dare la nuova amministrazione.

  3. antonio Says:

    l’ analisi di Zani è condivisibile dal primo all’ ultimo rigo, punti e virgole comprese. adesso il pd ha bel candidato unitario piuttosto debole, chissà se vincerà le primarie. e le secondarie? povera Bologna…

  4. giovanni Says:

    Dunque,dicevo,ai blocchi di partenza sono ormai in due: la “Nonnetta della Caritas” e l’ex assessore ai lavori pubblici di Cofferati.
    Ora la signora Frascaroli è stata schierata dai prodiani nella convinzione che i candidati del Pd sarebbero stati più di uno.Calcolo errato,in fin dei conti costoro sono ben determinati ma assai mediocri politicamente parlando.Lasciamo stare il testo
    Merola e Mumolo da tempo lavorano sulla “base del Pd” e nelle viscere della “città nuova”Sanno quel che vogliono e sono determinati ad ottenerlo.Donini, Bonaccini,Errani Bersani possono ottenere qualcosa nelle manovre di palazzo ma sul terreno non hanno presa Se il partito non c’è ci sono i singoli individui Su questo concordo
    Si pone a questo punto una questione non residuale.La signora Frascaroli era scesa in campo in nome e per conto dei prodiani e degli ascari del Sel:3100 la Frascaroli li ha raccolti dai parrocchiani e parrocchietti,400 li ha ottenuti da Sel;Zampa ,Lenzi,Draghetti Hanno fatto di tutto per indebolire i candidati Pd.
    Ovviamente la campionessa dei prodiani è scesa in campo per affaffare tutto.Agli ex comunisti non avrebbe lasciato neppure le briciole.E allora se Merola vuole essere discontinuo rispetto al dongiovanni di Mantova deve lasciare fuori la signora Frascaroli & C dalla lista dei candidati al consiglio comunale.Se la Frascaroli si è travestita da civica partecipi alle elezioni comunali da civica oppure si candidi nella lista Sel.
    State pur certi che il Pd non perderà neppure un voto,anzi ne guadagnerà.Sappiamo bene che parrocchiani e parrocchietti votano sempre a destra,anche se non disdegnano di partecipare versando l’obolo di un euro alle primarie del Pd E quando verrà il tempo delle politiche mica dimenticarsi della Zampa e della Lenzi.A casa,a casa,Anzi in Parrocchia

  5. Giuseppe Paruolo Says:

    Mauro, leggendoti ho avuto l’impressione di leggere il commento di un osservatore lontano che si fa un’idea (sbagliata) della situazione solo dalla lettura dei quotidiani, e di uno in particolare. La faida è la chiave con cui la vicenda è stata raccontata, e non in modo disinteressato. Terminata la fase uno, dove ha tenuto banco la teoria del caos, nella fase due sono certo che ci verrà propinata quella dell’inadeguatezza. Vedremo i fatti, comunque.

  6. michele Says:

    @giovanni: no, sul serio, era dai tempi degli “sballoni” del liceo che non vedevo uno fare un “viaggio” così..
    cosa metti nel cocktail? vodka, di sicuro, e poi? deve essere fortissimo… tanto che non sei neppure riuscito a vedere da lontano che cosa stava facendo la lenzi, ti mancano pezzi giganti di quello che si è mosso e che pure si sono mossi in piena vista, pensi le parrocchie come se fossimo negli anni ’50 e neanche ti sei accorto che via altabella sulla frascaroli spara,gli “ex comunisti” come gruppo coeso esistono solo nei tuoi sogni.. come peraltro mauro dimostra.
    tuffo nell’acqua fredda alla tex willer? poi ne riparliamo.. 😉

  7. Mario Bovina Says:

    Merola, dunque.
    Nella mia memoria risuonano giudizi positivi sulla sua Presidenza di quartiere (che ho assunto per tali, non essendo in grado di verificarli).
    Poi è stato assessore all’urbanistica di Cofferati.
    Della sua gestione tecnica dell’assessorato non posso dire granchè (materia complessa, l’urbanistica, nella quale oltre alla scena è indispensabile conoscere molto bene il retro-scena), ma del suo quinquennio “politico” posso dire che non ho memoria di una sola presa di distanza dal pessimo sindaco Cofferati che, come si dice “ne ha fatte di più di Carlo in Francia”.
    Quindi, se Merola condivideva le posizioni di Cofferati avrò, probabilmente, un sindaco che non mi piacerà.
    Se Merola rimase muto per mancanza di coraggio non credo ci sarà da aspettarsi granchè, perchè, come rispose Don Abbondio al Cardinale Federigo Borromeo “, il coraggio uno non se lo può dare”.
    Se Merola, infine, rimase muto per calcolo, faccio fatica a perdonarlo – perchè il suo capo se la prese con i baraccati, coi lavavetri e con gli ultimi in generale e mortificò le donne – ma, forse, da capo, potrebbe ancora riscattarsi.
    Non lo conosco abbastanza, però, per dire se ciò potrà accadere. Dubbi ne ho molti.

  8. Mario Bovina Says:

    tra le 9:41 e adesso ho letto i giornali e ascoltato un TG con le dichiarazioni di Merola che, dopo ver detto 10 giorni fa che guardava a sinistra, dichiara con decisione che guarderà al centro.
    I dubbi delle 9:41 sono ora certezze. Merola non si riscatterà.

  9. maurozani Says:

    @Marco.
    Non ti deve far velo la tua conoscenza di Segrè. Io non bi baso sui sondaggi . Solo sul mio naso. E in più continuo a simpatizzare con la mia prima proposta. Quella di voltar pagina. Di questo bisogna discutere. Dunque per contestarmi devi mettere un signor x al posto di Segrè.
    Io non personalizzo. Sto solo alle dinamiche pubbliche. Ora è evidente che nonostante tutto ciò che è avvenuto il PD prosegue imperterrito sulla sua strada. Che non sarà quella di molti elettori. Temo.

    PS. Se poi credi che Merola sia un buon candidato per le primarie che tu aborri, allora dillo. Se poi pensi che sarà un buon sindaco dillo , ugualmente. Io , anche qui non personalizzo. Non so cosa Merola farà da sindaco, posto che lo diventi. Mi baso su di un ragionamento politico che mi porta a pensare che si prosegue con un andazzo ormai improduttivo e a molti elettori addirittura inviso. Tutto qui.
    Poi avremo modo di parlar di programmi. Finalmente.

  10. maurozani Says:

    Caro Giovanni,
    Michele appena arrivato su questo blog t’invita a calibrare meglio, ed eventualmente aggiornare il tuo sicuro giudizio su Amelia Frascaroli. Non l’avesse fatto lui , prima o poi l’avrei fatto anch’io.
    La faccenda mi par molto più “complessa”.

  11. maurozani Says:

    @Giuseppe.
    Certo che son un osservatore lontano. Non è vero però che mi faccio influenzare da questo o quel quotidiano. Posso sbagliare. Ma la faida io l’ho vista, seppur da lontano. A meno che non si sia trattato di un meraviglioso gioco delle parti. Uno alle primarie e l’altro al parlamento?
    In ogni caso io mi limito a misurare la distanza tra il mio approccio alla vicenda bolognese e quello del PD. Questo m’interessa.Null’altro.Non m’impiccio nelle questioni interne. Non scelgo.
    Quanto all’inadeguatezza, beh non ho titoli per misurarla in anticipo, Mi limiterò a valutare il programma.

  12. Roberto Says:

    Giuseppe Paruolo, che non si lagna, inizia a marcare la sua presenza, ora che il candidato del PD è Merola, assessore come lui con Cofferati. Avrà nostalgia delle “civette”.
    A suo merito, l’essere stato “grande elettore” di Merola anche ai tempi di Delbono.
    Male che vada, se Merola sarà eletto, gli dovrebbe spettare un posto in Provincia, come primo dei non eletti.
    Sempre meglio che lavorare, con la zavorra di 10 anni di assenza in un settore che marcia molto veloce e in una struttora (CINECA) che nel frattempo ha cambiato pelle e missione.

  13. Gianni Guagliumi Says:

    Tranchant come sempre Zani, ma efficace. Bologna è una città complicata, dove c’è da aspettarsi di sentire tutto ed il contrario di tutto.
    Si era faticosamente trovato un candidato di partito, ma non di apparato, che aveva delle sembianze civiche e pareva che, con qualche mal di pancia, fosse sostenuto da una larga maggioranza: un sogno finito anzitempo per i motivi che tutti sappiamo. Ancora oggi su Repubblica leggo che Cevenini aveva il difetto di non avere maturato esperienze amministrative, ma, dico io, dopo 3 o 4 legislature volete che uno non sappia cosa vuol dire amministare? Allora Cofferati che esperienze aveva? Ce ne siamo accorti! Mai sentito un commento a proposito.
    Poi è venuta la volta di Segrè civico più civico di Cevenini, persona con numerose frecce al suo arco. Evidentemente ha sentito puzza di bruciato e non si è voluto far cuocere a fuoco lento, anche se i retroscena rimangono ignoti ai più. Ora è la volta di Merola, personaggio di una certa stoffa, anche se sommamente targato e per nulla civico. E’ un bene, un male? Non saprei. La virata a 360° sulla moschea però non mi è piaciuta troppo. Tutti ci possiamo sbagliare, ma non possiamo chiamare sbagli le mosse fatte per compiacere i centristi che pure è giusto coinvolgere. Forse si potevano usare altri argomenti. Ora vengo all “nonnetta della Caritas”, che nonnetta non è. Il solo fatto che si guardi più al look che agli argomenti non mi sta tanto bene.
    Amelia Frascaroli è una persona molto interessante che ha fatto cose altrettanto interessanti e si è candidata, credo, a dispetto delle parrocchie che la vorrebbero vedere, curiam juvantem, a fare la dama di San Vincenzo nelle pesche benefiche. Nulla di tutto ciò. Testarda come un mulo e civica al massimo livello va avanti per la sua strada e nessuno può permettersi di tirarla per la gonnella. Credo che con Amelia si debbano al più presto fare i conti, non per una spartizione tout court delle poltrone vacanti, ma per costruire insieme con lei una città meno spocchiosa e autoreferenziale e più disponibile a mettersi in gioco aprendo orizzonti nuovi in tempi molto difficili per chi si candida a governare.

  14. marco da bologna Says:

    Sono del tutto concorde sul fatto che questa è la classe dirigente di un partito che si autopromuove;tu ti fai da parte poi avrai assicurato un incarico in altro luogo,poi non si capisce in base a cosa ti sei fatto da parte e in base a cosa sei sceso in campo!Io sono un uomo della strada,senza alcuna esperienza politica del resto!Però sarebbe bello,un candidato con un programma,punti ben chiari da far conoscere alla gente,che tira diritto fino alla fine,se passano questi passa anche lui,se no ne passa un’altro che ha usato lo stesso metodo!Marco da Bologna

  15. Marco Capponi Says:

    Telegraficamente, per intanto.
    Non contesto affatto la tua proposta, forse la interpreto a mio modo, non sarebbe la prima volta. Credo che il metodo di sedlezione e di scelta su chi la possa incarnare non sia irrilevante per la sua credibilità.
    Dovessi inventarmi una proposta del tutto teorica penserei però, come ho già detto con uno slogan certo troppo schematico e forse equivocabile, ad una lista du civicio competenti con alla testa un politico robusto (non necessariamente del PD, anzi), piuttosto che composta di mediocri politici con alla testa un civico inventato. Forse ti era sfuggita, é solo una ipotesi di scuola mache credo chiarisca la mia opinione.

  16. Marco Capponi Says:

    Dimenticavo: alle primarie non andrò a votare. In quanto a Merola sindaco non mi entusiasma certo, ma gli altri mi atterrivano. La Frascaroli non la conosco abbastanza, capisco che é persona seria e nonn é poco ma forse non basta Cosa farò alle secondarie non lo so ancora, dipenderà da tente cose, capacità di intendere edi volere compresa

  17. donata lenzi Says:

    solo per chiarire in merito alla lettura un po’ misogina di giovanni. ho alzato la mano perchè sono convinta che si dovesse dare qualche segnale di rottura o almeno di evoluzione rispetto agli utlimi anni. so bene di non essere ne nuova ne civica ma star lontana da bologna a volte fa bene, si vede cosa fanno gli altri e si impara. in direzione ho tentato di fermare un meccanismo che a mio parere andava contro un muro, non ci sono riuscita che in piccolissima parte. Ho espresso pubblicamente perplessità sulla candidatura di Amelia Frascaroli, la conosco da molti anni e la stimo ma questo non toglie che si possa avere idee diverse di cosa debba fare un sindaco. conclusione dell’esperienza: la candidatura a mezzo delegati per correre poi alle primarie è un ibrido che prende il peggio di entrambi i sistemi. se penso che questa è la regola nazionale ….. grazie dell’ospitalità

  18. maurozani Says:

    @Donata.

    Grazie della visita e torna quando vuoi.

  19. giovanni Says:

    Caro Mauro,
    non vorrai mica che strapazzi Michele? Finché si tratta del Magnifico o dell’Italianista o del Conte, non ci sono problemi. Ma un liceale no e poi no. Non posso proprio farlo.
    La Frascaroli, detta anche la Nonnetta della Caritas o la Nonnetta di Cappuccetto Rosso è un epifenomeno dell’Italietta politicante che ormai cade a pezzi e rovina. Capita, dunque, che una cattolica, per giunta della Caritas, nell’Italia scristianizzata si svegli la mattina e cominci a gridare ai quattro venti che vuole fare il sindaco della città, pur non sapendo leggere neppure un bilancio, ma promettendo che si impegnerà a studiare da sindaco.
    Ora io, in tempi normali, invocando l’autorità di Epistemone, avrei detto “voi altri, persone dabbene, se volete esser detti e reputati veri cristiani, vi supplico a mani giunte, di non credere mai altro, di non pensare mai altro, di non dire, di non intraprendere, di non fare nulla all’infuor solamente di quello che contengono le nostre sante decretali e i loro corollari, insomma i libri deifici, e così sarete in gloria, onore, esaltazione, ricchezza, dignità, e prelazioni in questo e quell’altro mondo”.
    Ma i cattolici, i parrocchiani e i parrocchietti, dal 1994, guidati dai Prodi fratelli han deciso di conquistare la città, la Provincia e pure la Regione.
    Per il vero donne cattoliche in politica a Bologna non ne mancano. Solo per citarne alcune e di maggior spicco, abbiamo, la Draghetti Beatrice (già responsabile nazionale dell’azione cattolica dei ragazzi), l’on. Lenzi Donata (volontaria della Caritas), l’on. Zampa Sandra (diocesanizzata). Ora salta fuori Frascaroli Amelia, che s’è fatta le ossa in luoghi dove i preti usa far soldi dalla miseria (come dire, tirar sangue dalle rape), con una accattivante programma che suona più o meno in questi termini: dove c’è Amelia c’è casa, dove c’è casa c’è pane, e c’è pure la simpatica e gioviale Naldi Milena, in attesa di assessorato, che insieme a Melloni Cesare fa la comparsa in casa di Amelia fingendo di bere un tea.
    Come vedi è tutto di una semplicità sconcertante: cosa c’è di più semplice del pane?
    Mauro, devi comprendermi, io sono un ateo praticante, pronipote di un rivoluzionario che ha, tra gli altri, ghigliottinato 72 preti prima del nono termidoro anno II. Come faccio, dimmi tu, ad accettare tutta questa merda. O, detto altrimenti, come faccio ad accettare l’idea che una cattolica, per giunta sostenuta da cattolici che hanno l’alito che puzza di aglio, sia il mio sindaco. Impossibile.
    Pur di scongiurare la remota possibilità che ciò avvenga sono disposto davvero a tutto (Merola, Grillo, Lega, centro destra…). Questa è la mia pressante e prioritaria emergenza. Non posso tradire il mio trisavolo.

  20. Rudi Says:

    Caro Zani,
    tu ti sei stupito della ritirata di Segrè (o del mancato sostegno di Donini), io no.
    Certo non potevi stupirti del riflesso condizionato – indotto dalla debacle milanese – che ha portato a trovare un candidato unitario.

    Trovo molto efficace questo passaggio:
    “l’interesse immediato dei singoli non riesce più ad esser differito nel tempo in virtù di una fiducia, seppur vigile, sulla continuità dell’organizzazione: rinuncio a qualcosa oggi per averne in cambio un riconoscimento da investire sul futuro.
    No. Ognun per sé e Dio per tutti. Si deve prender tutto e subito. Quel che c’è. Di volta in volta. Poco o molto che sia. Del doman non c’è certezza”.

    Infatti, credo che nessuno dia psr certo che il Pd ci sia ancora, quando si tratterà di riscuotere i crediti maturati con certi gesti “unitari”.

    Ma in questo quadro ogni giorno più sconfortante, una proposta davvero alternativa fatica a costruirsi.
    Metà di quelli con cui ho parlato per costruire una lista fuori dalla coalizione, mi hanno detto che non ha spazio o che ci avrebbero pensato.
    Vendola e Grillo sono i nuovi beni rifugio… Ho davvero l’impressione che la sinistra bolognese sia un malato incurabile.

  21. Marco Capponi Says:

    @Rudi,
    Secondo me uno swpazio ci sarebbe, eccome, di sinistra ma non di quelli che siamo usi praticare. >Ma sembra che nessuno ci faccia caso

  22. Andrea Says:

    Credo che pochi possano vantare una storia di vita pulita, coerente, di sinistra, fatta di fatica, impegno e dedizione come quella di Amelia Frascaroli.

    @ giovanni

    La tua avversione al cristianesimo e al cattolicesimo li ho rintracciati, nella memoria, onestamente espressi, nelle seicentocinquanta pagine circa delle conversazioni di Hitler a tavola raccolte da Martin Bormann (in italiano: “Idee sul destino del mondo”, in tre volumi). Considerato il tuo illustre trisavolo tagliatore di teste di sacerdoti dovresti leggere Pinel.

  23. giovanni Says:

    @Andrea,
    Sei l’unico con un minimo di istruzione che non sa che la religione è l’oppio dei popoli e,insieme, banale strumento di potere.
    Per me tutte le religioni,proprio tutte,compreso il buddismo del Dalai Lama, sono la negazione dell’umanesimo
    Le atrocità e la banale ferocia di voi credenti hanno provocato nel corso della storia centinaia di milioni di uccisioni di poveri innocenti,la fame e la miseria morale ,di cui voi preti vi alimentate Quello di cui parlo non sono chiacchiere contenute in un cencioso libro di 650 pagine,è la storia.
    La retorica non è roba per tutti caro Andrea,perciò la prossima volta vacci più piano e cerca di capire sempre l’aspetto ironico che c”è in un breve discorso.Dai che ce la puoi fare anche se sei un baciapile

  24. Andrea Says:

    @ giovanni

    Sei fuori come un balcone… un balcone è più dentro!

  25. giovanni Says:

    @Andrea

    La tua è una replica da bar Ciccio

  26. maurozani Says:

    @Giovanni.

    consentimi una piccola parentesi politicamente corretta.

    “la religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. E’ l’oppio dei popoli”.

    In un’epoca, dove(incredibilmente) torna alla ribalta della storia il fondamentalismo religioso (di ogni religione) con lo strazio umano conseguente, le parole del grande vecchio di Treviri tornano anch’esse d’attualità. Pietre pesanti difficili da rimuovere.

    Nello stesso tempo va ricordato che dottrine neo-pagane come quelle professate, non nel “libro cencioso” citato da Andrea , ma direttamente nel Mein Kampf, hanno recato un certo devastante danno al senso d’umanità e all’umanità tout court.

    In seguito, in un’altra parte del mondo, c’è stata anche una lunga e sottovalutata (sul piano storico) esperienza religiosa di tipo apertamente rivoluzionario con la teologia della liberazione.

    Infine, conosco personalmente preti cattolici, che non hanno mai tentato di convertirmi ad alcunchè, e che hanno speso gran parte della loro vita non a recitar giaculatorie ma a dar da mangiare (letteralmente) a chi aveva fame e ad alleviar ogni sorta di sofferenze. A questo stato di fatto non son mai riuscito ad esser indifferente.

    D’accordo son preti. I quali, necessariamente, incorrono sempre nel rischio, ben concreto, d’inciampare nelle pesanti pietre sopra citate.
    S’illudono di riscattare la missione terrena delle religioni che resta quella che sappiamo.
    Ma d’altro canto anch’io mi son illuso, e peggio, a volte ancor m’illudo di cambiar il mondo.
    Insomma per tornare a “leggerezza”: ci son preti buoni.
    In qualche modo , a loro modo, sono i nostri preti.

  27. giovanni Says:

    @Donata Lenzi

    Onorevole, sintetizzando mi pare di capire che Ella sostiene che nel criticare le varie candidature, che si sono avvicendate via via nel tempo, io non avrei rispettato le quote rosa, facendo così mostra di misogenia, cioè, di odio verso le donne.
    Si tratta, come di dice in burocratese, di una affermazione destituita di ogni fondamento e smentita per tabulas da questo blog, dove risulta evidente che prima della Frascaroli ho avversato, altrettanto fieramente, Sassoli, Anselmi e Campagnoli. Insomma, tre a uno, la quota è stata da me sicuramente rispettata.
    Quanto alla sua temporanea candidatura alle primarie Ella afferma, i buona sostanza, di aver alzato la mano perché convinta si dovesse dare qualche segnale di rottura o, almeno, di evoluzione, rispetto agli ultimi anni.
    Ella, però, deve convenire, onorevole, che “rottura” ed “evoluzione” sono termini che non possono esprimere né una opinione compiuta né, tantomeno, una proposta politica e, ancor meno, un programma e un candidato sindaco per la città.
    Di qui l’impressione che l’alzata di mano e la repentina ritirata della sua candidatura fosse soltanto utile a creare, come si dice volgarmente, casino all’interno del PD per favorire la sua amica Frascaroli.
    Questi sono i duri fatti. Il resto è pura illazione.

  28. Andrea Says:

    Un cattolico qualunque rifugge dal vostro abito mentale, per non parlare delle posizioni così chiaramente espresse sia in senso estremo che moderato.
    Siamo lontani anni luce dalla sapienza di Togliatti e dai suoi rapporti con Don Giuseppe De Luca… non parliamo di Franco Rodano, che era addirittura nel solco dell’ecclesiologia di Pio XII, di Mario Tronti e del suo rapporto di scambio teologico con le Acli milanesi e l’Associazione per la storia della Pietà, di Massimo Cacciari e del suo dialogare da sempre su aspetti molto difficili della teologia non solo contemporanea. Non parliamo di uno stalinista colto come Ambrogio Donini, specialista di storia del cristianesimo, dell’attenzione vivissima di Lelio Basso, della storia molto di sinistra dei valdesi e dei metodisti… come è possibile? Ma vi rendete conto dell’abisso? Vi piacciono solo i preti filo-rivoluzionari dell’America Latina o quelli nostrani che fanno assistenza sociale, cioè la vostra immagine riflessa… grazie tante!

  29. maurozani Says:

    @Andrea.
    Lasciam stare Togliatti se vogliam esser seri.
    Quanto al resto.
    Non nego d’aver avuto la mia fase rodaniana (non lo sospettava eh?);
    non nego di stimar ancor oggi Mario Tronti (strano eh?); non nego di riconoscere in Cacciari un esperto su “aspetti molto difficili della teologia”. Politicamente non mi va a genio (posso?), poichè ultimamente ha preso una deriva che non esiterei a definire trasformistica. Ma meglio sarebbe dire che è divenuto talmente mobile sulle sue preziose, egocentriche, gambe intellettuali che non riesco più a seguirlo.

    Quanto ai preti, tra quelli nostrani c’è chi in quanto a teologia non è secondo a nessuno(tutt’altro che la mia immagine riflessa) e che tuttavia si occupa, con caparbia coerenza e grande umanità della vita reale delle persone. Uno di quelli che lei evidentemente relega nel ruolo un po’ plebeo d’assistente sociale. Un uomo di cui mi onoro di essere amico.

    Poi- e questa Lei non l’avrebbe davvero mai neppur lontanamente arguita- stimo un uomo come Giacomo Biffi, Cardinale.
    Avversario: schietto, combattente, diretto, intellettualmente onesto. Strano eh?

    Come forse intuisce , o forse no (costituzionalmente no) la propensione (o il riflesso condizionato?) a ritagliar santini sulle persone non sempre è utile a capire gli altri . I diversi da noi. Con me comunque non funziona affatto.

  30. Andrea Says:

    @ maurozani

    Come sei messo?

  31. maurozani Says:

    @Andrea.

    Direi che può bastare. Saluti….

  32. LinoZ. Says:

    Qualche sera fa ho sentito in TV Beppe Vacca raccontare di Nilde Iotti che aveva chiesto a Togliatti come si fosse salvato dai drammi del comunismo. Lui aveva risposto: “Ho sempre anteposto a me le ragioni dell’organizzazione in cui operavo”. Forse a quei tempi si eccedeva in un senso, ma oggi si eccede all’opposto. E chi dovrebbe seguire se, va bene, se ne sta fermo per non aiutare gli avversari. Condivido la tua analisi sulle vicende bolognesi forse perchè anch’io vengo da una scuola che metteva giù prima i punti di riferimento politici e poi ragionava sugli uomini adatti ad interpretarli. Mi sembra che questo esercizio sia ormai bandito. E le primarie coprano l’indispensabile primato delle idee. LinoZ.

  33. giovanni Says:

    L’attacco a Merola è scattato puntualmente. Ha cominciato la Draghetti Beatrice,abbandonando sabato scorso la sala appena Merola ha preso la parola
    Ancora, il noto Aceto Pietro(colui che ha bacchettato Grillini per aver chiesto la verità sui chierici pedofili della Diocesi di Bologna) ha sentenziato (e dunque auspicato)che se Merola perde le primarie,tutto il PD dovrà cambiare.
    Ma la vera cartina di tornasole del non placet viene dall’UDC,verso cui Merola aveva prontamente effettuato l’apertura di rito,un po’ per compiacere i dirigenti romani un po’ perché cosi fan tutti
    Ma nell’effettuare l’apertura all’UDC all’ex assessore all’urbanistica è paradossalmente sfuggito un dato macroscopico,e cioè che un importante esponente dell’UDC,molto pio e devoto,nel periodo guazzalochiano aveva in amministrazione presso il suo studio 200 veicoli prevalentemente immobiliari.
    Quindi se Merola vuole battere gli interessi precostituiti deve necessariamente innovare la squadra, rivolgersi ai veri civici per varare il listone civico secondo lo schema Zani
    Libero dalle zavorre Merola può costruire insieme alle forze sane un reale rinnovamento della politica nella città. E’ la sua occasione irrepetibile,ma considerato il tutto,e anche l’unica occasione per Bologna
    Mi raccomando ,però,niente bevande freekshick,Si lavora fuori dalla città murata ,dove si beve caffè fatto con la moka

  34. Giuseppe Paruolo Says:

    @Roberto.
    Io non solo non mi lagno ma mi firmo con nome e cognome, per cominciare. Le due uniche cose giuste che hai scritto è che sono stato assessore con Cofferati e che ho sostenuto Merola già due anni fa alle primarie contro Delbono. Il resto è solo un mix di cose false e di allusioni più o meno velatamente calunniose.

    @Mario ed altri.
    Vedo che l’accusa più ricorrente nei confronti di Merola (e naturalmente può toccare anche me) è il fatto di essere stato assessore di Cofferati. Che è un po’ come se un tifoso cui sta antipatico Guidolin se la prendesse con Signori per aver giocato nel Bologna allenato da Guidolin. Francamente, lo trovo un argomento un po’ debole…

  35. roberto Says:

    @Giuseppe Paruolo
    Ho scritto 4 cose, due riconosciutemi giuste.
    Ho poi ipotizzato al condizionale (non essendo certo delle procedure) che se Merola venisse eletto, si dovrebbe rendere disponibile per Paruolo un posto in Provincia, come primo dei non eletti. Non è così? Ne prendo atto, vuol dire che torneremo a votare.
    E’ falso che il CINECA ha cambiato pelle e missione? Attualmente mi pare si occupi di “gestione e sviluppo di reti e servizi telematici, realizzazione di sistemi informativi articolati e complessi per il trattamento di grandi quantità di dati. Sviluppa applicazioni e servizi avanzati di Information Technology, svolgendo il ruolo di trait d’union tra la realtà accademica, l’ambito della ricerca pura e il mondo dell’industria e della Pubblica Amministrazione”. Il riferimento al mondo dell’industria è più che altro un’aspirazione, come il calcolo scientifico, attività ormai residuale. In realtà si occupa della gestione informatica delle università e degli enti consorziati (mercato ahimè captive).
    Se ritiene calunniosa l’affermazione che è personalmente oneroso tornare ad un lavoro dopo 10 anni di assenza, libero di farlo. Chieda a Cofferati che l’ha provato tornando alla Pirelli.
    Sempre meglio che lavorare, poi, era la citazione nota di quanto sosteneva Luigi Barzini a proposito dei giornalisti. Un po’ di leggerezza, dott. Paruolo!
    Con la sua ridiscesa in campo ho provato (da cittadino) a intervenire sul suo sito, ma non risulta così aperto come il blog di Zani.
    Mi pare che ne abusiamo in due.

  36. giovanni Says:

    @Paruolo
    la spocchia è bene lasciarla a casa se si vuol paretecipare ad una discussione in termini reali.Anzi diventa una necessità per un noto politico che si appresta a sostenere le ragioni di Merola.O per caso lo vuoi danneggiare?Responsabilità,responsabiitàPlease

  37. giovanni Says:

    @ Merola

    hai dichiarato a Repubblica che vuoi una città aperta per superare la realtà delle piccole lobbies e la logica degli amici degli amici.Belle parole.
    Intanto però riproponi il programma cofferatiano per le vecchie
    lobbies:peoples mover,civis e metrò che dovrebbe rilanciare la città(?)
    Se il programma è già pronto di cosa vuoi discutere con i cittadini,di aria fritta?
    Mica per caso hai deciso di fregarti con le tue parole?Conoscerai sicuramente la formuletta con cui i giudici castigano gli imprudenti:”Ex ore tuo te iudico

  38. Rudi Says:

    Se qualcuno se l’è perso, consiglio la lettura della lucida invettiva di Luca Bottura, dal Corriere di Bologna.

    http://rudi.splinder.com/post/23649408/luca-questa-non-la-manda-giu

    Se il gruppo dirigente del Pd di Bologna spinge Bottura a scrivere certe cose, siamo davvero prossimi a un altro ’99.
    Con molti che non muoveranno un dito, per evitarlo.

  39. roberto Says:

    Merola dice che serve un collegamento rapido aeroporto, stazione, fiera.
    Ne conclude che il People Mover serve.
    Ragionamento troppo breve per uno che si è laureato in filosofia, come lo sarebbe per un trasportista.
    Il sindaco Cofferati a inizio mandato mise in campo un’idea che mi
    pareva ragguardevole: coordinare attività turistiche e culturali con Firenze, resa più vicina dall’alta velocità.
    Possibile che da quella maldestra sindacatura si debba recuperare il trenino soprelevato di Italia in miniatura?

  40. Giuseppe Paruolo Says:

    @Roberto
    Non sono il primo dei non eletti in provincia.
    Benché assente da 10 anni dal Cineca, non penso di essere arrugginito dal punto di vista professionale. Potrei elencare i titoli e le prove, ma poi Giovanni direbbe che sono spocchioso.
    Se fatta con impegno, l’attività amministrativa in un Comune è una delle esperienze più impegnative, altro che sempre meglio che lavorare.
    Il Cineca è cambiato, è vero, ma né per colpa né per merito mio.
    Il mio apporto c’è, e comunque tornare al lavoro dopo 10 anni di politica – per quanto non semplice – è una esperienza che fa bene e irrobustisce.
    Oltre al mio sito ho un blog (bolognanonsilagna.blogspot.com) che, per quanto meno frequentato di questo, è del tutto aperto.

  41. roberto Says:

    @Paruolo
    è vero, le sarebbe andata meglio con Cevenini sidaco, visto che lei è il primo dei non eletti in Regione. A essere malevoli, una bella ragione per tornare in gioco con Merola.
    Nel suo blog lei si definisce “un matematico informatico, esponente del Partito Democratico, già Vice Sindaco di Bologna”.
    Nella giunta Cofferati lei è stato assessore con le deleghe alla salute e alla comunicazione, mentre la vicesindacatura (sulla quale anche Cofferati ha ironizzato, come riportato dalle cronache: “Chi sei?”) ha occupato 4/5 mesi a fine mandato, determinata dalle dimissioni dell’ottimo assessore Scaramuzzino.
    Forse le parrà gerarchicamente di minor prestigio, ma è su queste deleghe che si misura entità e qualità del suo contributo: perchè sottacerle?
    Quanto a spocchia, “titoli e prove” magari maturati negli ultimi 3-4 anni
    potrebbero essere riportati nel suo blog.
    Il mio parere, a prescindere dalla sua persona, è che sarebbe opportuno non vanificare la fatica di essere tornato al lavoro dopo 10 anni o più di assenza, conservando l’impegno politico come lodevole passione.
    Rilevo comunque con piacere che la sua risposta è molto più easy di quella in cui faceva riferimento al “mix di cose false e di allusioni più o meno velatamente calunniose”.
    Meglio contare fino a dieci prima di schiacciare “invia”.
    Considererei chiusa qui la partita, magari da riprendere su bolognanonsilagna.com

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