Il partito democratico di Bersani.

Accettando il cortese invito di Pasquino a partecipare alla presentazione del libro da lui curato “Il partito democratico di Bersani” mi ero ripromesso di mantenere un certo aplomb.

Profilo basso. Atteggiamento distaccato, consono a chi si trova ad osservar la politica dall’esterno.

Tra l’altro , essendo presente anche il segretario bolognese del PD, un tale approccio era in qualche misura dovuto per evitare d’impicciarsi impropriamente nella vicenda in corso a Bologna.

Beh, ci son riuscito solo in parte. A mantenere un atteggiamento distaccato , dico.

Nonostante il libro in questione si componga di vari saggi tutti mirati a descrivere dettagliatamente lo stato organizzativo attuale (primarie, ricambio dei gruppi dirigenti, partecipazione al voto) del PD di Bersani in rapporto a quello di Veltroni , l’incipit di Paquino e Valbruzzi mi ha, inevitabilmente, trascinato a riproporre i termini essenziali di ciò che continuo a considerare la falsa partenza del primo PD.

Il suo peccato originale.

Infatti, subito all’inizio, gli autori scrivono che per un partito che nasceva all’insegna dell’innovazione, “c’è poca novità nel definirsi solo e soltanto democratici”.

Oggi siamo tutti democratici. “Perciò dirsi e rendersi riconoscibili in quanto democratici tra i democratici richiedeva uno sforzo di elaborazione ideale e intellettuale titanico”.

Ora quest’apertura corrisponde per me ad una provocazione costruttiva impossibile da eludere, dato che la fusione tra gli ex comunisti e gli ex democristiani ignorò volutamente proprio questa necessità.

Per me , il terreno d’elezione di un “partito nuovo” che assume il nome di democratico deve obbligatoriamente proporsi d’affrontare, in prospettiva strategica, il tema della democrazia.

Per dirla con Salvadori, deve porsi di fronte ad uno stato di fatto generale che vede dispiegarsi, in giro per il mondo, il paradosso di “Democrazie senza democrazia”.

Salvo pensare che si tratti solo , dopo l’89, di “rientrare” nell’alveo di una vittoria definitiva della democrazia liberale vista (Salvadori) “come lo stadio conclusivo dell’evoluzione della storia umana”.

Se così è , e così deve essere, allora si giustifica e ben si comprende lo sforzo, coerente, di Veltroni di costruire in Italia una forza liberaldemocratica capace di tagliare il cordone ombelicale con tutta “l’invecchiata” esperienza e tradizione storica del socialismo europeo. Insomma , una resa senza condizioni.

Si comprende meno il PD di Bersani che cerca di recuperare in chiave di un rinnovato riformismo quell’esperienza continuando, tuttavia, a non prendere il toro (della democrazia) per le corna.

Se c’è un limite, e c’è- teorico e pratico- nella socialdemocrazia europea è proprio quello di non assumere ancora come centrale una critica della democrazia nel XXI secolo.

Non serve a nulla, perché non dice nulla a nessuno, definirsi riformisti se non ci si pone di fronte a quelle che Bobbio ebbe a definire e descrivere (i suoi sei punti) come le “promesse mancate della democrazia” e se non ci si confronta con la sfida drammatica che oggi è rilanciata CONTRO la democrazia dai poteri irresponsabili e rapaci che agiscono liberamente, dentro la globalizzazione economica e dei mercati.

E così se Veltroni ha pensato al PD come ad un progetto di normalizzazione in chiave liberaldemocratica , Bersani rischia d’apparire, grazie anche alla deriva culturale ormai innescata, come un restauratore all’insegna di un riformismo generico che recupera la sinistra- di cui il primo segretario ha celebrato funerali sommari e senza onori- solo in termini evocativi.

Una sinistra rituale. Transunstanziata. Come il corpo e il sangue di Cristo.
Insomma un nobile moto dell’anima. Qualcosa che riguarda più la memoria, lo “spirito” che l’attualità e il futuro.

In quest’ambito il PD, per quanto si rimbocchi le maniche, rimane un partito irrisolto.
Campato in aria.
Dall’identità sempre incerta, gracile.

Tutta la retorica intorno alle primarie, in tal contesto, torna utile per saltare a piè pari la necessità di ricercare una nuova sintesi politica e ideale nel fuoco degli avvenimenti e dei cambiamenti in atto. Siamo democratici perché chiamiamo tutti a partecipare. Punto.

Tale sintesi , a mio avviso , potrebbe invece ben fondare un nuovo progetto politico, non solo in Italia.
Su di un blog non è congruo diffondersi a lungo.
Taglio corto per descrivere questa sintesi semplicemente come un matrimonio stretto, anzi indissolubile, tra democrazia e socialismo.

“Sinistra evocazione delle democrazie socialiste”. Mi rimbeccò, con la consueta efficacia propagandistica , una volta Veltroni.

No.

Solo la presa d’atto che la liberaldemocrazia ha già dato tutto ciò che poteva dare , ed è oggi, alla prova dei fatti e dei misfatti, del tutto impotente (anche nella larga percezione dei cittadini) a regolare il traffico agguerrito di poteri globali in grado d’aggirare del tutto le regole delle democrazie. A proposito di novecento, è facile rovesciare la frittata : la liberaldemocrazia appartiene ad una storia ormai trascorsa.

D’altro canto anche il socialismo europeo sconta un ritardo e un’ormai annosa subalternità , ferito gravemente, comunque azzoppato dall’offensiva neoliberista durata oltre un quarto di secolo.

Morale della favola, rozzamente narrata d’accordo, tuttavia alquanto difficile da eludere : nel tempo in cui viviamo sta divenendo problematico definirsi democratici senza recuperare, ricollocare e ridare attualità e dignità politica e culturale ai motivi universali e alle ragioni (sociali) del socialismo.

Certo si può essere e restar democratici senza esser socialisti. Ci mancherebbe. Ma ci si colloca in una trincea ormai difensiva.

Per chi vuol impegnarsi per una rinnovata efficacia della democrazia e non rassegnarsi al suo declino è preferibile assumere una disposizione finalmente “offensiva” essendo, ad un tempo, democratico e socialista.

Demosocialisti. Dunque. Tutto qui.

E poi discutiamo pure delle primarie.

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30 Risposte to “Il partito democratico di Bersani.”

  1. maddalena piccolo Says:

    Ieri sera si è parlato di vera politica e Mauro Zani ha chiaramente espresso le criticità di un partito mai nato compiutamente, nonostante le tante speranze a suo tempo suscitate.

  2. Atos Benaglia Says:

    Lucido e condivisibile come sempre .
    Il problema rimane la coriacità dell’ O.g.m. e l’ostinatezza degli “scienziati” che l’hanno costruito…
    Ma sono sicuro che la “natura” riprenderà il sopravvento .
    In qualche maniera .
    Prima o poi .
    Ciao

  3. claudio Says:

    Sintesi perfetta caro Mauro, non si poteva dire meglio!
    Io sono convinto ,inoltre ,che alcuni tra i dirigenti più avveduti e intelligenti
    del P.D. codividano anche essi la tua analisi ma che tuttavia pensino che non sia ancora giunto il momento di comunicare al “popolo” questa riflessione che li costringerebbe alla necessità di una severa autocritica.
    Vedi anche per noi è necessario fare” politica delle alleanze” e quindi interloquire con loro per snidarli e non darli definitivamente per persi.
    Capisco che è molto difficile ma è questo ,mi pare , il tuo compito.
    Bisognerebbe ripartire ripartire ,a mio avviso, dal 22 aprile 1996( e naturalmente da rigorose autocritiche) in questo senso :
    Oggi dopo 2 anni di splendida politica ( segretario politico D’alema coordinatore della segreteria Zani) abbiamo vinto le Elezioni ! ( anche se la desistenza con Rifondazione é stata determinante.)
    Questa vittoria che viene dopo il rovescio di soli2 anni fa è ,innanzitutto, dovuta al fatto che facendo grande politica abbiamo separato la Lega dalla Cdl perchè nel paese ,lo dicono i numeri , le destre insieme sono nettamente maggioranza!.
    Avviamo quindi il governo dell’Ulivo con il compito di portarci in Europa
    ( anche se Prodi mettendo il suo nome sul simbolo PPI ha preso solo il 6,8% e quindi non funziona molto con le masse).
    Nel contempo ,dopo aver preso atto che il PDS con il suo 21,1 è il primo partito (forza Italia ha il 20,6) poniamoci il problema che questo partito attraverso un’opera di profondo rinnovamento ,innanzitutto nella sua cultura politica, diventi la CASA di TUTTI I DEMOCRATICI e SOCIALISTI in Italia con l’obiettivo di puntare verso e oltre il 30% (già oggi Pds e Rifondazione hanno insieme il 29,7….)
    Poi..
    Caro Mauro la storia non si fa con i se e i ma e tuttavia io sono convinto che proprio dal 22 Aprile 1996 bisogna ripartire ( del resto il P.d. oggi è al 23 % e SEl al 7).
    Costruito il partito DEMOCRATICO e SOCIALISTA si metta in piedi un’alleanza elettorale con i cattolici riformatori per una prospettiva di medio periodo (almeno 10 anni) per poi dare luogo alla vera ALTERNATIVA (altro che ulivi più o meno mondiali).
    Forza Mauro L’impresa è quasi disperata ma è l’unica che a mio avviso puo riportare l’Italia nel novero dei paesi Civili ( cosa gia avvenuta peraltro dopo la seconda guerra e assicurata dai grandi partiti di massa prima che l’alleanza tra gli Usa e i poteri forti italiani – capitalismo parassitario , Massoneria , mafia e Vaticano bloccasse tutto (vedi delitto MORO e affini..)

  4. giovanni Says:

    Non c’ero perbacco Potevi almeno notiziarci via Blog

  5. carlo amabile Says:

    La soluzione del nodo tra democrazia e socialismo è sicuramente il passaggio epocale che dovrebbe segnare la strada di un rinnovato riformismo adeguato ai problemi che il nuovo secolo ci ha brutalmente sbattuto in faccia.
    Non è sicuramente una discussione – e quindi una scelta organizzativa adeguata – facile. Troppi soggetti coinvolti – almeno questa è la mia impressione – hanno scelto la scorciatoia di operazioni di sola immagine, glissando volutamente l’altro grande problema: come si configura oggi il problema della trasformazione dello Stato e la capacità dei vari soggetti attivi di introdurre elementi di democrazia reale e di ridistribuzione della ricchezza.
    Le primarie sono solo la foglia di fico che furbescamente viene usata per mascherare, nella migliore delle ipotesi, la mancanza di una innovativa proposta/progetto che sappia realmente guardare al futuro. O, molto più “truffaldinamente”, la copertura di operazioni molto più prosaicamente attinenti al potere tout court.
    Il problema vero – che almeno io mi pongo – è come riuscire a lanciare una discussione ampia e coinvolgente che sappia uscire dalle secche dei blog o delle chiacchere (belle,interessanti e anche utili) di gruppi ristretti e diventare motore di forme organizzate (non oso usare termini più precisi e incisivi) in grado di contribuire all’indispensabile processo di rinnovamento e trasformazione della realtà.

  6. maurozani Says:

    Mmh.
    Considerando le cose che dite, mi viene in mente che Donini , ieri sera ha fatto un’apertura.
    Vedremo.
    Se del caso ….ripescare l’associazione democraticiesocialisti a ridosso del PD e Sel?
    Complicato…… forse infruttifero.
    Mah.
    Come dice Paolo Conte: tempo al tempo e si vedrà.

  7. giovanni Says:

    @Mauro

    Aperture?Siamo all’ultimo giro. Chissà se si svegliano prima che arrivi l’incubo

  8. Marco Capponi Says:

    Caro Mauro, purtroppo non sapevo del dibattito, peccat.
    Se mi conosci un po’ capirai quanto io condivida quello che hai scritto, sin dai tempi della svolta di Occhetto. Non sto quindi a ripetere qquello che non saprei dire in modo più sintetico ed efficace sdi come hai fatto.
    Siccome nbon c’ero ti chiedo cos aha detto Donini, ms comunque il sempòlioce fatto che sia venuto mi poare non indifferente.
    I matematici dicono che un problema ben posto é già a metà risolto.
    Non mettere questa chiarezza a disposizione,sopratutto dei giovani, mi sembra un vero peccato., Per le forme si vedrà, un oèpiicolo contributo, magari solo di esperiemza e pensiero , forse più di uno hanno voglia di darlo. (e forse ancahe qualche idea otganizzzzaativa)

  9. marco da bologna Says:

    Democrazia vuol dire:cosa di tutti.Non ci può essere a mio avviso una società che rappresenta tutti secondo le proprie idee ,le proprie propensioni,le proprie condizioni sociali;che non tenga conto della tradizione socialista.Il fallimento del liberismo è sotto agli occhi di tutti,vedi l’ultima crisi economica!Il liberismo puro porterebbe il mondo alla distruzione o quasi!L’economia mondiale è stata curata con provvedimenti Keynesiani tipici di paesi socialisti!Il nostro welfare per altro in fase di smantellamento,anche le pensioni sono welfare,ci ha aiutato a fronteggiare la crisi.La nostra economia che bene o male é fatta anche di aziende pubbliche ha retto perchè cosi composta.Il nostro welfare le nostre aziende pubbliche sono figlie del periodo democristiano in cui ,per non far vincere i comunisti,si dava tutto a tutti!Chi e ‘consapevole in tutto ciò e si riconosce in un socialismo europeo,può essere quello svedese di Olaf Palme,o altre esperienze europee,credo non possa essere considerato di sinistra,chi segue un liberismo sempre più puro,o poi alla fine quallche lobby di potere.Se grosso modo per difendere questa posizione dobbiamo fare il partito demosocialista,sono d’accordo,se no ,scusate ma non ho capito!Marco da Bologna.

  10. maurozani Says:

    @Marco da Bologna.
    Mi sembra che tu abbia capito perfettamente!

  11. marco da bologna Says:

    Scusate il pasticcio!Riscrivo l’ultima parte correttamente:Chi è consapevole di tutto ciò e si riconosce in un socialismo europeo,può essere quello svedese di Olaf Palme,o altre esperienze europee,credo possa essere considerato di sinistra;chi segue un liberismo sempre più puro,o poi alla fine qualche lobby economica di potere,assolutamente no.Se grosso modo per difendere questa posizione dobbiamo fare il partito demosocialista,sono d’accordo,se no ,scusate,ma non ho capito!Marco da Bologna

  12. maurozani Says:

    @Marco Capponi.
    Avendo io ricordato come il PD si sia dimostrato un neo-partito tutt’altro che inclusivo, allorchè feci larvatamente balenare la possibilità di un’adesione collettiva al PD tramite l’associazione dei DemocraticieSocialisti, Donini ha risposto che ,per quanto lo riguarda, non ci sarebbero stati ostacoli.
    E’ un’apertura che prima non c’era mai stata.
    Mi fu rifiutato persino un piccolo spazio serale nella prima festa dell’Unità del PD bolognese per organizzare un dibattito dell’associazione, peraltro del tutto innocuo. Quando è arcinoto che “noi” non avevamo mai , dico mai, rifiutato un ospite nella festa de L’Unità. Fatta esclusione per fascisti dichiarati.

    PS. naturalmente si tratta di un’apertura “politico-diplomatica dato che lo statuto del PD (ci scommetto) non prevede adesioni collettive. Quel tipo di adesioni che io invece avevo già previsto nel 1993 nella mia proposta di riforma dell’organizzazione.
    L’adesione collettiva invece è cosa di assoluto rilievo quando si volesse costruire una nuova forma partito , non solo federale (territori) ma federativa (esperienze e ascociazioni e movimenti del più vario tipo). Una roba un pochino diversa dalle primarie!

  13. maurozani Says:

    @Marco da Bologna , in effetti prima era un pochino più involuto, ma s’era capito, e la mia risposta è , naturalmente, sempre la stessa: hai capito bene.

  14. Marco Capponi Says:

    @Mauro
    se é così la cosa é davvero positiva e aprer qualche spazio, al di la delle motivazioni) ad una presenza politico.culturale assolutamente autonoma e non vissuta come ostile. PEr direl con il linguaggio della Chiesa,bisogna ricostruire il Capitolo (sede della ricerca, della elaborazione, della trasmissione), per dare sostegno al Consiglio (sede delle scelte politiche re della loro gestione. Poi ciascuno si collocherà secondoo capacità, attitudine e , perché no? esperienza

  15. Marco Capponi Says:

    @marco da bologna, Muro
    Un Partito nuovo si può fare partendo da tanti punti di partenza e con taanrte strategie. Quindi, nella sostanza ,sono d’acccordo

  16. giovanni Says:

    @Mauro

    De Maria e Merola se le danno di santa ragione,come i ragazzi di via Pal.Certo l’ex segretetario del ,pur piccolo di statura,ha sempre il peso di un dirigente nazionale del PD.Ma neppure Merola scherzaove si considera che era una delle costole del sindaco più odiato dai bolognesi :Sergio Cofferati.
    Non ci sono più le condizioni per svolgere regolari primarie,per la semplice ragione che i prodiani hanno scatenato la guerra per bande nel tentativo di riottenere sia quel che sia il sindaco di loro gradimento Merola ci ha messo del suo In tre giorni,impegnandosi a fondo ,ha perso quasi la metà dei consensi.Il Pd ormai è oggetto di dileggio da parte dela Nonnetta di Cappuccetto Rosso ,che ha promesso a Donini & C il lettino dell’analista.Qui, per il vero, vedo la manina di un noto baciapile Donini non riceverà soccorso “dai romani” i quali hanno appaltato la questione al Professore.Del resto è roba sua.La realtà,ragazzi, è aldilà dell’immaginabile

  17. giovanni Says:

    Dimenticavo,il segretario è innocente.We save Donini

  18. Paolo Orioli Says:

    Caro Mauro,

    avendo partecipato all’incontro aggiungo una riflessione che è poi una proposta d’azione.

    Dato che nessuno di noi ha la capacità di fare sciogliere il PD o Sinistra Ecologia e Libertà o altri partiti dell’attuale centro sinistra e dato che il progetto del PDS (Partito Democratico di Sinistra o Socialista aggiungo …. per me Socialdemocratico del nord europa è molto meglio) propongo a te e a tutti quelli che ci stanno (compreso il caro Prof. Pasquino, con il quale fondammo una lista civica con il nome Cittadini per Bologna per opporci al sistema PD dell’era Delbono e soci) di costituire dalle ceneri dell’Associazione dei Democratici Socialisti e dell’Associazione Cittadini per Bologna un gruppo di cittadini socialdemocratici bolognesi (poi si vedrà di allargare in seguito se il tutto dovesse decollare) che si costituiscono come associazione (poi vediamo con Donini la forma burocratica e la burocrazia non deve limitarci assolutamente: ci sono già casi che il PD ha accettato altre associazioni: es. Il cantiere dell’Ulivo, Il Circolo dei Precari e altre).
    E quindi facciamo politica, da subito per fare nascere un PSDE (partito socialdemocraticoeuropeo, d’ispirazione azionista, spinelliana e appunto saldamente operante nel solco nord europeo).
    Caro Mauro (come sto dicendo a Pasquino ed altri) se si vuole cambiare bisogna farlo da dentro, non ci sono altre possibilità. Molti ci seguiranno, molti che adesso sono costretti a seguire questa piccola classe dirigente del centro sinistra.
    Il manifesto di Ventotene (1941) si conclude così … e questo deve valere anche per noi: “Via da percorrere non è facile, ne sicura. Ma deve essere percorsa e lo sarà!”.

    PS Già lunedì 29-11 ore 21.30 (dopo cena) c/o Cortile Caffè via Nazario Sauro, 24 avevamo fissato di ritrovarci con Pasquino per chiederci come potevamo ripartire per FARE POLITICA SUL SERIO.

  19. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Sì la questione è appaltata.
    Tuttavia potrebbe divenire un appalto difficile da eterodirigere nei suoi esiti.
    Potrebbe anche prendere direzioni impreviste.
    Conosco e mi onoro(a ragion veduta) di avere un’antica amicizia con Giovanni Nicolini, il quale ancorchè (tieniti forte), prete e per di più dossettiano è un uomo onesto, dotato di dirittura morale e senso politico.
    Personalità scomoda per via Altabella e chissà anche per via Gerusalemme.
    Resto, al momento, come color che son sospesi. Nel giudizio.
    Poichè vi son fatti locali e eventi nazionali che maturano insieme.
    Bisogna esercitare ancora le meningi e poi, forse, decidere qualcosa. Forse…

  20. maurozani Says:

    @Paolo.
    Per me è presto.
    Se e quando dovessi decidere di rientrare in politica sarà per un progetto come quello che descrivo da qualche anno. E’ probabile non accadrà mai.
    Si vedrà.

  21. maurozani Says:

    @Marco Capponi.
    Per chiarezza. Io non sono, disponibile a farmi cooptare in alcun modo. Resto irriducibile al peccato originale del PD.
    Qualcuno deve andare a Canossa, in un modo o nell’altro.
    Altrimenti, nonostante le buone volontà (che andrebbero verificate in concreto) spazi non ve ne sono.
    Spazi, invece comincio ad intravederne in un altrove politico non necessariamente partitico.
    Vedi come vanno le cose nel PD locale con la guerriglia Merola- De Maria.
    Certo raggiungeranno un nuovo accordo di non belligeranza ad uso e consumo del pubblico, ma sono morti e non lo sanno.
    Tali restano.
    Dopo vedremo.

  22. Marco Capponi Says:

    @Mauro,
    Non pensavo a nessuna cooptazione.,anche èperché io stesso missto”sooptando” e non vedodove si dovrebbe esseere cooptai, non nel nulla. Pensavo invece ad una offerta di politica alta (o altina) di cui colgo ilbisogno da parte di iscritti e non iscritti a partiti e parttini.Oggi nessuno avrebbe più la forza di mettere un argine ad un bisogno di discussione vera che viene, soprato dai givani. unfferta c non cé(é imutiel pensare afondaziono, istitutivari che hanno un target molto elitario).Una ssociazione, appunto, che organoizzo incontri disccussioni virtuali e reali, che metta insieme qualche competenza, non neutra ma trale, per andare oltre le dichiarazioni dei pricipi. In qualche ambiente scientifico e culturale si avverte anche questa esigenza, ma occore partire con una certa credibilità politica che non chiunque può dare.
    Dopodiché il problema che qualcuno vada a Canossa é un problema, che comprendo perfettamente da parte tua, ma non mi apèpapsiona più di tanto e non merita di fare ostacolo al futuro.

  23. Gianni Says:

    Devo dire che mi trovo in pieno accordo con Zani!!!
    Vedo anche sul territorio, crepe sempre più evidenti attorno e dentro al PD, Sindaci che fanno battaglie contro i tagli senza le truppe (la gente ma nanche i militanti del PD). Addirittura vengono sbeffeggiati dalla Lega Nord e i militanti che si chiedon:o ma perchè non ci hanno chiamati al presidio (Modena città).
    I dirigenti del PD che pontificano, ma poi si intromettono nelle nomine. Una parte della nuova classe dirigente del Pd (parte dei 40enni) che sembrano cloni, mal riusciti, di modelli “sorpassati”! Peccato con tutto quello che ci propinano Berlusca e Tremonti meriteremmo bel altro.
    Non ci resta che sperare nella CGIL!!. Ma non è un partito a quello che né sò o no???
    Da umile cittadino di sinistra pretendo che qualcuno del PD ci rimetta le penne, o comunque chiaramente molli le leve del comando e, ancor peggio, il ricatto correntizio!
    Non sono stato d’accordo dalla nascita, col PD, e per riaprire in modo credibile un’alternativa al berlusca (o vogliamo Casini o Montezemolo Presidente del consiglio e Fini o Casini presidente della repubblica??? per quanto???).
    Credo che non possiamo far finta che il PD non esista ma nello stesso temo dobbiamo far emergere tutte le sue contraddizioni agli occhi della gente!!!
    Non sono d’accordo con l’entusiamo di Bersani per l’intervento di Prodi al seminario “in convento” dei gruppi parlamentari del PD, anche perché D’Alema e Veltroni e il loro codazzo erano di nuovo “in prima fila” ad applaudire.
    Lo so, son pignolo, ma cavolo almeno mettetevi “in un angolo in piedi” un pò di decenza, se no Renzi e Vendola sono due giganti (il secondo meglio del primo)!
    Scusa Mauro (posso ancora approfittare del tuo magnificobel blog?) ma ogni tanto mi sfogo!

  24. carlo amabile Says:

    @Marco. Sono d’accordo con te. C’è oggi la necessità di restituire alla città una discussione che è rimasta confinata in questi anni tra gruppi ristretti e non ha inciso per nulla nelle scelte. Personalmente sono rimasto molto deluso dalla “venuta” a Bo di Vendola. Mi aspettavo un discorso alto, di prospettiva. Invece abile, istrionico e coinvolgente nella denuncia completamente assente nella prospettiva. Non basta cancellare dal proprio vocabolario la parola socialismo per trasformarsi nel profeta del nuovo. In sostanza (e molto prosaicamente): se Vendola perde le primarie con Bersani (o chi per lui), Sel (usata insieme al suo leader mediaticamente in funzione anti Pd) si scioglie come neve al sole. In sostanza: sotto il vestito niente. E credo che, nonostante l’impegno profuso da via Gerusalemme, ragionamento analogo vale anche per la signora Frascaroli. E questo non implica necessariamente un giudizio negativo sulla persona e nemmeno su don Nicolini, i cui meriti – in tutti i sensi – sono una medaglia di cui tutti i bolognesi debbono essere fieri. Ma anche dal programma (?) illustrato ieri sera dalla sgnora Amelia non si capisce quale e come Bologna dovrà lanciare la sfida al futuro.
    Innovazione, ricerca, università, impresa, nuovo piano regolatore, mobilità, diritto di cittadinanze, welfare: sono questioni aperte su cui non è possibile ragionare solo per slogan o per antico buon senso (che comunque sarebbe già una buona cosa, visti i tempi…).
    E’ indispensabile – oserei dire non più rinviabile – l’avvio di una discussione ampia e alta che, partendo dal nodo democrazia – socialismo – trasformazione, sappia indicare un’idea della Bologna degli anni duemila, restituendole quel ruolo di protagonista del riformismo italiano (sui luoghi, sedi, soggetti, tempi di questa discussione si può cominciare a ragionare). Anche perchè, caro Nichi, Bologna non è quella città addormentata e rinunciataria da te descritta…

  25. Marco Capponi Says:

    Qualcuno dica a Vendola che le primarie nonsono i soviet e che, se sono una festa, sono un festino sadomaso!

  26. maurozani Says:

    Scusa Marco , ma se il PD prepara la corda per impiccarsi alle primarie, mi sembra normale che Vendola gli usi la cortesia di insaponarla.

  27. Marco Capponi Says:

    Evidente, ma ciò non toglie che si può vinceere anche senza usare argomenti fasulli, sebnnò che si vince afare, tanto vale tenersi Veltroni o Gentiloni (addirittura) Comunque Vendola, stando agli argomenti che usa, col tuo ragionamento non c’entra prprio niente. SE poi si dice che un o é più di sinistra…ma non é un dognma. IlVeltronismo per me é amche pericoloso per la democrazia e dopo il “popolo” ci siampo appropriati anche del “sogno” e dell”amore”. Il che non vuol dire che sideveessere freddi, ma sobriamente onesti si.

  28. Bizantino Says:

    PD, SEL (e anche FdS, via) non sono esattamente i luoghi in cui mi sembra si possa parlare di politica, di cambiamenti sociali. A me sembrano semplicemente piccoli o grandi comitati elettorali che, al più, sostengono una figura carismatica quando non il portatore di interessi.
    E’ proprio questa cultura politica trasversale che va messa da parte. Leaderismo e retorica li lascio volentieri alla destra.

  29. Marco Capponi Says:

    @bizantino,
    sottoscrivo (quasi) tutto

  30. Tweets that mention Il partito democratico di Bersani. « mauro zani -- Topsy.com Says:

    […] This post was mentioned on Twitter by Maurizio Cecconi, Pier Francesco Prata. Pier Francesco Prata said: RT @puta: Mauro Zani: Il partito democratico di Bersani http://bit.ly/fSdTwR […]

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