Non c’è limite..

Non c’è limite al peggio.

Si è fatto di tutto e di più per approdare al candidato unico del PD, ma l’accordo non tiene.

Anzi.

Siamo ai materassi.

E nessuno che s’interroghi onestamente sulle ragioni di questo casino.

A Bologna c’è un partito che, sulla base oggettiva di tutti i risultati elettorali recenti, ha la vittoria in mano. Nonostante il grosso dettaglio costituito dalla scelta di ben tre candidati sbagliati di seguito e nonostante il non piccolo dettaglio aggiuntivo, d’aver provocato, da ultimo, anche l’onta del commissariamento della città.
Per di più spicca l’assenza di una qualsivoglia opposizione, col centro –destra reso del tutto inessenziale dalla pochezza dei suoi dirigenti e da una divisione interna destinata, con ogni probabilità, a non ricomporsi in tempo utile.

In un tal contesto basterebbe, ancora, che nel PD prevalesse la ragion di partito.

Invece no.

L’appello accorato di Cevenini, secondo cui bisogna “chiudere ogni polemica e ogni incomprensione per concentrarci il più possibile sul bene della nostra amata città” appare per quel che è: un patetico tentativo di far finta di non capire.

C’è una guerra in corso nel PD bolognese.

Si tratta di far prevalere posizioni e destini personali. E di assicurare rendite per gli appartenenti alla propria fazione.
E, ciò comporta una corsa a spartirsi le spoglie persino della residua buona fede di tutti quei militanti che credono ancora nelle primarie come principale carattere distintivo, identitario, di un partito privo, per il resto, di qualsiasi certa identità.

A riprova.

Dove diavolo stanno, esattamente, le differenze politiche e programmatiche tra i due principali contendenti, Merola e De Maria?

Per cosa ci si combatte?

E mentre infuria la battaglia si continua a recitare, sempre più stancamente, la litania in base alla quale non ci son candidati di partito.

Non va bene.

Donini.

Non va bene.

La verità è che eravate giunti a indicare un candidato di partito ma la mediazione, per ragioni che sfuggono alla mia comprensione, non è riuscita.

Inutile, adesso, metter la sordina allo scontro in atto.

Se non si senton rumor di spari, a questo punto vorrà solo dire che s’usano pugnali.

Ed è persino peggio.

D’altro canto qual è quel partito che non ha un candidato alle elezioni?

Se un partito non ha un candidato rinuncia semplicemente a svolgere una delle sue più rilevanti funzioni democratiche.

Non è un partito.

E’ solo un asino in mezzo ai suoni.

Il resto son balle.
Inventate per cadere sempre in piedi e non pagar dazio alla responsabilità di una scelta da sottoporre al giudizio degli elettori.

Questo o quella per me pari sono.
Qualcuno disse così anche nel lontano ’99.
Dopo peraltro aver avanzato una proposta.

E qualcun altro, d’impulso rispose: ah sì, allora vai a fare in c…

Attenzione che stavolta gli elettori possono ragionare anch’essi d’impulso…

Spero solo che almeno adesso qualcuno comprenda il senso politico, nient’affatto strumentale, della proposta di lista civica di sinistra che avanzai nell’aprile scorso.

Non si trattava d’umiliare un partito, ma di prender atto della situazione difficile e inedita che si era creata per la prima volta con il commissariamento del comune e di trarne conseguenze politiche tali da mobilitare e rimotivare la cittadinanza dei bolognesi.
Persino il consenso che questi ultimi venivano spontaneamente esprimendo nei confronti della figura del commissario avrebbe dovuto far intendere la necessità di avviare una nuova stagione politica.

Se si fosse lavorato seriamente alla costruzione di una svolta in senso civico, a partire dallo schieramento di centrosinistra, il PD non si troverebbe oggi a brancolare in questo ginepraio.

Dal quale , in un modo o nell’altro si uscirà , naturalmente.

Ma per il PD e , segnatamente per lo strato dirigente proveniente dai DS, non si tratterà di un uscita indolore.

Tutt’altro.

Strano e imprevisto modo di concludere una lunga storia.

Forse anche ingiusto.

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95 Risposte to “Non c’è limite..”

  1. assecobo Says:

    Bisogna cambiare. Tutto. Perché proseguendo così non si andrebbe da nessuna parte. Si resterebbe ancorati ad un mondo ormai troppo vecchio, in progressiva recessione, degradazione, disoccupazione, disgregazione. Sevono idee nuove caro Zani, ed i vecchi come te, al potere o no, lo devono capire, prima che sia troppo tardi.

  2. roberto Says:

    @ assecobo
    Non riesco a capire la tua conclusione: che c’entra Zani col vecchio?
    Anche anagraficamente, non mi pare così decrepito, ha detto qui di avre 61 anni, e mantiene un blog che per stimoli e frequentazione quelli di pdbologna.org si sognano.
    Rispetto alla guerra per bande richiamata dalla Carfagna nel napoletano, direi che qui è solo minore la posta in gioco, fatta di interessi personali e di famigli, e forse si resta nel perimetro della legge: ma i risultati per i cittadini sono analoghi.
    Per colpa del PD abbiamo avuto Guazzaloca, Cofferati, Delbono e il commissario, e i 40enni del PD si stanno comportando da rintronati.
    E te la prendi con Zani?

  3. Marco Capponi Says:

    Confett cheanche io sono piuttostostupitto, nononstante il mio pesssimismo. Nerppure le lementari regole dell atattica ed un puur elementare e miserevole senso della organizzazione hanno tenuto. Al di las della mia pir fervisa immaginazione. Perchè Merola ha reagito in modo così autolesionistico? A queso punto arrivo a prevedre che i niostri diranno he , in reaalltà, il nosatro candidato ° la Frascarol9i, arrivando buoni ultimi. Ranto pper non far dire che il PD nonha perso le primarie (gia qualche eequivici segno di equidistanza si vede). Dopodiché bisognerà chiudere le sei e consegnare le chioai al Professore, e Bologna tornerà la colta, la dotta, la grassa.Quella delle te T insomma, immaginaria

  4. Marco Capponi Says:

    Azz,ormai scrivo allaq cieca, spero che il senso soi capisca

  5. maurozani Says:

    @Assecobo.
    Vecchio vallo a dire a tuo nonno!
    Nel frattempo prova a dir qualcosa di nuovo se ci riesci!

  6. giovanni Says:

    Caro Marco,
    vedo con piacere che il velo di sacralità che avvolgeva Prodi Romano,detto il Professore,è ormai squarciato e cominciate finalmente a parlarne senza tremore.E’ un bluff,non ha nulla da insegnare.L’IRi l’ha svenduto tutto da tempo.Non ha più nulla da dare.Gli serve tutta Bologna per “i famigli”.
    Quando usciranno i miei 10.000 manifesti saranno c….per l?Arrafffatutto

  7. umberto.mazzone Says:

    Cari Amici e Compagni, non vorrei turbarvi ma comincio ad avere la sensazione che, nel vuoto (e la politica è come la fisica: vi regna il principio dell’ horror vacui), la lista civica della sinistra cominci a delinearsi e che abbia un nome: Amelia Frascaroli. Poi discutiamo della sostanza, ma un’ immagine umbratile comincia a delinearsi (nel vuoto altrui, appunto).

  8. assecobo Says:

    cari amici, “vecchio” non è un’offesa, almeno per me; cos’avete contro i vecchi? è solo una constatazione anagrafica; il problema segnalato nel primo commento sono i vecchi che ci hanno portato a questo casino a bologna, in italia e nel mondo; il problema sono soprattutto i vecchi che non si sentono in colpa e non fanno largo ai giovani; Zani dice che non c’è “nessuno che s’interroghi onestamente sulle ragioni di questo casino”; ebbene io mi sono interrogato ed ho detto la mia; portate pazienza

  9. Marco Capponi Says:

    @Mauro
    meditate gente meditate

  10. fabio bonifacci Says:

    Beh, scherzando ma non troppo: abbiamo la città commissariata, la squadra di calcio commissariata, non si può per favore commissariare anche il PD locale? Tutti a casa, e mandassero da Roma qualcuno bravo…

  11. Mario Bovina Says:

    @fabio
    da Roma ci hanno già provato nel 2004 a mandare uno “bravo” … e arrivò sercoff; sai qual’è il fatto? è che dopo vent’anni di clonazione al ribasso dei dirigenti e di subalternità progettuale uno bravo non c’è, là dentro …
    delenda Carthago!

  12. roberto Says:

    @ assecobo
    “cos’avete contro i vecchi? è solo una constatazione anagrafica”.
    Erano anagraficamente vecchi Alessandro Ramazza, Caronna, De Maria e ora lo è Donini?
    Ma che dici?
    Potremmo concordare che i difetti sono trasversali rispetto all’età anagrafica e chiuderla lì con questo tipo di argomentazioni.

  13. Rudi Says:

    “Se un partito non ha un candidato rinuncia semplicemente a svolgere una delle sue più rilevanti funzioni democratiche.
    Non è un partito.
    E’ solo un asino in mezzo ai suoni”.

    Cos’è, stai parlando di SEL?

    A parte le battute, l’incredibile spazio che sta occupando Amelia Frascaroli senza dire niente, non mi sembra meno significativo del regolamento dei conti in corso nel Pd.

    Sarò un po’ demoralizzato, in questo momento, ma perché mai la sinistra bolognese – prodiani e comunisti compresi – dovrebbe aprire gli occhi tenuti chiusi da 12-15 anni?
    Quali segnali nuovi vengono dalla società, se dirigenti Fiom dicono Merola prima ancora che Merola apra bocca, e i “civici” si sfilano uno dopo l’altro?

    Andrà come sempre: se questi vincono, faranno finta di essere nati ieri; se perdono, sarà stata colpa di Delbono.

  14. joe.turner Says:

    impagabile questo blog !….dovrebbe esserlo certamente per tutti quelli che hanno attraversato un bel pezzo di vita in compagnia di PCI,PCI-PDS,DS,PD…e dintorni ecc affascinati , attratti e qualche volta , da militanti , alla ricerca di qualcosa in più per ‘costruirti un po’ di autonomo pensiero’ al di là dell’imparaticcio…che pur bisognava gramscianamente comprendere….facendoci magari anche la figura dello ‘stordito’….specialmente se l’approccio avveniva in presenza di deficit e distanze culturali che oggi qualificherei come ‘paurose’….’minus quam merdam’ , come si diceva delle matricole in via Zamboni..
    Teniamola corta….però caro Zani anche l’estetica doveva avere la sua parte : come cazzo facevi( BOannisettanta federazionebarberia ) a parlare a partecipatissime assemblee di studenti privo di uno dei tuoi incisivi…. che a ogni parola che dicevi ti veniva il fischio anche se non c’era la esse ? …e intanto i ‘fichetti’ della SUC un po’ ci ridevano….
    Teniamola corta :
    intanto , poi vedremo , mi interessa ringraziarti , senza piaggeria…so che ti diverti anche e pur trattieni con vera professionalità tante ‘cose’…però ‘se si passa per di qua’…un po’ di sgomentanti cose di BO&SINISTRA risultano più laicamente chiare….e si riscopre , e non guasta , che l’impegno politico puo’ nutrirsi anche di pensiero-valutazioni-ragioni non viziati da ‘sviamento dei fini’ e da una delle sue più insidiose forme : l’egemonia del binomio ‘carriera&cordate’ che affianca sempre le pur oneste ‘cazzate’….ecc ecc…. chapeau!

  15. Loris Marchesini Says:

    Mauro,

    tu sai meglio di me che le cose sono più complicate. Perché nel 1999 (tu eri uno dei protagonisti) c’era un cavaliere bianco e gli altri neri?

    Perché Merola, pur osteggiato da tanti nel PD, non è un candidato del PD? Non ha tenuto duro, nonostante inviti a farsi da parte? Non è così che ci si candida a delle primarie? Oppure lo si fa solo con l’assicurazione che il partito tutto unito ti segue?

    In tutto questo io trovo stonato e perfino grave solo che qualcuno voglia azzerare tutto (vedi Lonardo) oppure che qualcuno millanti di avere dei sostenitori di cui far convogliare i voti a piacere. Per quel che mi riguarda ognuno ha una testa che deve usare come gli apre, in modo libero.

  16. marco da bologna Says:

    Credo che in politica vecchio è colui che vuole rimanere incollato alla sedia,anche a sinistra abbiamo degli ottimi esempi sia livello nazionale che locale!Zani a mio modesto parere è il nuovo che avanza,se non altro per la coerenza delle sue idee!Io personalmente da questo Blog esco comunque più arricchito se non altro per l’autorevolezza riconosciuta di chi vi scrive,ma anche per il confronto delle idee,se fatte in modo civile!E questo credo sia il sale della politica!Per quanto riguarda lo scontro Merola De Maria,si potevano fare primarie vere,magari si potevano inserire anche altri candidati,Cevenini se si è ristabilito,la differenza doveva essere nei programmi,nelle rispettive posizioni sui temi salienti.La gente se ben informata avrebbe deciso!

  17. Marco Capponi Says:

    Amiamoci e partite
    L’Amore del Popolo, l’Amore per il Popolo, il Popolo dell’Amore, l’Amore per il Partito e il Partito dell’amore, l’Amore per i Comizi e i Comizi d’Amore. Non meposso più, ma un po’ di sano sesso no? (ma qundo si tromba senza essere trombati?)

  18. Teresa Says:

    Che bello e che facile parlare dal comodo salotto della sua villetta!
    Ma…
    – Dov’era il sig Mauro Zani nel 99? Cosa ha provato a fare per cambiare le cose?
    – Ancor di più dov’era quando si è scelto Vitali che ha fatto cosi bene da rendersi impresentabile per un secondo mandato (motivo che sta alla base sel 99 e della vittoria di guazzaloca)
    – Perchè non ha alzato la mano per fare il sindaco quando nel 2004 c’era baruffa, tanta che Roma ci sbolognò cofferati? Aveva un consenso tale nel partito che nessuno si sarebbe opposto! Ma ci voleva coraggio, troppo coraggio
    E ora? la colpa è tutta del Pd e dei dirigenti del Pd. Attenzione non sono innocenti, ma la classe dirigente che li ha preceduti non era da meglio (aveva bisogno di Imbeni che era di modena)… mi sono sempre chiesta perchè il Partito dell’Emilia Romagna e di Bologna in particolar modo non abbia mai espresso leader nazionali, la federazione più grande dell’occidente!!! poi arrivando qui da fuorni ho capito che essere pussillanimi è in contrasto con l’essere leader!
    Bisogna fare un bagno di umiltà e non fare i saggi nell’eremo! A bologna c’è bisogno di una lista civica? Coraggio! Fuori gli attributi ci si mette faccia, sudore e sangue e ci si MISURA col consenso delle proprie idee!!
    Se no tutte le parole “andranno perse come lacrime nella pioggia”

    Buona vita!

  19. beppe ramina Says:

    Sono rimasto stupito dall’intemerata di Merola verso De Maria.
    Questo allentamento dei freni inibitori dei protagonisti del Pd bolognese mi sembra irriguardoso verso i loro iscritti, verso quelli che in quel partito nutrono ancora fiducia e speranze di buona amministrazione.
    Leggo che il rendere pubblico il dissidio sarebbe stato consigliato a Merola dai suoi esperti di comunicazione. Inesperti, forse. Sono davvero curioso di sapere chi siano.
    Mauro ha ragione a segnalare le questioni politiche, ma vi è anche un altro dato che trapela da quello scontro: l’idea di autosufficienza che fu del Pci bolognese – e che allora aveva dalla sua parte la consistenza dei numeri, l’articolazione dell’egemonia, la politica redistributiva delle amministrazioni locali, la partecipazione alle lotte dei lavoratori – è rimasta diventando, con l’infragilirsi delle ragioni e dei numeri, pura arroganza, l’idea di poter fare e comportarsi come si vuole senza pagare pegno.
    Ma il pegno ora si paga. Tutti lo sanno.
    Una buona ragione per cercare di mostrarsi, anche se non lo si fosse, anche solo per astuzia, anche solo per calcolo, aperti, disponibili e disciplinati. Sì, disciplinati, come forma di rispetto verso chi ha consentito e consente di vivere facendo un lavoro difficile e bello, quello del politico di professione.
    Aperti e disponibili, per cogliere l’occasione che aveva suggerito Mauro mesi fa.
    Tutte qualità che mi sembra manchino e che sono parte della malattia del Pd bolognese.

  20. maurozani Says:

    @Teresa
    Che bello parlare senza saper di che si parla. Da morir dal ridere!
    Dov’eri tu nell’estate del ’99 quando io raccoglievo cocci?
    Dov’eri quando nel 2004 l’eroe dei due mondi venne a Bologna? In prima fila ad applaudire ,immagino.
    E Vitali chi l’ha scelto?
    Ma soprattutto perchè ti dà così fastidio ch’io continui a parlare?
    Firmandomi con nome e cognome?

    PS. Quanto al coraggio: altro che Blade Runner , la merda si rivolta al badile, dicono a Bologna!

  21. maurozani Says:

    @Turner.
    Grazie dell’amorevole ritrattino.
    SUC o dintorni: I suppose!
    Il dentino poi l’ho rimediato ,non appena ho avuto l’argent necessario.
    In seguito, i signorini,(la stragrande maggioranza ignoranti come caprette) capaci solo di ripetere a pappagallo quattro cazzate mimando in maniera spassosa chi sappiamo, impararono a star alla larga dai
    miei dentini.
    Qualcuno di loro imparò persino a stimarmi e addirittura essermi amico ancora adesso.

    Ah , se mi è occorso di morderti , chiedo venia, ora per allora. D’altro canto anche la politica, come la rivoluzione, non è un pranzo di gala.

  22. maurozani Says:

    @Assecobo.

    Per quanto mi riguarda ho fatto largo ai giovani da tempo. Citami solo un altro che l’abbia fatto, come me, potendolo evitare.
    Se poi la tua idea è quella che nel “non far largo” ci stia anche la necessità del silenzio, da parte mia ,beh allora dovrai aspettare un pezzo. Tu e quelli che la pensan come te.

    E poi mica siete obbligati a leggermi! Basta ignorarmi.

  23. maurozani Says:

    @Marchesini.
    non son bigi tutti i gatti.

  24. maurozani Says:

    @Umberto
    mi sa che hai ragione.

    @Rudi, al di là delle considerazioni su SEL resta che si sta verificando in forma non prevista una sua crescita. Crescita che pur ti avevo segnalato in epoca non sospetta.
    Insomma poca acqua.
    Troppo poca.

  25. Teresa Says:

    I cocci li raccogli chi li rompe

    nel 2004 davo via i volantini per il candidato sindaco del mio partito (l’avrei fatto per chiunque si fosse candidato, e come facevo per il candidato al parlamento europeo) che nessun dirigente ha contrastato sopratutto chi poteva!!!

    i continuo a parlare in mezzo alla gente sfangando li la merda che i dirigenti di oggi e di ieri hanno contribuito ad accumulare

    Non mi da fastidio nessuno quando esprima la sua opinione e solo che ti fanno pensare alcune parole… come quando Fini critica la legge elettorale che lui ha votato.. chi è causa del suo mal…

    Con stima
    Teresa Maselli

  26. maurozani Says:

    @ Teresa.
    Giusto che si difendano i propri punti di vista. E si ribadiscano le proprie rocciose e sedimentate antipatie.

    Per conto mio mi sembra ingeneroso all’eccesso, sleale oltre modo, semplicemente diabolico, attribuire a me i cocci del 1999.

    Tutta quella merda l’ho spalata io. Poi me ne son andato in punta di piedi.

    Ma si vede che il tempo è trascorso invano.
    Oppure , più semplicemente , quelle divisioni sono ancor oggi in atto.

    Il paragone con Fini poi è qualcosa che grida vendetta.
    Ma ormai posso solo gridarlo.

    Contrastare Cofferrati nel 2004 era semplicemnete impossibile e non si può non saperlo. Posto che si sia in buona fede. Ma prenderne critiche distanze sì. Si poteva. Io l’ho fatto. E ne rimane solida traccia. Altri, tutti gli altri no.

    Chi è causa del suo mal….Esatto!

    Stima? Non parrebbe. Ma non si sa mai le cose a volte son più complicate di quanto appaiono.
    Grazie comunque.

    PS. Maselli o Masetti?

  27. Marco Capponi Says:

    @tuner,
    intanto hai torto perché quando a Zani mancava il dentino non fischiava perché, con grande creatività e saldezza psico-culturale, ci infiilava la sigaretta, cosa che un fighetto della SUC non avrebbe fatto mai.
    E poi, essendo stato segretario della Stessa (perché nessuno lo voleva fare, essendo una specie di piccione da tiro al piccione) dopo che i genietti non cerano più, ne ho visto le macerie.
    Un Abbraccio, se ci legge all’amico comune al quel Mauro si riferisce.
    @Mauro,
    Tuner non mi era parso poi così cattivo, un po’ involuto forsem acapisco che in tutto quel turbinio di parole ilk riferimento al dentini é stato pesaantuccio, e lo dice uno che di sfottò sugli aspetti esteriori (che però colpiscono nel profondo) se ne intende. E, guarda un po’ erano sempère i figli di papà.

  28. maurozani Says:

    Già Marco ,
    eran sempre i fighetti col culo al caldo e la puzza al naso con sottobraccio l’ultimo numero di Contropiano” o di “Ideologia e società” di Lucio Colletti che non leggevano regolarmente.

    PS. Trent’anni dopo circa ho conosciuto alla camera proprio Colletti ch’era in Forza Italia e col quale mi son divertito a concionare in innumerevoli siparietti tra il Professore e il funzionario. Mi era divenuto simpatico.
    PS 2. Hai ragione sto Turner non è stato cattivo , solo antipatico e mi è parso spocchiosetto alquanto come quelli di allora. Con tutti i suoi denti.

  29. roberto Says:

    Caro Mauro,
    stasera mi va il gossip.
    Quando anche Lucio Colletti scese in campo, un professore universitario, suo collega alla Sapienza, mi disse che l’unica cosa “buona” che aveva era la figlia, che era stata una sua studentessa.
    Nella stessa occasione confessò anche che i prof erano come i cigni, bianchi e alteri, ma che pedalavano velocemente nel fango per raggiungere le loro mete.
    (Marco Capponi escluso di default)

  30. roberto Says:

    @ Teresa
    Con piacere noto che c’è una migrazione dal sito del PD (diventato da tempo la vetrina del niente) verso il sito di Zani.
    Anche se qui assumi lo stesso atteggiamento ostile che attribuivi a me in quel blog (ad es: “In merito alla lettera piena di inesattezze o altro neanche rispondo perché robertbob non è nuovo a raccontare soggettivamente la realtà.. come sulle piste ciclabili o mille altre ca….volate”)
    http://www.pdbologna.org/Blog-Democratico-MultiBlog/Blog-Utenti/Le-preferenze-organizzate-dai-circoli.html
    Anche se, come dice Zani, le cose a volte son più complicate di quanto appaiono, ritengo che “spalar la merda che i dirigenti hanno accumulato” se è una attività troppo a lungo protratta non faccia bene nè ai dirigenti nè al partito nè agli stessi cittadini che attendono al compito, se non hanno fini personali, e non mi pare sia il tuo caso.

  31. joe.turner Says:

    @marco
    appartengo alla categoria di quelli che quando si rileggono non è che si piacciono granchè…. anche dopo soli 5 min….non di rado pensano alla Cevoli : ho scritto una roba che fa ‘cagarissimo’…..nel caso è vero : troppe categorie finiscono per produrre un’atmosfera pedante e spocchiosa al di là delle intenzioni e la bastonatina di MZ ci sta tutta………però…. cazzo! ….che colpisca la profondità della psiche il riferimento a un dente che mancava oltre trent’anni fa , circostanza che peraltro mi par di aver riferito in clima evidente simpatia per MZ ( che ammiro senza dente e con il dente ) e non certo per i signorini….è un’ipotesi che non avevo preso in considerazione proprio per niente !…. sarà perchè da tempo mi sono abituato all’assenza di qualche dente? comunque sia , un grande abbraccio ad entrambi……prima che irrompa wikileaks!

  32. giovanni Says:

    Il giornale d De Benedetti,da sempre grato a Prodi per 101 ragioni,oggi propina la Frascaroli come una “Colomba della Pace.
    E’ la tipica tattica della guerriglia.Un giorno fa la sceneggiata napoletana l’0norevole Lenzi(per caso parente del vecchio Tesini?).Un giorno De Maria(a cui si fa balenare una poltrona in parlamento)si scatena contro Merola.Un altro giorno la Frascaroli va a comprare il pollo(mica il roastbeef) e incontra il Prodo che l’abbraccia e dice :è roba nostra mica di quei mentecatti del Sel.Il programma elettorale di Amelia sarà scritto da mia moglie.Salta pure fuori una nuova esperta di non si sa che cosa, che si occupa dell’abbigliamento:beautiful!!Dimentica di riferire l’esperta che la Frascaroli non è in grago di formuylare a “braccio”una proposizione compiuta
    Lo scompiglio dunque regna nel campo di Merola Molti abbandonano la barca che affonda.Che beva un cordialino in via Gerusalemme,c’è rischio che scompaia prima della disfida.C’è rischio persino che evapori il PD.E dove li prende i voti poi Zampa per tornare in parlamento?Qui c’è rischio di uccidere la gallina,altro che il pollo.Abbiamo esagerato .Nascondiamo la nonnetta di cappuccetto rosso,cioè il lupo e t5iriamo fuori la colomba con il ramoscello d’ulivo.Ahh l’amatissimo vecchio ulivo
    Siamo ormai alla cronaca dello strapaese,tra polli,galline mortadelle cordialini,programmi elettorali fatti in casa come una volta,e candidati analfabeti ben determinati ,però,ad occupare Palazzo d’Accursio,che reca il nome del gran dotto e che fu governato da Zanardi contro la rendita ed i Bottegai.
    Da Zanardi a Frascaroli una bella discesaE pensare che la Frascaroli ha avuto il coraggio di rubare “il pane”ad un grande socialista che aveva due palle cosi

  33. giovanni Says:

    Teresa ha “narrato “la storia alla rovescia:è la prova principe dellasua mala fede:Non perdiamo spazio e tempo a risponderle
    Sto Joe. Turner deve essere un’amico del Baciapile.Stessa stoffa.O mi sbaglio.?

  34. Marco Capponi Says:

    @Roberto
    ti ringrazzio della gentilezza e sono curioso intorno alla tua identità (sulla quale ho qualche sospetto)
    @turner,
    anche io vengo pèrso dalla foga e magari identifico caratteristiche che ho in mente con quacuno che nin c’entre niente. Però, come non capire che il riferimento ad un aspetto fisoco ( di cui uno magari se é vergognato più o meno giustamente) può essere vissuto peggio di una critica feroce su u altro terreno?
    Ricambio l’abbraccio

  35. joe.turner Says:

    @giovanni
    ….ma per favore ! …..ma lascia stare le dietrologie….tempo sprecato….sono solo un lettore di questo preziosissimo blog e un ammiratore un po’ a prescindere , e con il ricordo sbagliato , di Zani Mauro….e abito nella provincia di tutt’altra provincia…del Baciapile , chiunque esso sia , come diceva Tognazzi ‘importasega’ ( amici miei n3…. credo ) AT SALUT

  36. giovanni Says:

    @Joe.turner

    Certamente tua sorella,illo tempore,doveva avere qualche qualità.Altrimenti non parleresti di seghe.Pratiche ripugnanti da parrocchiani .sicuramente sei il gemello di Baciapile

  37. giovanni Says:

    Smargiassi è il castigamatti di Repubblicabologna.A volte fa il “moralino” della domenica ai generici dirigenti del Pd ,a volte fa interviste “mazziere”contro il Pd,come quella di oggi alla Frascaroli
    Smargiassi ha un intuito incredibile :sa sempre quello che piace a Prodi e,quindi,gioca sempre e con Prodi.
    Perciò,sul suo giornale ,impera la par conditio come piace a Prodi:bacetti per la Frascaroli e cordialino di lenta morte per Merola Sulle pagine di Smargiassi non leggerete mai nulla di casuale
    Cosi è stato per la vicenda Delbono,indicato gradito sindaco da Prodi,presso la cui magione,durante tutto il breve mandato si recava con puntuale cadenza per…bere un bicchier d’acqua. Giustamente Smargiassi sulla frequentazione cadenzata non ha avuto nulla da ridire,se non riferirci il dispiacere della padrona di casa per quando era successo al quasi figlio.Smargiassi poi è persona retta e responsabile assicura con ogn i mezzo il rispetto della linea editoriale:non consentirà mai a nessun collaboratore di scrivere:attenzione sono gli stessi,sono quelli che sostenevano il Dongiovanni di Mantova,e cioè Prodi,Zampa,Lenzi,Draghetti
    Frascaroli e Delbono sono infatti della stessa parrocchia democristiana-prodiana

  38. maurozani Says:

    @Roberto.
    Prof come cigni con quel che segue. Al netto di lodevoli eccezioni,(che ci sono) come dir meglio?
    Sia detto sulla base di una lunga esperienza.

  39. Assecobo Says:

    Proposta molto facile a dirsi, ma troppo difficile a farsi, purtroppo: a Bologna, come altrove in IItalia bisognerebbe “rottamare” gli attuali dirigenti del Pd, mandandoli in villa a scivere su blog e giornali, per dare più potere politico ai giovani veramente pieni d’idee nuove; non facce nuove usate come falsa banidiera per abindolare gli elettori.

  40. joe.turner Says:

    @giovanni.
    …..eeeehhhhh sì : resiste una puntuta voglia di giocare un po’ agli schiaffi con ‘sto Giovanni .
    ..ma sssssssiiiiii….in fondo è solo un blog no?
    …e far un po’ di schiaffi virtuali è certo più liberatorio che parlar di seghe . In questo Giovanni ha certo ragione.
    Dunque .
    E’ documentato anche qui . S’aggira per Bologna nelle scie dell’aborrito Baciapile , lo spettro di un mai domo settarismo di sinistra , insultante ed eclettico.
    Che con ardore ibrida echi travaglieschi ( stigmatizzare , in questo caso il BP ) con berlusconiche atmosfere ( ricorso alle femminee esistenze presenze e fattezze nelle medesime barzellettare guise…)
    D’altra parte ognuno si prende i riferimenti letterari che crede….o forse trattasi di licenza d’occasione…da contestualizzare come direbbe quel cardinale .
    D’altra parte come opportunamente ricorda più sopra MZ…la politica come la rivoluzione non è un pranzo di gala.
    Dunque tutto si tiene.
    E però alla disciplina delle priorità bisogna tornare : riconoscere il settarismo che è tra noi non sia utile per per replicare ad un insulto ( sempre pronto ) ma per limitarne il danno , sempre pronto anche quello (seppur in minoritario e minor concorso ) : nunc , in illo tempore et semper !
    Con e senza Baciapile.

  41. giovanni Says:

    @ Joe.turner
    Carissimo ti ammanti del nome di un pittore bravo assai e per giunta ecologico ante-litteram: usava le ceneri delle mummie egizie per le sue impressionistiche rappresentazioni. Sti inglesi. Ehh??
    Hai voglia di fare a schiaffi? Meglio di no. Ne sa qualcosa Baciapile, che più di una volta, rapito da crisi isteriche –demenziali, si è dovuto far soccorrere da Villa Baruzziana.
    Non ti piacciono i miei post? E qual è il problema? Semplicemente non li leggere.
    Si è vero, a volte, ma non sempre, con tono burlesco espongo al pubblico dileggio gli ipocriti ed i mediocri. Nulla di più, ma non solo.
    I timbri, li noterebbe anche un bambino, sono i più diversi e sono pronto a cambiarli a seconda delle parti in commedia e dell’oggetto: se mi viene a tiro Baciapile so come irretirlo per provocarne la ritirata. Tanto lui appare e scompare su mandato della Curia per conto della quale legge libri demenziali e cenciosi.
    Per i cattolici, invero, dispongo di un repertorio sterminato, tanti e tali sono i crimini e le nefandezze commessi dai Parabolanti di ogni specie. In subjecta materia non serve esercitare le meningi. Si va in automatico.
    Lascio i discorsi colti alle onorevoli quotiste rosa-cattoliche-prodiane Zampa e Lenzi, per dedicarmi soltanto all’Economia e alla Storia sociale, in cui, senza falsa modestia, mi sento di poterne parlare a ragion veduta, diversamente da Prodi Romano, che vorrei sottoporre a interrogazione, non per meschinità, ma per asseverare oggettivamente certe opinioni, che hanno attraversato la stampa europea, allorquando il Professore presiedeva la Baracca.
    Adoro però molto il “comico”, pur non disdegnando, come dicevo, il burlesco, che, come sai, sta alla realtà come il cacio sui maccheroni. Certo se ci fosse stata in Italia una rivoluzione, se ne potrebbe fare un uso più moderato.
    Non mi si accusi però di trascurare il tono grave e drammatico, ancorché infarcito di paradossi e scurrilità mai gratuite per colpire esclusivamente i nemici dell’italica specie, ossia i preti, gli ipocriti, i parrocchiani e le parrocchiette, tutti riconoscibili dall’alito all’aglio, così com’è inconfondibile il “sorriso” del vice –cardinale Vecchi.
    Per stare sul drammatico, oggi potrei dire che Berlusconi e Prodi sono le due facce della stessa medaglia.
    Lo devo dimostrare adesso?
    No, non è necessario, perché l’esperto non ne ha bisogno e l’ignaro non capirebbe, anche se il tutto è di palmare evidenza.
    Prodi lasciò spontaneamente l’IRI dopo la vittoria elettorale di Berlusconi. Nel 1996 “ritornò per continuare le privatizzazione, sempre con il fido Micheli. Gli esiti della cura riservata da Prodi al nostro povero paese sono la nostra vita quotidiana. Tutto è passato dall’IRI nelle mani degli ex Boiardi e di lor signori: Mancano all’appello 350 mila posti di lavoro ex IRI. Ovviamente colpa della “globalizzazione”. E ciò, amico mio, spiega perché il Professore gira per Bologna a spiegare cos’è l’economia al tempo della globalizzazione.
    Demenziale tutto questo drammatico discorso. Vedi non conviene farne troppo seriosi.

  42. maurozani Says:

    @ Giovanni and Joe.

    Nota dell’editore.

    M’intrometto con l’autorità concessami da null’altro che la crescita oramai esponenziale dei lettori di sto blog o kloc o quel che è.

    Vi chiederei di temperare, rischiarandolo, il vostro aulico fraseggiare al solo scopo di far partecipare/parteggiare tutta la nutrita compagnia.

    PS. A scanso d’equivoci e malintesi,per conto mio mi diverto. Ovvio. Per quanto non sempre….

  43. giovanni Says:

    @Mauro

    Scusami,pensavo fossimo i soliti quattro gatti.Almeno cosi hai lasciato intendere.Tuttavia voglio rassicurarti Parto per il Brasile.Felicitazioni per il tuo Blog

  44. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Eh vabbè, che fai, t’ingrugni con me, per così poco?
    Mi piace semplicemente che tutti (o quasi) possan prender parte.
    Adesso siam quarantaquattro gatti…non in fila. Sparsi.
    Sarà pur meglio?

    PS. se vai davvero in Brasile, buon viaggio. E, au revoir. Auspico presto.

  45. giovanni Says:

    @Mauro
    Meglio ,molto meglio.Ci si risente quando torno.Grazie

  46. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Ci conto.

  47. gabriella Says:

    sto giovanni me gusta!

  48. Rudi Says:

    Il titolo del post si presta a un’altra considerazione su ciò che si muove a sinistra del Pd.

    Stasera avrebbe dovuto esserci un’assemblea pubblica – convocata dopo aver raccolto 322 firme sotto il testo di un appello – il cui titolo era: “Bologna Attiva. Le ragioni della Lista Civica”.
    L’assemblea non ci sarà e sono successe cose che mi hanno convinto non vi siano più le condizioni per procedere con quel progetto.

    Se avete un po’ di pazienza, provo a ricapitolare i principali passaggi della vicenda. È il mio punto di vista, spero non inutilmente polemico: continuo a credere che anche i fallimenti possano avere qualcosa di istruttivo.
    Purtroppo anche questa piccola storia conferma quanto sia difficile costruire qualcosa a sinistra, a Bologna.

    http://rudi.splinder.com/post/23680769/la-lista-civica-non-mi-riguarda-piu

  49. Enrica Says:

    I candidati sindaci dovrebbero solennemente impegnarsi, prima di tutto, a non fare alcuna assunzione “premiale”.
    Non dovrebbero assumere neppure l’addetto stampa, visti i tagli ai trasferimenti agli Enti locali e, considerato che, a Palazzo d’Accursio molti passano la giornata a fare solitari al computer, oppure a lavorare con la limetta le unghie. Per non parlare, poi, dei dirigenti della kultura, che trincano dalla mattina alla sera, anche se sono basati in via Oberdan.
    Che ne dici Mauro di quest’idea?

  50. Giulia Says:

    Il 17 novembre il compagnoski Montroni ha “offerto gratis” a Prodi, moglie e settanta convitali, un ricco aperitivo, accompagnato da squisite libagioni (mortadella d’autore, prosciutto dolcissimo, mozzarelline di bufala, fromages, pizzette e cioccolatini al pistacchio). Io sono socia della Coop e vorrei sapere da te, Mauro, che conosci i cooperatori, perché io devo pagare il Tavernello e la mozzarella granarolo a caro prezzo mentre Prodi e i suoi compagnoski mangiano a sbafo da Eataly.

  51. maurozani Says:

    @Rudi.
    Al di là delle diverse posizioni, è lo spazio effettivo per un’operazione civica a sinistra che è venuto a mancare. Sai che anche prima io pensavo difficile un tal progetto. Feci riferimento esplicito alla crescita di Sel ad esempio. Fattore quest’ultimo politicamente e elettoralmente determinante.
    Una lista civica di sinistra deve necessariamente operare una vasta ricucitura. Cosa che stante la partecipazione di Sel alla coalizione era già difficile. Tuttavia forse non impossibile vari mesi addietro. Adesso la strada m’appare semplicemente preclusa.
    Quanto al merito del tuo chiamarti fuori qualcosa intuisco e qualcosa d’altro, naturalmente, mi sfugge.
    Resto della mia posizione originaria. Se devo contarmi per scoprirmi debole tanto vale lasciar perdere. Pensare a costruire altro, guardando oltre la scadenza elettorale.
    Per me questo non significa restare alla finestra. Significa semmai non precludersi un futuro a sinistra in una città come Bologna, pur sapendo che i protagonisti saranno altri.
    Ma ci saranno.
    Eccome se ci saranno.

    PS. Nel mio piccolo io cerco di tener viva questa speranza e prospettiva.

  52. maurozani Says:

    @Enrica.
    Lasciamo almeno l’addetto stampa! Magari con uno stipendio ragionevole. Per il resto, le assunzioni “premiali” mi sembran sempre cattiva cosa. E per di più manca l’argent!

    Nella mia ormai lontanissima esperienza amministrativa per esempio ho avuto molte soddisfazioni proprio dalla rimotivazione dei dipendenti e dal loro riaffezionarsi al servizio pubblico. Non mancherebbero le persone pronte ad assumere responsabilità. Purchè le si responsabilizzi.

  53. maurozani Says:

    @Giulia.
    Non saprei che dirti.
    Non conosco la fattispecie.
    E la mia attuale conoscenza dei cooperatori si limita ad alcune persone.
    Immagino solo che Montroni abbia a disposizione un budget per spese di rappresentanza.
    A dir la verità non so neanche cosa sia Eataly.

  54. Giulia Says:

    @ Mauro

    ma dove vivi? Eataly è stata visitata da più di un milione di bolognesi nel 2009 ed è l’ex Ambasciatori in via orefici.
    Abbiamo ospitato anche D’Alema, Fassino, Veltroni e chi più ne ha più ne metta. Da noi tutti vengono a presentare i libri pubblicati in Italia. A qualcuno è stato offerta una bottiglietta d’acqua. Solo a Prodi & c. è stato offerto tutto gratis. Paga la coop Adriatica, probabilmente, e non Montroni.
    Qualcuno della coop Adriatica che legge questo blog ci sarà?
    I dipendenti pagano sia il panino che la birra o l’acqua dopo aver lavorato otto ore per uno stipendio normale.
    Tu mi capisci? Prodi guadagna un sacco di soldi. Perché lui non paga e noi si?

  55. maurozani Says:

    @Giulia.

    Avevo due possibilità.
    Confessare di non saper cos’è Eataly e espormi ad una figuraccia oppure digitarlo su google ed evitarmela.

    Il fatto è che conduco ormai una vita molto ritirata (come si diceva un tempo), e i libri continuo a comprarli da Feltrinelli da quando avevo i calzoni corti. (Sorry, Montroni).

    Son un tipo pigro.

    In più D’Alema, Fassino, Veltroni son tutti miei ex compagni che ho frequentato a lungo e conosco a memoria, da molti anni.
    Dunque difficile che possa esser da loro incuriosito.
    Sia detto con tutto il rispetto, naturalmente.

    Quanto a Prodi.
    Magari non va messa sulle sue spallela luculliana accoglienza.
    Magari si sarebbe accontentato di un sorso d’acqua minerale.
    Magari gassata.
    Chissà?

    PS. comunque darei per probabile che qualcuno della Coop Adriatica legga(sia pur saltuariamente) questo blog.
    Magari ti risponderà.
    Magari.

  56. Mario Bovina Says:

    Il generale di gommapiuma
    schizza veleno e sbava schiuma
    protegge il culo, svende l’onore
    eppur cadendo vuol far rumore

  57. roberto Says:

    @ Giulia
    Il capitolo COOP è emblematico e grave.
    Iniziative modeste, discutibili (e talvolta paracule) nascondono una mancanza di ruolo sociale che la rende ormai omologa agli altri soggetti della GDO (Grande Distribuzione Organizzata). Con la differenza che alcuni vantaggi derivanti dalla forma cooperativa nascondono inefficenze e diseconomie. Pensa ad esempio al grande ruolo di calmiere che potrebbe esercitare sui prodotti ortofrutticoli, anche senza strozzare i produttori.
    Più del modesto picnic all’Ambasciatori chiediti che ritorno abbiano i passaggi televisivi delle varie Littizzetto. Sono costi dell’ordine del centinaio di milioni e se ci fai caso, nessuna delle altre catene presenti sul mercato usa questo mezzo costoso: una ragione ci sarà…
    (i lanci di LIDL si riferiscono alle offerte settimanali e sicuramente attirano clienti che poi comperano anche altro).
    Non dico che ha ragione Caprotti, ma un socio consumatore attento e non trinariciuto potrebbe essere autorizzato a cominciare a pensarlo.

  58. Giulia Says:

    @Mauro

    Fai bene a comprare i libri sempre nella stessa libreria. Non fai bene a non venire da Eataly, dove lavorano molti studenti universitari che hanno bisogno di soldi per mantenersi. Si lavora molto e non tutti ce la fanno poi a studiare. Noi camerieri siamo quasi tutti meridionali figli di lavoratori. I Bolognesi raccomandati da Montroni lavorano in libreria e non si stancano mai. La stanchezza e il nervoso hanno fatto licenziare molte studentesse anche straniere. Quando sono partiti i ragazzi piemontesi più preparati Montroni ha tolto la libreria di Roversi il poeta e ha aumentato i tavoli per mangiare. Per colpa sua dobbiamo lavorare di più. Poi la sera che è venuto Prodi e i suoi amici ha chiuso l’osteria e ha detto che i clienti che pagano non potevano entrare.
    A me mi sembra un’ingiustizia perché Montroni davanti fa il gentile e poi parla male alle spalle. Ho sentito che parlava male di noi con il cuoco perché non si capisce quello che diciamo. Un filosofo che viene qua mi ha detto che tu lo conosci bene il compagnoski Montroni e che conosci anche i compagnoski della coop.
    Se puoi fare qualcosa perché per noi non pagare il panino e la birra è importante. Vedi di fare tu perché sappiamo che Montroni è amico dei sindacati: poi conosce tutti e da del tu a tutti.

    @Roberto
    Ho capito che sei un bravo ragazzo non sei un politico. Devo capire con un’amico bene quello che hai detto

  59. roberto Says:

    Montroni è sempre stato un compagnoski atipico.
    Era un aguzzino anche in piazza Ravegnana: ha però avuto un successo innegabile, e innovato le librerie (e non solo la sua e non solo a Bologna)riempiendole di clienti.
    Feltrinelli (l’editore) credo debba molto a Montroni, peraltro stakanovista e senza orpelli: il suo “ufficio” era una nicchietta di 1 metroquadro, ricavata in un corridoio che collegava le sale.
    Con questo sistema si è pappato pressochè tutto il mercato librario bolognese.
    Non so però se giochino e metodo sono replicabili in un panorama profondamente mutato: la libreria alle Officine Minganti non mi pare un gran successo, anche se con le spalle larghe si può tenere botta (e si torna al discorso COOP).
    Da questi ricordi, capirai che non sono un ragazzo: più o meno “vecchio” quanto Zani.

  60. marco da bologna Says:

    Ci siamo!Monsignor Vecchi ha posto l’interrogativo ma i giovani anziche’manifestare non potrebbero stare in classe a studiare?Poi ha parlato un po’ dei finanziamenti alla scuola privata e via andare.A dimenticavo!L’Italia è il giardino del Vaticano!Marco da Bologna

  61. maurozani Says:

    @Giulia.
    il filosofo non è ben informato. Vedi io conosco Montroni come tanti altri ma non ci siamo mai frequentati. Non c’è mai stata l’occasione.
    Posso solo dire che mi sembra ben sbozzato il ritratto che ne fa Roberto. Attualmente poi ci son compagnoski (come tu li chiami) che mi vedono come il fumo negli occhi.
    Non ho aderito al PD e questa circostanza costituisce, per loro, colpa grave assai.
    Certo in passato avevo amici cari nella coop.
    Ma tutto passa.

  62. maurozani Says:

    @Mario.

    (?)

  63. enrica Says:

    @Mauro, Roberto, Bovina e Giulia

    Ho un’idea su come risolvere il problema del cibo per i lavoratori-studenti dell’Ambasciatori.
    Bovina potrebbe parcheggiare la sua formidabile bicicletta davanti all’Ambasciatori, attrezzato di un cartello con su scritto: “Montroni, aguzzino, dai da mangiare ai ragazzini”.
    Non trovo giusto che i dipendenti del comune, della regione, della provincia e delle banche possano nutrirsi e fare la spesa all’Ambasciatori, mentre gli studenti lavoratori devono guardare Prodi ed i suoi che mangiano a scrocco ogni ben di dio.
    Stiamo parlando in realtà di un grave problema sociale e cioè, della disparità di trattamento tra i lavoratori, stabili e i giovani precari, che devono accettare condizioni di lavoro dove i “diritti” sono ridotti all’osso.
    Va bene che l’impresa deve fare profitto, ma massimizzarli fino al punto di negare il buono pasto agli studenti-lavoratori, mi sembra davvero esagerato.

  64. roberto Says:

    Studente delle superiori, mi ero appassionato al teatro di prosa e potevo permettermi solo i posti più lontani: i palchi e le prime file di platea erano assegnati gratuitamente agli ottimati (prefettura, carabinieri, sindaco e giunta, presidenti di enti ecc.) e ai loro famigli e spesso desolatamente vuoti. (al secondo atto noi giovinetti sgarbati li occupavame, anche promettendo sfracelli).
    Primo lavoro a Milano, con famiglia a Bologna. La domenica prendevo un treno alle 10 di sera che arrivava senza fermate prima di mezzanotte. Solo prima classe con supplemento rapido. Non esagero dicendo che ero il solo nella carrozza a presentare il biglietto senza tessere di sconto – o di esenzione di pagamento, ed ero certamente il meno abbiente tra i viaggiatori.
    Da noi si è sempre usato offrire omaggi a chi non ne ha bisogno (ma che ne ricava certamente vantaggio o lucro). Abitudine contadina, vedi il mezzadro che per Natale o Pasqua portava capponi e tacchini e uova al padrone o al fattore (generalmente oltre il consumo domestico, con le mogli che organizzavano un piccolo mercato parallelo).

    Enrica, ma trovare due soldini per iscrivervi ad un sindacato no?
    Magari “pretendendo” che si faccia carico del vostro problema organizzando una campagna di comunicazione: fama per urbem ruit e può fare più danni di un buono pasto
    (PS: a naso, non credo che Coop Libri faccia grandi profitti… molto meglio l’osteria)

  65. Francesco Says:

    @ Giulia:
    quello che scrivi sulla condizione dei lavoratori all’Ambasciatori non mi ha stupito.
    Sai perchè? Ho parlato e parlo con tanti ragazzi che lavorano nei centri commerciali della Coop, che lavorano nelle cooper

  66. enrica Says:

    @Roberto

    Ringrazio Iddio di non aver bisogno del sindacato.Hai letto cosa dice Giulia?
    Una cosa sono i lavoratori che lottano organizzati in sindacato,altro “I Sindacati”.Hai presente Bonanni?Hai idea di quanti Bonanni ci sono nel pubblico impiego?Dio scampi e liberi

  67. Giulia Says:

    @Roberto

    Ti sbagli. Eataly fa soldi a palate. Hanno aperto anche una sede a New York, nella Quinta strada, e diversi punti vendita in Giappone. Vieni anche tu a fare un giro insieme a Mauro domani che è sabato.
    Ti ho detto che Montroni conosce tutti i sindacati. Non so chi sia Bovina, comunque una bicicletta mi sembra un po’ poco per convincerlo a darci il buono pasto.

  68. umberto.mazzone Says:

    Caro Roberto, stessa esperienza per il teatro di prosa bolognese, con l’ aggiunta, per me, di aver fatto qualche volta la comparsa muta (e non pagata) avendo però così modo di vedermi lo spettacolo gratis dietro il palcoscenico (grande esperienza umana conoscere i pompieri e i macchinisti). Credo che il vizio degli ingressi per “autorità” continui ancor oggi.
    Ricordo però con piacere due esperienze professionali: la redazione dell’ Unità di Ciro Soglia e l’ ufficio di Presidenza della Regione di Turci con gli omaggi dei capponi natalizi rigorosamente collettivizzati.

  69. roberto Says:

    Enrica o dell’autonomia
    Se ritieni di non aver bisogno di una struttura organizzata per sostenere giuste rivendicazioni, devi farlo da sola: solo nei film americani si raggiunge il buon fine. Che c’entra poi Bonanni che in età avanzata s’è dato piglio e sembianze da D’Artagnan?

    Giulia o della foga
    Ho detto che non credo che coi libri la COOP faccia grandi profitti, cosa diversa con l’osteria (intendevo Eataly).
    Alla fine degli anni 80 aprì a S. Arcangelo un locale suggestivo, con il patronage di Tonino Guerra (e i soldi di Maggioli, l’editore). Aveva una bibliotechina e un’emeroteca, una sala di lettura e si poteva bere sangiovese e mangiare fave e pecorino, salsicce e piada. Si incontrava gente e si potevano fare 4 chiacchere come in questo blog.
    Tempo al tempo, libri e giornali sono spariti, le salette delle chiacchere occupate dai tavoli e dalla bottega, i menù allungati, e La Sangiovesa è diventata un locale “di tendenza” presente su tutte le guide. Eataly ante litteram.
    I libri servono per creare attenzione all’apertura ma il fine mercantile credo sia decisamente un altro.
    Sono contento che il locale vada bene, ma perchè il bistrot in sala borsa -location a mio avviso migliore – non è mai decollato?

  70. enrica Says:

    @ Roberto

    Ripeto:Una cosa sono i lavoratori che lottano organizzati in sindacato,altro “I Sindacati”I sindacati sono organizzazioni di”bonzi”alla corte degli imperatori che svendono da 30 anni i nostri diritti I lavoratori organizzati in sindacato che lottano per i loro interessi e diritti è quello che non c’è Dove hai intravisto questo film americano nel mio post?Riflett

  71. enrica Says:

    @Bovina

    Trovo strano che tu che partecipi attivamente a questo non hai risposto all’appello che ti avevo fatto per aiutare i ragazzi dell’Ambasciatori

  72. Roberto Says:

    Accetto l’invito alla riflessione di Enrica.
    Anche se temo di ritrovarmi tra le galline pensierose (Le Galline Pensierose, Lucio Malerba, Einaudi 1980, forse ripubblicato recentemente da Mondadori: chiedere, gentilmente, a Montroni)

  73. Mario Bovina Says:

    @enrica: purtroppo fatico a ricordare volti e nomi, per cui potrei sbagliarmi, ma direi di conoscere tre enriche: una sta a Roma, una a Torino e una sola a Bologna; certamente nessuna delle tre si occupa di diritti dei precari. Siccome tu mi conosci abbastanza bene da giudicare “formidabile la mia bicicletta” o ho perso il conto delle enriche che conosco o tu non sei un’enrica.
    Ma non è importante: veniamo al sodo.
    1. per quanto ne so, all’Ambasciatori opera una sorta di joint venture e nello stesso concept store conconvivono due società diverse: una si occupa di libri (e fa capo o, addirittura è, Coop Adriatica, almeno così mi risulta) l’altra si occupa di ristorazione (si chiama Eataly, appunto, e mi pare non abbia base a Bologna). Ognuna ha le proprie competenze.
    2. Credo che Montroni collabori con Coop Adriatica (suppongo come consulente per questo nuovo progetto delle librerie); non credo – ma semmai chiariscimi tu come stanno i fatti – che possa decidere alcunchè dei buoni pasto dei lavoratori Eataly e credo non decida neppure della gestione diciamo così del personale di Librerie Coop (chiamamola così); probabilmente valuta anche lui, che comunque ha grande esperienza in merito, le persone che si propngono per essere assunte dalle Librerie Coop (ma è del tutto una mia ipotesi).
    3.

  74. Mario Bovina Says:

    (proseguo dopo un invio invlontario della prima parte)
    3. conosco Montroni; con me è sempre stato gentilissimo e cordiale; delle due sono io che in qualche occasione per dire liberamente la mia (come al solito) non sono stato molto educato con lui; mi risulta poi un manager certamente duro, ma bravo (e non dimentico che tutti i Natali passa – o almeno passava – ore a impacchettare libri, come un garzone) e capace anche di formare le persone che lavorano con lui.
    E’ un uomo di pubbliche relazioni e non mi stupisce affatto che possa avere offerto (sarà pi stat la società con cui collabora, ad offrire) un rinfresco (francamente però non credo lo abbia offerto a Prodi personalmente, sarà stata un’iniziativa concernente i libri, forse qualcosa che aveva a che fare con qualche casa editrice, immagino).
    Certamente non vedrai mai la mia bici sotto l’Ambascitori con la scritta “Montroni aguzzino”. Non è nella mia indole e, per di più, come ti ho detto, ho anche fondate ragioni per ritenere che lui non c’entri nulla.
    4. E chiudo. Ben più importante discorso è quello dei diritti dei lavoratori precari.
    Qui mi trovi del tutto allineato nel deprecare l’erosione dei diritti dei lavoratori in generale e nel giudicare catastrofica, in una società come la nostra soprattutto, la precarizzazione del lavoro e la collegata scarsezza e debolezza dei diritti dei lavoratori precari; ma è un discorso ampio e complesso; di portata nazionale.

  75. jader Says:

    ho letto blog ,non tutto perche credo di essere arrivato a un punto di saturazione , nussuno me lo chiede ma da uomo della strada faccio le mie considerezioni,forse non sono interessanti ma le scrivero lostesso.NON voglio difendere ZANI non ne ha bisogno ,ma sicuramente sul campo si è meritato piu medaglie di quelle che gli sono state concesse,ora ascoltarlo un po di piu sarebbe opportuno, senza togliere niente al confronto,governare ritengo non sia facile,ma anche per i governati non lo è. ORA LA MIA SPERANZA, per una volta mettersi al lavoro per una collaborazione collettiva senza dire IO sono piu bravo di te o lui e piu bravo di…mettere da parte le s…. e creare ,e creare, creare. GRAZIE a tutti un “uomoqualunque”

  76. Lorenzo Alberghini Says:

    E’ doveroso replicare allo scritto di Rudi, persona che stimo tantissimo e da cui ho tanto da imparare, per poter dare a tutti i lettori maggiori elementi di giudizio.

    1 – Rudi scrive che nel gruppo promotore della Lista Civica Bolognattiva vi erano due concezioni della politica. La risposta sta in questa metafora:

    Michelangelo e Braque avrebbero litigato parlando di arte?
    Secondo me si.

    Come potrebbe un cubista (http://www.wikiartpedia.org/index.php?title=Braque_Georges#Opere) convincere Michelangelo a modificare le sue forme perfette senza apparire “fumoso, pazzo o assurdo”?

    Non ci sarebbero spazi di mediazione. Michelangelo secondo me s’incazzerebbe pure. Come dargli torto?

    Ma come potrebbe Braque spiegare a Michelangelo che gli appassionati d’arte oggi affollano di più le mostre di Picasso? ( a mio parere ingiustamente )

    La soluzione sta nell’affermare che l’arte è un bene comune e nessuno può imporre la propria interpretazione o limitare la voglia di ognuno di immaginare il bello come crede. Braque NON POTREBBE MAI valutare l’esperienza michelangiolesca come un “disvalore”. (è falso affermare il contrario) Michelangelo farebbe più fatica a riconoscere un valore nelle strane figure cubiste fino a definirle “confuse”. E’ normale.

    Uscendo dalla metafora vorrei che tutti considerassimo la politica come servizio al bene comune; la società che dovremmo andare a rappresentare è fatta anche di sfaccettature che magari nemmeno ci immaginiamo. Il punto fermo sta nel definire l’arte, la politica, il bene comune, il programma e le azioni per attuarlo.

    A mio parere ognuno di noi lo potrà rappresentare, spiegare, cantare col proprio stile senza prevaricazioni, dando coerenza alle parole già ripetute da tutti (senza distinzioni) che la differenza è un valore e non un disvalore.

    2 – Rudi scrive che nel gruppo promotore della Lista Civica Bolognattiva alcuni “volevano parlare a 360 gradi e non solo alla sinistra e agli astenuti”.
    E’ bene chiarire che nessuno si è mai sognato di rivolgersi a pdl o ai casiniani col fare meroliano. E’ sbagliato puntare ai voti degli iscritti CGIL che votano lega? La parola sinistra non è “impronunciabile”, è semplicemente sputtanata da 16 anni di incoerenze e/o inesistenza. Quindi per poterla sbandierare nuovamente con orgoglio si è detto che avremmo dovuto “fare cose di sinistra” più che riempirci la bocca (come fanno in troppi) della parola sinistra. Al primo partito di Bologna, quello degli astenuti, interessano le azioni di sinistra non la parola sinistra. Per autodefinirci di sinistra ce lo dobbiamo meritare!

    3 – Rudi scrive che nel gruppo promotore della Lista Civica Bolognattiva si è “insistito con ipotesi di selezione del candidato/a sindaco caratterizzate da dilettantismo e logiche di marketing prive di sostanza, magari da scegliere in un happening pubblico”.
    Pensare che il candidato sindaco di una lista civica sia più legittimato da un voto popolare che da una riunione ristretta a 40 persone secondo me non è sbagliato. Sarebbe stato un grande momento di partecipazione ed aggregazione. In più nel nostro caso c’era la dichiarata volontà da parte di tutti i partecipanti, candidati compresi, di far emergere una figura femminile. Quindi se un candidato era donna e l’altro uomo perché si voleva evitare ad ogni costo anche il semplice passaggio assembleare? (visto che l’ipotesi “happening” o meglio election day era già stata accantonata)

    4 – Rudi scrive che la lista “potrà competere al massimo coi grillini (senza nemmeno avere la benedizione di Grillo)”.
    Non cerchiamo l’ingannevole benedizione di Grillo. Purtroppo è innegabile che persone pubbliche carismatiche possano fare la fortuna di un progetto indipendentemente dalla vera qualità.

    5 – Rudi scrive: “a Bologna, a sinistra, è sempre troppo presto e sempre troppo tardi”.
    Leggo che ormai c’è poco spazio per una lista civica. Ma ci siamo chiesti cosa è giusto fare al di la del risultato? Abbiamo sempre pensato che Bolognattiva dovesse essere un progetto “per Bologna” che andasse oltre la scadenza elettorale, quindi?
    Usando le parole di un Partigiano della divisione Cichero (http://it.wikipedia.org/wiki/Divisione_Garibaldi_%22Cichero%22) “un rivoluzionario è disposto a dare la vita per prendere il potere”. Noi siamo disposti a sputtanarci anche solo il tempo libero?
    Purtroppo in tutto il paese (non solo a Termini Imerese) manca il senso di solidarietà che fa delle persone le protagoniste di una comunità unita. Non ci si sente ancora in trincea e col culo per terra (scusate il francesismo). In trincea non si bada alle sfumature di metodo o se il compagno è meno di sinistra di me. Si spara e basta.
    Differenze politiche se ce ne sono, rientrano in una distribuzione normale (o curva di Gauss) del campo della sinistra (http://www.biostatistica.unich.it/mat_didattica/medicina/Medicina%20e%20Chirurgia_lezione%205_distribuzione%20normale.pdf). Ogni abbandono a mio avviso non è giustificato da motivi politici. Quelli personali si superano in trincea cercando di salvarsi reciprocamente la pelle.

    Il Partigiano disse anche: “l’unità è l’unica cosa possibile, facciamola prima di morire”

    Un abbraccio Lollo

  77. maurozani Says:

    Difficile per me dire qualcosa di sensato su di un dibattitto e ,oso dire su di uno scontro politico del quale so ben poco.

    Al di là della mia opinione secondo cui non c’erano e non vi sono le condizioni generali per una lista civica a sinistra che nasce necessariamente minoritaria a fronte di un’opinione pubblica la cui, peraltro scarsa, attenzione va tutta alle primarie di coalizione e alla vicenda interna al PD, resto dispiaciuto per la piega che sembrano aver preso gli eventi.

    Continua una dispersione di energie e forze costituite da persone che , a mio parere, potrebbero ben svolgere un ruolo in questa città, anche al di là della scadenza elettorale.

    Quale ruolo esattamente? Beh quello di star insieme per aprire, magari a colpi di machete , un sentiero nuovo (non mi vien altro aggettivo) per la sinistra bolognese.

    Resto convinto che per la sinistra , a Bologna, in Italia e altrove, c’è da predisporre in questa fase storica (chiedo scusa per il parolone) tutta la logistica necessaria per tornare in battaglia.

    La battaglia è quella di sempre: giustizia sociale, e poi ancora giustizia sociale. Socialismo insomma, a fronte dell’impotenza della liberaldemocrazia a governare le contraddizioni (rischi e opportunità) del nostro tempo.

    La logistica è l’apparato concettuale, le idee, la cultura politica, da unire ad una prassi sociale costante.

    Tutto ciò potrà anche apparire velleitario, generico, volontaristico ma tuttavia per chi non vuol gettar la spugna rimane l’unica possibilità.

    E tutto ciò continuo a non vederlo, ADESSO per forza legato alla presentazione di una lista.

    PS. Simpatizzo con quella visione eroica della politica che mi par affiorare nello scritto di Alberghini.

  78. Marco Capponi Says:

    @@Mauro,
    concordo pienamente (anche se mi sa che nopn ho più l’età)

  79. Enrica Says:

    @ Mario Bovina.
    Sarebbe stato sufficiente che tu avessi detto: “non uso la mia bicicletta contro il mio amico Montroni”, e tutto sarebbe stato chiaro e ben detto.
    Hai voluto, invece, aggiungere una debole difesa del “precariato sottocasa”, oltreché di Montroni. E allora devo dirti che in questi giorni sono stata più volte all’Ambasciatori e ho verificato che le cose stanno esattamente come dice Giulia.
    Sotto lo stesso tetto, e cioè nel medesimo “concept store”, tutti i camerieri sono meridionali o stranieri e tutti i librai sono bolognesi. Un caso? No, caro Bovina, divisione razziale del lavoro. Certamente Montroni, come tu dici, non è responsabile di questo stato di cose. Bene per lui, ma allora deve dimettersi. Non puoi essere democratico, progressista e di sinistra e assistere, come se nulla fosse, a sta roba. Non c’è giustificazione che tenga.
    Voglio aggiungere, se me lo permetti, che questa storia mi ha molto amareggiata. Avevo evocato il tuo nome perché ti avevo visto come un “personaggio” fuori dal coro. Ti stimerò sempre, anche se non mi conosci, ma alla fine siamo tutti persone per bene, tutti conformisti di un qualche conformismo e a volte, anche interessati. Siamo donne e uomini, non siamo rivoluzionari, non vogliamo rinunciare alle nostre piccole sicurezze. Tu non vuoi rinunciare al saluto di Bonaga e di Montroni, io al mio posto di lavoro.

    • mario bovina Says:

      Cara “Enrica” (e diamo per buono ‘sto pseudonimo)
      anche se mi sembri persona simpatica, dovresti focalizzare meglio i punti.
      Non credo che tu ti stia lamentando del fatto che la società Eataly assume lavoratori meridionali (o te ne lamenti? o sostieni che se da Eataly si presenta un bolognese o un sudtirolese non viene assunto in ragione della sua provenienza nordista?).
      Sembri piuttosto lamentarti del fatto che a tuo dire Librerie Coop non assume lavoratori meridionali perchè meridionali; se puoi provare ciò che dici, non hai bisogno di tirare me, che non amo blaterare a vanvera quando non conosco i problemi, per la giacchetta, perchè la notizia è (anzi è meglio dire, sarebbe) parecchio grossa.
      Puoi convocare tu stessa la stampa con una semplice e-mail alle redazioni e/o farti trovare sulla tua bicicletta, certamente ne hai una, con un bel cartello e sollevare la questione, prove alla mano.
      Se fornirai le prove delle accuse, anche gravi, che lanci e nonostante la tua ardimentosa denuncia e vibrata protesta non sarai ascoltata, non mancherò di aiutarti, per quel poco – non contando nulla in nessun luogo – che potrò.

  80. Giulia Says:

    @ Mauro, Enrica, Mario, Roberto ed altri

    Non era mia intenzione sollevare un vespaio. Ho soltanto fatto presente che a Prodi e 70 amici suoi è stato offerto un luculliano buffet gratis, la sera del 24 novembre 2010. Quella sera Prodi aveva presentato all’Archigginasio il libro di Marco Panara (La malattia del’occidente. Perché il lavoro non vale più). Le locandine erano state appese anche dentro l’Ambasciatori. Dopo, Prodi e tutti gli altri sono venuti all’osteria dell’Ambasciatori.
    Ora io non so se qualcuno, come pensa Mauro, abbia telefonato a Prodi per dirgli ti offro un ricco buffet gratis o se qualcuno del circuito di Prodi abbia telefonato per chiedere un ricco buffet. Certamente, come mi ha spiegato il mio amico filosofo, nessuno si sarebbe mai sognato di offrire il buffet a Marco Panara.
    Visto, però, che Mario Bovina non mi crede, rinuncio al panino e mi iscrivo al PD.

  81. enrica Says:

    @Mario Bovina

    Carissimo Mario,non staremo qui a discutere e rimpallare per chissà quanti post chi dei due non ha colto il punto.
    Forse abbiamo tutti e due ben capito di cosa precisamente trattiamo.Mi sembra,purtroppo, che la questione ti abbia offeso, anche se fatico a comprenderne le ragioni.Spero di ricontrarti su un’altro argomento che avverti meno personale.

    Ps sono assolutamente Enrica

    • mario bovina Says:

      (poi la finisco che questa non è casa mia e vi lascerò l’ultima parola)
      @ Enrica : non sono affatto offeso; non avverto l’argomento come personale; la mia regola è che le denunce (soprattutto se sono denunce di razzismo) si fanno 1. mettendoci la faccia, nome e cognome veri; 2. portando le prove di quello che si dice; 3. assumendo la responsabilità delle proprie accuse; non riesco a capire perchè tu, che ritieni di sapere tutto, vorresti stare sotto i pannicelli caldi a guardare me che, sulla base di tue accuse anonime e non circostanziate accuso terzi di comportamenti odiosi e illegali. Penso che tu abbia scelto la persona sbagliata.
      @ Giulia (degna compare di vaghezza) se non sai esattamente cosa è successo: vale a dire 1. chi ha pagato e con quali soldi; 2. perchè ha pagato; 3 a chi è stato offerto il buffet (che non mi pare evento così straordinario) mi pare che difficilmente la tua accusa valga qualcosa.
      Quanto al nocciolo della questione, i lavoratori dipendenti (non precari) hanno solitamente diritto a mensa o buoni pasto. Non conosco il caso specifico di Eataly. Se intendi impostare una battaglia perchè Eataly conceda buoni pasto (o direttamente pasti) ai propri dipendenti, anche se precari, magari fai anche una battaglia sacrosanta. Ma quella è la battaglia. Non le tartine di Prodi.

    • mario bovina Says:

      degna commare, per onorare la lingua italiana

  82. giuliano buselli Says:

    Arrivo tardi a questa discussione, ho letto in fretta alcuni interventi, mi restano impresse due frasi:
    Zani: ” La battaglia è quella di sempre: giustizia sociale, e poi ancora giustizia sociale. Socialismo insomma…”.
    Alberghini : ” fare cose di sinistra più che riempirci la bocca (come fanno in troppi) della parola sinistra “.
    Due generazioni politiche: il “vecchio” (per me è bello esserlo) Zani per cui sembra che niente sia cambiato e la battaglia sia sempre la stessa ,
    il giovane (è bello esserlo) Alberghini per cui, con buona pace di Moretti che invitava D’alema a dire qualcosa di sinistra, ciò che conta è fare e non dire. Essere di sinistra invece di dirsi di sinistra . Il “socialismo” passa attraverso te prima che attraverso lo stato; una specie di “decrescita felice” della politica.
    Se la battaglia è sempre la stessa, caro Zani (e non ne sono affatto sicuro), certamente sono cambiati i modi ; non è una questione di tecniche di comunicazione, è qualcosa di più vitale: o la “giustizia sociale” passa attraverso la singola persona che fa politica e la sua individualità oppure lo stato non è in grado di realizzarla (se non in forme abnormi).
    Il giovane Alberghini, prima di impegnarsi in una lista civica, ha dato vita al Bi-BO, ha messo del proprio in un’azione pubblica, sono convinto che sia la strada che seguiranno tanti giovani nei prossimi decenni .
    Il “vecchio” Mauro da parte sua ha tanto pedalato nelle piste della sinistra bolognese. Credo che un incontro tra generazioni sia l’unica via d’uscita dallo stallo attuale. Occorre un’alleanza tra le esperienze mature
    e le nuove energie. Altrimenti arriveranno gli avventurieri e i “vecchi” ne saranno corresponsabili……..

  83. maurozani Says:

    @Giuliano.

    A me sta storia dei vecchi e dei giovani non mi ha mai convinto da giovane. Figurarsi adesso.

    Quanto alla “battaglia” si capisce che è sempre la stessa.

    Scalfari domenica scorsa è tornato a spiegare che per riavviare la crescita (che è stata tendente a zero ormai da un decennio) è indispensabile una vasta ridistribuzione della ricchezza nazionale.
    Cioè, appunto, un maggior grado di giustizia sociale.

    Dove aver discusso, per anni, sulla rava e la fava della innovazione/competizione/ autorealizzazione etc.. si torna ai fondamentali.
    Non basta esser equi. Non basta esser cristianamente o buddisticamente caritatevoli.
    E’ necessario esser giusti.
    Solo così aumenta il grado di libertà e la possibilità di autorealizzazione.

    Se , invece la giustizia sociale diventa un fatto della sfera privata/individuale e ai singoli viene dunque sussidiariamente consegnata, si decreta semplicemente la morte della politica oltre che della sinistra.

    Insomma la battaglia è sempre quella dall’inizio dei tempi.

    La giustizia sociale non è aggirabile dalla politica come categoria dello spirito. Una sorta di quintessenza da ricercare alchemicamente nel proprio foro interiore.

    Poi discutiamo pure sulle forme, nuove (of course) tramite le quali perseguire la “vecchia” battaglia.

    E discutiamo pure sulla soggettività (percezione di sè) da far agire in un contesto storico, sociale , culturale profondamente mutato.

    Ma senza farci portare troppo in giro da suggestioni collaterali all’epoca ormai trascorsa del neo-liberismo. E purtroppo la vecchia sinistra questo ha esattamente fatto in tutti questi anni, ed esattamente perciò è stata battuta, nel momento stesso in cui si è invaghita di pseudo concetti come la smaterializzazione del conflitto e così via cantando.

  84. Giulia Says:

    @ Enrica

    Cara commara,
    il mio amico filosofo, di cui ormai sono innamorata persa, sostiene che dovresti concedere al Cavaliere Bovina l’onore delle armi, perché – in fin dei conti – si è battuto come un leone per difendere Prodi e Montroni, senza schizzar veleno e senza sbavar schiuma, con gran rumore e tenendo sempre ben alto l’onore.

    Ps.: commara cara mi piacerebbe incontrarti.
    Vieni con un giornale in lingua inglese all’Ambasciatori, di mattina.

  85. enrica Says:

    @ Mario Bovina

    Caro, più che offeso ormai ti sento disperato: meni scandalo; alzi la posta; evochi battaglie inesistenti; suggerisci tattiche suicide a precari che chiedono soltanto un panino.
    Francamente sembri un’altra persona Non reciti più simpatiche poesiole ma invettive recalcitrando al contraddittorio.
    Cosa posso dirti ancora?. Calmati amico mio, non ti rattristare in tutto.
    Verranno tempi migliori……

  86. giuliano buselli Says:

    @Mauro.
    che la redistribuzione della ricchezza nazionale sia il problema centrale ancor oggi è fuor di dubbio, anzi lo è oggi più di ieri perché la rapina avviene con l’ausilio di mezzi più potenti che nell’ottocento. Ma chi può assumersene il compito?
    Scalfari, invitato a smettere di pubblicare con la Mondadori di Berlusconi, ha risposto che la questione è “politica” e quindi , se non si trova una soluzione politica al conflitto di interessi, lui non ci pensa minimamente di smettere di far soldi con Berlusconi editore. E’ il sintomo del male.
    Sai bene che tutta la classe politica di sinistra , mentre si arricchisce e partecipa all’assalto alla ricchezza pubblica attraverso i mille modi consentiti dalla presenza nelle istituzioni e nelle aziende pubbliche, resta poi passivamente in attesa della soluzione “politica”. QUESTA CLASSE POLITICA NON LOTTERA’ MAI PER UNA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA perché vive delle diseguaglianze che denuncia e produce giorno per giorno ingiustizia sociale. Il problema non è dunque “intimistico” ( cosi’ mi hai interpretato ) , ma strutturale. Solo chi è fuori dalla riproduzione quotidiana delle disuguaglianze è in grado di capire e di trasformare. Uno dei fondamentali delle trasformazioni sociali è il soggetto delle trasformazioni…in una realtà degradata e corrotta, quale è quella italiana, l’inizio del nuovo sarà segnato dall’apparizione di uomini che non partecipano ad alcun privilegio sociale-politico. Tu vedi tutto con gli occhiali che ti sono serviti finora e con i quali non si vede che, ad esempio, la rinuncia dei ragazzi grillini agli stipendi favolosi dei loro colleghi consiglieri, parla all’elettorato più di un programma elettorale

  87. maurozani Says:

    @Giuliano , l’importante è esser d’accordo sul nocciolo del problema che è sempre stato e sempre sarà quello di ridistribuire e fare giustizia (sociale).
    Un problema d’ordine strutturale , ad un tempo storico, materiale e sociale dunque.

    Che l’attuale classe dirigente non sia all’altezza, beh mi sembra difficilmente contestabile.

    I miei occhiali vedono bene, mi pare.
    Vedo benissimo la popolarità insita nella rinuncia dei giovani grillini. E vedo anche più in là.
    Di qui a non molto , quando i giovani in questione , conquistata la posizione, recupereranno il “tempo” perduto.
    Adesso hanno buon gioco e vento a favore sol perchè la politica tutta vien sputazzata ad ogni angolo di strada. Ci son ragioni per questo.

    Spero però non ritorni mai più il tempo in cui: qui si lavora e non si parla di politica.
    Per questo pur essendo critico assai (ed essendomi, forse non per caso ritirato volontariamente /volontaristicamente dalla politica attiva), resto sempre vigile contro ogni forma di populismo.

  88. Mario Bovina Says:

    Commari, blaterate
    ma non pensate prima;
    per come argomentate
    vi taccio pure in rima.
    Nascoste da sottana
    sfoggiate gran cipiglio
    ma state nella tana
    come ci sta il coniglio.

  89. Roberto Says:

    @ Giulia & Enrica

    Forse sono fuori luogo sarcasmi su chi di questi tempi deve difendere un posto di lavoro se pur poco gratificante e remunerato.
    Mi rendo conto ora che il riferimento alle galline pensierose avrebbe potuto traslarsi a Giulia ed Enrica, quando era invece riferito solo alle “riflessioni” cui ero sollecitato, basate su scarsi elementi: le avevo associate alla breve storia, che ricopio:

    “Una gallina filosofa guardava un sasso e diceva: – Chi mi dice che questo è un sasso? – Poi guardava un albero e diceva: – Chi mi dice che questo è un albero? – Te lo dico io, – rispondeva una gallina qualsiasi. La gallina filosofa la guardava con compatimento e domandava: – Chi sei tu che pretendi di dare una risposta alle mie domande? – La gallina qualsiasi la guardava preoccupata e rispondeva: – Io sono una gallina -. E l’altra: – Chi mi dice che tu sei una gallina? – Dopo un po’ la gallina filosofa si trovò molto sola.”

    Chiedo pertanto scusa a Silvia e ad Enrica (che comunque promuovono la frequentazione di Eataly) se si sono risentite.

    Eh, eh, sono davvero un bravo ragazzo!

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