Sinistra-centro.

Mica facile venirne a capo.
Del post 14 dicembre , dico.
Magari c’è qualcuno nel PD che sa come fare.
Magari se ce lo dicesse staremmo tutti più tranquilli.

Per il momento, al di là di un ectoplasmatico ed evidentemente improbabile “nuovo ulivo”, (PD+Sel+IDV+UDC?) è in campo solo il combinato disposto D’Alema-La Torre.

Un doppio movimento che ha una sua logica ma che , tuttavia, mi sembra alquanto complicato da effettuare.

Si tratta di metter su un governo d’unità nazionale con anche il PdL , ma senza Berlusconi e contemporaneamente far entrare Vendola nel PD.

Una roba intelligente e ardita assai.

Funziona più come copertura di un vuoto politico pauroso che come proposta effettiva capace di produrre effetti concreti.

D’altro canto, con scenari elettorali che non schiodano il PD dal 24% , a menar la danza è ormai il terzo polo.

Con l’attuale legge elettorale , se sei il PD e vai alle elezioni con Sel e Idv perdi.

Se ci vai con UDC e Fli, hai qualche possibilità in più, ma non è sicuro che vinci.

Son bei momenti.

Forse per questo circola l’ipotesi, stravagante e fantasiosa assai, di una lista civica nazionale. Tutti contro il Berlusca: PD+Idv+Sel+terzo polo o quel che è.

Non la vedo bene.

Per il PD, dico.
Il quale se s’allea con Sel e Di Pietro, perde pezzi fino al limite di una scissione plateale e di fatto già, in tal circostanza, annunciata.
Se invece s’allea con Fini , Casini e Rutelli, perde pezzi molto consistenti a sinistra a favore di Vendola. Una scissione silenziosa ma ancor più nefasta.

Ma, io dico: non si  poteva pensare da subito a fare un partito (democratico e anche socialista) potenzialmente valutabile intorno al 30%-35%?

Sì perché la sinistra tutta compresa in Italia s’attesta, con alti e bassi, su di una soglia pari a circa un terzo dell’elettorato. Per parafrasar Bersani questo “muro del suono” non si sfonda.

Se oggi vi fosse un partito così, gli resterebbe solo da allearsi col polo di centro, da posizioni di relativa forza ,potendo per di più stagliare nettamente la propria identità politica e programmatica.
Facciamo un 30% + un 20%.
Il gioco sarebbe fatto.

La politica ne guadagnerebbe in chiarezza .

Si vincerebbero le elezioni guadagnando il premio di maggioranza e si potrebbe governare stabilmente.
Ognuno rimanendo sé stesso.

Invece no.

A forza di menar il can per l’aia , la vocazione maggioritaria si è tradotta in una condizione minoritaria e subalterna.

Ma si può?

Mah.

Alla lunga, delle due l’una.

O si rimettono in discussione le fragili basi del progetto democratico togliendo il veto alla parola sinistra, e ricostruendola (la sinistra, democratica e socialista) con le forze che ci sono, oppure non resta che gettare il cuore oltre l’ostacolo (della sinistra) e confluire in una nuova DC, ovvero  in un polo liberaldemocratico, come volete.

Intanto però incombe il 14 dicembre.

A bocce ferme (con relativi sondaggi) l’idea, da qualcuno sbandierata, di precipitarsi a votare è una cosa tanto nobile e lineare quanto, con ogni statistica probabilità, stupida.

Ci vorrebbe un governo. Per molte e ottime ragioni. Tra cui anche quella , di costruire  un’ampia  aggregazione a sinistra: un partito nuovo.
E nel contempo gettare le fondamenta di un’alleanza elettorale e di governo tra la sinistra e il centro.

Poi se volete, per comodità e consuetudine, chiamatelo pure centrosinistra.

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23 Risposte to “Sinistra-centro.”

  1. umberto.mazzone Says:

    Mauro mi sono perso. La tua esposizione dimostra quanto l’ alchimia politica sia oramai lontana dai problemi di tutti i giorni, di chi teme che aumentino le rette di nidi e materne perché allora per le donne non conviene più, ma come si fa senza un secondo stipendio? Il dramma è che le alchimie politiche condizionano enormemente la soluzione dei problemi di tutti i giorni.
    Non so come venirne fuori, ma confesso che nel tuo contributo mi pare di rivedere un vecchio telegiornale quando il grande mago, Helenio Herrera, presentava tutte le combinazioni possibili di gioco senza lasciar capire quella che per lui era la buona. Ma si andava a fiducia,lì i mezzo la soluzione buona c’era, bastava aver pazienza e almeno i giocatori avevano le gambe buone e il fiato lungo. Ma oggi? Stanno i piedi per miracolo.

  2. Lele Roveri Says:

    Tutte considerazioni perfettamente condivisibili, caro Mauro. La cosa più tragica è che ormai gli equilibri politici nazionali sono in balia degli eventi quotidiani. Basta poco per cambiare tutto ed in tempi brevissimi. Io mi pongo quotidianamente la domanda di cosa succederà dopo il 14 dicembre, dopo le primarie (locali e/o nazionali) e dopo le elezioni di primavera. Ogni scadenza, inevitabilmente, avrà ripercussioni su quella successiva. Fare delle previsioni è impossibile con tutte queste variabili. La sensazione è che a livello di alleanze la coperta sia comunque corta oltre che scomoda e che nessuno scenario porti a qualcosa di efficace e di duraturo. Di sicuro il futuro del PD (o forse di questo PD) si gioca nei prossimi sei mesi. Per essere drastici potrei tradurlo con un “Patria o Muerte”. Temo che se il PD perde tutte le partite, su tutti i tavoli, non ci rimettiamo in piedi neanche col defibrillatore.
    Sul partito della sinistra, democratica e socialista, mi trovi perfettamente d’accordo. Era la cosa più sensata da fare due anni fa e lo sarebbe tutt’ora. Se non altro per non regalare un pò alla volta la nostra “dote” a Vendola e a SEL. Alla fine dei guai, adesso mi tengo il mio PD. Se non altro per coerenza e per tutte le energie che gli ho dedicato.

  3. maurozani Says:

    @Umberto , beh io a differenza di Herrera lo dico qual’è la soluzione che preferisco.
    In ogni caso dopo il fatidico 14 di questa materia alchemica bisogna occuparsi. Volenti o nolenti.

  4. maurozani Says:

    @Lele.

    Se ti tieni il tuo PD, (al 24%) prima o poi lo perdi.

    Il problema è tutto qui.

    Non si tratta di svendere a Vendola.

    Si tratta di acquisire da Vendola e da chi se ne sta a casa(son tanti).
    Se si va in questa direzione, (chiamiamolo il target del 30 e passa per cento), in un partito che include tendenzialmente tutta la sinistra, allora le cose cambiano.
    La coperta s’allarga.
    La massa gravitazionale attrae a sufficienza anche verso il centro.
    Naturalmente non si deve aver paura d’aver coraggio.
    Compreso quello di una correzzione di rotta, anzi una sterzata, sui famosi contenuti.

    Esempio.
    Ho riletto la parola “redistribuzione” della ricchezza, non da qualche dirigente del PD, ma da Scalfari, ieri.

    Ora, va bene che Scalfari è il presidente ombra del PD ma poteva arrivare prima qualcun altro.

    O no?

    O stiamo a “pettinar le bambole” come dice Bersani?
    O a “smacchiare il giaguaro” come dice Crozza?

  5. umberto.mazzone Says:

    Caro Mauro, hai fatto bene a ricordare i numeri.
    Grosso modo nella sua vita repubblicana il PCI ha raccolto tra un quarto e un terzo dei voti espressi (con una tendenza crescente siano alla morte di Berlinguer, discendente poi). Se prendiamo il periodo 1963 (prima occasione elettorale del centrosinistra) e il 1976 (grande trascinamento della mutazione dei costumi post ’68, referendum divorzio, nuova leva di militanti) la forbice va dal 25,31 al 34,44 (Camera).
    La Dc è stabile sul 38 (38,27 nel ’63, 38,79 nel 76)
    Da dove viene fuori quel 9% in più al PCI? Da uno spostamento a sinistra del paese che travasa su DC voti conservatori di PLI, PSDI, Monarchici etc, mentre sul PCi si spostano evidentemente voti DC in movimento, voti PSI (che perde nel periodo il 4/5 %).
    La DC resta stabile solo perchè mangia a destra, mentre perde a sinistra.
    IL PSI cala perchè perde a sinistra, indipendemente dalla scissione PSIUP.
    Il PSI è il problema mai risolto. Anche quando va male è un 10%. Avercelo oggi un patrimonio così sulla piazza elettorale, pur con tutti i difetti del PSI (anche di quello precraxiano).
    PCI + PSI nel 1976 erano al 44,11. Oggi sarebbe una situazione da sogno per una trattativa col centro democratico e costituzionale di una ipotetica DC in qualche modo sopravvissuta.
    Ma qui stiamo facendo oramai fantasia.
    Più seriamente nel 1976 vi era nel paese un 44,11 % di elettori, sicuramente democratici, fedeli alla costituzione, orientati a sinistra. In Germania, o in Austria, o in Inghilterra un bel partito socialdemocratico o laburista.
    Se aggiungiamo la parte DC non clerical-fascista, parte dello PSDI e del PRI
    un idea riformatrice era ampiamente maggioritaria nel paese.
    Sappiamo perchè una tale convergenza non era possibile, sia per ragioni esterne, sia per ragioni interne. Però i numeri c’erano.
    Oggi la situazione è ben diversa. Solo la sinistra (se consideriamo oggi tutto il PD e allora tutto il PSI come sinistra) ha perso circa il 20% nel paese.
    Un bel balzo indietro.
    Alla faccia della vocazione maggioritaria.
    Bene forse dai numeri possiamo ripartire, con tempo (tanto tempo), ma ci vuole politica, fantasia e movimento (per ritornare ad Herrera citato in precedenza).
    Politiche delle alleanze, compromessi più o meno storici, tutto può andarci bene, ma si inizii a rifare politica. Oramai, per età, non penso più a me ma almeno vorrei che mia figlia e i miei studenti potessroe vedere un paese migliore.

  6. fabio alvisi Says:

    mi rendo perfettamente conto del fatto che la mia opinione ai dirigenti del pd non interessi assolutamente (ma mi sembra non solo la mia), ma se potessi scegliere dove perdere i pezzi, sarei certo di volerli perdere al centro, forse per nostalgia, ma tutto sommato, come si diceva una volta: sicuramente per scelta di campo.

  7. maurozani Says:

    Caro Fabio,
    il problema come si vede bene dai dati che riporta puntualmente Umberto non può ridursi alla scelta di perder pezzi di qua o di là.
    Bensì quello di cominciare a riaggregare le membra sparse della sinistra e quello, più difficile ancora, di dare un volto , una fisionomia sociale nitida ad una nuova sinistra possibile.
    E poi ridare dignità e motivazioni robuste ad una seria e rigorosa politica delle alleanze, tanto sul piano sociale che politico.
    Non dico che sia facile.
    Ma si potrebbe fare.
    Si dovrà fare.
    Prima o poi.

  8. gabriella Says:

    caro mauro
    quella che esponi era la nostra opzione congressuale!
    caro ci costò e ci costa

  9. marco da bologna Says:

    La strategia del P.D. oggi credo sia quella del:tutti contro Berlusconi.Qualsiasi organizzazione politica va bene basta che sia in opposizione al Premier,della serie,il fine giustifica i mezzi.Il problema è che per liberarsi del cavaliere non basterà un giorno,se non altro per il radicamento politico culturale,per l’enorme potere economico,per i mezzi mediatici a sua disposizione,per il potere politico che ha nelle istituzioni.La domanda che viene spontanea,vale la pena allearsi con chi ha contribuito fino a ieri alla sua ascesa?E’un problema della sinistra se la destra è diventata una roba cosi’!Sicuramente al Berlusconi qualche aiuto gli lo abbiamo dato anche noi a sinistra,ma ora è un problema della chiesa ,della destra di Fini,speriamo anche della Lega.Noi a sinistra dovremmo mantenere la posizione,rimanere a sinistra,altrimenti rischiamo di partorire un mostro!Purtroppo non siamo in grado di fare questo!Qualche riserva su questo Partito Democratico c’e’!Marco da Bologna

  10. maurozani Says:

    @Marco da Bologna.

    Eh sì, qualche riserva c’è!

  11. Marco Capponi Says:

    @Mauro, Umbertio,
    La posizione di Mauro mi sembtra molto choiara e lineare, ed anche condivisibile, disegna un quadro uìinevitabil.
    SEmore che una sinistra politica sia connayutrata naturalmente in una società avanzata. Invece il riferimento d Hwerrera non lo ho francamente capito (taca la bala?).
    @Gabriella
    Mi é venuto in mente (riordandomipo!) che ho votato la vostra mozione. Ma voglio9 essere un po’ provocatorio, scusatemi, non era questa che dice Mauro anche un po’ la proposta del “Grande Satana”? (Massimo D’Alema e il centrosinistra col trattino).
    SEcondo ,e Vendola e il Vendoòlismo attuaòmente non ci stanno, troppo appetibili le spoglie, Magari Matteo Renzi ah ah ah ah

  12. maurozani Says:

    @Marco.
    Macchè, il grande satana era per il center-center-left di blairiana memoria. Quante volte l’ha ripetuto irridendo alla sinistra che considerava appena “sopportabile” data l’esistenza di questa destra.
    Quando poi è nato il PD s’è sdraiato sulla tesi di maggioranza , vocazione maggioritaria compresa. In attesa di poter dire , come ha detto che sto PD: “è un amalgama mal riuscito”.
    Della serie: se me lo dicevi prima!
    In sostanza, dall’epoca remota del centro-sinistra col trattino ha cambiato posizione varie volte con sterzate ,ogni volta, di 180°.

    Questo: per la verità.

  13. Marco Capponi Says:

    @Mauro,
    non nego, tu lo conosci meglio di me e forse io ho la colpevole tendenza di voiler veder5e sempre il bicchiere mezzo pieno.
    Il che, specialmente i politica (ma non solo) non é otimosmo ma coglioneria.
    PS Non ti sembra che tutta questa retorica sui collegi maggioritari approdi ad una cultura, per così dire, heghelina di destra?
    Cedrto il tema dei sistemi territoriali nella globalizzazione é attuale e la contraddione fondaemtale va rivitata criticamente, ma da qui a buttare nella spazzatura l’idea di conflitto e credere alle rappresentaze di spggetti neutri cene corre. A quanto l’idea di corporazioni?
    Lasciamo ciò ai nostalgici, alla Lega ed ai radicali

  14. maurozani Says:

    @Marco.
    Boh. a quanto mi ricordo la destra hegheliana metteva la dialettica a disposizione della conservazione dello Stato (prussiano) e assieme ad esso anche la religione cristiana. In modo esattamente speculare alla sinistra.(hegeheliana).
    Dunque i collegi maggioritari non so bene se c’azzeccano. Sempre che i miei ricordi giovanili sian almeno grosso modo corretti.
    In ogni caso, per quanto mi riguarda, e in linea con il mio ragionamento poltico (alleanze) preferisco il sistema tedesco. Chiudendo la stagione infruttifera e alquanto paracula della seconda repubblica con tutta la sua scia di illusioni.. e perversioni.

  15. marco capponi Says:

    @Mauro,
    si, forse ho usato un termine troppo ridondante rispetto al tema, manon volevo usare la parola “fascismo” che ne é stata in qualche modo la declinazione politica concreta.
    L’idea di Stao come incarnazione dello spirito ed il ruolo del demiurco (non sono citazioni dolte ma dalle macchiette scolastiche di amarcord 🙂 ) npn contempla, mi pare, il conflitto sociale come motore della storia.
    Da qui, forse, discende la concezione corporativa della società (soviet contro corporazioni, in entrambi il conflitto é abrogato; nel primo caso con la forza, nel se comdo é semplicemente negato).
    Io non sono molto preparato ed ho solo orecchiato qualcosa tanti anni fà-
    E se ho dato l’impressione di pedaneria e saccenza mi scuso, ma non ne ho proprio le condizioni (sono passato dalla SUC solo di striscio :-))

  16. Francesco Riccio Says:

    Caro Mauro, condivido quello che pensi. Non mi sono iscritto al PD perchè penso che, nella situazione data, come già ti ho detto, è inutile (il PD), cioè è un partito che non ha spazio politico. Lo hai efficacemente detto nel tuo pezzo. Se va al centro perde a sn se va a sn perde al centro.Continuo da anni ad essere convinto che uno dei più gravi limiti della politica italiana è costituito dalle leggi elettorali che, negli anni, si sono susseguite- da quella sulle preferenze fino al porcellum.Il maggioritario ha trasformato la politica in un derby,il porcellum, con il premio di maggioranza, ha fatto il golden-gol.Sarò antico ma sono rimasto allo schema classico del centro-sinistra,si con il trattino.Non mi ha mai turbato l’idea che potesse rinascere un centro se, come tu dici e io ne sono convinto, c’è per la sinistra,riformista,moderata insomma la più buona possibile…, uno spazio del 30%.E dunque lì, secondo me bisogna tornare,cambiando la legge elettorale in senso proporzionale con soglia di sbarramento e senza l’indicazione del premier.L’analisi, mi rendo conto, è alquanto rozza, ma serve a rendere l’idea.Se serve si può affinare…

  17. arlo Says:

    caro mauro, non mi ha convinto la tua risposta su SEL. quella roba demosocialista di cui parlasti e parli si avvicina abbastanza a ciò che dice Vendola. Che poi preferiresti che quelle cose le dicesse il PD è comprensibile. Che poi sarebbe la cosa giusta per il PD è vero. Che sia necessario che le dica il PD affinchè abbiano una rilevanza è anche vero. Che non vuoi che il tuo fu partito si faccia mangiare a bocconi, è anche comprensibile. Ma non credo si possa negare che la cosa che più si avvicina a quella roba demosocialista in questo momento sia ciò che dice Vendola (al netto del fatto che ci marci e che il gruppo dirigente di SEL possa non convincere). O forse ho capito male il discorso che facesti e che continui a fare. Il che sarebbe abbastanza frustrante perchè vorrebbe dire che non ho capito una mazza negli ultimi quattro anni….

  18. maurozani Says:

    @Arlo.
    Ho riletto il post e le risposte. Ma non trovo quella che tu chiami la mia “risposta su Sel”.
    Comunque per chiarezza ulteriore . Continuo a pensare che bisogna rifare un partito inclusivo della sinistra. Sel potrebbe rientrarci nel caso in cui si dia luogo davvero ad un nuovo patto fondativo. Non si tratterebbe di una semplice confluenza. Ma di un cambio di natura del PD. Quello che appunto abbiam sempre voluto.
    Quanto a Vendola s’avvicina, certo alla “roba” in questione.
    Anche se, le parole hanno un senso, e “socialista” non l’ho ancora sentito pronunciare insieme a democrazia. Sottigliezze , forse.
    Mi limito a notare che Vendola è un pochino più americano (al limite un pochino veltroniano) di me.
    Ma non si può aver tutto dalla vita.

    In sostanza il discorso è sempre quello.

  19. marco capponi Says:

    @Mauro,
    Vendola é un ultra ultra Veltroniano, il resto é (quasi) nulla

  20. maurozani Says:

    @Marco,
    Vendola m’interessa fino a un certo punto. Alla sinistra e alle persone , spesso giovani che lo seguono, invece resto molto interessato. Una forza a sinistra del PD che non si limiti a gestire una rendita di posizione, ma incalzi e interloquisca con il PD può (forse) impedire la definitiva cancellazione della sinistra in Italia in favore di un partito di centro semi-moderato il quale ha già ampiamente dimostrato di non poter ambire all’autosufficienza.
    Io batto e ribatto sempre lo stesso chiodo. Rifondare il PD e allearsi da posizioni di forza con un centro potabile. Questa è la mia semplice geometria politica.

  21. marco capponi Says:

    @Mauro
    Proprio perché sono d’accordo con te sono così intransigente verso Vendola. Anche a me i giovani interesano ed ho passato la vita a contatto con loro. Ho capito che il modo migliore per rispettarli ed essere rispettati é quello di non lisciarli dalla parte del pelo e dire loro la (nostra verità)verità, non nascondersi ed essere persino polemici. A tutti quei compagni, e non sono pochi, che sono impressionati da assemblee piene di giovani e che, sotto questa impressione, si lasciano andare ed abbandonano un po’ del loro spirito critico , vorrei dire che avere dei complessi di inferiorità non serve a niente e che non si debbono fare scelte subalterne.
    Qualcuno, che ben conosciamo, ha complessi di superiorità che sono altrettanto gravi.
    Io non mi accontento di vedere assemblee piene di giovai, io voglio discutere con loro, cambiare le mie e le loro idee, questa é la mia idea di democrazia.
    Questo é il mio attteggiamento psicologico.
    Per quanto riguarda il merito e la mia posizione politica , scriverò qualcosa più avanti (c’é stata anche la manifestazione PD) perchè non voglio fare interventi pesanti ed illeggibili.
    Ti basti sapere che non mi sembra un caso che le mie tentazioni di abbandonare addirittura il campo della sinistra
    si fanno via via più acute, e non vedo di essere una persona troppo particolare.
    PS Di un giovane come Matteo Renzi non so che farmene eppure anche lui piace tanto.

  22. Assecobo Says:

    Dico subito che mi occupo di marketing; anche spero di conservarmi non troppo “politicante”, perché vorrei mantenere un rapporto più diretto con la gente, con la “base”. Nel post di Mauro, e dopo, si discute di alleanze elettorali di % di voti, in modi analoghi alle ricerche di marketing. Ho trovato l’analisi dell’ex-professionista Mauro, molto interessante, istruttiva; ma nel marketing si direbbe che manca un focus sul prodotto. In altri termini manca soprattutto il contenuto politico. Che ce frega a noi della customer-satisfaction degli elettori purcchésia. Non è questo l’approccio di chi ha un partito vero e che non è il più ricco d’Italia! Noi dovremmo lavorare di più sui contenuti (visioni … lavoriamoci … parliamone … ascoltiamo) e poi le scelte operative seguiranno (testmonial … delegati … tempi … regolamenti …). Quello che invece leggo qui e sento sui media è un non-messaggio da parte del PD. Non si sente un PD vivo, con una visione desiderabile; e con risposte concrete per i consumat…, pardon, della gente. Mi pare un partito s-morto. Nel marketing si direbbe che c’è una visione sfocata con un posizionamento incerto ed una promozione operativa insipida. Un solo esempio: gli amministratori che vogliono anche fere i testimonial. Non se ne può più di vedere sui massmedia Finocchiaro, Bersani, Turco, Letta (D’Alema meno, l’ha capita, per fortuna). Questi politici dovrebbero fare il tipico “passo indietro”, che non significa “andare a casa”, ma significa lavorare “dietro le quinte”; perchè sui massmedia si pongono male, molto peggio di Berlusconi che “buca”. Vabbè, troppa carne sul fuoco.

  23. maurozani Says:

    @Assecobo.
    Questa volta d’accordo.
    Al 100%.

    PS.
    Certo manca il focus nel mio post. Ma sol perchè l’ho focalizzato a iosa, fino alla noia, un sacco di volte.

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