Mentecatti.

“Chi vuole cambiare idea rispetto al governo di transizione è un mentecatto”. D’Alema dixit.

Cosa volete continua a piacermi il leader maximo.

E’ più forte di me.

Una questione caratteriale.

Come quando D’Alema, vistosamente incazzato nel dover partecipare al seminario dei gruppi parlamentari riuniti ad ascoltare Romano Prodi, in un angolo remoto della Toscana, si rivolge ad Antonino Montenapoleone, che lo bracca per intervistarlo: “Non so come possa venirvi in mente di venir qua in mezzo al fango a dar fastidio alle persone”.

Il pensiero è chiaro, provocatoriamente trasparente e interpretabile(sotto la mia responsabilità esclusiva) più o meno così: “Ma come, io debbo venirci per forza ad ascoltar quello là che conciona di politica estera. Un tale che non ne sa mezza rispetto a me. Ma voi potevate ben risparmiarvi una inutile trasferta in mezzo a questo fangoso nulla, addirittura pretendendo di rompermi i coglioni con le vostre puerili domandine ”

Premessa la simpatia, non posso però esser grato a D’Alema quando m’iscrive insieme ad altri (una moltitudine) nella lista dei mentecatti sol perché ritengo che sia avvenuto qualcosa d’importante il 15 Dicembre in Parlamento.

Qualcosa che ha cambiato, in peggio, le condizioni entro cui agire politicamente.

Già, proprio così.

E’ avvenuto che Berlusconi ha vinto.

La mozione di sfiducia nei suoi confronti è stata battuta.
Insieme a quanti l’hanno promossa.

Ed è inutile e persino patetico cercar di spiegare che siccome l’opposizione parlamentare a Berlusconi è oggi numericamente più forte si è trattato di una vittoria di Pirro.
Questo resta da vedere.

Chi presenta una mozione di sfiducia pensa evidentemente di vincere.
Non di perdere.
E se perde deve interrogarsi seriamente intorno alle ragioni di una sconfitta.

Le quali ragioni si radunano poi in una sola: la mancanza di un’ alternativa politica e di governo credibile.
Se tale alternativa vi fosse stata, anche la compravendita avrebbe trovato un più robusto argine.

Al netto dei doverosi giudizi d’ordine etico e morale, l’esperienza suggerisce che un parlamentare in carica difficilmente cambia casacca per approdare nelle file dei perdenti.

La verità , amara quanto volete ma non men vera, è che il PD è apparso alquanto laterale rispetto alla sortita di Fini.

Adesso, dopo esser stati battuti, non mi par sicuro sintomo di sanità mentale e di saggezza politica limitarsi a ripetere che nulla è cambiato e che dunque si va avanti con l’ ormai fantasmatico governo di transizione.

Ieri forse una strada per evitare un precipizio elettorale al buio c’era.
E, in ogni caso era savio il cercar di percorrerla.

Oggi, con tutto il rispetto, è da mentecatti non vedere come diceva Vivien Leigh che “domani è un altro giorno”

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27 Risposte to “Mentecatti.”

  1. Maurizio Cecconi Says:

    Condivido anche le virgole: sono gli stessi ragionamenti che ho fatto in questi ultimi tre giorni. Ciò detto, non condivido affatto la tua simpatia per Baffino. Non trovo simpatico avere gatti arroganti, presuntuosi e che fanno cazzate attaccati, perdona il francesismo, alle palle.

  2. maurozani Says:

    Caro Maurizio , che vuoi, l’ho detto, è una questione caratteriale. A me i piacioni non son mai piaciuti. D’altro canto per togliersi D’Alema dalle palle, basterebbe averle… le palle.
    In mancanza, chi è causa del suo mal……

  3. claudio Says:

    Almeno D’Alema , nella sua tracotante e in fondo simpatica brutalità ameno esiste caro Mauro e ,da quello che capisco ha una proposta ( che il segretario Bersani per emiliana piacioneria non ha mai davvero percorso) e che è :
    1 governo di Transizione (fornendo vere contropartite ai terzopolisti o vogliamo che si accuccino di nuovo ,casini compreso, dal cavalier Banana)?
    2 riforma elettorale modello tedesco ( altro che bipolarismo leaderistico del tutto estraneo alla vera cultura di sinistra ; leaderismo abbracciato da ultimo dal Comunista (?) Vendola)
    3 evoluzione del P.D. in senso autenticamente socialdemocratico ( forse Bersani pensa che trattasi del partito di Tanassi).
    4 Alleanza di medio periodo con il Centro ( fino a che arriva al 20%) in modo che la Sinistra diventi almeno il 30 che consenta.
    5 dire a casini che sarà il candidato premier ( se non è già arrivata la proposta del Berluskaiser) .
    Dicevo almeno Dalema esiste , mentre gli altri dirigenti P.D. ( nessuno ecluso) mi paiono pallidi fantasmi indecisi a tutto e desiderosi di subire l’opa (via primarie ) del simpatico Nichi da Terlizzi.m
    Ma ti pare ,caro Mauro, che nella fase terminale ( non so quanto lunga ma certamente drammatica) del brutale duo Berlusca -Bossi si possa tutti essere appesi a questi signori (compreso Vendola) buoni solo a farsi i dispetti.
    Come diceva il compagno Togliatti:
    E ORA FUORI I PAGLIACCI DAL CIRCO

    • beppe bianchi Says:

      Caro Claudio, io ho meno certezze di D’alema (e su D’Alema), ma non sono mica certo che lui ne abbia di più granitiche!
      Vediamo in dettaglio i punti:
      1) tutto il Pd è/era per il governo di transizione, come conseguenza della sfiducia, mica solo Maximo. Su quel governo si sarebbe innestata la riforma della legge elettorale, e la gestione del processo elettorale sfilato di mano a Maroni. Dentro il PD c’erano poi quelli che la transizione la volevano allungarla a dismisura, ipotizzando un governo di transizione…di legislatura, ma questa è un’altra storia.
      2) La legge elettorale (vedi mia risposta al post precedente di Zani) era già in macchina. Su questo c’era meno accordo, almeno tra D’Alema e Bersani. Ok, D’Alema vuole la tedesca, ma la bozza sulla quale si sta/stava lavorando teneva insieme tedeschi e francesi, ma pur sempre una legge “all’italiana”. L’obiettivo era scambiare legittimazione del terzo polo con sostegno (?) a sinistra al ballottaggio. Non credo che se ne farà nulla per questo giro.
      3) evoluzione “autenticamente” socialdemocratica? A me è sembrato che D’Alema abbia detto cose diverse nel recente Consiglio del PSE: di certo ha parlato di evoluzione, ma non so se la via indicata da D’Alema possa essere definita “autenticamente socialdemocratica”
      http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=VUEOS
      4) mi sembra una scommessa, io nutro molti dubbi sulla tenuta del terzo polo. Poi è chiaro che l’auspicio di un bel 20% tondo tondo che permetta al CS di battere Silvio Banana riesco ad esprimerlo anche io, che di certo non vado forte in aritmetica.
      5) mi sembra contraddittorio rispetto al punto 3. Che poi D’Alema sia disposto a tutto per vincere lo posso anche comprendere (del resto vuole allargare, forse per meglio esprimere la nuova via “autenticamente” socialdemocratica – anche i finiani). Come dice il poeta: tutti busoni col culo degli altri.
      Infine sull’esistenza di D’Alema non ho alcun dubbio: facile, quando si recitano tutte le parti in commedia.

  4. Maurizio Cecconi Says:

    Ma guarda, nemmeno a me ispirano, caratterialmente, i piacioni. Però credo ci sia una differenza sostanziale tra carattere volitivo e carattere arrogante. Baffino rientra tra i secondi.

  5. maurozani Says:

    @Claudio.
    D’Alema ha sempre una proposta.
    Non sempre ha funzionato.
    Comunque son sicuro che un tempo avrebbe lucidamente spiegato che quando si perde bisogna aggiustar qualcosa e cambiar linea.
    Adesso invece, col fantasma di Vendola alle costole, D’Alema non fa una piega e prosegue imperterrito e coerente verso un improbabile governo di transizione. Reso ancor più improbabile proprio dalla sconfitta subita in parlamento. A meno di pensare che Berlusconi sia fesso.
    Nel merito son d’accordo col sistema tedesco e con una politica delle alleanze che però sarà resa possibile solo da una chiara identità del PD come forza democratica e socialista. Ora D’Alema non fu affatto d’accordo con quest’impostazione allorchè sostenne a spada tratta la mozione di maggioranza per la nascita del PD, nella quale era chiara la presa di distanza definitiva dalla sinistra e dal socialismo europeo.
    Quanto al discorso sulla sinistra al 30% e il centro al 20%, lo trovi pari pari nel post precedente “Sinistra-Centro”. Ma bisogna che la sinistra si ri-costituisca parallelamente al centro. O no? Ed è esattamente questo ciò che non si vuol fare, anche perchè si sa già che ciò genererebbe una nuova scissione, peraltro già più volte larvatamente minacciata.
    Non son affatto d’accordo invece che Casini possa e debba esser candidato a premier da un’alleanza elettorale e di governo di centro-sinistra. Entriamo in Europa alfine. Il candidato non può che esser espresso dal partito che è maggioranza in una coalizione.
    Alla fine comunque il difetto di codesti ragionamenti è sempre lo stesso. Quello di sistemare i pezzi sulla scacchiera pensando che l’intedenza (elettorale) seguirà. Adesso ci sarebbe bisogno anche di porsi in piena sintonia con una protesta sociale destinata ad allargarsi.
    Insomma condividere le difficoltà dell’ora presente con il paese.
    Lo si può fare con due o tre proposte di governo chiare che delineino un modello sociale alternativo a quello del Berlusca. A ben vedere questo non lo si è mai davvero fatto.
    Alla fin della storia c’è comunque un’elevata probabilità di andare alle elezioni, stante che il PD dovrà fare il suo mestiere d’opposizione per rendere la vita difficile a Berlusconi e Bossi. E temo non sarà possibile compiere in breve tempo il cammino che tu auspichi. Non credo proprio che il terzo polo sia disponibile ad un’alleanza elettorale per la primavera prossima. E in ogni caso ciò provocherebbe uno smottamento elettorale a sinistra. L’incerta identità del PD ha portato in questo cul di sacco.

  6. marco capponi Says:

    Una volta D’alema disse in un dibattito che Ingrao in fondo non faceva parte della tradizione del PCI.
    Io, che le due volte che ho avuto occasioe di parlarci non ho mai resistito alla tentazioe di sfotterlo, gli ho detto, all’uscita:
    “stavlta mi sa che l’hai detta un po’ grossa!” e lui, sgranando gli occhi come spesso fa e coiltono di dire una cosa ovvia aha replicato:
    “ma…é vero!”
    Come fa a non essere simpatico uno così (i dalemiani sno tutta un’ltra cosa).
    Ps Togliatti una volta disse ad un suo collaboratore che non voleva andare alla festa dell’Unità perché lì lo “prenedvano sempre a spintoni” riferendosi alle pacche sulle spalle dei compagni di base

    Per parlare di politica devo pensarci ancora un po’.Vedo con preoccupazione e un po’ di angoscia quello che é sauccesso nel centro di Roma.
    Ssecondo me non siamo alle solite.
    Non c’é solo provocazione, non c’é ideologia, c’é diperazione forse, non acuta ma sorda e diffusa. La relativa rivendicazione della violenza é una c osa diversa dal passaom, anche rispetto agli steesi anni 70. Mi sa che si dovrà rileggere quasi tutto (almeno per me)

  7. claudio Says:

    Ho capito dobbiamo proprio rassegnarci alla sconfitta del redivivo fronte dei PROGRESSISTI (come nell’infelice 1994) e quindi a BERLUSCA presidente della Repubblica (questa è la vera posta in palio!!!)
    Tu caro Mauro mi confermi nell’idea che questo incubo è l’unica prospettiva realisticamente possibile.
    Io , molto modestamente, sarei disposto a quasi tutto per scongiurarlo.
    E poi se proprio dobbiamo perdere (parlo di tutta ma proprio tutta la sinistra) almeno dotiamoci di un capo pro -tempore (finoal giorno dopo le elezioni) dotato di un minimo di….palle.
    A questi chiari di luna i programmi ,temo, sono purtroppo roba per addetti ai lavori (come noi ) con la pancia moderatamente piena.
    Primum vivere deinde……

  8. maurozani Says:

    @Claudio.
    Tu sai (se ho divinato chi tu sia) che io non auspico una riedizione dei progressisti (tra l’altro non ho mai condiviso la stessa definizione). Solo che il sinistra- centro da me auspicato è ben di là da venire. Dunque mi limito a fotografare lo stato di fatto.
    Come Bianchi non nutro grandi speranze nel terzo polo. Riesco persino a pensare che potrebbe far smottare più di qualcuno sul PdL. E non solo dalla parte di Fini e Casini.
    Se il PD è in un cul di sacco non è colpa mia, dato che non mi son sottratto ad una battaglia di minoranza per farlo nascere su ben altri presupposti, politici e culturali.
    In quell’occasione mi son giocato apertamente e senza rete la mia carriera politica. Ho perso e mi son tolto di mezzo senza ascoltar sirene che mi volevano come padre nobile seppur critico nel e del del PD.
    A questo punto se si deve andare in guerra tanto vale sapere almeno di quali truppe disporre. Poche o tante che siano.
    Primum vivere, dici tu. Figurati son d’accordo, ma spesso questa elementare massima applicata senza alcun progetto ha portato a …..morire.

  9. mario bovina Says:

    Ho messo in bocca le ragioni pragmatiche a sostegno di un governo FLI UDC PD (acronimo di Psico Dramma) IDV (SEL? penso proprio di no); e sono giorni e giorni che mastico … ma non riesco proprio a inghiottire il boccone.
    In sostanza si metterebbe “in pausa” per un annetto il duo Berlusconi & Bossi e si confezionerebbe una legge elettorale meno vantaggiosa per il duo stesso (ripristinando, suppongo, il voto di preferenza).
    E poi? Poi vedo solo guai.
    Il PD, già ora attraente come un topo morto, si darebbe il colpo di grazia governando con Fini – che, comunque, è quello di Genova (e proprio non me lo dimentico) e di 16 (dico sedici) anni alle dipendenze di Berlusconi – e con Casini (un dipendente, invece, del Vaticano).
    Questo governo arlecchino dovrebbe poi affrontare – non si sa con quale bussola – i probabili scossoni finanziari ed economici dei prossimi mesi, finendo per risultare colpevole di ogni eventuale accidente.
    Berlusconi & Bossi affonterebbero le prossime elezioni, comunque vicine, dall’opposizione, cioè dalla posizione che preferiscono, sparando bordate su un governo improbabile.
    Dopo di che non credo che un’alleanza FLI UDC PD IDV potrebbe mai comporsi in seguito, al di fuori della situazione contingente, nè, tantomeno, semmai si componesse, durare più dello spazio di un mattino.
    Quindi la vedrei così.
    Per me tutte le persone che si potrebbero riconoscere in un partito social democratico (e mi andrebbe bene, vorrei che fosse anche democrETICO) dovrebbero prendere atto e accettare che questo partito per nascere, irrobustirsi, far crescere dirigenti con cervello e idee, conquistare spazio nella testa e nei cuori dei cittadini non potrebbe comunque avere come obiettivo quello di governare a breve l’Italia, perchè i cittadini italiani, nonostante le insofferenze, i focolai di rivolta e la disperazione di alcuni, forse anche di molti, dopo trent’anni di doping arcoriano sono comunque in maggioranza apatici o acefali o aetici (quando non tutte le cose insieme).
    Per me, al momento, c’è una sola dignitosa, seria via d’uscita; un minoritario, tostissimo, incazzatissimo partito social democrEtico.
    Otterrebbe comunque molti più risultati e vittorie parziali un partito così di quante ne abbia mai ottenute e possa sognarsi di ottenerne il topo morto.
    E noi staremmo, in spirito, di molto meglio.

  10. maurozani Says:

    @Marco.
    Si, credo lo si possa ritrovare anche nella Storia del PCI di Spriano. Quando Bufalini, segretario della federazione romana, invitò Togliatti a partecipare alla festa dell’Unità la risposta fu all’incirca che “quelli poi mi vogliono toccare e stringer la mano”. Poi naturalmente andò.
    Quanto a Roma non siamo alle solite infatti. Ci son i soliti, certo, ma stavolta c’è gente giustamente arrabbiata. Giovani privi di qualsiasi possibilità. Ed è solo un bene che si ribellino anche a nome di quanti meno giovani son costretti a difendere giorno dopo giorno la propria dignità di cittadini e di persone in condizioni di povertà, non importa se relativa o assoluta.

  11. maurozani Says:

    @Maurizio. Certo c’è una gran differenza. L’uomo diventa insopportabilmente arrogante. perchè sa che il suo tempo sta finendo. E non l’accetta.

  12. maurozani Says:

    @Mario.
    Mah, alla fine mi sa che è nel novero delle possibilità saltar un giro. So mica però se ne sortirebbe quel partito socialdemocratico e democrEtico che tu auspichi.

  13. maurozani Says:

    @Maurizio.
    Intendo che vincere le elezioni con l’unico schieramento oggi a disposizione è già di per sè una gara durissima. Basta guardare i sondaggi. Alimonti(un tipo che se n’intende) dice che per esser in gara ci vuole il 40%.
    Ha ragione.
    E, a bocce ferme questa soglia non è raggiunta.
    In più se anche si vince, si godrà certo del premio di maggioranza alla camera, ma al Senato saran cavoli amari.
    In più se il PD non si decide presto, molto presto a metter su l’unico schieramento possibile(PD +Sel+Idv + rimasugli vari) non sarà possibile richiamare al voto quelli che a sinistra son delusi e propensi all’astensione.
    Ma il PD è in condizione di fare questa scelta , l’unica possibile a breve , a mio avviso, senza subire lacerazioni e abbandoni?

    Potrebbe ad un’unica condizione: quella di ripensare il suo patto costitutivo che presupponeva e tutt’ora presuppone l’idea balzana, perniciosa e stupidissima di andar via dalla sinistra:italiana ed europea.
    Succederà?
    Conservo qualche dubbio.

    Insomma la situazione sotto il cielo è confusa, ma non sicuramente eccellente.
    E’ più probabile che il PD farà di tutto , contando sulla sponda del Quirinale, per non andare alle elezioni.
    A quel punto non avrà più il tempo per prepararsi e Berlusconi prenderà tutti d’infilata (termine militare quest’ultimo).
    Comunque la speranza è l’ultima a morire.

    • Mario Bovina Says:

      In fondo non è così difficile: il PD sterza tranquillamente a sinistra , perde quel che deve perdere in termini di scissioni, poi perde quel che deve perdere (probabilmente) in termini di elezioni, ma si guarda allo specchio e si vede di nuovo presentabile; mica un risultato da disprezzare …

  14. maurozani Says:

    @Mario.
    La politica mica è una sfilata di moda. Per esser presentabili bisogna ingrassare non dimagrire. Dunque il PD dovrebbe convincersi che c’è un bel po’ di grasso disperso a sinistra da recuperare. Mentre c’è poca trippa per gatti al centro.
    Solo che il tempo è poco dopo che se ne è perso tanto nel tentativo di divenire concorrenziali al centro.

    • mario bovina Says:

      Caro Mauro
      dici che bisogna ingrassare per essere presentabili,
      al momento penso che invece si debba essere presentabili per potere ingrassare
      e poi … certo, di che partito staremmo parlando se non di un partito che la smette di voler pescare al centro a tutti i costi ma inverte la rotta torna a guardare a sinistra?

  15. Loris Marchesini Says:

    Caro Mauro,

    anch’io condivido. Ma D’Alema non è cambiato negli ultimi anni. Era così anche quando era un grande dirigente anche per te. Io invece, pur capendo il suo acume, le sue capacità di politica professionista (in senso positivo), da un punto di vista caratteriale non l’ho mai sopportato. E’ la spocchia viaggiante, esattamente il contrario di ciò che un dirigente di sinistra ha bisogno per convincere gli elettori a seguirlo.

    A parte D’Alema: nell’intervista a Bersani di oggi vedo perseguita con molta convinzione la strada dell’alleanza con il “terzo polo”, fino alla dichiarazione di rivedere le primarie per non creare problemi a questa alleanza. Mi sembra preoccupante. Ma lo è di più infilarsi in questo tunnel senza uscita dell’alleanza con chi ha obiettivi molto diversi dai nostri.

  16. Maurizio Cecconi Says:

    Il circo Barnum del Pd produce sempre lo stesso topolino, destinato alla sconfitta e alla subalternità politica al centro e alla destra. Quando si è nati per perdere, l’unica vittoria è la morte.

    Mauro, leggi Bersani oggi su Repubblica.

  17. Loris Marchesini Says:

    Maurizio, che analisi profonda! Com’è che la vittima da te preferita è il PD? Com’è che non riesco a vedere attorno a me, in altri partiti, tutta quella capacità di vittoria della sinistra e quella autonomia e capacità di imporsi?

    Circo Barnum? Mi piacerebbe che mi portassi degli esempi per te positivi al di fuori del PD ….

  18. priscilla Says:

    Ammesso (e concesso) che il Pd abbia problemi identitari, con calembour elementari o stupidamente fantasiosi non si va lontano. Meglio le parole crociate. E per chi è appassionato al ‘superamento’, i rebus e le sciarade. Democratici e socialisti aut socialdemocratici. Sinistra-centro aut centro-sinistra. Democretici aut democratici. Uno sciocchezzaio. Con l’aggravante di una totale assenza di autoironia. Le alleanze, politiche e sociali, sono la quint’essenza della politica. Possono essere tattiche o strategiche. In entrambi i casi sono di pertinenza dei gruppi dirigenti. Per raggiungere lo scopo essi abbisognano di libertà di manovra. Cosa che si può realizzare solo a condizione che ci sia fiducia. Se in un aereo nessuno si fida del pilota e tutti, anche i cretini e gli analfabeti, vogliono concorrere alla guida accalcandosi in cabina, è certo che cadrà al suolo. In estrema sintesi questo è il dramma tragicomico del Pd. E dell’intera sinistra, ormai ridotta a un’accozzaglia, a scelta, di Scilipoti e Turigliatto. D’onde l’abnorme vantaggio comparato della destra. Sino alla fine dei tempi.

    • mario bovina Says:

      scusa cara, ma il PD è un aereo che NON PUO’ cadere al suolo, semplicemente perchè nessun comandante è mai riuscito a farlo decollare (e nemmeno razzolare); del resto è mezzo boeing e mezzo tupolev e non si solleverà mai da terra: arrugginisce e si sfascia nell’hangar.

  19. PUTA. A QUEER INVADER Says:

    Partecipa a “Lenzuola per Bersani”…

    Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, è famoso per le sue metafore agresti e geriatriche. Passerà alla storia della politica per il lancio della proditoria “lenzuolata di liberalizzazioni”. Con un’intervista a Repubbl…

  20. maurozani Says:

    @Priscilla.
    Capisco ,non bastava mentecatti s’aggiunge anche l’accusa di cretinismo e analfabetismo.
    Non mi resta che informarla che alla guida dell’aereo..non c’è nessuno.
    Buon viaggio!

    PS. Quanto alla “quinta essenza” anche gli analfabeti , come me, sanno che è ineffabile materia di alchimisti.

  21. marco da bologna Says:

    Mamma mia ,D’Alema diceva che il nostro partito si riconosceva nell’Internazionale Socialista,gruppo di partiti Socialisti Europei,se non vado errato!Peccato,perchè il D’Alema dei vecchi tempi ci avrebbe fatto comodo!Marco da Bologna.

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