Bologna, controvoglia.

Controvoglia.
Torno su Bologna.
La faccenda si trascina stancamente tra un generale disincanto dei bolognesi.
Le primarie nel centrosinistra in salsa petroniana non sembrano riservare sorprese.

Dopo un primo avvio in cui s’avvertiva una sia pur tenue suspense dovuta alla candidata fuori ordinanza indicata da Sel sembra di poter dire che l’esito appare, allo stato dei fatti, abbastanza scontato.

Par di capire, che c’è stata una reazione piuttosto vigorosa a quell’intreccio di affinità elettive di scaturigine dossettiana che s’andava componendo fuori e dentro il PD e che poteva consentire alla Frascaroli di giocarsi la partita con buone possibilità.

S’è ristabilità la normalità entro il recinto del PD e il candidato di partito ,come sempre, s’avvia a tagliare per primo il traguardo delle primarie.

Restano da vincere le secondarie.

A tal proposito un recente editoriale di Romanini sul Corriere di Bologna dal significativo titolo “L’irripetibile occasione” m’offre il destro per ripetermi.

Noiosamente.

Romanini nota, infatti, che dopo il commissariamento s’è aperto “uno spazio civico” da colmare con una terza via rispetto agli schieramenti in campo.

“C’è lo spazio per costruire qualcosa di più ambizioso e autenticamente civico”.

Già lo spazio c’è.

Eccome se c’è.

Ed è ben per questo che, fin dall’aprile del 2010, mi permisi di suggerire al  PD  di dare semaforo verde alla presentazione di un listone civico capace d’accogliere tutte le sparse membra della sinistra e del centrosinistra bolognese.

Adesso, nelle vacue more della morta gora primariesca –comprese le performances sino a qui svolte dai candidati e sulle quali non è elegante intrattenersi- s’avanza l’idea che lo spazio civico possa esser colmato da un’operazione politica svolta al centro e aventi come registi Casini ,Fini e Rutelli.

Romanini scrive che se questi signori si decidessero in tal senso “sono molti gli interlocutori che potrebbero trovare lungo la strada”.

Lo credo anch’io.

Spero solo che i tre signori in questione si attardino ancora sul mito bolognese giungendo alla conclusione che il gioco non vale la candela.

Avendoli, in altri tempi, conosciuti la mia speranza non è forse infondata.

Se però si dimostrasse tale, beh allora qualche problema all’orizzonte mi par di scorgerlo.

Anche perché , come direbbe Bersani, si è perso un anno intero a “pettinar le bambole” o, come direbbe Crozza, a “smacchiare il giaguaro”.

Non s’è voluto capire che una lista civica, onestamente connotata a sinistra, avrebbe ben potuto conquistare consenso anche al centro.

Cari democratici : giocare d’anticipo proprio mai ?

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10 Risposte to “Bologna, controvoglia.”

  1. franco potitò Says:

    E così ci siamo arrivati.
    Bisognava ( bisogna?) inventarsi una lista civica orientata a sinistra, o meglio al Centro Sinistra. Senza trattino.
    La circostanza è talmente solare che qualcuno teme che quello spazio sia occupato dai cosidetti centristi.
    Evidentemente la cosa era chiara e indiscutibile da molto tempo. Sicuramente prima dell’editoriale ( ottimo ) del Sig. Romanini.
    ma così vanno le cose in questa nostra disgraziata città.
    Domanda: perchè lo spazio civico non è stato occupato?
    Risposte possibili:

    1) Il mito bolognese incute troppo timore per essere aggredito;

    2) La città, e in particolare la sinistra, non produce nulla di più e di diverso da quel poco che si vedrà alle primarie;

    3) Il Club dei “giovani” Vip politici bolognesi assomiglia molto, per coraggio sociale e intraprendenza, al Senato della città, così come viene descritto nella commedia del Cardinal Lambertini .
    L’unico dubbio è su chi vi fa la parte dell’occupante spagnolo.

    La mia scelta cade sulla terza risposta, anche se c’è del vero in tutte e tre.
    Ma quando cesserà la nostra attesa del candidato della provvidenza e dello sponsor salvifico?
    Ehi, là fuori, datevi una mossa.
    franco potitò

  2. maurozani Says:

    Franco,
    la terza….. la terza che hai detto!

  3. maurozani Says:

    @Per tutti.
    Leggo sul Carlino che ,invitando la giornalista che m’interpellava, a leggere il mio blog avrei detto l’isolata frase: “i partiti possono al limite scomporsi”.

    Vero, ma il contesto era una risposta alla domanda sull’ipotesi di uno scioglimento del PD.

    Mia risposta: “non è mai successo che un partito, una volta costituito si sciolga”.

    Controdeduzione della giornalista: “può però scomporsi”.

    Da qui origina la mia considerazione secondo cui si tratta di un’ipotesi estrema.

    Al limite appunto.

    Tutto ciò per chiarezza,dato che non voglio dare l’impressione di voler interferire nelle vicende interne al PD. Non ne ho alcun titolo.

  4. LucaGras Says:

    Perché dai persa, così in poche righe, la possibilità che le primarie abbiano un esito diverso? Gli unici dati disponibili, quelli di un sondaggio peraltro commissionato dal PD, danno un risultato decisamente aperto. I sostenitori di Merola non possono certo darla per vinta, né tantomeno quelli della Frascaroli darla per persa. Mentre la Frascaroli sta dimostrando una buona dose di “civicità”, almeno se intesa come capacità di interagire con ambienti e sensibilità molto diverse – e spesso anche lontane dalla militanza politica – e di metterle in relazione e in attività partendo dall’ascolto e dal dialogo su proposte concrete per la città.
    Al di là del fatto che avresti voluto una soluzione ben diversa, cosa c’è che non ti va, in questo possibile sbocco, al punto di dare la questione per passata in giudicato?

  5. maurozani Says:

    @Luca.
    Uno sbocco vale l’altro. Quando ci si è ficcati,volontariamente, in un cul de sac.
    cmq, non mi lascio attirare in una disamina dello straniante slalom “programmatico” dei candidati.
    L’ho appunto scritto sopra.
    Non sarebbe elegante.

    Forse è meglio rivolgere l’attenzione alle elezioni di primavera. Chiunque vinca le esangui primarie.

  6. marco da bologna Says:

    Per quanto riguarda le secondarie!Il coordinamento nazionale del P.D.auspica una convergenza,con l’UDC.;a parte che una tale convergenza la farei al limite più furbescamente in altri luoghi dove forse,per la sinistra è più dura.Furbescamente nell’ottica del P.D. naturalmente.A Bologna si può più o meno candidare di tutto,ma opportuno sarebbe leggere il vero umore di questa città,ad esempio nel caso Fiom mi risulta che la segreteria Cgil bolognese sia schierata con la Fiom,Bologna potrebbe essere usata come laboratorio per far passare qualcosa da vera sinistra.Anziche’ pettinare le bambole,guardarsi l’ombelico,o fare i rottamatori,si potrebbe ogni tanto parlare del partito da cui proveniamo,senza pregiudizi,parlo del P.C.I.:chi non conosce la politica parla spesso del P.C.I.come di un partito bolscevico.La bolscevizazzione del P.C.I. a differenza di altri partiti non c’è mai stata,in quanto nel momento in cui il partito si stava istituzionalizzando sempre di più e quindi si stava bolscevizzando,venne reso un partito clandestino per la comparsa del partito fascista.Il P.C.I.ritorno’ sulla scena come partito di governo dopo la Liberazione.Poi tutta la sua storia in seguito dimostra tutta la responsabilità democratica di questo partito.Se si vuole parlare al cuore della nostra gente ogni tanto bisognerebbe ricordare chi siamo e da dove veniamo!E partire da li!Andare troppo avanti forse si rischia di rovinare tutto!Marco da Bologna.

  7. Giovanni Says:

    Rien ne va plus,le jeux sont faits

  8. Roberto Says:

    Primaristi e penombra
    Sul taglio dei costi dell’illuminazione pubblica cittadina (problema squisitamente tecnico, con un’ampia gamma di soluzioni commerciali disponibili) nelle pagine di cronaca si legge di tutto e di più.
    Eppure sarebbe bastato da parte di chi è intervenuto, non tanto guardare al nord Europa (dove la cosa è più sentita perché vi sono più ore annuali di buio), ma chiedere ad alcuni comuni della provincia. Ad esempio ad Imola (2800 punti luce controllati con un risparmio annuo in bolletta del 43%), o a Fontanelice, dove la pubblica illuminazione è controllata e la rete che l’alimenta viene utilizzata come infrastruttura a larga banda che alimenta e collega videocamere per il telecontrollo, access point wi-fi e altro, con i pali che sostengono i dispositivi.
    O scorrere gli atti del convegno “La Pubblica Illuminazione, da costo ad opportunità di efficienza energetica e valorizzazione dell’ambiente urbano” tenutosi a Bologna nelle sale della Regione il 19 novembre 2009

    Ci viene chiesta fiducia nei confronti di tuttologi pressappochisti che affermano ad esempio che i led che costano meno (in realtà consumano meno) o che dimostrano di non sapere che le lampade che concentrano a terra il flusso luminoso e consentono di guardar le stelle sono un obbligo stabilito dalla legge regionale n.19/2003, che i sindaci sono tenuti a far applicare.
    La Silvia Zamboni su Repubblica si dimostra più informata ma, trascurando il riferimento commerciale inopportuno (non è l’unico attore in Regione e in Italia, e nemmeno il più grande) sottace la circostanza, messa in luce dalla Frascaroli, che è l’incuria della gestione Cofferati che induce il Commissario a mettere continuamente toppe, obbligate da un timing che non consente alternative (fornite ottime e abbondanti dal suo partito all’ex sindaco con un generoso seggio al parlamento Europeo).

    Non c’entra con l’illuminazione, ma quanti (oltre a Silvia Zamboni) sanno che il riscaldamento di Palazzo d’Accursio funziona a gasolio?

    Probabilmente ha ragione Giovanni: avremmo bisogno almeno di buona amministrazione, ma rien ne va plus.

  9. franco potitò Says:

    La cartolina di Bologna in questo inizio d’anno:
    Una vita di pochi giorni che muore di freddo nel cuore, altrettanto freddo, della città; piccoli cumuli di fango avvelenato e fetido che intossica la vita politica, che tutti sanno, di cui tutti parlano, ma sempre sottovoce, che non si sa mai. Una tossina che aggredisce le coscienze, crea sospetto, disaffezione e allontana dalla partecipazione molti. Ma in silenzio.
    Parti della città si ammalano di cinismo, altre perdono coraggio.
    Alcune hanno paura. ( C’è forse anche chi sorride e si strofina le mani. ma sono pochi, credo.)
    E altre ancora attendono alternative, candidati potabili, insomma qualcosa di nuovo, meditando se nò di stare a casa; che è un errore , non serve, ma come si fa a mettere una croce senza alcuna convinzione, o garanzia.
    Con tutta l’ingenuità di cui sono capace riformulo un appello:
    Chi fino ad oggi non ha creduto in questa alternativa, per motivi seri, razionali, condivisibili, tutti fondati, forse potrebbe ripensarci.
    C’è qualcuno che è disposto ad accettare il rischio, in questa città?
    Se catastrofe deve essere , almeno divertiamoci. Ma i saggi dicono:
    ” E’ questa la politica, bellezza.” Oppure no?
    Franco Potitò

  10. giovanni Says:

    Il clan Prodi ha perso il primo round.Non resta che la Cancellieri

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