Bunga Bunga.

Una settimana tranquilla.
Pancia al sole dell’Africa equatoriale. Villaggio turistico che si erge in mezzo al consueto paesaggio polveroso. Capannuccie sbilenche, smunte capre e qualche mucca. Bambini s’aggirano tra le più varie masserizie. Interpellano il turista coi loro occhioni . Nei quali si perdono anche i vecchi cinici(come me) abituati, da lunga pezza, ad aggirarsi tra le varie realtà africane, col loro mix di modernizzazione e vecchia, irredimibile, miseria.

Comunque lasciarsi alle spalle l’Italia del Berlusca anche per uno che odia i viaggi organizzati , può essere un utile sollievo.

Un momentaneo distacco dal puttanaio che regna in patria.

Ma non c’è niente da fare.

La fama di Berlusconi ci precede. Me ne rendo conto mentre compio, proprio il primo giorno, una visita d’obbligo a una città araba del periodo medievale, in Kenya.

S’aggirano tra i ruderi una branco di simpatiche scimmiette cui offriamo banane che afferrano e sbucciano graziosamente con lieve destrezza.
La custode della città museo ha attribuito a ciascun esemplare un nome proprio.

Ad un certo punto comincia a chiamare a gran voce Silvio.

Subito s’avanza un maschio dal portamento aggressivo: “E’ Silvio Berlusconi, lui fare il bunga bunga a tutte le femmine”.

Ecco fatto.

Mi pareva….

Puoi andare dove vuoi ma l’Italia incombe. Il bel paese che compie i suoi 150 anni è diventato la patria del bunga bunga. Dotato di una classe dirigente che s’accompagna a magnaccia e alleva un giro di giovanissime puttane. Al secolo escort. Bisognose. Naturalmente.

Una classe dirigente che s’avvale anche dell’opera alacre di quell’esserino, senza arte né parte, che usa la sua posizione di ministro degli esteri non per occuparsi del vicino oriente in rivolta contro le democrature amiche del titolare , ma per attaccare gli avversari politici.

Dopo la caduta del satrapo di Arcore ci vorranno ancora molti anni per cancellare l’immagine dell’Italia offerta dal puttanaio ai quattro angoli del pianeta.

Incombe la questione del debito pubblico e di un possibile default.

Si parla di un euro a due velocità.

Amato propone una patrimoniale . Altri avanzano l’idea di porre barriere legali al movimento vorticoso dei capitali.

Altri ancora rispolverano la vecchia proposta della Tobin Tax.

Ma finchè non ci si libera del puttanaio la politica non serve a nulla. Delegittimata e spiazzata dal bunga bunga.

Intanto l’opposizione arranca.

Come al solito.

Un’occhiata ai sondaggi, tanto per mettermi in pari, mi conferma che si resta nel vago. Sperduti in un deserto identitario. Un limbo dal quale non s’esce. Nonostante l’occasione fornita dal risultato del referendum alla Fiat, grazie all’impegno della Fiom.

Mi domando cosa altro debba accadere per far decidere il PD a imboccare la via delle elezioni.

Non a parole ma con i fatti.

Non si tratta d’invocare elezioni ma di provocarle.

Ciò presuppone il definitivo abbandono di ogni suggestione ciellenistica verso improbabili governi di salvezza nazionale.

Ci vorrebbe un partito che non c’è.

Un partito capace di assumere, in proprio, una responsabilità nazionale. Lasciandosi dietro le spalle ingannevoli cianfrusaglie post-ideologiche, come le primarie.

Ma questo è un altro discorso sul quale ritornerò.

Intanto a Bologna è avvenuto esattamente quanto avevo, facilmente, preconizzato nel mio ultimo post.

Ci son luoghi dove la cosiddetta contendibilità nell’ambito delle primarie è pura e pia illusione. Roba per gonzi. Grazie alla forza residua dell’organizzazione .

Altri , come Napoli, dove apparati clientelari consolidati non lasciano spazio alcuno ad una competizione anche solo pallidamente libera.

Meglio tirar i remi in barca. Affrettarsi a metter su l’unica alleanza possibile.

Con la consapevolezza che ieri era già tardi.

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19 Risposte to “Bunga Bunga.”

  1. massimo meliconi Says:

    Condivido molte delle cose che scrivi, ma d’altra parte bisogna pur dire che il PD si è infilato in un bel trappolone. L’idea del governo di larghe intese fino a Fini e Casini ( cara ai leader maggioritari nel partito ora) non ha i numeri, nell’attuale parlamento. Berlusconi si è comprato alcuni senatori e deputati e l’dea non è comunque praticabile, se la matematica non è un’opinione. Resta la Lega, si spera che Bossi ripeta quello che già successe ai tempi del primo governo Berlusconi. Auguri! Quello che tu chiami l’unica allaenza possibile è ferocemente osteggiata dalla destra del PD ( Veltroni e rottamatori) che inneggiano alla totale autonomia, salvo far capire che l’unica alleanza possibile è

  2. massimo meliconi Says:

    Condivido molte delle cose che scrivi, ma d’altra parte bisogna pur dire che il PD si è infilato in un bel trappolone. L’idea del governo di larghe intese fino a Fini e Casini ( cara ai leader maggioritari nel partito ora) non ha i numeri, nell’attuale parlamento. Berlusconi si è comprato alcuni senatori e deputati e l’dea non è comunque praticabile, se la matematica non è un’opinione. Resta la Lega, si spera che Bossi ripeta quello che già successe ai tempi del primo governo Berlusconi. Auguri! Quello che tu chiami l’unica alleanza possibile ( che andrebbe bene anche a me) è ferocemente osteggiata dalla destra del PD ( Veltroni e rottamatori) che inneggiano alla totale autonomia, salvo far capire che l’unica alleanza possibile è con Casini e Fini ( ammesso e non concesso che possa mai avere i numeri). Non saranno tantissimi, ma nel PD ci sono anche loro. L’unica cosa chiara è che tutti hanno capito che il maggior partito di opposizione non vuole andare alle elezioni, forse perchè un 23/24 per cento di voti sarebbe comunque uno smacco colossale. Se va avanti così, l’agonia di Berlusconi corre il serio rischio di durare tantissimo

  3. massimo meliconi Says:

    Scusa, ho fatto un pasticcio perchè ho la linea un po’ difettosa

  4. Roberto Says:

    Bentornato!
    Assieme ai tuoi commenti (e sono certo che la storia della scimmia non è un’iperbole satirica ma è vera) leggo sul giornale che Alberani (CISL) e l’area vicina alla curia (Acli e Caritas) pongono veti sull’Amelia Frascaroli cui a mio avviso si deve il successo di partecipazione alle primarie.
    I suoi consensi (10.000 preferenze certamente aggiuntive!) sarebbero quindi sgraditi e motivo di ostacolo in quell’area verso cui si vorrebbe allargare il PD, che però si dimostra non troppo implicitamente pronta a far convergere i voti di cui dispone sull’antagonista di Merola!
    Più chiaro di così…

  5. maurozani Says:

    @Roberto.
    La storia della scimmia purtroppo è vera. Anzi l’ho riportata in breve!!
    Quanto alle primarie. La Frascaroli ha fatto quello che ci si aspettava da lei, cioè dar l’idea che il risultato fosse effettivamente aperto. Mi ripeto: una balla per gonzi. E adesso diventa un oastacolo sulla strada di un allargamento al centro. Ovvio, logico , scontato.

  6. maurozani Says:

    @Massimo.
    Basterebbe (secondo me) un forte determinazione a costruire un’alleanza a sinistra per recuperare dalle astensioni quanto basta a vincere le elezioni.
    Solo che non c’è. E il tempo stringe. Stringe alla gola il PD. Vabbè..vedremo.

  7. Maurizio Cecconi Says:

    Siccome sono d’accordo, mi limito a scriverti il mio bentornato. Anche se la voglia d’andarsene, almeno per me, è tanta.

  8. Gualtiero Via Says:

    <>

    Basterebbe, con una piccolissima preziosa aggiunta: dei leader che ci credessero.
    Dei leader.
    Che ci credessero.
    Certi pensano che un “leader” deve’essere uno che ha le entrature. Uno che per media è “un nome”.
    Beh, Maurizio Landini facendo il suo mestiere -e non pretendendo di fare niente di più e niente altro- si è mostrato -sia chiaro, nel suo- un leader. E gli siamo tutti debitori.

    Caro Mauro, non sono sicuro di concordare su tutto ciò che dici, ma con diverse cose sicuramente. E leggerti fa bene alla materia grigia.
    Un caro saluto.

  9. giovanni Says:

    Caro mauro,
    bentornato, anche se per te sarebbe stato meglio, forse, intrattenerti ancora qualche giorno con il babbuino, perchè qui siamo pieni di bertucce.
    La “Bertuccia” Ranieri, già segretario regionali del P C I a 24 anni e 5 legislature alle spalle, è stato battuto dal ragazzo di strada Cozzolino.Non basta più essere il pupillo di Napolitano per essere il candidato sindaco perdente a Napoli. E Bersani e tutto il PD nulla possono contro Cozzolino. Questo e altro è il PD.
    Nulla ha potuto il clan Prodi domenica scorsa a Bologna, insieme a quei furfantelli del SEL:
    prima e dopo le messe, tutti a votare, sicuri di vincere.
    Ma Merola e Mumolo sono ragazzi di strada e vengono dal meridione.Da tempo percorrono gli interstizi della città metropolitana.Vogliono arrivare e non cedono di un millimetro, come Cozzolino.
    La realtà viene rappresentata in termini paradossali:i ricchi del centro votano per il “pane” e “l’ascolto” dei disagiati, i poveri della periferie votano per il vecchio partito.La verità è che abbiamo assistito ad un generalizzato voto di scambio, che ha spinto la maggioranza di 28 mila votanti a recarsi alle urne. Altro che organizzazione del PD
    .Come diceva l’illuminato,bisogna accettare definivamente l’idea che “in cielo e sulla terra” il disinteresse non vale più niente. E’ il tempo di spiriti forti e sicuri ,che poggiano saldamente su se stessi.

    Ps avevo vaticinato che sopra i 15000 votanti vinceva Merola.I soliti confusionari hanno capito che sarebbero andati a votare in 15000.Propongo di abolire la categoria dei politologi

  10. mauro zani Says:

    @Giovanni.
    La roba di Cozzolino mi par più complessa, da come la descrivi tu. Stiam parlando di uno scontro tra due blocchi di potere ultraventennali.
    Quanto ai vaticinii. Avevo vaticinato, senza incertezza alcuna che Merola avrebbe vinto. Non perchè è un ragazzo di strada , ma perchè fa parte del blocco di potere residuo, ma sempre largamente maggioritario e che , come tale, ha dalla sua l’organizzazione.
    Tempo di “spiriti forti e sicuri”? Sarà, ma non ne ho scorto alcun segno nel corso della campagna primariesca.
    Quanto al disinteresse, certo , non val più niente.

  11. maurozani Says:

    @Gualtiero.
    Non è importante esser sempre d’accordo. Altre volte , credo, siamo stati dissacordi. E siam ancora qui a discutere. Tutto sommato , questo basta e avanza. Almeno a me.
    Landini? Sì. A me piace. Persona seria e rigorosa.

  12. roberto Says:

    Parrebbe quindi che la politica stia diventando una scienza esatta…

  13. marco da bologna Says:

    Prima eravamo famosi all’estero per la mafia e la pizza!Ora abbiamo mafia,pizza e bunga bunga!Beh!Queste ultime tutto sommato sono interconnesse!Marco da Bologna.

  14. arlo Says:

    Da aspirante politologo concordo parzialmente con Giovanni…abolirei i politologi dalla politica. Avendo bisogno di dare da mangiare alla mia prole, tuttavia, li lascerei fare il loro lavoro (ovvero studiare la politica). In realtà è un problema tutto italiano quello di credere che i politologi possano in qualche modo avere titolo per intervenire nel dibattito pubblico…comunque non è colpa loro, ma di quelli che li mettono dentro credendo di guadagnarci in 1) credibilità e 2) buone idee. Mi sono chiesto se Gramsci abbia qualcosa a che fare con questa perculiarità italiana.

  15. giovanni Says:

    @Mauro
    Ho conosciuto Umberto Ranieri 40 anni fa Allora era un “raccomandato” dei miglioristi,un protetto di Chiaromonte.Unn ragazzo del PCI del sud,di estrazione piccolo-medio borghese,come Napolitano per intenderci
    Ranieri non si è mai sporcato le mani.Non l’ho mai visto organizzare,guidare o semplicente partecipare ad un corteo.Non l’ho mai visto organizzare una campagna elettorale,un comiizio.Insomma non è mai stato nè un militante nè un dirigente del partito.Ho ascoltato qualche suo “intervento”.Rimasticature di Rinascita(“Bertuccia”) Nessuna idea che fosse una.Sempre allineato con i miglioristi per sè stesso.Il partito da questo masticatore di chiacchiere, trite e ritrite, non ha avuto nulla.Lui, invece ,molto E’ stato eletto in Parlamento cinque volte.Negli ultimi anni ,non so come ,si è posto sulla testa anche l’aureola di professore universitario pluridisciplinare
    Ora,”Bertuccia” voleva fare un’esperimento migliorista a Napoli.Si illudeva che sarebbe bastato il mandato dell’establisment.E’ andata male E il purissimo Ranieri,con le mani nette,non ci ha pensato due volte a dare del camorrista a Cozzolino ed ai suoi sostenitori.secondo la migliore tradizione:si sa,i miglioristi hanno sempre anteposto il bene del partito alle loro personali carriere.Infatti Napolitano preserva da due anni il bunga bunga per il bene del paese,altrimenti avrebbe sciolto le camere su due piedi Il corazon non gli manca
    Mauro,i furbi seguiranno I Renzi d’Italia, ma stanne pur certo nessuno morirà per Veltroni,Chiamparino ,Morando,Fassino,Ranieri ,Gentiloni,Letta
    e chi ne ha più ne metta

    @Roberto
    dovresti illuminarmi sulle origini del voto aggiuntivo di Amelia Frascaroli

  16. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Non ho niente da aggiungere al ritratto di Ranieri. Posso confermarlo. Con l’aggiunta di una considerazione puramente “umana” sul suo carattere mite e gentile.
    E con l’ulteriore aggiunta che vi sono altri come lui nati già vestiti con la camicia della classe dirigente. Insomma quelli che si son inscritti direttamente alla Direzione del partito. E non si son più mossi.
    Esatta anche la considerazione sui furbi che seguiranno il furbo fiorentino.

  17. roberto Says:

    Volevo semplicemente dire, senza nessuna pretesa, che in assenza di un candidato come la Frascaroli (putacaso De Maria) i suoi 10.000 votanti sarebbero rimasti a casa.
    Poi anche la situazione nazionale (bunga bunga) dovrebbe aver avuto il suo peso, a significare che c’è una parte di cittadini che non digerisce tutto.
    Così mi parrebbe.

  18. giovanni Says:

    @Roberto
    La Frascaroli è stata palesemente sostenuta dal clan Prodi.Il voto espresso per la Frascaroli è un voto essenzialmente clientelare.Non dimenticare mai che il clan a Bologna è magma pars del sistema clientelare.

  19. roberto Says:

    Il prof. Piero Fòrmica la chiamava la marmellata bolognese!

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