Contrordine.

Contrordine.

Non più governo di transizione ma elezioni con schieramento costituente.

Ci si rende conto che dopo Berlusconi cambia tutto. E si cerca d’influenzare la direzione del cambiamento.

Giusto nel metodo.

Sbagliato nella sostanza.

Uno schieramento da Sel a Fini ha scarse possibilità d’esser allestito.
E quand’anche, dubito che i risultati elettorali premierebbero una proposta di tal fatta.

Ma non c’avevate insegnato, fino alla noia, che il “tutti contro Berlusconi” serve solo a rendere più coeso , se non altro per legittima difesa tutto il centro destra?

D’altro canto, uno schieramento costituente ,per definizione, deve comprendere semplicemente tutti. Destra e sinistra. Altrimenti è solo propaganda.

La verità è che il tema costituente lo si è lasciato consumare, sotto traccia, da almeno 15 anni.

E così, dopo il fallimento(scontato) della bicamerale la costituzione materiale è già cambiata in senso presidenzialista.
Un cambiamento esemplificato dall’inopinata comparsa del nome del candidato a premier sulla scheda elettorale.
Anche così, poco per volta, l’interpretazione populista del bipolarismo è entrata nel senso comune.

Bisognava , individuato il pericolo, abbinare alle elezioni politiche del 1996 l’elezione di un’assemblea costituente eletta con metodo rigorosamente proporzionale.

Se ne parlò.

La voleva anche Fini.

Ma non se ne fece nulla.

Si passò all’ennesima e meno rischiosa bicamerale.

E si sbagliò.
Di grosso. Grazie anche al contributo di quegli illustri costituzionalisti che , dall’alto della loro competenza, argomentarono l’impossibilità di limitare le materie costituenti alla sola seconda parte (ordinamentale) della costituzione.

Ciò nonostante Il tema è ancora sul tappeto.

Oggi più che mai.

Tuttavia, se non ci si fa obnubilare ancora una volta dalla tattica contingente, esso dovrà e potrà esser ripreso solo dopo aver battuto in campo aperto Berlusconi.

Con l’unica alleanza possibile.

La quale è anche la più credibile.

Per la verità lo sarebbe ancor più se non la si fosse rifutata fino ad ora.

Il rischio è che sul filo di lana ci si debba acconciare a metterla in piedi all’ultimo momento recuperandola come una sorta di ripiego.

E , a quel punto ,tale apparirà agli elettori.

Il solito capolavoro di tattica politica.

Ma perché non la si vuole?
L’alleanza tra Il Pd e tutto ciò che residua a sinistra , dico.

Si badi. Abbiamo a che fare con un “residuato” sociale particolare.

Si tratta, infatti, del riemergere , in forma e consapevolezza nuova, di una dinamica sociale trasversale , dalla Fiom ai movimenti giovanili, che invoca a gran voce un riscatto dalla lunga stagione liberista. E lo fa, anche in nome e per conto (e non di rado con l’empatia) di una classe media ormai largamente avviata sul piano inclinato di un progressivo impoverimento.

Comunque ,tornando a noi, non si vuole quest’alleanza, a sinistra nella società, non tanto perché il risultato non è scontato. E certo non lo è.

Non la si vuole per una ragione più di fondo. La quale attiene alla nascita del PD.

Leggendo l’intervista di D’Alema,si capisce infatti che è in gioco la qualità del cambiamento.

“Ci vuole un grande patto sociale per la crescita”.

E fin qui son d’accordo.

Solo che: “il nuovo patto deve contenere un’impronta liberale”, sia pure, “temperata da una forte carica di giustizia sociale.”

Insomma ancora una volta si deve fare ammenda di tutto un retroterra “ideologico” che, nella realtà storica concreta dell’Italia e dell’Europa, si è tradotto in conquiste sociali e in diritti civili per la mia generazione e che oggi sono in gran parte cancellate, o comunque sotto attacco, col risultato (non ideologico) di rendere precaria e grama la vita di gran parte delle generazioni più giovani.

Gli imperativi liberali dell’economia, s’impongono, nonostante l’evidenza dei fatti e dei misfatti in corso d’opera nell’intero orbe terracqueo, non meno che nel cuore dell’Europa sviluppata.

Per cui rovescierei l’approccio.

Un grande patto per la crescita. Certo.

Anche perché , a me la favola bella della decrescita felice piace solo fino a mezzogiorno , dato che la gente avrebbe l’ambizione di mangiare anche al pomeriggio e qualche volta persino di sera.
Soprattutto laddove si è sempre restati a digiuno.
Cioè in molta parte del mondo.

In quest’ambito dunque direi: “un patto per la crescita improntato alla giustizia sociale e temperato da una forte carica liberale.”

Non si rovesciano solo parole.

Si rovescia un approccio ,il quale si è dimostrato del tutto subalterno e politicamente (e elettoralmente) improduttivo.

Si ha l’impudenza di tornare a marcare la differenza tra liberalismo e socialismo.

Tra liberaldemocrazia e socialismo democratico. O come mi piace ripetere per l’ennesima volta,( e non smetterò) tra liberaldemocratici e demosocialisti.

Parole e definizioni cui, ai minimi e chiari termini, corrisponde una grande differenza: quella che passa tra sinistra e centro.

Tra sinistra e PD.

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39 Risposte to “Contrordine.”

  1. beppe ramina Says:

    concordo. a parte l’accenno alla decrescita. che non mi pare alluda a una diminuzione delle possibilità di fare colazione, pranzo, merenda, cena e spuntino notturno ma ad un diverso paradigma di crescita dell’umanità.

  2. Ginger Says:

    “Anche perché , a me la favola bella della decrescita felice piace solo fino a mezzogiorno , dato che la gente avrebbe l’ambizione di mangiare anche al pomeriggio e qualche volta persino di sera.
    Soprattutto laddove si è sempre restati a digiuno.
    Cioè in molta parte del mondo. ”

    Concordo con Beppe.

    Tema complesso. Che passa per la valutazione degli strumenti di misurazione (come la misuriamo la crescita e la decrescita? Con quali indicatori?) fino ad arrivare a capire quale sia il vero epicentro della crisi economica internazionale. Finanziaria? Sistemica? Da sovraproduzione?

    E infine: chi se la acchiappa sta crescita? Come viene ripartita?

    Credo che la parola “crescita” tout court avrebbe bisogno di maggiori precisazioni, soprattutto quando viene usata in un contesto politico.

    E credo che i paradigmi utilizzati siano rilevanti ai fini di individuare quale sia la capacità di agire della politica nei riguardi dell’economia. In caso contrario, la strada è in salita.

    Chiaro: le riflessioni sono esterne rispetto al quadro d’azione politica a cui fai riferimento, e che presenta urgenze democratiche di altro spessore.
    Ma se si vogliono affrontare i temi che dovrebbero riguardare il futuro del nostro povero paese (povero in senso economico), è bene che il dibattito sia completo, e che non espella voci solo per accontentare un contingente bisogno di sicurezza.

  3. claudio Says:

    Caro Mauro , ma tu credi veramente che ,qui e ora in Italia , uno schieramento di sinistra possa davvero vincere le elezioni politiche generali?
    Io vedo e leggo quanto segue:
    Tutti e dico TUTTI i poteri forti( VATICANO, IMPRENDITORI , non Confindustria che non conta nulla, GRANDI BANCHE,ecc.)
    nonostante i disastri ,politici e personali, di B. non prendono davvero le distanze!!

    il Centro – Sinistra non è mai stato così frammentato su motivi OGGETTIVI di partito; Vendola e Sel in questa alleanza ( che secondo me non vince ma questo è inessenziale) avrebbero spazi elettorali immensi ( a prescindere dall’esito complessivo) mentre il P.D. sicuramente avrebbe una emorragia sulla sua destra( non tanto Fioroni o Letta ma quella parte di Cisl E Acli che davvero portano voti e che ,per esempio, a Bologna hanno fatto vincere Merola contro la “cattolica ” Frascaroli; davvero tu pensi che un gruppo dirigente per quanto vecchio e slombato possa compiere un tale HARAKIRI?! ; il P.D. potrebbe alla fine rassegnarsi a questa prospettiva ma , in tal caso, non convintamente e siccome la convinzione conta molto in campagna elettorale sarebbe una specie di 8 Settembre con esiti , non tanto per il P.D, ma per tutto il C.S. davvero imprevedibili? Può essere che davvero molti a Sinistra( anche tu ?) pensino che comunque un tale BIG -BANG possa essere salvifico per la Sinistra ma , a mio modessimo avviso , sulle macerie non si costruisce mai nulla…e questo potreebbe generare un ulteriore ondata di risentimenti che ,pare, la Sinistra non si fa mai mancare. E intanto mentre la Sinistra si ristruttura ( 20 o 30 anni per tornare a essere alternativa di governo) un nuovo Centro – Destra guidato da un Mister X ( non Casini nè Fini ) che certamente verrà trovato

  4. sandro Says:

    Credo che le tue osservazioni siano molto acute come sempre Mauro. Ma nella pratica ci troviamo ad una Sinstra in forte difficolta’. Il PD (sempre che sia ancora Sinistra) non ha piu’ un’identita’ e lotta per mantenere bastioni di potere. SEL si trova di fronte un’improvvisa crisi di crescita, in nulla supportata da un personale politico periferico. A livello locale la situazione di SEL e’ spaventosa nell’improvvisazione e nella caccia alla poltroncina di tanti piccoli uomini. La stessa situazione che ha vissuto l’IDV e che la sta’ gia portando al disastro. Poi resta la FDS che poteva fare un Congresso coraggioso per salvare la falce e martello, non facendolo a perso l’ultimo tram. Il colmo e’ quello di un delegato al Congresso Nazionale della FDS, andato a Roma per fare fuoco e fiamme per salvare la falce e martello….dopo una settimana aveva fiutato il vento ed era passato a SEL.

    Davvero il quadro della Sinistra non e’ rincuorante, se nessuno non fa un passo veramente coraggioso per la Sinistra la partita e’ persa ancora una volta.

  5. sandro Says:

    errata corrige ….LA FDS poteva fare un Congresso coraggioso per TOGLIERE la Falce e martello…..

  6. claudio Says:

    su basi solidamente populiste ( l’unica destra possibile in Italia) e le condizioni materiali e morali dei ceti popolari peggiorebbero ulteriormente.
    Tu mi potresti chiedere : ma quale è la tua proposta?
    Ebbene oggi come oggi penso che TUTTO il campo del Centro -Sinistra possa solo giocare in contropiede e ,battendosi per il meno peggio, sperare che le forze più responsabili di tutti i partiti e/o movimenti trovino il modo di rifondare un grande partito di Sinistra senza ulteriori strappi. ( ad esempio la proposta La Torre di un ingresso contrattato di SEL nel P.D che ,con ogni evidenza, diventerebbe altro da quello che è oggi, potrebbe essere interessante ma , a parte un qualche apprezzamento da parte tua, non ne ha parlato più nessuno).
    Certamente il mio punto di vista è molto pessimista ma ,purtroppo, non vedo nessun “sole dell’avvenire” dietro l’angolo e anzi , poichè al peggio non c’è limite…..; tuttavia resto in attesa di essere convinto da altre proposte .

  7. carlo amabile Says:

    c’è un’apetto che mi convince molto – e di cui poco o nulla si parla – nell’approcio e nei contenuti definiti da Mauro: il guardare a alla propria sinistra da parte del Pd è oggi l’unica maniera (o comunque la più probabile) per recuperare la sempre più vasta area di stanchezza e disillussione che induce settori sempre più vasti del popolo di sinistra a disertare il voto.
    Se so comimciasse a guardare con attenzione a questa area credo che potremmo vere delle piacevoli sorprese, ma dubito seriamente che il Pd sia interessati a farlo

  8. maurozani Says:

    @Claudio.
    Siam sempre allo stesso punto. Potrei controdedurre che un’eventuale alleanza ciellenistica perderebbe a sinistra quel tanto che basta per esser sconfitta.
    Resta che guardo ai sondaggi. A parte che il Pd resta al palo, nonostante il bunga bunga, la differenza minima tra due ipotetici schieramenti “classici” non rende impercorribile un’alleanza a sinistra.
    Il problema mi sembra risiedere piuttosto nella rinuncia aprioristica ad intercettare un movimento sociale e d’opinione in atto da parte del PD. Li ci sono i voti. Non altrove. Invece si delega il tutto alla poetica vendoliana. Di quante “divisioni” possono disporre, attualmente Casini e Fini? E, aggiungerei quante ne può mobilitare Bonanni? Meno di quel che generalmente si pensa.
    I voti sono ormai allo stato brado. Vanno catturati , per quanto con molta difficoltà, entro la proposta di una generale svolta sociale.
    Già “patto per la crescita” è definizione un pochino logora. Non vorrei che la gente si portasse ancora una volta la mano al portafoglio.

  9. maurozani Says:

    @sandro.
    Quando io indico l’alleanza a sinistra guardo non alle sigle in campo , quanto ad una vasta prateria sociale alla quale va avanzata una proposta non politicista ma un programma chiaro. Di svolta coraggiosa.

  10. maurozani Says:

    @Beppe e Ginger.
    L’inciso sulla decrescita è volutamente provocatorio.
    Critica solo un approccio pressapochistico invalso tra i progressisti politicamente corretti e troppo fighetti per i miei gusti.
    Passare dall’ingannevole PIL all’Indice di Sviluppo Umano nella misurazione del benessere presuppone una rivoluzione globale.
    Intanto potremmo iniziare col rivalutare la funzione del conflitto sociale nel determinare una più equa ridistribuzione della ricchezza.
    Poi una discussione “specializzata” si può sempre fare. Con l’attenzione che a livello di massa(come si diceva una volta) e coi tempi che corrono è forse meglio esemplificare con: “diverso modello di sviluppo”.
    Della serie bisogna crescere e si può farlo in modi diversi.

  11. claudio Says:

    Il punto è, secondo me,:
    SIAMO O NON SIAMO AL DISASTRO della cosiddetta II Repubblica ( in realtà la coda terribile della I visto che al comando c’è un imprenditore corrotto che ha costruito il suo successo in combutta con tutti il peggio ,poltico e non , della Prima )?
    Se così è come è possibile RICOSTRUIRE su queste macerie un nuovo assetto che consenta poi di dare vita ad una ALTERNATIVA di PROGRAMMA tra una Sinistra europea e una destra tipo Merkel?
    E pensabile ,se cosi siamo messi , mandare di brutto all’opposizione circa il 60% del paese (stando ai sondaggi ) che non si riconosce e figurarsi quanto si riconoscerebbe guidata da un B esautorato dal potere e in procinto di finire DAVVERO condannato dai giudici , in una Sinistra tout -court?
    Solo dando una risposta conivincente a queste domande è possibile costruire un progetto progressista utile a tutto il paese.
    Diversamente , come giustamente sostieni tu , c’è solo il politicismo o peggio mediocri interessi di bottega completamente ingiustificati in questo momento drammatico che mi sembra avere qualche attinenza con la rivoluzione democratica in corso nel nord – Africa ( e ogni “rivoluzione ” ha il problema della transizione….).
    Io ricordo solo ,a me stesso innanzitutto, che la “rivoluzione ” democratica conseguente a Mani Pulite , non essendosi troppo occupata della transizione, ha avuto come utilizzatore finale Berlusconi.

  12. claudio Says:

    E concludo ,così mi rendo del tutto impopolare, l’unico interlocutore politico che può avere tutto il vasto arcipelago della Sinistra , al di fuori del P.D. , è quel Massimo D’alema che oggi dalla Annunziata ha rivendicato ,giustamente , la necessità del dialogo con Hamas ed Hezbollah che vincono le elezioni e poi l’occidente pretende di discrminarli.
    Domani sono sicuro che tutti gli opinionisti lo metteranno in croce dicendo che è nemico di Israele ed amico dei terroristi cosi come quando , da ministro degli Esteri, fu fotografato sottobraccio ad un terrorista di Hezbollah ” “casualmente” ministro del legittimo governo libanese…

  13. Sergio Palmieri Says:

    Sarò fuori dalla realtà o non capirò nulla di politica, ma come non mi convince, per nulla, l’ipotesi D’Alema non vedo grandi spazi neppure in quella formulata da Zani.
    Le ragioni.
    Penso che gran parte dell’elettorato italiano non ne possa davvero più di alleanze elettorali che continuino a basarsi esclusivamente su teoriche soluzioni di ingegneria politica.
    Eccezion fatta per il blocco berlusconiano e per quello dipietrista, che essendo tra loro perfettamente speculari continuano a basare i loro comportamenti sull’adulazione al leader il primo e, sull’anti berlusconismo il secondo, penso che la maggioranza degli altri elettori inizi a pretendere con forza di essere posta di fronte a precise ed articolate proposte di governo che sappiano indicare chiare e concrete risoluzioni all’insieme dei problemi che attanagliano la vita quotidiana di milioni di persone. Lavoro, fisco, sanità e sicurezza sociale, scuola, , umanizzazione rapporti con pubblica amministrazione, moralità pubblica, ecc., per intenderci!
    Penso dunque che i vari esponenti del Pd dovrebbero sforzarsi un tantino di più ad concentrarsi sui contenuti, prima che sulle alleanze.
    Potrebbero persino trovarsi davanti alla piacevole sorpresa di veder riaccendere l’interesse di tanti elettori che da tempo si sono allontanati non solo dalla politica, anche dalle urne!
    Trovo, però, che neppure la posizione di Zani riempia quel gap che attribuisco al Pd.
    E sarà certamente per una mia questione di diversa formazione politica, ma sono convinto che l’idea di vedere la Fiom come componente di una alleanza elettorale che si propone di conquistare la maggioranza in Parlamento, per dar vita ad un governo di svolta dopo l’era di Berlusconi…sia un’idea perdente.
    Ho ben chiaro come la mia tesi, in questo contesto, sia destinata a restare irrimediabilmente minoritaria e/o completamente isolata, ma non credo proprio si possa contare su una organizzazione che da anni ha basato le proprie strategie sul mero antagonismo sociale e su slogan ai quali non segue alcuna assunzione di responsabilità negoziale (almeno sul piano generale), per costruire una alternativa di governo credibile e con solidi presupposti per durare nel tempo.
    Insomma, dopo anni di sconfitte causate perlopiù dalla propria insipienza, la sinistra non può avere la presunzione di cancella re Berlusconi con un colpo di spugna allargando semplicemente il perimetro delle alleanze, in un modo o nell’altro!
    Occorre, con molta umiltà, senza ipocrisia e senza alcun aggregato di demagogia, mettersi al lavoro per riconquistare la credibilità di quanti -oramai tantissimi- hanno messo la fiducia verso la politica sotto i tacchi delle loro scarpe e chiuso il certificato elettorale in cassaforte, gettando la chiave.
    Quanto tempo occorrerà? Non saprei, ma se non iniziamo mai….

  14. sandro Says:

    Ok Mauro la tua replica mi trova concorde.

  15. maurozani Says:

    Caro Sergio,
    c’è poco da fare. Le elezioni si faranno. Dunque uno straccio d’alleanza va composto.
    Allearsi con tutti non è credibile. Bisogna scegliere. In condizioni difficili.
    Per me , scegliere a sinistra , nel bene e nel male, significa avere molte maggiori possibilità di cominciare a rivolgere la faccia alla società. A quella vasta parte d’elettorato che s’appresta a non votare affatto. Quella maggioranza fino ad ora silenziosa cui ha dato voce la Fiom con la sua battaglia che come si è visto è risultata tutt’altro che isolata e minoritaria.

  16. massimo meliconi Says:

    Colgo la differenza fra liberalismo con un po’ di giustizia sociale e un socialismo con alcuni aspetti liberali, roba fine, da Norberto Bobbio, mi ricorda la mia laurea in filosofia. Io sono sempre stato, da quando ero studente, per il socialismo democratico quindi sono ovviamente d’accordo. Ma per parlare un po’ di prassi politica attuale, come si farebbe, praticamente, un’alleanza elettorale ( che è un po’ diversa da un governo tecnico di salvezza nazionale) che andrebbe da Fini e Casini con Vendola, Di Pietro e il PD in mezzo? Con che programma politico si presenterebbe questo megacartello elettorale di fronte agli elettori? Casini ha detto più volte che il PD deve scegliere fra lui e il suo schieramento e Vendola e Di Pietro. Ha veramente cambiato idea? Qualcuno dovrà pur rispondere a queste domande, altrimenti stiamo parlando di un astratto scenario politico senza il minimo addentellato con la realtà. Attendiamo fiduciosi ( o quasi)

  17. Davide Says:

    Tutti contro berlusconi mi convince. Primo farlo uscire di forza dalla politica.
    Non possiamo permetterci di rischiare di perdere. Almeno, io non posso!!

  18. giovanni Says:

    Caro Mauro,ho la residua speranza che non si vada a votare in queste condizioni,cioè con Letta Fioroni e Gentiloni Con cento deputati democristiani
    nominati ed eletti non ci può essere nessun programma socildemocratico o demosocialista da attuare.
    Ci vuole un governo di transizione che escluda il Pd, in grado di provocare la fuoriuscita dei democristiani dal Pd .Ripulire le stalle,converrai,è la precondizione politica per qualsiasi progetto .
    Si spera dunque che Banana sotto la minaccia dello scioglimento delle camere,munito di un qualche salvacondotto per ragioni di salute indichi un suo sostituto,cosi che Casini entri nella maggioranza.Il resto dei democristiani seguiranno.Poi Banana tornerà per andare alle urne perchè il paese sarà più scontento di adesso.Sarebbe questo il momento giusto per un nuovo partito sociademocratico rinnovato nel programma e nella classe dirigente.Mandare a casa Berlusconi è certamente una priorità ma non risolve i gravi probleni della sinistra e,soprattutto,i problemi di chi vive del proprio lavoro o non lavoro

  19. giovanni Says:

    Dimenticavo,un quadriunvirato di centro-destra stempererebbe anche la necessità di un lider a sinistra che non c’è e non è in vista

  20. marco da bologna Says:

    D’Alema ha annusato l’aria e ha detto almeno in politica estera qualche cosa di sinistra!Bisogna portarlo a dire qualcosa di sinistra anche in politica interna!Forza Fiom! Marco da Bologna.

  21. claudio Says:

    Faccio presente che ,ALMENO per quanto riguarda la politica estera , D’Alema è da SEMPRE il leader europeo più vicino al mondo palestinese e ,proprio per questo , guardato quanto meno con sospetto per non dire peggio, dall’establishment occidentale da sempre filosionista compresa Hillary Clinton e gran parte dell’Internazionale Socialista…In questo senso non è questione di dire cose di sinistra lui le ha fatte da ministro degli Esteri nonostante il parere avverso di Turigliatto e compagni…

  22. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Se, e dico se, qualcuno nel PDL si mette a far politica la tua ipotesi rischia d’esser meno suggestiva di quanto appaia al momento.

  23. claudio Says:

    Dissento . Il PDL è il partito personale di B. e quindi nessuno può fare una politica diversa da quella DETTATA da B. Vi prego nessuno ceda al “tanto peggio tanto meglio” ! La priorità assoluta è cacciare QUI E ORA Berlusca poi si vedrà….

  24. Giovanni Says:

    Abbiamo gia cacciato Banana nel 1996.I governi Prodi ,D’alema e Amato che seguirono hanno attuato una politica economica e sociale più che liberista direi neo-coloniale.
    Le privatizzazione dei beni pubblici e la liberalizzazione delle tariffe dei beni primari, hanno condotto alla istaurazione di una tassazione dei privati ai danni dell’intera collettività.
    La precarizzazione spinta dei rapporti di lavoro è iniziata con la legge Treu.
    L’utilizzo della moneta unica da parte degli autonomi ,imprenditori e rentiers ,in grado di imporre prezzi e tariffe. per impossessarsi della metà delle pensioni e delle retribuzioni.
    La sporca guerra nei Balcani
    Le mutate condizioni materiali dei pensionati e lavoratori a reddito fisso hanno determinato una enorme decrescita sociale:solitudine,rancore,avidità,razzismo.In una parola la disgregazione sociale.A proposito prima di parlare di felice decrescita contare almeno fino a dieci.
    In conclusione non può ragionevolmente interessare ai demosocialisti mandare a casa Banana per un’altro Prodi
    A meno che non si voglia essere presi per i fondelli a vita.Meglio una forte opposizione che un partito che governa per lor signori in danno di chi dovrebbe rappresentare e tutelare.O no?

  25. maurozani Says:

    Ma no, Claudio, non si tratta di giocare allo sfascio.
    Per me , si tratta solo di valutare possibili scenari alternativi all’opzione delle elezioni che ho indicato da gran tempo.
    Ma il PD solo ora parla di elezioni. Sull’onda dell’offensiva della magistratura.

    Contrordine appunto!

    Chissà forse è tardi. O forse stiamo solo assistendo all’ennesima messa in scena.

    Quanto al PDL . Non vi è dubbio. E’ un partito personale.
    Tuttavia lo stesso B. messo alle strette(dai magistrati ripeto, non dalla politica) potrebbe decidere di fare un passo indietro proponendosi di farne due avanti in un vicino futuro.

  26. maurozani Says:

    Pur non condividendo il giudizio interamente liquidatorio di Giovanni sull’esperienza dei governi Prodi e D’Alema (ad esempio sarebbe stato disastroso non entrare nell’euro) l’interrogativo che lui pone non mi lascia nè indifferente, nè tranquillo.

  27. Giovanni Says:

    Caro Mauro,d’accordissimo sull’entrata nell’euro.Peraltro ci hanno costretto i nostri partners europei per evitare le famose svalutazioni competitive.
    Perciò cominciamo intanto a sfatare la favola metropolitana che in Europa ci hanno portato Ciampi e Prodi.Siamo stati costretti.
    Nulla di male se di necessita avessimo fatto virtù.E ,invece,anzichè mutare le ragioni di scambio con il resto del mondo,le abbiamo mutate al’interno del nostro paese:trasferimento della ricchezza dal reddito fisso a quello autonomo,imprenditoriale e finanziario.
    Qualcuno per caso nel partito e nel governo ipotizzò questo più che prevedibile scenario?Tu ascoltavi.Cosa racconto il granda Prodi in proposito?

  28. maurozani Says:

    @Giovanni.
    Vero. Ci hanno,di fatto, costretti.
    Anche se c’era chi non ci voleva e non credeva nella possibilità che ce la facessimo.
    Qui sta il merito di Prodi e Ciampi.
    Mica facile la tassa per l’Europa.
    Sul resto stendiamo un pietoso velo.
    Niente virtù.
    Comunque.

  29. claudio Says:

    Capisco che stare INDEFINITAMENTE all’opposizione possa essere ipotesi di qualche suggestione ma la Sinistra TUTTA e sottilineo tutta si deve porre il problema di fare una proposta di governo , la più radicale compatibile con il fatto che siamo oggi qui e ora in Europa ,ma una proposta di governo per l’oggi ; altrimenti , a mio avviso , si va contro TUTTA la storia del P.C.I. che ,per quanto sapesse benissimo che era costretto all”opposizione soprattutto dalla logica ineludibile di Yalta , si comportò sempre come se l’indomani potesse andare al governo intessendo alleanze con il ceto medio oltre il puro interesse di classe . Sarebbe drammatico se oggi noi stessi proponessimo una nuova ” conventio ad excludendum” basato sull’irrealismo delle proposte.
    La mia ferma convinzione è che andremo oltre la transizione infinita in Italia solo quando tendenzialmente tutti i militanti della sinistra assumeranno appunto la prospettiva di un governo possibile come solo orizzonte di progresso.
    Vedete, e chiudo , stiamo ancora oggi pagando un prezzo elevatissimo al fatto che per criticare i gravi limiti nella politica economica dell’ultimo Prodi ( non a caso guidata da esponente della BCE) i ministri della Sinistra cosiddetta “radicale” scendessero in piazza contro il loro governo; no dovevano battersi dentro il governo ; purtroppo loro pensavano , guidati dall’esimio Bertinotti in compagnia dell’esimio Fassino e altri, che ci fossero 2 sinistre e quindi andando all’opposizione si salvavano l’anima mentre i cinici “riformisti ” continuavano a governare. Non fu così e non sarebbe cosi neanche oggi perchè il destino dell’intera sinistra è unico e inseme si vince o si perde anche se da soli non bastiamo . Del resto dall Bolognina in poi INSIEME abbiamo governato ( talvolta con ruoli diversi ) e insieme siamo stati all’opposizione. Purtroppo in Italia non è possibile un governo “borghese” liberale normale ma la sola alternativa è quella reazionaria-populista ,guidata da B. o simili che certamente in qualche salotto “buono” stanno costruendo….) .Hic Rodhus…

  30. marco da bologna Says:

    Entrare nell’euro è stata una mossa giusta!L’entrata nell’euro a portato ad avere tassi di interesse più bassi,questo è stato positivo sia per la gente che per le imprese !Prima quando si svalutava la lira per vendere meglio all’estero ci si impoveriva tutti,sopratutto i ceti più deboli.Il problema è che i vari Prodi ,D’Alema,Veltroni;l’entrata nell’euro la fecero pagare sopratutto ai ceti medio.bassi,senza mai restituire nulla quando c’era la possibilità.D’Alema nella politica estera confuse tank interrati con fosse comuni!Bombardò la Serbia in momenti inopportuni!Se D’Alema ne avesse voglia ricompatterebbe la sinistra,credo lui pensi soprattutto al suo futuro!Marco da Bologna.

  31. claudio Says:

    Io credo che D’Alema possa avere un futuro all’altezza delle sue ambizioni SE E SOLO SE si cimenterà e riuscirà nell’immane impresa di riunire tutta la sinistra .Poichè l’uomo è intelligente , anche se un pò pigro, credo ci stia pensando e che ,difficilmente, potrà allontanare da sè questo “amaro calice”. D’altra parte poichè , sulla scia del migliore PCI, ha anche il senso delle NECESSITA’ storiche gli toccherà ,lo gradisca o meno, .Se invece scegliesse il suo futuro scartando da questo DESTINO allora non avrà nessun grande futuro e ,ahime, non vedo nessun altro federatore degno di questo nome a sinistra e continueremo a farci delle piccole guerricciole determinando ,per dirla con Gramsci, “la rovina comune”.

  32. giovanni Says:

    Ma cos’è questa apologia di D’Alema? .Non mi risulta che abbia mai fermato una pallottola con i denti

  33. claudio Says:

    non capisco cosa c’azzecchino “pallottole e denti” però sicuramente è un mio grave limite…

  34. giovanni Says:

    No!!??non hai mai visto Joko invoca Dio e muori?

  35. claudio Says:

    O.K. grazie

  36. marco capponi Says:

    Pur non avendo letto tutti i commenti e convinto di essere estrema minoranza dico la mia:
    Sea sinistra qualcuno continua a dire che “il problema non é Berlusconi ma il Berlusconismo, la negazione dei diritti ecc ecc e ch e bisogna allestire un cantiere ” mi vengono i brividi.
    Allestire un cantiere per fare un bataglia di talmente lunga lena, politica sociale, culturale, va sempre bene, un cantiere non si nega a nessuno .M intanto che sifa? Mentre si sprofonda basta allestire un cantiere? Si fanno le primarie? Si costruisce l0ulivo ?ma non era un apioanta?)
    Detto quasto, ciononostante condivido in gran parte le rconsiderazioni di Mauro che non é mai banale, almeno lui.
    Scusate Comm Crlo Salami

  37. marco da bologna Says:

    Claudio!Concordo che D’Alema sarebbe il tipo giusto!Ma che si dia una mossa!Voglio dire ,Casini sta parlando di liberalizzazioni,leggi privatizzazioni e si picchia sempre li;e poi sta parlando di riforma delle Pensioni,e si picchia sempre li!marco da bologna.

  38. roberto Says:

    Caro Direttore,
    il mio partito sta lavorando ormai da un anno ad un progetto per l’Italia. Alla nostra Assemblea nazionale di venerdì e sabato se ne discuterà la prima sintesi.
    Così comincia la lettera di Bersani al Corriere, in risposta a quella in cui Berlusconi invitava il PD alla collaborazione.

    Discutono da un anno e ancora non è pronta la prima sintesi?
    In una lettera peraltro pregevole, che senso ha un incipit così?
    Come fare errori così evitabili?

  39. Giovanni Says:

    @Mauro
    A chi giovava il dossier contro Merola inviato a tutte le sezioni PD prima delle Primarie?E’ lecito sospettare dei democristiani?Mah!Lascia perdere,non mi rispondere

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