Dossier

C’è un ministro degli esteri che abusa del suo alto ufficio, al solo fine di sputtanare un avversario politico.
Ci si è soffermati poco a riflettere su di una tale enormità. E adesso ci si scandalizza se una procura indaga.

In questo clima crepuscolare tutto diventa lecito. La pratica antica e odiosa del dossieraggio passa in cavalleria.

Come nulla fosse.

Leggo che anche a Bologna circola un dossier di cui ignoro il contenuto.

Non sono curioso.

Han fatto bene fino ad ora i media e quotidiani locali, che pure l’hanno ricevuto da tempo, a non renderlo pubblico.

Spero che si prosegua così.

Con un’assunzione di responsabilità, poiché la logica stessa dei dossiers anonimi ha bisogno per produrre i suoi effetti di un’adeguata pubblicità.
La cacca deve esser messa nel ventilatore per poter spargere i suoi miasmi ai quattro venti e avvelenare i pozzi della politica e non solo quelli.

I dossier veritieri viceversa , come insegna la lunga esperienza della notte della prima repubblica, ripongono la loro efficacia proprio nella riservatezza.
Valgono come minaccia e ricatto.
Strumenti occulti di lotta politica.

Vi fu anche chi s’iscrisse alla P2, dopo esser stato colto sul fatto o sul misfatto.

Dunque a dossier anonimo corrisponde di solito pura falsificazione.

Solo che resta pericoloso. Perchè nella particolare situazione “storica” di Bologna più del testo vale il contesto.

Dopo il fin troppo celebrato Cinziagate spargere materiale tossico è divenuto relativamente più facile.

Solo per questa ragione ha fatto bene Merola a consegnare il maleodorante pacco alla Procura, specie se conteneva “notizie” di reato.

Ai miei tempi ci si poteva limitare a usare le anonime carte in altro e più utile modo.
A prescindere dai contenuti.

Nel caso naturalmente, si trattasse di carta di buona e soffice qualità.

PS. Come si sarà inteso questa mia breve dissertazione serve solo come nota di merito nei confronti della stampa cittadina.
Per una volta….

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18 Risposte to “Dossier”

  1. Giovanni Says:

    @Mauro
    mi hai risposto oppure si tratta di pura coincidenza?

  2. maurozani Says:

    Coincidenza. Oggi ho letto Repubblica. Comunque non credo al complotto. I democristiani stanno sempre con chi vince. della serie : viva le primarie.

  3. marco da bologna Says:

    La politica si fa argomentando alla luce del sole!I dossieraggi lasciamoli ai servizi segreti e a quantaltro!Strano che questa roba esca sempre prima delle campagne elettorali!Bene si è comportato Merola!Però speriamo di non essere da capo!Bologna non se lo merita!Marco da Bologna.

  4. claudio Says:

    Caro Mauro, introduco un tema diverso dal titolo ma che mi pare molto intrigante:ieri sera 3 febbraio è andato in onda su rai 2 un documentario ,amio avviso equilibrato e molto ben fatto, di Minoli dedicato al 20° anniversario del congresso di Rimini del 1991 in cui nacque il PDS.
    Bene emerge ,in estrema sintesi , quanto segue( secondo una ipotesi che io ho sempre considerato la + corretta):
    A) Quel congresso approvò , con oltre l’80% dei voti, il progetto che segnava la nascita del PDS;
    B) Occhetto arrivò al congresso ESTREMAMENTE logorato da una transizione troppo lunga e da una Rottura oggettivamente necessaria ,ma ,allo stesso tempo, molto dolorosa per un popolo “comunista” che considerava ,ovviamente, non + possibile una transizione verso il comunismo ma che ,comunque, riteneva che quella cornice fosse utile per mantenere in piedi una possibile alternativa alle pratiche ,già allora irrimediabilmente compromesse del sistema di poter democristiano – Craxiano
    C) A questo è da aggiungere che ,oggettivamente , i grandi innovatori e certamente Occhetto lo fu, NON possono , anche per motivi emotivi guidare la nuova fase; e infatti alla prima votazione Occhetto fallì l’elezione a segretario( anche in virtù del meccanismo un pò abboracciato scelto da suoi sostenitori.
    Detto questo si inserisce la mia idea che il servizio di Minoli sembra confermare con ricchezza di argomentazioni.
    Già la scelta del nome PDS segnava un compromesso e una possibile ambiguità per il futuro ( alcuni avrebbero voluto un richiamo diretto al termine Socialista, altri pensavano ad un partito di Comunisti Democratici).
    L’ambiguità sta nel fatto che il termine democratico e di sinistra :
    o implica ,necessariamente, la nascita di un partito democratico di centro con cui competere per il governo e , purtroppo, questo non fu possibile per il tentativo abortito di Martinazzoli di creare un ppi europeo;
    oppure implica la necessità di un’ulteriore evoluzione verso un partito compiutamente di sinistra ( superata la questione democratica) oppure la nascita di un partito democratico tout-court , come poi è avvenuto;
    la prima mia conclusione è che la discesa in campo di Berlusconi ha tolto molte possibilità alla nascita di un partito di Sinistra perchè ha messo in grave sofferenza i cattolici democratici e ha messo , noi sinistra, nella necessità di fornire loro un riparo ed era facilmente immaginabile che ,loro, non volessero stare in una casa intitolata alla Sinistra o al Socialismo.
    Certamente , per tutte le considerazioni esposte, sarebbe stato NECESSARIO che nel 1991 Occhetto dopo la prima votazione negativa lasciasse il campo ad un segretario + giovane e meno compromesso con il “necessario dolore” della svolta , tanto è vero che ,come si desume da Minoli e ,anche molto immodestamente dalla mia personale esperienza, ci furono ,già allora, riunioni all’hotel Continental di Rimini con la partecipazione di alti dirigenti ( di cui uno oggi Presidente della Repubblica) che ipotizzarono D’Alema come segretario di ” consolidamento” del PDS che gli desse anche una organizzazione un pò meno dilettantesca e avventurosa ; ipotesi ,peraltro che si realizzò solo 3 anni dopo ( ne sai qualcosa vero Mauro Zani?) ma dopo tangentopoli e la sconfitta progressista che , a mio avviso, segnò il fallimento dell’ipotesi PDS.
    Io penso, e qui c’è il richiamo all’oggi, che se allora si fosse scelto un segretario nuovo (non mi impicco al nome ma è Minoli che allude all’ipotesi D’Alema) forse sarebbe stata ancora possibile ,sia pure con difficoltà , l’esito verso Partito di Sinistra ; dopo , sempre secondo me e tenendo conto del fallimento dell’ipotesi PPI, tutto diventava molto ,molto + difficile anche se certo non impossibile….
    Mi scuso per la lunghezza e ,ovviamente, sono molto interessato al tuo parere.

  5. roberto Says:

    COPIO E INCOLLO

    Ghedini e Longo hanno cautelativamente presentato denuncia contro ignoti all’autorità giudiziaria competente in relazione a voci che ipotizzano l’esistenza di foto compromettenti di Berlusconi.

    Merola ha segnalato ieri il dossier velenoso ai magistrati e l’esposto presentato dal suo avvocato si spinge a ipotizzare la calunnia.

    “Il Giornale” ipotizza abusi e irregolarità nella gestione di fondi della cooperativa “Terremerse” presieduta dal fratello di Vasco Errani. Due giorni dopo la pubblicazione delle accuse, il Presidente della Regione contattò la procura e nei giorni successivi si recò dai magistrati bolognesi documentando la regolarità della procedura adottata dalla Regione. Posizione poi ribadita in aula davanti ai consiglieri regionali.

    “Guerre puniche a parte, mi hanno accusato di tutto quello che è successo in Italia. Ma non ho mai sporto querela, per un semplice motivo, possiedo il senso dell’umorismo”. (Andreotti nel film Il Divo)

    Saranno anche situazioni diverse, ma non sarebbe stato meglio per Merola conformarsi al suo Presidente, o quantomeno ad Andreotti, pittosto che all’avvocato Ghedini?

    Sulla cacca nel ventilatore poi, perfettamente d’accordo.

  6. Giovanni Says:

    Dal Cavalier Bombetta(Mussolini)al Cavalier Pompetta(Berlusconi) ne è passata di acqua sotto i ponti,ma sostanzialmente non è cambiato nulla.Siamo un paese clerico-fascista,panciafichista,che squazza nella melma.Evidentemente ce lo meritiamo

  7. Giovanni Says:

    Errata corrige:sguazza

  8. marco da bologna Says:

    Andreotti aveva dietro un avvocato che si chiama stato pontificio!Merola almeno per ora,non ha le spalle cosi’coperte!

  9. marco da bologna Says:

    Credo che chi fa il giornalista dovrebbe sapere la differenza,fra un’opposizione politica fatta argomentando su vicende specifiche,cercando risposte logiche ai vari problemi,usare le proprie competenze al servizio della gente in somma.E al contrario una campagna politica denigratoria fatta con dossier di dubbia provenienza!Capisco la necessità di seguire una linea editoriale!Ma non mischiamo capre con cavoli!Il giornalista è un mestiere nobile!

  10. maurozani Says:

    @Roberto.
    Non ho visto il documnetario di Rai 2.
    Vero comunque che la procedura di ben due congressi straordinari fu troppo lunga e tortuosa. Vero anche che ci si illudeva fino all’ultimo di evitare la scissione, al netto di Cossutta. Occhetto pensava di poter accontentare e coinvolgere anche in questo modo Ingrao.
    Vero anche che chi aveva osato propore una tale rottura non poteva razionalmente pensare di rimanere alla guida del nuovo partito. Occhetto di ciò non voleva neppur sentir parlare. E lo si comprende bene, almeno sul piano umano.
    Quanto al nome : PDS. Beh non vedo come altro avrebbe potuto chiamarsi un partito che voleva fondare la sua nascita su di un rinnovamento della democrazia in Italia, consapevole che la crisi coinvolgeva l’intero sistema politico. Chi non cambiò fu infatti travolto. esistenzialmente, prima ancora che giudiziariamente. A che serviva lo scudo crociato per difendere l’occidente dalle orde comuniste quando il comunismo non c’era più?
    Quanto alla mancata elezione di Occheto si trattò di una vera e propria trappola. Potrei portare elementi, molti, per dimostrarlo. Prima dell’inizio delle votazioni andai a parlare con Occhetto , c’era anche Napolitano: “guarda che non ti eleggono” gli dissi. Ricordo ancora lo sguardo scettico di Napolitano.
    Invece andò così, grazie anche alla conduzione sciagurata delle votazioni del duo fassino- Petruccioli. Non s’erano accorti che tirandola per le lunghe la gente se ne andava dal congresso.
    Quanto al cambio del segretario. Beh, a onor del vero s’incaricò D’Alema di ritessere i fili necessari a eleggere in seconda battuta Occhetto all’assemblea nazionale. Fu lui il garante dell’intera operazione. E pose così le condizioni per diventare più tardi segretario del PDS. Anche col mio voto.
    Comunque per chi ci legge si tratta ormai di storia delle guerre puniche.

  11. Maurizio Cecconi Says:

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/02/05/news/sospetti_ingiurie_allusioni_tutti_i_veleni_sparsi_dal_corvo_in_citt-12080101/

  12. sergio caserta Says:

    il PDS nasce male, cresce peggio e muore nel PD che è come dire per una malattia genetica, cronica e progressiva; Bologna non casualmente è laboratorio e sala parto di questa fatale mutazione, in cui si mischiano elementi di trasformismo, continuismo, relativismo e opportunismo, senza disconoscere la buona fede e le felici intuizioni di una piccola parte dell’allora gruppo dirigente.

    A nessuno sovviene che i dirigenti che determinarono quella svolta, tranne Occhetto ed alcuni prepensionamenti, sono tutti ancora ai ponti di comando, pur se responsabili di innumerevoli sconfitte ( e qualche effimera vittoria) nei successivi ed ultimi vent’anni?

    Bologna Comune, cambia lo scenario ma i comportamenti sono sempre gli stessi: si perde e sappiamo con quanta improntitudine, nel 1999 ma non si fa nessuna seria ed argomentata ( e soprattutto pubblica) discussione politica e si procede prima con un’opposizione a Guazzaloca a dir poco gentile, cosicchè non avendo mai veramente rimosso le cause vere della sconfitta si giunge ad importare il “Campione” per vincere senza patemi, si vince ma ovviamente ma non si cambia o meglio cambiano i volti ma non la direzione d’orchestra, ovvero non cambia la cultura politica, non cambiano le vecchie cattive abitudini, anche perchè i centri di potere economico che erano prima i punti di forza, oggi sono addirittura “stati indipendenti” che dettano legge….non mi dilungo ma credo che se non si fa una discussione vera, spassionata, sulle cause remote e profonde della crisi a Bologna come in Italia non ne usciremo.

    i dossier non sono la malattia, sono solo l’escremento della malattia che mina dall’interno la sinistra; semmai i problemi veri hanno altri nomi, ne cito qualcuno, Unipol BNL- Hera-Uniland, si possono tradurre come economicismo e politicismo

  13. giovanni Says:

    @Sergio Caserta
    Hai ragione.Sarebbe ora di smetterla di discutere del nulla.Cominciamo a “narrare” i fatti,l’economia e la politica nel loro concreto divenire.Una nuona prospettiva per i politogi Il nuovo politogo non gramisciano,anziché disegnare scenari immaginifici,presenta la
    pratrica politica per quello ch’è.Difficile mestiere,certo,ma sommamente utile per evitare l’eterno ritorno dei “puzzoni”

  14. giovanni Says:

    Caro Mauro,visto che il blog o clok,come tu lo chiami, ristagna, mi è saltato in mente di lanciarti due o tre provocazioni.
    Le tua nota di merito nei confronti della stampa cittadina è stata tenuta in non cale ,per la semplice ragione che un dossier è sempre un dossier.Nessun ha mai firmato un dossier e i discorsi morali sono sempre rimasti tali La morale non ha nulla a che fare con la pratica politica corrente
    Lo svelamento del contenuto del dossier nel nostro caso,peraltro, indica aldila di ogni possibile dubbio che gli ignoti compilatori sono i competitors alle primarie,cioè i demoprodiani.
    Il dossier, in realtà è stato pensato come una sorta di missile a due testate :se la prima testata falliva l’obbiettivo alle primarie tornava buono la seconda testata per le secondarie.Ciò spiega perchè i demoprodiani presentano una lista “civica ” per le comunali:pensano che Merola schian ti prima delle elezioni
    Sarà facile dire che tutto questo altro non è che dietrologia o,addirittura,teorizzazioni complottarde .E’ una razionale spiegazione della realtà
    .Il S E L è stato piantato in asso e la nonnetta di Cappuccetto ha svelato le sue reali sembianze.I demoprodiani non si sono ancora arresi all’idea di aver perso il comune di Bologna con le dimissioni del dongiovanni di Mantova.
    Ma tu,cosa pensi della Frascaroli?

  15. roberto Says:

    Giovanni, ieri sono stato a San Lazzaro in via Caselle, dove l’illuminazione pubblica è stata installata prima della linea elettrica del Civis. Pali conici snelli e curvati, con belle plafoniere a campanula.
    Qualcuno si è poi accorto che gli stessi pali erano inadeguati a sostenere i due fili elettrici e per evitare una foresta sono stati rimossi e sostituiti con pali di tipo ferroviario. Nessun problema per l’illuminazione: i vecchi pali sono stati tagliati, e all’ultimo tratto ricurvo è stato saldato un bicchiere per consentire l’innesto sul palo ferroviario, con un effetto estetico perlomeno discutibile. Ma il diavolo ci ha messo ancora la coda: per ragioni illuminotecniche, la plafoniera deve stare ad una certa altezza, e lo spezzone tagliato è risultato troppo corto.
    Nessuna paura, un ulteriore manicotto di circa un metro ha risolto la situazione.
    Ero in auto con mio figlio (apparentemente come molti giovani parecchio disinteressato alla “polis”), che ha fatto questa riflessione sull’intricata vicenda Civis: se le stesse cose fossero successe a Napoli, Cosenza o Palermo sarebbero state tirate i ballo camorra, ‘ndrangheta e mafia.
    A Bologna invece…

  16. roberto Says:

    Giovanni, e tu cosa pensi di Merola?

  17. Rudi Says:

    A Zani mi permetto di fare solo una domanda: quante possibilità ci sono che si presenti una “Lista Frascaroli”?

    Più o meno del 5%?

  18. maurozani Says:

    In effetti il blog ristagna.
    In questo periodo sono alquanto sprovvisto d’argomenti.
    Mi par d’averli usati tutti.
    Per Bologna e per il resto…. nazionale.

    Mi domando a che serve star qui a cercar di “smacchiare il giaguaro”.

    Giovanni, la tua granitica convinzione sui complotti demoprodiani continua a non convincermi. Non capisco bene da dove ti venga una tal certezza.
    Quanto alla Frascaroli non l’ho mai conosciuta. So che è sostenuta da Giovanni Nicolini che invece conosco. Dunque per me è persona onesta e perbene.
    Nella fattispecie non la vedo come sindaco. E ciò sulla base della semplice osservazione effettuata nel corso delle primarie.
    Francamente anche i detti, ridetti e disdetti di Merola non m’hanno entusiasmato. come non m’entusiasma la locuzione da lui recentemente usata: “i miei uomini”.

    Bah.In generale dovrei esser contento visto che la mia primaria idea di listone civico sembra influenzare in qualche modo il dibattito cittadino.
    Invece no.
    Mi pare che non sia in campo autentica convinzione, sincerità e voglia di voltar pagina rispetto all’andazzo deprimente dell’ultimo decennio.
    Alla fine della fiera continua a mancare un bene pubblico essenziale: la politica e, in mancanza, ci si rifugia malamente dietro un riscoperto e aborracciato civismo.
    Non era un’operazione trasformistica che avevo in mente.

    @Rudi. Boh. Direi che la percentuale s’aggiri intorno a quella da te indicata. A bocce ferme. Beninteso.

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