Grazie.

Well.
Mi sa che mi prendo una lunga vacanza.
Da questo blog. Dico.
Al momento non ho più molto da dire.

I messaggi in bottiglia non sono arrivati sulla battigia.
Comunque non son stati raccolti.

Andare avanti ad oltranza diventa puro onanismo.
Rischio la cecità.

Ho iniziato a scribacchiare nel luglio del 2009, nel momento in cui giungeva a conclusione la mia lunga carriera politica.

142 articoli.
In alcuni, fedele alle premesse che avevo illustrato presentandomi al vasto pubblico dei blogger, sono contenuti spunti retroattivi .
Quei flash back che avrebbero dovuto attirar l’attenzione e suscitare interesse.
Certo, sono stato prudente. Mano lieve. Forse per questo non sono stati, per la maggior parte, colti.
Bastava comunque scavare. Porre domande. Che peraltro attendevo.

La verità è che non frega più niente a nessuno. Di quel passato recente, dico, che illumina di luce crepuscolare la vita stenta e grama della politica cittadina e non .

L’attuale deprimente stato di cose ha radici appunto in quel passato. E non sembra superabile. Se non nei tempi lunghi. E com’è noto “nei tempi lunghi saremo tutti morti”, giovani compresi.

Ci si balocca con la bufala delle primarie. S’ è mai visto un partito che si fonda su un metodo e non su di un progetto?
Beh , L’avete. Tenetevelo.

In tal contesto non serve a nulla la mia lunga invettiva.

Come ho ricordato a me stesso almeno un’altra volta: a lavar la testa all’asino si perde l’acqua ed il sapone.

E gli asini affollano ormai la scena.

Arroganti , immemori, cattivi.
Troppo spesso ignorantelli.
Per niente curiosi.
Provvisti di ambizione personale smisurata e altrettato sprovvisti di studio, fatica, sincerità.

Ma questo passa il convento, signora mia.

Dunque, vado in sonno. E non so se mi desterò.

Vado a leggere quella montagna di libri, che attendono d’essere aperti da lungo tempo.

A tal proposito ringrazio tutti coloro che mi hanno fornito stimoli a leggere e rileggere.

Ad esempio l’anonimo Giovanni con il suo Rabelais. Grazie a lui ho finalmente appreso che le terme della Porretta son scaturite dalla formidabile pisciata di Pantagruele.

O anche al mio contradditore di destra: Andrea Ventura, con il suoi “I grandi cimiteri sotto la luna” di Bernanos.

Letture , queste e altre che mi son state suggerite, e che mi hanno arricchito (mi scuso per il termine enfatico).

Poi ci son stati i dibattiti e gli scontri.

Quelli col Signor Gino alias Anderlini.

Di quest’ultimo non ho mai apprezzato la sua singolare e sospetta capacità di razionalizzare a posteriori, con un breve tratto di penna, scelte sbagliate e anzi sciagurate. Come la celebrazione dei fasti dell’eroe dei due mondi, al secolo, Aquila della notte.

E altro ancora.

Tuttavia anche a lui sono davvero grato per avermi regalato le sue Note americane. Un racconto di viaggio che è un vero pezzo di bravura. Grazie al quale son stato anch’io in giro per gli States ad aggirarmi per polverose gosht town, a godermi struggenti tramonti sull’orlo delle sconfinate pianure del middle west. O a centellinare Jack Daniel’s (etichetta nera , beninteso) con molto ghiaccio su una veranda nell’umida calura notturna del profondo sud nordamericano.

E, infine , last but not least, ringrazio Maurizio Cecconi. Intanto perché con la sua presenza sempre tempestiva mi ha indotto a tirar avanti non senza farmi mancare utili suggerimenti tecnici e poi per il dibattito tutt’altro che banale (come forse pensa la sinistra fighetta) su “Canale Mussolini”.

E adesso basta così.

Il bel gioco dura poco.

Adieu.

PS. Poteva mancare?
Certo che no.
Voglio ringraziare tutti i lettori, a tratti davvero numerosi, che son passati di qui.
Certi giorni non credevo ai miei occhi leggendo le statistiche. E bastato questo a tenermi desto e vigile in tutto questo periodo, di distacco e di abbandono.

Grazie di cuore.

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31 Risposte to “Grazie.”

  1. Edoardo Says:

    Caro Mauro questa è proprio un brutta notizia.
    Spero che tu ti conceda comunque un piatto di tagliatelle.
    Con affetto a presto

  2. franco Says:

    Caro Mauro,da pochi pochi mesi sono venuto a conoscenza del tuo blog,peraltro non è molto tempo che mi sto impratichendo col pc malgrado la mia età non più verde,ma da allora ti ho sempre seguito.Il tuo stato d’animo è totalmente condiviso,ma pensare di “darla su ” definitivamente non tiene conto che ormai due generazioni di giovani sono state estromesse dalla politica, espropriate della storia e del proprio avvenire.E’ proprio vero che non c’è più nulla da fare????? O forse è ancora possibile costruire un nuovo soggetto politico che su una base nuova escludendo orpelli e “orpellanti” possa avviare una nuova “speranza”.Forse possiamo parlarne davanti a un piatto di tagliatelle????? Un abbraccio!!!

  3. Andrea Says:

    “Il falso eroismo, il falso onore, la grandezza falsa, possono far nascere parecchi mali, ma la falsa giustizia certamente pare essere la peggiore invenzione dell’inferno”.

    (Dalle “Préfaces abandonnées” a “Le Chemin de la Croix-des-Ames”, in Bernanos, “Essais et écrits de combat”. Vol.II. Paris, Gallimard, 1995, p.721)

    Grazie del ricordo.
    Ad un nuovo incontro più fiducioso.

  4. Gianni Says:

    NOOOOOO, non è possibile, capirei centellinare gli interventi, và bene, ma l’abbandono no.
    E dove si và a trovare un commento decente in questo bailamme!!! Rifletti ancora e ripensaci, se puoi.
    Sappi che almeno per me e ritengo per molti altri è veramente importante, acuto e a volte illuminante il tuo punto di vista.
    Un pressante invito: ripensaci, e a tutti coloro che hanno visitato questo blog, fatevi sentire, Mauro non ci può mollare così!!!
    Con la speranza di un arrivederci a presto, con affetto e stima immutata.
    Ciao Gianni

  5. Beppe Ramina Says:

    Caro Mauro, le parole, scritte o dette, si affidano sempre a chi le ascolta o le legge.
    Non sono ordini, né comandi, bensì suggerimenti, a volte suggestioni.
    E ci sono giorni in cui nulla si trova da dire o scrivere, non per mancanza di idee, analisi, propositi, ma perché si ha l’impressione che chi ci ascolta lo faccia con orecchio distratto, a volte cortesemente infastidito, e che le parole non abbiano più alcuna energia.
    Ci sono anche giorni in cui le parole vengono da sole e si prova il desiderio di condividerle, fosse anche solo per una indignazione nuova, o vecchia e insopportabile. In quei giorni, torna a scrivere, se non qui su facebook.
    Perché assieme a te e al tuo blog c’è una comunità, che è comunità anche di altri blog e di altri luoghi di incontro, ma sentirebbe la mancanza delle tua voce.
    E che i partiti non ascoltino non è, per me, una ragione sufficiente per smettere di brontolare tra amici.

  6. Marco Trotta Says:

    caro Mauro, sono stato un lettore assiduo, silente nel forum e che non ti ha fatto domande. O forse non erano indirizzate a me, e alla mia generazione, quegli abboccamenti. Però le cose che hai scritto su questo blog mi hanno sempre stimolato, offrendomi una visione “altra” di una città nella quale spesso non ci si vive perché si è nati, e acquisire una cittadinanza sostanziale è cosa dura.
    Probabilmente, anche per questo, mi spiace che tu decida di chiudere questo canale di comunicazione. Sarà vero che le bottiglie non sono arrivate a destinazione, forse, ma almeno a me, come a tant*, è sembrato uno spazio dove la parola politica potesse tornare ad essere lo spazio di esercizio di un’attività collettiva più nobile di quella vista negli ultimi anni. Specie quella cittadina. Specie quella vista dai media, dai palazzi e dai salotti cittadini. Insomma spero che tu ci possa ripensare

  7. Mirco Mascagni Says:

    Caro Mauro,
    Io ero certamente un tuo lettore saltuario. Non per questo ho meno apprezzato il lavoro che hai fatto e la generosità con la quale ci hai riproposto stimoli e considerazioni. Credo di capire anche la frustrazione che deriva dal senso di inutilità di questo tuo scrivere. Non concordo però sulle conclusioni (“non serve a nulla la mia lunga invettiva”) che ti hanno portano a compiere questa scelta. Quello che, soprattutto, non mi convince è il voler misurare (con effetti evidenti e segni tangibili) le conseguenze del tuo scrivere.
    Intanto dove andiamo a misurare queste conseguenze?
    Sulla vita pubblica e sul dibattito politico che interessa la nostra Città? Una persona della tua esperienza (tanto più se convinta dell’analisi che tu stesso fai al proposito) non può illudersi di rimuovere facilmente le incrostazioni e le sedimentazioni che ne hanno in gran parte atrofizzato la capacità progettuale e collettiva.
    Sulle coscienze e sensibilità personali dei singoli frequentatori e lettori del tuo blog? E come puoi sapere che il tuo lavoro “non serve a nulla”? Hai affermato tu stesso che a volte il numero di frequentatori ti ha addirittura stupito. E immagino che non ti si “frequentasse” per puro svago. Spero anche che tu non tragga inopportune conclusioni basandoti sul fatto che coloro che trovavano la forza, il tempo e la capacità di rispondere ed intervenire fossero riconducibili ad un numero forse ristretto di persone. Al di là del poco tempo che ognuno di noi ha, tu, e i tuoi scritti, siete (diciamo così) abbastanza “impegnativi” e converrai che ancor più impegnativo è risponderti, confutarti e, persino, argomentare il proprio accordo.
    Infine, misurare le conseguenze del tuo lavoro, può essere fatto … su te stesso. Tu sai quanto questo scrivere ti sia servito a mantenere viva una tua sensibilità politica, la tua partecipazione, la tua creatività. E a questo si aggiungono i benefici effetti che, come hai voluto ricordare, ti sono derivati dalla riscoperta di vecchie e nuove letture.
    Caro Mauro, se decidi di “andare in sonno” fallo pure senza remore. D’altronde non può che essere una scelta solo tua. Ma non farlo perché sei convinto che rimanere svegli e vigili non serva più a nulla.
    E comunque grazie.
    Mirco

  8. Antonio Says:

    Non ho mai postato alcun commento; lo faccio adesso per ringraziarti, del blog e del vostro impegno ( vostro come generazione di militanti, dirigenti ecc…). A-rivederci….

  9. Bronco Says:

    Caro Mauro,
    ti racconto una storia. Io ho studiato(si fa per dire) al professionale, nel centro italia. C’era un prof di esercitazione pratiche, molto bravo, che capendo l’ignoranza profonda degli studenti, spesso e volentieri tralasciava le saldature e cercava di spiegare il motivo del perché si facessero certe scelte tecniche anziché optare per altre. Quando toccò a me averlo come insegnante, un altro prof, ingegnere si lamentò in consiglio di classe di “certuni professori di esercitazioni pratiche che pensano di poter insegnare elettronica non avendone i titoli”. Risultato, il nostro smise di pensare agli studenti, limitandosi alle saldature, il grande ingegnere continuò a leggere il giornale in classe ed io e tanti altri perdemmo la capacità di avere un maestro degno di tale nome.
    Ora che mi avvicino in tarda età alla politica, la storia si ripete e perdo, assieme a tanti altri, l’opportunità di conoscere il pensiero di un altro maestro degno di questo nome.
    C’est la vie Mauro, buone letture e grazie di tutto.

  10. Paolo Soglia Says:

    Ciao Mauro, pur non avendo mai partecipato alle discussioni leggevo il tuo blog con molto piacere. Certi scambi tra Zani e il signor Gino, rimangono, a mio modo di vedere, memorabili. Perchè dimostrano come la polemica – anche aspra – possa esser portata avanti con grande stile, direi d’altri tempi, anche per la proprietà di linguaggio che nell’universo dei blog si è ormai persa in un omogeneo e spesso trito scambio d’accuse e di insulti.
    Come diceva un commentatore del tuo blog “Allez en avant, et la foi vous viendra”.

  11. Rita Marzanati Says:

    Mi dispiace, molto semplicemente. Se posso:non è vero che non frega più niente a nessuno….

  12. VANNI PANCALDI Says:

    Strana e stranita città questa Bologna, dove fino a qualche lustro fa gli anziani si trovavano in piazza a frotte a discutere del presente e del futuro di ogni pietra, lavoratori studenti donne cittadini accorrevano ad ogni sbandamento della democrazia. Ora il panorama sociale è desertificato.

    Mauro tu noti che a nessuno gliene frega niente del passato prossimo. Ma a quasi nessuno gliene frega niente dell’oggi!

    Siamo commissariati. Hai visto qualcuno in giro rosso di vergogna?

    Bologna è stata abbandonata e tradita per incuria, incompetenza e malaffare.
    Ma a sinistra sventola qualche vessillo?

    Sai che stiamo tentando un faticoso percorso per una lista civica, BolognAttiva, di sinistra di orgoglio civico e visione metropolitana, al di fuori del recinto delle truppe cammellate del PD &C.

    Non ci volevo credere!!!!

    Siamo sommersi da dissociazioni, dubbi, critiche, individualismi, massimalismi, veti, nominalismi… Tutte per carità cose giustificate (?).
    Ma allora inutile mugugnare!
    Teniamoci il Virgin Virginio Merola.

    A me uno che usa lo stesso simbolo della Virgin Rercords non mi convince che volete che vi dica. A priori. Almeno Richard Brenson divenne famoso per aver creduto nelle “Tubular Bells” di Mike Oldfield che nessuna music major sana di mente avrebbe finanziato e che invece esplose incredibilmente. Ma eravamo ancora nei creativi ed energici primi anni 70, quando conquistammo persino lo statuto dei lavoratori.

    Qui invece che campane tubolari, anche dopo aver visto come intende muoversi, sento il rumore di campanacci di mille consorterie affamate di Civis Metro PeopleMover aree ex militari e del boccone edificabile delle ex fonderie Sabiem. Consoliamoci con un assessorato alla Amelia ? Che strana e stranita città ……

    P.S.
    Noi di BolognAttiva abbiamo convocato una Assemblea Cittadina Lunedì ore 21 al Teatrino Clandestino di Via Palmieri 33. Porteremo il logo, il programma e la voglia di fare “assieme” e, che strano, nessun nome consolidato, per chi ha voglia di uscire dalla indifferenza, disillusione e dal frazionismo. BOLOGNA RISE UP!

    P.P.S
    Caro Mauro io credo sempre nel valore terapeutico o almeno consolatorio delle tagliatelle

  13. VANNI PANCALDI Says:

    ERRATA CORRIGE
    BOLOGNA ATTIVA LISTA CIVICA Incontro Pubblico Lunedì 21 ore 21 al Teatro Clandestino di Via San Vitale 67. http://www.bolognattiva.it

  14. Maurizio Cecconi Says:

    Io a Mauro Zani che s’assenta dall’agone politico, non fosse altro che per scrivere e dire la sua, non credo manco per un minuto. Lo ringrazio dei ringraziamenti as-proposito, perché sono io che avrei da ringraziare la sua zucca. E dunque martellerò il campanello per fargli aprir la porta e ritornare in scena.
    À bientôt guerriero.

    ps: le parole di beppe mi sembrano molto sagge. la saggezza non va di moda di questi tempi e questa è già di per sé una buona ragione per frequentarla.

  15. arlo Says:

    Che palle Mauro, sempre con questa storia che molli tutto e chi si è visto si è visto (ci godi un pochino a fare sta cosa, evidentemente). Accetta il semplice fatto che ci fa piacere leggerti a prescindere dal riscontro ai tuoi abboccamenti. Non c’è bisogno per forza che qualcuno abbocchi. Divertiti e lasciaci divertire leggendoti.

  16. Iames Forni Says:

    Quello che più mi dispiace, caro Mauro,è l’amarezza delle tue parole.Io nel mio piccolo( molto piccolo confronto a te) quella scelta l’avevo già compiuta e ti assicuro che si vive bene ugualmente. Leggere,fare il nonno,andare in bicicletta,chiacchierare di niente con gli amici,pensare un pò a se stessi da, almeno a me sensazioni piacevolissime. Vorrà dire che quello spazio di libertà,acume,ironia e approfondita analisi politica,non sempre condivisa,che si trovava nei tuoi scritti rimarrà un piacevole ricordo. Comunque arrivederci o a risentirci. Con affetto

  17. marco da bologna Says:

    Personalmente quando sento dire che ormai destra e sinistra sono uguali,sto male!Sinceramente non saprei dire se questo è vero o no!Credo che in politica su ogni problema ci possa essere una risposta di sinistra e una di destra!Se questo non si verifica,ovvero se si pensa vi sia un’unica risposta giusta in senso assoluto,siamo messi male!Zani credo ci indicasse la risposta della sinistra ad un problema!E’ un peccato non avere più risposte!Con stima Marco da Bologna.

  18. fabio Says:

    caro mauro, pur senza la proprietà di linguaggio che ti appartiene e che appartiene a molti frequentatori del tuo blog, vorrei anch’io dirti che mi dispiace molto per questa tua scelta.
    leggerti, ha fatto rinascere in me la voglia di fare politica dopo 30 anni, mi dispiacerebbe perderla di nuovo.
    con immutato affetto

  19. silvia ferraro Says:

    caro mauro.. e adesso noi cosa facciamo??? ancora una volta orfani in questa città “maledetta” che ci ha tolto anche la voglia di respirare, anche perchè la sua aria è mefitica e respirarla fa molto male alla salute fisica e mentale.
    ma, come dice Beppe, ” ci sono giorni in cui le parole vengono da sole e si prova il desiderio di condividerle… in quei giorni torna a scrivere, se non qui su facebook ..”perchè , oramai, tu fai parte di una comunità di luoghi altri di incontro che sentirebbero la mancanza della tua voce….”
    Se proprio non vuoi dar retta a una pazza scatenata come me , ascolta le parole di veritas dei saggi che scrivono sul tuo blog, ascoltandole farai del bene alla nostra salute….
    silvia

  20. roberto Says:

    Certo mi/ci mancherà molto uno spazio in cui si trovavano idee e aria buona, e che ritengo avrebbe potuto fertilizzare una crescita che non vedo possibile altrove.

  21. Giovanni Says:

    Immagino,vecchio furbacchione ,che hai trovato di meglio.
    Ti vedo disteso al sole dei Caraibini a goderti gli ultimi sprazzi di gioventù.
    Cosi ha da essere.Goditi qjuello che ti spetta.Quando la pacchia sarà finita ,ricominciamo.Daccapo

  22. Donato Says:

    Caro Mauro Zani, non ci conosciamo e non ho mai postato un commento, ma leggo puntualmente il tuo blog, da quando mi è stato segnalato da Rudi, anche se non sono rare le volte in cui mi arrabbio leggendoti, mi mancheresti molto. Se 28 anni fa, venendo da molto lontano, ho scelto di venire a vivere in questa città ed, oggi, di continuare a rimanerci, malgrado tutto, è grazie a persone della tua stoffa. Questa settimana mi è capitato, nel mio lavoro, di scoprire come quello che credevo un diritto insindacabile, sancito anche dalla Costituzione, l’inviolabilità di un atto di sindacato ispettivo di un consigliere regionale, potesse essere stracciato da un burocrate armato di bianchetto e mascherato da tutore della privacy. Ma la cosa che mi ha colpito di più è il non essere riuscito a far capire al giovane consigliere (30 anni) che al di là del merito della vicenda, al di là della parte politica, ciò che era, veramente, da tutelare era quel pezzo di libertà che altri avevano conquistato per lui. Ecco, se fossi stato tu il consigliere regionale avresti spiegato tu a me come stava la faccenda. Credimi, abbiamo bisogno, delle tue idee, della tua ironia, delle tue analisi acute, di persone come te, e non solo qui a Bologna.
    Con stima

  23. Rudi Says:

    caro Zani,
    secondo me sbagli. Non l’analisi politica, purtroppo, ma il senso delle parole che puoi ancora affidare a questo blog.

    Sai già che molti lo seguono con interesse.
    Forse non sai ancora quanto ti mancherà “non” scrivere.
    E l’amarezza, la malinconia, la frustrazione che altri commentatori hanno trovato in questo tuo ultimo post, andranno pure sfogate in qualche modo.

    Aggiungo, che trovo davvero strano un tuo passaggio. Quando scrivi di quei flashback “che avrebbero dovuto attirar l’attenzione e suscitare interesse. Certo, sono stato prudente. Mano lieve. Forse per questo non sono stati, per la maggior parte, colti. Bastava comunque scavare. Porre domande. Che peraltro attendevo.
    La verità è che non frega più niente a nessuno”.

    La verità è che, se vuoi, puoi essere meno diplomatico.

  24. maurizio landini Says:

    Caro Mauro,
    gli impegni, la famiglia e anche i miei cani, mi hanno finora impedito di ringraziarti per la tua vicinanza alla nostra lotta. La Fiom non ha nessuna ambizione di diventare un partito del lavoro ma resterà il luogo in cui tutta la sinistra che ha a cuore la rappresentanza di classe potrà ritrovarsi al di là delle sigle per rinnovare un’attenzione al mondo del lavoro che si è molto allentata dagli anni dell’entusiasmo acritico per la globalizzazione fino all’odierna crisi globale.
    Spero in un tuo nuovo impegno anche al nostro fianco.

  25. claudio Says:

    I peggiori vincono per l’ “abbandono ” dei migliori; ripensaci Mauro !Con stima e amicizia

  26. Antonio Napoletano Says:

    Caro Zani, leggo in ritardo della tua stanchezza e non è una bella notizia.
    Spero che tu possa trovare ancora motivo per darci occasioni per riflettere o anche fare i conti con la tua, a volte insopportabile, umoralità, comunque, sempre intelligente e stimolante.
    Un abbraccio e…buone letture!
    Nap.

  27. Lorenzo Sassoli Says:

    Caro Mauro, la sua decisione, più che comprensibile, mi dispiace, sinceramente.
    Mi dispiace perchè chiude un luogo dove ciascuno può esprimere liberamente quel malessere che deriva dalla crescente difficoltà nel rispecchiarsi in chi ci rappresenta.
    Il merito del suo blog è, inoltre, quello di essere frequentato da persone, come lei, mosse dalle proprie idee e non da meschini interessi personali, da persone libere che reclamano diritti e non favori, che aspirano alla legalità invece che a connivenze.
    Capisco la sua amarezza ma sono convinto che sia il nostro spirito che deve cambiare non il cielo sotto cui viviamo. Basterebbe poco, ma quel poco oggi sembra davvero tanto.
    Vorrei anch’io salutare tutti i “colleghi” e ringraziare in particolare quelli che sono stati più severi con me perchè penso ci sia sempre qualcosa da imparare. Ancora grazie.

  28. ADRIANO TURRINI Says:

    So che pregarti non serve….E’ comunque, che tu ci creda o no, la notizia più brutta della giornata.

  29. Gino Says:

    Dejà vu. Come sempre. Credo ci siano poche persone prevedibili come il signor Zani. Dopo un tot d’ingaggio euforico arriva immancabile il tilt depressivo. Un bisogno imperioso di darla su, mollare baracca e burattini e mettersi in auscultazione di sè medesimo. Soprattutto quando dietro di lui si raduna gente (come in questo blog). Al cui fiducioso trasporto corrisponde, inevitabile,una domanda di guida, orientamento, compresenza. Nulla di più stressante per uno come il signor Zani. Un orso, solitario e roso dal dubbio. Un chierico ombroso, che se non c’è la chiesa (il Partito) che intermedia per lui è subito risucchiato dalla fuga dal mondo. Già questo blog, del resto, era il ritiro di un anacoreta. Un paradosso morettiano. Il silenzio crea angustia, ma il brusio di troppe voci sconcerta. Sempre troppo e troppo poco. Con la conseguenza di un bisogno compulsivo di apparire/scomparire, tessere/disfare, esserci/non esserci (direbbe il Ventura).
    Per quanto mi riguarda son certo che Zani tornerà, e anche a breve. E’ inscritto nel ciclo(timico). Tempo di leggere dieci libri e risentire il fervore di una scrittura vieppiù promettente. Un volo di uccelli sullo sfondo di Amore darà il segno. Risorgerà. Radunerà un gruppetto di apostoli che poi mollerà appena si profilerà il rischio di far davvero proseliti. Il signor Zani non è un uomo, ma un’araba fenicia. Unica nel suo genere, e simpaticissima, e attraente. Un vuoto gravitazionale. Un’assenza corposa e seducente (direi autenticamente femminina) da inseguire/aspettare. Nei secoli e nei secoli.
    Perciò ritornerà. Appena ricaricate le pile. A quel punto (per l’ennesima volta) scenderò dalla Prinz, con la Silvana e sorriderò. Ben tornato vecchio benandante…..

  30. maurozani Says:

    Vabbè, non lo condivido ma è un bel pezzo signor Gino!

  31. Gabriele Bollini Says:

    OPS! Caro Zani, la lascio solo qualche giorno, essendo io ad altre faccende affacendato (ormai le cose da leggere sono tante), e oplà oddio mi trovo, io come tanti altri, all’improvviso orfano delle sue riflessioni così tanto argute in questo mare melmoso della politica bolognese. Non ho mai postato ma letto si e riflettuto su quello che leggevo. Emmò che famo? Non vale più neanche il proverbio che “la speranza è l’ultima a morire”?! E ora così il campo è sgombro anche dall’ultimo saggio politico polemico verace. Peccato perchè le cose che lei ha scritto mi hanno sempre stimolato, presentandomi una realtà “altra” di una città in cui vivo da un po’ di anni ma non sufficienti per conoscerla nella sua storia e intimità.
    Come dicono altri, sarà pur vero che “le bottiglie non sono arrivate a destinazione”, ammesso e non concesso che la speranza potesse concretizzarsi in questo sistema politico-partitico, ma almeno per me, come per tanti altri, è sembrato uno spazio dove la parola politica potesse tornare ad essere lo spazio di esercizio di un’attività collettiva più nobile di quella vista negli ultimi anni e tutt’ora.
    Con la speranza di un suo ritorno una volta finito di leggere la pila dei libri: magari alternando un libro a un post, a bientot

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