Di ban sò fantesma

22 febbraio.
Prologo ad una piccola cronaca cittadina verso le elezioni.

Mentre l’aviazione libica addestrata dagli italiani bombarda i manifestanti a Tripoli Il fantasma del blogger s’aggira per il paesone che fu città simbolo, martire,e mito.
In cerca di tracce.
Non del passato ,del futuro.
Il futuro che dovrà pur incombere.
Sull’eterno presente.
Niente tracce.
Se ci sono, non si scorgono.
Ad occhio nudo.
A piedi, dalla periferia verso Piazza Maggiore, per strade decisamente sporche. Marciapiedi malmessi. Ridicole, sbiadite orme, di piste ciclabili continuamente interrotte.
Molti anziani. In sosta davanti a farmacie e bar.
I Bar di Bologna. Dalla assai dubbia igiene. Perlopiù. E con cessi che, quando ci sono, sembran caveau di banche nazionali tanto son gelosamente custoditi da cerberi che obbligano a chieder, in pubblico, la chiave per aprirli.
Ti guardano di sguincio.
La gente perbene piscia a casa sua.

E poi sfilata di edifici dall’apparenza fatiscente.
Apparenza. Se capita di sbirciare all’interno il panorama cambia.
Il privato benestante si prende assai cura del suo cortile esclusivo.
La sciatteria manutentiva, è riservata all’affaccio sull’esterno pubblico, regolarmente imbrattato da geroglifici tracciati a caso.
Niente a che vedere con l’arte di strada. I graffiti nostrani,troppo spesso, son solo indecifrabili scarabocchi.
Intonaci sbrecciati , sotto portici invasi dall’acre olezzo del piscio di cane a malapena combattuto da spruzzi di disinfettante bianco giallastro intorno alle base delle colonne.

Bologna , bella città.
Sì ma per scoprirla devi lasciare ormai la pubblica via.

Bologna, città accogliente?
Già.

Il fantasma del blogger, coglie frammenti di questa antica tradizione di ospitalità e tolleranza nel luogo più vocato agli incontri conviviali per i comuni cittadini : dal barbiere.
“Li andiamo pure a prendere in mezzo al mare. Hanno il telefonino. Chiamano e noi subito accorriamo. Prego s’accomodi , ci mancherebbe altro. Si figuri. Ha sete? Vuole un po’ d’acqua minerale? O magari una delle nostre donne?
Roba da matti! I greci li speronano, gli spagnoli gli sparano, e noi li rimorchiamo fino a terra e gli facciamo pure la visita medica.”

A tal proposito, repentinamente, l’attenzione devìa sui malanni tipici che affliggono, insieme alla canizie, la salute di attempati amici , parenti e conoscenti.

Un museo degli orrori, per un anziano ipocondriaco come il ghost.

-Da quand’è che non viene G? Ah quello poveretto è ormai alla fine. Gli hanno fatto la chemio ma ormai… Sì però poteva anche smetter di fumare. Ma io dico c’è scritto anche sui pacchetti , che se fumi muori. E loro no-

-Ma sta buono va là che a me mi han dovuto fare la cosa.. lì..come si chiama? Quella roba lì che ti prendono un pezzettino e poi ci fanno l’esame. Ma dice che son solo polipi-

Il barbiere, saraffo : “polipi? Beh son buoni, mia moglie me li fa con le patate. Buoni davvero e costan poco..relativamente.”
Risate.

Uscito dal barbiere, mentre il dibattito svolta ormai verso i consueti argomenti pecorecci volti a risollevare il morale degli astanti , il ghost arriva in piazzola.
Via indipendenza.
Una sfilata di negozi dove puoi far scorta di cellulari, e ogni sorta di diavolerie elettroniche, insieme a costosi balocchi e profumi di genere vario.
Il negozio d’abbigliamento a gestione familiare che andava cercando, è letteralmente sparito.

Al suo posto vendono carabattole. Un’accozzaglia indistinta di ciarpame la cui utilità sfugge del tutto al consumatore medio dotato di un minimo di sale in zucca.

Per il resto esercizi commerciali interamente rivolti ad una clientela giovanile in una città di vecchi.

Vabbè, mentre il ghost dà un’occhiata alle cronache locali su Repubblica, dove (alla buon’ora) si evidenzia il formidabile conflitto d’interessi di un candidato a sindaco, uno che ha del civismo da vendere, e si presume anche qualcosa d’altro, s’avvicina una signora di mezz’età che chiede un aiuto.

Deve prendere l’autobus per Corticella. Non è affatto una mendicante. Ha l’aria di una normalissima ‘zdoura bolognese . Probabilmente tira avanti con saltuari lavori di pulizia, a giudicare dall’involto che ha sotto il braccio.

Esaudita, con la maggior disinvoltura possibile, la richiesta.

Poi verso Piazza Maggiore.

Stavolta l’incontro è diverso:

“Nonnino mi dai un soldino”?

Beh, nonnino proprio no!!

“ Mi spiace, davvero mi spiace, ma l’ho appena dato a tua madre che ho incontrato dietro alla stazione”.

Poco elegante.
Volgare.
Machista e così via.

Ma nel ghost(non certo in chi scrive per suo conto e su sua esclusiva ispirazione) talvolta riemerge impetuosa la radice plebea ancora piantata nel contado bolognese. Specie di fronte alla strafottenza di un giovanotto che, ad ogni evidenza, scoppia di salute e a lavorare (quand’anche ne trovasse) non ci pensa proprio.

E’ sveglio però e ribatte platealmente.
Con un sol gesto si tira giù i pantaloni , intanto che si raduna un po’ di gente incuriosita, e mostra il culo nudo.

Il ghost quando si tratta di stare in scena non è secondo a nessuno.
Per temperamento e anche per mestiere.
S’appresta dunque a cogliere lo sprezzante invito a centrare il bersaglio, così generosamente offerto, bilanciando un poderoso calcione.

Troppo tardi.
Riflessi ormai lenti.
Al giovanotto è bastata la mossa dimostrativa e già corre per via IV Novembre.

Neanche tanto antipatico, tutto sommato.
Non violento comunque, rimugina il ghost mentre s’allontana a sua volta sfogliando la cronaca del Corriere, dove c’è una colonnina di O.R che rileva garbatamente, ma non meno puntualmente, le dichiarazioni contraddittorie di un altro candidato sindaco il quale , in effetti, sorprende con la sua totale incapacità di selezionare l’opzione di “fermo immagine”.

Se c’è una cosa importante, sopra le altre, per un qualsiasi candidato ad una qualsiasi carica, è proprio quella di stabilire e tener ferma una propria immagine.
D’imporla , solida, non sfocata , alla pubblica attenzione.
Nel bene e nel male.
Viceversa, dicendo e disdicendo, s’induce il mal di mare.
E quando gli elettori son afflitti da un sia pur vacuo senso di nausea finisce che rinunciano…. all’imbarco.

Ma non son cose che possan cogliere l’interesse dei fantasmi.

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10 Risposte to “Di ban sò fantesma”

  1. Assecobo Says:

    “Zirudella per Bologna”

    Zirudèla per Bologna
    per chi ci vive e chi si sdegna,
    chi da fuori o chi ci è nato,
    o per chi qui s’è insediato.

    Che città vecchia e decadente,
    sporca, triste, e poi la gente!
    Il degrado dei monumenti
    non ce n’è di parimenti.

    Era dotta e paesana
    ora è grassa e un pò balzana,
    poco incline a pagar l’IVA
    male accoglie chi ci arriva.

    Borghesucci oppur studiosi
    poverelli o danarosi
    si litigano le sue abbondanze
    ed hanno perso le lor speranze.

    Non più attira chi c’inciampa,
    a chi s’en va lei più non manca,
    il futuro si fa brutto,
    a Bologna va in vacca tutto.

    Lo sostiene con passione
    un vecchietto brontolone
    che un mondo nuovo anela.
    e per Bologna zirudèla.

  2. Gianni Says:

    Sconsolato il Mauro in giro per Bologna e bela zirudèla, .
    Volete consolarvi un pò? Non solo Bologna è così, anche il resto dell’emilia romagna “fà di tutto” per assomigliargli, anche senza commissario…………..
    Certo che viene da chiedersi: “nella terra di mezzo” tra il PDS, Ds e PD dove cavolo si è formato questo personale politico che ora guida Comuni, Regione, Partito ecc.??? Gli ex sono deprimenti ma anche “i nuovi”………. è una bella gara…….. sembran tanti Berluschini……….(vedi Renzi).
    Ma stò cantiere della Sinistra o del centro sinistra sarà mai possibile metterlo in piedi??? Scusate le divagazioni……….
    Alla prossima……….Ciao

  3. giovanni Says:

    Il fantesma dell’avvocato Mozzaorecchi si aggira ormai da quattro mesi a Palazzo Pizzardi.L’avvocato Mozzarecchi ,ritemprato dalle ferie agostano,era entrato con il solito cipiglio il 1ottobre nel nuova sede del Tribunale di Bologna senza riuscire più a trovare l’uscita,ancorchè dotato dall’ordine degli avvocati di Bologna di piantine,bussola e navigatore
    Il ritrovamento dei resti dell’avvocato Mozzaorecchi è avvenuto grazie all’ex sindaco Delbono,che ha consentito alla Procura di accendere “un faro” sul labirintico palazzo

  4. maurozani Says:

    Non commento l’ entente cordiale tra Del Bono e la procura.

    Mi resta solo da capire perchè la magistratura bolognese ha accettato la location di Palazzo Pizzardi.
    Dato che senza il suo assenso è ovvio, almeno a me, non si sarebbe potuto procedere.

  5. maurozani Says:

    Ah..aggiungo.
    O qualcuno mi vuol dar a bere che un potere forte come quello della magistratura (ed è giusto beninteso che sia forte) ha dovuto soccombere di fronte a un potere sempre più debole e fantasmatico(colpa sua) come quello del municipio?

  6. roberto Says:

    @ Giovanni
    Quindi l’avvocato non vedrà l’appendice di Palazzo Pizzardi in via D’Azeglio. Ma per come stan messe le cose, forse non la vedrà neppure Romano Volta.
    E intanto anche Moruzzi, pur dichiarando la sua salute compromessa , lancia messaggi su Repubblica (come Delbono su fogli napoletani)magnificando ‘Cup 2000’ e la prossima cartella elettronica on line. “Perché Vasco Errani, l’azionista del Cup, non si gioca il “briscolone” che potrebbe renderlo famoso in Europa? Perché il suo assessore non è mai stato qua? Sa cosa ci chiediamo? Non vengono perché qui sono passati Delbono e la Cracchi?”

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/03/09/news/la_vostra_salute_sar_scritta_sul_web_la_mia_invece_va_a_processo-13364580/

    Azzardo una risposta più prosaica: forse un uccellino ha detto ad Errani che Google ha lanciato Health, portale dedicato alla archiviazione e alla condivisione di dati sanitari, sviluppata assieme ad alcune delle principali aziende medicali statunitensi (CVS Caremark, Walgreen, MedcoHealth Solutions e Quest Diagnostics).
    E che sul mercato sono disponibili applicazioni come Microsoft HealthVault, WebMD, RevolutionHealth.

    Estikatzi

    Cup 2000 ha avuto l’indubbio merito di apripista, ma potrebbe essere diventata una costosa superfetazione come Iperbole, che pure ha avuto molti meriti.

    Un po’ di manutenzione (come la intende Zani) farebbe bene anche ai servizi informativi.

  7. giovanni Says:

    @Mauro
    I magistrati vanno e vengono.La chiave di volta di Palazzo Pizzardi non sta al municipio ma in Provincia,quella amministrata da Beatrice Draghetti, almeno ormalmente E’ evidente che la Presidente con la sua testolina non può procurare affari d’oro ai soliti noti .Alla bisogna provvedono i professionisti.In un modo o in un’altro tutti gli in dustriali di Bologna hanno avuto la giusta quantità di mattoni.Il trasferimento della GD (Seragnoli),domani il trasloco della Ducati,l’altro ieri Gazzoni(giudici di pace) e ancora il proprietario del Manzoni
    .La lista è chilometrica e costituisce la prova che in Provincia e in Comune eiIn Regione si occupano di mattoni e non dei cittadini.
    Certo la porcheria di Palazzo Pizzardi è enorme perchè si pone al di là,molto al di là dell’ordinaria speculazione dei soliti noti e dei politici lacchè
    @Roberto
    Mi pare di averlo scritto anche in passato:per me il Cup 2000 è una fogna,inutile e supercostosa .Moruzzi è là da una vita.Secondo me andrebbe rivoltata come un calzino

  8. roberto Says:

    Nella stessa intervista Moruzzi dice che CUP 2000 nel 2010 ha fatturato 40 milioni con 600 dipendenti.
    Cifre ragguardevoli.
    Moruzzi dovrebbe essere tenuto a disaggregare i dati, indicando chi paga, per che cosa e quanto.
    L’anno scorso a mia moglie sono stati prescritti test oculistici: operatori CUP gentilissimi e nessuna attesa al telefonoma per comunicare che tali prestazioni non erano prenotabili entro l’anno.
    Una soffiata del medico di famiglia ci ha indirizzato all’ospedale di Correggio, dove le prestazioni erano disponibili lo stesso giorno con un’attesa di 2 settimane.
    Mi sono chiesto come si realizzasse in questo caso la missione di CUP 2000, che ha dato informazioni ma non è stata in grado di effettuare la prenotazione.
    Come se il benzinaio ti spiegasse di quale miscela di idrocarburi è composta la sua benzina, ma non fosse in grado di versartene una goccia nel serbatoio.

  9. giovanni Says:

    @ Roberto

    Ti spiego perché il CUP 2000 è una fogna.
    Il sistema di prenotazione CUP sia delle visite che degli esami diagnostici è un sistema cieco. Con una prenotazione ognuno fa la sua richiesta, come se si trattasse di acquistare on-line prodotti al supermercato.
    Capita, dunque, che la maggior parte delle richieste sono inappropriate perché non accompagnate da una storia clinica del paziente (anamnesi) da una visita clinica (obiettività) e, infine, da una ipotesi diagnostica. Insomma, le prenotazioni sono fatte in modo del tutto casuale, quantomeno per il medico che deve eseguire la prestazione in ospedale.
    Le domande inappropriate provocano lunghe liste di attesa, sicché se un vero malato ha bisogno, o si rivolge altrove, come è capitato a tua moglie, o deve mettere le mani nel portafoglio per una visita intramuraria.
    In sintesi, il sistema CUP 2000, da un lato, genera sprechi per miliardi all’interno del sistema sanitario e, dall’altro, non consente a chi ha realmente bisogno di ottenere le cure dalla sanità pubblica.
    Vi sarebbe dell’altro, ma questi sono due dati macro più significativi. Il CUP a mio avviso va chiuso. Il medico che indirizza i pazienti deve lavorare su supporti telematici predisponendo una vera e propria cartella clinica, così da essere “costretto” anche a visitare il suo paziente, evitando, così, di prescrivere esami a go go.
    Questo è quanto. Le chiacchiere di Moruzzi sono autoreferenziali. L’informatizzazione del sistema deve essere affidata a grandi softer house, e non, come è capitato, a capomastri del circondario.

  10. arlo Says:

    senti, ma questo fantasma con tutto sto girare non si è sparato un bel kebab per smorzare l’appetito?

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