Rifondazione Democratica

L’Ulivo è morto ha decretato, alfine il suo fondatore, Romano Prodi.
Cacciari rincara la dose.

Già morto.

Da un bel pezzo.

Mi capitò nell’ultimo direttivo nazionale dei DS cui partecipai nel 2004, in un intervento di cui conservo memoria e traccia cartacea, di affermare che : “il cadavere dell’Ulivo giace, da troppo tempo, insepolto. A questo punto si pone un problema di igiene pubblica. Va seppellito con tutti gli onori, che peraltro ha ampiamente meritato. Tale è la condizione, almeno necessaria se non sufficiente, per avviare un nuovo progetto politico.”

Aggiunsi che i funerali andavano celebrati in pubblico per non prender per il culo iscritti, militanti ed elettori e prepararli così attraverso un atto volitivo e sincero, corrispondente ad una classe dirigente degna di questo nome, ad una nuova stagione.

Risolini di scherno percorsero tutta l’illustre platea. Quel giorno cominciò a concludersi la mia resistibile carriera politica. E per questo accettai senza resistere di andare a finire nel cimitero degli elefanti (Coferrati dixit), costituito appositamente presso il parlamento europeo, dopo essermi dimesso dalla camera dei deputati.

Si sapeva che così stavano le cose naturalmente, ma non si doveva in alcun modo prenderne atto. Il cadavere insepolto fu messo sotto ghiaccio e conservato fino alla nascita del PD.

Si doveva stabilire una pacifica continuità senza scosse tra il “partito nuovo” e l’Ulivo come fu poi argomentato per il lungo e per il largo.
Sento ancora il buon Fassino mentre spiega ad oltranza che il PD era già nato da tempo nell’esperienza dell’Ulivo e che dunque si trattava solo di trarne le ovvie conseguenze.

Il PD non era altro che l’Ulivo fattosi partito nella lunga evoluzione da quel generico “soggetto politico” che era sempre stato. Anche se fu sempre e solo una coalizione politica ed elettorale.

Resta che il PD nacque sul cadavere dell’Ulivo, inneggiando alla sua vitalità.

E così il morto ha afferrato il vivo. Com’era prevedibile.

Per questo adesso si dice che occorre rifondare il PD, un partito appena nato.

Già, solo che le rifondazioni siano, esse “comuniste” o “democratiche” non vanno di solito a buon fine poiché ci si rifonda per rimanere uguali. Senza pagar dazio.
Le rifondazioni son sempre operazioni gattopardesche.

Servono a mantenere in vita un ceto politico che ha fallito.
Coloro che non vollero decretare una morte per sollecitare una rinascita della sinistra.
Coloro che vollero andare oltre.
Oltre la destra e la sinistra, oltre il novecento,oltre sé stessi, pur di rimanere ..sé stessi, con tutti gli annessi e connessi.

Per conto mio vi sarebbero tutte le condizioni per ripartire.

Da un’altra parte. Con altri protagonisti.

Radunare la sinistra e il centrosinistra che c’è e che continua ad emergere dai sondaggi da ormai molti mesi e cercar di vincere. Dato che si può vincere.

Poi si governa con un’alleanza più larga, come avviene quasi ovunque in Europa.
Lo si potrebbe fare trattando programmi e obiettivi dell’alleanza da posizioni di forza, sancite nelle urne elettorali.

Se invece si vuol dar vita, preventivamente a “Rifondazione Democratica” magari con Casini: auguri .

Rimarranno solo gli occhi per piangere.
E dopo la caduta di Berlusconi sarà il trionfo della Lega.

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25 Risposte to “Rifondazione Democratica”

  1. marco da bologna Says:

    Per la proprieta’ transitiva se l’Ulivo è morto anche il P.D. è morto!Sante parole condivido in pieno!!!L’unica mia perplessità è su come trovare una classe dirigente all’altezza per riunire una sinistra smarrita?

  2. Gualtiero Via Says:

    mi ero perso questo intervento. Mi pare di essere d’accordo, più o meno, su tutto.

  3. roberto Says:

    Forse l’ho già scritto qui, ma una quindicina di anni fa il “cimitero degli elefanti” di Finmeccanica era l’Agusta di Cascina Costa, che più prosaicamente era chiamata dagli imprenditori varesotti “l’ospizio”.
    Vi venne confinato tale ing. Amedeo Caporaletti che non poteva essere collocato a Roma. Nel giro di una decina d’anni lavorando come un negro ne fece il gioiello che è, con prodotti di gran livello sia nel mercato civile che in quello militare.
    Quando Caporaletti fu mandato a Cascina Costa aveva più o meno l’età di Mauro, e idee chiare.
    Il consenso l’ha trovato facendo: coraggio Mauro!

  4. sergio caserta Says:

    Nel caso dell’Ulivo potremmo con estrema coerenza parlare di un “non morto”, entità appartenente alla variegata schiera di vampiri, zombie ed altre allegre entità che il genere fantasy ci ha regalato fin dai tempi di Christofer Lee; l’altro esempio cinematografico che mi sovviene è il superbo “Quién Puede Matar a un Niño?” (Ma Come Si può uccidere un Bambino?”), film cult del genere horro genetico in cui, in un mondo paradossalmente rovesciato, bambini assetati di sangue sterminano tutti gli adulti! intendo dire, in modo forse un po troppo dissacrante ma sincero, che quel progetto è morto quasi subito dopo la sua nascita pe volontà degli stessi propugnatori ma come dice Zani, la classe politica prevalente l’ha a lungo conservato ipocritamente come vivo, per riucciderlo ad ogni tentativo di resurrezione, ora il prode Prodi ne ha definitivamente certificato la morte civile, forse è la volta buona!

  5. Valmi Taddia Says:

    Mauro, come sempre hai ragione!
    Valmi Taddia

  6. giovanni Says:

    Incredibile, Mauro, tu credi davvero che l’Ulivo sia morto.No l’ulivo é vivo e vegeto.Se cosi non fosse come spiegare il fatto che Zampa é deputato?
    Caligola nominava senatore uno dei suoi tantissimi cavalli per dimostrare al senato che non contava un cazzo e Prodi nomina Zampa e Lenzi(figlia dell’usciere dell’onorevole Dc Tesini) , a dimostrazionee che il Pd a Bologna non conta un cazzo.
    Questa e solo questa è la politica generata dall’Ulivo.Il certificato di morte é dunque un falso.Un passaggio per tornare a chiedere,per alzare il prezzo.Dentro queste logiche di potere post-democristiane non può esservi alcuna rifondazione
    .E se anche l’elettorato esprimesse la volontà di cambiare il governo del paese, chi andrebbe al governo e per chi?
    Ovviamente il vecchio ceto politico, che vuole conservare se stesso e crede di poterlo fare meglio dando in comodato le leve del potere ai figli ed ai nipoti dei vecchi democristiani:il ceto politico più sgangerato e ridicolo d’Europa.
    Io non ho mai considerato,come tu sai,la possibilità di un ricorso anticipato alle urne,forse perché,in realtà, non l’ho mai desiderato.E,forse,c’é caso che nella mia condizione si trovino milioni di altri italiani,non più disposti ad accordare fiducia ad un ceto politico che non merita neppure di essere rottamato
    .Pongo la questione in questi termini perché sono ormai convinto che il ciclo politico della partecipazione popolare alle scelte politiche sia definitivante tramontato.
    Uomini e donne italiane sono ormai in balia di un ceto politico da ridere ma inamovibile Privo di ritegno,buono per tutte le stagioni,senza vergogna perle mille e mille sconfitte.Un ceto che si sente arrivato,perché di più non può fare e chiedere.Con questi,come diceva Moretti,non si va da nessuna parte.Con questi non rifondi nulla.
    Inutile perdere tempo.Non temono neppure la lega,perché al tempo scimmiotteranno anche la lega
    .Dov’é il problema?Una piroetta in più cosa può costare?Assolutamente niente.E tu, vecchio volpone,questo lo sai bene.Nessuno del ceto ha mai pagato dazio,eccetto te ben sin intende,recalcitrante comunista.Tu non ti sei mai vergognato o pentito di essere stato comunista.Ecco perché sei fuori a sognare la “Rifondazione” della politica
    La rifondazione della politica.Si proprio questo ci vorrebbe Ma l’impresa é roba non per uomini ma per titani,perchè molto é stato distrutto e il nuovo non si sa bene come costruirlo

  7. Giancarlo Says:

    Qui in Maremma dove abito da un paio d’anni, succede spesso che gli ulivi vengano tagliati perchè troppo vecchi per essere produttivi. Purtroppo dieci anni fa fu incendiato dolosamente perfino un ulivo di 2000 anni, già dichiarato monumento nazionale. Da quelle ceneri, da quei cippi tagliati, con gli anni nasce una nuova pianta che viene chiamato ulivastro e non produce più olive, non produce più niente. Che ne dici? E’ una metafora quasi perfetta di quello che tu ci hai ricordato: il vecchio Ulivo morì e il “nuovo Ulivo” non ha prodotto niente. Ma la terra su cui tutto ciò è avvenuto, se appena rivoltata, sarebbe un terreno già pronto per un nuovo albero e per nuovi frutti: non ci sarebbe nemmeno bisogno di concimarla; c’è già, è già sufficiente, ma è nascosta un palmo sottoterra; come le tante risorse che la sinistra potrebbe utilizzare, ma che sono tenute sepolte e soffocate da questa decrepita dirigenza. Non so come si possa fare ad uscirne; ho perfino sperato (illuso!) che il rinnovamento potesse nascere da una cento mille liste civiche di sinistra in tutti i Comuni. Ma io un gran politico non sono mai stato. Penso sempre, a proposito di quanto dice Giovanni, a quando durante una frugale cena di 25 (venticinque!) anni fa un grande e oggi ancora vitalissimo dirigente del PCI con cui stavo lavorando a Roma (lui era il direttore dell’Unità, io il direttore del personale) ci confessò che temeva fosse iniziato (già allora, pensa un po’!) un processo di selezione della classe dirigente con criteri che non avrebbero portato bene. Madonna se ci aveva preso!

  8. Paolo Orioli Says:

    Mauro. Hai ragione.
    Commenterò in seguito, su come si potrebbe fare.

  9. giancarlo Says:

    Il mio commento è ancora in fase di “moderazione” oppure l’hai proprio scartato; si vede che non sono stato troppo moderato. Ma che problema c’era mi piacerebbe saperlo, visto, che, tra l’altro, sono d’accordo su tutto quello che hai scritto. Scusa il disturbo; vedrò di non farlo più. Giancarlo

  10. maurozani Says:

    @Giancarlo. Scusa è solo un banale ritardo dovuto a banali problemi..miei.
    D’ora in poi non hai più bisogno di “moderazione” come tutti quelli che son entrati la prima volta.

  11. giovanni Says:

    Giancarlo è un grande,perché ha individuato con esattezza negli ex “quarantenni”(Occhetto & C ) i mutanti che hanno degenerato cultura e ceto politico della sinistra italiana.
    E’forse un caso che il ceto politico dei quarantenni crebbe e fu promosso all’ombra della teorica del compromesso storico?
    E’ un quiz da cento pistole,me ne rendo conto .Ma da questo snodo non si sfugge,se si vuole appena appena ripensare il novecento italiano e la sua proiezione nel nuovo secolo.
    La possibile graduale costruzione di un paese democratico ed economicamente evoluto fu abbandonato nella metà degli anni 70 per far posto ad un “compromesso storico”,che di fatto blocco per sempre lo sviluppo socialmente dialettico del paese,che fino ad allora il centro sinistra dei socialisti aveva assicurato.
    Infatti é soltanto nel decennio !966-1975 che la La carta costituzionale comincia ad acquistare un senso(la legge contro i licenziamenti discrininatori,la tutela della maternità , il diritto allo studio, il diritto al divorzio, l’aborto, una pensione decorosa per tutti, )per non parlare della rottura delle gabbie salariali,del contratto unico,della possibilita per i figli dei lavoratori di scolarizzarsi e accedere all’università e via discorrendo
    Il compromesso storico in italia segna la fine di una vera opposizione al vecchio sistema clerico- fascista,,uscito sostanzialmente indenne dalla guerra.
    E quando parlo di opposizione la intendo,innanzitutto, in termini culturali e ideologici.Si perché se si accetta un compromesso sui cd valori,o più precisamente sul sistema dei valori,tutte le vacche diventano nere nella notte hegeliana :la notte della democrazia!!
    Troppo in poco spazio e semplicisticamente.Ci sta

  12. roberto Says:

    A proposito di dirigenza.
    Viene fuori la storia dei “lobbisti in barca”.
    Sicuramente non vi sarà nulla che attiene al codice penale, ma nemmeno nulla di che meravigliarsi con D’Alema & C.
    Non ho mai visto un piccolo/medio imprenditore dare soldi in misura per lui rilevante (10-20.000 euro) senza l’aspettativa di ricavarne profitto o scorciatoie per i propri affari. Se questo esito è mancato, l’elargizione resta spot, diversamente viene reiterata negli anni.
    Cosa ben diversa per le grandi aziende che generalmente foraggiano tutti, e per i contributi da 100.000 ad 1.000.000 di lire alle feste dell’unità, che ci si toglievano volentieri dalle tasche per sostenere il partito.
    Per l’ennesima volta poi D’Alema fa proprie le parole di Berlusconi: “montatura vergognosa e stupidaggini che solo una certa informazione di serie B ha raccattato e rilanciato”.

  13. giancarlo Says:

    @maurozani. Tutto a posto, scusa tu.
    Nel merito, invece: l”ultimo commento, di Roberto, ha citato le parole “berlusconiane” di D’Alema : “montatura vergognosa e stupidaggini che solo una certa informazione di serie B ha raccattato e rilanciato”. Mi ha fatto tornare in mente (ahimè!!!) un’altra passata uscita berlusconiana, questa volta del nostro Andrea De Maria quand’era segretario della federazione ai tempi del caso Delbono. Disse, purtroppo:” Delbono è già stato assolto dagli elettori”

  14. roberto Says:

    Ebbene sì. in nostro presidente del consiglio fa scuola anche a chi non si pasce del Grande Fratello!
    Hanno da sperare nei giovani, dotati di memoria a breve termine, rispetto al deposito della memoria terziaria o remota degli anziani.
    Ma questi dirigenti, che sono moolto intelligenti, sanno che gli anziani sono destinati a morire, e che pertanto basta aspettare.
    L’apologo di Giancarlo piacerà anche al sig. Gino.

  15. giovanni Says:

    Bersani ha detto”io ci sto” per la leadership.Sara ,ma é difficile vederlo arrivare spendibile al 2013.La noia non perdona

  16. Gianni Says:

    Mauro sono perfettamente d’accordo con te, azzeccata in pieno l’analisi e anche il come ripartire;
    ma il partitone non si muove “aspettando godot”, sembra abbia le scarpe di piombo, ovvero tanta zavorra, vedi le ultime: Veltroni con la sua richiesta di verifica e D’Alema con l’alleanza fino a Fini, per non dire degli altri, compreso Gentiloni che in un “sussulto di realismo” ha detto che era meglio se rimanevano DS e Margherita, avrebbero preso più voti……
    Ora mi domando, và bene che il voto in queste condizioni sembra quasi un ricatto, ma Mauro andrai a votare? Voterai questo moribondo centro sinistra?
    E i partecipanti bolognesi del blog?
    Io sono fuori gioco, ma ci andrei e voterei SEL con tutti i dubbi di stò mondo………………
    Il voto è segreto, ma insomma son curioso, mi piacerebbe saperlo…………
    Mauro è’ sempre un piacere leggerti (spero proprio che continui a interrompere il silenzio), così come leggere i commenti
    Ciao a tutti Gianni

  17. donata lenzi Says:

    Mauro avevo lasciato perdere il commento di Giovanni perchè in fondo se qualcuno pensa che sia nella manica di prodi che male fa? poi uno dei miei nipoti mi ha mandato una e mail sostenendo che devo trattare internet come una pagina di giornale e mi piego alla sua superiore conoscenza del mezzo. Ho 54 anni, faccio politica da diciott’anni (quasi tutti con i Ds) e di questi per dieci ho avuto compiti di amministratore. Pensavo di essermi meritata sul campo dell’offese personalizzate invece vedo che ce la si prende ancora con gli antenati. cito per mio babbo una frase del bisnonno”chi mi conosce sa quanto valgo di chi non mi conosce non mi curo”. a proposito di antenati mi è venuto in mente lo zio materno Carlo ormai novantenne ex partigiano. Fu reclutato a Roma da Rodano e ci ha dato a testimonianza un libricino dello stesso Rodano stampato in clandestinità dall’eloquente titolo “i cattocomunisti” . Nel momento in cui i cattocomunisti hanno occupato la sinistra italiana come si evince dalla affermazione della lista Amelia – Vendola anche se i miei anni nei ds mi hanno imborghesito esulto al pensiero della faccia di Giovanni

  18. claudio Says:

    Ehi , compagni nessun commento sulle amministrative?!
    Qualcosa è pur successo domenica e lunedi; o no?????

  19. Andrea Says:

    Potete dormire fra due guanciali: “il vento dell’est prevale sul vento dell’ovest” (Mao) e “il vento del nord prevale sul vento del sud” (Bersani?).
    “Deboli venti da sud-ovest, mari leggermente mossi… fra pochi minuti le estrazioni del lotto”. Uno sbadiglio, una camomilla e il “regime” si dissolse…

  20. maurozani Says:

    @Claudio.
    Scrivo solo quando sono dell’umore giusto come si è capito da tempo. Il quale non segue , necessariamente, il ciclo della vicenda politica.
    Commenti?
    Beh se hai la pazienza di rovistare nell’archivio di questo para-blog troverai un post apparso ormai ,forse , da un annetto ,intitolato La caduta.
    Quella del Berlusca. Che era appunto già iniziata da tempo senza che il CS se n’accorgesse veramente.
    Più generalmente la mia piccola tesi, secondo cui non si vince al centro ma a sinistra, entro una netta affermazione di alterità valoriali e ideali è ampiamente verificata dal risultato elettorale.
    Tanto è vero che a Milano e Napoli il PD si trova a dover sostenere (e spero lo faccia bene) candidati che non aveva proposto.
    Ancora. Tutti i nuovi sondaggi continuano a dare una maggioranza ad un’alleanza a sinistra contro il centrodestra.
    Sarebbe ora di prenderne atto smettendo di tergiversare.

  21. claudio Says:

    Concordo al 100% sull’analisi politica.
    Aggiungo che ,a mio avviso , finalmente il P.D. ha un segretario che può ,se vuole, non essere eterodiretto e che sicuramente costruendo l’alleanza di sinistra-centro creerà , nei fatti , senza dichiararlo,un partito socialdemocratico di tipo europeo ( è inevitabile che un pezzo del ceto politico del P.D. vada a costruire il nuovo centro-destra dopo il dissolvimento del PDL). In fondo vincerà il tuo schema e , molto modestamente , anche il mio…

  22. Gianni Says:

    Mauro sono completamente d’accordo!!!
    Claudio: speriamo che sia vero quello che dici;
    io sul segretario PD non ci scommetto, dovrebbe “far fuori”, non “il ceto politico” (espressione troppo alta) ma l’apparato e i nuovi berluschini che stanno “crescendo nel PD”………….. attento a non farti prendere dall’entusiasmo.
    Vediamo dopo il ballottaggio quante interviste escono (se riuscissero a star zitti 15 giorni sarebbe già un miracolo)………..
    Io preferisco stare fuori e tenervi “sotto tiro” con SEL (ho già detto senza illusioni sul partito del capo), sfidarvi sulle primarie………. e soprattutto sul programma, insomma “sulla costruzione di un cantiere della sinistra”!!!
    Ciao

  23. giovanni Says:

    Dove c’é Amelia c’é pane,te e pure biscottini.Ma anche un mare di contraddizioni.
    Sei mesi fa si era proposta come sindaco della città,oggi dice che può fare solo welfare.Cosa intenda Amelia per welfare é difficile comprenderlo,perché non pare proprio avere le competenze giuridiche e di management per gestire le scarse risorse comunali dopo i tagli del prefetto di Berlusca..Welfare certamente non significa caritas e tantomeno carita pelosa come la intendono i pretonzoli.Welfare é il sistema di protezione e promozione sociale realizzato dai socialdemocratici nei grandi paesi laici europei.Nulla a che fare con i clerici che non hanno competenza in materia.Per chi avesse qualche dubbio in proposito basti pensare a cosa salta fuori ogni qualvolta i Nas ficcano il naso nelle strutture “sanitarie o educative ” gestite dai cattolici:uomini e donne incatenati ai letti,cibi scaduti,sporcizia e violenza dappertutto
    Ma poi cosa pretendono i Prodi ,le Zampe,le Lenze et C? Hanno cercato di impedire prima e di ostacolare poi l’aspirazione di Virgilio Merola a diventare sindaco della città , con l’obbiettivo minimo,nel finale di partita di mandarlo al ballottaggio e oggi pretendono dal loro avversario un posto per Amelia Frascaroli
    Merola,a mio avviso, avrebbe tutte le ragioni per trattare brutalmente con la spada la questione.Eppero io penso che alla fine sarà magnanime con la nonna di cappuccetto rosso.
    Un assegno da assessore comunale(4000 euro al mese,un euro per ogni preferenza) a nostre spese, non lo negherà alla brava Amelia.
    Resta il problema della delega.E qui io ho un argomento per incastrare Merola alle sue promesse.Chi é la più brava a fare le torte?Chi é la migliore a friggere le frittelle?Chi é insuperabile nel preparare il te?
    Amelia,Amelia in questo é sicuramente migliore di Merola
    Sia dunque Amelia,ancorché cattocomunista,assessore alle torte.alle frittelle ed al te della città di Bologna

  24. Roberto Says:

    Giovanni, anche se diversamente da te ritengo che l’Amelia e la sua lista abbiano fortemente contribuito al successo delle primarie (che sarebbero state poco frequentate) e alle amministrative (Merola, candidato molto debole avrebbe rischiato molto, alla Bertolini per intenderci), leggerti è sempre un piacere.
    E spesso in questi tempi trisci induce al sorriso.

  25. giovanni Says:

    @Roberto
    Grazie di cuore.L’idea di allietarti per qualche minuto aumenta ancora un poco il mio debordante ego.
    E tuttavia sapresti dare una razionale spiegazione al fatto che alle primarie dove hanno partecipato in 30000(trentamila) la Frascaroli ha preso !0000(diecimila) voti mentre alle elezioni vere ha preso 4000(quattromila)preferenze?
    Te lo dico io perché,anzi già l’ho detto su questo clok:
    Alle primarie per Amelia hanno votato i post democristiani (udc+pdl+flT) che non votano alle secondarie non votano né Pd nè Sel.
    E ancora.Sei sicuro che i prodianii, le zampe,le lenze et similia come sindaco portavano Merola ?Non pare proprio.Anzi i sondaggi in corso indicano che remavano contro. eccome se remavano contro parroci e parrochietti
    Io avrei potuto votare Sel,ma molti come me ,non se la sono sentitati di turarsi il naso , tanto forte era la puzza di aglio E quei pirla di Sel bolognesi si sono fatti annacquare il voto politico e fregare due consiglieri.Vedi tu Roberto che ti fa “un valore aggiunto”

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