Sinistra.

Stamani m’han fatto lo sconto del 10%.
Già.
Mi hanno riconosciuto. Come anziano.
E’ ufficiale. Non ci son cazzi.
Il mercoledì sconto per gli over sessanta. Non dico dove per non fare pubblicità.
Prendo atto.
Malvolentieri.
Diversamente giovane.

Come tale mi prendo qualche libertà. Gli anziani di solito criticano gli addetti ai lavori. E lo faccio anch’io, in ciò accettando virilmente, uno stato di fatto.

A Milano vincerà Pisapia, dopo aver vinto le primarie contro il candidato del PD.
Lo si capisce anche dall’evocazione dello spirito del Rasputin romagnolo effettuata da la Russa proprio ieri sera per vantare il generoso sostegno che il campo di San Patrignano ebbe sempre dalla Moratti. Ma questa è un’altra storia che prima o poi racconterò. (Se ne avrò voglia).

Resta che Berlusconi è da tempo un morto che cammina.

Spero non venga richiamato in vita dalla maldestra iniziativa di inviare schiere di attivisti emiliani ,o ancor peggio bolognesi, a “dare una mano”.
I democratici bolognesi,dopo il disastro occorso ai ragazzi del ’99 e ai notabili che li sostennero e dopo l’onta del commissariamento, dovrebbero accontentarsi di Merola.

Low profile. Baciarsi i gomiti e avanti coi carri.

Checché ne dica Fuffas nel suo sproloquio progettuale, Bologna gioca in serie B.
Da quel dì.
E lì è destinata a rimanere.
Nessuna gaffe dunque occorse al neosindaco in campagna elettorale.

A Napoli ,non è affatto escluso che vinca De Magistris.
Ha saltato le primarie ma il Pd ,ufficialmente e giustamente converge.
Del resto Morcone, persona perbene e come tale dotato di comune senso del pudore non ce la poteva fare. Né ad eventuali primarie dove la regola impone di descriversi sfacciatamente come migliore di ogni altro sulla terra, né tantomeno ad elezioni secondarie. Specie in quel di Napoli dov’è in atto una vera e propria faida a sinistra che ebbe inizio ai tempi del PCI e che dura tutt’ora con gli stessi,illustri, protagonisti.

Da lunedì prossimo si apre un’altra fase.

Leggo che Bettini, di ritorno dal suo dorato esilio tailandese, ha scritto un documento.

Già, Bettini è uno che sa di lettere e dunque scrive. Spesso anche per colmare le pur modeste lacune di quanti, contando sulla sua sapienza politica, trovano riparo sotto le sue ampie ali prima di spiccare il volo verso più alte e ambite vette. Qualsiasi riferimento a persone e luoghi conosciuti non è puramente casuale. Chiedere al simpatico Zingaretti che amministra con oculata determinazione il suo tesoretto di credibilità (Renzi chi?) conseguita anche grazie alle assidue cure dell’ex coordinatore (o come si chiamava allora) del primo PD.

Secondo Teresa Meli, di solito ben informata, l’idea sarebbe quella di dar luogo ad un progetto politico nuovo di zecca.

Non rifondare il PD. Non una rifondazione democratica al centro come vuole Cacciari e forse anche Prodi il quale, dopo aver decretato la morte dell’Ulivo(o almeno così s’era capito) ha voluto chiarire a urne (bolognesi) chiuse che “ha vinto l’Ulivo”.

No. Non si tratta di questo, bensì di dar vita al partito unico della sinistra italiana nell’ambito del socialismo europeo. Una roba che assomiglia molto a quel partito demosocialista che avevo immaginato e proposto quand’ero ancor giovane e m’era negato lo sconto nei negozi assieme a qualsiasi ascolto critico nei vecchi partiti che s’unirono nel PD, al solo e chiaro scopo di salvar la pellaccia.

Correva l’anno 2007. Gioventù bruciata.

Adesso , dopo che si vince a Milano con Pisapia e forse a Napoli con il novello Robespierre prontamente sostenuto dall’ultrariformista Ranieri, Bersani –per usare il suo linguaggio- è costretto a far una botta di conti.

Non si vince al centro. Almeno questo dovrebbe esser chiaro. Si vince a sinistra attraendo il centro.
Roba stravecchia: egemonia.
Col centro di Casini ci s’allea semmai .
Dopo.
Dopo aver vinto.

E non necessariamente. Solo a ragion veduta.

Lo capirà Bersani?
Ne dubito.

Perché?

Semplice. A Bersani, che mi è simpatico non da ora, non gli entra , “costituzionalmente” in testa l’idea di una sinistra normalmente egemone.
Non è nelle sue corde.
Nel suo DNA. Quello che lo porta a considerare Pisapia un semplice riformista. Definizione sbrigativa, lacunosa, non perché formalmente impropria ma per il carattere anacronistico, ai tempi nostri , di una tal attribuzione.

Bisogna interrogare il mago per saper cosa diavolo significhi , oggi, nel terzo millennio, essere riformisti. E si rischia poi “d’andar nei matti” (altra concessione al Bersani-linguaggio) se si cerca di spiegarlo ad un giovane di venti o trent’anni.

A parte ciò, se Bersani poi provasse, a prender la strada del partito unico della sinistra senz’altre accezioni, una buona parte della vecchia e nuova classe dirigente del PD che lo ha fatto eleggere gli taglierebbe l’erba sotto i piedi.

E, comunque, Bersani pragmaticamente può sempre accreditare il buon risultato del PD che a Milano è ormai alla pari col PDL. E forse non solo a Milano.
Dunque perché cambiare ammettendo, per il dritto o per il rovescio, che il progetto del PD ha fatto fallimento?

Non ce n’è motivo. Almeno non nell’immediato.

Meglio provare a metter su un bel governone di transizione alla D’Alema, o di decantazione alla Veltroni, con l’ottima scusa della riforma elettorale, nel momento in cui la Lega offre disponibilità.

Poi chi vivrà vedrà.

Qui sta l’errore che, com’è noto, per il cinismo insito nella politica è peggio che un crimine.

L’errore politico che rimanda all’errore capitale di continuare a pensare e dire che ci sono valori comuni tra gli opposti schieramenti.

Una balla. Il bipolarismo politico ha un senso solo se si confrontano idee diverse di società, valori diversi e spesso opposti. Chi scrive , ad esempio non ha niente, ma proprio niente in comune con Berlusconi. E non lo vuole avere. Né ora , né mai.

O si è liberali o si è socialisti.

Dopodiché si converge su principi e regole comunemente accettati nei normali regimi democratici.
Ma questo è un altro paio di maniche.
Evidentemente.

Insomma si sta aprendo una finestra di possibilità sol che si guardi alla realtà delle cose.

La si può tener aperta però solo se si butta alle ortiche la teologia del riformismo che ha ammorbato l’aria nella sinistra italiana grazie anche a quell’alleanza perversa tra sinistra “riformista” e sinistra “radicale” ch’ebbe luogo nella breve stagione dell’Ulivo e che delimitava le rispettive rendite di posizione. Si ricorda ,spero, il minuetto: “Oh come son felice che tu mi dia del riformista”. E di rimando: “Oh come son contento d’esser apostrofato come radicale”. La famosa “teoria” delle due sinistre.
Due sinistre tonte. O due tonte sinistre, come volete.

Adesso , mentre Berlusconi cade a faccia in giù, sarebbe ora di mettere in campo la sinistra.

Sinistra e basta.
Una sola sinistra. Può esser davvero grande.
Non la si farà. Temo. Ed è un peccato.

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25 Risposte to “Sinistra.”

  1. Lele Roveri Says:

    Come sempre, Mauro, una analisi spietata ma molto realista. E quasi interamente condivisibile.
    A questo proposito ti chiedo la definizione di riformista. Cosa significa essere riformisti in Italia nel 2011?

    Detto questo, per tornare al tuo supermercato, penso di non vederti ancora calato nella parte dell’Umarell di masottiana invenzione. Fino a quando non ti fermi per strada col cappello in testa a guardare (e commmentare ad alta voce), i lavori stradali non sei ancora da considerare anziano..

  2. claudio Says:

    Caro Mauro, condivido quasi al 100% e tuttavia..
    Il tuo “errore” è quello di “pretendere” che i dirigenti P.D. ( è un eufemismo perche’ l’unico vera testa pensante e ,talvolta, pensante sbagliato è Massimo D’alema il quale ,secondo me , ha già capito che il P.D. è nato su basi sbagliate ma ,per eccessivo orgoglio, non lo ammetterà mai; naturalmente con buona pace del “simpatico” Bersani)
    A me basta che il P.D. del “buon Bersani” non si opponga al corso “naturale” degli eventi che ,in Italia in questa fase storica, spingerà verso un partito di Sinistra Europea alternativo ,in prospettiva, ad un partito moderato sempre di stampo europeo (Merkel docet).
    Naturalmente , a cose avvenute, l’intelligente D’Alema ci farà l’autocritica(in realtà lui se l’è fatta veramente talvolta a differenza di Prodi che continua impeterrito a raccontare fraudolentemente del complotto del 1998 che invece fu manifesta sua incapacità di tenere insieme la sua maggioranza) e ci dirà che lui ha sempre pensato a questa evoluzione…
    Forse però questi sono i limiti della migliore classe dirigente post- togliattiana troppo storicamente abituata ad una dose eccessiva di ambiguità…
    Magari di questo ,se vuoi, parleremo un’altra volta…

  3. maurozani Says:

    Riformisti? Vuol dir tutto e niente. Declinazione ambigua e furbesca di un tempo storico che non c’è più. E’ una parola da lasciare ai socialisti craxiani non pentiti e confluiti nella destra come Sacconi. La si è adottata sol per prendere le distanze da un passato del quale io , per esempio, non mi vergogno affatto pur avendo contribuito con tutte le miei forze a superarlo.
    Riformisti? perchè non si sa come altro definirsi vergognandosi anche di un dover essere socialista.Ma se dici socialista o socialdemocratico nel PD i democristiani s’incazzano.Dunque il massimo consentito dopo “democratici” è appunto riformisti. Termine del tutto logoro e innocuo. Non fa male a nessuno e in compenso neppure bene. Non evoca alcunchè per cui valga la pena di mobilitare menti e cuori. Ma chi si darebbe da fare per esser riformista?
    Riformisti? Per rimpiazzare la giustizia sociale (di cui c’è sempre più bisogno) con una vacua equità. Per dire che siamo democratici ma anche liberali dopo aver detto che potevamo esser socialisti ma anche liberali. Insomma il PD è nato per realizzare il passaggio indolore dal liberalsocialismo alla liberaldemocrazia.Però per vincere ha bisogno della sinistra, di tutta quella gente che si connota genericamente a sinistra e che a Milano non sarebbe andata a votare per il candidato del PD.
    Da qui la contraddizione che Bersani deve gestire. Ma c’è modo e modo per farlo.E’ ora di prenderne atto.

  4. maurozani Says:

    PS al post.
    Ho appena sentito De Magistris a confronto con Lettieri su La 7. Mio giudizio da ex professionista: il nostro Robespierre non ne sa mezza. Ergo a Napoli ben che vada siam parecchio malmessi.

  5. gabriella Says:

    “Sinistra e basta.
    Una sola sinistra. Può esser davvero grande.”
    Val la pena di pensarci sul serio. Senza mistificazioni, paraculate e quant’altro il momento è questo.

    Su bologna, ti trovo un pò evanescente… pur condividendo che questo risultato straordinario di Merola e, per certi versi anche del pd, lascia bologna in serie b; penso che “l’intelligenza” e “l’intellegibilità” del voto meriti qualche parola in più.

    Sull’anzianità, guarda il bicchiere mezzo pieno: oggi lo sconto al supermercato, domani la carta argento….. son bei momenti!

    P.S. quel 2007 è stato l’anno orribile solo per noi?

  6. maurozani Says:

    Evanescente? No. Caustico semmai. Leggi bene.
    Quanto al futuro se il buon giorno si vede dal mattino….della campagna elettorale. Comunque , per il futuro,commenterò i fatti. Solo quelli.

  7. franco Says:

    Caro Mauro,non mi sembra proprio che tu abbia diritto a questi sconti,credo che molti della nostra generazione abbiano deciso di fermare il tempo non fisicamente ma nella lucidità di pensiero e nell’onestà intellettuale. E’ proprio impossibile trasformare questo pensiero in qualcosa di concreto????Un abbraccio:

  8. giovanni Says:

    Caro Mauro,tutto sommato potremmo riconoscere che le primarie hanno dato risultati non proprio malaccio.I predestinati del ceto lo hanno preso in quel posto Vedi Ranieri da Napoli, Anselmi l’italianista,Boeri ecc.Non é il massimo, lo so bene.Ma é sempre meglio deil’accesso per concorso escogitato dal geniale Donino
    E forse,a pensarci bene,potrebbero essere utilizzate per le prossime politiche
    Darebbero una scrollatina non da poco per liberarsi dei tanti post democristiani che affollano l’area della siinistra.Stai sicuro che la prima a rimetterci la paga sarebbe la Zampa portavoce di Prodi il cinese
    Quanto alla Lenzi non oserebbe neppure candidarsi.:il solo voto del nipote non sarebbe evidentemente sufficiente per aggiudicarsi lo scranno

  9. Maurizio Cecconi Says:

    Che piacere leggerti! Un passaggio non mi convince: “o si è liberali o si è socialisti”. Mi spiego: mi reputo socialista nell’analisi delle società e nell’elaborazione delle soluzioni politiche, mi reputo liberale per ciò che concerne la sfera dei diritti individuali e civili. L’ “uomo economico” non mi hai mai persuaso… Tutti alla fine aspiriamo alla felicità su questa terra e solo una società in grado di spianare le condizioni materiali e giuridiche alla realizzazione di ogni nostro sé è in grado di dare una risposta a quel bisogno di felicità.

  10. Rudi Says:

    Caro Zani,
    dopo il tuo incipit, tempo due giorni e “Repubblica” ti definirà “Nonno Zani” (lo scrivo per scongiurare l’evenienza, o per incassare il copyright).

    La parola “rifomista” è ormai inservibile. Come “antagonista”, del resto. Ma anche “sinistra” non mi pare se la passi bene (in Italia e in Europa). Le identità politiche appoggiano sui fondamenti, sempre i soliti: libertà, giustizia, fratellanza. Se al Nord tanti operai Fiom votano Lega, a Bologna possono ben trovare riparo nel centro-sinistra…

    Forse è davvero cambiata l’aria, e Pisapia e De Magistris ne approfitteranno. Ma il “morto che cammina” non può ancora uscire di scena, non ci sono alternative pronte, il Terzo Polo è così malmesso che pur di evitare le elezioni sosterrebbe un Governo Dini (o Monti), e bisognerà pur riconoscere a Berlusconi una sfiga cosmica: quando governa, l’economia mondiale va a rotoli.

    Che una sola sinistra (e basta), rigenerata e con una nuova leadership, possa davvero rispondere alla speranza di tanti, lo penso anch’io.
    Ma avrai notato che il tema dell’aumento dell’astensionismo è stato subito accantonato, e anch’io penso che il Pd non possa evolvere in alcuna direzione. Pena, perdere pezzi.
    Dunque, da cosa si ricomincia?

  11. Gianni Says:

    Mauro sono completamente d’accordo con te e con “Riformisti? Vuol dir tutto e niente” sottolineando il niente!!!
    Quanto lo abbiamo inseguito questo falso mito???.
    Quanto tempo sprecato dietro Clinton e Tony Blair.
    Non facciamo pastrocchi con: ma anche liberale, ma anche radicale, ma anche……….. Tutto già visto e già fatto….già dato.
    Non se lo fila più nessuno: solo la SINISTRA ha un senso!
    Se no la lettura che passa tra la gente è che si cerca di imitare gli altri e l’originale (per la verità un molto sbiadito) è comunque sempre meglio della copia “l’amalgama mal riuscita”!
    Chissà se ci sarà il coraggio in questo “apparato” di essere conseguenti??? Per favore evitiamo i rottamatori alla Renzi mi sembrano i nuovi “Rutellini”
    Scuola,Precariato, Eutelia, Fiat, Fincantieri, ecc. cosa ci vuole ancora per capire che o si và SINISTRA oppure ancora finiremo aancora a inseguire L’ULIVO, il centro (de che??? del centro di cosa …IL TERZO POLO) la gente ci manda tutti a fan …giro!
    Hai un bel da dire “i grillini fanno il gioco della destra ” ma si sveglia stò “apparatniK” o no??? Ognuno và per i cavoli suoi e pretendono di essere credibili!!! Ma quando mai……….
    Dopo di che B. prima di andarsene ci farà vedere i sorci verdi, sempre che Milano e Napoli, cagliari, ecc siano belle sorprese.
    Mauro concordo con te “De Magistris a Napoli ben che vada siam parecchio malmessi” (e quello che mi fà incavolare è D’Alema lo appoggia, ma almeno abbi un pò di dignità: stattene zitto)
    N.B.: sembra tiri aria nuova nella Giunta di Bologna, ma siccome sono diffidente e non bolognese mi potreste dire, voi che li conoscete se è vero o no????
    Ciao

  12. maurozani Says:

    Giovanni.
    certo potremmo riconoscere che le primarie qualche risultato l’hanno dato. Il mio problema (riconosco che è problema mio) riguarda l’anarchia insita in tal metodo. Il presupposto che d’ora in poi non ci sarà mai più una classe dirigente, in grado , nel bene e nel male di assumere responsabilità. C’è un opportunismo di fondo e un alto tasso di trasformismo in questo metodo.So cosa si pensava di Pisapia, da sempre.Sbagliando. Quell’errore di valutazione però non fa pagar dazio a nessuno e questo non consente un ricambio effettivo in un “gruppo dirigente”. In più con le primarie la personalizzazione può giungere ad eccessi tipo : la mia squadra, i miei uomini, la mia città..tutto MIO. Ma se è tutto tuo a me che mi frega?

  13. maurozani Says:

    Maurizio. Mentre scrivevo avevo ben presente l’obiezione. In sè giusta. Il tema che però io pongo da molto tempo riguarda l’infida e non onesta ambiguità che nel linguaggio corrente porta sempre al ma anche di veltroniana memoria.Si dice che distinguere i socialisti dai liberali è operazione manichea.Sono contro ogni rude schematismo di conseguenza so bene che l’esser socialisti coerenti non impedisce di far proprie battaglie di libertà. Tuttavia qual’è oggi , qui e adesso il rischio maggiore, quello che reca con sè un vero e proprio stallo teorico? esattamente quel voler essere “totalitariamente” tutto. Diventando così una formazione gassosa, una galassia indistinta , senza identità definita. Incapaci di proporre un progetto di società in virtù del timore dell’ideologia. In questo modo negli ultimi vent’anni si sono affermate ideologie altre, in primo luogo una distorta concezione del liberalismo che consiste in una logica e in comportamenti , spesso accettati, di darwinismo sociale. Morale si rischia di pensare che la totale assenza di futuro derivante dall’imperante mercatismo non possa esser controbattuta con un disegno politico ma solo assecondata e parzialmente corretta con palliativi più o meno riformisticamente compassionevoli. ho avuto il mio periodo liberale quando mi sembrava che un welfare troppo ingessato e rigido diventasse, nei fatti, ingiusto. Adesso però l’obiettivo principale torna ad essere la perenne battaglia per l’uguaglianza e la giustizia sociale. In sostanza il rischio principale non è il manicheismo, ma l’assenza di una chiara alterità culturale.

    • Maurizio Cecconi Says:

      Come smentire quanto hai argomentato in questa risposta? Impossibile. Ciò scritto, resta intatta una “questione”, che non è rimandabile, se vogliamo un socialismo contemporaneo e non una “rifondazione”: coniugare gli individui e i loro desideri a un progetto collettivo di liberazione. Finché il socialismo non darà una risposta chiara a questo problema, finché continuerà a privilegiare la lettura economica a quella olistica, finché gli individui e la loro irriducibilità saranno lasciati ostaggi del solo liberalismo, gli esseri umani preferiranno trovare una risposta ai loro desideri dentro la logica dell’ “atomismo sociale”, che almeno li lascia soli a decidere per se stessi. Ne sono contento? No. Vedo all’orizzonte alternative spendibili anche sul piano teorico, come giustamente sottolinei? Purtroppo no. Da qui le mie perplessità… C’è molto lavoro da fare e i tempi non sono così fecondi.

  14. maurozani Says:

    Gianni. Non conosco, se non per sentito dire, i componenti della nuova giunta. Di alcuni ho sentito parlar bene. In ogni caso l’operazione in sè non la trovo sbagliata per quanto io , come altri ,non abbia mai compreso qual’è il programma di Merola. Dunque conviene non affrettarsi in giudizi. Il tempo dirà , molto presto, in quanti piedi d’acqua siamo a Bologna. se, ad esempio non si toglieranno di mezzo boiate pazzesche come il Civis o il People mover , allora diventerà diffcile imprimere una vera e propria svolta amministriva e di governo.Non si tratta di aggiungere il nuovo al vecchio bensì di sostituire il primo al secondo. oppure si rimarrà prigionieri di un recente passato che, come dimostra anche il voto a cinque stelle e a Sel non è affatto piaciuto.Comunque vedremo. Per quanto mi riguarda ho assistito ad una campagna elettorale tra le peggiori. Tra detti e contraddetti c’era da uscirne pazzi. Tuttavia non mi faccio certo guidare da una sfiducia preventiva.

  15. maurozani Says:

    Caro Rudi, da dove di dovrebbe ricominciare lo sappiamo sia io che tu.
    Al momento però non è possibile, come cerco di dire nel mio post. Finchè il PD otterrà percentuali di voti “accettabili”, nessuno porrà mano ad un cambiamento dall’interno. D’altro canto bisogna procedere a ragion veduta, per passi successivi. Berlusconi cade. Di fatto è già caduto. Se si farà il governone, puntando tutto sul terzo polo, beh allora è prevedibile, a mio avviso del tutto scontato, che nelle prossime elezioni qualcosa succederà. Forse solo allora nel PD maturerà l’idea di ripartire, non per rifondare sè stesso ma per contribuire ad un nuovo e diverso progetto politico. Quello di costruire in Italia una nuova sinistra. Sinistra e basta. Larga, non settaria, ma dotata di autonomia culturale. Emergeranno solo allora anche nuovi protagonisti. Intanto c’è una forza nelle cose che spinge nella direzione da te e da me voluta. La vedo nella protesta sociale in atto. destinata ad intensificarsi e divenire addirittura aspra di fronte ad eventuali disegni emergenziali, di decantazione, di ammucchiata insomma. Mi rimane tuttavia il dubbio, per esser onesto fino in fondo, che in questo caso possano esservi derive sociali che possono dar luogo a dinamiche non più governabili a sinistra. E questo è il rischio peggiore. Ora come ora tutto ciò che si può eventualmente fare per impedire sbocchi negativi alla caduta del satrapo di Arcore lo si può fare fuori e non dentro il PD.

  16. maurozani Says:

    Franco.
    grazie

  17. atos benaglia Says:

    Ciao Mauro . Come sempre trovo nelle tue analisi un “idem sentire” che mi gratifica e mi rassicura di non essermi giocato tutti i neuroni 🙂
    P.S.
    “Diversamente giovane” mi piace molto e te la copierò assolutamente : vorrei onorare il tuo copyright con un buon Chianti o un Morellino di pronta beva : proverò ad organizzare qualcosa .

  18. giovanni Says:

    E si Mauro,tu guardi avanti,mentre io mi contento di veder cadere qualche chierico o parrocchietto.Darsi qualche obbiettivo, minimalista e possibile, a volte mi rinfranca Così non corro il rischio di attendere Godot per il resto della vita.
    La sinistra?l’ho sognata,ma proprio sognata,per 44 anni.Ne é passato di tempo ma é andata di male in peggio.Perché domani dovrebbe andar meglio?Perché il Cavalier Pompetta sarà disarcionato?
    Non intravedo la prospettiva,gli uomini,le armi…le passioni che possano condurre alla salvifica (r)innovazione
    Resta soltanto e ancora una speranza:”adda veni Baffone”
    A Napoli tutti aspettano De Magistris.Non vale un cazzo?Sarà.!Ma butta fuori i ladroni dal palazzo.Per me é tanto,in assenza di alternative prospettive.
    Che dici?A Bologna son saltati fuori i nomi di dieci ladroni che ci hanno “regalato” Civis
    Chissa se saltano fuori pure i nomi dei Superladroni che hanno apparecchiato l’affare del Tribunale.E si devono essere ladri di alto rango se fino ad oggi son rimasti cosi ben coperti.
    Tu dici che tutto questo non ci porta da nessuna parte perché i ladri processati al tempo di tangentopoli continuano tranquillamente a rubare ancora oggi?Vero,ma sono sempre i soliti democristiani o i post-democristiani,diversamente denominati.Corrompono la politica e la società.Se non si estirpa il cancro, non cambia niente
    Figurati cosa può darci il Sel.Il suo Capo, cattolico dichiarato, lecca il culo ogni giorno a Benedetto.invocandone “Autorità Morale”Primato culturale della sinistra? E’ una parola.
    L’opportunismo e il trasformismo sono malattie virilmente antropologiche della ” sinistra
    vivente”, cosi come lo furono per i cattolici ed i liberali durante l’altro ventennio
    No,non c’é riscatto nella “caduta”del Cavalier Pompetta.Troppo facile.E’soltanto lo specchio del malessere,non la causa.Le ragioni della sinistra italiana?Il solito compromesso …..storico

  19. giovanni Says:

    @Beppe
    Dimmi,dimmi ..chi sarebbe la sostituta di Zampa?

  20. donatalenzi Says:

    @per giovanni.capisco che questa polemica è stucchevole ma… non ho sostenuto amelia, ho lavorato per la candidatura di Segrè in tutti i modi, ( lo scrissi anche in questo blog) in base al ragionamento che ci voleva un candidato innovatore e più civico. non è passato e quindi dopo ho sostenuto Merola se no a che servono le primarie? dai primi passi del sindaco direi che l’innovazione c’è e possiamo sperare. Leggo i risultati e mi sembra evidente che Amelia e sel siano stati determinanti, non sono così sicura che sia un dato riproducibile in un voto nazionale.
    Sempre per la cronaca non sono nella manica di Prodi, come già detto vengo dai ds e sono dall’inizio della sua avventura con Bersani. Sui voti si vedrà ma tengo una famiglia numerosa!
    @Mauro da quanto tempo sento parlare dell’unità della sinistra? decenni. e intanto ci si divideva. Non sarà che poi ognuno la vuole come un vestito su misura e le misure non sono mai uguali tra di loro? e più la si invoca più ci si divide. Comunque è tutto in movimento, nel mondo e da noi. Se crolla B può succedere qualsiasi cosa, a mio parere vince chi si riorganizza prima (partiti e coalizioni) ma che questo porti ad una disgregazione del pd al momento mi sembra escluso, ovviamente non la ritengo neanche auspicabile.

  21. maurozani Says:

    @Donata.
    Chiarisco a te e pour cause ancora una volta a Giovanni che io, da “vecchio comunista” non apprezzo commenti sprezzanti o anche solo obliquamente offensivi verso le persone. Son fatto così, caro Giovanni e non intendo cambiare . E non sono ipocrita, dato che quando voglio criticare qualcuno lo faccio. Anzi questo blog serve essenzialemente a questo . Criticare.
    Ciò doverosamente (verso Donata) premesso, vorrei chiarire o schiarire le idee a Donata medesima su di me. La prossima volta che m’attribuisci l’intento dell’unità della sinistra m’incazzo; sempre da gentiluomo.
    Perchè? Ma perchè io sono molto oltre , da molto tempo la vecchia unità della sinistra. mi son persino inventato una teoria demosocialista a tal proposito. Ma tu sai che il sol accennare al socialismo nel PD significa esser trattato come un cane in chiesa. Ed è questa la ragione per la quale ,con sollievo di tutti, non ho aderito al “parito nuovo” nato vecchio.
    In tal contesto ti rimando ad alcuni cenni (peraltro stitici) che son contenuti nel nuovo post dal titolo “la politica nuova”.

  22. giovanni Says:

    Caro Mauro, non é mia intenzione somministrarti una qualche formuletta per chiarire i limiti tra attacco personale e diritto di critica politica, per la semplice ragione che ritengo essere Aristofane il più grande critico politico di tutti i tempi .
    Ora, il solo fatto che la Donata abbia argomentato la sua replica alle mie paradossali congetture dimostra, a luce meridiana ,direbbe Cartesio, che siamo nell’ambito della critica politica
    La Donata tuttavia è lontana cento miglia dal centro del problema da me posto, che riguarda la nascita e la formazione del ceto politico della sinistra e della sua rappresentatività, essendo esclusivamente preoccupata di affermare la sua indipendenza dai Prodi e il suo sostegno all’ascesa al palazzo di Virgilio Merola .Ecco, vedi, è la Donata che ne fa un problema personale ,laddove io tratto un problema generale, esplicando e ravvivando il ragionamento con paradigmi ed iperbole, come ho appunto imparato dal “vecchio” Aristofane ,l’ antico libertario ,maestro di tanti comunisti

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