Fantasie,

Fantasie.
Mentre Di Pietro offriva l’altro giorno , non so più in che occasione, la sua disponibilità ad appoggiare Bersani come leader del centrosinistra e Vendola s’incazzava per il dubbio sollevato dal segretario del PD sull’affidabilità di Sel, mi son trovato a fantasticare intorno ai possibili scenari post referendari.

Che Berlusconi sia un morto che cammina l’ho già detto, benché all’incontro dei “liberi servi” convocato da Ferrara, Feltri abbia chiarito che non si può far un funerale senza la salma.
Dimenticando che il Berlusca c’era. Una sagoma di cartone sullo sfondo.
Un leader di cartapesta.
Prossimo al disfacimento sotto la pioggia battente di questi giorni.

Lasciando da parte la scaramanzia, il clima non migliorerà .
E’ prevedibile una pioggia di SI per domenica e lunedì prossimi.

Bersani dice che presto il Pd sarà il primo partito italiano.
Bene.
Resta da vincere le elezioni per costruire un’alternativa di governo. Nelle urne, beninteso.

Dunque forse l’obiettivo principale, al di là del legittimo orgoglio di partito, dovrebbe esser quello di metter in piedi una coalizione capace di vincere .
Sempre Feltri, all’adunata dei servi in cui s’è distinto tra gli applausi (cosa non si farebbe al giorno d’oggi per un applauso) l’anticonformista Sansonetti, s’è impegnato a spararsi nel caso in cui nel 2013 vinca Bersani: “torno qui e mi sparo”.

Vasto programma.
Merita una qualche attenzione, mentre Ferrara invoca lo spirito del ’94 accompagnato da elezioni primarie entro ottobre.

Ecco su quest’ultimo punto converrebbe riflettere in casa PD.

Si sa quel che penso delle primarie.
Ci son quelle alla milanese, quelle alla bolognese e quelle alla napoletana.

Bon.

Ora , mentre l’eroico elefantino cerca di insufflare un po’ di spirito nel golem di cartone, sarebbe utile (sempre fantasticando) che, invece di lasciar cadere nel vuoto la disponibilità di Di Pietro e di fare l’analisi del sangue a Sel, ci si preparasse a varare sollecitamente una coalizione in vista della buona stagione già preannunciata dal meteo per il restante mese di giugno.

Se per far questo ci vogliono le primarie,ebbene si facciano.

SUBITO.

In questo caso bisogna metter da parte lo spirito di Macerata, altrimenti si resterà in un limbo dominato dall’incertezza. Aspettando Casini ci si condanna all’inazione.
Bisognerebbe decidersi.

Gli elettori della sinistra, di gran parte del PD e non solo, non hanno dubbi a tal proposito.
Scelgono lo “spirito” di Milano ,non quello di Macerata.

Mi ripeto: a Casini ci si penserà dopo.

Ma forse è solo un sogno ad occhi aperti. Fantasticherie appunto.

L’idea che dopo i referendum invece di prender tempo col refrain delle dimissioni di Berlusconi si metta in campo fin d’ora una coalizione nazionale , pronta e schierata a vincere non è emersa dalla recente, e non a caso unanimistica, Direzione del PD.

Nonostante l’evidenza il nodo non è sciolto.

Solo Bersani oggi è in condizioni di forza tali da poterlo tagliare emancipandosi da ogni eventuale tutela.
A partire da martedì prossimo.
Per non sprecare questo momento magico.

Ma c’è anche il caso che , legittimamente, Bersani e il Pd non abbiano alcuna intenzione di forzare i tempi, magari in attesa che si deponga quel “polverone” di grande e nuova unità creata dall’esperienza milanese, napoletana,cagliaritana.

Passata la fase dell’entusiasmo partecipativo delle amministrative e l’emozione dei referendum si potrà tornare coi piedi per terra.

A far Politica.

Nei dintorni di Macerata, dove pure si è vinto. Resi però forti, paradossalmente, dei consensi ottenuti a Milano e quasi ovunque altrove.

Ne dubito assai ma non escludo, per onestà,che nel 2013 si possa vincere anche così, date le condizioni del campo avverso, magari dopo aver cambiato la legge elettorale, ma quell’eventuale vittoria avrà dentro i germi di una sconfitta strategica perché manderà al macero le speranze di tutti coloro, giovani e meno giovani, che son andati alle urne per invocare un cambio.

Un cambio di programmi rispetto alla lunga stagione neoliberista ma anche nel modo di concepire e praticare l’azione politica.

Insomma l’esito di questa “primavera democratica” lo si giocherà o lo si sprecherà a partire dalla prossima settimana.

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18 Risposte to “Fantasie,”

  1. jader facchini Says:

    essendo tu un politico e io no ,uomo comune di strada e avendo poche idee molto confuse , credo che il gioco di ogn’uno dei vari partiti politici sarà stare con il culo vicino al muro,(come sempre) e trovare un pertugio dove infilarsi,cioè attendere giorno per giorno il momento “giusto” speriamo di non dire purtroppo parola a me sgradita . Devo comunque dire grazie Mauro politico che dice sempre ciò che pensa cosa importante per le persone comuni come io sono e incapace di capire” lapolitica” .

  2. giovanni Says:

    Un cambio di programmi rispetto alla lunga stagione neoliberista ma anche nel modo di concepire e praticare l’azione politica. Ai suma(ci siamo)
    Ma non basta.
    Temo che si continuerà a parlare di Casini fin quando il cambio non investira a fondo il gruppo dirigente del Pd.Ad esempio,Chiamparino,Letta,Bassanini ,neoliberisti per professione,schierati contro il referendum sull’acqua( e tutti quelli che hanno evitato d prendere pubblica posizione sull’argomento,per non inimicarsi gli interessi forti,)possono promuovere e attuare il cambio di programma ?E i politicisti senza truppe,come Marini ,Fioroni ,Gentiloni & C ,sono disposti a lasciare spontaneamente il comodo orto del riformismo chiacchierato E i miglioristi di sempre,Ranieri,Chiaromonte, & C ,sono disposti a farsi pensionare per una comoda sinecura in una delle tante sgangherate università che infestano l’italia?
    I partiti son fatti di uomini .Se non cambiano perché dovrebbe cambiare il programma?
    Forse il ceto ha prodotto un mezzo per il (ri)cambio.Le primarie.anche per l’elezioni politiche
    Non è il massimo. ma altri strumenti non si intravedono.
    Se ne può fare un uso per un duraturo cambio

  3. roberto Says:

    Giovanni, ho associato il tuo riferimento alla sinecura universitaria al nome di Moruzzi (CUP2000), che risulta essere professore incaricato per chiara fama alla cattedra di “Informatica Sanitaria” presso la Libera Università di Urbino.
    Così, ai circa 180.000 € (lordi) che percepisce come DG di CUP2000 si aggiungono altri spiccioli: non credo che l’incarico sia motivato dalla necessità di trasmettere sapere agli studenti.
    Incidentalmente, il costo sostenuto da CUP 2000 per i dirigenti è prossimo al milione di euro l’anno.
    A coadiuvare il Direttore Generale Moruzzi ci sono un “Dirigente Area”, due dirigenti “Responsabili grandi progetti”, due dirigenti “Direttori di Funzione”, tre dirigenti “Direttori Business Unit”. Oltre a tutto lo staff.
    Nemmeno fossero la NASA.

  4. giovanni Says:

    Roberto,allora la Gelmini non ha fatto neppure il minimo del sottominimo del lavoro che ha detto che avrebbe fatto:La “cattedra di informatica sanitaria” grida vendetta.
    Saprai ,tuttavia ,che Urbino é sempre stata una dependance dell’Università di Bologna

  5. Roberto Says:

    Caro Giovanni, un esercizio di conoscenza interessante sarebbe ricostruire una sorta di albero geneaologico dei dipendenti comunali di Bologna.
    Potrebbe essere il tema di una tesi di Sociologia o di Economia.
    Mettendo nell’albero geneaologico discendenti, collaterali, parenti acquisiti e anche compaesani e “famiglie di fatto”.
    Ovviamente tutto è regolare, si tratta di uno studio conoscitivo, non di un documento da portare in Tribunale. Le tabelle potrebbero fare una comparazione con un altro comune, ad esempio Napoli – Gestione Jervolino.
    Anche se il signor Gino vi scorgerà una punta di leghismo di ritorno, il primo da intervistare potrebbe essere il dott. Berardino Cocchianella.

  6. Roberto Says:

    La vittoria del SI ai Referendum sull’acqua pone un problema ad Hera e all’ assessore provinciale all’Ambiente Emanuele Burgin, che avevano minacciato uno stop a 68 milioni di investimenti e tariffe a rischio aumento.

    Ci potrebbe essere una soluzione: rivedere la partecipazione di Hera in Acantho mettendo la società sul mercato.
    Anche se, vista la sua marginalità, non si otterrebbero grandi ricavi, anzi una perdita secca sui valori di carico, si potrebbero ottenere grandi risparmi dal costo dei servizi forniti da Acantho.

    Acantho dice di rivolgersi a clientela business, ma in realtà i suoi clienti sono pressochè unicamente enti e società pubbliche, come i suoi azionisti d’altronde.
    I competitori, anche a livello nazionale, sono numerosi e qualificati e farebbero a gara per assicurarsi il servizio a costi stracciati (Telecom Italia S.p.A., Wind Infostrada S.p.A., Fastweb S.p.A. per citarn alcuni) .

    Il problema quindi non riguarderebbe i cittadini, quanto piuttosto i vari parenti e famigli che occupano le scatole alte dell’organigramma Acantho.

    Merola avrà la forza di guardarci dentro, o ingoierà tutto pur di avere invariati-accresciuti i dividendi Hera?

  7. giovanni Says:

    Dunque tutte persone molto perbene.Persone che guardano alla sostanza,ai muri,e,si capisce, anche alle cariche “private”di derivazione
    pubblica.Baiucc,muri,Baiucc,appalti,Baiucc,consulenze,Baiucc e riga.Perciò é gente a posto, che nulla ha a che fare con le chiacchiere.
    Ma qui tu parli soltanto di Acantho, una foglia molto bella e nutriente, che cresce nel eden di Hera,quando ormai vero prossimo boccone é tutta Hera
    Le casse del Comune di Bologna sono vuote? La cultura ed i servizi sociali non si possono tagliare.Ci mancherebbe!E allora si vende la partecipazione in Hera.La Provincia ha già venduto.L’ex sindaco Cofferati incomprensibilmente si oppose alla “fusione a freddo”con Iride ed Enenia.Ma oggi abbiamo bisogno per colpa dei Emanuele Burgin tagli di Tremonti . Ci vogliono i soldi dei privati.Dobbiamo vendere Hera
    E poi é vero o non é vero che il referendum lo hanno vinto Rutelli,Fini e Bersani.Se è vero si dia corso allora alle privatizzazioni “forzose”La rivoluzione attesa da Enrico Letta.Il nipote del l “Impomatato ” maggiordomo del Berlusca
    Roberto,ma cazzo,sono sempre gli stessi.Che diamine!!

  8. giovanni Says:

    Scusate,mi ero autocensurato

    Emanuele Burgin é un democristiano di fede prodiana, ominato assessore dalla maestrina dal fiocco rosso,Draghetti Beatrice,la donna che ha fatto la fortuna dell’ingegner Volta, il propietario del Tribunale e dell’ex Maternita
    Dunque tutte persone molto perbene.Persone che guardano alla sostanza,ai muri,e,si capisce, anche alle cariche “private”di derivazione
    pubblica.Baiucc,muri,Baiucc,appalti,Baiucc,consulenze,Baiucc e riga.Perciò é gente a posto, che nulla ha a che fare con le chiacchiere.
    Ma qui tu parli soltanto di Acantho, una foglia molto bella e nutriente, che cresce nel eden di Hera,quando ormai vero prossimo boccone é tutta Hera
    Le casse del Comune di Bologna sono vuote? La cultura ed i servizi sociali non si possono tagliare.Ci mancherebbe!E allora si vende la partecipazione in Hera.La Provincia ha già venduto.L’ex sindaco Cofferati incomprensibilmente si oppose alla “fusione a freddo”con Iride ed Enenia.Ma oggi abbiamo bisogno per colpa dei Emanuele Burgin tagli di Tremonti . Ci vogliono i soldi dei privati.Dobbiamo vendere Hera
    E poi é vero o non é vero che il referendum lo hanno vinto Rutelli,Fini e Bersani.Se è vero si dia corso allora alle privatizzazioni “forzose”La rivoluzione attesa da Enrico Letta.Il nipote del l “Impomatato ” maggiordomo del Berlusca
    Roberto,ma cazzo,sono sempre gli stessi.Che diamine!!

  9. roberto Says:

    Caro Giovanni, leggo sulla cronaca di oggi che il People Mover si è impantanato in un vertice comunale.
    Progetto bellissimo e qualificante, ma con costi lievitati (10 milioni di euro in più) in ragione dei ritardi del cantiere della Stazione ferroviaria.
    Continuano a pensare di avere a che fare con cittadini ebbri: il People Mover ha un capo e una coda (stazione FS e Aeroporto) in qualche modo reversibili. Quale dottore ha imposto di iniziare ilavori in stazione, interessata dai cantieri dell’alta velocità piuttosto che dall’aeroporto? Ci sono poi opere d’arte più impegnative delle palafitte per la soprelevata: la stazione Lazzaretto e l’attraversamento del Reno.
    Se tutti sono sicuri della qualità del progetto (che Merola ha sempre sostenuto, anche in campagna elettorale), non si poteva cominciare da lì, senza la solita melina e la minaccia di costi aggiuntivi?
    Oppure ci sono dubbi e si cerca di scansare responsabilità, che ormai i cittadini si apettano siano “in solido”?
    Lo sostiene anche Bersani a proposito della dirigenza RAI.

    Leggo che anche sul nome del nuovo presidente di CUP 2000 ci sono tensioni: qualcuno (Merola?) aveva proposto Giuseppe Paruolo, quello delle “civette” del Comune. Leggo anche che CUP 2000 è una società definita in buona salute con 600 dipendenti e 35 milioni di fatturato (produttività: 58.000 euro pro capite) la cui attività è consistita nella gestione di 22 milioni di documenti clinici (al costo unitario di 1,59 euro).
    Leggo anche che il consigliere Antonio Nicoli, nominato dalla Draghetti dice che Moruzzi governa CUP 2000 “come un ragno arzillo libero di percorrere ogni segmento della propria tela”. Che si riferisca anche al caso Cracchi?

    PS: la Beatrice Draghetti non ha fatto la fortuna di Volta, che se l’è fatta da solo con la Datalogic: averne nel territorio di imprenditori e di aziende così.
    Con la sua attività industriale (ha iniziato facendo il distributore di fotocellule tedesche più di 30 anni fa) l’ing. Volta ha maturato un merito di credito che gli ha aperto i forzieri delle banche, e i politici amministratori (Cofferati in primis) hanno preparato un bel boccone che Volta è stato pronto a papparsi, facendo quello che era stato sempre il suo lavoro: creare profitti per la sua azienda e per se stesso. E’ stata la sua controparte, eletta dal popolo sovrano, forse troppo inadeguata: a ognuno il suo.

  10. giovanni Says:

    Roberto,sei in errore.Le palanche le ha fatte con i muri ,non con l’Azienda.
    Controlla i bilanci e poi mi sai dire.L’uomo appartiene alla Parrocchia e non mi risulta che si sia amato con Coffy.

  11. roberto Says:

    Caro Giovanni, andavo a senso, ma ho seguito l’invito.
    Riporto l’ultima riga del bilancio consolidato DataLogic (utile netto, vanno aggiunti tre zeri, la valuta -€ o lire- è quella degli anni):
    1998 – 1.709
    1999 – 6.092
    2000 – 6.549
    2001 – 779
    2002 – 5.362
    2003 – 7.180
    2004 – 11.290
    2004 – 12.997
    2006 – 4.125
    2007 – 18.083
    2008 – 17.844
    2009 – (12.200) perdita, anno di recessione globale
    1010 – 18.000
    Se ti riferisci alla posizione finanziaria, l’indebitamento è fisiologico per una società che è cresciuta tanto, che investe l’8-10% dei ricavi in R&D, da cui sono derivati centinaia di brevetti.
    E non per cassa ma indebitandosi Volta ha comperato il palazzo delle Ferrovie, facendo ovviamente un ottimo affare.
    Se poi ti riferisci a HYDRA S.p.A. che è detenuta direttamente o indirettamente dalla famiglia Volta e che controlla DataLogic , ha avuto perdite solo nel 2009, e ha accumulato utili per 80-100 milioni di € probabilmente con i muri, ma l’analisi sarebbe per me immotivatamente impegnativa.

    Ma che ne dici del giro Casale (in galera a Milano), Consorte e Locat (di cui è stato vicepresidente Guazzaloca, non so se i tempi si conciliano), che come i furbetti del quartierino si rigiravano immobili e leasing immobiliari con plusvalenze di milioni (o decine di milioni) al giorno?
    Sarà tutta invidia, e non vorrei fare insinuazioni per le quali non ho alcuna prova, ma mi è tornato in mente “le mani sulla città” di Francesco Rosi.
    Nella città di Zangheri!

  12. roberto Says:

    Rprendendo il filo, quando dicevo che politici amministratori (Cofferati in primis) hanno hanno preparato un bel boccone che Volta è stato pronto a papparsi, non intendevo che lo avessero fatto per corrispondenza d’amorosi sensi.
    Semplicemente per insipienza e incapacità: per Cofferati ci metterei la mano sul fuoco, l’uomo era troppo tronfio e pieno di sè per ascoltare qualcuno, magari più esperto e astuto, che lo mettesse in guardia. Riscattandosi poi, coram populo, coi lavavetri ai semafori e gli osti del Pratello.

  13. giovanni Says:

    Roberto,il bello é che Volta non era l’aggiudicatario di Palazzo Pizzardi Qualcuno/a gli ha girato il Palazzo che nelle sue mani é diventato il Tribunale ,.Almeno così mi pare di aver sentito.
    Poi ha comprato dalla Draghetti Beatrice l’ex Maternità,a tempo debito negato al Comune di Bologna ,che voleva destinarlo a sede del Tribunale.
    Vedi,i muri ritornano
    .Vedrai che all’ex maternità ci scapperanno una ventina di recidences di lusso
    Ma Merola lascerà fare?

  14. roberto Says:

    Merola lascerà fare TUTTO quello che gli verrà chiesto di lasciar fare. Non sarà difficile convincerlo che si tratti di cosa ben fatta.
    Per Merola ad esempio è cosa ben fatta l’intervento dei privati all’ex mercato ortofrutticolo (hanno dato qualcosa in cambio, ma vendono gli appartamenti da 4500 €/mq in su, un’operazione analoga a Padova ha posto come prezzo max di vendita 2.500€ fissando precisi parametri costruttivi), era cosa ben fatta il Civis -ampiamente discusso quando era in giunta col Coffy, soltanto fino alla campagna elettorale (sempre a Padova hanno un vero tram su gomma, vincolato ad un’unica rotaia, partito col Civis e in funzione da tempo), è cosa ben fatta il People Mover (ma intanto lo si congela), vedremo se il nuovo assetto ambientalista condurrà finalmente alla “metanizzazione” di Palazzo d’Accursio (cosa vorrà mai dire poi, nell’accezione minima gran chiasso per portare un tubo e sostituire il bruciatore).
    Leggo sul giornale che Hera ha perso l’appalto sulla pubblica illuminazione e i semafori a Bologna, andato a EDF e CPL Concordia (grande cooperativa!)
    Su Pubblica Illuminazione e Semafori la gestione di Hera è stata solo per far cassa. Il meccanismo è collaudato: i comuni pagano cari i servizi Hera, Hera guadagna soldi, i dividendi ritornano ai comuni (e agli altri soci), e sono ritenuti indispensabili dai comuni per fare i bilanci.
    A nessuno può sfuggire come questa triangolazione lasci molta ciccia attorno all’osso, ciccia di cui potrebbero beneficiare i cittadini se…

  15. enrica Says:

    Carissimo Mauro Zani,
    ho letto l’articolo e i relativi commenti che sono stati fatti.
    Ad un certo punto, scrivi: “un cambio di programma rispetto alla lunga stagione neoliberista……”. Bene, su questa frase mi sono soffermata e qualche riflessione è sorta.

    Partirei dalle risposte che Giovanni e Roberto hanno dato al tuo articolo, scambiandosi tra loro una serie di “denunce” su quanto avverrebbe in quel di Bologna. In particolare, mi pare, raccontano di taluni “buoni trattamenti”che uomini facoltosi cercano di ottenere con il semplice obbiettivo di diventare ancora più facoltosi. E i buoni trattamenti arriverebbero proprio dalla gente delle istituzioni, che invece di mettere in primissimo piano gli interessi della comunità, passati – presenti e futuri, innalzano a superiore bene da tutelare la loro assoluta dedizione alle istituzioni (cioè il bene da tutelare è la loro volontà di governare, talmente profonda che una volta ottenuto un qualche incarico non se ne andranno più).
    Insomma, gli scambi e i favori – da qualunque parte essi arrivino – non prevedono in alcun modo un progetto che vada oltre meri interessi privati e personali.

    A Bologna, forza di fare favorini in qua e là, di dare la colpa a uno o all’altro, il costo di civis (o comunque di qualcosa che trasporti le persone in modo efficiente) credo che sia salito notevolmente dai lontanissimi progetti iniziali, con costi che la comunità ha dovuto e dovrà sostenere. Bastasse questo! No, il problema è che quel servizio così tanto oneroso, neppure esiste.
    Ora, questi sono solo piccoli racconti bolognese….ma credo che sia una regola piuttosto applicata in tutto il territorio nazionale.

    Vero è che la politica, che implica il concreto governo di una collettività, è un compromesso e nel compromesso, evidentemente, alcuni aspetti saranno privilegiati e altri sacrificati. E proprio perché ci sono i privilegi, qualche scambio di piacere tra personaggi portatori di interessi forti (economici, ma non solo ….) e le istituzioni, avverrà.
    Ma se il fare politica, concretamente quindi, pur nei suoi compromessi, nasce da una base teorica, liberista o marxista che sia, non può esplicarsi o praticarsi senza un programma e un progetto per la collettività stessa. Allora i privilegi saranno ammessi, ma accontentando, con varie forme, anche una base sociale ampia.

    Sinceramente, non credo che l’Italia abbia conosciuto lunga stagione neoliberista…. Direi medievale, che è altra cosa.

    E il pd, o il sel o idv…. A parte essere l’altra faccia del medioevo berlusconiano, seppur con primarie fantastiche e cambio di leggi elettorali e magari qualche volto nuovo e giovane, che cambio di programmi potrebbero apportare? Ad oggi, hanno esplicato che idea avrebbero per tutti noi? Dove vorrebbero portarci? Quali progetti? Quali sarebbero le teorie, anche approssimative, sviluppate, elaborate a cui appoggiare un concreto piano politico? Qual è l’ossatura teorica? La tengono nascosta?
    Quale sarebbe, insomma, il più vasto progetto, che va oltre quindi quello di puro governo, con cui fare un patto con la società… e poi trovare il compromesso?
    Sono lontani i tempi di Marx, è vero. Ma anche quelli di Pareto.

  16. roberto Says:

    Cara Enrica,
    riconosco i miei limiti, che mi portano talvolta a riflessioni da “umarell”, ma ti pare che Merola e Donini possano elaborare qualcosa di più di luoghi comuni e frasi fatte multipurpouse?
    Buttandola sul pecoreccio, è un po’ come la risposta che diede il neogenero al cumenda che gli chiedeva spiegazioni sulla delusione della figlia al ritorno dal costoso e romanticissimo viaggio di nozze. “Ci sono almeno 10 ragioni per cui non ho toccato la Bruna: in primis ghe l’ho no”.
    Tanto per sdrammatizzare.
    La settimana scorsa sono stato a Padova, dove circola silenzioso il tram su gomma TRANSLOHR, prodotto ed esportato dalla Lohr (http://it.wikipedia.org/wiki/Translohr ). Anche lì ci sono state critiche e difficoltà ma, partito contemporaneamente al CIVIS, è in esercizio da oltre tre anni e mi pare ne sia prevista l’estensione a 4 nuove linee.
    Pensa che sempre a Padova si può acquistare in ogni momento un biglietto da 90 minuti della rete urbana (bus e tram) al prezzo di 1,30€ con un SMS.
    ATC e il mega direttore Sutti si trastullano coi tornelli: per buttarla là, si potrebbe far suonare un dispositivo come quello antitaccheggio dei supermermercati per smascherare i portoghesi. Ma ormai non credo si possa più fare, perchè sono stati cambiati tutti i sistemi di bigliettazione: non ho verificato, ma non mi meraviglierei che Ducati Energia abbia trovato un suo spazio (Ducati Energia è di quel bel tipo di Guidalberto Guidi, che ha venduto a CCC dove c’è la nuova sede, e che si accoderà al trasferimento Ducati Motor per fare qualche bella operazione immobiliare visto che come dicono lui e la figlia con la manifattura in Italia non si riesce più a fare business).
    C’è da dire che la gestione informatica del trasporto pubblico a Padova non è verticalizzata come a Bologna (cioè fatta in casa), ma acquistata da aziende specializzate in concorrenza tra loro, che operano worldview e propongono costantemente soluzioni migliorative per tenersi o rubarsi il cliente.
    Ma sarebbe necessario sprovincializzarsi, e avere un disegno d’insieme, che potrebbe voler dire anche elaborare un serio benchmarking prima di ogni scelta.
    Non mi pare che dopo l’intermezzo lungo del commissariamento, che avrebbe potuto servire a mettere a fuoco piani e progetti, emerga granchè in questo senso.
    Bologna è ormai diventata una “comunità senza destino”.

  17. roberto Says:

    worldview = worldwide, in tutto il mondo.
    Non rileggere porta male!
    Approfitto per un’aggiunta su Merola e le coppie sposate: evidentemente nonostante la lunga militanza, non è acora un comunista adulto.

  18. giovanni Says:

    Cara Enrica,nel corso degli anni abbiamo coltivato sogni e progetti.Fino al 1970 il progetto globale era la rivoluzione,convinti da grandi pensatori e leaders che la “società borghese si abbatte e non si cambia”.Più di qualcuno nel frattempo aveva abbracciato l’idea della possibilità di “profonde”riforme strutturali ,cosi che fosse salva la possibilità di mutare le strutture capitalistiche e,dall’altro,introdurre necessarie riforme per una società comunque in trasformazione.Non di un progetto socialdemocratico si trattava, si capisce,ma di assecondare una forte esigenza di eguaglianza espressa in modo forte e chiaro dalla società di allora:diritti civili,parità salariale,diritto allo studio.Poi in Italia a qualcun o venne in mente di prendere una scorciatoia che conducesse al governo del paese le classi subalterne.Fu cosi progettato a tavolino il “compromesso storico”.Da allora cominciarono i guai per il nostro povero paese,Sparì l’opposizione e cominciò il consociativismo.Brutta parola,ma non c’é termine altro che possa meglio descrivere “il pantano culturale,ideologico ed economico” in cui scivolarono le classi subalterne.Progressivamente i lavoratori furono privati d fette crescenti di retribuzioni e pensioni per contribuire” responsabilmente” al risanamento dei conti dei ricchi. I famosi sacrifici, fatti di “lacrime e sangue”per i lavoratori( e pensionati) e di “fragole e champagne “per i ricchi.
    Come avrai compreso quest’ultimo progetto si rivelò alla fine vincente per quelli che erano nati per andare comunque e con chiuque al governo.Oggi alla bisogna va bene anche Fini,l’erede politico di un reduce della repubblica di Salò.Va bene anche quel troglodita di Bossi.Tutto fa brodo di “governo”
    E’ questa la ragione perché Roberto,io e qualcun’altro ci siamo ridotti a sperare in qualche azione di mediocre buona amministrazione (una pista ciclabile,un giardinetto,un filobus,nientedicché.Ci piace ancora illuderci che il nostro sia un paese nato dalla resistenza,libero e democratico quando invece sappiamo che si trattadiun paese mediavale,come tu ben dici, al pari dell’Egitto,della Tunisia,della Giordania ecc.Io addirittura ,di sovente affermo, senza tema di essere smentito. che lo stato é “roba”clerico fascista
    Il “programma”?E’ tutto da ideare,progettare ed …….eseguire
    In absentia domini

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