istruzioni per l’uso

Mi corre l’obbligo, come s’usa dire, di aggiungere una postilla al mio ultimo post. Scusandomi per la pretenziosità del titolo che leggete qui sopra debbo infatti attirare l’attenzione su di un aspetto della campagna in atto contro il PD.

Non contesto le iniziative della magistratura.
Non l’ho mai fatto.
A ciascuno il suo.

Contesto invece un certo uso politico e propagandistico che ne viene fatta da destra e da “sinistra” che mette insieme cose e avvenimenti tra loro molto diversi.

Non va bene.

Specie per quanto riguarda il PD.
Se non altro poiché in questo modo s’ottiene il risultato di mettere in secondo piano l’oggetto cruciale che riguarda una severa riflessione critica a cavallo tra politica ed etica politica. Esattamente ciò che ho chiamato le “relazioni pericolose”.
In breve un certo modo di concepire le relazioni tra politica e affari.

L’occasione per contestare alcuni aspetti dell’azione mediatica , non giudiziaria, mi è offerta da una notizia data oggi dal Fatto quotidiano, il giornale di Travaglio. Nel quale s’informa che Bonaccini segretario del PD emiliano è indagato.

Ieri , tra l’altro, lo stesso giornale ha pubblicato uno specchietto per le allodole, riprendendolo da Panorama, nel quale si danno i numeri degli indagati del PD in tutta Italia, senza , RIPETO SENZA, dare notizia della fattispecie dei reati contestati.

Trattasi , per dirla brutalmente, d’una furbata.

A Bonaccini comunque si contesta (tempestivamente?) un reato d’abuso d’ufficio risalente al tempo in cui era assessore .
Si vedrà in seguito.

Per l’intanto è utile sapere (non tutti lo sanno) che questo reato può facilmente esser contestato a chiunque (o quasi) abbia avuto la ventura di svolgere il ruolo di pubblico amministratore.
A meno che l’amministratore in questione si sia limitato a non amministrare infondendo solo un po’ di calore umano alla sedia su cui era seduto.

E’ certo vero che in taluni casi il reato d’abuso d’ufficio può esser particolarmente grave collegandosi ad altre tipologie criminose di notevole spessore  (mi scuso con Travaglio per l’improprietà di linguaggio) ma è altrettanto vero che in questo campo si apre , obiettivamente, un larghissimo varco non tanto e non solo alla discrezionalità nell’azione penale ,quanto e ancor più al giudizio politico e/o morale.

Parlo (anzi scrivo) a ragion veduta.

Fui indagato e processato in ben tre gradi di giudizio proprio per abuso d’ufficio. Assolto sempre con formula piena.
Per onestà aggiungo che nel mio caso l’azione della magistratura era, almeno in parte, giustificata poiché muoveva da un progetto (un impianto di compostaggio) assai mal concepito.
Non da me comunque.

In un caso come questo, subentrando a responsabilità altrui, ti trovi a dover decidere se dichiarare il fallimento del progetto in questione provocando un danno erariale certo, oppure se ti dai da fare per cercar di salvare il salvabile impedendo che , alla fine, quel danno davvero si provochi.

Dato che non ero lì a scaldar la sedia decisi che era meglio evitare un fallimento riportando, nel tempo, lo sbilenco progetto tuttavia nato da un’idea giusta sugli altrettanto giusti binari.

Così feci.
E mal me ne incolse.
Sei anni di contesa giudiziaria.
(Ah, subito rinunciai alla prescrizione con apposita dichiarazione scritta. Tanto per chiarire ).

In conclusione però la mia decisione fu approvata da una moltitudine di giudici diversi.

Tanti altri esempi possono esser portati a chiarire che nel reato d’abuso d’ufficio confluiscono fatti ed atti non tranquillamente e automaticamente riportabili a ciò che di nuovo viene definita come “questione morale”.

Nel caso di Bonaccini, a naso e salvo prova contraria, a me sembra d’individuare fin d’ora la tendenza a metter nel mazzo erbe molto diverse pur di bastonare il proverbiale can che annega. Compresa la piccola perfidia d’avvertire che “Bonaccini è leader di stretta osservanza dalemiana”. Cosa mi volete dire con questa preziosa informazione?

Bah. Non sono d’accordo con questo modo di procedere.
Per nulla.

Immagino che così ragionando e avvertendo, dopo aver subito le rampogne di quanti nel PD non hanno condiviso, per usare un eufemismo, le mie critiche alla reazione di Bersani sulla “macchina del fango” , adesso subirò quelle di chi, in perfetta buona fede e sulla base di una questione morale che senza dubbio si ripropone a distanza di tanti anni, sono giustamente indignati per la totale inadeguatezza della risposta fino ad ora venuta dalla classe politica.

Coloro che , tanto per intenderci tra noi in questo luogo rarefatto, hanno condiviso con me i rilievi critici posposti da Travaglio alle lettere di D’Alema, Bersani e Vendola su “il Fatto quotidiano”.

Ma va bene così.

Non mi piace la reazione del PD nella faccenda Penati e Tedesco e non mi piace la sua politica confermata con quel voto positivo al rifinanziamento della guerra in Afghanistan o il suo sostegno alla guerra contro la Libia, tanto per dirne due e lasciando da parte (per il momento) un voto sulla manovra economica che consente, di liquidare la grande maggioranza delle gare d’appalto.

Ma non mi piace ugualmente (allo stesso modo) la facile tendenza a gettare tutti indistintamente , nel pentolone delle streghe.

In conclusione indignarsi va bene.
E’ utile e necessario.
Eviterei solo di beccare mangime.
Indignati sì. Allodole no.

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7 Risposte to “istruzioni per l’uso”

  1. Gino Says:

    Bravo signor Mauro ! Questi moralisti arruffapopolo del Fatto Quotidiano, questi Torquemada a piede libero, questi patetici Saint Just da operetta conservatrice, sono l’esatto contraltare della corruzione politica. Un effetto secondario, ma non meno nocivo, della malattia stessa. E visto che questa volta, smentendola, son d’accordo con Lei guido la mia Prinz per le strade di Pinarella ancor più contento.

  2. Umberto Mazzone Says:

    L’abuso in atti d’ufficio è il tipico reato nel quale incorre l’amministratore che fa. Se l’amministratore non fa questa fattispecie penale non potrà mai darsi. Spesso e volentieri chi amministra agisce su un discrimine assai sottile e talvolta è realmente difficile orientarsi. Come diceva una vecchia canzione di Antoine “qualunque cosa fai tu sempre pietre in faccia prenderai”. Nel breve periodo nel quale fui amministartore pubblico mi fu di conforto il volumetto di Luciano Vandelli, Sindaci e miti, Il Mulino, Bologna 1997, nel quale si affronta ampiamente la questione dell’ abuso in atti d’ufficio e al quale rimando per una illuminante casistica.

  3. Roberto Says:

    Sono come sempre d’accordo con quanto dice Zani: tranne che sull’individuare una perfidia nel definire Bonaccini leader di stretta osservanza dalemiana.

    Bonaccini ha forse Ignazio Marino o Rosi Bindi come riferimento?

    E sinceramente e spassionatamente faccio più fatica a pensare coinvolte in storiacce persone vicine per sobrietà a Marino e alla Bindi piuttosto che all’intelligentissimo e astutissimo Dalema.
    Che di intelligente e utile alla sinistra a mio avviso ha prodotto assai poco. E che darebbe un ottimo esempio se dopo tanta militanza decidesse di vivere di vitalizio e di Fondazione o anche soltanto degli introiti della moglie che, giovane pensionata è approdata all’Università come professore associato, chiamata per chiara fama.

    Mica come il genero della Frascaroli, etzi catzi!

    Honny soit qui mal y pense.

  4. gabriella Says:

    E’ verissimo che l’abuso d’ufficio è il minimo che possa capitare a un amministratore che non si limiti a infondere calore alla propria seggiola, o alle mani che stringe: ma ora forse più di allora pochi sono disponibili a distinguere con intelligenza e sensibilità. Così va il mondo cosa vuoi farci! poca simpatia nuttrivo allora e poca ne nutro adesso per scorciatoie che aprono la strada a questo e a quel politicante o a questo e quel “notiziarolo”. Per il resto, mi pare, che il Paese abbia altri e ben più seri problemi dell’abuso di Bonaccini e delle sue osservanze politiche. Se ne facciano una ragione e lavorino seriamente!
    E a proposito di serietà stamattina una persona a entrambi cara (colpita da una malattia degenerativa) mi ha fatto trovare nella casella di posta elettronica un sonetto……. Inutile nascondere che scoprire che c’è qualcuno che continua a volerci bene anche se non siamo più scalda il cuore.
    Una strofa del sonetto dice: in certi posti per essere amati bisogna esserci nati….
    Ciao Mauro buon tutto.

  5. mauro zani Says:

    Gabriella, per quella persona ,mi mandi una mail?

  6. gabriella Says:

    e come faccio?

  7. mauro zani Says:

    zanimauro@yahoo.it

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