Buffoni e desaparecidos

Quarta versione della manovra.
Un punto in più di IVA, un colpo alle pensioni delle donne, insieme a quello sui contratti nazionali di lavoro e infine un contributo di solidarietà sul reddito dichiarato sopra i 300.000 euro. Ridicolo quest’ultimo escamotage, dato che solo lo 0,2% dei contribuenti dichiara un reddito di 200.000 euro.
Complessivamente una demenziale buffonata.
Come tale sarà giudicata in Europa e nell’universo mondo.

Intanto Pietro Modiano, dopo averla descritta sul Corriere rispiega in tivvù la sua proposta di patrimoniale.
Semplice, chiara, fattibile.

Si tratta di far pagare a chi più ha. Il 20% della popolazione, facendo salvo il restante 80%. Una roba che vale 200 miliardi di euro e che permetterebbe di riportare il debito verso il 100% ridando fiducia ai mercati nell’unico modo possibile.
La patrimoniale.
Già. Quella che ha anche chiesto la CGIL con lo sciopero generale ma che non chiede il PD.

Chissà perché.

Un paio di settimane addietro se lo chiedeva anche il buon Gad Lerner il quale in un articolo su Repubblica (mi pare) s’interrogava così:
“una drastica redistribuzione degli oneri tra una ricca minoranza (il venti per cento di Modiano) e una grande maggioranza di meno abbienti non dovrebbe forse stare in cima alle preoccupazioni della sinistra?”.
Ma va!

C’è solo un dettaglio.

Il PD non ha nulla a che vedere con la sinistra.

Nacque anzi per prendere definitivamente le distanze dalla sinistra, quella vecchia, quella presente (almeno nell’animo di tanti), e quella , eventuale, futura.

Ma come Gad, non ricordi il dibattito costituente? E la stessa mozione di maggioranza nei DS coordinata pour cause da Penati che metteva all’indice come conservatori quelli che, come me, pensavano ad un nuovo partito democratico e insieme socialista, parte integrante e critica della sinistra europea?

Molta acqua è passata sotto i ponti. Ciò non toglie che si dovrebbero ricordare i termini essenziali di quel confronto. Tra questi v’era proprio la questione della giustizia sociale che si voleva espungere (e di fatto fu espunta) persino dal lessico del partito nuovo e riformista a favore di un’innocua equità e di una pelosa politica per le pari opportunità.

E così ,oggi il PD – al netto di una durissima contesa interna ulteriormente inasprita dal caso Penati che consente agli ex democristiani di tenere Bersani sotto scopa- è , pienamente un partito liberal-democratico e , insieme, confuso .

Altro che sintesi nuova e più alta tra giustizia e libertà come cercammo ,in quattro gatti, di perorare allora.
Siamo nella confusione e nell’irresolutezza più totale.
Liberalconfusi più che liberaldemocratici .
Lo dimostra l’ordine sparso col quale si è partecipato o non partecipato allo sciopero generale. E già, la CISL ha pur sempre la sua quota azionaria nel PD e la fa valere, assieme alla UIL.

E così mentre quella manica di buffoni incompetenti che ci governa (si fa per dire) continua a ballare sulla tolda del Titanic il PD non alza la testa dalla stiva se non per vagheggiare e mendicare a intermittenza la necessità di un governo di salute pubblica variamente denominato.

E non s’accorge, il PD che proprio in questo frangente, drammatico quant’altri mai dal dopoguerra ad oggi, sarebbe necessario costituirsi come guida di un progetto forte e alternativo per salvare l’Italia dalla bancarotta preannunciata.

Ma proposte forti, nette e chiare come quella della patrimoniale non sono nelle corde di un partito che è nato su un presupposto semplicemente errato. Fuorviante. Quello che le parole e gli ideali della sinistra costituissero ormai un anacronistico fardello. Nient’altro che piombo nelle ali di un partito moderno e riformista nella nuova epoca inaugurata dalla economia e dalla finanza globalizzate.

Il PD è diventato così un paradosso vivente.

Nato nel 2007 per rappresentare le istanze di una società in profondo cambiamento nel mondo globale; subito incappato nel 2008 nella grande crisi finanziaria che ha demolito anche ideologicamente il modello di una globalizzazione naturalmente progressiva cui adeguarsi acriticamente; oggi senza bussola al punto da non essere in grado di farsi carico seriamente di proposte come quella della patrimoniale per il timore d’esser scambiati per comunisti.

Avanti così ancora un po’ e del partito nuovo non rimarrà che un vuoto a perdere.
O magari avanzeranno sul desolato proscenio i vari Renzi. Gente che lavora, mica sciopera.
Mah.
So che non serve a nulla. Tuttavia sarebbe onesto al punto in cui son giunte le cose, con un PD ormai desaparecidos in un passaggio cruciale della vita nazionale, dichiarare che nella partita aperta nel 2007 ci si è confusi nel dar le carte.
Tanto vale andare a mucchio e iniziare una nuova e diversa partita.

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19 Risposte to “Buffoni e desaparecidos”

  1. Stefano ...Stefani :) Says:

    qui si parla di rottamare il pd…la “politica” si risolve, per la sinistra, nell’essere contro piuttosto che pro qualcosa, non si potrebbe invece lavorare pro qualcuno, che dentro il PD o nelle poche stanze dei bottoni che non funzionano, vale la pena di mantenercelo senza per questo buttare via bambino e acqua sporca? Non si potrebbe ricominciare da 3 invece che da zero tutte le volte?MA I 3 BUONI EH?! Non il solito peggio arricchito e distillato via dal buono.
    E se si rottamasse il PD emiliano romagnolo? che succederebbe? a parte che io vengo automaticamente licenziato perche’ sono dell’arpa e finiro dentro la prima rasoiata che la lega vuole dare alla regione….

    posso chiederti che succederebbe di male se, calassimo progressivamente ogni mese i prezzi di listino e i costi del lavoro?mantenendo inalterati i guadagni, non ridiventeremmo competitivi mantenendo inalterato tutto?
    le tasse la gente nn le paghera’ mai, anche io avrei qualche remora a versare 500 milioni di euro a berlusconi se guadagnassi un miliardo di euro l’anno….devono calare i prezzi, nessuno deve guadagnare tanto, possibile che le leggi di mercato funzionino solo a scapito degli sfigati? non dovrebbero precipitare automaticamente i prezzi?

  2. stefano marcacci Says:

    mauro la penso esattamente come te

  3. Bruno Casadei Says:

    Non credo si tratti di buttare “bambino e acqua sporca”.
    Sono d’accordo che ci sara’ pur del buono nel PD perfino nella dirigenza.
    Quello che bisognerebbe fare e’ un’operazione di onesta’ intellettuale.
    Se nel PD nessuno propone una patrimoniale nemmeno per scherzo, se si fa fatica a proporre anche la tassazione delle rendite finanziarie, se (last but not least) il Presidente del partito, riguardo all’ipotesi di chiedere un contributo al Vaticano, si esprime con un bel no secco, senza nemmeno un minimo di discussione, forse sarebbe il caso di dire chiaramente agli elettori che di sinistra, nel PD, non c’e’ più’ nemmeno l’ombra.
    Non c’e’ niente di male. Pero’ bisogna essere onesti con gli elettori.
    Nessuno scioglimento, pero’ un paio di “operazioni verita’” si’.
    Innanzitutto basta organizzare feste dell’unita’. Con quella tradizione il PD non vuole avere più’ niente a che fare?
    Ok. Allora la smetta di ingannare i militanti. La festa dell’unita’ non e’ solo un nome da mettere nei cartelloni.
    Io ero tra quelli convinti che Tangentopoli e la Bolognina fossero 2 episodi chiave che avrebbero potuto portare a risultati ben precisi.
    Speravo che sarebbe potuto finalmente nascere anche in Italia un partito di tipo socialdemocraico: nord europeo come ispirazione ed europeista come “filosofia”.
    Ho visto con simpatia l’Ulivo perche’ ritenevo che fosse una splendida occasione per dimostrare che ci potevano essere alleanze anche tra partiti ideologicamente molto diversi, se l’obiettivo era il bene comune.
    La nascita del PD invece la ritengo un grosso errore. Con tutto il rispetto per Rosy Bindi (che ritengo una gran donna e una grande politica) io non ci sto a glissare sui temi della laicita’ per non dare fastidio alle fronde ex dc.
    E ho come l’impressione che come me la pensino molti elettori di centrosinistra. Non crediate che questo piccolo balzo nei sondaggi si debba a una vera adesione ai principi del pd. Si tratta solo (come al solito negli ultimi 17 anni…) di mandare a casda Berlusconi.

  4. Bruno Casadei Says:

    Non credo si tratti di buttare “bambino e acqua sporca”.
    Sono d’accordo che ci sara’ pur del buono nel PD perfino nella dirigenza.
    Quello che bisognerebbe fare e’ un’operazione di onesta’ intellettuale.
    Se nel PD nessuno propone una patrimoniale nemmeno per scherzo, se si fa fatica a proporre anche la tassazione delle rendite finanziarie, se (last but not least) il Presidente del partito, riguardo all’ipotesi di chiedere un contributo al Vaticano, si esprime con un bel no secco, senza nemmeno un minimo di discussione, forse sarebbe il caso di dire chiaramente agli elettori che di sinistra, nel PD, non c’e’ più’ nemmeno l’ombra.
    Non c’e’ niente di male. Pero’ bisogna essere onesti con gli elettori.
    Nessuno scioglimento, pero’ un paio di “operazioni verita’” si’.
    Innanzitutto basta organizzare feste dell’unita’. Con quella tradizione il PD non vuole avere più’ niente a che fare?
    Ok. Allora la smetta di ingannare i militanti. La festa dell’unita’ non e’ solo un nome da mettere nei cartelloni.
    Io ero tra quelli convinti che Tangentopoli e la Bolognina fossero 2 episodi chiave che avrebbero potuto portare a risultati ben precisi.
    Speravo che sarebbe potuto finalmente nascere anche in Italia un partito di tipo socialdemocraico: nord europeo come ispirazione ed europeista come “filosofia”.
    Ho visto con simpatia l’Ulivo perche’ ritenevo che fosse una splendida occasione per dimostrare che ci potevano essere alleanze anche tra partiti ideologicamente molto diversi, se l’obiettivo era il bene comune.
    La nascita del PD invece la ritengo un grosso errore. Con tutto il rispetto per Rosy Bindi (che ritengo una gran donna e una grande politica) io non ci sto a glissare sui temi della laicita’ per non dare fastidio alle fronde ex dc.
    E ho come l’impressione che come me la pensino molti elettori di centrosinistra. Non crediate che questo piccolo balzo nei sondaggi si debba a una vera adesione ai principi del pd. Si tratta solo (come al solito negli ultimi 17 anni…) di mandare a casa Berlusconi.

  5. Davide Ferrari Says:

    Tralasciando ogni commento sul merito della proposta economica e sul debito e delle polemiche, mi sembra che il punto sia “la ripartenza”.
    Io voglio che avvenga, ma non credo possibile, ne auspicabile, che avvenga sulle “macerie”, che addirittura tu chiedi vengano autodichiarate, del PD.
    Se questa è la proposta politica, non c’è proposta politica.
    E’ urgente lavorare per un’altra via per “ridare le carte”, “ripartire”.
    Occorrono processi interni, (una battaglia politica chiara e visibile, che eviti ogni commistione fra le proposte più di sinistra e i liberal anticasta, cui spetta per altro un ruolo), e processi esterni, (disponibilità e riorganizzazione nella Sinistra fuori dal PD, nelle organizzazioni sociali ecc).
    In questa via la distanza dal PD di oggi non potrà essere gestita con questo livello di polemica.

  6. maurozani Says:

    No, io non voglio niente dal PD. Non è il mio partito, non lo è mai stato e dunque nulla devo e posso pretendere.Me ne occupo perchè costituisce pur sempre la maggior forza di (pallida) opposizione.Me ne occupo perchè in quel partito c’è tanta gente che mi sta ancora a cuore. Me ne occupo perchè su questo blog parlo, essenzialmente, di politica.
    Occupandomene, di tanto in tanto, non posso fare a meno di ricordare la sostanziale disonestà intellettuale di quanti tra i massimi dirigenti condussero all’adesione ad un progetto liberaldemocratico sotto mentite spoglie.
    Non c’è , evidentemente ,nulla di male a definirsi liberaldemocratici.C’è invece molto di “male” nel definirsi partito riformista e basta per non pagar dazio alle proprie comvinzioni e scelte politiche.
    In ogni caso, nell’odierna situazione dell’Italia, anche un liberale dovrebbe capire che la proposta della patrimoniale , se ben concepita, e celermente attuata è ormai l’unica via per salvare un paese sull’orlo del fallimento.

  7. maurozani Says:

    PS. Difficile eccepire a quanto scrive Casadei. Se si è in buona fede..

  8. maurozani Says:

    PS2.
    A proposito di partito riformista,leggo quella comunista della Barbara Spinelli : ” smettere gli smorti totem che ci assillano: parole come riformismo o centrismo.Ormai sappiamo che riformista è chi si accredita conservando lo status quo….”
    Non si può dir meglio.

  9. Stefano ...Stefani :) Says:

    hai paura di pronunciare la parola partito comunista 🙂 ? alla sala sirenella del dopo guazzaloca venne un certo piero folena (chiiiiiiii?), dirigente di un partito che aveva portato bologna dal 70% netto al 30 lordo dei consensi che disse per prima cosa che
    1) chi pensava che avevamo perso per colpa del kosovo e della riforma scolastica era un cretino.
    2) IL PARTITTO COMUNISTA NON SI PUO’ PIU’ RIFARE

    Ora, io ero di rifondazione, ed ero già un cretino per questo, ma se fossi stato dei DS gli avrei tirato una sedia sulle gengive, e avrei fatto benissimo perche’ come molti delegati presenti sanno, e io l’ho origliato con le mie orecchie alle sua spalle mentre parlottava con qualcuno, quella riunione serviva solo a prendere per il culo non i soliti elettori, ma addirittura i delegati, promettendo passi indietro e libere elezioni del segretario regionale, che già era stato sapientemente prescelto, perche’ metteva a posto tutti (chissa perche’ non lo avevano fatto prima..)

    gli interventi che seguirono non erano tanto diversi da quelli che si sarebbero potuti sentire a una assemblea di anarchici… pragmatici.

    non vorrei fare l’avvocato del diavolo e non sono nemmeno ancora piddino, voto pd con la stessa gioia con cui mangerei dal cassonetto dell’organico, solo per riempirmi lo stomaco, che ha problemi digestivi seri non da 22 anni ma da piu’ di 30.

    Se quello che dice Bruno e’ la verita oggettiva, a bersani potremmo dare fuoco senza rimpianti.i traditori vanno trattati da traditori…se e’ stracerta la colpevolezza.

    Non vorrei sembrare l’avvocato del pierdiavolo, ma non potrebbe essere che chiedere la patrimoniale sia stupido e inutile come provarci con francesca neri, se sei marty feldman versione antipatico?
    E che non provochi solo la ri-fuga dei capitali all’estero?
    Mettiamo che adesso la costola sana del pd si stacchi e vada con sel o altro, tirandosi dietro tutti i piddini maldipancisti….

    ….Non sarebbe un perfetto terreno di coltura per un compromesso storico? e stavolta con la DC infiltrata da piddini:) e non tiratemi ortaggi, il solo modo sicuro di trovare la strada quando sei perso e’ tornare indietro sui tuoi passi.

    Non vorrei sembrare nemmeno un leghista di sinistra, ma a bologna si parla e agisce di liberta’ dal 1256, qui e’ iniziata la rivoluzione tecnologica, Volta, Galvani, Marconi..la micromeccanica.

    io credo che abbiamo abbastanza riconoscimenti e basi per fare sto benedetto passo, alla faccia di chi dice che la politica non si fa coi tortellini

  10. ADRIANO Says:

    Caro Mauro
    altre volte hai fatto meglio e con più lucidità. Parti dalla mancata richiesta di una patrimoniale (timidamente que e la apparsa) , nelle corde anche di un tal Profumo prontamente candidato da Letta, per ritornare ad un confronto congressuale che, di fatto, non c’è stato. Concordo con chi dice che è necessario ripartire senza fare macerie (che del resto tu non chiedi non essendo, come dici, del PD). Ciò detto, pur “accusandoti” di non aver dato il meglio temo che nell’insieme tu abbia ragione. Purtroppo, per come sono fatto, la cosa mi fa paura

  11. donatalenzi Says:

    solo per stare ai fatti ma nelle proposte presentate dal Pd al senato la patrimoniale c’è ed è il sesto punto delle dieci proposte presentate in partito in conferenza stampa: “. L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari. L’introduzione di una imposta erariale ordinaria sui grandi valori immobiliari, basata su criteri fortemente progressivi.”.si partiva da 1 milione e cinquecentomila.. Ho seguito tutti i lavori e so quindi che Morando che da tempo sostiene la patrimoniale aveva proposto di colpire anche fondi e azioni. non si è andati avanti perchè nella manovra n. 1 già era stata accolta una nostra proposta per la tassazione delle rendite finanziarie portandole dal 12,5 al 20 % e in momenti in cui la borsa crolla c’era poco da prendere. ieri abbiamo inziato lo stesso lavoro alla Camera e allargheremo ai beni mobili registrati di lusso.

  12. maurozani Says:

    Cara Donata, non ho dubbi sul fatto che il PD, negli interna corporis istituzionali, abbia avanzato fior di proposte correttive. Ma se davvero si voleva la patrimoniale si sarebbe fatta di questa proposta una grande , diffusa, convinta proposta politica.Mi darai atto che ciò non è affatto emerso, neppur pallidamente, come idea forza che tutto il resto tiene.E ciò non è certo avvenuto per caso. ma in virtù di una precisa scelta politica.Tanto è vero che non mi risulta una dichiarazione forte , pubblica, reiterata di Bersani in tal senso.In sostanza il PD non è affatto conosciuto e riconosciuto , fino ad ora, come il partito che più coerentemente persegue questa strada.
    Tu Donata, sei persona troppo avveduta per non comrendere la differenza, abissale, che passa tra un sesto punto trattato parzialmente nelle commissioni parlamentari competenti e una proposta prioritaria e organica. Da mettere la primo punto.E, ugualmente sei troppo avveduta per non sapere che la differenza è semplicemente enorme. Trattasi di una differenza POLITICA della quale , mi sembra, tutti , in Italia, si son accorti.

  13. maurozani Says:

    Caro Adriano, non sempre si può dare il meglio.
    Al netto del fatto, storicamente acclarato, che a volte il meglio è nemico del bene.

    PS. Quanto al congresso d’antan, per me è sempre una ferita aperta ..e sanguinante. Da vecchio “populista” mi è sempre apparso disdicevole prender per il culo la gente. Scusa il linguaggio oxofordiano. Per ciò presi allora l’ennesimo toro per le corna…rimanendo incornato da quel pessimo politico e tattico che son sempre stato.

  14. maurozani Says:

    Stefano. Che dire?
    Simpatico!

    PS. E non stupido.

  15. maurozani Says:

    Ah, Adriano, dimenticavo. Tu sai, vero, che io sapevo esattamente che (nel congresso d’antan) m’apprestatvo in scienza(poca) e in coscienza (tanta) a dare una battaglia persa in partenza.E per di più sapendo che avrei fatto un enorme favore a quanti volevano da tempo togliersi dalle palle (sempre Oxford) la mia modesta persona?
    Dunque non ho nulla , ma proprio nulla da recriminare.
    Ognuno è causa del suo destino.
    Ma la passione di una vita resta.

  16. Gianni Says:

    Caro Mauro sono completamente d’accordo!
    E’ una sintesi perfetta dello stato in cui versa l’alternativa (che manca) a Berlusconi, ma soprattutto, al centro destra, e della lunga agonia in cui questo, costringe il Paese.
    E non mi si dica che bosogna lavorare dall’interno del PD..
    Tempo scaduto, perso, inutile!
    Ma le amministrative, i referendum non hanno insegnato niente???
    Saluti di sinistra

  17. Stefano ...Stefani :) Says:

    io ci andrei piano a giudicare e discreditare, e’ sempre stata una brutta abitudine della sinistra, sempre meglio della lupara cmq.

    non sono affatto buffoni, sono dei geni della gestione del potere, le regole e i giudizi li fanno loro, l’unico modo di farsi ascoltare e’ avere piu forza e consenso, e la maggioranza dei consensi l’ hanno solo i vincitori, quindi bisogna solo fare meglio di loro, e sul loro campo, non è difficileeee suuuu:)

  18. ADRIANO Says:

    Caro Mauro
    penso di sapere che tu sapevi. Si, penso di si. Altri, tanti(forse anch’io decidendo di fatto “di non partecipare”), hanno fatto scelte di comodo. Non ho mai bollato come tale la tua ma continuo a rammaricarmi del fatto che il blog sia una cosa importante ma del tutto insufficiente a cambiare le cose.
    Vedo che altri si indignano al pensiero, forse lasciato trasparire anche da me, “del lavorare da dentro”. Ok, può essere un’errore ma non lo considererò tale fintanto che non mi verrà proposta un’alternativa concreta e credibile.

  19. maurozani Says:

    Adriano, ci ho pensato a lungo. Alla fine mi son convinto che mancasse il terreno per “stare dentro” o meglio, nel mio caso aderire a un progetto che consideravo gravemente sbagliato nei suoi fondamenti.
    Il blog non è una proposta. Nessun blog lo è.
    Quanto all’alternativa , oggi non la vediamo, ma essa si costruisce e si comincerà a vedere dai NO,In sostanza le alternative fanno parte di un processo politico non nascono da un disegno tracciato a tavolino.
    Esempio.
    Pensavo che sarebbe stato saggio, utile e necessario raccogliere l’opposizione di sinistra (tutto compreso) attorno al PD dato che tutti i sondaggi da un anno a questa parte danno vincente ,seppur di poco, una coalizione di questo tipo. poi da cosa può nascere cosa. Invece il PD è programmaticamente da un’altra parte: quella di Casini. E adesso il momento magico è ormai definitivamente trascorso e il PD comincia a perdere nei sondaggi: un capolavoro dovuto alla coerenza con il progetto liberale-democratico e centrista posto alla base della nascita del “partito nuovo”.
    Non vi sarà mai un’alternativa concreta e credibile fino a che si continuerà a dire di sì..sia pure col mal di pancia.
    In questo modo alla fine prevarrà nel PD una deriva neodemocristiana che già s’intravede da molti segni.
    Comunque se mi sbaglio son disposto a fare pubblica ammenda.

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