Compleanno.

Berlusconi ha compiuto 75 anni.

Guardo su il Fatto un’identikit elaborato dall’IDV nel 2010 dove si vede Berlusconi come sarebbe oggi senza tutte le diavolerie tecno-cosmetiche volte ad occultare gli inevitabili effetti della vecchiaia.
Appare per quello che è, o meglio per quel che dovrebbe(virilmente) rassegnarsi ad essere.
Un uomo anziano,decisamente pelato con pochi capelli bianchi, il viso segnato dal tempo.
Non so qual’era l’intenzione di chi ha commissionato quella rielaborazione fotografica- penso malevola o almeno maliziosa- tuttavia l’immagine che ne risulta restituisce un effetto del tutto contrario.
Ne viene fuori la fotografia di una persona anziana, normale.
Dignitosa.
Niente a che vedere con quel buffo personaggio fuori del tempo che vediamo ogni giorno nei telegiornali.

Ricordo l’unica volta ch’ebbi l’occasione di incontrare Berlusconi face to face.
S’era nello spazio ristretto di un ascensore.
Avevamo appena vinto le elezioni del 1996.
Mi porse la mano tenendosi aggrappato con la sinistra alla solita cartella di pelle marrone che ancor oggi sembra essere la sua coperta di Linus. (Mi domando se se la porta anche nel lettone di Putin, ma forse l’appoggia sul comodino).
Provai a superare l’imbarazzo che sempre si genera in questi casi mentre attendevo d’arrivare al piano.
Era il capo dell’opposizione ed io mi sentivo magnanimo.
-Come sta presidente?
-Caro Zani ,come vuole che stia con tutti i PM d’Italia alle calcagna?
Fortunatamente l’ascensore s’aprì ponendo termine alla conversazione.
La cosa che mi colpì e che ho sempre ricordato in seguito e della quale non riuscivo a darmi conto fu la sua faccia.
Letteralmente sepolta sotto uno strato di cerone. Un effetto micidiale, clownesco. Una roba che neanche sotto tortura….
Mi domandai come faceva un uomo di mezz’età ad andare in giro così mal conciato. Come faceva a non vergognarsi ostentando quella maschera collosa, impiastricciato al punto da assumere le sembianze di un personaggio di Walt Disney.

Qualche tempo dopo ,non ricordo bene l’epoca, una fonte ben informata, tra coloro che vivono le loro giornate nel corridoio dei passi perduti alla Camera dei deputati mi confidò che Berlusconi aveva un cancro.
-Sai , al pancreas. Altro che prostata!
-E’ spacciato.
Il ghigno furbesco con cui accompagnò quest’annuncio lo rivedo ancora adesso. E mi fa scorrere un brivido di puro ribrezzo lungo la schiena.

Sarà che non son mai stato un politico “puro”.
Certo è che son ipocondriaco.
Avete presente Verdone?
Beh io come lui conosco il nome commerciale e il principio attivo di una moltitudine di farmaci. Alcuni dei quali ingoio da anni.
Se io parto per un viaggio, anche breve, avrò immancabilmente con me farmaci per ogni eventualità.
Mi nutrono la psiche con un puntuale effetto placebo.
Rassicurante.

A parte ciò quell’annuncio mi fece molto pensare .
Dovevamo sperare in una prematura scomparsa di Berlusconi, in una malattia incurabile per vincere? E vincere così sarebbe stato desiderabile?

No! Certo che no.
Ci dovrebbe esser un limite etico alla ragion politica. Qualcosa che assomiglia all’umana compassione.
Non è vero?
OK. D’accordo ,lo so che non c’è.
Ma nel mio mondo ideale c’è.
E ci resta.

Poi Berlusconi annunciò in pubblico che aveva definitivamente sconfitto il suo cancro.
Ed io fui sollevato.
Sissignore, anche umanamente sollevato.
Pensai che da quel momento si combatteva ad armi pari contro l’uomo mascherato.
Potevo tranquillamente tornare a farlo oggetto del mio residuo, istintivo, esistenziale, “odio di classe”. Seppur razionalmente mediato dalla cultura ,dalla storia, insomma dalla riformistica ragionevolezza democratica,civile e politica ..etc.

Solo che, nel corso del decennio successivo m’accorsi che non pochi, dalla mia parte, l’ammiravano anche nel momento in cui lo combattevano nelle aule parlamentari.

Fu , ed è il berlusconismo.
Un modo di pensare e di agire che ha contagiato molti.
Una vera e propria fascinazione per quell’uomo bionico che ,dopo aver sconfitto il cancro prendendolo di petto, anni più tardi – forse grazie ad una joint venture ad hoc tra Houston e la Nasa- si ritrova ad aver in attesa fuori dalla stanza ben 11 ragazze. E, può “sbrigarne” solo otto.

Apro un inciso (su di un blog ci si può prendere il lusso di derogare dai normali canoni di una buona scrittura) per domandarmi come diavolo fa un uomo anziano a esibire il proprio corpo nudo davanti a ragazzine di vent’anni o ancor meno , senza provare vergogna.
A rischio di scandalizzare qualche anima bella della sinistra conformista dirò che io non ho mai nutrito una particolare avversione per le puttane e neppure per i loro clienti specie quando si tratti d’impiegati, operai o camionisti.

Mi resta però inspiegabile l’assenza totale di vergogna e di pudore del nostro.
Non nel senso di provar vergogna per il proprio corpo invecchiato,ma in quello d’esporlo impietosamente ,nudo e crudo, di fronte a svelte ragazzine che non possono che provare un certo schifo, appena mitigato da un più o meno lauto compenso.
Ma dico io, non ci son signore più mature con cui accompagnarsi per il lungo e per il largo nella propria sfera privata?

La quale sfera privata non è in discussione fino a quando non comporta per un uomo pubblico d’esporsi al ricatto e anche di trascurare assai i propri doveri e gli impegni assunti di fronte ai propri elettori.
Già, perché è ben difficile credere che una persona di 75 anni compiuti possa furiosamente “festeggiare” di notte e lavorare di giorno con la lucidità che è severamente richiesta dal suo ruolo.

Infatti se ascoltate la telefonata live tra Berlusconi e Lavitola avrete plasticamente chiaro ciò che intendo.
Si sente la voce impastata e stanca di un uomo anziano. Solo, triste ,inutilmente rabbioso. Sembra estenuato e sopraffatto dagli eventi che lui stesso ha innescato.

Vabbè riprendo il filo tornando in politica.

Nel suo settantacinquesimo compleanno è chiaro al mondo intero che ,come il cavaliere della leggenda, il nostro satiro, continua a combattere anche dopo aver avuto tagliata la testa.
Non può farne a meno e nello stesso tempo forse avrebbe bisogno di una spintarella ulteriore per liberarsi alfine di un fardello , quello del governo di un grande paese , che non è mai stato alla sua portata.

L’opposizione però sembra limitarsi ad attendere che, ormai esangue, cada da cavallo.
Per opera della magistratura? Per stanchezza o malattia?

Ah certo il cavaliere cadrà.

Si spera però,almeno io spero, dopo aver perso le elezioni.

So che non è semplice, dato che al momento ,nonostante la fronda di Maroni, il patto con la Lega tiene.
Berlusconi, a suo tempo, se l’è comprata… la Lega.
E’ roba sua e ne può disporre come più gli pare con buona pace di quei poveri inconsapevoli e teneri dementi che indossano copricapi cornuti e brandiscono spadoni di compensato sul pratone di Pontida e che adesso ululano sofferenti a Radio Padania, l’emittente di una regione fantasma.

E, intanto l’Italia rischia il collo.

Bersani ,la settimana scorsa ha detto che la questione di Berlusconi si poneva ad horas.

Già.
Son già passate molte horas.
La Confindustria nel frattempo ha lanciato l’appello a “salvare l’Italia”.
(Dei paraculi ho detto già nel post precedente).

Sembra che l’establishment si organizzi, con la collaborazione della BCE, per fondere la pallottola d’argento che colpirà al cuore l’uomo bionico.

Il ragionier Tremonti l’ha ben compreso e si può star certi che non si troverà sulla traiettoria fatale.

Non vorrei che , in un modo o nell’altro, il Pd invece si faccia trovare nei pressi del bersaglio proprio al momento “giusto”.

Subendo così gli effetti collaterali della caduta del Rais.

Per questo nel settantacinquesimo compleanno di Berlusconi (auguri) converrebbe prepararsi alle elezioni senza attendere che la natura faccia il suo lento corso.
Si farebbe un favore anche a Lui, liberandolo di un’incombenza da sempre troppo gravosa.

Un passo lo si è già fatto verso SEL e IDV.
Ma non bisogna temporeggiare.
Subito, ieri, sono necessari nell’ordine : un progetto, un’alleanza ,un leader.
E una conseguente mobilitazione popolare a sostegno.

Ciò imprimerebbe un’accelerazione politica , con il probabile effetto di rompere lo stallo attuale.

Inutile inseguire l’idea di un governone, e inutile anche vagheggiare il progetto di una più larga alleanza elettorale con Casini.

Non conviene al centro sinistra e non conviene a Casini che s’attende dalle urne il sostegno dei berlusconiani pentiti magari assieme a quello del Cardinal Bagnasco.

Al netto di D’Alema ci vuol poco a capirlo.

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9 Risposte to “Compleanno.”

  1. roberto Says:

    Oh gran bontà de’ cavallieri antiqui!
    (riferito solo a Mauro, ovviamente)

    Io invece sono di quelli che vorrebbero vederlo, come di primavera il saltamartino, spiaccicato su un ramo di pino….

  2. claudiopagani Says:

    Caro Mauro ma tu pensi davvero che l’Italia frema dal desiderio di farsi governare dal trio Bersani , Vendola, Di Pietro?!!!
    Bersani è il portavoce di un partito dominato da scontri di potere ( non parlo di correnti perchè esse ,almeno nella prima D.C., avevano qualche attinenza con la politica); l’unico merito riconosciuto a Bersani è di avere un buon carattere e di non litigare mai con nessuno; del resto il suo vero leader di riferimento è il furbo Vasco Errani il cui vero pensiero politico è che quando sei al governo dai un pò di biada anche all’opposizione( mi risultano tentativi in corso anche con i Grillini)..
    Vendola è l’unico che fu contro la svolta della Bolognina , fu sempre bertinottiano ( e quindi rigidamente proporzionalista) poi fu illuminato sulla via di Damasco da qualche prodiano ( tramite la nonnina Frascaroli?)
    e divenne rigidamente maggioritario e leaderistico ( alla faccia di tutta quella sinistra italiana che dice , in modo immagifico ma poco concreto , di volere rappresentare; voorrei proprio vedere Berlinguer alle prese della politica-poetica del nostro? ; io credo che Nicki da Terlizzi abbia già fatto un patto con Prodi per fare un ticket “presidenziale” e in questo caso vedo male il povero Pierluigi visto come sono abili gestori del potere i prodiani..
    Quanto a Di Pietro be! basta la parola , cioè basta sentirlo parlare…; però tutto il partito dei giudici è con lui
    Quanto ai sodaggi è vero che il cartello P.D. +IDV + SEL vale oggi il 45% ma di chi si esprime cioè solo il 50% degli italiani; rapportato al 100 % vuol dire 23% ( meno di 1/4) e rapportato al 75 ( che credo comunque andranno a votare ) il 30% !!!!.
    La cosa che io ritengo + probabile è che comunque si andrà votare con quel trio il quale vincerà nettamente alla camera e , magari , anche al Senato ma di poco rieditando così la situazione dell’Unione; con la differenza che almeno Prodi è uno tosto ( e durò 2 anni senza maggioranza) e quelli guidati da Bersani o meglio ancora da Vendola litigherebbero di brutto e si accartoccerebbero su se stessi in 6 mesi dopo avere letto Prodi presidente della repubblica( e credo che la pensi così anche Romano che sarebbe l’unico a trarre vantaggio da ciò ed è questo che gli interessa.)
    Troppo pessimista, può darsi ; Non ci sono alternative però al percorso che parta dalla costruzione di un vero progetto alternativo e subito dopo alla messa in cantiere di un rassemblement di vera sinistra europea.
    Tutti i dirigenti oggi in campo dalla ns. parte fanno parte ormai del passato e sottolineo tutti: io spero ,paradossalmente che la Chiesa italiana costruisca un partito moderato di centro perchè cosi avremmo almeno uno dei 2 pilastri di una vera alternativa di governo e si avrebbe il tempo di costruire il nuovo soggetto senza il ricatto del pessimo ,sotto ogni profilo, Berlusca

  3. Umberto Mazzone Says:

    Saranno i tempi, le suggestioni, le analogie. Qualcuno lo ha già detto. In queste sere prima di addormentarmi sto rileggendo i diari di Giuseppe Bottai, in particolare mi soffermo sulle giornate che portarono al gran consiglio del fascismo e al 25 luglio 1943. Il 16 luglio viene chiesto a Mussolini di convocare il gran consiglio per “creare questa corresponsabiilità, chiediamo la rimessa in atto della costituzione. Prevede questa che tu sia il primo ma non il solo” (Diario,ed 1989, p. 397): Da che si ricava
    a) che parte del gruppo dirigente fascista (Grandi, Bottai in primis) era assai più coraggioso e autonomo degli odierni sodali di Berlusconi
    b) che parte del detto gruppo dirigente aveva dei legami reali con i gruppi economici e sociali del paese e sapeva interpretarne le volontà anche a costo di forzare duramente le fedeltà storicamente date
    c) che il fascismo era una dittatura tutta particolare. Il dualismo con la monarchia esisteva. E dopo vent’anni di propri comodi e di utilità avute dal regime il re si ricordò di quel fondamentale particolare.
    Proprio per questi precedenti la figura del presidente della repubblica non è minimente paragonabile, in termini costituzionali, a quella dell’ allora monarca.
    c) che paradossalmente il regime fascista aveva uno strumento istituzionale per mettere in minoranza il “capo”: il gran consiglio.
    La repubblica democratica, proprio perchè rigidamente democratica, non ha quello strumento, non prevede il caso di eccezione. Prevede solo la sfiducia parlamentare e lo scioglimento delle camere. Attendere la sfiducia è illusorio, lo scioglimento in queste condizioni numeriche e parlamentari è di dubbia fattibilià (all’ interno delle norme democratiche). Insomma non vi è uno strumento istituzionale esplicito per porre fine ad una situazione penosa. Dossetti voleva introdurre in costituzione uno strumento da stato di eccezione: il diritto di resistenza. Probabilmente, se fosse stato approvato, oggi saremmo ai limiti di una sua possibile applicazione.
    Ho molta paura però di quello che avrebbe potuto significare il ricorso a quelle norme non inserite. Così ci troviamo ad affidarci alle leggi dell’ anagrafe. Il che non è bene, e soprattuto non è una soluzione politica. In queste condizioni neanche un governo Badoglio si riesce a fare.

  4. maurozani Says:

    Claudio.
    No, l’Italia non freme…
    Tuttavia il tempo stringe.Difficile pensare che accada qualcosa di decisivo nel PD nel breve.
    Qualcosa che lo emendi dal suo peccato originale. E allora io mi pongo di fronte alla situazione come se fossi al “loro posto”. L’unico modo onesto per continuare a discutere di politica.
    Posta così la questione, vi sono solo due modi per affronatare la contingenza attuale.
    Il primo è quello che indica con chiarezza D’Alema: centro sinistra +Casini in un’alleanza elettorale. E’ una linea sbagliata perchè non fattibile e realistica. E’ chiaro quale sarebbe il vantaggio per il PD di una tal linea di condotta: centralità del PD.
    Peccato che vi sarebbe un’ulteriore diaspora a sinistra (e forse D’Alema la auspica) ma è altrettanto chiaro che Casini dovrebbe sconfessare l’idea del terzo e determinate polo. Non lo farà.A meno che non si pensi di sconquassare quel circa 45% con una leadership dello stesso Casini. Cosa evidentemente non percorribile.
    La seconda possibilità è l’unica oggi in campo: PD+IDV+SEl + resto del mondo. Dopo , eventualmente si contratta con Casini da posizioni di forza. Gira e rigira , dato che la classe dirigente è quella che è sempre qui si ritorna.
    Certo il mio approccio ha una grave pecca che riguarda la possibilità di mettere in campo un progetto alternativo, sul piano economico e sociale.
    Di questo ho scritto a lungo in questi mesi. Da ultimo l’idea di una vera patrimoniale potrebbe innescare un modello alternativo rispetto agli aut aut della BCE, o almeno temperarne gli effetti sociali e quelli economici (depressivi) lasciandosi aperta la strada per uno sviluppo futuro.
    Se si tirasse il filo della patrimoniale, in un quadro di riforma fiscale seria ,organica, forse si raggiungerebbe lo scopo di portare a votare parte di quel 30% che non ne vuol sapere, considerando che ormai e da tempo tutti i gatti son bigi.
    E’ chiaro che se si occhieggia al manifesto confindustriale questo risultato non lo si otterrà.
    Il problema è che il tempo si è fatto breve. Dunque conviene comunque assumere la linea più realistica e fattibile…continuando a sperare che ,anche sotto la pressione di un’opinione pubblica che s’è fatta avanti anche con il referendum sulla legge elettorale e prima ancora sui referendum di primavera, qualcosa di nuovo accada nel PD come tra i suoi alleati.
    Altro non si scorge all’orizzonte.
    Quanto poi alle considerazioni su Bersani e dintorni (regionali compresi) non devo aggiungere altro alle tue considerazioni che trovo particolarmente fondate.

  5. maurozani Says:

    Caro Umberto, condivido le tue riflessioni.
    Siamo in stallo, anche istituzionale. Lo si può rompere solo tramite un’accelerazione politica da parte dell’opposizione.
    Una tale “accelerazione” comporterebbe proposte del tutto alternative rispetto al dibattito attuale. Proposte tali da scuotere in profondità l’opinione pubblica e da mobilitare i più giovani raccogliendoli attorno ad una diversa e meno sconsolante idea del loro futuro.
    Forse in quest’ambito anche un pugno di parlamentari del PDL troverebbe la forza (e la convenienza) di sottrarsi al loro datore di lavoro.
    Magari quest’eventualità si verificherà comunque,nel caso in cui la Corte costituzionale decida l’ammissibilità del referendum elettorale.
    (Non che a me piaccia il mattarellum, ma sempre meglio della legge attuale).
    Anche in questo caso comunque ,come negli altri referendum il PD è stato un passo indietro rispetto ad una mobilitazione larga dei suoi elettori.

  6. claudiopagani Says:

    Ottimo Mauro; tuttavia non mi hai risposto nè ora ( nè mai in passato ) sui prodiani che sono ( dal 1998 quando è franata con la sfiducia in parlamento la presunta leadership di Prodi che peraltro nel 1996 con il suo nome sul simbolo del P:P.I fece prendere a quel partito il 6,8%!!! con Dini al 4,3%) sono la vera anima nera del Centro -sinistra interessati ,come sono , solo al potere della loro lobby!) ; loro hanno sempre fatto il giochino di dividere la sinistra prima trescando con Bertinotti contro il PDS ( salvo che Bertinotti gli è esploso in mano) e oggi puntando su Vendola contro Bersani cosi da far emergere il solito buon federatore Prodi che stavolta farà il Presidente della Repubblica! ; loro in realtà , cioè i prodiani, sono antipolitici pechè credono solo nel loro Romano , in realtà se Berlusconi è stato il vero dominus dell 2° repubblica è proprio perchè la sinistra al dunque si è sempre stretta su Prodi che , vorrei ricordarlo, fu ministro dell’industria nel governo Andreotti nel 1978!; Finchè loro non si tolgono dalle scatole non ci sarà mai spazio per la costruzione di un progetto di alternativa e ,subito , dopo , per la costruzione di un forte partito Socialista e Democratica nel solco della migliore tradizione della sinistra europea; Incidentalmente osservo che la vera e forte critica che faccio a D’Alema non è quella che di solito gli si fa ma il fatto che , pur avendo per tempo capito i limiti gravi del prodismo quando si è battuto contro è stato toppo buono e ingenuo rispetto a qei vecchi attrezzi neodemocristiani e poi si è addirittura convertito all’ulivismo perchè lo ritiene un dato ineluttabile del pensiero politico del Centro-Sinistra e quindi…conviene allearsi.
    Del resto in Emilia c’è l’esempio più clamoroso di vero prodismo sotto una vernice leggera di dalemismo e cioè il furbissimo Vasco
    il quale è un feroce prodiano quando si tratta di distribuire i posti di sottogoverno e posti nei CDA , però a chiacchiere fa finta di richiamarsi al suo antico protettore( o no Mauro?)
    purtroppo D’Alema ormai è un politico residuale mentre Prodi ,e i suoi, sono vivi e in sella e con loro in cabina di regia non si farà mai un partito Socialista e Democratico…

  7. Andrea Says:

    @ Claudio Pagani

    – tua citazione (1): “purtroppo D’Alema ormai è un politico residuale mentre Prodi ,e i suoi, sono vivi e in sella e con loro in cabina di regia non si farà mai un partito Socialista e Democratico…”

    – Roma, 26 set. (Adnkronos) – “Una nuova stagione progressista e’ possibile”, ma il socialismo europeo deve “prendere atto che si e’ conclusa una storia”. Lo ha spiegato Massimo D’Alema intervenendo ad un dibattito organizzato nella sede del Partito democratico sulla socialdemocrazia. “Una nuova stagione progressista non sara’ piu’ secondo i modelli classici della socialdemocrazia, anche se i socialisti ne saranno protagonisti -ha spiegato D’Alema- Muovera’ sulle basi di una coalizione progressista, con un progressismo plurale basato su nuovi principi, avra’ l’europeismo come pilastro ma soprattutto dovra’ avere consapevolezza dei limiti del passato”.

    – tua citazione (2):”pur avendo per tempo capito i limiti gravi del prodismo quando si è battuto contro è stato toppo buono e ingenuo rispetto a qei vecchi attrezzi neodemocristiani e poi si è addirittura convertito all’ulivismo perchè lo ritiene un dato ineluttabile del pensiero politico del Centro-Sinistra e quindi…conviene allearsi”.

    D’Alema condivide con Andreotti un’idea del potere trasversale e trascendente i partiti: è un’idea personale e reticolare, feudale ma anche modernissima, che pone al centro le relazioni fra le persone, lo scambio di informazioni, la continuità dei rapporti e degli equilibri, la rassicurazione reciproca. C’è anche un gusto comune per le frequentazioni un pochino border line, e la non invidiabile capacità di attrarre su di sé i sospetti più infamanti, poi riciclati per alimentare la propria stessa leggenda, secondo l’aurea ricetta del potere che prevede ogni volta anche un pizzico di paura. (Fabrizio Rondolino sul “Giornale” del 16 settembre)

    @Mauro

    Mi sei piaciuto.
    Naturalmente mi riferisco al solo aspetto vagamente introspettivo.
    Minima Moralia dall’Appennino bolognese.

  8. Gianni Says:

    Ma insomma diciamocelo se Prodi corre per la presidenza della repubblica anche D’alema stà preparando la corsa: lettura minimalista e anti politica?
    Sarà ma qui, ora, con questa “classe dirigente” a proposito di Andreotti indiscusso maestro, “a pensar male ci si azzecca” e allora i contenuti gli ideali, i valori, le questioni concrete della gente gli frega fino a un certo punto. Sono solo il mezzo per piazzarsi in “qualche poltrona” (a livello locale si accontentano di strapuntini e ad es. il furbo Errani un pò di potere lo fà annusare a tutti e loro se né tacciono)! Quale politica volete che facciano questi personaggi? Tutta TATTICA.
    Ecco perché Vendola appare un puro, almeno sembra voglia con passione ” narrare poeticamente” i problemi della gente (non è molto ma visto quello che passa il convento) e Di Pietro lancia il referendum elettorale mentre Bersani anche questa volta, ha rincorso!
    Quelli del PD sembrano sempre più “le truppe cammellate” (“L’espressione, in senso figurato, è stata recepita dal linguaggio giornalistico e politico per indicare i ‘sostenitori, raccolti in corrente, gruppo di pressione, associazione, di un leader politico o di una linea politica’”) non un partito.
    Il Pd un partito senza coraggio (cosa già dette? forse sì), che si getta nelle cause sol quando esiste qualche possibilità di vittoria, sempre gregario, mai protagonista, tantomeno avanguardia (vien da dire “se non ora quando”), bloccato dalle mille beghe correntizie e di potere interne, tanto da far dire alla Bindi che se và avanti così Bersani potrebbe ritrovarsela avversaria alle primarie……….
    Il ragionamento è tutto in politichese lo ammetto, messo così ai lettori del blog non gli frega un tubo, ma o riusciamo nelle piazze tra la gente a smantellare a spezzare questo imbroglio, fatto di tatticismo e di autoconservazione del potere, o altro che alternativa, saremo sempre “tante pecore da tosare” cambierà il “pastore” ma la fine sarà sempre quella pagheranno i soliti.
    Loro i PADRONI dell’economia e della finanza(ma perché aver paura delle parole?) daranno 1,5 x 1000 sopra il milione e cinquecento mila eruro di patrimoniale (ma questa non si chiamava elemosina???) in cambio del taglio delle pensioni! Ma Basta……..
    Caro Mauro ti ringrazio ancora e concordo………..bellissimi i tuoi post , l’immagine del Berlusca col cerone è da fellini …ma non hai mai pensato di trasformare gli scritti di questo blog sintesi notevole di concretezza, di valori e di morale e in un Libro?
    Per me sarebbe bellissimo e avrebe tanti lettori.
    Ci sono descrizioni di ambienti, personaggi, fatti, giudizi in cui non solo militanti o ex si potrebbero ritrovare, ma anche esperienza di vita vissuta, idee, valori e fregature che a tanti “giovani” (nell’accezione più larga) potrebbero interessare e farebbero sentire toccare come può essere vissuta la buona politica…….
    Scusa la lunghezza con stima, un saluto di sinistra a te e a tutti

  9. claudio Says:

    Propongo questo scenario.
    1) La coalizione SEL + PD + IDV vince le elezioni; secondo sondaggi ( a mio avviso tra i + seri) la maggioranza alla Camera è netta ( grazie al porcellum) ; al senato invece ( come ai tempi Unione ) è molto risicata ( 2 o 3 senatori); a questo punto bisogna eleggere il nuovo presidente della Repubblica ( Napolitano è scaduto); la maggioranza inpone Prodi e questo passa di misura ; Prodi e i suoi coronano il sogno di una vita; adesso bisogna fare il governo e tocca a Bersani ( o a Vendola) ; si ripete (in peggio perchè Prodi almeno è tosto) la catastrofe Unione e dopo pochi mesi la maggioranza è in crisi; quello che succede dopo può essere diverso ma sempre catastrofico per la Sinistra che ha dimostrato , per l’ennesima volta, che può vincere le elezioni ma non riesce a governare; si aprirebbe un gioco al massacro tra dirigenti vecchi e nuovi e a quel punto…. ci vorrebbero almeno 20 anni per ricominciare. Naturalmente Prodi ( e i suoi) starebbero tranquilli per 7 anni ; la gente di sinistra un pò meno ,temo; fantapolitica può darsi ma bisogerebbe chiedere all’amica Frascaroli ( alias della moglie di Prodi) e anche al furbo Vendola , se almeno una volta fosse sincero; oppure anche a Parisi che è diventato molto vicino a Vendola e Di Pietro ( dopo averli convinti delle meraviglia del Mattarellum!!)

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